updated 2:16 PM UTC, Oct 22, 2018

Ticket sanitario, il governo cambia tutto. Chi paga e chi no. Pronta anche la riduzione delle liste d'attesa

Tra le misure al vaglio del governo c’è anche quella di una riduzione – non è chiaro quanto sostanziosa – del ticket sanitario. Secondo il ministro della Sanità, Giulia Grillo, l’esecutivo sta infatti lavorando a un "decreto di emergenza" che riguarda i servizi in sanità e ribadisce di volersi impegnare per il "rilancio del servizio pubblico attraverso la riduzione dei ticket e la diminuzione delle liste di attesa sia per le visite che per le cure diagnostiche"


Risultati immagini per ticket sanitario

Riduzione del ticket sanitario e delle liste d'attesa allo studio del governo. Questo l'annuncio fatto ieri dal ministro della Salute Giulia Grillo, che ha parlato delle due misure 'in cantiere' per facilitare l'accesso dei cittadini alle cure mediche. In attesa che i provvedimenti annunciati diventino realtà, il ticket che si paga per usufruire di alcune prestazioni non comprese nei LEA (i livelli essenziali di assistenza) resta. Ma per cosa si paga esattamente? E chi ha diritto all'esenzione?

QUANDO SI PAGA - Nello specifico, il ticket va pagato solamente per le prestazioni specialistiche, per quelle di Pronto Soccorso di codice bianco - che non presentano cioè la caratteristica di urgenza o emergenza - e per le cure termali.

QUANDO NON SI PAGA - La tassa in favore della spesa sanitaria non si paga invece per le vaccinazioni obbligatorie, per le donazioni di sangue e per tutti quegli esami utili per la diagnosi precoce o per la prevenzione collettiva, come ad esempio la mammografia.

CHI E' ESONERATO - Non tutti i cittadini devono pagare il ticket. I casi di esenzione della tassa dipendono infatti dall'età, dal reddito e dallo stato di salute del paziente. A non pagarlo sono i disoccupati, gli over 60 titolari di pensione minima o i familiari a carico appartenenti ad una famiglia con reddito complessivo inferiore agli 8.263,31 euro (che aumenta a 11.362,05 euro qualora anche uno dei coniugi sia a carico dell'altro), così come i bambini con meno di 6 anni e gli anziani con più di 65 anni (se il reddito non supera i 36.151,98 euro). Non pagano il ticket sanitario nemmeno i malati cronici, i pazienti affetti da malattie rare, gli invalidi e le donne in gravidanza.

SUPERTICKET - In alcune Regioni c'è tuttavia un'altra tassa da pagare per usufruire di alcune prestazioni sanitarie specialistiche: si tratta del super ticket sanitario, di importo di circa 10 euro (varia a seconda della zona). Con l'ultima Legge di Bilancio, sono stati comunque introdotti dei casi di esenzione anche per il super ticket sanitario, che non sarà pagato dai giovani (fino a 16 anni), dagli anziani e da coloro che hanno un reddito non particolarmente elevato.

 

(Fonte: Adnkronos)

Milano, sicurezza negli ospedali: Regione e Questura insieme per tutelare malati e personale sanitario. Tutte le interviste (VIDEO)

Il governatore Attilio Fontana insieme agli assessori Giulio Gallera  (Welfare) e Riccardo De Corato hanno presentato, insieme al questore di Milano, Marcello Cardona, un progetto pilota da estendere entro fine dicembre in ogni nosocomio


Parte da Milano un progetto sperimentale per rendere più sicuri gli ospedali pubblici e privati. Lo hanno presentato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e gli assessori Giulio Gallera (Welfare) e Riccardo De Corato (Sicurezza) che, insieme al questore di Milano, Marcello Cardona, hanno incontrato tutti i direttori dei nosocomi di Milano e Provincia.

GALLERA: INTERVENTI A TUTELA DEI MALATI E DEL PERSONALE - "Quello della sicurezza all'interno dei nostri ospedali - ha detto Gallera - è un tema molto delicato e complesso e sta creando molte difficoltà alle nostre strutture sanitarie. Stiamo studiando come intervenire a tutela dei malati e dei degenti, degli operatori aggrediti da persone che sostano nei pronto soccorso o negli anfratti e del personale aggredito dai pazienti. Abbiamo trovato grande disponibilità da parte del questore di Milano, Marcello Cardona, che si è messo subito a disposizione per dare un significativo aiuto a risolvere questo problema. Milano vuole essere un incubatore e un modello. Vogliamo trovare soluzioni specifiche per ciascun ospedale perché ognuno ha necessità e peculiarità proprie".

