updated 1:32 PM UTC, Oct 20, 2018

Governo politico 5 Stelle-Lega, Di Maio: "Ecco le nostre condizioni". Savona rientra ma cambia ministero, ipotesi Tria all'Economia. Intanto Fratelli d'Italia... (VIDEO)

E' in corso alla Camera l'atteso incontro tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il prof. Conte per verificare se sia possibile un'intesa in extremis per un governo giallo-verde. Ma il nodo delle ultime ore, al di là della presenza dell'economista Paolo Savona, è l'ingresso di Fdi nell'esecutivo su cui ci sarebbe il veto pentastellato, anche se M5S smentisce. Prima del faccia a faccia tra Salvini e Di Maio, il leader della Lega ha visto Giorgia Meloni. Intanto ecco cosa ha detto il capo politico del Movimento - (VIDEO)


Ultima chiamata per 5 Stelle e Lega impegnati in serrate trattative per la formazione di un governo giallo-verde. Per la poltrona dell'Economia spunta il nome di Giovanni Tria, attuale presidente della Scuola di amministrazione e professore ordinario di politica economica alla Facoltà di economia di Tor Vergata. La 'carta Tria' al posto di Paolo Savona potrebbe mettere d'accordo M5S-Lega e Quirinale e sciogliere il principale nodo della futura squadra di palazzo Chigi.

Tria, raccontano fonti parlamentari del centrodestra, è stato anche consigliere dell'azzurro Renato Brunetta, quando era ministro della Funzione pubblica del Berlusconi quater. L'economista euroscettico Paolo Savona, secondo gli ultimo boatos, potrebbe essere spostato al dicastero degli Affari europei.

Una volta risolto il nodo dell'Economia, a cascata si comporrà il puzzle della squadra di governo. Tra le caselle chiave c'è la Farnesina, per la quale in pole ci sarebbe Enzo Moavero Milanesi; per la Difesa si parla sempre di Elisabetta Trenta in quota M5S, già presente nella lista dei ministri presentata domenica scorsa al Capo dello Stato. Secondo le ultime indiscrezioni infatti Fratelli d'Italia - pur garantendo il suo sostegno al nascente esecutivo - non dovrebbe entrare nel team governativo, a causa dello stop arrivato da Luigi Di Maio.

VERTICE SALVINI-DI MAIO-CONTE - Il leader della Lega Matteo Salvini e il capo politico dei 5 Stelle Luigi Di Maio sono riuniti a Montecitorio per trovare un'intesa sullo schema di governo. All'incontro si è unito anche Giuseppe Conte.

IL TIMING - Se tutto dovesse filare liscio per la formazione dell'esecutivo, lo scenario ideale sarebbe quello di avere una squadra nuova di zecca, con almeno il giuramento effettuato già prima della solenne Festa del 2 giugno.

Governo Lega-M5S, Bossi non ha dubbi: "Si farà, non si può tornare al voto" (VIDEO)

Il senatur, che nelle ultime ore non aveva risparmiato qualche critica a Matteo Salvini per la gestione dello scontro con Mattarella attorno al nome di Savona all'Economia, ai giornalisti che gli chiedevano un pronostico sulla formazione di un governo politico gialloverde ha manifestato un certo ottimismo e allontanato l'ipotesi di nuove elezioni - (VIDEO)


"Salvini non può impiccarsi su Savona...''. Umberto Bossi è in Transatlantico seduto su un divanetto di Montecitorio in attesa degli sviluppi della situazione politica. Si rincorrono le voci su una 'riedizione' del governo giallo-verde senza Paolo Savona con la Lega ancora decisa a non mollare la presa sull'economista euroscettico al Tesoro. Il fondatore del Carroccio precisa all'Adnkronos che "non vuol dare consigli'' a Matteo Salvini, perché ''non spetta a lui'', ma lo invita a non impuntarsi su Savona e a valutare sul serio la possibilità di andare a palazzo Chigi con Luigi Di Maio, visto che ''non si può andare a voto'' già a luglio, dopo che il Colle ha fatto capire di essere contrario al ricorso alle urne questa estate.

Bossi condivide la linea del Quirinale: ''Solo dei matti possono pensare di votare ad agosto... Ora la situazione è questa: o si va al voto o si fa un governo e, visto che al voto non si può andare, perché il Colle non vuole, si faccia un governo. Salvini non può, quindi, impiccarsi su Savona...", insiste il senatur. 

