updated 1:32 PM UTC, Oct 20, 2018

Cosa devo fare se perdo o mi rubano il telefonino? Il problema WhatsApp: le soluzioni

Telefonino perso o rubato? Ecco come 'limitare' i danni. A dare qualche consiglio è il blog di WhatsApp stesso. In primo luogo suggeriscono di "bloccare la scheda SIM", chiamando la compagnia telefonica. "In questo modo - spiegano -, non sarà possibile riverificare il tuo account su quel telefono in quanto è necessario poter ricevere SMS o telefonate per verificare un account". A questo punto le strade sono due. "Puoi scegliere di utilizzare una nuova scheda SIM con lo stesso numero per attivare WhatsApp sul tuo nuovo telefono - scrivono sul blog della App -. Questo è il modo più veloce per disattivare il tuo account sul telefono rubato perché WhatsApp può essere attivato solo su un numero di telefono e su un unico dispositivo alla volta".

Altrimenti puoi inviare "una email con la frase perso/rubato e 'disattivazione del mio account' nel corpo dell'e-mail" con "il numero di telefono nel formato internazionale completo". Anche con la scheda SIM bloccata e il servizio telefonico disabilitato, precisano, "WhatsApp può essere utilizzato tramite connessione Wi-Fi se non ti metti in contatto con noi per richiedere di disattivarlo". Se non riattivi il tuo account entro 30 giorni, avvertono sul blog dell'applicazione, verrà completamente eliminato.

 

(Fonte: Adnkronos)

Google Street View è pronta per iniziare a mappare l'inquinamento atmosferico e le pericolose polveri PM 2,5

Google ha annunciato che amplierà la partnership tra Street View e Aclima, installando sui suoi mezzi una rete di sensori ambientali, per mappare l'inquinamento atmosferico in tutto il mondo.


Il gigante di internet ha collaborato per la prima volta con la start-up di San Francisco nel 2015. Le auto di Street View, dotate dei sensori di monitoraggio qualità dell'aria di Aclima, hanno raccolto dati in tutta la California, a Londra e nel campus di Google a Mountain View, sempre in California.

"Tutto quel lavoro è culminato in un importante studio scientifico", ha detto durante un'intervista Davida Herzl, la fondatrice di Aclima. Questo studio, pubblicato su Environmental Science & Technology, ha utilizzato i dati dei sensori sul territorio di Oakland, in California, per rivelare che i livelli di inquinamento atmosferico possono variare drasticamente lungo una strada, senza che vi siano forti impatti inquinanti. "Abbiamo scoperto che puoi avere la migliore qualità dell'aria e la peggiore qualità dell'aria nella stessa strada", ha detto Herzl. "Questa sperimentazione ci può aiutare a capire come comportarci per abbattere l'inquinamento atmosferico, dalla pianificazione urbana alla comprensione della esposizione personale dei cittadini"  I sensori di Aclima registrano livelli di anidride carbonica (CO2), monossido di carbonio (CO), ossido nitrico (NO), biossido di azoto (NO2), ozono (O3) e del pericolosissimo particolato (PM2,5) nell'aria. I dati saranno disponibili pubblicamente su Google BigQuery mentre verranno forniti set di dati completi a comunità scientifiche e accademiche. L'espansione globale inizierà con 50 auto a Houston, a Città del Messico e a Sydney in Australia e si prevede che fornisca la mappa più dettagliata e localizzata dell'inquinamento atmosferico in ogni area. Queste misurazioni possono fornire alle città nuove intuizioni a livello di quartiere, questo potrebbe aiutare le amministrazioni ad accelerare gli sforzi nella loro transizione verso città più intelligenti e più sane ", ha dichiarato Karin Tuxen-Bettman, Program Manager di Google Earth Outreach. 

Ora bisognerà capire come l'Europa riuscirà a percepire questa innovazione, molte delle case automobilistiche europee hanno in quest'ultimo periodo, dato forza ad un mercato basato su modelli di auto con FAP, quest'ultimo realizzato per ridurre l'emissione di polveri PM 10, ma che come molti sostengono durante il suo lavoro produrrebbe delle polveri PM 2,5 o inferiori. Polveri molto più pericolose per l'uomo perchè impossibili da filtrare arrivano fino agli alveoli polmonari, per poi passare direttamente nel sangue. Pochi sono i sensori oggi installati nelle grandi città europee, quasi nessuno nelle nostre città. Cosa succederà nei prossimi anni? permetteranno a Google Street View di continuare con questo progetto o rimarrà un bel progetto in un cassetto?