ENTRO DICEMBRE RESE NOTE MISURE PRESE OSPEDALE PER OSPEDALE - "Entro dicembre - ha aggiunto - faremo il punto per rendere note tutte le misure che saranno prese ospedale per ospedale. L'obiettivo è quello di applicare, a partire da Milano, un modello che poi, plasmato secondo le singole esigenze degli ospedali, sarà replicato anche nel resto della Regione".

FONTANA: PARTE DALLA LOMBARDIA NUOVO MODELLO DI SICUREZZA - "Ringrazio il questore Cardona - ha detto il presidente Fontana - per la grandissima disponibilità che ci ha dimostrato partecipando a questo incontro che segna la nascita di un nuovo modello di sicurezza all'interno dei nosocomi. Si dovranno fare proposte confacenti alle esigenze dei singoli ospedali. Oggi inizia un percorso che, sono certo, contribuirà a risolvere questa situazione preoccupante e alla quale vogliamo rispondere concretamente".

DE CORATO: PRIMO ESPERIMENTO IN ITALIA - L'assessore De Corato ha evidenziato "L'eccezionalità di questo incontro, il primo del genere in Italia". "Bisogna cambiare mentalità nell'affrontare questo problema - ha aggiunto - e lo faremo con misure concrete a partire, per esempio, dall'installazione di strumenti come colonnine o pulsanti di sos collegate direttamente con le centrali operative. Stiamo pensando di coinvolgere anche poliziotti e carabinieri in pensione o congedo oltre a guardie private. Stiamo anche cercando di estendere anche agli ospedali la possibilità di partecipare ai bandi per la Videosorveglianza così da rendere ancora più sicure le strutture".

Tumore al seno, Lombardia all'avanguardia. Gallera: "Siamo la prima Regione in tema di Breast Unit". Fermi: "Volontariato fondamentale per l'assistenza alle donne" (VIDEO)

A Palazzo Pirelli, a Milano, si è tenuto il convegno dal titolo convegno "Senologia. Diagnosi, terapia e gestione". E' stata l'occasione per fare il punto su un tema molto delicato e sentito oltre che per parlare di un'altra eccellenza lombarda in campo medico. Le nostre interviste all'assessore al Welfare, Giulio Gallera, e al presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi - (VIDEO/VIDEO)


“Regione Lombardia è la prima regione in tema di ‘Breast Unit’: abbiamo realizzato una rete di 28 centri di senologia, specializzati nella presa in carico delle donne con il tumore al seno, per mettere insieme tutti i professionisti che si occupano della prima forma di tumore per le donne e, anche, quella che ha la maggiore mortalità”. 
Lo dichiara l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, a margine del convegno ‘Senologia. Diagnosi, terapia e gestione’, a Palazzo Pirelli, a Milano. Le ‘Breast Unit’ lombarde sono formate da “chirurgo, medico, psicologo, perché è fortemente traumatico subire l’asportazione di una mammella, il nutrizionista, perché c’è tutto un tema legato alla nutrizione. Inoltre, mettiamo in campo misure di attenzione all’aspetto fisico della donna, finanziando l’acquisto delle parrucche con voucher da 150.000 euro a persona, per un totale di 300.000 euro all’anno. Abbiamo anche provveduto a una comunicazione capillare su tutto il territorio, con un sito internet, di modo che ogni donna, dopo la diagnosi, sappia a chi rivolgersi nel modo più sereno possibile”, spiega Gallera, durante il suo intervento al convegno. 

“Quindi, una regione, da sempre in prima linea, sia nella presa in carico delle donne con il tumore alla mammella, sia per gli screening di prevenzione, per cui abbiamo ampliato la fascia, da 35 a 44 anni l’abbiamo portata da 30 a 49 anni, per un’attenzione maggiore perché la prevenzione è fondamentale”, aggiunge Gallera. Il tumore al seno “colpisce un numero rilevante di persone, oltre 10.000 casi che si verificano annualmente”, interviene il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi, sempre a margine dell’evento.

