updated 1:24 PM UTC, Nov 11, 2018

Uccidere o non uccidere ... Il dilemma morale ignorato dai robot killer

L'autonomia dei robot assassini non solo trasforma la condotta delle operazioni militari, ma anche il vero paradigma della guerra


ll robot killer è essenzialmente molto più di un'arma, dal momento che è in grado di  scegliere  e  decidere  autonomamente se sparare a un bersaglio nemico oppure risparmiare la sua esistenza. Essendo privo di coscienza, il robot killer non potrà mai essere responsabile delle sue azioni, di conseguenza non potrà essere giudicato e non dovrà mai seguire le differenti regole d'ingaggio. L'autonomia dei robot assassini non solo trasforma la condotta delle operazioni militari, ma risolvono anche il vero paradigma della guerra, è giusto uccidere oppure no? Le conseguenze sociali e anche morali dell'uso di robot killer diventano quindi tutt'altro che trascurabili. Questi problemi devono essere messi in oggettiva prospettiva come parte di un processo completo di automatizzazione della guerra convenzionale. Ci concentreremo qui su un aspetto cruciale dell'arrivo di robot letali autonomi: la loro capacità di decidere autonomamente di sparare e quindi uccidere i combattenti nemici.

La Guerra: un'attività molto umana

La guerra è essenzialmente un'attività regolata da regole e convenzioni umane, derivanti da norme culturali e religiose. Ma ha anche una sua logica che sfida le convenzioni. Per il grande teorico militare Clausewitz, è "un atto di violenza che teoricamente non ha limiti". Teoria confermata in una nota espressione di Eisenhower:

"Usando la forza, non sapevamo dove stavamo andando, più abbiamo approfondito il conflitto, meno i limiti abbiamo trovato ad eccetto della capacità di forza stessa".

Per riassumere, si potrebbe dire, come il generale Sherman durante la guerra civile, prima di evacuare e poi bruciare la città di Atlanta che, "la guerra è un inferno che trova limiti solo nella sua attuale potenza. Tuttavia, queste tendenze sono contenute paradossalmente dai soldati impegnati nelle guerre che, secondo il filosofo Michael Walzer, sono capaci di distinguere "il compito a cui dedicano le loro vite, da un puro e semplice macello", attraverso il rispetto convenzioni di guerra. Ovvero la capacità di distinguere quando è realmente necessario uccidere e quando no.

Le convenzioni di guerra

Le Convenzioni di Ginevra riguardano due aspetti: lo jus ad bellum, il diritto di innescare e fare la guerra, e lo jus in bello, quest'ultimo parte da un assioma fondatore: la distinzione tra combattenti e civili. Il primo ha il diritto di uccidere in virtù del fatto che essi possono essere uccisi o uccidere. Da questa fondamentale distinzione seguono quattro principi principali:

  • l'umanità;
  • necessità militare;
  • proporzionalità;
  • discriminazione.

Due principi ci interessano in modo particolare. In primo luogo, il principio di proporzionalità richiede che, se è permesso uccidere civili per distruggere importanti obiettivi nemici, questo deve essere fatto in misura sufficiente. Secondo il giornalista Andrew Cockburn, l'esercito americano in Afghanistan, avrebbe considerato che un rapporto di 30 civili uccisi, per ogni capo talebano sconfitto sarebbe stato accettabile.

Il secondo, il principio di discriminazione, è quello di garantire una chiara distinzione tra civili e combattenti militari. Il rispetto di questi due principi dipende in larga misura dall'intensità del conflitto in corso.

L'opposizione ai robot killer

Si gioca principalmente sui due criteri visti in precedenza. Per quanto riguarda il fattore discriminazione, non si può negare che rappresenti un punto debole di queste macchine: come differenziare, infatti, un soldato che si arrende da un soldato in armi, o un soldato ferito?

Purtroppo al momento, le tecniche di riconoscimento della forma sopra citata, sono in grado di distinguere solo le uniformi e fanno, come afferma il robotista Noel Sharkey, grossolane confusioni nel distunguere lo stato dei soldati . D'altra parte, è molto difficile per un robot identificare un soldato ferito o addirittura un soldato che stende le braccia. A questo si aggiunge il criterio di proporzionalità: una macchina può decidere da sola quanti civili potrebbero essere uccisi per distruggere il suo obiettivo?

