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updated 1:35 PM UTC, Oct 23, 2018

Icardi oltre l'ultimo respiro, crolla la barricata del Milan. L'Inter di Spalletti domina il derby e vola in alto. Gattuso più onesto di certi commentatori della vigilia. Riguarda il gol di Maurito (VIDEO)

Alla fine ci ha pensato lui, ancora lui, Mauro Icardi, MI, come la targa di Milano. Una Milano che si è tinta di nerazzurro pochi istanti prima che su un Meazza vestito a festa calasse il sipario. Il derby della Madonnina se lo sono portato a casa i bauscia di Luciano, il comandante toscano. A Spalletti va il merito di aver presentato una truppa d'assalto in grado di dominare l'avversario dall'inizio alla fine, sicché (come direbbe lui) il lampo nei minuti di recupero è sembrato un atto di giustizia. I rossoneri del calabro Ringhio, uomo vero da rispettare sempre, hanno potuto solo incassare colpi aspettando il gong, arrivato però dopo una tremenda testata da ko. E dire che alla vigilia in tanti, troppi, scrivevano e chiacchieravano di un Milan che giocava meglio al calcio, di Higuain certamente superiore a un Icardi sempre troppo statico e isolato. Ecco, è successo tutto l'opposto. E qui sembra di rivivere certe previsioni di giornalisti e intellettuali sulle vicende della politica. Menomale che Mr Rino è stato più onesto e lucido, pur col suo grugno fiero: "Abbiamo giocato contro una squadra fisicamente più brava di noi. L'Inter ha meritato questa vittoria". Amen, anzi, olè!

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L'ex patron del Milan per i cinesi è "disonesto e inaffidabile". E gli ritirano il passaporto. Quando Berlusconi disse: "Voglio lasciare il club in mani sicure"

Nuovi guai per l'ex proprietario del Milan Li Yonghong. Dopo aver perso il club rossonero per l'incapacità di rimborsare il debito con il fondo Elliott, l'uomo d'affari residente a Hong Kong è finito sotto accusa in patria per un altro prestito non onorato. Secondo quanto riportano alcuni media cinesi, il Tribunale intermedio del popolo di Jingzhou ha emesso un ordine restrittivo con cui è stato ritirato il passaporto a Li Yonghong, colpevole secondo i giudici di non aver rimborsato un prestito di 60 milioni di yuan, circa 8 milioni di euro, alla società Hubei Jingjiu Investment Co. Secondo la ricostruzione del sito sohu.com, nel 2014 Li era già stato sollecitato a rimborsare questo debito con una penale da parte di una commissione d'arbitrato, quindi già prima di acquistare nell'aprile 2017 dalla Fininvest di Silvio Berlusconi il Milan, posseduto per quindici mesi, finché Elliott è subentrato con l'escussione del debito - (LEGGI DI PIU')


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Da un po’ di tempo ci chiedevamo che fine avesse fatto l’ex proprietario cinese del Milan, Li Yonghong, dopo l'epilogo della sua controversa gestione del club rossonero, che aveva acquistato da Silvio Berlusconi con capitali dalla oscura provenienza. Le ultime notizie che arrivano dalla Cina ci dicono che Mr Li è finito nelle grinfie di un tribunale locale che lo ha inserito nella lista nera degli individui disonesti e inaffidabili. Motivo? Diversi milioni di dollari di debiti non pagati.

Il tribunale intermedio di Jingmen, segnala China Files, ha ordinato la confisca del suo passaporto, limitandone la possibilità di viaggiare su treni ad alta velocità e in aereo, soggiornare in hotel costosi o ricevere una carta di credito. Li è residente a Hong Kong sebbene non si sappia esattamente dove viva.

 
li yonghong milan

Li Yonghong ha contratto un debito di 60 milioni di yuan (8,7 milioni di dollari) con una società di investimento della provincia centrale dello Hubei, Jingjiu Investment. Un debito che il misterioso uomo d’affari non ha ancora onorato. Non solo: su di lui grava anche una sanzione di 12 milioni di yuan. Le autorità cinesi non hanno trovato beni registrati a suo nome per procedere con il sequestro e hanno inserito l’uomo nella lista nera degli individui non affidabili.