E' favorevole a un nuovo esecutivo politico M5S-Lega anche con Fdi di Giorgia Meloni? ''Queste sono minuzie, il governo se si deve fare, si fa...'', taglia corto Bossi. (Fonte: Adnkronos)

Attacchi a Mattarella, Sala sta col presidente: "Vergognoso rimuovere la sua foto". E tutti gli otto sindaci di Milano in vita firmano una lettera di sostegno al capo dello Stato (VIDEO)

Intervista al sindaco di Milano dopo le azioni di protesta di alcuni amministratori, soprattutto leghisti, nei confronti del presidente della Repubblica in seguito allo scontro sulla formazione del governo. Una posizione condivisa dai primi cittadini ambrosiani viventi, da Tognoli a Pisapia, passando per Albertini e Letizia Moratti - (VIDEO)


Tutti gli otto sindaci di Milano in vita - da Letizia Moratti a Giuliano Pisapia passando per Carlo Tognoli e l'attuale Giuseppe Sala - hanno firmato una lettera di sostegno "alle istituzioni e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella". "Ci sentiamo in dovere di esprimere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la più ampia ed incondizionata solidarietà e sostegno - hanno scritto - per l'azione di garanzia della Costituzione, dell'unità nazionale e degli impegni internazionali svolta durante tutto il periodo successivo alle recenti elezioni politiche".

"Milano non teme il cambiamento, anzi lo incoraggia, lo governa, lo vuole" ma - hanno ammonito Giuseppe Sala, Giuliano Pisapia, Letizia Moratti, Gabriele Albertini, Marco Formentini, Gianpiero Borghini, Gianpaolo Pillitteri e Carlo Tognoli - "nulla si cambia in modo virtuoso agendo senza misura e senso di responsabilità, oggi più che mai". "Pur con orientamenti politici e stili personali anche molto differenti - hanno scritto -, abbiamo gestito l'incarico con la consapevolezza che l'istituzione comunale era a noi affidata da tutti i cittadini e non solo da quelli della nostra parte politica".

"Per noi il ruolo del Sindaco è innanzitutto di garante dell'unità e della coesione della nostra comunità, il che rappresenta uno degli elementi decisivi nel mantenimento di un solido tessuto democratico, anche in periodi molto difficili per la nostra Repubblica" e "abbiamo sempre avuto come faro - hanno aggiunto - il rispetto delle istituzioni repubblicane e, prima di ogni altra, della Presidenza della Repubblica. Essenziale è sempre stato il suo ruolo di supremo garante dell'unità nazionale, compito insostituibile proprio per il lavoro dei rappresentanti degli ottomila comuni d'Italia".

"Ritenendo assolutamente sbagliato anche il solo mettere in dubbio la partecipazione del nostro Paese alla grande comunità europea - hanno sottolineato -, ribadiamo che Milano è e sarà sempre una città aperta e internazionale, rispettosa dei valori democratici e fiera di sentirsi profondamente italiana e europea". "Le istituzioni devono stare al passo con i tempi, vale per i Comuni, per le Regioni, per la Repubblica e vale anche per l'Unione Europea, che deve sapersi aggiornare per restare in sintonia autentica e visibile con i cittadini. Ma nulla si cambia in modo virtuoso agendo senza misura e senso di responsabilità, oggi più che mai" è la loro conclusione. (Fonte: Ansa)

Governo, il Movimento 5 Stelle tiene il punto. Parla Laura Castelli: "Il cambiamento non passa né da Arcore né dalle ammucchiate. Non si torna indietro" (VIDEO)

Intervista alla deputata del M5S, Laura Castelli, che ribadisce i concetti già espressi da Luigi Di Maio: sì a un dialogo con la Lega di Matteo Salvini ma chiusura nei confronti di un centrodestra che abbia Silvio Berlusconi ancora come protagonista. "Proponiamo un contratto di governo con punti chiari per il bene dei cittadini" 

Salvini, un altro gesto a sostegno della sua svolta patriottica: visita il Sacrario militare di Redipuglia e si emoziona. E sul governo dice: "Non ci saranno altri vertici del centrodestra, chiederò un incontro a Di Maio"

Il leader leghista Matteo Salvini, nel suo tour in Friuli-Venezia Giulia, ha fatto una significativa tappa al Sacrario militare di Redipuglia, il monumentale cimitero costruito in epoca fascista che contiene le spoglie di oltre 100.000 soldati italiani caduti durante la Prima guerra mondiale. Quindi su Facebook ha postato una foto scrivendo: "Una preghiera per i ragazzi che sono caduti durante la Prima guerra mondiale per difendere i confini e il futuro dei loro figli". Sullo stallo politico in atto invece ha detto...


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Chiude a un premier 'terzo' ("non ci sono i voti in Parlamento") e fa sapere che, non ci saranno altri vertici del centrodestra ma chiederà un incontro a Di Maio. Matteo Salvini parla a margine della sua visita al sacrario di Redipuglia il giorno dopo la riunione dei leader del centrodestra ad Arcore.

