updated 12:51 PM UTC, Nov 14, 2018

Stop ai diesel: 5 milioni di auto verso il blocco. Le differenze tra le regioni e passaggi delle limitazioni

Già dal 1 ottobre centinaia di migliaia di veicoli alimentati a gasolio hanno subito restrizioni. Per alcune regioni, in particolare, si è raggiunto un "accordo per il miglioramento della qualità dell'aria nel Bacino Padano": in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, è stata disposta "una limitazione della circolazione dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, da applicare entro il 1 ottobre 2018, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle ore 18,30, salve le eccezioni indispensabili, per le autovetture e i veicoli commerciali di categoria N1, N2 ed N3 ad alimentazione diesel, di categoria inferiore o uguale ad Euro 3". "La limitazione è estesa alla categoria Euro 4 entro il 1 ottobre 2020, alla categoria Euro 5 entro il 1 ottobre 2025". E' difficile però trovare uniformità nelle misure per il resto del Paese. Ecco cosa sta accadendo e chi rischia di restare a piedi


Sono quasi 5 milioni, circa il 12,9% del totale delle auto in circolazione, i veicoli diesel Euro 3 o inferiori a rischio stop. E' quanto emerge dall'analisi realizzata da Facile.it che, rielaborando i dati ufficiali del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (aggiornati al 31 ottobre 2017), è riuscito a disegnare la mappa delle automobili diesel presenti sul territorio, quasi un terzo (29,89%) delle auto private alimentate a gasolio ancora potenzialmente in circolazione. Parte di questi veicoli però, anche se iscritti nei registri della motorizzazione, potrebbero non essere più in uso.

ANALISI TERRITORIALE - Dall'analisi di Facile.it in particolare è emerso che il peso percentuale delle auto diesel Euro 3 o inferiori varia sensibilmente da regione a regione, con una forbice compresa tra l'8,5% e il 22%. La diffusione di questo tipo di vetture risulta maggiore nelle regioni del Meridione, che occupano le prime otto posizioni della classifica nazionale. In vetta si trovano il Molise e la Basilicata, aree dove più di 1 auto privata su 5 è un diesel Euro 3 o inferiore (rispettivamente il 21,9% e il 21,7%); segue la Calabriacon una percentuale pari al 19% e la Puglia, con il 18,5%. Giù dal podio, ma con valori decisamente superiori alla media nazionale anche Sicilia (17,2%), Campania (16,7%) e Abruzzo (15,4%).

Osservando la graduatoria nel senso opposto, invece, è la Valle d'Aosta a risultare prima in quanto solo l'8,5% delle auto private appartiene alla categoria diesel Euro 3 o inferiore. A seguire si trovano Toscana (8,7%), Friuli Venezia Giulia(9,1%) e Liguria (9,4%). Al quinto posto si posiziona la Lombardia (9,5%), che precede solo di poco le altre due regioni che hanno recentemente introdotto lo stop ai diesel Euro 3: l'Emilia Romagna (9,7%) e il Piemonte (10%). Se si analizza la distribuzione delle automobili private diesel Euro 3 o inferiori in termini assoluti, invece, è la Lombardia, con i suoi 587.515 veicoli, a guadagnare il primo posto. Seguono la Campania, con 577.087 auto di questa categoria e la Sicilia (564.591).

IL PARCO VEICOLI - Estendendo l'analisi a tutti i veicoli presenti nell'archivio nazionale della Direzione Generale per la Motorizzazione, sempre stando all'analisi di Facile.it, emerge che in totale i mezzi diesel Euro 3 o inferiori ancora regolarmente immatricolati sono più di 8 milioni (8.268.179), pari al 15,8% del parco mezzi italiano potenzialmente circolante mentre, se si guarda al numero totale di veicoli alimentati a diesel (includendo quindi anche gli Euro 4, 5 e 6), i mezzi sono più di 22,3 milioni (il 42,9% del totale).