“Oggi, però, vogliamo dire, anche, grazie alle associazioni di volontariato che sono la vera risorsa di questa regione, senza le quali non potremmo garantire livello di welfare a 360 gradi così come siamo in grado di fare”, sostiene. “Il fatto di essere qui, oggi, a fare questo riconoscimento e ad affrontare un tema molto importante come il tumore al seno, in Consiglio regionale, come presidente a me fa molto piacere”, assicura. “Dobbiamo non solo essere la prima regione, attraverso le ‘Breast Unit’, a fornire un servizio sanitario di eccellenza ma dobbiamo continuare a essere la prima regione, come siamo in questo momento, per assistenza alle donne colpite dal cancro al seno, grazie a chi, quotidianamente, offre il suo tempo come volontariato. Questa regione continua a essere un esempio e a creare modelli da esportare. Il volontariato è una grande risorsa che dobbiamo stimolare e rendere parte di una squadra, di cui siete un giocatore straordinario”, sottolinea Fermi, durante il suo intervento, rivolgendosi alla platea dei volontari. 

Carenza di medici in Lombardia, la Regione investe 6,4 milioni di euro per 55 nuovi specialisti. E non li lascerà "scappare". Parla l'assessore Giulio Gallera

Un nuovo provvedimento per migliorare la Sanità lombarda alle prese con un fabbisogno di personale che si scontra con le risorse messe a disposizione dal Ministero. L'intervista e la conferenza stampa dell'assessore al Welfare della Giunta Fontana, Giulio Gallera - (VIDEO)


"Con un impegno di 6,4 milioni di euro Regione Lombardia copre carenze nazionali per la formazione degli specializzandi in Medicina aggiungendo 55 contratti a quelli che il Ministero destina alla Lombardia. Con questo provvedimento andiamo anche a introdurre alcuni requisiti come l'iscrizione ad uno degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Regione Lombardia, la residenza in regione da almeno 3 anni, dalla data di scadenza del bando, e l'impegno a prestare l'attivita' lavorativa nelle nostre strutture sanitarie per un periodo di 3 anni". Lo ha annunciato l'assessore al Welfare di Regione Lombardia nel corso della conferenza stampa organizzata per illustrare i provvedimenti adottati oggi dalla Giunta.

CARENZA SPECIALISTI - "Abbiamo inserito questi requisiti - ha sottolineato l'assessore - per far fronte alla forte carenza di specialisti nelle nostre strutture, che rischia di impedirci di continuare a garantire i servizi sanitari in determinati ambiti. Sempre piu' frequentemente, infatti - ha proseguito - i nostri bandi per l'assunzione di specialisti, anche a tempo indeterminato, vanno a vuoto, senza contare che il nostro fabbisogno e' piu' alto delle borse messe a disposizione dal Ministero".

ATENEI E NUMERO CONTRATTI - "In accordo con le Universita' - ha concluso il titolare regionale della Sanita' - abbiamo individuato le aree piu' critiche. Saranno dunque assegnate 6 borse all'ateneo di Brescia , 19 a Milano Unimi, 7 a Milano-Bicocca, 5 al San Raffaele, 10 a Pavia 10, 6 a Varese, e 2 all'Humanitas". "In particolare- ha concluso- , le specializzazioni che hanno ottenuto il maggior numero di contratti finanziati sono medicina d'emergenza-urgenza (8), pediatria(6), ginecologia e ostetricia (6), medicina interna (4) e anestesia e rianimazione (3)".

Salute, i numeri e la realtà del cancro in Italia: parla Giordano Beretta, presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (VIDEO)

La nostra intervista a Giordano Beretta, presidente eletto dell'Aiom e responsabile dell'Oncologia Medica all'Humanitas Gavazzeni di Bergamo a margine della presentazione del volume "I numeri del cancro in Italia 2017" - (VIDEO)


"La Lombardia e' una delle poche Regioni italiane ad aver attuato una rete oncologica, che rappresenta oggi una realta' consolidata: un sistema di accessi diffusi nel territorio consente al cittadino di entrare nei percorsi di cura direttamente nel proprio luogo di residenza e di disporre di una valutazione multidisciplinare". Lo ha detto l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera intervenendo alla presentazione nel volume 'I numeri del cancro in Italia 2017' organizzata a Palazzo Lombardia. La pubblicazione e' stata realizzata dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dall'Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) e dalla Fondazione AIOM.

