updated 12:51 PM UTC, Nov 14, 2018

Stop ai diesel: 5 milioni di auto verso il blocco. Le differenze tra le regioni e passaggi delle limitazioni

Già dal 1 ottobre centinaia di migliaia di veicoli alimentati a gasolio hanno subito restrizioni. Per alcune regioni, in particolare, si è raggiunto un "accordo per il miglioramento della qualità dell'aria nel Bacino Padano": in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, è stata disposta "una limitazione della circolazione dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, da applicare entro il 1 ottobre 2018, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle ore 18,30, salve le eccezioni indispensabili, per le autovetture e i veicoli commerciali di categoria N1, N2 ed N3 ad alimentazione diesel, di categoria inferiore o uguale ad Euro 3". "La limitazione è estesa alla categoria Euro 4 entro il 1 ottobre 2020, alla categoria Euro 5 entro il 1 ottobre 2025". E' difficile però trovare uniformità nelle misure per il resto del Paese. Ecco cosa sta accadendo e chi rischia di restare a piedi


Sono quasi 5 milioni, circa il 12,9% del totale delle auto in circolazione, i veicoli diesel Euro 3 o inferiori a rischio stop. E' quanto emerge dall'analisi realizzata da Facile.it che, rielaborando i dati ufficiali del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (aggiornati al 31 ottobre 2017), è riuscito a disegnare la mappa delle automobili diesel presenti sul territorio, quasi un terzo (29,89%) delle auto private alimentate a gasolio ancora potenzialmente in circolazione. Parte di questi veicoli però, anche se iscritti nei registri della motorizzazione, potrebbero non essere più in uso.

ANALISI TERRITORIALE - Dall'analisi di Facile.it in particolare è emerso che il peso percentuale delle auto diesel Euro 3 o inferiori varia sensibilmente da regione a regione, con una forbice compresa tra l'8,5% e il 22%. La diffusione di questo tipo di vetture risulta maggiore nelle regioni del Meridione, che occupano le prime otto posizioni della classifica nazionale. In vetta si trovano il Molise e la Basilicata, aree dove più di 1 auto privata su 5 è un diesel Euro 3 o inferiore (rispettivamente il 21,9% e il 21,7%); segue la Calabriacon una percentuale pari al 19% e la Puglia, con il 18,5%. Giù dal podio, ma con valori decisamente superiori alla media nazionale anche Sicilia (17,2%), Campania (16,7%) e Abruzzo (15,4%).

Osservando la graduatoria nel senso opposto, invece, è la Valle d'Aosta a risultare prima in quanto solo l'8,5% delle auto private appartiene alla categoria diesel Euro 3 o inferiore. A seguire si trovano Toscana (8,7%), Friuli Venezia Giulia(9,1%) e Liguria (9,4%). Al quinto posto si posiziona la Lombardia (9,5%), che precede solo di poco le altre due regioni che hanno recentemente introdotto lo stop ai diesel Euro 3: l'Emilia Romagna (9,7%) e il Piemonte (10%). Se si analizza la distribuzione delle automobili private diesel Euro 3 o inferiori in termini assoluti, invece, è la Lombardia, con i suoi 587.515 veicoli, a guadagnare il primo posto. Seguono la Campania, con 577.087 auto di questa categoria e la Sicilia (564.591).

IL PARCO VEICOLI - Estendendo l'analisi a tutti i veicoli presenti nell'archivio nazionale della Direzione Generale per la Motorizzazione, sempre stando all'analisi di Facile.it, emerge che in totale i mezzi diesel Euro 3 o inferiori ancora regolarmente immatricolati sono più di 8 milioni (8.268.179), pari al 15,8% del parco mezzi italiano potenzialmente circolante mentre, se si guarda al numero totale di veicoli alimentati a diesel (includendo quindi anche gli Euro 4, 5 e 6), i mezzi sono più di 22,3 milioni (il 42,9% del totale).

