Qualche settimana fa, camminando per i corridoi del Pirellone, mi è capitato di rivedere Luca Marrelli mentre sistemava le carte dopo una seduta del Consiglio Regionale. Aveva quello sguardo da chi ha già fatto troppi viaggi tra Nord e Sud e sa che le storie vere non stanno mai da una parte sola. “Guarda”, mi ha detto a voce bassa, “qui dentro ci sono calabresi che non fanno rumore, ma tengono in piedi pezzi di economia e di ospedali. E fuori c’è ancora chi pensa solo alle cosche”.
Luca Marrelli, avvocato, ex sindaco di San Mango d’Aquino e consigliere regionale lombardo eletto nella lista Lombardia Ideale – Fontana Presidente, non è il tipo da slogan. Nato a Tradate nel 1977, cresciuto tra Varese e la provincia di Catanzaro, ha fatto il sindaco a San Mango d’Aquino (provincia di Catanzaro, Calabria). Eletto il 10 giugno 2018 con la lista civica “Volare verso il futuro”, ha guidato il Comune dal 2018 al 2023 e dal maggio di quell’anno siede al Consiglio regionale della Lombardia. Da giugno 2023 è vicepresidente della Commissione speciale Antimafia, anticorruzione, trasparenza ed educazione alla legalità. Nel 2024 è diventato anche coordinatore provinciale di Lombardia Ideale per Milano e provincia. A marzo 2026 ha rilanciato importanti temi in un’intervista alla Gazzetta della Lombardia, sanità, legalità e territorio. Temi per cui combatte da sempre.
La sua intervista a LaC News24 e il legame Nord-Sud e le eccellenze che nessuno racconta
Luca Marrelli racconta la sua esperienza al Pirellone come “un percorso di crescita umana, culturale e sociale”. Non ha trovato la Lombardia diffidente verso chi arriva dalla Calabria. “Ho trovato un ambiente sano, serio, genuino”. Secondo le sue stime, circa il 10% della popolazione lombarda avrebbe origini calabresi, frutto dei grandi flussi migratori del dopoguerra. Girando piazze, imprese e strutture pubbliche, dice, si incontrano calabresi che sono eccellenze, lavoratori, imprenditori, professionisti della sanità, della cultura e dell’università.
“I calabresi sono ben visti, sfatiamo questo tabù”, insiste. E invita a costruire rapporti più forti tra le due regioni su sanità, formazione, università, innovazione e sostegno alle imprese. La Calabria, ricorda, non è solo mare e sole. È anche cultura, capitale umano e radici che affondano nella Magna Grecia.
’Ndrangheta in Lombardia? “si è presente, ma non confondiamola con la comunità”
Uno dei passaggi più delicati riguarda la presenza della ’ndrangheta al Nord. Luca Marrelli, vicepresidente della Commissione antimafia, ne ricostruisce le ragioni storiche ed economiche. L’organizzazione criminale, “forse la più potente almeno dal punto di vista economico”, si è insediata nelle regioni del Nord dopo il dopoguerra. E la Lombardia, che produce circa un quinto del Pil nazionale e attrae investimenti ed export, è diventata attrattiva.
Dai sequestri di persona degli anni Settanta e Ottanta si è passati al reinvestimento dei capitali illeciti nell’economia legale e al ruolo centrale nel traffico di droga, in particolare della cocaina. Oggi, spiega, la criminalità non bussa più con la pistola. Usa prestanome, società, relazioni e riciclaggio. Serve più controllo sugli appalti pubblici e una politica che non si giri dall’altra parte.
Ma il punto che Luca Marrelli tiene a ribadire con forza è un altro:
“La ’ndrangheta non rappresenta la Calabria. Non bisogna confondere l’organizzazione criminale con la comunità calabrese. Il 95%, il 98% dei calabresi sono persone oneste, persone di altissima qualità. Sono quelli che lavorano, che studiano, che danno lustro alla terra di origine anche da migliaia di chilometri di distanza”.
