updated 12:14 PM UTC, Nov 14, 2018

Quei poveri italiani di cui molti parlano ma che pochi vedono (VIDEO)

Il lavoro perso e non ritrovato a 50 anni, una separazione, una malattia, un incidente o un'ingiustizia. Ecco come si può finire in mezzo a una strada, oggi, da cittadini italiani, anche in una città come Milano; tra chi, come l'associazione ProTetto, dà loro un aiuto concreto e chi si gira dall'altra parte, magari prima di tornare a casa e scrivere, in tutta comodità, qualche bel post contro il "razzismo".

(GUARDA IL SERVIZIO DI GABRIELLA SIMONI DEL TG5)

Celiachia, i dati in Lombardia dove arriva una nuova app: l'intervista all'assessore al Welfare, Giulio Gallera (VIDEO)

E' 'Lombardia Gluten Free' il grande evento organizzato in Piazza Lombardia in collaborazione con la DG Welfare per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche relative alla celiachia. Hanno fatto gli onori di casa il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. Nell'occasione è stata presentata anche "Salutile NoGlutine" la nuova app dedicata ai celiaci realizzata in collaborazione con Lombardia Informatica. La nostra intervista - (VIDEO)


FONTANA: GRANDE ATTENZIONE ANCHE A PATOLOGIE FINO A POCO FA CONSIDERATE 'MINORI' - "Un'ottima iniziativa - ha commentato Fontana - che dimostra l'attenzione che la Regione riserva anche a quelle patologie che fino a qualche anno fa erano considerate minori e che invece vanno affrontate con la massima attenzione. La collaborazione fra più regioni, inoltre, garantisce alle persone affette da celiachia un servizio molto importante".

GALLERA: IN LOMBARDIA 37.000 CELIACI DIAGNOSTICATI - "In Lombardia ci sono oltre 37.000 celiaci diagnosticati - ha detto Gallera - e circa 70.000 che non sanno di esserlo. Regione Lombardia ha messo in campo un sistema di grande valore per la diagnosi, la cura e per la presa in carico di queste persone cui è stata diagnosticata una malattia che li accompagnerà per tutta la vita, e per migliorare la loro qualità della vita. Abbiamo dematerializzato il bonus cui hanno diritto mensilmente per l'acquisto di prodotti senza glutine e abbiamo collegato il nostro sistema non solo alle farmacie ma anche ai negozi specializzati e alla grande distribuzione. Grazie alla nuova App di Regione 'Salutile No Glutine', sarà tutto a portata di smartphone. A breve sarà disponibile anche l'acquisto online dei prodotti".

TEST GRATUITI - Con il supporto degli esperti dell'ASST FBF-Sacco, è stata offerta ai cittadini presenti l'opportunità di effettuare test gratuiti di screening per la scoperta degli anticorpi nel sangue (IgA e IgG anti-transglutaminasi) che evidenziano la predisposizione genetica al manifestarsi della patologia. Durante l'evento si è tenuto anche uno 'show cooking&tasting' con la preparazione di vivande senza glutine, pasta fresca e biscotti, e successiva degustazione libera.

200 TEST EFFETTUATI - "Gli specialisti del Fatebenefratelli - ha spiegato Gallera - oltre a fornire informazioni riguardanti la malattia celiaca, sia in età adulta che pediatrica, hanno eseguito un test di screening su sangue capillare. Abbiamo messo a disposizione dei cittadini 200 kit del test Xeliac Test Pro che va a misurare la presenza di anticorpi specifici per la celiachia. Tutti i 200 test a disposizione sono stati eseguiti attraverso la puntura sul dito simile a quella per il controllo del diabete. Sono state riscontrate 2 positività e 7 casi da approfondire, tutte queste persone sono state indirizzate in uno dei centri dell'ASST per la conferma della diagnosi".

DEMATERIALIZZAZIONE - "Grazie al progetto 'Nuova Celiachia' - ha spiegato Gallera - Regione Lombardia ha realizzato un servizio completamente dematerializzato di gestione e controllo dell'erogazione di prodotti senza glutine con onere a carico del SSR. Tale sistema oggi è unico a livello nazionale e garantisce la libera circolazione dei cittadini sul territorio regionale (indipendentemente dalla ASL/ATS di residenza) e la libertà di scelta del punto vendita includendo, oltre alle tradizionali Farmacie e Negozi Specializzati, anche i principali marchi della Grande Distribuzione Organizzata (ad oggi più di 15 marchi attivi sul circuito).

