updated 10:53 AM UTC, Oct 18, 2018

Lavoro, la Lombardia ricomincia a tirare: occupazione al 67,3%. L'analisi provincia per provincia. E da oggi a domenica se ne parla a Milano con grandi ospiti (VIDEO)

Occupazione lombarda in ripresa con un tasso record del 67,3%, +1,4% sul 2008 e rispetto allo 0,6 a livello nazionale. E' Varese la provincia col maggior numero di occupati a tempo indeterminato e in cui si guadagna di più, mentre Milano, Sondrio, Como e Brescia quelle con il tasso più basso di "neet" (inferiore al 16%). Questi i dati che emergono dal rapporto sulle dinamiche del lavoro nelle province italiane, che sarà presentato nel corso del Festival del Lavoro 2018 (guarda qui), in programma a Milano dal 28 al 30 giugno. L'intervista a Rosario De Luca, Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

Futuro governo, le richieste dei commercianti: "Fermare gli aumenti dell'Iva, ridurre le tasse, combattere la burocrazia. E quanto ci costano quei deficit di legalità, infrastrutture e capitale umano..." (VIDEO)

Il Forum di Confcommercio a Cernobbio, tra segnali di ripresa, punti critici e speranze per il futura; preoccupa l'incertezza politica. Il presidente Sangalli: "Servono riforme per modernizzare il Paese". Le nostre interviste a Simone Buongiardino, vicepresidente della confederazione per Milano, Lodi, Monza e Brianza e ad Edoardo Valli, presidente di Promos - (VIDEO)


"Imprese, famiglie, investitori, l'Europa, hanno bisogno di risposte tempestive e solide. Per offrirle in modo credibile, bisogna rendere più esplicita la via delle riforme e della modernizzazione del nostro Paese". Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha ribadito nel corso della conferenza stampa di apertura del Forum di Cernobbio, la sua preoccupazione per il rischio di una fase di ingovernabilità. Per sventarlo, occorre "aggredire e risolvere i difetti strutturali della nostra economia: gli eccessi di tasse e burocrazia, i deficit di legalità, infrastrutture e capitale umano che significano per il nostro Paese una perdita di 180 miliardi di Pil ogni anno". Soprattutto per il Mezzogiorno, "sempre più distante dal resto del Paese". A fronte degli attuali segnali di rallentamento dei consumi e della produzione, per Sangalli sono indispensabili "alcune misure per una crescita più sostenuta e per creare condizioni di mercato più favorevoli per la competitività delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi, dei trasporti e della logistica e delle professioni". Confcommercio indica una priorità, due riforme e un'emergenza. La priorità è evitare gli aumenti delle aliquote Iva già programmati per l'inizio del 2019, che "distruggerebbero qualsiasi ipotesi di ripresa generando 12,5 miliardi di imposte aggiuntive. Quanto alle riforme da realizzare, riguardano la riduzione delle tasse ("è il nostro obiettivo principale, ha detto Sangalli, perché il carico fiscale del nostro Paese è insostenibile per il nostro sistema produttivo, è incompatibile con qualsiasi realistica prospettiva di crescita robusta, diffusa, duratura"), introducendo nel contempo una "local tax che includa tutti gli attuali tributi locali che gravano sugli stessi e che sia totalmente deducibile per gli immobili strumentali delle imprese". E l'attacco all'eccesso di burocrazia, che "pesa sulle micro e piccole imprese per 33 miliardi l'anno. Un prezzo che nessuna azienda merita di pagare". L'emergenza, infine, riguarda il consentire il riporto delle perdite ad oltre due milioni di piccole imprese che adottano il regime di cassa e che oggi è permesso solo alle società di capitale, "una vera e propria ingiustizia fiscale che va subito affrontata e sanata". Tutto ciò "si deve conciliare con l'obiettivo di mantenere l'equilibrio dei conti pubblici e completare le riforme del lavoro e delle pensioni", mantenendo "un occhio all'Europa". "Serve un supplemento di responsabilità da parte di tutti, politica, governo, forze sociali perché l'Italia è a un bivio: o imbocchiamo l'autostrada e spingiamo sull'acceleratore o continueremo a viaggiare sulla strada statale a velocità ridotta", ha concluso Sangalli.

Lombardia, partono i saldi invernali. Parolini: "Confidiamo in una buona partecipazione come segnale di fiducia da parte dei consumatori". Regole e tutele per gli acquisti scontati

Domani, venerdì 5 gennaio, in Lombardia partono i tanto attesi saldi invernali.  La stima delle vendite di FederModaMilano (Confcommercio Milano) è di 426 milioni di euro, con un acquisto medio a famiglia di 360 euro e, a persona, di 165 euro. Sconti anche per gli acquisti dei prodotti tipici delle feste di Natale, offerti con ribassi fino al 70%, dai cotechini ai pandori, dai panettoni ai torroni, fino alla frutta secca. Parla l'assessore regionale allo Sviluppo economico: "Durante il periodo natalizio si sono registrati alcuni interessanti segnali di dinamismo negli acquisti, che spero proprio si possano consolidare nei prossimi giorni. L'auspicio è infatti che questa stagione di saldi invernali possa contribuire a segnare la ripartenza del mercato interno, con una nuova fiducia da parte dei consumatori e una rinnovata occasione per i commercianti di cogliere gli incoraggianti segnali di ripresa che vengono dal mercato" - (LEGGI TUTTO)


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"Per i saldi di inizio 2018 confidiamo in una buona partecipazione sia sul fronte della domanda interna, sia di quella internazionale espressa dai 'turisti dello shopping' attratti dall'unicita' dei prodotti Made in Italy, dalle nostre citta' d'arte e dall'eccellenza espressa dai nostri commercianti". Lo ha detto Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, all'antivigilia dei saldi invernali, che partiranno domani, venerdi' 5 gennaio.

