Dai predicatori ebrei agli angoli delle strade, fino agli alti rappresentanti cristiani, molti credono che il conflitto sia stato profetizzato. La guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran infuria e con essa riemerge una domanda antica quanto le scritture stesse. La guerra in Iran e la fine dei tempi narrata nella Bibbia,sono la stessa cosa?
Ho in testa questa canzone dei REM. Sapete qual è? Fa così: “È la fine del mondo come lo conosciamo e io sto bene. It’s The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine)” Sì, un classico. La parte assurda è che me la ritrovo a girare in loop non mentre faccio colazione, non sono a Gerusalemme ma immagino che sta facendo colazione come me, mentre i missili vengono intercettati sopra di loro. Boati sordi che ogni tanto fanno tremare i vetri. Vengono svegliati dal suono degli allarmi di emergenza sul telefono, dalle sirene antiaeree, da quel rombo nel cielo che ti ricorda dove sei. Se ti stai chiedendo se la guerra in Iran e la fine dei tempi narrata nella Bibbia siano davvero la stessa cosa, non sei solo. Milioni di persone in questo momento se lo chiedono e alcune di loro hanno il dito su un grilletto, metaforicamente… o no.
Basta digitare le parole “profezia biblica guerra Iran” e arriva un’ondata. C’è un’intera sezione di internet, ben organizzata, multilingue, aggiornata in tempo reale, dedicata a come il conflitto in corso tra Israele, Stati Uniti e Iran stia adempiendo a un’antica profezia. È come se il Libro dell’Apocalisse avesse aperto il suo profilo Instagram. Preparate i popcorn. O magari no, forse non è il momento.
Torniamo al 28 febbraio. Israele e gli Stati Uniti lanciano quelli che hanno definito “attacchi preventivi contro l’Iran”. Netanyahu interviene in televisione e nel suo messaggio c’è un riferimento, neanche troppo velato, alla festa ebraica di Purim, che si celebrerà pochi giorni dopo, il 2 e 3 marzo.
«Duemilacinquecento anni fa, nell’antica Persia, un tiranno si levò contro di noi con lo stesso identico obiettivo: distruggere completamente il nostro popolo. Ma Mardocheo l’Ebreo e la regina Ester, con il loro coraggio e la loro ingegnosità, salvarono il nostro popolo. In quei giorni di Purim, la sorte si abbatté su di noi e con essa cadde il malvagio Haman… Anche oggi, a Purim, tutto è caduto e arriverà anche la fine del regime malvagio.” Benjamin Netanyahu
Il parallelo è esplicito. Nella storia biblica, Ester nasconde la sua identità ebraica e sposa il re di Persia. Haman, funzionario di corte, persuade il re ad annientare “un popolo ribelle”. Ester rischia la vita rivelandosi e sventando il complotto. Haman viene ucciso e agli ebrei viene concesso il diritto di difendersi. Purim celebra questa vittoria ed è diventato sostanzialmente l’Halloween ebraico, con bambini travestiti e dolci distribuiti. Solo che questa volta non c’è molto da festeggiare.
Su un articolo del Jerusalem Post, Donald Trump viene descritto come un moderno Assuero, il re persiano della storia di Ester, un amante del potere e delle belle donne che, alla fine, dà agli ebrei mano libera per “attaccare il nemico con forza devastante.”
Il pastore Greg Laurie ha il suo canale YouTube. Non è un canale piccolo. Parla di Armageddon Medio Oriente con la confidenza di chi ha trascorso decenni a spiegare l’escatologia, la branca della teologia che si occupa della fine della storia, a platee di fedeli entusiasti. Mostra un’immagine del Messia islamico che “entra in una porta in fiamme. Forse Gerusalemme? Non lo so”, dice, lasciando la domanda nell’aria come fa chi sa già la risposta. “Il fuoco che piove dall’alto potrebbe essere l’ira di Allah oppure i missili iraniani su Israele.” Poi apre Ezechiele:
“Gog rappresenta l’Iran, Magog è avete indovinato la Russia. Quando vediamo la Russia entrare in conflitto con l’Iran e Israele, dobbiamo prestare attenzione. Stiamo assistendo allo svolgersi di eventi che la Bibbia aveva predetto migliaia di anni fa.”
Potreste liquidare tutto questo come fantasia di qualche predicatore di periferia. Il problema è che non lo è. Queste idee circolano e non solo sul web.
Sul web si trova una storia, pare reale, di un soldato americano che ha riferito al suo comandante che la guerra con l’Iran era “parte integrante del piano divino di Dio”. Il comandante, stando alla testimonianza, avrebbe fatto numerosi riferimenti al Libro dell’Apocalisse quello che predice Armageddon e la Seconda Venuta, aggiungendo che Donald Trump “è stato unto da Gesù per accendere il fuoco di segnalazione in Iran, causando così Armageddon e segnando il suo ritorno sulla Terra.”
