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L’ultimatum di Trump alla Russia: opportunità per Mosca o boomerang geopolitico?

L’ultimatum di Trump alla Russia — 50 giorni per porre fine alla guerra in Ucraina, pena dazi del 100% — ha generato un effetto opposto a quello auspicato da Washington. Secondo analisti internazionali, Mosca ha colto questa finestra temporale come un’opportunità per consolidare il proprio controllo territoriale e rafforzare la sua finale posizione negoziale.

Il rinvio dell’applicazione delle sanzioni ricorda le precedenti manovre tattiche di Trump: retorica aggressiva, ma misure concrete posticipate. Questo approccio ha permesso alla Russia di intensificare le operazioni militari sul campo, senza il timore di un intervento diretto da parte degli Stati Uniti. Durante il periodo dell’ultimatum, le forze russe hanno conquistato nuovi villaggi nelle regioni di Kharkiv, Donetsk e Zaporizhzhia. L’obiettivo è chiaro: consolidare il controllo territoriale prima della scadenza, così da presentarsi con maggiore forza a eventuali negoziati di cessate il fuoco. Tutto questo mentre Kiev attende la consegna dei sistemi Patriot promessi dagli Stati Uniti e dai partner NATO.

Queste le prime reazioni del governo russo:

  • Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, ha definito l’ultimatum “teatrale” e ha promesso attacchi ancora più intensi contro obiettivi ucraini, inclusa Kiev.
  • Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha dichiarato che Mosca “non accetta minacce” e ha accusato Trump di voler prolungare il conflitto.

Anche in Europa si alza un coro di voci e dichiarazioni:

Kaja Kallas, Alto rappresentante UE, ha criticato la generosità del termine di 50 giorni, è “generoso”, considerando l’urgenza umanitaria: “Ogni giorno muoiono civili ucraini. Serve una reazione immediata, non un conto alla rovescia”.  Reazione che non si è fatta attendere, il Consiglio Affari Generali europeo ha approvato il 18° pacchetto di sanzioni contro la Russia, colpendo:

  • 22 nuove banche russe
  • 105 navi della “flotta ombra”
  • Raffinerie in India legate al petrolio russo
  • Un tetto dinamico al prezzo del greggio russo: 47,6 $ al barile

Medvedev ha liquidato le nuove misure come “inefficaci”, affermando che “la nostra economia sopravviverà e la sconfitta del regime di Bandiera continuerà”. La capo della diplomazia dell’UE ha espresso perplessità riguardo alla scadenza imposta da Washington. Secondo Kallas, il termine di 50 giorni.

Lituania: stop al gas russo e accelerazione energetica

Il ministro degli Esteri lituano, Kęstutis Budrys, ha proposto di anticipare l’attuazione del piano europeo RepowerEU, per eliminare la dipendenza energetica da Mosca. Ha avvertito che le sanzioni secondarie statunitensi potrebbero destabilizzare alcune economie europee ancora legate al gas russo, ma ha definito questo rischio “necessario per la sicurezza collettiva”.

Boris Pistorius: la Germania alza lo scudo

Il ministro della Difesa tedesco ha confermato l’invio di due sistemi Patriot all’Ucraina. L’iniziativa, coordinata direttamente con il Pentagono, rafforza la difesa ucraina in un momento in cui Mosca espande la sua influenza sul campo. “Trump ha cambiato le carte in tavola, ora tocca all’Europa bilanciare le forze”, ha dichiarato Pistorius.

Mark Rutte: la NATO è compattta

Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha sostenuto la linea dura di Washington, affermando che “l’Europa deve pagare per la difesa dell’Ucraina”. Ha ribadito la volontà di tutti i Paesi membri di partecipare attivamente al piano militare multilaterale.

Macron: scetticismo privato

Secondo fonti diplomatiche riportate da Axios, Trump avrebbe confidato al presidente francese Emmanuel Macron che Putin “vuole prendersi tutto”. Un mascherato riferimento alla ricostruzione e alla suddivisione dei territori, che sappiamo divisi tra “ricchi di materie prime e terre rare” e “poveri”. Macron, pur sostenendo pubblicamente la linea atlantica, sembra deluso dalla mancanza di progressi nei negoziati con Mosca.

L’ultimatum di trump alla russia ha senza dubbio alterato gli equilibri geopolitici e messo in moto una nuova fase nella risposta europea alla crisi russo-ucraina. Se da un lato Mosca rafforza la sua offensiva, dall’altro Bruxelles si muove con determinazione: nuove sanzioni, aumento delle forniture militari e revisione delle politiche energetiche.  La partita è tutt’altro che chiusa. Il conto alla rovescia imposto da Trump non pesa solo su Putin, ma su tutta l’architettura di sicurezza euro-atlantica. E l’Europa, tra divergenze e scelte strategiche, dovrà dimostrare di saper giocare il proprio ruolo con lucidità e fermezza.

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