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Lombardia in primo piano, maltempo in Lombardia, tra emergenza e risorse da ricostruire

Dalle piogge eccezionali sulle Orobie alle frane e alle evacuazioni, fino al recupero dei livelli dei grandi laghi. La nona puntata di “Lombardia in Primo Piano” racconta una regione sospesa tra emergenza, servizi pubblici e territorio

La Lombardia di questi giorni ha due volti. Da una parte c’è l’acqua che arriva con una violenza tale da provocare frane, esondazioni, interruzioni della viabilità ed evacuazioni. Dall’altra c’è la stessa acqua che, dopo settimane di forte pressione sulle riserve idriche, torna a rappresentare una risorsa preziosa per laghi, agricoltura e irrigazione.

Sono questi i due lati della stessa medaglia che vengono evidenziati dalla nona puntata di “Lombardia in Primo Piano”, l’approfondimento settimanale di Lombardia Notizie TV dedicato ai principali fatti della settimana appena trascorsa in regione. La puntata del 21 agosto mette al centro il maltempo che ha colpito soprattutto i settori alpini e prealpini, ma allarga lo sguardo alla sanità, alle risorse idriche, allo sport, al turismo e alla sicurezza in acqua.

Maltempo in Lombardia, la pioggia diventa emergenza

Il dato che più di ogni altro restituisce la dimensione dell’evento è quello delle precipitazioni.

Secondo i dati diffusi da Arpa Lombardia, nelle aree maggiormente colpite sono stati registrati accumuli molto elevati, alla stazione di Carona Lago Fregabolgia, sulle Alpi Orobie, sono stati misurati 253 millimetri di pioggia dall’inizio dell’evento. Sulla sponda occidentale dell’Alto Lago di Como gli accumuli hanno raggiunto circa 240 millimetri. Le aree più interessate sono state Alto Lario, Medio-Bassa Valtellina, Alpi Orobie e Valcamonica.

Numeri che spiegano perché la perturbazione non sia stata soltanto un episodio meteorologico intenso, ma abbia prodotto conseguenze concrete sul territorio.

In Bergamasca, per esempio, a Isola di Fondra circa 250 persone sono state evacuate da un campeggio a causa della presenza di un movimento franoso e dell’esondazione di un corso d’acqua. In altre zone della Lombardia si sono registrate frane, strade interrotte, alberi caduti e problemi alla rete ferroviaria e alla viabilità.

Il bilancio ha spinto il presidente della Regione Attilio Fontana a chiedere al ministro della Protezione civile Nello Musumeci il riconoscimento dello stato di emergenza per i danni provocati dal maltempo. Secondo i dati riportati dalla Regione, gli interventi dei Vigili del fuoco sul territorio lombardo hanno superato quota 450, mentre le persone evacuate tra Bergamasca e Bresciano sono state oltre 400.

Una Lombardia che deve fare i conti con la fragilità del territorio

È qui che il maltempo apre una questione che va oltre la cronaca. Quando precipitazioni concentrate in poche ore producono accumuli di oltre 200 millimetri nelle aree montane, il problema non è soltanto quanto piove, ma dove cade l’acqua, con quale intensità e su quale territorio.

La Lombardia possiede una delle reti idriche e agricole più importanti d’Italia, ma ha anche un territorio complesso, caratterizzato da montagne, vallate, corsi d’acqua, laghi, infrastrutture e aree densamente urbanizzate.

Gli eventi di questo agosto mostrano quindi due problemi apparentemente opposti. La necessità di gestire l’acqua quando arriva in quantità eccessiva e, contemporaneamente, quella di conservarla quando diventa insufficiente.

Pioggia e siccità

È forse il passaggio più interessante della puntata. Le piogge che hanno provocato danni nelle province di Bergamo, Brescia, Sondrio e Como hanno di fatto prodotto anche un effetto positivo sul sistema idrico regionale. L’assessore lombardo alla Risorsa idrica Massimo Sertori ha spiegato che precipitazioni fino a circa 200 millimetri in una sola giornata sui bacini idrografici hanno consentito un rapido recupero dei livelli dei grandi laghi lombardi.

Il caso più evidente è quello del Lago Maggiore, il cui livello è passato da -45 a -23 centimetri rispetto allo zero idrometrico. Il recupero ha consentito di aumentare le erogazioni verso il sistema del Ticino, con ricadute positive soprattutto per l’agricoltura e per le risaie della Lomellina, del Pavese e del Basso Milanese.

È un dettaglio che impedisce di leggere la vicenda soltanto attraverso la contrapposizione tra “pioggia buona” e “pioggia cattiva”. L’acqua è una risorsa quando può essere trattenuta, regolata e utilizzata. Diventa invece un fattore di rischio quando arriva troppo rapidamente su un territorio che non riesce ad assorbirla o convogliarla senza conseguenze.