Beni confiscati e gioco d’azzardo, due fronti sempre aperti
La Commissione antimafia lombarda lavora soprattutto su due binari. I beni confiscati e il gioco d’azzardo. Il patrimonio confiscato in Lombardia è consistente. A fine gennaio 2026 la Commissione ha discusso il Piano strategico di legislatura sui beni confiscati presentato dall’assessore Romano La Russa. La Lombardia è tra le regioni con più immobili confiscati (oltre 3 mila). Restano però troppi beni “inoptati”, 158 nel 2025 non sono stati richiesti da enti locali o dal terzo settore. Luca Marrelli, come altri colleghi, sottolinea che la normativa nazionale è ancora troppo lenta e farraginosa. “Nel momento in cui tu sequestri il bene e poi questo bene lo offri ad associazioni, passano tanti anni e non è possibile“. Bisogna occupare subito quegli spazi, prima che la burocrazia li faccia tornare inutili.
Sul gioco d’azzardo, a gennaio 2026 la Commissione speciale Antimafia, anticorruzione, trasparenza ed educazione alla legalità, che lo vede Vicepresidente, ha presentato in Consiglio regionale un’importante relazione. Dalla relazione emergono volumi d’affari davvero rilevanti per il mercato lombardo. Nel 2024 la raccolta economica del gioco in Lombardia ha superato i 24 miliardi di euro. Al tempo stesso si evidenzia un rischio concreto di infiltrazioni criminali, soprattutto nel settore online, utilizzato a fini di riciclaggio. Su questo punto Luca Marrelli ha dichiarato: “Regione Lombardia porta avanti da tempo forme di prevenzione e di contrasto. Siamo sulla strada giusta. Occorre rafforzare la sinergia tra i diversi soggetti istituzionali e del Terzo settore, investendo in prevenzione e rafforzando le misure di sostegno ai più fragili e ai giovani”.
Tema Sanità, la Calabria può invertire la rotta
Nella sua intervista a LaC News24, viene dato ampio spazio anche alla sanità. Ogni anno migliaia di cittadini calabresi si curano in Lombardia. I dati più recenti sulla mobilità passiva della Calabria parlano di cifre intorno ai 300-327 milioni di euro (dati 2023-2024). Luca Marrelli riconosce il lavoro di rilancio compiuto dal presidente Roberto Occhiuto e invita a rafforzare la collaborazione tra le due regioni. Cita il modello lombardo del Cup unico di prenotazione, che unisce pubblico e privato per ridurre i tempi di attesa. La rotta, sostiene, si può invertire solo investendo su strutture d’eccellenza, personale, innovazione e, soprattutto, sulla fiducia dei cittadini.
Giovani, patentino digitale e carceri
Sul fronte sociosanitario Luca Marrelli richiama la legge regionale lombarda sul patentino digitale, pensata per educare gli adolescenti a un uso consapevole del web e contrastare bullismo e comportamenti a rischio. Il tema si collega al fenomeno delle baby gang e dei cosiddetti “maranza” nelle città del Nord. Servono prevenzione, cultura della legalità e investimenti educativi, non solo repressione.
Sul fronte carcerario Luca Marrelli, componente della commissione speciale detenuti, indica il carcere di Bollate come un modello positivo. Si tratta di una struttura in cui vengono applicate in modo esemplare la funzione rieducativa della pena, il lavoro e il reinserimento sociale, in piena coerenza con l’articolo 27 della Costituzione. Restano tuttavia criticità ben note, come il sovraffollamento, la carenza di personale, l’elevata presenza di detenuti stranieri, i casi di suicidio e le condizioni spesso inadeguate delle strutture, aggravate soprattutto durante i periodi di caldo intenso.
Un inno all’amore
Alla fine dell’intervista Luca Marrelli torna alla Calabria e la definisce «un inno all’amore». Ai calabresi che vivono fuori regione chiede di difendere con orgoglio storia, tradizioni e cultura, senza lasciare che gli stereotipi criminalizzino un’intera comunità. “La Calabria vista dalla Lombardia è un inno all’amore” dice.
Non è retorica da comizio. È la voce di chi ha fatto il sindaco in un paese di poco più di mille abitanti, ha preso il treno ogni settimana tra Varese e Milano per raccogliere preferenze, e oggi continua a lavorare su antimafia, beni confiscati e sanità. Luca Marrelli è un pezzo di Calabria che, da anni, prova a raccontare un’altra storia. Quella vera.
Se anche voi avete storie di eccellenze calabresi al Nord, o conoscete realtà che meritano di essere raccontate, scrivete. Le storie, quelle vere, fanno ancora la differenza.

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