Attenzione
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 993

updated 12:14 PM UTC, Nov 14, 2018

Marocchini, irregolari e spacciatori, sequestrano e torturano un connazionale: "Dacci i soldi della droga o ti bruciamo vivo"

Sono scattate questa mattina all’alba le manette per quattro cittadini marocchini ritenuti responsabili, in concorso, di sequestro di persona e rapina pluriaggravati ai danni di un 31enne loro connazionale, colpevole secondo gli aggressori di non aver venduto una partita di cocaina che gli era stata affidata e che la vittima aveva detto di aver perso. Si tratta di un 33enne, considerato leader del gruppo, e di un 35enne, entrambi senza fissa dimora e sprovvisti di documenti di soggiorno, e di un 46enne e un 40enne, entrambi residenti ad Alessandria, in possesso di foglio di soggiorno. 

I fatti risalgono all’agosto scorso, quando tre di loro, entrati in una tabaccheria di Acqui Terme, circondarono un 31enne loro connazionale, che stava bevendo un caffè e, dopo averlo costretto, afferrandolo per il collo, ad uscire dal locale, gli infilarono un sacco nero in testa e lo spinsero a forza all’interno di un’auto condotta dal complice per portarlo in un’abitazione di Alessandria. Giunti a destinazione, dopo essersi impossessati del denaro che la vittima aveva con sé, circa 150 euro, lo costrinsero a entrare in casa dove fu legato a una sedia, malmenato e minacciato di morte e obbligato a telefonare ai familiari per chiedere di pagare un riscatto di 9.000 mila euro, pari al valore della partita di droga, di cui 1.800 da consegnare la sera stessa.

In caso contrario lo avrebbero bruciato vivo. Poiché i familiari non riuscivano a trovare il denaro, la vittima stava per essere trasferita per essere bruciata, quando approfittando di un attimo di distrazione degli aggressori riuscì a darsi alla fuga e a dare l’allarme da cui sono scattate le indagini per risalire all’identità degli aggressori arrestati questa mattina dai carabinieri. Nel corso dell’operazione è stato arrestato  anche un quinto marocchino, 21enne, anch’egli sprovvisto di regolari documenti di soggiorno. Il giovane è stato trovato in possesso di 9 dosi di cocaina del peso complessivo di cinque grammi.
(Fonte: Adnkronos)

Rapinare i cinesi? Pessima idea. Titolari di un sushi bar prendono a coltellate i malviventi che finiscono male

Cruenta rapina con spari e coltellate nel sushi bar Fuel di via Cassanese, a Segrate, alle porte di Milano. In manette sono finiti due rapinatori, pregiudicati di 38 e 41 anni. Ferito, ma non in pericolo di vita, il proprietario del bar, cinese di 35 anni. Quando i malviventi hanno estratto le pistole la vittima, in risposta, li ha affrontati con un coltello riuscendo a colpirli in diverse parti del corpo. A quel punto i pregiudicati hanno iniziato a sparare con due pistole calibro 22. Il cinese è stato medicato al San Raffaele, stesso ospedale in cui è stato arrestato il 41enne, dopo essere stato costretto a ricoverarsi per le ferite. Il complice 38enne è stato bloccato nel suo appartamento. Le immagini diffuse dai carabinieri - (VIDEO)


Armati di pistola e con il volto parzialmente travisato da una parrucca, nella notte tra domenica 4 febbraio e lunedì 5, due rapinatori hanno assaltato il bar sushi Fuel di via Cassanese 177, a Segrate, nel Milanese. Intorno alle 23.30 i due malviventi sono entrati nel locale e hanno prelevato il registratore di cassa. Per difendere l'incasso della giornata, il proprietario, 35enne cinese, e il suo socio reagiscono impugnando i colltelli da cucina e ferendo i malviventi. Nella colluttazione i rapinatori esplodono tre colpi di pistola che vanno a segno: due colpiscono il titolare del bar al torace, uno al gluteo il titolare. L'uomo è stato soccorso dal 118 e trasportato all'ospedale San Raffaele, non sarebbe in pericolo di vita. Ferito lievemente il socio, trasportato anche lui al San Raffaele per diverse contusioni e abrasioni. 

La fuga dei rapinatori, 41 e 38 anni, entrambi pregiudicati, è durata poche ore. Il 41enne è stato costretto a fermarsi in strada per le gravi ferite di arma da taglio. Poco dopo le 3 della notte, l'uomo viene notato in via Amendola da un passante che dà l'allarme, credendo si tratti di un malore. Sul posto viene inviata un'ambulanza che lo trasporta in codice giallo all'ospedale Istituti Clinici Città Studi. In ospedale si recano anche i carabinieri di San Donato Milanese che indagano sulla rapina al bar sushi e in poche ore chiudono il cerchio: il ferito soccorso in strada è uno dei due rapinatori. Il complice viene raggiunto poco dopo nel suo appartamento. Anche lui viene trasportato in ospedale per le ferite di arma da taglio. Entrambi finiscono in manette per rapina e tentato omicidio. (Fonte: il Giorno)

 

Milano, i messaggi di CasaPound sulle barriere antiterrorismo fanno riflettere: "Chiudete le frontiere, non le strade"

Numerosi striscioni sui blocchi di cemento piazzati nei luoghi sensibili per il periodo natalizio. La portavoce De Rosa: "Invece di blindare la città Sala e compagni la smettano di favorire un'immigrazione incontrollata. Così si dà solo un'illusione di sicurezza ai cittadini"


"Chiudete le frontiere, non le strade". È quanto si legge sugli striscioni affissi da CasaPound Italia Milano sulle barriere antiterrorismo, posizionate nei luoghi sensibili della città.

