updated 1:24 PM UTC, Nov 11, 2018

Maltempo; da Nord a Sud l'Italia mostra le sue fragilità

Italia nella morsa del maltempo, in tre giorni cadranno le piogge che normalmente cadono in tre mesi. I video drammatici mostrano le debolezze di un territorio troppo a lungo lasciato a se stesso. Al Politecnico di Milano acqua in classe durante una lezione, a Napoli un giovane muore travolto da un albero, molte regioni hanno diramato l'allerta rosso. Acqua alta record a Venezia, forse uno degli avvenimenti più forti registrati nella città lagunare, il 75% della città è allagata. La presidente del Senato: "Serve commissione d'inchiesta sul dissesto idreogeologico". Questa forte perturbazione è destinata a non abbandonare il Paese per altri giorni ancora, sicuramente non vedremo un cielo azzurro prima del 2 novembre.

Vi mostriamo alcuni drammatici video che mostrano la situazione del paese da Nord a Sud

 

 

Uccidere o non uccidere ... Il dilemma morale ignorato dai robot killer

L'autonomia dei robot assassini non solo trasforma la condotta delle operazioni militari, ma anche il vero paradigma della guerra


ll robot killer è essenzialmente molto più di un'arma, dal momento che è in grado di  scegliere  e  decidere  autonomamente se sparare a un bersaglio nemico oppure risparmiare la sua esistenza. Essendo privo di coscienza, il robot killer non potrà mai essere responsabile delle sue azioni, di conseguenza non potrà essere giudicato e non dovrà mai seguire le differenti regole d'ingaggio. L'autonomia dei robot assassini non solo trasforma la condotta delle operazioni militari, ma risolvono anche il vero paradigma della guerra, è giusto uccidere oppure no? Le conseguenze sociali e anche morali dell'uso di robot killer diventano quindi tutt'altro che trascurabili. Questi problemi devono essere messi in oggettiva prospettiva come parte di un processo completo di automatizzazione della guerra convenzionale. Ci concentreremo qui su un aspetto cruciale dell'arrivo di robot letali autonomi: la loro capacità di decidere autonomamente di sparare e quindi uccidere i combattenti nemici.

La Guerra: un'attività molto umana

La guerra è essenzialmente un'attività regolata da regole e convenzioni umane, derivanti da norme culturali e religiose. Ma ha anche una sua logica che sfida le convenzioni. Per il grande teorico militare Clausewitz, è "un atto di violenza che teoricamente non ha limiti". Teoria confermata in una nota espressione di Eisenhower:

"Usando la forza, non sapevamo dove stavamo andando, più abbiamo approfondito il conflitto, meno i limiti abbiamo trovato ad eccetto della capacità di forza stessa".

Per riassumere, si potrebbe dire, come il generale Sherman durante la guerra civile, prima di evacuare e poi bruciare la città di Atlanta che, "la guerra è un inferno che trova limiti solo nella sua attuale potenza. Tuttavia, queste tendenze sono contenute paradossalmente dai soldati impegnati nelle guerre che, secondo il filosofo Michael Walzer, sono capaci di distinguere "il compito a cui dedicano le loro vite, da un puro e semplice macello", attraverso il rispetto convenzioni di guerra. Ovvero la capacità di distinguere quando è realmente necessario uccidere e quando no.

Le convenzioni di guerra

Le Convenzioni di Ginevra riguardano due aspetti: lo jus ad bellum, il diritto di innescare e fare la guerra, e lo jus in bello, quest'ultimo parte da un assioma fondatore: la distinzione tra combattenti e civili. Il primo ha il diritto di uccidere in virtù del fatto che essi possono essere uccisi o uccidere. Da questa fondamentale distinzione seguono quattro principi principali:

  • l'umanità;
  • necessità militare;
  • proporzionalità;
  • discriminazione.

Due principi ci interessano in modo particolare. In primo luogo, il principio di proporzionalità richiede che, se è permesso uccidere civili per distruggere importanti obiettivi nemici, questo deve essere fatto in misura sufficiente. Secondo il giornalista Andrew Cockburn, l'esercito americano in Afghanistan, avrebbe considerato che un rapporto di 30 civili uccisi, per ogni capo talebano sconfitto sarebbe stato accettabile.