RIUSO BEST PRACTICE - "Il progetto implementato da Regione Lombardia - ha sottolineato l'assessore - ha suscitato attenzione da parte di altre Regioni Italiane che hanno esplicitamente richiesto il riuso della buona pratica. Il progetto di riuso ha avuto inizio a giugno 2018 ed ha una durata di 3 anni. Al termine del periodo indicato, le Regioni potranno concordare ulteriori 3 anni di erogazione del Servizio. Abbiamo un unico sistema informativo posizionato in Regione Lombardia che garantirà ai cittadini la mobilità anche inter regionale. Le Regioni che hanno già aderito al progetto sono Toscana, Veneto e Lazio, mentre le Regioni che hanno mostrato interesse al progetto sono Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Liguria.

I DATI LOMBARDI - Gli assistiti celiaci fruitori del servizio in Lombardia sono: 37.270 nel 2018; 36.529 nel 2017 (11.019 maschi, 25.510 femmine); 34.254 nel 2016 (10.322 maschi, 23.932 femmine); 32.408 nel 2015 (9.723, 22.685 femmine); 30.541 nel 2014 (9.124 maschi, 21.417 femmine). Sono, inoltre, 2.884 le farmacie collegate al sistema; 156 i negozi specializzati; 713 i punti di vendita della Grande Distribuzione Organizzata.

APP SALUTILE - Nel corso dell'evento è stata presentata l'app Salutile NoGlutine scaricabile dagli store di Apple e Android che permette all'utente di ricercare i rivenditori di prodotti dietetici senza glutine erogabili in regime di Sistema Sanitario Nazionale (SSN), e individuare se un prodotto è erogato da quest'ultimo, oppure non lo è. Tra le altre funzionalità il monitoraggio del proprio budget e l'accesso all'identificativo celiachia per l'erogazione dei prodotti. Entrambi i servizi sono disponibili per sé o per i propri figli.

Milano, l'incendio, l'aria e le psicosi. L'assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera assicura: "Nessun problema per la salute" (VIDEO)

"Non è stato rilevato alcun aumento degli accessi o delle chiamate che possano essere ricondotti a disturbi collegabili all'incendio di Via Chiasserini". Lo fa sapere l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera spiegando che, giornalmente, è stata fatta "una ricognizione in tutti i Pronto Soccorso degli ospedali milanesi, anche con la collaborazione di AREU" - (VIDEO)


REGIONE COSTANTEMENTE IN VIA CHIASSERINI - "Regione Lombardia attraverso ATS Milano è costantemente presente in Via Chiasserini dall'inizio dell'incendio - ha continuato Gallera - con i suoi tecnici e, in collaborazione con ARPA, Forze dell'Ordine, Protezione Civile e Amministrazione Comunale, sta monitorando la situazione al fine di contenere eventuali problemi emergenti e pronta a mettere in atto tutte azioni necessarie a garantire la salute dei cittadini".

"In considerazione del fatto che l'incendio può considerarsi spento - ha sottolineato - e visto che i primi risultati delle analisi sulla qualità dell'aria forniti da ARPA Lombardia sono tranquillizzanti, ATS al momento non ha ritenuto di dover mettere in atto provvedimenti di carattere sanitario".

"Dall'inizio dell'incendio - ha concluso - attraverso il sito web aziendale e i social network, abbiamo fornito alla cittadinanza le istruzioni volte a garantire la sicurezza dei cittadini stessi. Queste indicazioni sono state aggiornate e comunicate ai cittadini fino al completo spegnimento dell'incendio".


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Altre news:

L'incendio alla ditta Ipb di Milano del 14 ottobre scorso ha generato una percentuale di diossina pari allo 0,5 picogrammi per metro cubo. Secondo i normali parametri, la sostanza comporterebbe pericoli alla salute qualora fosse presente con una percentuale dello 0,3 per un anno intero. Dunque i valori della diossina sono alterati ma non sarebbero pericolosi per la salute né hanno registrato picchi di concentrazione. Lo afferma l'Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale.