COSTO RC AUTO - Chi possiede una vettura di questo tipo, secondo gli analisti di Facile.it, è svantaggiato anche per il costo dell'assicurazione. Prendendo in considerazione due modelli uguali, infatti, emerge che assicurare l'auto più inquinante risulta superiore di oltre il 10% rispetto a quella con emissioni minori (277,81 euro per il diesel Euro 3 contro i 248,88 euro necessari pe il veicolo Euro 6). "Ad incidere sull'Rc auto non è, di per sé, la classe ambientale di appartenenza del veicolo quanto piuttosto la sua anzianità", spiega Diego Palano, responsabile BU assicurazioni di Facile.it. "Le auto diesel Euro 3 o inferiori, ormai da anni fuori produzione, hanno un'età media decisamente più alta rispetto a quella dei nuovi Euro 6 e per questo le compagnie assicurative applicano premi più cari".

 

(Fonte: Adnkronos)

Gli scienziati hanno scoperto che lo strato di ozono della Terra si ripristina di circa il 3% ogni dieci anni

Nell'emisfero nord e nelle medie latitudini, l'ozono dovrebbe riprendersi completamente entro il 2030, nell'emisfero meridionale dal 2050 e nelle regioni polari entro il 2060


Lo strato di ozono nella stratosfera terrestre, che ha il compito di proteggere il pianeta dalle radiazioni ultraviolette, si sta riprendendo ad un tasso dell'1 - 3% ogni decennio. Questa conclusione sarà contenuta nel prossimo rapporto scientifico dell'ONU, che viene pubblicato ogni quattro anni. 

Come rilevato a questo proposito in un comunicato stampa congiunto distribuito lunedì a Ginevra, dall'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) e dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), i risultati dello studio confermano che le misure adottate dalla comunità internazionale nel 1989, per attuare il Protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, ha portato a una riduzione di queste sostanze nell'atmosfera e al continuo recupero dello strato di ozono.

"Le prove presentate dagli autori del rapporto suggeriscono che, in alcune parti della stratosfera, dal 2000 l'ozono si sta riprendendo ad un tasso dell'1-3% per decennio", hanno osservato WMO e UNEP. "Nell'emisfero nord e nelle medie latitudini, l'ozono dovrebbe riprendersi completamente entro il 2030, nell'emisfero australe nel 2050 e nelle regioni polari entro il 2060. Queste sono "ulteriori prove del successo incoraggiante" del Protocollo di Montreal.

Il direttore esecutivo dell'UNEP Eric Solheim, commentando la pubblicazione del rapporto, ha descritto questo documento come, "uno degli accordi multilaterali di maggior successo nella storia, combinare la scienza autorevole, con l'azione cooperativa ha fornito un risultato positivo, e ciò dà anche speranza per la riuscita dell'accordo di Kigali che entrerà in vigore il 1 ° gennaio 2019". Questo è il quinto emendamento al protocollo di Montreal adottato a ottobre 2016 a Kigali, che prevede la riduzione delle emissioni di idrofluorocarburi (HFC) nell'atmosfera. Questo accordo è già stato ratificato da 58 paesi.

Secondo il rapporto, l'attuazione dell'accordo di Kigali consentirà all'umanità di arrestare leggermente l'aumento della temperatura sulla Terra. In generale, secondo gli scienziati, il controllo delle emissioni di HFC renderà possibile entro il 2050 ridurre del 50% la velocità di crescita della temperatura sul pianeta.

Come sottolineato dal segretario generale dell'OMM, Petteri Taalas, "l'anidride carbonica rimane il più significativo dei gas serra generati dal riscaldamento globale. Tuttavia, possiamo contribuire a combattere il cambiamento climatico riducendo le emissioni di altri gas, compresi gli HFC", ha affermato. Secondo Taalas, ogni fattore che rende possibile combattere il riscaldamento "non va sottovalutato ma studiato e utilizzato per migliorare la vita di questo nostro pianeta".

Cambiamenti climatici; Il ghiaccio del Polo Nord ha raggiunto la sua estensione minima

Per il ghiaccio marino artico, un cappello di acqua di mare ghiacciata che ricopre la maggior parte dell'Oceano Artico e i mari limitrofi in inverno, è allarme scioglimento totale.


