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updated 12:14 PM UTC, Nov 14, 2018

Corea del Nord; il segretario di stato americano Pompeo a Pyongyang per chiedere "chiarimenti" sul nucleare

 Dopo lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ecco i primi dubbi sul rispettato degli accordi di denuclearizzazione della Corea del Nord.


Dall'incontro con Kim Jong Un a Singapore il 12 giugno, Donald Trump è stato ottimista circa le possibilità di pace nella penisola divisa dalla Guerra di Corea (1950-53), vantando che la minaccia della guerra nucleare tra i due paesi, si è risolta con stabili accordi. Ma il comunicato firmato da Kim e Trump alla fine dell'incontro, non presentava tutti i dettagli e i tempi per giungere alla completa denuclearizzazione della Corea. In calce al documento il presidente coreano "ha riaffermato il suo fermo e costante impegno per la completa denuclearizzazione della penisola". Una formulazione vaga che ha deluso le aspettative degli esperti, soprattutto perché non menziona la necessità che questo processo sia "verificabile e irreversibile", come sostenuto dagli Stati Uniti. Il governo di Pyongyang non si è mai impegnato pubblicamente a rinunciare al suo arsenale nucleare, motivo per il quale ha ricevuto diverse sanzioni ONU. Infine delle immagini satellitari di fine giugno mostrano lavori di miglioramento nel centro di ricerca nucleare del sito di Yongbyon.

Il Segretario di Stato americano è incaricato di negoziare un progetto che, spera Washington, vedrebbe il signor Kim indicare chiaramente la portata e la natura dei suoi programmi nucleari e balistici e accettare un calendario per lo smantellamento del suo arsenale.


"I nostri leader hanno preso impegni al vertice di Singapore su una completa denuclearizzazione della Corea del Nord", ha detto Pompeo durante uno scalo nella base americana a Yokota, in Giappone. "Lo scopo del mio viaggio è di ottenere dettagli su questi impegni e continuare ad attuare ciò su cui i due leader si sono accordati e mi aspetto lo stesso dalla Repubblica popolare democratica di Corea (RDPC)", ha aggiunto il capo della diplomazia americana. Kim Yong Chol ha salutato il collega americano, facendo notare che questa era la sua terza visita nel paese. "Più ci incontriamo, più spero che la nostra amicizia sarà profonda", ha detto. "Più vieni, più possiamo instaurare una fiducia reciproca". In un tweet prima di arrivare in Corea del Nord, il Segretario di Stato ha affermato che il suo obiettivo era "continuare il nostro lavoro fino a una denuclearizzazione completa e verificata del #RDPC, come promesso dal Presidente Kim ".

Washington spera che il processo venga avviato nel corso dell'anno, ma molti esperti e collaboratori del presidente Trump, ritengono che la promessa fatta dal leader nordcoreano al summit non valga il documento su cui è stata scritta e che il processo, anche con un imminente inizio, potrebbe richiedere anni. Nel frattempo, l'amministrazione degli Stati Uniti intende mantenere le sanzioni economiche internazionali che, a suo avviso, hanno spinto il governo di Pyongyang al tavolo dei negoziati.

 

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Debutto caldo per Trump all'Onu: "Distruggeremo la Corea del Nord". Attacca anche Iran e Venezuela e ribadisce il suo "America first"

Il presidente Usa tiene un discorso infuocato davanti all'assemblea generale delle Nazioni Unite. il numero 1 della Casa Bianca chiama "Rocket man" (uomo missile) il leader di Pyongyang, Kim Jong-un, dicendo che "è in una missione suicida per sé e il suo regime. Gli Stati Uniti sono pronti e capaci di attuare un attacco, ma si spera che questo non sia necessario perché vogliono armonia e pace, non conflitti". Punta il dito pure contro il programma nucleare di Teheran e promette a Maduro di compiere "ulteriori azioni" se "persisterà nell'imporre un regime totalitario". Il giudizio storico sul socialismo: "Dove è stato applicato, dall'Unione sovietica a Cuba, ha portato solo sofferenza" - (VIDEO)