"Questo sistema - ha proseguito l'assessore Gallera - ha consentito di raggiungere risultati importanti in termini di qualita' dell'assistenza. Non solo: la nostra Regione ha svolto un ruolo fondamentale nell'istituzione della Rete Nazionale dei Tumori Rari. E' stato proprio l'Istituto Tumori di Milano, struttura di eccellenza e altamente qualificata del sistema sanitario lombardo, ad avviare il primo progetto per una Rete di questo tipo". In Lombardia nel 2017, e' riportato nella ricerca, sono stati stimati 63.700 nuovi casi di tumore (33.150 uomini e 30.550 donne). I 3 tumori piu' frequenti sono quelli del seno (8.950), colon retto (8.600) e polmone (7.200). La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi corrisponde alla media nazionale, raggiunge infatti il 63% fra le donne e il 54% fra gli uomini.

Ogni anno Italia vengono diagnosticati 89mila tumori rari, in Lombardia circa 14.500. Inoltre la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi e' pari al 55%, inferiore rispetto alle neoplasie a alta incidenza (68%). "Le evidenze scientifiche - ha sottolineato l'assessore Gallera - ci dicono che i migliori risultati in termini di sopravvivenza, adeguatezza delle cure e qualita' di vita delle pazienti colpite da questa neoplasia sono direttamente proporzionali al numero di casi trattati per centro di cura. Per questo in Lombardia e' stata realizzata una Rete regionale, formata da 38 Centri di Senologia, le Breast Unit, dove Team multidisciplinari sono in grado di offrire tempestivamente le migliori cure".

In Regione Lombardia con due disposizioni (DGR 3003 del 9/1/2015 e il DDG 3711 del 3/4/2017) sono stati attivati percorsi di aggiornamento dei programmi di screening: per il tumore alla mammella e' prevista una mammografia con cadenza biennale alla popolazione femminile tra i 50 e i 74 anni e mammografia con cadenza annuale alle donne tra i 45 e i 49 anni; per il tumore al colon retto, un test del sangue occulto nelle feci con cadenza biennale ai cittadini tra i 50 e i 74 anni; per il tumore alla cervice uterina, un Pap test con cadenza triennale alle donne tra i 25 e i 33 anni e un HPVdna test con cadenza quinquennale tra i 34 e i 64 anni.

La Lombardia presenta - si legge nel Volume - alcune fra le percentuali piu' alte in Italia di adesione ai programmi di screening organizzati ('Gli screening oncologici in Lombardia, report dati 2015 e dati 2016'). Dal 2007 lo screening colonrettale (test del sangue occulto nelle feci) e' a sistema su tutto il territorio. L'adesione nel 2016, pari al 49%, conferma il trend dello screening colon-rettale in Lombardia, superiore alla media nazionale (36% nel 2016). Nella Regione le donne aderiscono piu' degli uomini (51% vs. 44%) e il tasso cresce all'aumentare dell'eta'. Il test utilizzato in tutti i programmi di screening mammografico e' la mammografia bilaterale in doppia proiezione, in tutti i casi la lettura dell'esame avviene grazie alla refertazione di ogni radiogramma da parte di due radiologi. L'adesione in Lombardia e' stata pari al 67% nel 2016: il valore e' al di sopra della media nazionale (44% nel 2016).

Regione Lombardia, stanziati altri 103 milioni per le strutture sanitarie. Parla l'assessore Gallera: "Migliorerà la qualità di vita dei cittadini lombardi" (VIDEO)

"Con uno stanziamento di 103 milioni di euro di risorse proprie del fondo straordinario per l'edilizia sanitaria Regione Lombardia prosegue anche nell'XI legislatura il potenziamento delle sue strutture sanitarie nell'ottica della completa attuazione della riforma socio-sanitaria per migliorare la qualita' di vita dei cittadini lombardi". Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, nel corso della conferenza stampa organizzata al termine della seduta di Giunta per illustrare i provvedimenti adottati - (GUARDA L'INTERVISTA VIDEO)


INTERVENTI - "Attraverso il provvedimento approvato oggi - ha spiegato Gallera - destiniamo 75 milioni di euro ad Ats, Asst, Irccs e Areu per interventi di ammodernamento delle apparecchiature tecnologiche, incremento dei livelli di sicurezza e comfort delle strutture, e miglioramento dell'offerta sanitaria sul territorio (ad es.Pot, Presst). Saranno destinati con delibere successive 20 milioni per interventi minori che le Aziende individueranno nei propri piani di investimento e 8 milioni per il completamento di lavori gia' in essere che necessitano di ulteriori finanziamenti, come quelli per l'ospedale di Asola".