Per rafforzare questi due argomenti principali, gli oppositori dei robot killer, antepongono il principio di umanità, affermando che gli umani non sono razionali perché hanno emozioni e credono nel loro intuito. Molti di loro mostrano una certa repulsione nell'uccidere il loro vicino. Ad esempio, studi condotti dopo la seconda guerra mondiale hanno mostrato che in media solo il 18,75% dei soldati messi in servizio aveva usato la propria arma.

Questa vivace opposizione imbarazza molto i capi i militari, i capi di stato e spiega la loro esitazione sull'uso di queste armi. Anche se i più scettici pensano che poteri militari forti come la Cina, la Russia o l?america, non avranno certamente queste apprensioni morali e non esiteranno a sviluppare questo tipo di armamenti in un futuro troppo prossimo.

L'arrivo dei robot killer è quindi inevitabile e merita di essere anticipato.

Chi è responsabile?

In virtù di questo principio, Ronald C. Arkin, un robotista americano, propone di progettare macchine che agiscono in modo più etico, rispetto a quei soggetti imperfetti che sono combattenti umani, dotandoli di UMANITA'. Considerando che, "confrontandosi con l'orrore del campo di battaglia", i soldati vedono la loro capacità di giudizio offuscata dalle emozioni e dallo stress del combattimento e tendono quindi a commettere atrocità. I robot autonomi letali sarebbero la soluzione per garantire il rispetto delle leggi della guerra, preimpostate nella loro intelligenza artificiale.

Per Gregoire Chamayou, il problema è ad un altro livello, considerando due livelli distinti di ragionamento;

1) l'arma (che è una cosa)

2) il combattente (che è una persona)

Il primo non è legalmente responsabile (forse lo sono i suoi creatori), il secondo legalmente responsabile e giudicabile. 

Il robot autonomo letale è un insieme di questi due punti, in cui l'arma e il combattente si confondono in un'unica essenza: agente e strumenti sono collegati, escludendo ogni possibilità di responsabilità legale. Come giudicare una macchina? Quindi... vede qualcosa e inizia a fare uso di se stesso.

La possibilità di concedere il diritto di uccidere alle macchine non sarebbe comunque senza conseguenze. Se consideriamo che in guerra, il diritto di uccidere è solitamente riservato ai combattenti in virtù del fatto che possono essere uccisi, considerare che possono essere eliminati da una macchina, "sarebbe come mettere un omicidio, sullo stesso piano della distruzione di una semplice cosa materiale" .

Questa domanda non è solo militare e avrà inevitabilmente ripercussioni sull'uso di altri sistemi automatici come, ad esempio le automobili autonome, pensiamo ad un incidente mortale causato da una macchina a guida autonoma, chi dovrà essere considerato responsabile di tale grave avvenimento?

 

FONTE: (Eric Martel, dottore in scienze gestionali - ricercatore associato presso LIRSA, Conservatorio nazionale delle arti e mestieri (CNAM))

E' arrivato "Google Duplex" il maggiordomo per tutte le tasche

Oggi gli assistenti personali sono ancora un privilegio di super manager impegnati più di 12 ore nel mondo del lavoro. I super cervelli dell'industria high-tech stanno pianificando la rivoluzione del servizio: "il maggiordomo per tutti". 


In un ormai prossimo futuro (già presente alla fine dell'articolo), l'intelligenza artificiale coordinerà il servizio automobilistico, fisserà appuntamenti con il parrucchiere e cercherà anche singol adatti ad un appuntamento galante o di solo sesso, come?... 

A volte la Silicon Valley vuole mostrare al mondo la sua magia. Così è stato quando Steve Jobs ha presentato il primo iPhone, il 9 gennaio 2007, definendolo un prodotto rivoluzionario e magico. Un momento simile è accaduto anche poco tempo fa quando il CEO di Google, Sundar Pichai, ha presentato "Google Duplex" alla conferenza annuale degli sviluppatori, definendo il progetto come una "Musica futura che presto diventerà realtà".