Il secondo, il principio di discriminazione, è quello di garantire una chiara distinzione tra civili e combattenti militari. Il rispetto di questi due principi dipende in larga misura dall'intensità del conflitto in corso.

L'opposizione ai robot killer

Si gioca principalmente sui due criteri visti in precedenza. Per quanto riguarda il fattore discriminazione, non si può negare che rappresenti un punto debole di queste macchine: come differenziare, infatti, un soldato che si arrende da un soldato in armi, o un soldato ferito?

Purtroppo al momento, le tecniche di riconoscimento della forma sopra citata, sono in grado di distinguere solo le uniformi e fanno, come afferma il robotista Noel Sharkey, grossolane confusioni nel distunguere lo stato dei soldati . D'altra parte, è molto difficile per un robot identificare un soldato ferito o addirittura un soldato che stende le braccia. A questo si aggiunge il criterio di proporzionalità: una macchina può decidere da sola quanti civili potrebbero essere uccisi per distruggere il suo obiettivo?

Per rafforzare questi due argomenti principali, gli oppositori dei robot killer, antepongono il principio di umanità, affermando che gli umani non sono razionali perché hanno emozioni e credono nel loro intuito. Molti di loro mostrano una certa repulsione nell'uccidere il loro vicino. Ad esempio, studi condotti dopo la seconda guerra mondiale hanno mostrato che in media solo il 18,75% dei soldati messi in servizio aveva usato la propria arma.

Questa vivace opposizione imbarazza molto i capi i militari, i capi di stato e spiega la loro esitazione sull'uso di queste armi. Anche se i più scettici pensano che poteri militari forti come la Cina, la Russia o l?america, non avranno certamente queste apprensioni morali e non esiteranno a sviluppare questo tipo di armamenti in un futuro troppo prossimo.

L'arrivo dei robot killer è quindi inevitabile e merita di essere anticipato.

Chi è responsabile?

In virtù di questo principio, Ronald C. Arkin, un robotista americano, propone di progettare macchine che agiscono in modo più etico, rispetto a quei soggetti imperfetti che sono combattenti umani, dotandoli di UMANITA'. Considerando che, "confrontandosi con l'orrore del campo di battaglia", i soldati vedono la loro capacità di giudizio offuscata dalle emozioni e dallo stress del combattimento e tendono quindi a commettere atrocità. I robot autonomi letali sarebbero la soluzione per garantire il rispetto delle leggi della guerra, preimpostate nella loro intelligenza artificiale.

Per Gregoire Chamayou, il problema è ad un altro livello, considerando due livelli distinti di ragionamento;

1) l'arma (che è una cosa)

2) il combattente (che è una persona)

Il primo non è legalmente responsabile (forse lo sono i suoi creatori), il secondo legalmente responsabile e giudicabile. 

Il robot autonomo letale è un insieme di questi due punti, in cui l'arma e il combattente si confondono in un'unica essenza: agente e strumenti sono collegati, escludendo ogni possibilità di responsabilità legale. Come giudicare una macchina? Quindi... vede qualcosa e inizia a fare uso di se stesso.

La possibilità di concedere il diritto di uccidere alle macchine non sarebbe comunque senza conseguenze. Se consideriamo che in guerra, il diritto di uccidere è solitamente riservato ai combattenti in virtù del fatto che possono essere uccisi, considerare che possono essere eliminati da una macchina, "sarebbe come mettere un omicidio, sullo stesso piano della distruzione di una semplice cosa materiale" .

Questa domanda non è solo militare e avrà inevitabilmente ripercussioni sull'uso di altri sistemi automatici come, ad esempio le automobili autonome, pensiamo ad un incidente mortale causato da una macchina a guida autonoma, chi dovrà essere considerato responsabile di tale grave avvenimento?

 

FONTE: (Eric Martel, dottore in scienze gestionali - ricercatore associato presso LIRSA, Conservatorio nazionale delle arti e mestieri (CNAM))

Siria; Il vertice di Istanbul stabilisce le regole per un "cessate il fuoco permanente"

Un comitato costituzionale per la Siria sarà costituito entro la fine dell'anno, affermano Russia, Turchia, Germania e Francia.