La calotta di ghiaccio che ricopre il mare Artico, addensa e si diffonde durante l'autunno e l'inverno e si assottiglia e si restringe durante la primavera e l'estate. Ma nei decenni passati, l'aumento delle temperature ha portato a notevoli diminuzioni nelle estensioni del ghiaccio dell'Artico, con diminuzioni particolarmente rapide nell'estensione minima estiva. La contrazione della copertura di ghiaccio marino artico influenza gli schemi meteorologici del pianeta, la circolazione degli oceani e i rapidi cambiamenti climatici.

"Il minimo di quest'anno è relativamente alto rispetto al livello record che abbiamo visto nel 2012, ma è ancora basso rispetto a quello che era negli anni '70, '80 e anche negli anni '90", ha detto Claire Parkinson, scienziata senior del cambiamento climatico al Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland.

La portata minima annuale di ghiaccio marino artico è diminuita a ritmi sostenuti dalla fine degli anni '70 a causa delle temperature di riscaldamento.  Le dodici più basse estensioni nell'era satellitare sono avvenute tutti negli ultimi dodici anni.
La portata minima annuale di ghiaccio marino artico è diminuita a ritmi sostenuti dalla fine degli anni '70 a causa delle temperature di riscaldamento. Le dodici più basse estensioni nell'era satellitare sono avvenute tutti negli ultimi dodici anni. Credito: National Snow and Ice Data Center (NSIDC) presso l'Università del Colorado Boulder

 

Parkinson e il suo collega Nick DiGirolamo hanno calcolato che, dalla fine degli anni '70, l'estensione del ghiaccio marino artico si riduce in media ogni anno di circa 21.000 miglia quadrate (54.000 chilometri quadrati). Ciò equivale a perdere un pezzo di ghiaccio marino delle dimensioni del Maryland e del New Jersey combinate ogni anno negli ultimi quarant'anni.

Quest'estate, le condizioni meteorologiche nell'Artico sono state un miscuglio, con alcune zone con temperature più calde della media e una rapida fusione e altre regioni che rimangono più fredde del normale, il che porta a chiazze persistenti di ghiaccio marino. Tuttavia, l'estensione di ghiaccio marino del 2018 è di 629.000 miglia quadrate (1,63 milioni di chilometri quadrati) al di sotto della media del 1981-2010 delle estensioni minime annuali.

 

Una delle caratteristiche più insolite della stagione di scioglimento di quest'anno è stata la riapertura di un buco polinesiano nel ghiaccio a nord della Groenlandia, dove risiede in genere il ghiaccio marino più antico e più spesso dell'Artico. Nel febbraio di quest'anno, un'apertura simile è apparsa nella stessa zona, attirando l'attenzione degli scienziati del ghiaccio marino ovunque. La prima apparizione della buca sollevò preoccupazioni riguardo alla possibilità che la regione potesse diventare vulnerabile se la copertura di ghiaccio originale, più spessa, fosse rimpiazzata da ghiaccio più sottile mentre l'acqua marina esposta si restringeva. La missione dell'operazione IceBridge della NASA ha sondato l'area a marzo, scoprendo che il ghiaccio era effettivamente più sottile e quindi più suscettibile di essere spinto dai venti e dalle correnti oceaniche.

"Questa estate, la combinazione di ghiaccio sottile e venti meridionali caldi ha contribuito a spezzare e sciogliere il ghiaccio marino nella regione, riaprendo la buca", ha detto Melinda Webster, una ricercatrice di base al Polo Nod,  "Questa apertura è importante per diverse ragioni; la principale, l'acqua appena esposta assorbe la luce solare e riscalda l'oceano, il che influisce sulla velocità con cui il ghiaccio marino crescerà nell'autunno successivo. Colpisce anche l'ecosistema locale; ad esempio, colpisce le popolazioni di foche e orsi polari che si affidano a ghiacci più spessi e innevati per la denning e la caccia.