Ma come realmente funzionerà il "mio nuovo maggiordomo"?  Basterà dire all'assistente Google di fissare un appuntamento con il parrucchiere giovedì prossimo tra le 16:00 e le 18:00, preferibilmente alle 16:00, o che dovrebbe prenotare un tavolo per quattro persone nel ristorante preferito per il sabato successivo alle 20:00. Google quindi prenderà il telefono, organizzerà un appuntamento per conto del cliente e prenoterà un tavolo. Non stiamo parlando di un dipendente del call center di Google, ma di un assistente digitale, un robot virtuale, in grado di gestire anche le situazioni comunicativamente sensibili.

Ovviamente, il promemoria dell'appuntamento e la prenotazione del tavolo, verranno inseriti automaticamente nel calendario di Google, dati che oggi vengono inseriti manualmente o tramite mail invitation. Google dirà in tempo reale, quando dovrò uscire di casa per non perdere l'autobus, oppure se vi sono dei rallentamenti lungo il tragitto casa_lavoro e quanto tempo prima dovrò uscire per arrivare in orario. Google sta già lavorando allo sviluppo dell'assistente per le aziende e forse Amazon, che ha un'immensa base di clienti SMB, addestrerà Alexa a negoziare con il maggiordomo di Google.

Così presto non dovremo più parlare personalmente con il nostro fornitore di servizi e loro non dovranno parlare i clienti. Ci sono due assistenti che si richiamano giorno dopo giorno per fissare appuntamenti, negoziare prezzi o semplicemente ammazzare il tempo. Più compiti delego al mio assistente, più informazioni raccoglie su di me e meglio conosce le mie preferenze.

Tecnologie come Google Duplex stanno portando la prossima spinta nella rivoluzione digitale, soprattutto nel settore delle piccole e medie imprese dove la digitalizzazione procede lentamente, dove molto spesso appuntamenti o diverse informazioni ancora vengono scritte a penna.

E un buon maggiordomo non si preoccupa solo dei problemi economici o di gestione, sarà anche in grado di cercare un partner per il proprio datore di lavoro, si scambierà idee con i suoi colleghi, cercherà e troverà la corrispondenza perfetta, naturalmente prenotando il ristorante giusto e il cinema, dove è in corso il film preferito di entrambi e poi...

Ju-niño, il bad boy della Bicocca stupisce con Mami. Ecco il video ufficiale

In tanti lo indicano come una delle migliori promesse del rap di casa nostra, almeno sulla scena milanese. Il nome d'arte da calciatore di classe, il cuore tenero di chi non rinuncia ai legami profondi, ma anche una bella dose di rabbia "made in Zona 9". Se non siete artisticamente curiosi, se credete che la gente per bene (ammesso che lo siate davvero) non debba ascoltare "certa roba", se arrivate al massimo fino a Fedez e signora, o se - peggio ancora - amate i fenomeni da baraccone e da visualizzazione, vabbé a posto, non guardate il primo official video di Juniño...

  • Pubblicato in Cultura

Follow JC Go: il Vaticano lancia un’applicazione per “catturare” i Santi

Il gioco che si chiama Follow JC Go, in Italia è già disponibile per iOS e Android, ma solo in lingua spagnola. Cattura i tuoi Santi e forma un Team paradisiaco.