Fermiamoci un secondo su questa cosa. Se fosse davvero così, quel comandante starebbe sostanzialmente dicendo ai suoi uomini, andate a morire, ragazzi, perché il vostro sacrificio sarà ricompensato e presto risorgerete. È una cosa pesante. Molto pesante. E non è una teoria di un singolo, nell’escatologia cristiana evangelica, moltissimi credono che per favorire l’arrivo di Armageddon serva ancora un passo concreto.
Ultimo passo la costruzione del Terzo Tempio a Gerusalemme. Sia Daniele sì, quello della fossa dei leoni sia Gesù affermano che un antimessia profanerà questo Tempio prima del rapimento. Al momento il Terzo Tempio non esiste. Al suo posto c’è la Spianata delle Moschee complesso di Al-Aqsa, che comunque rappresenta il terzo luogo sacro dell’Islam.
Pete Hegseth, attuale segretario alla Difesa degli Stati Uniti, è fortemente favorevole alla sua costruzione. Lo era già nel 2018, quando era solo un volto di Fox News in visita a Gerusalemme disse:
“Il 1917 è stato un miracolo. Il 1948 è stato un miracolo. Il 1967 è stato un miracolo. Il 2017 è stato un miracolo. E non c’è motivo per cui il miracolo della ricostruzione del Tempio sul Monte del Tempio non possa essere possibile.”
Le quattro date non sono casuali, 1917, Dichiarazione Balfour; 1948, fondazione di Israele; 1967, Guerra dei Sei Giorni; 2017, riconoscimento di Gerusalemme come capitale da parte di Trump. La logica narrativa è trasparente: il 2026 potrebbe essere il quinto miracolo?
Hegseth aggiunse: “Comprate il biglietto. Agite. Credo davvero che questo sia un momento in cui l’America vi sosterrà.” Otto anni dopo, l’America e Israele combattono fianco a fianco contro l’Iran. Tradizionalmente si pensava che sarebbe avvenuta con l’arrivo del Messia. Ma c’è chi non vuole aspettare.
Online, nel frattempo, è tutto un fioritura di profezie incrociate. Baba Vanga, la sensitiva bulgara cieca nota nello spazio post-sovietico come “la Nostradamus dei Balcani”, avrebbe previsto la Terza Guerra Mondiale per questo periodo, anche se lei avrebbe collegato la cosa a un contatto con gli alieni, il che aggiunge un livello di complessità narrativa non indifferente. Secondo vari post virali, Nostradamus avrebbe scritto di una “grande guerra di sette mesi” nell’area mediterranea. Le quartine del XVI secolo si prestano, come sempre, a qualsiasi interpretazione. Vale la pena ricordare, però, che le profezie apocalittiche non hanno un track record brillante. Cristoforo Colombo predisse la fine del mondo nel 1656. Nel 1954, una setta nel Michigan era convinta che quell’anno una grande alluvione avrebbe spazzato via la civiltà e che solo i veri credenti sarebbero stati rapiti dagli alieni in tempo. Nell’autunno del 2025, un pastore sudafricano aveva fissato l’Armageddon per il 24 settembre. Invece siamo ancora qui.
Armageddon, Rapimento, Fine dei Giorni, chiamatelo come volete. C’è qualcosa di profondamente umano nel cercare un senso nei momenti in cui il senso sembra evaporare. Quando le sirene suonano sul tuo telefono alle tre di notte e senti il cielo rompersi sopra Gerusalemme, la domanda “perché sta succedendo?” diventa quasi fisica. Le profezie offrono una risposta già confezionata, un frame narrativo in cui anche il caos più assurdo ha uno scopo. Non è irrazionale nel profondo è disperatamente umano.
Il problema sorge quando quella narrativa finisce nelle mani di chi ha il potere di agire su di essa. Quando un comandante militare dice ai suoi soldati che stanno combattendo per accelerare il ritorno del Messia, smette di essere teologia e diventa geopolitica. Quando il segretario alla Difesa di una superpotenza prega per la ricostruzione di un edificio che sorgerebbe sul terzo luogo sacro dell’Islam, smette di essere fede e diventa esplosivo.
Probabilmente non vale la pena scommettere su quando finirà il mondo, perché se avete ragione, non potrete incassare la vincita. Ma vale la pena capire chi ci crede davvero, perché quelle persone, in questo momento, stanno prendendo decisioni. La guerra in Iran e la fine dei tempi narrata nella Bibbia non è solo una questione religiosa è una lente attraverso cui milioni di persone interpretano e giustificano. Questo fa paura perché equivale ad giustificare il conflitto in corso. Ignorarla sarebbe un lusso che, Gerusalemme, si può permettere.












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