"Premier terzo? Quarto, quinto, dodicesimo, ma chi lo vota? I voti in parlamento da dove arrivano? Dal centrodestra e io immagino dai Cinque stelle, se vogliono ragionare seriamente", ha dichiarato a Udine. "A Di Maio - ha aggiunto - chiedo se vuole ragionare o se preferisce il Pd, perché io ho visto che dice dialogo col Pd e anche con Renzi... auguri".

"Non ci sono altri vertici, non è che possiamo far vertici tutti i giorni. Esiste il telefono fortunatamente, nel 2018". "A Di Maio chiederò un incontro - ha aggiunto - volentieri, sulla disponibilità a venirci incontro per fare. Gli italiani chiedono di fare. Al di là dei veti o delle simpatie, facciamo qualcosa o no? Se la risposta è no, i numeri sono numeri, si torna al voto".

"Ci sono - ha detto ancora - il 51% di possibilità di fare governo tra centrodestra e Cinquestelle". (Fonte: Ansa)

Governo, Di Maio manda un messaggio a Salvini: "No alle ammucchiate. Da Arcore nessun cambiamento possibile, si sieda al tavolo con noi e discutiamo delle proposte" (VIDEO)

Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle, parlando coi giornalisti ad Aosta, manda un messaggio chiaro al leader leghista Matteo Salvini sull'indisponibilità da parte pentastellata a mettere in piedi un governo "ammucchita" e dice: "Da Arcore non può uscire nessuna proposta di cambiamento per l'Italia"

Governo, Salvini guarda ai 5 Stelle: "Esclusa una collaborazione col Pd, tutto il resto è possibile". Ma Berlusconi non ci sta: "Aprire la porta al M5S? Sì per cacciarli..." (VIDEO)

Il leader della Lega alla Stampa estera: "Lavoro per portare al Colle programma 10 anni. Escludo aumento dell'Iva, la clausola non esiste. Non ho la smania di fare il premier". Ma l'apertura al Movimento 5 Stelle apre una nuova frattura con l'alleato - (VIDEO)


Dialogo con tutti ma non con il Pd e accordi di governo solo per la coalizione, non la sola Lega. E' la posizione di Matteo Salvini che ha parlato alla Stampa Estera sul dopo voto. "Sento forte - ha detto il leader della Lega - il dovere di tener fede al mandato di 12 milioni che hanno scelto il centrodestra e di quasi 6 milioni che hanno scelto la Lega: stiamo lavorando per dare un governo a questo Paese con un programma di centrodestra aperto ad arricchimenti, contributi e proposte ma non stravolgimenti. Sarebbe irrispettoso coinvolgere chi ha perso le elezioni e quindi no a qualsiasi governo che abbia al centro Gentiloni, Boschi, Minniti". "Lavoriamo - ha detto ancora il leader della Lega - per un governo con una solida maggioranza politica, non recuperando questo o quel transfuga. Stiamo lavorando a un programma da offrire al Parlamento e a tutti gli altri. Non ho la smania di fare il presidente del Consiglio a tutti i costi: farò tutto quello che è umanamente e democraticamente possibile per rispettare il mandato degli elettori. Non sono disponibile a partecipare a un governo a ogni costo per fare il ministro per qualche mese".

"C'è l'accordo che l'indicazione che verrà fatta al presidente della Repubblica, se e quando verremo convocati, sarà quella di premier per Matteo Salvini come coalizione vincente delle elezioni e l'impegno sarà quello di lavorare per trovare i numeri perchè il governo esista; ma lo faremo come squadra, non come singoli, ma questa è l'ultima cosa che mi interessa, non rivendico la presidenza del consiglio è l'ultima mia preoccupazione".

Intanto da Silvio Berlusconi arriva uno stop a M5s. "Ho aperto la porta per cacciarli via", replica  Berlusconi arrivando alla Camera per l'assemblea dei gruppi a chi gli chiede se avesse aperto all'ipotesi di un governo con i Cinque Stelle.

"Gli organismi di garanzia - ha detto ancora Salvini - sono slegati dai programmi di governo. Per il governo stiamo lavorando a un programma comune di centrodestra e poi quando saremo chiamati dal Quirinale ci sarà una proposta di tutto il centrodestra. Se altri si avvicinassero ne riparleremmo come coalizione, non come singolo". Potrebbe fare accordi di governo della Lega e non di tutto il centrodestra con altri partiti? "No", risponde Salvini.