I leader di Russia, Germania, Francia e Turchia, in un vertice di Istanbul, hanno sostenuto un cessate il fuoco permanente in Siria, sottolineando inoltre, che un comitato costituzionale per la Siria dovrebbe essere istituito entro la fine di quest'anno. I militanti, gli estremisti e i terroristi che vogliono mantenere l'instabilità e la paura nel paese, devono essere combattuti.

In una comunicazione congiunta dopo il vertice di sabato, i leader dei quattro paesi affermano che è necessario creare condizioni in tutta la Siria, che consentano ai rifugiati di tornare alle loro casa in totale sicurezza e in un clima di pace. Tutti i principali aspetti del conflitto siriano sono stati toccati nel vertice tra il presidente Vladimir Putin, il presidente Recep Tayyip Erdogan, il cancelliere Angela Merkel e il presidente Emmanuel Macron, compresa la situazione militare e gli sforzi per raggiungere un accordo su una soluzione di pace duratura.

"Una situazione di pace lunga e duratura, ed è anche importante garantire elezioni libere in Siria", ha affermato Merkel, aggiungendo: "Deve essere una scelta libera, in quanto chiunque che non è fuggito dal paese dovrà poter partecipare". 

La Russia e la Turchia hanno raggiunto il mese scorso un accordo per istituire una zona smilitarizzata nella provincia nordoccidentale di Idlib, impedendo di fatto al governo siriano di iniziare un'offensiva militare nell'ultima provincia in cui i gruppi ribelli sono ancora presenti in forza.

La Russia sostiene il regime siriano sul presidente Bashar al-Assad, mentre la Turchia sostiene i ribelli. Insieme all'Iran, i due paesi hanno anche partecipato a un processo negoziale, seguito dallo scetticismo in molti luoghi occidentali. Il vertice di Istanbul è il primo su Siria, dove sono presenti i due principali leader dell'UE.

Durante il vertice Erdogan ha comunicato agli altri tre leader i dettagli che circondano l'uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi. Ha detto che l'Arabia Saudita dovrà ammettere do aver inviato un gruppo di 18 uomini a Istanbul, gruppo che oggi, viene identificato come il responsabile di un così cruento omicidio, avvenuto, secondo fonti turche, proprio nel consolato Saudita a Istanbul. In risposta a queste affermazioni, la cancelliera Angela Merkel ha annunciato di volere una posizione europea "coordinata" con forti sanzioni verso quei paesi dell'Europa che continueranno la vendita di armi in Arabia Saudita. Una posizione che però il presidente francese Macron accetta a denti stretti, oggi la Francia è il principale paese fornitore di armamenti all'Arabia Saudita, "Ma qual è la connessione tra le vendite di armi e l'uccisione di Khashoggi? Capisco la connessione tra le vendite di armi e ciò che sta accadendo in Yemen, ma non c'è alcun collegamento con Khashoggi" ha detto in un intervista, uno stizzito Macron. 

  • Pubblicato in Esteri

E' arrivato "Google Duplex" il maggiordomo per tutte le tasche

Oggi gli assistenti personali sono ancora un privilegio di super manager impegnati più di 12 ore nel mondo del lavoro. I super cervelli dell'industria high-tech stanno pianificando la rivoluzione del servizio: "il maggiordomo per tutti". 


In un ormai prossimo futuro (già presente alla fine dell'articolo), l'intelligenza artificiale coordinerà il servizio automobilistico, fisserà appuntamenti con il parrucchiere e cercherà anche singol adatti ad un appuntamento galante o di solo sesso, come?... 

A volte la Silicon Valley vuole mostrare al mondo la sua magia. Così è stato quando Steve Jobs ha presentato il primo iPhone, il 9 gennaio 2007, definendolo un prodotto rivoluzionario e magico. Un momento simile è accaduto anche poco tempo fa quando il CEO di Google, Sundar Pichai, ha presentato "Google Duplex" alla conferenza annuale degli sviluppatori, definendo il progetto come una "Musica futura che presto diventerà realtà".