Un piano segreto per colonizzare Marte, basato su una studio ormai consolidato, per la realizzazione di Stazioni Spaziali

Un nuovo studio rivela come gli umani potrebbero potenzialmente colonizzare Marte e creare una base di ricerca autosufficiente in grado di supportare le missioni con equipaggio per diversi anni.


Gli scienziati della svizzera Ecole Polytechnique Federale de Lausanne, hanno elaborato un piano considerato "Top Secret" in più fasi, che prevede l'invio di un robot al pianeta rosso per costruire una prima base. Utilizzando le risorse naturali del pianeta per mantenerla attiva pensano di poter inviare una squadra di umani sulla superficie del pianeta che inizi la colonizzazione della nuova Terra. I ricercatori propongono di creare una base sul polo nord di Marte, zona in cui sono presenti numerose risorse naturali e dove si ipotizza la presenza di acqua, risorse che potrebbero essere utilizzate su larga scala. Si presuppone il realizzo di una stazione spaziale basata su tecnologie che sono state selezionate di conseguenza e così delineare uno scenario di test, in questo modo potrebbe essere possibile che una missione umana arrivi tra circa 20 anni a mettere piede sul pianeta rosso. Il piano segue una collaborazione della NASA e richiede a diversi team di presentare nuovi habitat in 3-D, da usare come test per una futura colonizzazione di Marte. La base di ricerca sarebbe composta da tre diversi moduli, secondo gli scienziati, ed è descritta come uno "spazio vitale minimo". Una cupola in fibra di polietilene e uno strato di ghiaccio di 3 metri di spessore coprirebbero la struttura, conferendole l'aspetto di un igloo. secondo lo studio la cupola rappresenterebbe anche uno spazio abitativo aggiuntivo, fornire una seconda barriera per proteggere l'equipaggio da radiazioni e micrometeoriti e contribuire a mantenere costante la pressione all'interno della base. Inoltre, i ricercatori immaginano un sistema di gru che orbita attorno al Pianeta Rosso per fungere da punto di trasferimento per le merci tra le navette che arrivano dalla Terra e le basi sul pianeta rosso.

Tuttavia, prima di inviare qualsiasi essere umano su Marte, un equipaggio di robot costruirà la prima base e testerà tutte le risorse naturali disponibili. I ricercatori ritengono che i poli sarebbero il posto più probabile per costruire una base, poiché è probabile che le tracce di vita si trovino in "Depositi stratificati" di ghiaccio e polvere proprio vicino ai poli. "Tutto ciò renderebbe la base di ricerca autosufficiente per un lungo tempo.

Gmail, ecco una nuova funzione che potrebbe evitare molti problemi

Se devi inviare informazioni molto sensibili, accordi segreti, accordi commerciali o devi evitare che altri leggano la tua mail, questa nuova funzione di Gmail è un must.


Una NUOVA funzionalità di Gmail che ti consente di inviare e-mail autodistruggenti è ora disponibile per tutti e vale la pena di provarla.

Quest'anno Google ha annunciato una serie di nuove funzionalità che sta aggiungendo alla sua popolare piattaforma di posta elettronica, utilizzata da oltre 1,4 miliardi di persone in tutto il mondo ed ora con una nuova veste grafica.

Molti dei cambiamenti si sono incentrati sulla tutela della privacy e sulla possibilità di fornire agli utenti un maggiore controllo delle e-mail che inviano.

Una "modalità riservata" ora consente di inviare messaggi con date di scadenza oppure di impedirne l'inoltro, la copia, il download o la stampa. Ovviamente non vi sono garanzie sulla non divulgazione perchè chi la riceve potrebbe sempre fare una "stamp" dell'immagine dell'email e utilizzarla per gli scopi che voi volevate bloccare, ma la nuova funzionalità dovrebbe impedire alle persone di inoltrare in modo accidentale l'e-mail ad altre persone.

Una nuova funzione "timer autodistruggente" consente di far scadere l'e-mail nella posta in arrivo del destinatario, cancellandola alla data da voi stabilita. Se stai inviando un'e-mail confidenziale o particolarmente salace, questa funzione è d'obbligo.

Ecco come farlo.

Dopo aver composto un'e-mail, cerca la piccola serratura con un orologio su di essa tra le icone nella parte inferiore della casella di testo.

I nuovi aggiornamenti sono ora disponibili per tutti gli utenti di Gmail.