Li, dopo un closing travagliato, rimasto solo, senza cordata, e inviso al governo cinese, nell’aprile del 2017 aveva acquistato il Milan per 740 milioni con un prestito del fondo americano Elliott. I dubbi sulla solidità del suo patrimonio finanziario, oggetto di numerose inchieste giornalistiche e di una indagine della procura di Milano, non sono mai stati fugati. Di più. L’imprenditore si è dissolto nel nulla, a caccia di nuovi finanziamenti, collezionando scadenze mancate giacché incapace di rimborsare l’hedge fund, che a luglio di quest’anno è subentrato nella proprietà della società calcistica.

Dopo almeno due anni di acquisti sfrenati, le autorità cinesi, preoccupate de un’ondata di investimenti “irrazionali”, hanno bloccato l’esportazione di capitali all’estero. Hanno in particolare frenato lo shopping cinese nelle squadre calcistiche straniere.

 
 
(Fonte: Agi. Articolo di Alessandra Spalletta)
 
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Inter in Champions, il sindaco Sala guarda al turismo: "Un bene per Milano. E l'anno prossimo..." (VIDEO)

Il primo cittadino milanese, noto tifoso nerazzurro, commenta il raggiungimento del quarto posto in campionato da parte della squadra di Spalletti che vale la qualificazione alla massima competizione calcistica continentale. Una soddisfazione sportiva, ma anche un fatto positivo dal punto di vista dell'indotto. E augura anche al Milan fortune europee in futuro

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Inter, 110 anni di una storia unica che non va spiegata. "Il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle"

L'Inter compie oggi 110 anni. Tanto è il tempo trascorso da quel 9 marzo del 1908, giorno in cui il Club nerazzurro fu fondato presso il ristorante milanese L'Orologio. Una storia  caratterizzata da numerosi e indimenticabili trionfi, in Italia, in Europa e nel Mondo, come da quelle sofferenze che hanno sempre qualcosa di particolare. Una storia che attraversa le generazioni con quel senso di unicità che potrebbe fare a meno anche delle parole. Ma...


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9 marzo 1908. Conosco una ragazza, poco più che ventenne, che questa data se l'è fatta tatuare sul braccio, un braccio sottile e chiaro di giovane donna minuta. Contrasta quel riferimento temporale così antico col suo modo di parlare, corretto ma perfettamente contemporaneo. La sua è una famiglia molto, molto, interista e, per non lasciare nulla al caso, lei ha finito per sposare un interista. Ma è un'immagine così, come tante, che mi è venuta in mente oggi.

C'è qualcosa di magico e meraviglioso nella storia del Football Club Internazionale Milano, sodalizio calcistico meglio conosciuto come Inter, qualcosa che nasce ufficialmente la sera del 9 marzo 1908 al ristorante L'Orologio, ritrovo milanese di artisti, visionari, avventurieri. La storia la conoscono più o meno tutti e chi non la conosce peggio per lui. Numerosi soci, 44, di quella che allora era la maggiore società calcistica presente in città, litigano con altri soci, troppo fermi, troppo piatti, troppo banali, troppo "inglesi". La nota questione dell'apertura agli stranieri è solo una delle divergenze.

E allora "ciao, andee a dà via i ciapp" dicono più o meno gli "scissionisti" che hanno come punta di diamante Giorgio Muggiani. Muggiani, chi era costui? Era un artista sì, ma anche tanto altro. Siamo nell'epoca delle avanguardie, nel secolo che vuole lasciarsi alle spalle il vecchio mondo, che pure aveva già conosciuto momenti rivoluzionari, per sfidare il futuro. Giorgio era appunto un futurista, di quella genia che lanciò la sua spettacolare "sfida alle stelle". Pittore, grafico, mise la sua firma sul nascente linguaggio pubblicitario e creò i caratteri per la testata de Il Popolo d'Italia, giornale fondato e diretto da Benito Mussolini, un altro che non aveva voglia di starsene con le mani in mano.

Ed è proprio a Muggiani che si deve lo stemma con la sigla "FCIM" che tutto il mondo conosce insieme a quei due colori, il nero e l'azzurro, che un'ironica leggenda vuole fossero gli unici rimasti sulla sua tavolozza. In realtà, siccome gli "altri" portavano il rosso e il nero, aveva scelto la contrapposizione e il volo alto: "Sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo".