Le misurazioni dello spessore del ghiaccio marino, un importante fattore aggiuntivo nel determinare le variazioni di massa e di volume della copertura di ghiaccio marino, sono state molto meno complete delle misurazioni dell'estensione e della distribuzione del ghiaccio negli ultimi quattro decenni. Ora, con il lancio di successo della NASA Ice, Cloud e Land Elevation Satellite-2, o ICESat-2, il 15 settembre, gli scienziati saranno in grado di utilizzare i dati dell'altimetro laser avanzato della navicella per creare mappe dettagliate dello spessore del ghiaccio marino sia nell'Artico che nell'Antartico.

Lo scioglimento dei ghiacci porta conseguentemente un abbassamento delle temperature dei nostri Oceani, causa principale dei velici e devastanti cambiamenti climatici a cui la nostra Terra è sottoposta. 

Ambiente, la qualità dell'aria in Lombardia è una priorità. Misure, divieti, incentivi: tutto quello che c'è da sapere. Intervista all'assessore Raffaele Cattaneo (VIDEO)

Stop ai diesel Euro 3 e incentivi per migliorare la qualità dell’aria in Lombardia. Annunciato fin dal 2016, dall’1 ottobre 2018 entra in vigore il divieto in settimana ed è la novità del Piano aria che prevede divieti e limitazioni per contrastare l’inquinamento durante la stagione invernale. Intanto però è stato approvato il bando di 6 milioni di euro per l'acquisto di nuovi veicoli a uso commerciale a basso impatto ambientale a favore delle micro, piccole e medie imprese, che hanno sede operativa nella Regione. L'assessore all'Ambiente della Giunta Fontana: "Preferiamo gli incentivi ai divieti" - (VIDEO)


La qualità dell'aria in Lombardia continua a migliorare, grazie anche agli incentivi che l'amministrazione regionale stanzia ogni anno. Questo, in sintesi, quanto emerso dal "Tavolo aria" in Regione e illustrato in conferenza stampa dall'assessore all'Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, cui ha preso parte anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

IL TAVOLO - Il Tavolo per il miglioramento della qualità dell'aria riunisce tutti i soggetti istituzionali e gli operatori coinvolti dalle misure che Regione Lombardia ha elaborato per raggiungere gli obiettivi contenuti nell'aggiornamento del Pria (Piano regionale degli Interventi per la Qualità dell'Aria).

FONTANA: ARIA MIGLIORE È PRIORITÀ - "Il miglioramento della qualità dell'aria è una delle nostre priorità - ha detto Fontana - e dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione senza però stravolgere la vita dei cittadini. Ci attiveremo anche per ottenere dall'Unione Europea ulteriori stanziamenti così da incrementare ulteriormente gli incentivi per i lombardi. Da questo punto di vista è fondamentale che la Commissione Europea, riconoscendo la specificità oro-geografica del Bacino padano, individui differenti criteri di valutazione per la Lombardia e, in generale, per le aree del Bacino padano. Non si può però nascondere che abbiamo già fatto grandi passi avanti nella lotta all'inquinamento atmosferico, grazie anche agli incentivi che negli anni sono stati messi in campo per la sostituzione dei veicoli più inquinanti e degli impianti di riscaldamento più obsoleti".

CATTANEO: PREFERIAMO INCENTIVI A DIVIETI - "In questi mesi - ha spiegato Cattaneo - abbiamo lavorato per mettere in campo misure che non pesassero sulla testa dei lombardi come ulteriori divieti o, ancor peggio, come ulteriori esborsi che i cittadini devono sostenere. La nostra consapevolezza è che bisogna lavorare per migliorare ulteriormente la qualità dell'aria della nostra Regione. Il nostro obiettivo è agire sulla consapevolezza che ci sono ancora passi da fare e che ciascuno di noi può fare opportunamente la sua parte. Vogliamo aiutare i cittadini ad imboccare un percorso virtuoso liberamente scelto e per questo ai divieti preferiamo incentivare la sostituzione dei mezzi e degli impianti più inquinanti".

ANCHE IL GOVERNO FACCIA LA SUA PARTE - "Nel recente incontro avuto con il ministro dell'Ambiente Sergio Costa - ha proseguito Cattaneo - ho presentato insieme alle Regioni del Bacino padano la situazione chiedendo che ci sia un impegno preciso per non lasciare sole le Regioni. L'infrazione europea riguarda l'intero Paese Italia ed è giusto che anche il Governo nazionale faccia celermente la sua parte".