«A oggi si stanno facendo valutazioni che necessitano di alcuni giorni per essere definite, ma i primi risultati ci dicono che non c'è pericolo per la salute. Questo è quello che ci dice Arpa ed è confermato da Ats», ha detto l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. «L'Arpa e l'Ars sono mobilitate fin dal primo momento con controlli costanti e continui della qualità dell'aria e delle emissioni», ha proseguito Gallera. «Io stesso noto nell'aria un odore acre anomalo ma non ci risultano pericoli per la salute dei cittadini. Quindi rassicuriamo: dobbiamo tenere le finestre chiuse e sopportare questo odore che però non è pericoloso per la nostra salute», ha concluso.

Dai dati emersi dai campionamenti dell'Arpa emergono «dati tranquillizzanti» per quanto riguarda la presenza di sostanze nocive nell'aria. Lo ha spiegato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, il quale, a proposito della diossina, ha aggiunto che la presenza della sostanza è stata «in questo caso di gran lunga inferiore ad altri casi analoghi», verificatisi in passato. 

La Procura di Milano intanto ha nominato un proprio consulente, l'ingegnere Massimo Bardazza, per analizzare la dinamica dell'incendio e per capire quali rifiuti erano stati stoccati nel capannone andato a fuoco domenica scorsa alla periferia nord di Milano, con fumi e odori che hanno invaso varie zone della città, e dunque per capire anche quali materiali siano bruciati.

Nel frattempo, gli inquirenti stanno anche effettuando verifiche sul fatto che Ipb Italia potesse, come sostiene la società stessa, o meno stoccare rifiuti nel capannone andato a fuoco. Da quanto si è saputo, infatti, secondo la società, con la cessione del ramo di azienda e l'affitto del capannone da Ipb srl a Ipb Italia, quest'ultima sarebbe stata autorizzata in regime transitorio ad avvalersi dei via libera allo stoccaggio che aveva la prima società. Stando alle prime indagini, però, era emerso che a Ipb Italia erano state negate le autorizzazioni allo stoccaggio. Ora sul punto, tuttavia, sono in corso ulteriori verifiche da parte degli inquirenti. 

Tumore al seno, Lombardia all'avanguardia. Gallera: "Siamo la prima Regione in tema di Breast Unit". Fermi: "Volontariato fondamentale per l'assistenza alle donne" (VIDEO)

A Palazzo Pirelli, a Milano, si è tenuto il convegno dal titolo convegno "Senologia. Diagnosi, terapia e gestione". E' stata l'occasione per fare il punto su un tema molto delicato e sentito oltre che per parlare di un'altra eccellenza lombarda in campo medico. Le nostre interviste all'assessore al Welfare, Giulio Gallera, e al presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi - (VIDEO/VIDEO)


“Regione Lombardia è la prima regione in tema di ‘Breast Unit’: abbiamo realizzato una rete di 28 centri di senologia, specializzati nella presa in carico delle donne con il tumore al seno, per mettere insieme tutti i professionisti che si occupano della prima forma di tumore per le donne e, anche, quella che ha la maggiore mortalità”. 
Lo dichiara l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, a margine del convegno ‘Senologia. Diagnosi, terapia e gestione’, a Palazzo Pirelli, a Milano. Le ‘Breast Unit’ lombarde sono formate da “chirurgo, medico, psicologo, perché è fortemente traumatico subire l’asportazione di una mammella, il nutrizionista, perché c’è tutto un tema legato alla nutrizione. Inoltre, mettiamo in campo misure di attenzione all’aspetto fisico della donna, finanziando l’acquisto delle parrucche con voucher da 150.000 euro a persona, per un totale di 300.000 euro all’anno. Abbiamo anche provveduto a una comunicazione capillare su tutto il territorio, con un sito internet, di modo che ogni donna, dopo la diagnosi, sappia a chi rivolgersi nel modo più sereno possibile”, spiega Gallera, durante il suo intervento al convegno. 

“Quindi, una regione, da sempre in prima linea, sia nella presa in carico delle donne con il tumore alla mammella, sia per gli screening di prevenzione, per cui abbiamo ampliato la fascia, da 35 a 44 anni l’abbiamo portata da 30 a 49 anni, per un’attenzione maggiore perché la prevenzione è fondamentale”, aggiunge Gallera. Il tumore al seno “colpisce un numero rilevante di persone, oltre 10.000 casi che si verificano annualmente”, interviene il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi, sempre a margine dell’evento.