L'app è stata sviluppata in Spagna dalla Fundación Ramón Pané, in occasione della Giornata mondiale della gioventù, prevista per il prossimo 22 gennaio a Panama. Sicuramente non andrà a sostituire la più famosa Pokemon GO che fino a qualche tempo fa spopolava fra i giovani, ma anche fra i meno giovani. Un’applicazione per smartphone, Android e iOS che, grazie alla realtà aumentata geolocalizzata con Gps, consentiva di cercare e catturare i Santi in giro per il mondo. Il funzionamento è lo stesso della gemella, la fotocamera dello smartphone inquadra ciò che si ha di fornte e l'app vi aggiunge digitalmente i Santi e i Beati, permettendo così di vederli sparsi nelle case, nelle piazze delle città, a scuola. Oggi, la Fundaciòn Ramòn Pané, scrive che il suo obiettivo è quello di imparare le nuove lingue della società di oggi, le nuove forme di espressione, comprensione e comunicazione, per presentare il Vangelo, il messaggio di Dio attraverso la Sacra Scrittura, rispondendo alle reali necessità delle persone". Quindi da oggi avremo il nostro avatar in sandali che girando il mondo avrà la possibilità di “catturare” santi e beati attraverso la fotocamera del cellulare. Non ha bisogno di lottare contro il santo per riuscire a prenderlo, ma solo di rispondere ad alcune domande sul suo conto. Dimostrare di conoscere il personaggio biblico, gli basta infatti per includerlo nel proprio “JC-team”, ossia nella propria squadra di evangelizzazione.
Durante la ricerca dei santi, il giocatore si occupa inoltre della salute del proprio avatar: tra i valori da tenere d'occhio, per un benessere non solo fisico, ma anche spirituale, ovvero quelli relativi alla preghiera. Infine, nel gioco è presente una valuta, i “denarios”, che possono essere conquistati in tre modi: si può donare qualcosa in beneficenza e trasformare la donazione in valuta virtuale, vedere della ADS (pubblicità) oppure cercarlo sulla mappa. La fondazione cerca in questo modo di mettersi al passo con i tempi, i giovani di oggi interagiscono soprattutto tramite app e social media, “Sarebbe una negligenza, da parte della Chiesa, non cercare di incontrarli proprio lì, nei luoghi e nei gusti che gli appartengono” dichiara a Vatican News Miriam Diez Bosch, direttore del Blanquerna Observatory on Media, Religion and Culture alla Ramon Llull University di Barcellona, che ha da poco terminato uno studio sulla religione dei giovani nei social network. Dallo studio emerge che solo il 4% dei giovani nel mondo condividono contenuti legati alla religione cattolica. “E’ inutile pensare di sostituirsi ai loro influencers" – afferma Mirima Diez Bosch - "Sarebbe intelligente invece servirsi di loro, cercare di influenzare gli influencers stessi, affinché si facciano portavoce di realtà di fede e religione”. Ed è quello che si potrebbe fare proprio attraverso la promozione di questa app, un gioco che parla la lingua dei giovani, ma che racconta qualcosa di diverso dal solito: "la religione". Lo scopo principale dell’applicazione infatti è di tipo didattico. "Con questa app ci si può divertire, ma anche imparare ed essere evangelizzati” - sottolinea il cardinal Oscar Rodrìguez Maradiaga, presidente del comitato consultivo della Fundaciòn Ramòn Pané, "infatti, un ragazzo può apprendere molto sui santi, sui beati, sulla loro vita e sulla Bibbia stessa. "Catturare" i santi attraverso un’app. potrebbe quindi rappresentare un nuovo modo di evangelizzare, Follow JC Go potrebbe essere una delle soluzioni per avvicinare più persone alla fede e invogliarle a diffonderla.

App su GOOGLE PLAY

FONTE: (Vaticans News)

Guerra Italia-Ue sul bilancio, Draghi: "Fiducioso su un accordo". Salvini secco: "Sì ma sulle nostre posizioni. La manovra non cambia"

Parla il presidente della Banca centrale europea: "Anche l'Italia, come Brexit e la guerra commerciale, è fra le incertezze per lo scenario economico dell'Eurozona. Il rialzo dello spread sta causando un rialzo dei tassi a famiglie e imprese". Di Maio Non Vogliamo uscire dall'Euro. I mercati si tranquillizzino" - (LEGGI DI PIU')


Risultati immagini per salvini di maio tria conte

Spiega che l'Italia, come la Brexit, è "fra le incertezze per lo scenario economico dell'Eurozona". Ma sulla manovra bocciata da Bruxelles, si dice "fiducioso che sarà trovato un accordo". Il presidente della Bce Mario Draghi affronta anche il caso Italia nella conferenza stampa a Francoforte, dopo la riunione del Consiglio direttivo, che ha lasciato invariati i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%.