Ecco che poi la storia dei "fratelli del mondo" abbia subito qualche banalizzazione e forzatura, anche da parte di recenti proprietà del club, è un altro discorso. Ci hanno capito poco nell'interpretazione; pazienza, d'altronde il genio cosmopolita quanto estremamente identitario di Muggiani e degli altri mal si concilia con le noiose predicazioni del pensiero unico globalista dei tempi nostri.

Oggi è festa, in ogni caso e nonostante tutto, nel cuore immenso e tormentato degli interisti. I nostri 110 anni ci raccontano una storia unica, esclusiva, privilegiata e non ne basterebbero altri 110 per spiegarla. E comunque non c'è niente da spiegare, né a noi stessi né agli altri, poverini. C'è solo l'Inter. Auguri fratelli.

Fabio

‎"Nascerà qui, al ristorante L' Orologio, ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo." Milano, 9 marzo 1908

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Salvini, milanista inquieto, boccia Montella: "Squadra senza palle. Avrei voluto Sarri". E per lo scudetto vota Napoli

Ai microfoni di TMW il leader leghista, noto e sfegatato tifoso rossonero, dopo la sconfitta di Genova, ha criticato le prove e l'atteggiamento dei giocatori, senza risparmiare il tecnico: "La prestazione contro la Sampdoria è stata imbarazzante. Doppiamente imbarazzante vedendo le reazioni in panchina. Una squadra davvero moscia. Potevo essere anche io il mister e non sarebbe cambiato nulla. Perché tenere in panchina tutti i nuovi acquisti? E non si può pensare che influisca, ad esempio, se i giocatori mangino carne o pesce. Contro Samp e Lazio non abbiamo visto palla e se continua così contro la Roma dovremmo andare allo stadio con il pallottoliere. Mi auguro soltanto che, se queste criticità dovessero continuare, già a novembre si prendano provvedimenti seri"


Matteo Salvini, politico e tifosissimmo del Milan, ha parlato ai microfoni di TMW Radio su Tribuna Stampa per commentare le recenti prestazioni dei rossoneri di Montella.

Cosa sta succedendo al Milan, viste le ultime debacle?
"Non so cosa ci sia dietro le quinte, soprattutto dopo la decisione dell'esonero del preparatore. La prestazione contro la Sampdoria è stata imbarazzante. Doppiamente imbarazzante vedendo le reazioni in panchina. Una squadra davvero moscia. Potevo essere anche io il mister e non sarebbe cambiato nulla. Perché tenere in panchina tutti i nuovi acquisti? E non si può pensare che influisca, ad esempio, se i giocatori mangino carne o pesce. Contro Samp e Lazio non abbiamo visto palla e se continua così contro la Roma dovremmo andare allo stadio con il pallottoliere. Mi auguro soltanto che, se queste criticità dovessero continuare, già a novembre si prendano provvedimenti seri".

L'ha convinta l'onerosa campagna acquisti estiva?
"Negli anni scorsi la campagna acquisti è stata ridicola. Sono stati presi giocatori che mio figlio al Fantacalcio avrebbe pagato -1! Fortunatamente quest'estate la situazione è stata migliore, ma allo stesso tempo le responsabilità sono aumentate vedendo il livello dei nuovi. Abbiamo fatto bene contro squadre da terza categoria, mentre contro gruppi organizzati non abbiamo visto palla".

Come vede la classifica a fine anno?
"Lì davanti vedo favorito il Napoli, soprattutto se l'ambiente reggerà le pressioni e se aiuterà la squadra. Sarebbe un disastro per noi arrivare settimi o ottavi. Sarri al Milan? Mi sarebbe piaciuto moltissimo. Sono cresciuto a pane, Baresi e Van Basten quindi il confronto tra lui e Sacchi ci sta. Magari Sarri non è imbellettato, ma è efficace e in panchina sa leggere le situazioni".

Le è piaciuta l'uscita di Fassone nel post partita di Genova?
"Senza fare demagogia, i giocatori devono tirare fuori le palle! Fassone ha fatto benissimo ad ammonire tutti quanti, dal mister ai ragazzi che vanno in campo. Prendono stipendi da capogiro e non possono permettersi certe figure".