"Durante il periodo natalizio - ha aggiunto Parolini - si sono registrati alcuni interessanti segnali di dinamismo negli acquisti, che spero proprio si possano consolidare nei prossimi giorni. L'auspicio e' infatti che questa stagione di saldi invernali possa contribuire a segnare la ripartenza del mercato interno, con una nuova fiducia da parte dei consumatori e una rinnovata occasione per i commercianti di cogliere gli incoraggianti segnali di ripresa che vengono dal mercato".

TUTELA CONSUMATORI - L'assessore Parolini, in qualita' di Presidente del Comitato Regionale per la tutela dei diritti dei Consumatori e degli Utenti, ha inoltre sottolineato che "i saldi devono costituire una sana opportunita' per il rilancio della domanda in un rapporto collaborativo tra esercenti e clienti, che deve essere improntato alla trasparenza. In questa prospettiva di legalita' e rispetto della concorrenza leale rivestono un ruolo molto importante i Comuni, che hanno il compito di controllare e di verificare il rispetto delle regole".

LE REGOLE - Parolini ha infine ricordato le regole che disciplinano la materia: "I commercianti hanno l'obbligo di esporre, accanto al prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto o del ribasso applicato (e' invece facoltativa l'indicazione del prezzo di vendita conseguente allo sconto o ribasso); i prodotti in saldo devono essere separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale e, se cio' non e' possibile, cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili e non ingannevoli; se il prodotto risulta difettoso, il consumatore puo' richiederne la sostituzione o il rimborso del prezzo pagato dietro presentazione dello scontrino, che occorre quindi conservare.

Tutte le normative sono pubblicate e consultabili sul portale di Regione Lombardia nella sezione dedicata al Commercio".

La disoccupazione è stabile, la precarietà anche: se va bene ti assumono, ma solo per un po'

I dati dell'Istat sul terzo trimestre del 2017 confermano una sostanziale stagnazione del mondo del lavoro e l'aumento dei contratti a tempo determinato. Nulla che autorizzi a credere in una crescita reale e feconda per gli italiani. Intanto ci distraggono con allarmi strani e priorità che non riguardano la maggioranza dei cittadini. E c'è chi si straccia le vesti per migranti e ius soli...


Il tasso di disoccupazione, rileva l'Istat, rimane stabile all'11,2% nel terzo trimestre 2017 rispetto al trimestre precedente e diminuisce di 0,4 punti in confronto a un anno prima. Nei dati di ottobre 2017, in termini congiunturali, i tassi di disoccupazione e di inattività 15-64 anni rimangono stabili.

Nel confronto tendenziale si accentua la riduzione degli inattivi di 15-64 anni (-300mila in un anno) e del corrispondente tasso di inattività (-0,6 punti). La diminuzione dell’indicatore è diffusa per territorio, riguarda entrambi i generi, di più gli over 50, e coinvolge soprattutto quanti vogliono lavorare (le forze di lavoro potenziali).

Le variazioni degli stock sottintendono cambiamenti nella condizione delle persone nel mercato del lavoro, misurati dai dati di flusso a distanza di dodici mesi. Nel complesso si assiste a un maggiore ingresso nell'occupazione dei disoccupati, soprattutto tra i giovani, di individui con elevato livello di istruzione, e tra i residenti nel Nord. Crescono anche le transizioni dallo stato di inattività verso la disoccupazione, soprattutto per le forze di lavoro potenziali; tra gli scoraggiati l'aumento delle transizione è anche verso l'occupazione.

Dal lato dell'offerta di lavoro, nel terzo trimestre del 2017 l'occupazione presenta una nuova crescita congiunturale (+79mila, 0,3%) dovuta all'ulteriore aumento dei dipendenti (+101mila, +0,6%), soltanto nella componente a tempo determinato a fronte della stabilità del tempo indeterminato. Continuano invece a calare gli indipendenti (-22mila, -0,4%). Il tasso di occupazione cresce di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente arrivando al 58,1%. I dati mensili più recenti (ottobre 2017) mostrano, al netto della stagionalità, una sostanziale stabilità del numero di occupati rispetto a settembre.

La ripresa che non c'è e il futuro che non si vede. Daniela Reho (Forza Italia): "Imprenditori, commercianti e lavoratori me lo dicono ogni giorno. Berlusconi è l'unico credibile, i 5 Stelle non hanno mai lavorato"

La nostra intervista a Daniela Reho, esponente di Forza Italia, già consigliera di zona 8 a Milano, sulla situazione socio-economica del Paese. Il rapporto del Censis, pubblicato nei giorni scorsi, tratteggia un quadro decisamente preoccupante descrivendo una Nazione sempre più vecchia e sfiduciata. La giovane professionista di centrodestra: "Gli ultimi governi, non eletti da nessuno, hanno delle responsabilità. E' ora di voltare pagina" - (VIDEO)

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