"Rocket man è in missione suicida". E' il messaggio che Donald Trump, al debutto davanti all'assemblea generale dell'Onu con un discorso di 41 minuti, invia a Kim Jong-un. "La Nordcorea minaccia il mondo", è un passaggio del discorso del presidente degli Stati Uniti. Se Pyongyang proseguirà lo sviluppo del suo programma nucleare, "non avremo scelta se non quella di distruggere totalmente la Nordcorea. Speriamo non sia necessario. E' ora che la Nordcorea realizzi che la denuclearizzazione è l'unico futuro accettabile", aggiunge. "Rocket man è in una missione suicida per sé e il suo regime. Gli Stati Uniti sono pronti e capaci" di attuare un attacco "ma si spera che questo non sia necessario", dice il numero 1 della Casa Bianca dopo aver assicurato, nella fase iniziale del suo intervento, che gli Usa "vogliono armonia e pace, non conflitti".

"Nessuno, più del malvagio regime nordcoreano, ha mostrato disprezzo per gli altri paesi e per il benessere del proprio popolo. E' responsabile della morte per fame di milioni di nordcoreani e della prigionia, della tortura, dell'uccisione e dell'oppresione di tantissimi altri. Siamo tutti testimoni dell'abuso mortale compiuto nei confronti dello studente americano Otto Warmbier, restituito all'America solo perché morisse qualche giorno dopo", dice Trump, elencando altre 'imprese' compiute da Pyongyang.

Ora, il programma missilistico e nucleare costituisce una minaccia "per l'intero mondo, con perdite impensabili di vite umane". "E' vergognoso che alcune nazioni non solo facciano affari con questo regime, ma forniscano anche armi e lo sostengano finanziariamente. Nessuna nazione ha interesse a vedere che questa banda di criminali si arma con un arsenale nucleare. Gli Stati Uniti hanno grande forza e pazienza, ma se saranno costretti a difendere se stessi o i propri alleati, non avranno altra scelta se non quella di distruggere totalmente la Corea del Nord", ribadisce. "Speriamo non sia necessario: è per questo che ci sono le Nazioni Uniti, vediamo come agiscono".

IRAN - "L'accordo sul nucleare con l'Iran è fonte d'imbarazzo per gli Stati Uniti, dice Trump in un altro passaggio. Il presidente degli Stati Uniti accusa il "regime" di Teheran di usare le sue risorse non per il progresso del suo popolo ma per "finanziare Hezbollah" contro "i pacifici vicini arabi e Israele". "Non possiamo rispettare un accordo se questo dà copertura all'eventuale costruzione di un programma nucleare", denuncia Trump, che definisce l'accordo raggiunto due anni fa dai 5+1 con Teheran "una delle transazioni peggiori e unilaterali mai fatte dagli Stati Uniti". Il presidente americano però non chiarisce se Washington si ritirerà o meno dall'accordo: l'amministrazione ha tempo fino al 15 ottobre per certificare o meno il rispetto dell'intesa da parte dell'Iran.

VENEZUELA - Trump punta il dito contro un altro regime canaglia quello del presidente venezuelano Nicolas Maduro, minacciando "ulteriori azioni" se persisterà nell'imporre un governo autoritario". "Come buoni amici e vicini" il nostro obiettivo è aiutare i venezuelani "a riconquistare la loro libertà, recuperare il loro paese e restaurare la democrazia", dice il presidente americano, esortando la comunità internazionale ad agire in questo senso. "Il problema non è che il socialismo sia stato male applicato in Venezuela, ma è che sia stato applicato fedelmente", dichiara sostenendo che tutti i Paesi dove è stato applicato, dall'Unione Sovietica a Cuba, ha portato solo sofferenza. A parte i tre 'regimi canaglia', Trump descrive un mondo in cui "terroristi ed estremisti hanno preso forza e si sono sviluppati in ogni regione" e "grandi porzioni del Pianeta che sono in conflitto con alcune che stanno andando al diavolo".