Scegli per quanto tempo vuoi che l'e-mail rimanga nella casella del destinatario prima che si autodistrugga. È possibile scegliere quattro opzioni, un giorno, una settimana, un mese o fino a cinque anni.

Attenzione perchè il conto alla rovescia inizia proprio quando la si invia, non quando il destinatario la apre. Quindi se stai impostando il messaggio in scadenza entro 24 ore, dovrai essere sicuro che il destinatario controlli in modo regolare la casella di posta, il rischio è che la mail si cancelli prima di essere letta.

C'è una manciata di opzioni quando si sceglie per quanto tempo durerà l'email.

 

Potrebbe sembrare una strana funzionalità, ma è facile capire come potrebbe essere utile ad esempio ai giornalisti che si occupano di fonti riservate, ai dirigenti aziendali che condividono segreti commerciali via email, o forse anche quelli che cercano di organizzare un incontro adultero.

Come ulteriore livello di sicurezza, i mittenti possono anche richiedere che, per poter aprire la mail, venga prima inserito un codice fornito da un messaggio di testo (inviato tramite SMS), una vera e propria "Pass Key" 

Oltre ad aggiungere un timer di autodistruzione, i messaggi possono essere revocati dopo essere stati inviati, ovvero potete decide che il destinatario non veda comparire nella sua casella la mail da voi inviata in modo accidentale o prima di una importante modifica.

Se desideri revocare l'accesso prima, puoi farlo aprendo Gmail, selezionando "Inviati", aprendo l'email riservata appena inviata e selezionando "rimuovi accesso".

Nuove funzionalità tutte sempre a tutela della privacy, attenti però perchè "il pericolo è sempre dietro l'angolo..."

WhatsApp a pagamento dal 13 gennaio? Ecco cosa c'è dietro

“WhatsApp diventerà a pagamento”. Sull’applicazione di messaggistica istantanea è partita nuovamente la catena di Sant’Antonio sull’imminente cambio di gestione di WhatsApp che obbligherà gli utenti a pagare per poter utilizzare il servizio. Un messaggio che periodicamente compare sull’applicazione di messaggistica istantanea e che in breve tempo fa il giro d’Italia. Il messaggio ha cominciato a diffondersi i primi giorni di gennaio e in poco tempo si è diffuso nella maggior parte dei gruppi e delle conversazioni. Il testo del messaggio avverte che WhatsApp diventerà a pagamento dal 13 gennaio 2018 a meno che l’utente non condivida il messaggio con altri 20 utenti. Basterebbe poco per capire che si tratta di una bufala, ma sono molte le persone che hanno creduto al messaggio, tanto che la keyword “WhatsApp a pagamento dal 13 gennaio 2018” è una delle più ricercate sui motori di ricerca... (LEGGI TUTTO)


Attenti a fake news e catene di Sant’Antonio

Quando un’applicazione raggiunge il successo ottenuto da WhatsApp è normale che nascano delle catene di Sant’Antonio. E quella sul pagamento di WhatsApp è un evergreen che esce fuori almeno una volta al mese. E la velocità di propagazione è elevatissima, come accade per le fake news su Facebook e sui social network. Anche perché il modello che è alla base è lo stesso. Il testo del messaggio che annuncia il pagamento di WhatsApp è tanto semplice quanto subdolo: “AVVISO IMPORTANTE A TUTTI GLI UTENTI WHATSAPP | Dopo la nuova vendita del servizio finora gratuito offerto da Whatsapp, il nuovo direttore Yong Lin, durante la conferenza a stampa tenuta stamani 03 Gennaio 2018 a Shangai ha annunciato che da sabato mattina 13 Gennaio 2018 whatsapp diventerà a pagamento! Se hai almeno venti contatti manda questo messaggio a loro. Così risulterà che sei un utilizzatore assiduo e il tuo logo diventerà blu e resterà gratuito (ne hanno parlato al tg). Whatsapp costerà 0,01€ al messaggio. FATE GIRARE”. Per capire che si tratta di una bufala basta effettuare una semplice ricerca online e vedere che il CEO dell’azienda è Jan Koum, uno dei creatori dell’applicazione. Ma l’utilizzo della frase “ne hanno parlato al tg”, non fa altro che aumentare la forza del messaggio.

Come prevenire le catene

Quando si riceve un messaggio del genere, prima di condividerlo con i propri amici è sempre bene verificare l’autenticità. E per farlo bastano pochi minuti: basta visitare il blog di WhatsApp dove vengono annunciate tutte le novità, o quello di Facebook. (Fonte: Libero Tecnologia)

WhatsApp, i messaggi eliminati possono essere letti lo stesso? A quanto pare sì, tutta colpa di...