Ma come realmente funzionerà il "mio nuovo maggiordomo"?  Basterà dire all'assistente Google di fissare un appuntamento con il parrucchiere giovedì prossimo tra le 16:00 e le 18:00, preferibilmente alle 16:00, o che dovrebbe prenotare un tavolo per quattro persone nel ristorante preferito per il sabato successivo alle 20:00. Google quindi prenderà il telefono, organizzerà un appuntamento per conto del cliente e prenoterà un tavolo. Non stiamo parlando di un dipendente del call center di Google, ma di un assistente digitale, un robot virtuale, in grado di gestire anche le situazioni comunicativamente sensibili.

Ovviamente, il promemoria dell'appuntamento e la prenotazione del tavolo, verranno inseriti automaticamente nel calendario di Google, dati che oggi vengono inseriti manualmente o tramite mail invitation. Google dirà in tempo reale, quando dovrò uscire di casa per non perdere l'autobus, oppure se vi sono dei rallentamenti lungo il tragitto casa_lavoro e quanto tempo prima dovrò uscire per arrivare in orario. Google sta già lavorando allo sviluppo dell'assistente per le aziende e forse Amazon, che ha un'immensa base di clienti SMB, addestrerà Alexa a negoziare con il maggiordomo di Google.

Così presto non dovremo più parlare personalmente con il nostro fornitore di servizi e loro non dovranno parlare i clienti. Ci sono due assistenti che si richiamano giorno dopo giorno per fissare appuntamenti, negoziare prezzi o semplicemente ammazzare il tempo. Più compiti delego al mio assistente, più informazioni raccoglie su di me e meglio conosce le mie preferenze.

Tecnologie come Google Duplex stanno portando la prossima spinta nella rivoluzione digitale, soprattutto nel settore delle piccole e medie imprese dove la digitalizzazione procede lentamente, dove molto spesso appuntamenti o diverse informazioni ancora vengono scritte a penna.

E un buon maggiordomo non si preoccupa solo dei problemi economici o di gestione, sarà anche in grado di cercare un partner per il proprio datore di lavoro, si scambierà idee con i suoi colleghi, cercherà e troverà la corrispondenza perfetta, naturalmente prenotando il ristorante giusto e il cinema, dove è in corso il film preferito di entrambi e poi...

Ju-niño, il bad boy della Bicocca stupisce con Mami. Ecco il video ufficiale

In tanti lo indicano come una delle migliori promesse del rap di casa nostra, almeno sulla scena milanese. Il nome d'arte da calciatore di classe, il cuore tenero di chi non rinuncia ai legami profondi, ma anche una bella dose di rabbia "made in Zona 9". Se non siete artisticamente curiosi, se credete che la gente per bene (ammesso che lo siate davvero) non debba ascoltare "certa roba", se arrivate al massimo fino a Fedez e signora, o se - peggio ancora - amate i fenomeni da baraccone e da visualizzazione, vabbé a posto, non guardate il primo official video di Juniño...

  • Pubblicato in Cultura

Follow JC Go: il Vaticano lancia un’applicazione per “catturare” i Santi

Il gioco che si chiama Follow JC Go, in Italia è già disponibile per iOS e Android, ma solo in lingua spagnola. Cattura i tuoi Santi e forma un Team paradisiaco.