AMERICA FIRST - "Come presidente degli Stati Uniti metterò sempre l'America al primo posto, come così voi leader dovete sempre mettere il vostro Paese al primo posto", dice proponendo uno slogan (America First) già utilizzato in campagna elettorale. "Gli Stati Uniti rimarranno per sempre grandi amici del mondo, specialmente dei loro alleati, ma non si potrà più approfittare di noi e non faremo più accordi sbilanciati in cui l'America non ottiene nulla", ha poi aggiunto con quello che è stato letto come un riferimento agli accordi di Parigi da cui ha ritirato gli Stati Uniti. "Fino a quando io rimarrò presidente, io metterò gli interessi dell'America sopra ad ogni cosa", conclude.

(Fonte: Adnkronos)

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I Circoli dell'Ambiente, il pensiero green di quei giovani che sfidano la sinistra e il tabù nucleare

Presentato nella Sala conferenze stampa della Camera dei Deputati la loro proposta per un Piano Energetico Nazionale con parlamentari, tecnici ed esperti del settore. Le nostre interviste al presidente dei Circoli dell'Ambiente, Alfonso Fimiani e alla coordinatrice lombarda, Daniela Reho, oltre all'integrale dell'incontro - (VIDEO)


"Abbiamo elaborato un Piano Energetico Nazionale che mettiamo a disposizione della Politica - dice il presidente dei Circoli dell'Ambiente, Alfonso Fimiani - Abbiamo tentato di dare risposte concrete ad un interrogativo fondamentale: 'Come possiamo produrre l’energia che servirà per rilanciare l'Italia e la sua economia nei prossimi vent'anni riducendone l'impatto ambientale e il costo?'. La storia ci insegna che senza una opportuna strategia si instaura spontaneamente un mercato largamente dominato dagli idrocarburi. Noi, invece, proponiamo una pianificazione che in vent'anni consenta da un lato di potenziare l'utilizzo delle rinnovabili, puntando sull'idroelettrico e sul fotovoltaico domestico incentivato con limiti annui, e dall'altro di utilizzare l'energia nucleare, che rimane la più economica, pulita e sicura. Se necessario, su quest'ultimo punto chiederemo una nuova consultazione popolare. Abbiamo sintetizzato la nostra proposta - continua Fimiani - in un'analisi di possibili misure che porterebbero l'Italia ad essere economicamente competitiva ed a ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera. Oggi il mercato del fotovoltaico è praticamente fermo, gli incentivi all'idroelettrico non sono sufficienti neanche a ristrutturare le centrali esistenti ed i capitali scappano all'estero e non vi è un'alternativa valida a petrolio, gas e carbone se non riapriamo il discorso del nucleare: inseguire le proposte utopiche delle Sinistre ambientaliste - conclude - vuol dire mantenere lo status quo".

Daniela Reho, coordinatrice dei Circoli dell'Ambiente in Lombardia: "Dobbiamo fare una grande opera di sensibilizzazione sul territorio della nostra Regione, soprattutto per quanto riguarda Milano dove l'inquinamento supera di continuo i livelli di guardia. Non vogliamo bloccare lo sviluppo e le attività produttive, ma serve certamente un'attenzione diversa e superiore su questo problema".

L'amministrazione Trump avverte la Corea del Nord: "La pazienza è finita, pronti all'intervento militare"

L'avviso per bocca del segretario di Stato americano Rex Tillerson in visita nella zona smilitarizzata tra le due Coree: L'approccio diplomatico degli ultimi vent'anni è fallito. Tutte le opzioni sono sul tavolo". Il messaggio alla Cina: "Applichi in modo completo le sanzioni dell'Onu in risposta ai test militari e missilistici di Pyongyang"


Fine della politica americana di "pazienza strategica" nei confronti della Corea del Nord. A decretarla è stata il segretato di Stato americano Rex Tillerson, che oggi ha visitato la zona smilitarizzata al confine tra le due Coree, dopo aver già sostenuto che "l'approccio diplomatico" perseguito con Pyongyang "negli ultimi vent'anni è fallito".