MACRO SETTORI PRIORITARI - Sono dunque tre i settori su cui Regione Lombardia ha deciso di intervenire in quanto responsabili della maggior parte dell'inquinamento: il riscaldamento domestico genera oltre il 45% di PM10 primario e la maggior parte del benzo-a-pirene; le attività agricole e zootecniche e il traffico veicolare (in particolare diesel con oltre il 50% di ossidi di azoto e il 25% di PM10). Per ridurre le emissioni, Regione Lombardia ha individuato azioni mirate per ciascuna macro area:

I RISCALDAMENTI E IL CONTO TERMICO NAZIONALE - Per quanto riguarda il riscaldamento domestico e la riduzione del particolato derivante dalla combustione delle biomasse legnose in ambito civile con sostituzione impianti obsoleti con apparecchiature di ultima generazione si potrà attingere alle risorse del Conto termico nazionale (500 milioni per i privati e 200 per il pubblico).

AGRICOLTURA PSR - In agricoltura si dovrà provvedere all'ammodernamento delle macchine e delle attrezzature con incentivi per la redditività e sostenibilità delle aziende agricole con risorse comunitarie che derivano dal programma di sviluppo rurale.

6 MILIONI PER LA SOSTITUZIONE DEI VEICOLI PIÙ INQUINANTI - Per quanto riguarda l'inquinamento generato da emissioni dei veicoli, Regione Lombardia ha predisposto un bando da 6 milioni di euro per il rinnovo o la trasformazione dei veicoli (incentivi alla rottamazione/sostituzione, rimodulazione della tassa automobilistica, sgravi fiscali) e l'introduzione di un sistema di rilevamento del reale livello di emissione di inquinanti da parte dei veicoli commisurati ai chilometri percorsi (real drive emission). Sono state richieste ulteriori risorse al bilancio regionale, al Governo e alle UE mentre gli incentivi già disponibili sono: • 1,8 milioni nel 2018 per la rottamazione dei veicoli • 2 milioni nel 2018 e 4 milioni 2018/2019 per la sostituzione dei veicoli.

NUOVE LIMITAZIONI ALLA CIRCOLAZIONE VEICOLI PIÙ INQUINANTI - Tra le novità del Piano aria, dal 1° ottobre entrano in vigore misure più stringenti: dal 1° ottobre al 31 marzo di ogni anno, i diesel Euro 3 non potranno circolare (dal lunedì al venerdì) dalle 7.30 alle 19.30. Saranno vigenti anche i seguenti divieti: • dal 1 aprile 2019 l'estensione temporale delle limitazioni vigenti in Fascia 1 e 2 (570 Comuni), a tutto l'anno, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, dei veicoli EURO 0 benzina e diesel ed EURO 1 e 2 diesel • dal 1 ottobre 2020 estensione delle limitazioni nel semestre invernale dei veicoli EURO 3 diesel, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, nei Comuni della Fascia 1 e 2 • dal 1 ottobre 2020 il divieto di circolazione dei veicoli diesel Euro 4 compreso, dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, dal lunedì al venerdì, nei Comuni della Fascia 1 e nei Comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti posti nella Fascia 1 e 2 • dal 1 ottobre 2020 il divieto di circolazione dei veicoli a benzina Euro 1 in Fascia 1 e 2 (570 Comuni), tutto l'anno, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30 .


SMOG: DA REGIONE 6 MILIONI PER SOSTITUZIONE VEICOLI COMMERCIALI PER PICCOLE E MEDIE IMPRESE

CATTANEO E MATTINZOLI: INCENTIVIAMO USO MEZZI A BASSO IMPATTO AMBIENTALE

E' stato approvato in Giunta regionale, su proposta dell'assessore all'Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo, di concerto con l'assessore allo Sviluppo economico Alessandro Mattinzoli, il bando di 6 milioni di euro per l'acquisto di nuovi veicoli a uso commerciale a basso impatto ambientale a favore delle micro, piccole e medie imprese, che hanno sede operativa in Lombardia.

