La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani compie 75 anni: una riflessione sul suo significato

Avantgardia

Oggi, 10 dicembre 2023, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani compie 75 anni.

Questo fondamentale documento, adottato dalle Nazioni Unite nel 1948, rappresenta un importante traguardo nella storia mondiale dei diritti umani.

La nascita della Dichiarazione è avvenuta in un momento storico cruciale: pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando le cicatrici dei conflitti erano ancora profonde e l’umanità si trovava di fronte alla necessità di costruire un futuro migliore, basato sulla pace e sul rispetto reciproco. La Dichiarazione si distingue per la sua portata universale, sancendo l’importanza dei diritti fondamentali per ogni individuo, senza distinzioni di razza, religione, genere o nazionalità. È un documento che pone sullo stesso piano i diritti civili e politici, come la libertà di parola e di religione, e i diritti economici, sociali e culturali, come il diritto al lavoro e all’istruzione.

In occasione del 75° anniversario di questa Carta fondamentale, è interessante conoscere alcuni retroscena storici. La creazione della Dichiarazione ha richiesto un impegno collettivo da parte di rappresentanti provenienti da diversi paesi, accomunati dal desiderio di proteggere e promuovere i diritti umani. La Commissione sui diritti umani, istituita nel 1946, ha lavorato a stretto contatto per redigere un testo che rispecchiasse i principi di libertà e uguaglianza. La presidenza dinamica di Eleanor Roosevelt, vedova dell’ex presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt, ha svolto un ruolo cruciale nel processo di stesura. Sotto la guida di Roosevelt e grazie all’apporto di figure come John Peters Humphrey del Canada e Rene Cassin della Francia, la Dichiarazione è stata forgiata e vide la luce.

È importante sottolineare il contributo significativo di donne come Hansa Mehta, che ha difeso con forza i diritti delle donne in India e all’estero. È grazie a lei che l’Articolo 1 della Dichiarazione è stato modificato per includere esplicitamente tutti gli esseri umani, affermando che nascono liberi ed uguali nei principi fondamentali di giustizia, uguaglianza e dignità umana. ( Ndr, visti i contunui femminicidi nel nostro paese, potremmo dire che pochi italiani maschi ne conoscono il reale significato e per questo andrebbe portato e spiegato in tutte le nostre scuole di ogni forma e grado).

Il 10 dicembre 1948, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani fu adottata a Parigi durante la terza Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Fu un momento storico segnato da una lunga standing ovation, mentre i delegati si levavano in piedi per sottolineare l’importanza di quel momento in cui il mondo si impegnava a non ripetere gli orrori del passato, come Auschwitz e Hiroshima.

Nonostante non abbia un vincolo giuridico vincolante, la Dichiarazione ha un’importanza fondamentale nel diritto internazionale, evidenziando la supremazia dei diritti individuali rispetto alle autorità statali. Tuttavia, è importante riconoscere che la Dichiarazione ha suscitato controversie e ha dovuto affrontare critiche nel corso degli anni.

Alcuni hanno sostenuto che la Dichiarazione dia una maggiore enfasi ai diritti individuali e politici, a discapito dei diritti sociali. Altri ancora hanno criticato il concetto stesso di universalismo, sostenendo che sia una imposizione occidentale. Paesi come la Cina, la Russia e quelli che seguono la Sharia islamica hanno manifestato resistenza e discrepanze sui principi sanciti dalla Dichiarazione.

Nonostante queste critiche, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha avuto un impatto duraturo nella tutela dei diritti umani a livello internazionale. Ha ispirato la creazione di trattati e convenzioni, tra cui la Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne e la Convenzione contro la tortura. Ha anche ispirato il concetto di “diritto di intervento” per motivi umanitari.

In un mondo che affronta sfide globali sempre più complesse, come il cambiamento climatico e le modernizzazioni tecnologiche, emerge la necessità di aggiornare la Dichiarazione per far fronte a tali questioni cruciali. Questa Carta fondamentale continua ad essere un faro di speranza nel perseguimento di una società più giusta ed equa per tutti gli esseri umani.

In conclusione, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani rappresenta un’impressionante testimonianza del potere dell’umanità di aspirare a una società fondata sui principi fondamentali di giustizia, uguaglianza e dignità umana. Nel suo 75° anniversario, ci incoraggia a riflettere sui progressi fatti finora e a impegnarci per un futuro in cui i diritti umani siano rispettati e protetti in ogni parte del mondo.

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