“Oggi, però, vogliamo dire, anche, grazie alle associazioni di volontariato che sono la vera risorsa di questa regione, senza le quali non potremmo garantire livello di welfare a 360 gradi così come siamo in grado di fare”, sostiene. “Il fatto di essere qui, oggi, a fare questo riconoscimento e ad affrontare un tema molto importante come il tumore al seno, in Consiglio regionale, come presidente a me fa molto piacere”, assicura. “Dobbiamo non solo essere la prima regione, attraverso le ‘Breast Unit’, a fornire un servizio sanitario di eccellenza ma dobbiamo continuare a essere la prima regione, come siamo in questo momento, per assistenza alle donne colpite dal cancro al seno, grazie a chi, quotidianamente, offre il suo tempo come volontariato. Questa regione continua a essere un esempio e a creare modelli da esportare. Il volontariato è una grande risorsa che dobbiamo stimolare e rendere parte di una squadra, di cui siete un giocatore straordinario”, sottolinea Fermi, durante il suo intervento, rivolgendosi alla platea dei volontari. 

Salute, la Lombardia mantiene la promessa: la primo luglio dimezzato il ticket sanitario regionale. L'assessore Gallera al Comizio: "Benefici concreti per un milione e mezzo di concittadini" (VIDEO)

Novità importante per i cittadini lombardi. Dal primo luglio si dimezza il ticket sanitario regionale. Il costo massimo scende quindi da 66 a 51 euro. E' infatti di 36 euro la quota statale, invariata, mentre scende da 30 a 15 quella regionale. La nostra intervista all'assessore al Welfare della giunta Fontana, Giulio Gallera - (VIDEO)


"Con l'inizio di luglio, 1 milione e mezzo di lombardi potranno usufruire del dimezzamento del ticket sanitario regionale che passerà da un massimo di 30 a un massimo di 15 euro. Tutti gli erogatori hanno aggiornato i propri sistemi informativi pertanto le prestazioni prenotate dal 1 luglio e quelle che possono effettuarsi con presentazione diretta avranno diritto allo sconto del 50%. Dopo lo stanziamento di 20 milioni di euro che ci ha consentito di finanziare il taglio del ticket, ora lavoriamo per eliminarlo completamente, grazie all'Autonomia". Lo ricorda in una nota l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera.

"Il milione e mezzo di lombardi che avranno diritto alla riduzione del 50% del ticket regionale - sottolinea l'assessore - andrà ad aggiungersi al 62% dei 7.666.615 assistiti che usufruiscono del 70% delle prescrizioni di specialistica e del 74% del valore economico delle prestazioni erogate, che sono già totalmente esenti dal pagamento del ticket".

"Ricordo - aggiunge - che Il ticket sanitario regionale passerà da un massimo di 30 euro a un massimo di 15. Il costo massimo del ticket sarà quindi 36(ticket nazionale) +15 (ticket regionale) = 51 e non più 66 euro (36+30) come finora sostenuto per chi richiedeva ad esempio prestazioni come Tac del torace o Risonanza magnetica della colonna vertebrale. Sempre 51 euro (36+15) si pagherà anche per la colonscopia oggi effettuata al costo di 36 euro di ticket nazionale e 22,8 di ticket regionale (58,8 euro). Cosi' facendo nel complesso il superticket mediamente pagato per ricetta sarà su base regionale di 7,8 euro invece dei 10 applicati a livello nazionale".

"Il criterio utilizzato per il taglio delle prestazioni più costose - prosegue Gallera - è stato adottato per venire incontro a chi è costretto a sottoporsi ad esami diagnostici richiesti per accertare la presenza o il controllo di gravi patologie o per importanti attività di prevenzione".

Salute, i numeri e la realtà del cancro in Italia: parla Giordano Beretta, presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (VIDEO)

La nostra intervista a Giordano Beretta, presidente eletto dell'Aiom e responsabile dell'Oncologia Medica all'Humanitas Gavazzeni di Bergamo a margine della presentazione del volume "I numeri del cancro in Italia 2017" - (VIDEO)


"La Lombardia e' una delle poche Regioni italiane ad aver attuato una rete oncologica, che rappresenta oggi una realta' consolidata: un sistema di accessi diffusi nel territorio consente al cittadino di entrare nei percorsi di cura direttamente nel proprio luogo di residenza e di disporre di una valutazione multidisciplinare". Lo ha detto l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera intervenendo alla presentazione nel volume 'I numeri del cancro in Italia 2017' organizzata a Palazzo Lombardia. La pubblicazione e' stata realizzata dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dall'Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) e dalla Fondazione AIOM.