INDIVIDUAZIONE AMBITI - "Nello specifico - ha sottolineato il titolare regionale della Sanita' - oggi andiamo a definire gli ambiti programmatori entro i quali indirizzare gli interventi delle Asst e Fondazioni IRCCS pubbliche ed individuare l'importo massimo indicativo relativo ai progetti per migliorare l'attivita' di programmazione degli enti sanitari, che per concentrare le risorse ed evitare una polverizzazione, abbiamo suggerito siano al massimo due".

VERIFICA EFFICACIA DA ATS - "Tra le novita' importanti - ha proseguito - il ruolo attribuito alle Ats nella fase di programmazione del riordino delle strutture e la valutazione ex post degli interventi dichiarati dalle Asst: piu' precisamente chiediamo che controllino l'effettiva capacita' degli investimenti di raggiungere gli obiettivi prefissati".

1,5 MILIARDI FINANZIATI IN X LEGISLATURA - "Nel corso della X Legislatura - ha ricordato Gallera - sono stati stanziati per interventi a favore del Sistema Sociosanitario circa 1,5 miliardi di euro (1 miliardo su fondi regionali e mezzo miliardo su fondi statali), di cui 500 milioni solo dal 2016. Circa 1 miliardo e' stato destinato a finanziare progetti di ammodernamento strutturale: POT, Presst, nuovi reparti, incremento della sicurezza, miglioramento del confort dei reparti, ristrutturazioni e nuove realizzazioni, finanziamento degli accordi di programma (Policlinico, San Gerardo di Monza, ecc.); 250 milioni di euro per ammodernamento delle apparecchiature tecnologiche e potenziamento dei sistemi informativi delle aziende e degli IRCCS pubblici; 250 milioni per finanziare gli interventi rientranti nei piani di investimento aziendali (ulteriori progetti di minore complessita' rientranti nella programmazione aziendale)".

Di seguito gli importi suddivisi per Ats, Asst, Irccs e Areu

ATS CITTA' METROPOLITANA - Per l'Ats Citta' di Milano sono stati messi a disposizione 26.471.000 euro cosi' suddivisi: Ircss Istituto Nazionale Dei Tumori 803.000; Irccs Istituto Neurologico C. Besta 474.000; Ircss Ospedale Policlinico Di Milano 2.210.000; Asst FatebeneFratelli Sacco 3.583.000; Asst Niguarda 2.877.000; Asst Nord Milano 1.300.000; Asst Ss. Paolo e Carlo 3.326.000; Asst Pini/Cto 1.432.000; Asst Ovest Milanese 3.546.000; Asst Rhodense 2.636.000; Asst Melegnano Martesana 2.186.000; Asst Lodi 2.098.000.

ATS INSUBRIA - Per l'Ats Insubria sono stati messi a disposizione 11.140.000 euro cosi' suddivisi: Asst Sette Laghi 3.720.000; ASST Valle Olona 5.186.000; Asst Lariana 2.234.000. ATS BRESCIA - Per l'Ats Brescia sono stati messi a disposizione 8.595.000 euro cosi' suddivisi: Asst Brescia 5.555.000; Asst Franciacorta 969.000; Asst del Garda 2.071.000. ATS VALPADANA - Per l'Ats Valpadana sono stati messi a disposizione 6.117.000 euro cosi' suddivisi: Asst Cremona 2.392.000; Asst Crema 1.199.000; Asst Mantova 2.526.000.

ATS BERGAMO - Per l'Ats Bergamo sono stati messi a disposizone 6.136.000 euro cosi' suddivisi: Asst Papa Giovanni XXIII 2.831.000; Asst Bergamo Ovest 1.512.000; Asst Bergamo Est 1.793.000.

ATS BRIANZA - Per l'Ats Brianza sono stati messi a disposizione 7.487.000 euro cosi' suddivisi: Asst Vimercate 2.050.000; Asst Monza 2.970.000; Asst Lecco 2.467.000. ATS PAVIA - Per l'Ats Pavia sono stati messi a disposizione 4.895.000 euro cosi' suddivisi: Asst Pavia 2.818.000; Ircss Fondazione Policlinico San Matteo 2.077.000.