Come spiegava ilComizio.it in un recente articolo, l'ultimo aggiornamento della più diffusa applicazione di messaggistica consente di cancellare le comunicazioni spedite per errore o con successivo ripensamento, ma ora, secondo quando riporta Wired.it, il sito spagnolo Android Jefe ha scoperto che grazie a un'applicazione è possibile aggirare l'autocensura altrui. Ecco perché e come si può fare


Cancellati ma non del tutto. La nuova funzione di WhatsApp che permette entro 7 minuti di eliminare un messaggio mandato alla chat sbagliata o che ci si pente di aver inviato sarebbe aggirabile grazie a un'app. Una traccia insomma dei messaggi cancellati potrebbe essere ancora visibile. A scoprire la falla, come riporta Wired.it, è stato il sito spagnolo Android Jefe.

L'applicazione in questione è Notification History , uno strumento usato per organizzare le notifiche. L'app permetterebbe di visualizzare i primi 100 caratteri, e solo quelli, dei messaggi rimossi e non su tutti i sistemi operativi ma esclusivamente su alcuni Android.

Per recuperare i messaggi eliminati, spiega Wired.it, bisogna cercarli attraverso l'app aprendo la stringa con suffisso “.text”. I messaggi si posso recuperare solo parzialmente, fino ai 100 caratteri appunto e non sempre, ma la possibilità a quanto pare esiste.
 
(Fonte: Adnkronos)

"Taci, Facebook ti ascolta!". L'allarme dello youtuber, ma...

Parole 'chiave' carpite dal microfono del telefonino, magari durante una chiacchierata in compagnia, usate per personalizzare le pubblicità sponsorizzate su Facebook. E' questo quanto sostiene in un video lo youtuber Neville, che circa un anno fa ha pubblicato sulla piattaforma la clip con la dimostrazione della sua tesi e che da 48 ore è diventata virale a causa di una discussione a tema aperta su Reddit...


...Nel video, Neville spiega e sembra dimostrare come una parola chiave scelta a caso, mai cercata sul social - né su Google, su Instagram o su qualsiasi altra piattaforma - ma ripetuta a voce alta più volte e per almeno un'ora in prossimità del suo cellulare, si possa trasformare 'per magia' in una pubblicità sponsorizzata fra quelle mostrate da Facebook agli utenti. In questo caso pubblicità corrispondente alla parola chiave scelta per l'esperimento, e cioè 'cat food', cibo per gatti. Ma come? Attraverso il microfono, sembrerebbe, in grado di 'ascoltare', registrare ed inviare dati al colosso di Menlo Park.

Ma quanto c'è di vero? Tantissimi gli utenti che su Reddit e Youtube confermano la tesi dello youtuber, ognuno dei quali a suo dire reduce da un'esperienza personale di 'spionaggio pubblicitario'. Molti quelli che sostengono si tratti invece di una disattenzione dell'utente, 'reo' di aver concesso all'applicazione di Facebook, al momento dell'installazione, l'utilizzo di alcune funzioni incluso appunto il microfono. Autorizzando di fatto il social a fare 'la spia'. Diversi quelli che semplicemente non credono alla 'dimostrazione' di Neville, tra l'altro una delle tante presenti su Youtube.

Intanto però, all'indomani della presentazione della nuova policy di Facebook sulle pubblicità, Neville mette le mani avanti e si difende dai detrattori aggiungendo una nota alla spiegazione redatta un anno fa: "Provateci se non mi credete - scrive -. Dategli un paio di giorni. State solo attenti a farlo vicino al vostro telefonino, ma parlate dell'argomento scelto come fosse un hashtag e una parola chiave, e fate attenzione che si tratti di qualcosa di cui non avete mai parlato e che non avete mai cercato prima. Il video - conclude - è stato fatto un anno fa, quindi non so se nel frattempo qualcosa è cambiato".

FACEBOOK - Sollevato il polverone, Facebook ha comunque voluto smentire ogni tipo di suo coinvolgimento nella sottrazione di informazioni via microfono. Come riporta infatti l'Independent, il vicepresidente per la pubblicità dell'azienda, Rob Goldman, ha dichiarato in un tweet: "Non usiamo e non abbiamo mai usato i vostri microfoni per la pubblicità. Semplicemente non è vero". E alla domanda se anche per Instagram valesse la stessa policy, Goldman ha risposto in modo affermativo.

(Fonte: Adnkronos)

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