L'app è stata sviluppata in Spagna dalla Fundación Ramón Pané, in occasione della Giornata mondiale della gioventù, prevista per il prossimo 22 gennaio a Panama. Sicuramente non andrà a sostituire la più famosa Pokemon GO che fino a qualche tempo fa spopolava fra i giovani, ma anche fra i meno giovani. Un’applicazione per smartphone, Android e iOS che, grazie alla realtà aumentata geolocalizzata con Gps, consentiva di cercare e catturare i Santi in giro per il mondo. Il funzionamento è lo stesso della gemella, la fotocamera dello smartphone inquadra ciò che si ha di fornte e l'app vi aggiunge digitalmente i Santi e i Beati, permettendo così di vederli sparsi nelle case, nelle piazze delle città, a scuola. Oggi, la Fundaciòn Ramòn Pané, scrive che il suo obiettivo è quello di imparare le nuove lingue della società di oggi, le nuove forme di espressione, comprensione e comunicazione, per presentare il Vangelo, il messaggio di Dio attraverso la Sacra Scrittura, rispondendo alle reali necessità delle persone". Quindi da oggi avremo il nostro avatar in sandali che girando il mondo avrà la possibilità di “catturare” santi e beati attraverso la fotocamera del cellulare. Non ha bisogno di lottare contro il santo per riuscire a prenderlo, ma solo di rispondere ad alcune domande sul suo conto. Dimostrare di conoscere il personaggio biblico, gli basta infatti per includerlo nel proprio “JC-team”, ossia nella propria squadra di evangelizzazione.
Durante la ricerca dei santi, il giocatore si occupa inoltre della salute del proprio avatar: tra i valori da tenere d'occhio, per un benessere non solo fisico, ma anche spirituale, ovvero quelli relativi alla preghiera. Infine, nel gioco è presente una valuta, i “denarios”, che possono essere conquistati in tre modi: si può donare qualcosa in beneficenza e trasformare la donazione in valuta virtuale, vedere della ADS (pubblicità) oppure cercarlo sulla mappa. La fondazione cerca in questo modo di mettersi al passo con i tempi, i giovani di oggi interagiscono soprattutto tramite app e social media, “Sarebbe una negligenza, da parte della Chiesa, non cercare di incontrarli proprio lì, nei luoghi e nei gusti che gli appartengono” dichiara a Vatican News Miriam Diez Bosch, direttore del Blanquerna Observatory on Media, Religion and Culture alla Ramon Llull University di Barcellona, che ha da poco terminato uno studio sulla religione dei giovani nei social network. Dallo studio emerge che solo il 4% dei giovani nel mondo condividono contenuti legati alla religione cattolica. “E’ inutile pensare di sostituirsi ai loro influencers" – afferma Mirima Diez Bosch - "Sarebbe intelligente invece servirsi di loro, cercare di influenzare gli influencers stessi, affinché si facciano portavoce di realtà di fede e religione”. Ed è quello che si potrebbe fare proprio attraverso la promozione di questa app, un gioco che parla la lingua dei giovani, ma che racconta qualcosa di diverso dal solito: "la religione". Lo scopo principale dell’applicazione infatti è di tipo didattico. "Con questa app ci si può divertire, ma anche imparare ed essere evangelizzati” - sottolinea il cardinal Oscar Rodrìguez Maradiaga, presidente del comitato consultivo della Fundaciòn Ramòn Pané, "infatti, un ragazzo può apprendere molto sui santi, sui beati, sulla loro vita e sulla Bibbia stessa. "Catturare" i santi attraverso un’app. potrebbe quindi rappresentare un nuovo modo di evangelizzare, Follow JC Go potrebbe essere una delle soluzioni per avvicinare più persone alla fede e invogliarle a diffonderla.

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FONTE: (Vaticans News)

Richiedenti asilo già espulsi, dalle borse false allo spaccio di droga: chi sono i fermati per la morte di Desirée. La terribile fine della ragazza: 12 ore di agonia e abusi (VIDEO)

"Farò di tutto perché i vermi colpevoli di questo orrore paghino fino in fondo, senza sconti, la loro infamia". Lo scrive in un tweet il ministro dell'Interno Matteo Salvini, commentando il fermo degli africani (due senegalesi e un nigeriano) ritenuti responsabili, in concorso con altre persone in via di identificazione, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e dell'omicidio volontario della 16enne Desirée Mariottini. Le immagini del fermo - (VIDEO)


Desirée, chi sono i fermati

E' rimasta in stato di incoscienza per 12 ore prima di morire Desirée Mariottini, la sedicenne trovata morta la notte tra giovedì e venerdì scorsi nello stabile abbandonato di via dei Lucani a Roma. La sindaca Virginia Raggi, secondo quanto si apprende, proclamerà il lutto cittadino nei giorni del funerale della ragazza. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della squadra mobile di Roma, le sarebbe stata somministrata droga il 18 pomeriggio fino a ridurla in stato di incoscienza. E mentre era in stato di incoscienza sarebbe stata vittima di abusi e violenze.