COSTO RC AUTO - Chi possiede una vettura di questo tipo, secondo gli analisti di Facile.it, è svantaggiato anche per il costo dell'assicurazione. Prendendo in considerazione due modelli uguali, infatti, emerge che assicurare l'auto più inquinante risulta superiore di oltre il 10% rispetto a quella con emissioni minori (277,81 euro per il diesel Euro 3 contro i 248,88 euro necessari pe il veicolo Euro 6). "Ad incidere sull'Rc auto non è, di per sé, la classe ambientale di appartenenza del veicolo quanto piuttosto la sua anzianità", spiega Diego Palano, responsabile BU assicurazioni di Facile.it. "Le auto diesel Euro 3 o inferiori, ormai da anni fuori produzione, hanno un'età media decisamente più alta rispetto a quella dei nuovi Euro 6 e per questo le compagnie assicurative applicano premi più cari".

 

(Fonte: Adnkronos)

Lega&Lega, Maroni: "Noi contrappeso nordista al progetto nazionale di Salvini". E su fascismo/antifascismo...

Su alcune tematiche le posizioni all'interno della Lega (Nord) sono diverse, in molti casi contrastanti. E fanno sempre più discutere le scelte del segretario Salvini, ormai lanciato verso un progetto e una leadership su scala nazionale. In questo senso è interessante l'intervista al presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che ricorda: "Matteo era un comunista padano..." - (VIDEO)

Lega, addio "Nord". Salvini seppellisce la Padania: "Abbiamo ambizioni di governo a livello nazionale"

Alle prossime elezioni politiche il Carroccio (se ha ancora senso chiamarlo così) si presenterà senza la storica indicazione territoriale. Una svolta che da un lato è la logica conseguenza della linea scelta dal segretario, ma d'altro fa sicuramente un certo effetto soprattutto nella base "padana" tradizionale. La curiosa coincidenza con l'esito dei referendum autonomisti di Lombardia e Veneto, probabilmente il massimo risultato simbolico ottenuto dal movimento fondato da Umberto Bossi. E ora tutti aspettano proprio la reazione del Senatur


"La Lega ha ambizioni di governo a livello nazionale, e avrà un unico simbolo a livello nazionale. Si presenterà come Lega, in tutti i collegi e in tutte le città d'Italia: su questo l'intero Consiglio federale è assolutamente concorde". Dopo la riunione, il leader Matteo Salvini ha così confermato che nel simbolo presentato alle Politiche non ci sarà la parola "Nord".

"Il partito è assolutamente allineato", ha aggiunto. "Che la Lega si chiamerà Lega - ha continuato Salvini - mi sembra chiaro da mesi, non è un mistero".

"I risultati ci premiano" - Salvini ha poi risposto a chi paventava rischi di rotture all'interno del partito: "È tre anni che la Lega si batte a livello nazionale, per trasformare l'Italia in un paese federale. I risultati ci premiano, quindi contiamo di essere l'unica forza politica in Europa del gruppo dei cosiddetti populisti che andrà al governo nei prossimi mesi. All'ultimo congresso la mia linea politica è passata con più dell'80% voti, quindi la linea è assolutamente chiara".

Regione Lombardia, la carica di Maroni: trattativa per l'autonomia col Governo e accordo da 15 milioni con le Province

"Non c'è alcun dissidio fra me e Luca Zaia. Ho persino cambiato la foto ai miei profili social, pubblicandone una che ci vede ritratti insieme abbracciati sul pratone di Pontida. Il referendum veneto aveva un quesito diverso dal nostro, che è più vincolante e ci impedisce di chiedere lo Statuto Speciale. Per tutto il resto, però, siamo assolutamente allineati e abbiamo interesse a fare una battaglia comune. C'è anche l'Emilia Romagna? Benissimo, l'unione fa la forza. Procediamo quindi d'intesa, Lombardia e Veneto: abbiamo fatto insieme il referendum, faremo insieme anche la trattativa con il Governo". Le interviste al presidente della Regione e a quello dell'Unione delle Province Lombarde con cui è stata siglata un'intesa che eroga risorse economiche per le funzioni delegate  - (VIDEO)


"Oggi abbiamo firmato un accordo importante con le Province lombarde, parliamo di circa 15 milioni di euro, che eroga risorse per le funzioni delegate, quelle che la Regione ha nella sua responsabilita', ma che lascia ai territori perche' riteniamo sia giusto che la gestione di certe materie sia il piu' possibile vicino ai cittadini". Cosi' il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha spiegato la sottoscrizione, avvenuta oggi a Palazzo Lombardia, dell'intesa tra Regione Lombardia e UPL per l'erogazione di ulteriori risorse finanziarie per la gestione, nell'annualita' 2017, delle funzioni regionali delegate.