Draghi esclude tuttavia il rischio che la Bce possa essere coinvolta nella crisi italiana: "Finanziare i deficit non è nel nostro mandato" chiarisce. Quindi precisa: "Abbiamo l'Omt come strumento specifico", da usare in caso i paesi entrino in un programma, "per il resto siamo in un regime di dominanza monetaria", non di bilancio. Un intervento della Bce nel dibattito tra Roma e Bruxelles, insomma, è "assolutamente" da escludere: "Non è il nostro compito quello di fare da mediatori" rimarca Draghi. Questa "è una discussione fiscale, non è un ruolo da banchieri centrali".

SPREAD - L'ex governatore di Bankitalia parla anche dello spread e avverte: "Io non ho la palla di cristallo, 300, 400, certamente questi titoli sono nelle banche e se perdono valore loro impattano sul capitale delle banche". Certo, "abbassare i toni e non mettere in discussione l'esistenza dell'euro può far ridurre gli spread" è l'indicazione che arriva - con un chiaro riferimento all'Italia - dal presidente della Bce. E a chi gli chiede se i rialzi dello spread italiano possano contagiare altri paesi della zona euro, risponde: "Forse c'è qualche ricaduta ma limitata". Secondo il presidente della Bce, i rialzi dello spread sui Btp italiani pesano sui costi di finanziamento di imprese e famiglie e "riducono i margini espansivi" del bilancio.

MANOVRA - Sulla manovra italiana bocciata dalla Ue, Draghi non si sbilancia. "Non c'è stata una grande discussione sull'Italia, c'era Dombrovskis, gli ho chiesto il permesso di citarlo", aggiunge, facendo eco al vice presidente dell'esecutivo Ue: "Si devono osservare e applicare le regole, ma anche cercare il dialogo" specifica il presidenre della Bce.

INFLAZIONE - Nel corso della conferenza stampa, Draghi mette poi l'accento sull'inflazione. "Nell'area dell'euro l'inflazione sui dodici mesi si è portata lo scorso settembre al 2,1%, dopo il 2,0 di agosto" afferma, aggiungendo che "sulla base dei prezzi correnti dei contratti future sul petrolio, è probabile che l'inflazione complessiva si collochi intorno al livello attuale nella parte restante dell'anno". "Davanti ad ogni evenienza - sottolinea ancora Draghi - il Consiglio direttivo della Bce è pronto ad adattare i propri strumenti per assicurare che l'inflazione continui a muoversi verso l'obiettivo".

CRESCITA - Quanto alla crescita dell'Eurozona, precisa Draghi, la Bce "regista un certo rallentamento dello slancio ma non una inversione di rotta". "Una delle spiegazioni arriva dalle situazione specifica dei singoli Paesi", rimarca, facendo l'esempio delle recenti difficoltà dell'industria automobilistica tedesca. Quindi ammette: "Non è semplice distinguere fattori transitori da fattori permanenti" sottolineando però come i dati e i segnali "non ci bastano per cambiare scenario di base".

I rischi che circondano le prospettive di crescita dell'area dell'euro possono ancora "considerarsi ampiamente equilibrati. Allo stesso tempo, i rischi relativi al protezionismo, le vulnerabilità nei mercati emergenti e la volatilità dei mercati finanziari rimangono importanti" afferma il presidente della Bce. L'espansione economica, aggiunge Draghi, è "sostenuta dalla domanda interna e da continui miglioramenti nel mercato del lavoro".

QE - Sulla fine del Quantitative Easing, Draghi spiega che alla riunione odierna "non abbiamo parlato di un prolungamento del programma di acquisti, e non abbiamo discusso di cosa fare dopo, abbiamo altri due incontri prima di fine anno", osservando che alla Bce "pensiamo di avere ancora strumenti che possiamo usare", come gli Tltro tema che è stato sollevato "da due partecipanti".

TASSI DI INTERESSE - Oggi il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. Inoltre, il Consiglio direttivo della Bce ha confermato che nel quadro del Quantitative Easing "continuerà a effettuare acquisti netti al nuovo ritmo mensile di 15 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2018", acquisti che "in seguito, se i dati più recenti confermeranno le prospettive di inflazione a medio termine, giungeranno a termine".

Nella riunione il Consiglio direttivo ha anche confermato l'intenzione di "reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PAA per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario".