Il provvedimento rientra nel piu' ampio programma di Regione Lombardia di contrasto allo smog, inserito nel Programma Regionale di Sviluppo della XI Legislatura, che prevede azioni per la riduzione delle emissioni inquinanti e per lo sviluppo della mobilita' a basso impatto ambientale.

CATTANEO:TRAFFICO UNA DELLE PRIME FONTI DI INQUINAMENTO - "Si tratta di risorse per incentivare la sostituzione di veicoli piu' inquinanti con mezzi a basso impatto ambientale - ha sottolineato Cattaneo -, questa e' una delle varie misure previste nell'aggiornamento del piano per il miglioramento della qualita' dell'aria che va nella direzione di agire sulle emissioni causate dal traffico veicolare, che e' una delle tre fonti principali responsabili dell'inquinamento dell'aria che respiriamo".

OBIETTIVO MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA' DELL'ARIA - Obiettivo di Regione Lombardia e' incentivare la rottamazione di un veicolo commerciale, benzina fino ad euro 1/I incluso e/o diesel fino ad Euro 4/IV incluso, con conseguente acquisto, anche nella forma del leasing finanziario, di un nuovo veicolo ad uso industriale N1-N2 (veicoli destinati al trasporto di merci con massa non superiore a 3,5 tonnellate), ai fini del miglioramento delle emissioni in atmosfera e quindi della qualita' dell'aria.

COME ACCEDERE ALLE MISURE - Le modalita' di accesso al contributo e i criteri di assegnazione delle risorse saranno nel bando attuativo che Regione Lombardia pubblichera' entro 90 giorni dall'approvazione della delibera.

L'assegnazione del contributo avverra' sulla base di una procedura valutativa "a sportello", con prenotazione delle risorse, in finestre temporali stabilite nel bando attuativo, secondo l'ordine cronologico di invio telematico della richiesta e con graduatorie temporali.

MATTINZOLI: IMPORTANTE OPPORTUNITA' PER AMMODERNARE MEZZI - "Sviluppo responsabile e sostenibile: una formula vincente e realizzabile anche grazie alla tecnologia, uno strumento fondamentale per migliorare la qualita' dell'aria - ha commentato l'assessore Mattinzoli -. Questa misura, d'intesa con le associazioni di categoria, da' l'opportunita' alle Micro e alle Pmi di poter continuare il proprio lavoro, ammodernando i propri mezzi nell'ottica del rispetto per l'ambiente in cui viviamo tutti".

Regione Lombardia, Caparini: "Niente bollo per 3 anni per chi rottama la sua vecchia auto e la sostituisce con una a basse emissioni"

"Esenzione del pagamento della Tassa Automobilistica per tre anni per chi decide di rottamare un vecchio veicolo inquinante con una nuovo mezzo a basse emissioni". A ricordare l'iniziativa e' l'assessore regionale al Bilancio, Finanza e Semplificazione, Davide Caparini, a margine della presentazione dei dati riguardanti Regione Lombardia e l'analisi del rating dell'Agenzia Moody's. (LEGGI TUTTO)


L'assessore Caparini, nel sottolineare l'importanza di questa misura, ha anticipato che il presidente Fontana provvedera' a ringraziare i lombardi che hanno aderito all'iniziativa per ridurre l'inquinamento a tutela della salute dei cittadini e dalla salvaguardia dell'aria che respiriamo.

L'esenzione triennale dal pagamento del bollo e' riconosciuta se i veicoli rottamati sono di proprieta' dell'acquirente o dei componenti del suo nucleo familiare il nuovo veicolo. Esenzione triennale che e' riconosciuta anche in regime di locazione finanziaria. 

In pratica "le autovetture ad uso privato di cilindrata non superiore a 2.000 c.c. acquistate, usate o nuove, nell'anno 2018, appartenenti alle classi emissive EURO 5 e 6 a benzina, sono esenti dal pagamento della tassa automobilistica purche' si sia provveduto, nel medesimo anno 2018, alla demolizione di veicolo appartenente alla classe di inquinamento EURO 0, 1 se alimentato a benzina oppure EURO 0, 1, 2, 3 se alimentato a gasolio". 