TAVOLO CON ROMA - In questa sede, ha sottolineato, "ho chiesto al presidente dell'Unione delle Province Lombarde, Pier Luigi Mottinelli, la sua disponibilita' a partecipare alla delegazione che andra' a Roma a trattare con il Governo ulteriori forme di autonomia per la Lombardia in seguito al referendum del 22 ottobre. Sono lieto - ha evidenziato il Governatore - che mi abbia detto di si'".

PROVINCE SODDISFATTE - Circa l'accordo firmato oggi, "anche a nome dei Presidenti delle Province lombarde, apprezzo l'opera di Regione Lombardia nei confronti dei nostri Enti, che va al di la' degli importi di oggi", ha dichiarato Pier Luigi Mottinelli, Presidente della Provincia di Brescia e dell'Unione Province Lombarde, "non posso dimenticare infatti che Regione ha sollevato le Province dalla spesa per l'assistenza e il trasporto degli studenti disabili dall'anno scolastico in corso pur impegnandosi a versare tutte le risorse provenienti dallo Stato per la parte dell'anno precedente. Ha garantito ulteriori finanziamenti per il trasporto pubblico locale e si e' impegnata ad un ulteriore intervento per le Agenzie del Tpl e lo svincolo di alcuni trasferimenti regionali confluiti nell'avanzo vincolato dei nostri bilanci. Infine ha rinviato al 2018 le compensazioni relative alle previste restituzioni di risorse finanziarie anticipate in precedenza".

RICONOSCIUTO RUOLO - "Ma quello che piu' conta", ha aggiunto Mottinelli, "e' il riconoscimento del ruolo delle Province che il presidente Maroni e la sua Giunta hanno sempre dimostrato nei fatti, anche quando non era facile farlo. L'Intesa di oggi pertanto e' da un lato la conferma, sempre importante, della nostra funzione di perno del sistema delle Autonomie, ma soprattutto puo' costituire un modello per il futuro anche in altri ambiti, come i servizi per il lavoro, per cui sono attese novita' nel disegno di legge di bilancio".

Referendum per l'autonomia, Giorgia Meloni stuzzica ancora la Lega: "Se il 60% dei lombardi non è andato a votare evidentemente non era una priorità neanche per loro". Ma poi tende la mano: "Faremo sintesi per vincere insieme"

"I referendum per l'autonomia non sono stati un plebiscito ma per Fratelli d'Italia il punto è un altro e prescinde dai numeri e dalle percentuali: in una nazione che si rispetti le riforme costituzionali si fanno tutti insieme e non a pezzi, per il bene di tutti e non per assecondare l'interesse particolare. Ora lavoriamo insieme per una proposta di riforma dello Stato che coniugi presidenzialismo e federalismo e non metta in discussione l'Unità nazionale". Lo ha dichiarato la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni a proposito dei referendum sull'autonomia di Lombardia e Veneto - (VIDEO)

Salvini soddisfatto dopo i referendum di Lombardia e Veneto: "Linea nazionale non in discussione. Il governo non può ignorare 5 milioni e mezzo di votanti. Renzi e Grillo oggi in silenzio"

Nonostante le ricostruzioni che lo vedevano distante dalla battaglia referendaria di Maroni e Zaia, il segretario leghista oggi è raggiante per i risultati delle consultazioni: "E' stata una lezione di democrazia per tutta Europa, abbiamo scelto la via legale, pacifica e costituzionale. La stessa opportunità la offriremo da nord a sud a chi ce lo chiederà. I 5 milioni e mezzo di cittadini che hanno scelto di votare ci dicono che per il futuro dell'Italia c'è da sperare e che le riforme partono dal basso. Il nostro interlocutore adesso è il presidente del Consiglio dei ministri. Qualcuno nel centrodestra non ha capito che aria tira; nel nostro programma comune il tema dell'autonomia deve essere centrale". L'intervista a margine della conferenza stampa di questa mattina nella sede del Carroccio - (VIDEO)

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