Le reazioni del Governo

Risultati immagini per salvini di maio tria conte

Savona, rimanderemo la manovra identica a Bruxelles - "Non c'è alcun dubbio" che il governo rimanderà la manovra "tale e quale" a Bruxelles, nonostante la bocciatura. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei Paolo Savona in un'intervista alla direttrice di Sky TG 24 Sarah Varetto.

Salvini, Draghi spera accordo? Ma su nostre posizioni  - "Anche io sono per un accordo, ma sulle nostre posizioni". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini risponde al Senato a chi gli chiedeva un commento sull'auspicio formulato dal presidente della Bce Mario Draghi che si arrivi ad un accordo in merito alla manovra economica dell'Italia. Salvini ha anche ribadito che "la manovra non cambia, non potete farmi ogni giorno la stessa domanda". 

Di Maio, da Bce strali ma non lasciamo Euro - Dalla Bce "vedo che arrivano strali sulla questione del pericolo dell'economia italiana per lo spread. Il governatore Draghi sa che il problema dello spread non è legato alla manovra ma alla paura dei mercati che il paese possa uscire dall'Euro. Problema facilmente risolvibile, col fatto che noi nel contratto abbiamo inserito chiaramente che non vogliamo uscire dall'euro". Così Luigi Di Maio aggiungendo che i mercati quindi "non devono avere questi timori e faremo in modo di rappresentare la nostra posizione di restare nell'euro e nell'Ue in tutte le sedi istituzionali competenti".

 

(Fonte: Adnkronos)

Drogata e stuprata, così Desirée è morta a 16 anni nel palazzo di San Lorenzo regno di africani e arabi tra spaccio e violenza

L'autopsia sul corpo di Desirée Mariottini, la sedicenne di Cisterna di Latina trovata morta in uno stabile occupato a Roma, a San Lorenzo, nella notte tra venerdì e sabato, racconta di una morte che potrebbe essere sopraggiunta dopo uno stupro e un'overdose. C'è anche un testimone, un ragazzo senegalese, che alla polizia ha raccontato: "L'hanno drogata e violentata". Un teste oculare che avrebbe visto Desirée moribonda, o forse già morta, sdraiata con una coperta sopra. Le analogie con la tragica fine della 18enne Pamela Mastropietro, fatta a pezzi a Macerata da un branco di stranieri


San Lorenzo , Salvini va via dopo fischi: poi torna     "Sciacallo, no a passerelle". Lui: "Presto ruspe   " 

"Ho perso l'autobus, resto a Roma da un'amica". Queste le ultime parole che Desiree ha detto alla nonna materna in una telefonata il 17 ottobre scorso prima di sparire ed essere trovata morta la mattina del 19 ottobre in uno stabile abbandonato di San Lorenzo. A rivelarlo l'avvocato della famiglia della ragazza, Valerio Masci. La ragazza viveva con la madre e la nonna, e una sorella più piccola, a Cisterna di Latina. Mercoledì 17 ottobre la giovane aveva infatti chiamato la nonna materna, che insieme alla madre aveva cresciuto la ragazza. Una chiamata - fa notare l'avvocato - "arrivata stranamente da un'utenza privata, che ha subito messo in allarme la famiglia". Desiree nella telefonata alla nonna ha raccontato di aver perso l'autobus e che si sarebbe fermata a dormire da un'amica. Il giorno dopo la mamma e la nonna si sono quindi messe alla ricerca di Desiree ma senza esito, rivolgendosi anche ai carabinieri di Latina. Il giorno dopo, il 18 ottobre, hanno poi presentato denuncia di scomparsa. Ma l'unica notizia arrivata è stata quella, tragica, del ritrovamento del corpo il 19 ottobre.

L'INDAGINE

Tracce di stupefacente e segni di un rapporto sessuale.L'autopsia sul corpo di Desiree Mariottini, la sedicenne di Cisterna di Latina trovata morta in uno stabile occupato a Roma, a San Lorenzo, nella notte tra venerdì e sabato, racconta di una morte che potrebbe essere sopraggiunta dopo uno stupro e un'overdose. C'è anche un testimone, un ragazzo senegalese, che alla polizia ha raccontato: "L'hanno drogata e violentata". Un teste oculare che avrebbe visto Desiree moribonda, o forse già morta, sdraiata con una coperta sopra.