LA SVOLTA - La svolta nelle indagini sull'omicidio della giovane è arrivata nella notte tra mercoledì e giovedì, quando la polizia ha eseguito due fermi. In mattinata è stato poi rintracciato, interrogato in Questura e quindi messo in stato di fermo anche un terzo uomo. I fermati sono accusati di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario. Hanno tutti precedenti di polizia per spaccio. Per l'omicidio si cerca ancora un quarto uomo. Il capo della Squadra Mobile di Roma Luigi Silipo ha detto, parlando dopo i primi due fermi, che nei loro confronti ci sono "gravi indizi di reità". Sono in corso altri interrogatori in Questura a Roma a persone che non sono sospettate ma solo informate dei fatti.

"ABUSATA IN STATO DI INCOSCIENZA" - I fermati, secondo quanto hanno accertato gli investigatori, avrebbero "somministrato sostanze stupefacenti alla minore in modo da ridurla in stato di incoscienza" e ne avrebbero "abusato sessualmente, così cagionandone la morte avvenuta nella notte del 19 ottobre". Secondo le prime ricostruzioni, probabilmente Desirée conosceva i suoi aguzzini. Dall'inchiesta emerge che la 16enne era già stata nello stabile abbandonato di via dei Lucani, dove si era recata più volte nelle ultime due settimane.

I FERMATI - I fermati sono due senegalesi, rispettivamente di 27 e 43 anni, e un nigeriano di 46 anni. Tutti e tre risultano essere irregolari sul territorio italiano. Il 27enne, a quanto si apprende da fonti investigative, aveva un permesso di soggiorno per richiesta d'asilo scaduto ed era stato espulso un anno fa, ma si era reso irreperibile. Era stato rintracciato lo scorso luglio di quest'anno ed era stato richiesto il nulla osta dell’autorità giudiziaria per reati pendenti a suo carico. Anche il nigeriano risulta titolare di permesso di soggiorno per motivi umanitari scaduto. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, per la banca dati del comune di Roma era irreperibile. Uno dei tre è stato trovato nell'ex fabbrica di penicillina in via Tiburtina. Lo stabile è una delle prime occupazioni abusive, individuate nella lista dei prossimi sgomberi. Secondo quanto si apprende gli altri due fermati sono stati rintracciati nelle aree del Pigneto e Verano.

LE REAZIONI - A commentare la svolta nelle indagini è stato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che in tweet ha ringraziato le forze dell'ordine prima di puntare il dito verso i responsabili: "Farò di tutto perché i vermi colpevoli di questo orrore paghino fino in fondo, senza sconti, la loro infamia" ha scritto Salvini. Poi, il vicepremier è tornato a invocare "la castrazione chimica per gli stupratori".

Il premier Giuseppe Conte ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia di Desirée: "Sono vicino ai genitori per questa tragedia. Sono padre anche io, non posso immaginare cosa si possa provare a perdere un figlio in questo modo. Sono veramente vicino, un partecipe e commosso pensiero va ai familiari in questo momento".

"Un dolore immenso. Roma piange Desirée" twitta la sindaca di Roma, Virginia Raggi e in un video prosegue affermando: "Mi preme dire una cosa soprattutto come donna e come madre, più che da sindaca, sono scioccata dalla brutalità di questo gesto". "E sono scioccata come queste cose siano ancora possibili. Noi oggi siamo qui insieme ai cittadini di San Lorenzo, c'è un quartiere che sta manifestando il suo amore nei confronti di questa ragazza che veramente è stata brutalizzata", conclude la sindaca.

FIACCOLATA PER DESIREE - Si è svolta giovedì sera a San Lorenzo la fiaccolata, organizzata dai residenti, in memoria di Desirée. Ci siamo ritrovati "in via dei Lucani, ognuno con una candela, per testimoniare la nostra vicinanza alla famiglia di Desirée, la giovane ragazza che ha perso la Vita nel nostro quartiere - scrivono i membri del Comitato di Quartiere San Lorenzo -. Tutti uniti in un'unica voce di dolore, che ha coeso una comunità che non è e non sarà mai indifferente".

 

(Fonte: Adnkronos)

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