(Fonte: tuttomercatoweb.com)

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Inter tra passato e futuro, Moratti: "Suning fortissimo, ma ora si appassionino. Thohir? Non pensava fosse così difficile"

L'ex presidente nerazzurro premiato in Regione Lombardia con il riconoscimento "Rosa Camuna 2017": "I cinesi hanno progetti statali sotto il profilo calcistico e sociale. Hanno un mercato immenso. Non c’è lotta, non c’è nessuno in Italia forse qualche russo in Europa che può competere. Quindi non perché vuoi vendere  a tutti i costi, ma perché vuoi mantenere l’identità". L'intervista - (VIDEO)


"Dobbiamo augurarci la continuità, che si appassionino e che, se le cose dovessero iniziare ad andare bene, anche la gente si appassioni di nuovo". E' la speranza dell'ex presidente dell'Inter Massimo Moratti su Suning nuova proprietaria del club nerazzurro. "Oggi non trovi nessuno in Europa, a parte in Russia, che possa sostenere i costi per tenere ad alti livelli una squadra di calcio. Quindi per mantenere forte la tua società devi trovare qualcuno che abbia una certa forza economica. Inizialmente ho trovato Thohir che aveva le giuste caratteristiche, ma anche lui non si aspettava una cosa così complicata. Forse è più difficile gestire un club di calcio rispetto a un'industria", aggiunge Moratti in occasione del premio 'Rosa Camuna' ricevuto in Regione Lombardia insieme a Silvio Berlusconi. "Guidare l'Inter è stata un'avventura straordinaria. Ed è stata ancora più bella perché c'era Berlusconi dall'altro lato. Sono sinceramente affezionato a Silvio perché lo vedevo su una barca diversa ma con le stesse passioni ed entusiasmo, tenacia e senso del dovere", conclude l'ex numero uno dell'Inter.

A margine della premiazione Moratti ha dichiarato: "I cinesi hanno progetti statali sotto il profilo calcistico e sociale. Hanno un mercato immenso. Non c’è lotta, non c’è nessuno in Italia forse qualche russo in Europa che può competere. Quindi non perché vuoi vendere  a tutti i costi, ma perché vuoi mantenere l’identità. Inizialmente ho trovato l’amico Thohir che sinceramente aveva tutte le caratteristiche economiche e famigliari, ma credo non si aspettasse una cosa così complicata. Forse è più difficile che un’industria la squadra di calcio. C’è la contemporaneità della comunicazione. Io pensavo una cosa aprivo il giornale e dicevo questi hanno già capito. Adesso con i cinesi quello che ci dobbiamo augurare è la continuità che ci appassiona. Il tifo rimane, il pubblico si adegua. L’attualità conquista sempre se iniziano a vincere la gente sarà felicissima. Me lo auguro per il Milan e per l’Inter e per questa bellissima città che anticipa i tempi e che è così generosa. Come la generosità dei  presenti che ci ricordano le nostre pazzie con simpatia".

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Inter, in società cambia tutto. Intanto da Parma arriva l'ex Fausto Pizzi

NOTIZIA ESCLUSIVA - Sono ore convulse in casa nerazzurra, dove al termine di una stagione disastrata e disastrosa sotto ogni punto di vista, si prepara una vera e propria rivoluzione, a partire dai quadri societari. Dopo l'arrivo di Walter Sabatini come uomo forte della proprietà cinese di Suning, coinciso con l'esonero di Stefano Pioli, la messa in discussione del ds Piero Ausilio anche a seguito di un'improvvida uscita pubblica, c'è attesa per i prossimi movimenti nel management del club di Corso Vittorio Emanuele. IlComizio.it apprende in esclusiva da fonti vicine alla squadra ducale che il responsabile del settore giovanile degli emiliani, Fausto Pizzi, che ha appena lasciato il posto a Luca Piazzi, proveniente dal Sudtirol, approderà a Milano per mettersi a disposizione di quei colori che ha vestito nei primi anni '90, vincendo una Coppa Uefa agli ordini di Giovanni Trapattoni. Si attendono dettagli sul ruolo che andrà a ricoprire - (VIDEO)

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