E la crisi idrica precedente all’ondata di maltempo non era affatto teorica. Era stata segnalata all’inizio di agosto, una stagione irrigua particolarmente difficile, dopo un inverno caratterizzato da una forte riduzione delle nevicate e mesi di condizioni atmosferiche calde e asciutte.

Dal maltempo alla sanità. La storia di Francesco

La puntata cambia registro quando racconta la vicenda di Francesco, 17 anni, residente a Sarezzo, nel Bresciano. Il ragazzo era rimasto gravemente ferito il 13 agosto in un incidente stradale a Chișinău, in Moldavia. Dopo le prime cure ricevute all’estero, è stato riportato in Italia con un volo sanitario coordinato da AREU, l’Agenzia regionale emergenza urgenza, e trasferito all’Ospedale Niguarda di Milano.

La storia racconta, al di là della vicenda individuale, un altro aspetto del sistema regionale, la capacità di coordinare un trasferimento sanitario internazionale in una situazione particolarmente delicata.

La montagna lombarda tra sport e turismo

Dalla gestione delle emergenze alla montagna che, in estate, diventa anche sport e turismo. Il Trofeo Kima, in programma in Val Masino il 22 agosto, rappresenta uno degli appuntamenti più impegnativi dello skyrunning internazionale. Il percorso misura 52 chilometri, attraversa sette passi alpini e presenta circa 8.400 metri di dislivello complessivo tra salita e discesa. L’edizione 2026 è inserita nel circuito Merrell Skyrunner World Series.

Le iscrizioni hanno raggiunto rapidamente il tutto esaurito. Secondo le informazioni diffuse dall’organizzazione, gli iscritti alla gara principale erano 450, provenienti da 40 Paesi. Il calendario della montagna lombarda prosegue poi con la MAGA SkyMarathon, prevista il 5 settembre a Serina e Oltre il Colle. La prova principale misura 39 chilometri con circa 3.000 metri di dislivello positivo e raggiunge una quota massima di 2.512 metri.

A Lonato il vino diventa turismo

Un’altra Lombardia in Primo Piano, quella delle produzioni agricole e del turismo che entra nella puntata attraverso “Le Notti del Vino”, in programma il 26 e 27 agosto alla Rocca di Lonato del Garda. L’evento unisce degustazioni, prodotti locali, musica, cultura e osservazione astronomica. La manifestazione si inserisce nella strategia di valorizzazione dell’enoturismo e del patrimonio territoriale. Non soltanto vino, dunque, ma un tentativo di trasformare una produzione locale in un’esperienza più ampia, legata al paesaggio e alla cultura. È un modello che in Lombardia trova terreno fertile,  il vino diventa uno degli strumenti attraverso cui raccontare un territorio e attrarre visitatori.

La sicurezza in acqua non è un dettaglio

L’ultimo tema affrontato dalla puntata riguarda la sicurezza in acqua. Un argomento particolarmente rilevante durante l’estate, quando laghi, fiumi e canali diventano luoghi di svago. Il rischio aumenta soprattutto quando si sottovalutano correnti, fondali, temperature dell’acqua o condizioni meteorologiche. Una delle regole più importanti riguarda anche il soccorso. Chi non possiede una formazione specifica non dovrebbe improvvisarsi soccorritore entrando in acqua per raggiungere una persona in difficoltà. Il rischio è trasformare un’emergenza in una seconda vittima.

La fotografia che emerge dalla puntata di Lombardia in Primo Piano è dunque più complessa di quella di una semplice regione colpita da una forte perturbazione. Ci sono i danni, le evacuazioni e le frane. C’è la richiesta di stato di emergenza. Ma c’è anche l’acqua che torna nei laghi dopo settimane di deficit e che permette di dare ossigeno all’agricoltura. C’è la macchina dei soccorsi che riporta in Italia un ragazzo gravemente ferito. Ci sono le montagne che diventano teatro di competizioni internazionali. E ci sono i territori del vino che provano a trasformare cultura e produzione agricola in turismo.

Il punto, alla fine, è proprio questo, la Lombardia non può più considerare separatamente gestione del rischio, acqua, agricoltura, infrastrutture e territorio. L’evento meteorologico di agosto non dimostra da solo l’esistenza di una tendenza climatica specifica, e sarebbe scorretto trasformarlo automaticamente in una prova di qualsiasi teoria. Dimostra però qualcosa di più concreto, quando il territorio riceve quantità molto elevate d’acqua in tempi brevi, le conseguenze possono essere importanti. Quando invece l’acqua manca per settimane, le conseguenze economiche e agricole possono essere altrettanto rilevanti. La vera sfida, per una regione che concentra montagne, laghi, grandi città e una delle agricolture più produttive d’Italia, è quindi imparare a gestire entrambe le condizioni.

Il concetto che viene evidenziato in questa puntata di Lombardia in Primo Piano è che troppa acqua e troppo poca acqua non sono più due problemi separati. Sono due facce della stessa partita. Quella della gestione del territorio lombardo.