"Una ragazza urlava - ha detto il giovane, che ha già reso deposizione in Questura -. Ho guardato quella che urlava e c'era un'altra ragazza a letto: le avevano messo una coperta fino alla testa, ma si vedeva la testa. Non lo so se respirava ma sembrava già morta, perché l'altra ragazza urlava e diceva che era morta". Il racconto del giovane è vagliato in queste ore anche dai magistrati della Procura di Roma del pool reati sessuali che procedono per omicidio e stupro. "Io sono del Senegal. Io c'ero quella sera, dopo che è morta c'ero", ha raccontato il testimone le cui parole sembrano rafforzare gli indizi emersi dall'esame autoptico.

"Sono arrivato lì tra mezzanotte o mezzanotte e mezza - ha aggiunto - sono entrato e c'era una ragazza che urlava. Nell'edificio c'erano africani e arabi: un po' di gente, sei o sette persone". Sempre secondo la testimonianza, accanto a Desirée ci sarebbe stata anche un'altra ragazza: "era italiana penso pure fosse romana, parlava romano, urlava 'l'hanno violentata', poi lei ha anche preso qualche droga perché lì si vende la droga. Lei diceva 'sono stati tre sicuramente o quattro'". Per ora, anche se la Procura ipotizza lo stupro, l'autopsia non avrebbe evidenziato segni di violenza ma di un rapporto sessuale che ora le indagini dovranno verificare se consensuale. Gli investigatori stanno ascoltando diverse persone, quasi tutti frequentatori dello stabile di via dei Lucani, nel quartiere di San Lorenzo, zona di universitari e che di notte si trasforma in luogo di movida, ma anche di alcol e spaccio.

L'edificio intanto è stato posto sotto sequestro. Tanti i sopralluoghi e sono stati acquisiti anche i filmati delle telecamere di sorveglianza. Desiree Mariottini viveva a Cisterna di Latina. Il quartiere di San Lorenzo sono giorni che mostra la sua solidarietà alla famiglia della ragazza e su un muro è apparsa anche una scritta vergata con la vernice bianca "Giustizia per Desiree. San Lorenzo non ti dimentica". Una morte che ricorda quella di un'altra giovanissima, Pamela Mastropietro, 18enne romana, fuggita da una comunità e andata a morire a Macerata drogata, violentata e poi uccisa.

(Fonte: Ansa)

 

Celiachia, i dati in Lombardia dove arriva una nuova app: l'intervista all'assessore al Welfare, Giulio Gallera (VIDEO)

E' 'Lombardia Gluten Free' il grande evento organizzato in Piazza Lombardia in collaborazione con la DG Welfare per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche relative alla celiachia. Hanno fatto gli onori di casa il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. Nell'occasione è stata presentata anche "Salutile NoGlutine" la nuova app dedicata ai celiaci realizzata in collaborazione con Lombardia Informatica. La nostra intervista - (VIDEO)


FONTANA: GRANDE ATTENZIONE ANCHE A PATOLOGIE FINO A POCO FA CONSIDERATE 'MINORI' - "Un'ottima iniziativa - ha commentato Fontana - che dimostra l'attenzione che la Regione riserva anche a quelle patologie che fino a qualche anno fa erano considerate minori e che invece vanno affrontate con la massima attenzione. La collaborazione fra più regioni, inoltre, garantisce alle persone affette da celiachia un servizio molto importante".

GALLERA: IN LOMBARDIA 37.000 CELIACI DIAGNOSTICATI - "In Lombardia ci sono oltre 37.000 celiaci diagnosticati - ha detto Gallera - e circa 70.000 che non sanno di esserlo. Regione Lombardia ha messo in campo un sistema di grande valore per la diagnosi, la cura e per la presa in carico di queste persone cui è stata diagnosticata una malattia che li accompagnerà per tutta la vita, e per migliorare la loro qualità della vita. Abbiamo dematerializzato il bonus cui hanno diritto mensilmente per l'acquisto di prodotti senza glutine e abbiamo collegato il nostro sistema non solo alle farmacie ma anche ai negozi specializzati e alla grande distribuzione. Grazie alla nuova App di Regione 'Salutile No Glutine', sarà tutto a portata di smartphone. A breve sarà disponibile anche l'acquisto online dei prodotti".