"Questo sistema - ha proseguito l'assessore Gallera - ha consentito di raggiungere risultati importanti in termini di qualita' dell'assistenza. Non solo: la nostra Regione ha svolto un ruolo fondamentale nell'istituzione della Rete Nazionale dei Tumori Rari. E' stato proprio l'Istituto Tumori di Milano, struttura di eccellenza e altamente qualificata del sistema sanitario lombardo, ad avviare il primo progetto per una Rete di questo tipo". In Lombardia nel 2017, e' riportato nella ricerca, sono stati stimati 63.700 nuovi casi di tumore (33.150 uomini e 30.550 donne). I 3 tumori piu' frequenti sono quelli del seno (8.950), colon retto (8.600) e polmone (7.200). La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi corrisponde alla media nazionale, raggiunge infatti il 63% fra le donne e il 54% fra gli uomini.

Ogni anno Italia vengono diagnosticati 89mila tumori rari, in Lombardia circa 14.500. Inoltre la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi e' pari al 55%, inferiore rispetto alle neoplasie a alta incidenza (68%). "Le evidenze scientifiche - ha sottolineato l'assessore Gallera - ci dicono che i migliori risultati in termini di sopravvivenza, adeguatezza delle cure e qualita' di vita delle pazienti colpite da questa neoplasia sono direttamente proporzionali al numero di casi trattati per centro di cura. Per questo in Lombardia e' stata realizzata una Rete regionale, formata da 38 Centri di Senologia, le Breast Unit, dove Team multidisciplinari sono in grado di offrire tempestivamente le migliori cure".

In Regione Lombardia con due disposizioni (DGR 3003 del 9/1/2015 e il DDG 3711 del 3/4/2017) sono stati attivati percorsi di aggiornamento dei programmi di screening: per il tumore alla mammella e' prevista una mammografia con cadenza biennale alla popolazione femminile tra i 50 e i 74 anni e mammografia con cadenza annuale alle donne tra i 45 e i 49 anni; per il tumore al colon retto, un test del sangue occulto nelle feci con cadenza biennale ai cittadini tra i 50 e i 74 anni; per il tumore alla cervice uterina, un Pap test con cadenza triennale alle donne tra i 25 e i 33 anni e un HPVdna test con cadenza quinquennale tra i 34 e i 64 anni.

La Lombardia presenta - si legge nel Volume - alcune fra le percentuali piu' alte in Italia di adesione ai programmi di screening organizzati ('Gli screening oncologici in Lombardia, report dati 2015 e dati 2016'). Dal 2007 lo screening colonrettale (test del sangue occulto nelle feci) e' a sistema su tutto il territorio. L'adesione nel 2016, pari al 49%, conferma il trend dello screening colon-rettale in Lombardia, superiore alla media nazionale (36% nel 2016). Nella Regione le donne aderiscono piu' degli uomini (51% vs. 44%) e il tasso cresce all'aumentare dell'eta'. Il test utilizzato in tutti i programmi di screening mammografico e' la mammografia bilaterale in doppia proiezione, in tutti i casi la lettura dell'esame avviene grazie alla refertazione di ogni radiogramma da parte di due radiologi. L'adesione in Lombardia e' stata pari al 67% nel 2016: il valore e' al di sopra della media nazionale (44% nel 2016).

Nuova inchiesta sulla Sanità Lombarda, Gallera: "Se la Regione risulterà truffata ci costituiremo parte civile. Da noi si salvano vite come in nessun altro territorio" (VIDEO)

L'assessore al Welfare della Regione Lombardia parla a margine della presentazione del volume "I numeri del cancro in Italia" e risponde alle domande sulla nuova inchiesta sulla Sanità lombarda riguardante i farmaci che ha portato alla perquisizione di uffici della stessa amministrazione regionale e all'acquisizione di documenti da parte della Guardia di Finanza - (GUARDA L'INTERVISTA)


 "Ieri gli uomini della Guardia di Finanza, inviati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano hanno perquisito gli uffici della Struttura Farmaco, dispositivi e HTA della Direzione generale Welfare. L'intervento era finalizzato all'acquisizione di documentazione relativa alle attivita' di controllo e gestione dei flussi informativi e contabili originati da strutture ospedaliere private in merito all'utilizzo di farmaci classificati come 'File F' (termine con cui si codificano farmaci acquistati direttamente dagli ospedali, ma a carico del Sistema sanitario nazionale) e al loro collegamento con ditte produttrici di tali farmaci". Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, questa mattina, a Palazzo Lombardia rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della presentazione del volume "I numeri del cancro".