"Una provocazione - dichiara Angela De Rosa, portavoce del movimento - contro chi, dopo aver contribuito a creare una situazione di totale insicurezza, pensa di poter risolvere tutto posizionando semplici blocchi di cemento in strada, nella speranza di evitare attentati e dare un’illusione di sicurezza ai cittadini".

"Se le nostre città sono a rischio terrorismo - continua De Rosa – è anche grazie a chi favorisce l’immigrazione incontrollata, spacciata come occasione di crescita e di sviluppo per l'Italia".

"Sala e gli immigrazionisti – conclude De Rosa – invece di promuovere ridicole passerelle pro-accoglienza, dovrebbero capire che la soluzione è chiudere le frontiere, non limitare la nostra libertà blindando le città".

L'immagine può contenere: spazio all'apertoL'immagine può contenere: notte e spazio all'apertoL'immagine può contenere: spazio all'aperto

L'immagine può contenere: spazio all'apertoL'immagine può contenere: spazio all'aperto

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'apertoL'immagine può contenere: spazio all'apertoL'immagine può contenere: notte e spazio all'aperto

L'immagine può contenere: spazio all'apertoL'immagine può contenere: notte e spazio all'aperto

L'immagine può contenere: notte e spazio all'apertoL'immagine può contenere: notte e spazio all'aperto

 

 

 

 

Le periferie di Milano, tra disagio e insicurezza. Daniela Reho (Forza Italia) boccia la giunta: "Ma dove vivono Sala e la Rozza?"

Daniela Reho, esponente di Forza Italia, già consigliera di Zona 8 a Milano, critica le politiche della giunta Sala per la sicurezza nelle periferie della città, accusando lo stesso sindaco e l'assessore Carmela Rozza di non avere la percezione di quale sia la reale condizione dei quartieri più decentrati. La nostra intervista - (VIDEO)

La sicurezza a Milano e il blitz alla stazione Centrale, Anguissola: "Ben vengano questi controlli, emerso nervosismo nella giunta di sinistra". E sulle ong dice...

Il consigliere azzurro del Municipio 8 commenta l'operazione delle Forze dell'Ordine nei confronti degli immigrati presenti da lungo tempo in piazza Duca d'Aosta. Un'azione che ha provocato qualche imbarazzo e malumore nello stesso sindaco, in una parte dell'amministrazione e nella maggioranza che lo sostiene. Ai nostri microfoni l'esponente di centrodestra dà una sua valutazione anche sulle inchieste riguardanti le organizzazioni non governative sospettate di favorire gli sbarchi per fini tutt'altro che umanitari - (VIDEO)

Sicurezza, Anguissola (Forza Italia): "I cittadini milanesi si sentono abbandonati. Ogni giorno ricevo segnalazioni, soprattutto da parte di genitori preoccupati"

I recenti fatti di cronaca riportano sulle prime pagine dei giornali, nel dibattito politico, ma, soprattutto, al centro delle preoccupazioni dei cittadini, il tema della sicurezza. A Milano la situazione si sta facendo sempre più pesante. Ne abbiamo parlato con Marco Anguissola di San Damiano, consigliere di Forza Italia al Municipio 8 - (VIDEO)


L'ultimo episodio è avvenuto nei giorni scorsi proprio nel territorio del Municipio 8 di Milano, che comprende zone periferiche spesso al centro delle cronache per fatti di violenza e degrado. Un richiedente asilo somalo è stato arrestato dalla polizia per aver aggredito e ferito gravemente un suo connazionale al culmine di una lite scoppiata lungo via Aldini, vicino al centro d'accoglienza in cui la vittima è ospite. Secondo quanto riferito dalla Questura,il ferito è stato trasportato dal 118 in codice rosso all'ospedale Fatebenefratelli, dove gli sono stati riscontrati tra l'altro un forte trauma cranico e maxillofacciale. Entrato in coma poco dopo il ricovero, l'uomo ne è uscito il giorno seguente rimanendo però in prognosi riservata. Arrestato con l'accusa di lesioni personali gravi e recluso nel carcere di San Vittore, l'aggressore è risultato essere ospite nel centro per migranti di via Mambretti.

Abbiamo sentito il consigliere Marco Anguissola di San Damiano, esponente di Forza Italia, per un commento sui recenti fatti di cronaca che hanno rilanciato con forza il tema della sicurezza. Sono sempre più numerosi, spiega Anguissola ai nostri microfoni, i cittadini che segnalano situazioni preoccupanti legate all'illegalità e al degrado, molto diffuse nelle periferie e non solo. E in molti casi le segnalazioni vengono da genitori che lamentano le allarmanti condizioni in cui versano le aree dove si trovano scuole, parchi e altri luoghi di aggregazione dei bambini.

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

12°C

Milano

Mostly Cloudy

Humidity: 83%

Wind: 9.66 km/h

  • 14 Nov 2018 10°C 6°C
  • 15 Nov 2018 10°C 5°C