TEST GRATUITI - Con il supporto degli esperti dell'ASST FBF-Sacco, è stata offerta ai cittadini presenti l'opportunità di effettuare test gratuiti di screening per la scoperta degli anticorpi nel sangue (IgA e IgG anti-transglutaminasi) che evidenziano la predisposizione genetica al manifestarsi della patologia. Durante l'evento si è tenuto anche uno 'show cooking&tasting' con la preparazione di vivande senza glutine, pasta fresca e biscotti, e successiva degustazione libera.

200 TEST EFFETTUATI - "Gli specialisti del Fatebenefratelli - ha spiegato Gallera - oltre a fornire informazioni riguardanti la malattia celiaca, sia in età adulta che pediatrica, hanno eseguito un test di screening su sangue capillare. Abbiamo messo a disposizione dei cittadini 200 kit del test Xeliac Test Pro che va a misurare la presenza di anticorpi specifici per la celiachia. Tutti i 200 test a disposizione sono stati eseguiti attraverso la puntura sul dito simile a quella per il controllo del diabete. Sono state riscontrate 2 positività e 7 casi da approfondire, tutte queste persone sono state indirizzate in uno dei centri dell'ASST per la conferma della diagnosi".

DEMATERIALIZZAZIONE - "Grazie al progetto 'Nuova Celiachia' - ha spiegato Gallera - Regione Lombardia ha realizzato un servizio completamente dematerializzato di gestione e controllo dell'erogazione di prodotti senza glutine con onere a carico del SSR. Tale sistema oggi è unico a livello nazionale e garantisce la libera circolazione dei cittadini sul territorio regionale (indipendentemente dalla ASL/ATS di residenza) e la libertà di scelta del punto vendita includendo, oltre alle tradizionali Farmacie e Negozi Specializzati, anche i principali marchi della Grande Distribuzione Organizzata (ad oggi più di 15 marchi attivi sul circuito).

RIUSO BEST PRACTICE - "Il progetto implementato da Regione Lombardia - ha sottolineato l'assessore - ha suscitato attenzione da parte di altre Regioni Italiane che hanno esplicitamente richiesto il riuso della buona pratica. Il progetto di riuso ha avuto inizio a giugno 2018 ed ha una durata di 3 anni. Al termine del periodo indicato, le Regioni potranno concordare ulteriori 3 anni di erogazione del Servizio. Abbiamo un unico sistema informativo posizionato in Regione Lombardia che garantirà ai cittadini la mobilità anche inter regionale. Le Regioni che hanno già aderito al progetto sono Toscana, Veneto e Lazio, mentre le Regioni che hanno mostrato interesse al progetto sono Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Liguria.

I DATI LOMBARDI - Gli assistiti celiaci fruitori del servizio in Lombardia sono: 37.270 nel 2018; 36.529 nel 2017 (11.019 maschi, 25.510 femmine); 34.254 nel 2016 (10.322 maschi, 23.932 femmine); 32.408 nel 2015 (9.723, 22.685 femmine); 30.541 nel 2014 (9.124 maschi, 21.417 femmine). Sono, inoltre, 2.884 le farmacie collegate al sistema; 156 i negozi specializzati; 713 i punti di vendita della Grande Distribuzione Organizzata.

APP SALUTILE - Nel corso dell'evento è stata presentata l'app Salutile NoGlutine scaricabile dagli store di Apple e Android che permette all'utente di ricercare i rivenditori di prodotti dietetici senza glutine erogabili in regime di Sistema Sanitario Nazionale (SSN), e individuare se un prodotto è erogato da quest'ultimo, oppure non lo è. Tra le altre funzionalità il monitoraggio del proprio budget e l'accesso all'identificativo celiachia per l'erogazione dei prodotti. Entrambi i servizi sono disponibili per sé o per i propri figli.

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

9°C

Milano

Mostly Cloudy

Humidity: 98%

Wind: 6.44 km/h

  • 13 Nov 2018 12°C 7°C
  • 14 Nov 2018 11°C 6°C