NESSUN FUNZIONARIO INDAGATO - "Al momento - ha spiegato l'assessore - nessun funzionario regionale ci risulta essere iscritto nel registro degli indagati".

MASSIMA COLLABORAZIONE CON MAGISTRATURA - "Regione Lombardia- ha concluso Gallera -, come al solito, ha fornito la massima collaborazione alla Magistratura mettendo a disposizione tutta la documentazione richiesta. Attendiamo di conoscere gli sviluppi dell'indagine, che appare in fase embrionale, per comprendere se ci sia stata una truffa ai danni della Regione. Se cosi' fosse, come il presidente Fontana ha gia' annunciato, non esiteremo a costituirci parte civile".

A Milano 2.600 senzatetto, in 600 vivono per strada. Il quadro di una metropoli tra solidarietà che funziona e ansia sociale in aumento

La rilevazione della Fondazione Rodolfo Debenedetti nella ricerca 'RacContami 2018', il terzo censimento dei senza dimora a Milano, promosso in collaborazione con l'Università Bocconi e il Comune.  Il 77% trova ospitalità nelle strutture di accoglienza notturne


Oltre 2.600 senzatetto censiti a Milano, il 77% ospitato in strutture di accoglienza. Questi, in sintesi, i dati emersi da RacCONTAMI2018, il censimento delle persone senza fissa dimora realizzato lo scorso febbraio dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti in collaborazione con l’Università Bocconi.

"Il censimento dei senza dimora dimostra che il sistema dell’accoglienza milanese ha raggiunto importanti risultati. Dai dati, raccolti dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti in collaborazione con l’Università Bocconi, emerge che a Milano trova ospitalità nelle strutture del territorio ben il 77% dei clochard. Uno sforzo che, come sottolinea la ricerca, porta Milano ad accogliere molto di più di altre città italiane, come Roma e Torino".

In particolare, 2.608 persone senza dimora sono state contate a Milano la notte di lunedì 19 febbraio 2018. Di queste, 587 persone sono state individuate in strada, mentre 2.021 in strutture di accoglienza notturna. Rappresentano lo 0,2% della popolazione cittadina, ovvero due persone ogni 1.000 abitanti, dato in linea con quello di altre grandi città europee. Rispetto a 5 anni fa, la presenza dei senza dimora a Milano risulta stabile, anche se è aumentata leggermente la quota di persone incontrate in strada (dal 19% nel 2013 al 23% nel 2018).

A Milano un'elevata percentuale di senza dimora è ospite di strutture di accoglienza notturna (77%): il dato risulta "significativamente superiore" a quelli di altri contesti italiani ed internazionali. Circa 700 volontari e più di 40 enti cittadini hanno partecipato all’iniziativa. Il progetto arriva così alla sua terza edizione, a distanza di 5 e 10 anni dalle prime due rilevazioni, rispettivamente nel 2013 e 2008.

"In un panorama che è molto cambiato rispetto all’ultimo censimento del 2013 per via dell’enorme flusso di migranti che ha investito la nostra città il numero dei senzatetto è rimasto sostanzialmente stabile e in linea con i grandi centri europei con cui ogni giorno Milano si confronta. Il nostro sistema è stato in grado di accogliere chiunque abbia chiesto un aiuto", aggiunge Majorino.

"Questo, però, non può e non deve bastare: ci sono ancora tante persone che vivono in strada. La loro reintroduzione nella società è l’obiettivo che perseguiremo grazie ai percorsi attivati con i fondi del Pon inclusione. Infine dobbiamo mettere in campo, di concerto con Regione Lombardia che dovrà assumersi le proprie responsabilità, un serio impegno nella lotta alle dipendenze perché il dato che parla di un terzo del totale dei clochard sotto i 35 anni non sia più così alto", conclude l'assessore. (Fonte: Adnkronos)

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