ATS MONTAGNA - Per l'Ats Montagna sono stati messi a disposizione 3.661 euro cosi' suddivisi: Asst Valtellina e Alto Lario 2.762.000; Asst Valcamonica 899.000. AREU - Per l'Agenzia Regionale Emergenza Urgenza sono stati messi a disposizione 498.000 euro.

In Trentino-Alto Adige si vive tre anni in più che in Campania. E sei di Firenze... C'entrano i servizi sanitari

Lo studio dell'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane rivela un divario Nord-Sud; il Direttore scientifico: "I dati testimoniano il sostanziale fallimento delle politiche" . Firenze, Monza e Traviso le province più longeve d'Italia


In Trentino Alto Adige si vive in media fino a tre anni in più che in Campania. A denunciare questo divario è l'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, con un focus dedicato alle disuguaglianze di salute in Italia. In Campania nel 2017 gli uomini vivono infatti mediamente 78,9 anni e le donne 83,3; nella Provincia Autonoma di Trento 81,6 gli uomini e 86,3 anni le donne. In generale, la maggiore sopravvivenza si registra nel Nord-Est, dove la speranza di vita per gli uomini è 81,2 anni e per le donne 85,6; decisamente inferiore nel Mezzogiorno, dove si attesta a 79,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne. 

In generale, rileva l'Osservatorio - che ha sede a Roma presso l'Università Cattolica - in Italia si vive più a lungo a seconda del luogo di residenza o del livello d'istruzione: si ha una speranza di vita più bassa al Sud, in particolare in Campania, o se non si raggiunge la laurea. Inoltre chi ha un titolo di studio basso ha anche peggiori condizioni di salute. Queste disuguaglianze sono acuite dalle difficoltà di accesso ai servizi sanitari che penalizzano soprattutto chi ha un livello sociale più basso. Insomma il Servizio sanitario nazionale assicura la longevità, ma non l'equità sociale e territoriale.
"Il Servizio sanitario nazionale oltre che tutelare la salute, nasce con l'obiettivo di superare gli squilibri territoriali nelle condizioni socio-sanitarie del Paese. Ma su questo fronte i dati testimoniano il sostanziale fallimento delle politiche", spiega Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell'Osservatorio.

Firenze e, a seguire, Monza e Treviso. Sono queste le province può longeve d'Italia secondo quanto riporta l'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, in un focus dedicato alle disuguaglianze di salute in Italia. 
Firenze, con 84,1 anni di aspettativa di vita, fa totalizzare 1,3 anni in più della media nazionale, seguita da Monza e Treviso con poco più di un anno di vantaggio su un italiano medio. Il dato sulla sopravvivenza mette invece in luce l'enorme svantaggio delle province di Caserta e Napoli che hanno una speranza di vita di oltre 2 anni inferiore a quella media nazionale, seguite da Caltanissetta e Siracusa con uno svantaggio di sopravvivenza di 1,6 e 1,4 anni rispettivamente. (Fonte: Ansa)

Quando il cavallo cura l'uomo: l'importanza dell'ippoterapia. Parla Daniela Maroni

Fornire stimoli a livello cognitivo e neuromotorio e mobilitare il potenziale residuo delle persone con disabilità o da riabilitare: questo il risultato terapeutico dell'ippoterapia. Se ne è parlato questa mattina a Palazzo Pirelli, in occasione del convegno promosso dalla Consigliera segretario dell'Ufficio di Presidenza, Daniela Maroni sul tema "Ippoterapia, trattamento delle disabilità fisiche e psichiche". Ad intervenire, tra gli altri, il governatore Roberto Maroni, l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera e, con un video messaggio, il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo. "Anche sull'ippoterapia vogliamo essere protagonisti e diventare un 'modello' come già lo siamo in molti altri campi", ha sottolineato il presidente lombardo. "Siamo la prima Regione ad aver preso un'iniziativa per far entrare gli animali d'affezione negli ospedali per consentire che possano alleviare le sofferenze dei pazienti. Il regolamento che disciplina questa possibilità è già stato fatto da 16 Asst su 27 e l'impegno è che entro fine anno lo adottino tutte". La nostra intervista a Daniela Maroni - (VIDEO)

 

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

8°C

Milano

Partly Cloudy

Humidity: 85%

Wind: 3.22 km/h

  • 23 Oct 2018 15°C 3°C
  • 24 Oct 2018 20°C 7°C