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updated 1:38 PM UTC, Dec 10, 2018

I Paesi islamici uniti contro Trump e Israele: "Dichiariamo Gerusalemme Est capitale dello Stato di Palestina"

"Dichiariamo Gerusalemme Est capitale dello Stato di Palestina e chiediamo agli altri Paesi di riconoscere lo Stato di Palestina e Gerusalemme Est come sua capitale occupata". E' quanto afferma la dichiarazione finale del vertice dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oci) che si è svolto a Istanbul sulla questione. L'annuncio arriva a pochi giorni dalla decisione del presidente Usa Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele


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"Dobbiamo riconoscere lo Stato di Palestina con i confini del 1967, liberandoci dall'idea che questo sia un ostacolo alla pace", e "Gerusalemme come capitale dello stato occupato di Palestina". È l'appello lanciato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan in apertura del vertice straordinario dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) a Istanbul. "Almeno 196 Paesi Onu sono fermamente contrari" alla decisione di Donald Trump, ha aggiunto Erdogan, ribadendo che "Gerusalemme è la nostra linea rossa".

"D'ora in poi" i palestinesi non accetteranno più alcun ruolo di mediazione degli Usa nel processo di pace in Medio Oriente. Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen al summit straordinario dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) a Istanbul.

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"L'Iran è pronto a cooperare con tutti i Paesi islamici senza alcuna riserva o precondizione per la difesa di Gerusalemme". Così il presidente iraniano, Hassan Rohani, intervenendo al summit. Lanciando un appello alla "unità islamica" contro "il pericolo del regime sionista" di Israele, il leader di Teheran si è detto convinto che "i problemi tra i Paesi islamici possano essere risolti attraverso il dialogo".

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Il vertice Ue si dissocerà dalla decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e ribadirà la posizione già espressa lunedì a Benjamin Netanyahu: l'Unione è per una soluzione a due Stati e contro qualsiasi decisione che possa compromettere il raggiungimento di questo obiettivo. E' quanto si è appreso alla vigilia del summit europeo. I leader Ue, salvo colpi di scena, adotteranno una dichiarazione attualmente in corso di definizione.

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La Russia non condivide le parole del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che oggi ha definito Israele "uno Stato terrorista" e ha invitato a riconoscere "Gerusalemme come capitale dello stato occupato di Palestina": lo ha precisato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. "Siamo al corrente della posizione del leader turco e non corrisponde alla nostra", ha affermato Peskov, aggiungendo che "la posizione della Russia su Gerusalemme e sulla soluzione della questione mediorientale è ben nota".

Nella dichiarazione finale del vertice straordinario di Istanbul, l'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) ha riconosciuto "Gerusalemme est come capitale dello stato di Palestina occupato", invitando tutti i Paesi del mondo a fare altrettanto. Lo riporta Anadolu.

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Il guardiano delle Chiavi del Santo Sepolcro a Gerusalemme, Adib Joudeh al-Husseini, non incontrerà il vicepresidente Usa Mike Pence quando arriverà in visita, la prossima settimana, in città. "Non riceverò Pence - ha detto, citato dalla Wafa - come espressione del mio assoluto rifiuto della decisione del presidente Trump su Gerusalemme". Husseini ha fatto appello anche al Patriarca greco ortodosso Teofilo III e al Custode di Terra Santa Francesco Patton "a boicottare la visita di Pence".

I palestinesi hanno il diritto di fare di di Gerusalemme est la loro capitale, ha affermato il re saudita Salman bin Abddul Aziz al Saud. "Il regno saudita ha esortato a trovare una soluzione politica per risolvere le crisi regionali, in primo luogo la questione palestinese e il ripristino dei legittimi diritti del popolo palestinese, tra cui il diritto di stabilire il loro Stato indipendente con Gerusalemme come capitale", ha detto il re parlando al Consiglio consultivo saudita, come riferisce il quotidiano Gulf News di Dubai. (Fonte: Ansa)

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L'Isis attacca l'Iran. Attentati al parlamento e al mausoleo di Khomeini: almeno 10 morti. La rivendicazione dello Stato islamico

Spari e terroristi suicidi nei due luoghi presi d'assalto. Decine i feriti e persone prese in ostaggio. Il fatto a due giorni dall'atto d'accusa con relative azioni di boicottaggio nei confronti del Qatar (legato a Teheran) da parte di Arabia Saudita e i suoi alleati del Golfo con la benedizione Usa. Quindi, dove sta la verità? Chi aiuta davvero il terrore jihadista? - (VIDEO)


Doppio attacco a Teheran, all'interno del Parlamento iraniano e nel mausoleo di Khomeini a Teheran. Attacchi rivendicati dal sedicente Stato islamico (Is), attraverso un comunicato diffuso dall' 'agenzia' Amaq. Lo ha riferito sul suo account Twitter 'Site', il sito di monitoraggio delle attività jihadiste sui social media diretto da Rita Katz.

Sarebbero una decina le persone rimaste uccise nell'attacco al Parlamento di Teheran. Lo ha riferito sul suo account Twitter l'agenzia di stampa semiufficiale Tasnim, che parla tuttavia di notizie "non confermate". La stessa agenzia sostiene che 4 persone sarebbero state prese in ostaggio.

Secondo i media il commando entrato in azione sarebbe stato composto da 3 o 4 persone, armate di kalashnikov e bombe a mano. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Fars, un assalitore avrebbe sparato diverse volte per poi fuggire. Uno dei terroristi è invece stato ucciso dalle forze dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (pasdaran), secondo l'emittente Press Tv.

Un assalitore si sarebbe fatto esplodere mentre era in corso un'operazione delle forze speciali contro due uomini armati. Lo ha riferito la tv di Stato Irib, precisando che il kamikaze si è fatto saltare in aria al quarto piano dell'edificio.

Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, uno scontro a fuoco sarebbe avvenuto in un corridoio del Majlis e una delle pallottole avrebbe raggiunto l'area riservata ai giornalisti. Alcuni testimoni citati dalla Tasnim hanno riportato che dal Parlamento si sentono ancora degli spari. Tutte le strade del centro di Teheran che portano al Parlamento sono state chiuse.

Alcune persone sono invece rimaste ferite in una sparatoria avvenuta al mausoleo dedicato all'ayatollah Ruhollah Khomeini nella zona sud di Teheran, dove sarebbero entrati in azione anche due kamikaze. Un altro terrorista del commando è invece stato ucciso dalle forze di sicurezza prima che riuscisse ad azionare la sua cintura esplosiva.

Le forze di sicurezza iraniane hanno sventato un terzo attacco stamane a Teheran. Lo ha riferito una nota del ministero dell'Intelligence, citata dalla tv di Stato della Repubblica islamica. "Questa mattina due gruppi terroristici hanno attaccato il Parlamento e il mausoleo dell'Imam Khomeini - si legge - I membri di un terzo gruppo sono stati arrestati prima di riuscire ad eseguire un altro attacco".

(Fonte: Adnkronos)

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