Tra lei e Di Maio c'è una contesa sui ruoli? "Non mi interessa chi vince: abbiamo un programma e chiunque venga al governo con noi deve impegnarsi a cancellare la legge Fornero, a ridurre le tasse al 15%, a rendere l'Italia più federale e meno burocratica. Se ci sono altri suggerimenti a partire da questo presupposto siamo ben contenti di accoglierli. Sui nomi e sui ruoli non ci sono pregiudizi di partenza, mi interessa il progetto: se c'è condivisione di progetto ragioniamo".

"Lavoriamo per portare al presidente della Repubblica e al Parlamento un programma che duri 10 anni perché la nostra ambizione è portare fuori il Paese dalle sabbie mobili, a partire da lavoro", flat tax, cancellazione della legge Fornero e quindi pensione, stabilizzazione del lavoro e quindi l'opposto della precarizzazione imposta da Bruxelles".

 "Vedo che qualche commissario dice che si deve non cambiare la politica immigrazione: un nuovo governo con Lega ovviamente cambierà le politiche sull'immigrazione", ha detto ancora Salvini.

"Per quanto riguarda le presidenze delle Camere mi faccio carico del mandato del centrodestra di contattare tutti i leader di partito per capire desideri e esigenze e poi attenderemo le scelte del presidente della Repubblica, confidando che l'Italia abbia il prima possibile un governo in piena carica e non vorremo che a Bruxelles, anzi a Berlino abbia già preparato le politiche economiche per i prossimi 7 anni. Vogliamo un'Italia da protagonista". 

 "All'interno delle politiche fiscali escludiamo qualsiasi elemento di tasse o accise, la clausola di salvaguardia per l'aumento dell'Iva per noi non esiste. Anzi, nel primo consiglio dei ministri cancelleremo le sette più antiche accise che gravano sull'economia italiana, la più vecchia risale alla guerra di Etiopia sulla benzina". 

"Sono contrario al modello occidentale - ha detto ancora - di esportazione della democrazia forzosa a suon di bombe, sono rispettoso delle scelte dei popoli. Condivido la scelta di Trump su Gerusalemme capitale di Israele. Senza scegliere l'una o l'altra parte, conto si possa arrivare in fondo al processo di pace ma tutti quelli che mettono in discussione l'esistenza dello Stato di Israele non vogliono la pace e quindi questo è uno dei cardini della nostra politica estera".

"Domani sarò in Emilia, Veneto, Trentino, sabato in Calabria, domenica in Friuli, lunedì nel Lazio. Il ringraziamento degli elettori e la risposta alla domanda di cambiamento che ci è stata data ricomincia già da domani".

"Qualcuno mi ha fatto l'onore di fare il mio nome per la presidenza del Senato - ha detto ancora Salvini - mi riempie di gioia ma voi mi vedete come presidente del Senato?". "Ho già in programma una decina di comizi ma come presidente del senato sarebbe complicato..Sono onorato ma voglio fare altro, la risposta è 'no', nemmeno mia mamma ci avrebbe mai pensato, non è quello per cui mi sono impegnato e per cui mi hanno votato". (Fonte: Ansa)

Salvini: "Non governerò mai con Renzi. Vogliamo fare il contrario di quello che ha fatto lui" (VIDEO)

"Spero di avere l'onore di guidare il mio Paese stando al nostro programma, senza annacquare i programmi, senza fare inciuci. Abbiamo ottenuto i voti per mandare a casa Renzi e quindi mai nella vita governerò con Renzi visto che vogliamo fare il contrario di quello che ha fatto lui". Lo ha detto a Strasburgo il leader della Lega, Matteo Salvini nella sua ultima conferenza stampa da eurodeputato, in quanto dimessosi a seguito della sua elezione nel Parlamento italiano - (VIDEO)


Salvini, ha detto che non si rivolgerà ai partiti per trovare la maggioranza per il nuovo governo che propone, ma direttamente al Parlamento, e che proporrà un programma di legislatura per cinque anni con un impegno, che l'eventuale maggioranza dovrà sottoscrivere, a realizzare nel primo anno l'abolizione della Legge Fornero, la riduzione dell'aliquota fiscale al 15%, il controllo del fenomeno migratorio con l'espulsione di tutti i migranti economici (come propone, ha ricordato, anche il presidente francese Manuel Macron, campione di europeismo) e lasciando in Italia solo i rifugiati, che hanno diritto a restarvi. "Più del rapporto Deficit/Pil del 3% - ha concluso - che se possiamo rispettare bene, se siamo in grado di dover ignorare per fare il bene della nostra gente lo faremo senza particolare preoccupazione, più che ai numeri e allo spread noi guardiamo ai bimbi che nascono e il mio obiettivo è che l'Italia torni a scommettere sul futuro e torni a far nascere dei bambini".

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