"La politica della pazienza strategica è finita - ha scandito il capo della diplomazia americana, in un punto stampa congiunto con il ministro degli Esteri sudcoreano Yun Byung-se -. Stiamo esplorando una nuova gamma di misure diplomatiche, di sicurezza ed economiche. Tutte le opzioni sono sul tavolo". Per gli Stati Uniti un'azione militare contro la Corea del Nord è "un'opzione sul tavolo", ha poi affermato Tillerson.

Rex Tillerson, Segretario di Stato Usa

Parlando con i giornalisti dopo aver visitato la zona demilitarizzata che divide le due Coree, il segretario di Stato americano, rispondendo ad una domanda sulla possibilità di un'azione militare, ha detto che "certamente noi non vogliamo che le cose arrivino ad un conflitto militare". "Se loro elevano la minaccia del loro programma di sviluppo di armamenti ad un livello che richiede l'azione, allora questa è un'opzione sul tavolo", ha poi aggiunto. Tillerson ha quindi rivolto un messaggio a Pechino, dove domani concluderà la sua missione asiatica, chiedendo che la Cina applichi in modo completo le sanzioni imposte dall'Onu in risposta ai test nucleari e missilistici della Corea del Nord. "Non credo che noi abbiamo raggiunto il massimo livello di azione possibile nell'ambito della risoluzione del Consiglio di Sicurezza con la piena partecipazione di tutti i Paesi", ha detto.

Anche il ministro degli Esteri sudcoreano Yun Byung ha suggerito che Seul potrebbe appoggiare questa linea. "Noi avremo molte possibilità strategiche a disposizione - ha detto - se consideriamo le pressioni diplomatiche come un edificio, la deterrenza militare è uno dei pilastri delle sue fondamenta. Noi intendiamo avere tutte le nazioni interessate a lavorare in modo più stretto del passato - ha concluso - per fare in modo che la Corea del Nord, sentendosi danneggiata dalle sue azioni sbagliate, cambi strategia".

Donald Trump, presidente Usa
Donald Trump, presidente degli Stati Uniti

Le dichiarazioni del ministro sudcoreano hanno colpito molti osservatori, che comunque hanno ricordato come presto Yu potrebbe non essere più alla guida della diplomazia sudcoreana. Tillerson è arrivato in Corea del Sud infatti pochi giorni dopo la destituzione della presidente Park Geun-hye, a seguito dell'impeachment per corruzione, e a meno di due mesi delle elezioni del 9 maggio che potrebbe portare ad un cambiamento della politica sudcoreana nei confronti di Pyongyang, che costituirebbe un problema per la nuova strategia dell'amministrazione Trump. I sondaggi infatti danno per favorito il candidato progressista Moon Jae-in, che promette di abbandonare la linea dura del governo conservatore di Park e tornare alla "sunshine policy", di apertura nei confronti del Nord, che era stata inaugurata da precedenti governi progressisti. Una politica che prevede, promette ancora il candidato, la ripresa dell'agenda di cooperazione economica, compresa la riapertura del complesso industriale comune che secondo l'ex presidente Park aiutava Pyongyang a pagare per il programma nucleare.

Corea del Nord parata militare
Una parata militare della Corea del Nord

Non solo. Moon ha anche suggerito che rivedrà la decisione del governo attuale di installare il sistema anti-missilistico americano, il Thaad, che ha provocato le proteste non solo nordcoreane ma anche, e soprattutto cinesi. La Cina ha anche imposto pesanti sanzioni a Seul, con il bando di diverse importazioni e lo stop dei gruppi di turisti, per convincerla a cambiare idea sul sistema missilistico. (Fonte: Adnkronos)

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