E' inoltre riconosciuto un contributo di 90 euro per la demolizione, anche senza rottamazione. 

Va inoltre ricordato che tutti i proprietari possono continuare a beneficiare della riduzione del 10% della Tassa Automobilistica e di altri servizi, tra cui il rimborso automatico di eventuali versamenti non dovuti, aderendo alla modalita' di pagamento in Domiciliazione Bancaria. (Lombardia Notizie)

Regione Lombardia per la mobilità sostenibile, accordo Regione-Iper sui carburanti puliti. Intervista all'assessore Mauro Parolini

Regione Lombardia e Iper Montebello SpA hanno firmato a Palazzo Lombardia un accordo per lo sviluppo della rete distributiva di carburanti a sostegno della mobilità sostenibile e per la riduzione dell’inquinamento atmosferico. Nuovi punti di rifornimento di metano e di ricarica veicoli elettrici A Magenta (Mi) e Seriate (Bg). Ai microfoni de ilComizio.it l'assessore lombardo allo Sviluppo Economico, Mauro Parolini - (VIDEO)


Regione Lombardia e Iper Montebello Spa hanno firmato nella mattinata di martedì 5 dicembre a Palazzo Lombardia un accordo per lo sviluppo della rete distributiva di carburanti a sostegno della mobilità sostenibile e per la riduzione dell’inquinamento atmosferico. La convenzione, sottoscritta dagli assessori regionali allo Sviluppo economico Mauro Parolini e all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Terzi con il direttore progetti e servizi strategici di Iper Christophe Guiniot, prevede l’implementazione di nuove infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici e punti di erogazione di metano nei punti vendita di Magenta e Seriate. Regione Lombardia si impegna a fornire un adeguato supporto tecnico ed amministrativo nei lavori, che saranno realizzati da Iper in tempo utile per assicurarne la messa in esercizio entro il mese di aprile del 2019. Il protocollo prevede infine la possibilità di estendere interventi simili ad ulteriori impianti della società in Lombardia, a partire da quelli con un erogato compreso tra i 5 e i 10 milioni di litri l’anno. L’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Mauro Parolini ha sottolineato che “l’interesse lodevole di Iper di procedere volontariamente con questi importanti investimenti contribuisce in maniera rilevante al nostro impegno integrato nella lotta allo smog e alla tutela della salute. Una battaglia che stiamo conducendo anche attraverso l’implementazione di una rete di distribuzione di carburanti ecocompatibili moderna, capillare e completa. La Lombardia si è affermata infatti negli ultimi cinque anni come un’eccellenza a livello europeo, con una crescita di oltre il 36% degli impianti con il metano e di circa il 20% per quelli di GPL. Un risultato molto importante ottenuto anche grazie all’azione di soggetti privati come Iper e di player internazionali come Q8, con cui abbiamo firmato un accordo simile a questo solo poche settimane fa”.

Inquinamento atmosferico, il blocco delle auto e le verità nascoste

Da ieri in molte città del Nord Italia è scattato il blocco delle auto, dalle 8.30 alle 18.30 è vietata la circolazione ai veicoli per il trasporto persone alimentati a gasolio fino alla classe 4 inclusa. Vietati anche, dalle 8.30 alle 12.30, i veicoli per il trasporto merci a gasolio fino alla classe 3 compresa. Ma nelle nostre città vengono solo misurate le PM10 e non le pericolosissime PM2,5 perchè?


L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha stimato che le polveri sottili siano responsabili di circa 2 milioni di morti nel mondo, ogni anno. Secondo i dati più recenti, solo in Europa, i decessi legati all’inquinamento da polveri sottili causa annualmente circa 400.000 morti. Con questa tragica premessa, è doveroso domandarsi cosa sono le polveri sottili e in particolare interrogarsi sui livelli e la definizione del PM10.
Il PM10 è un insieme di sostanze inquinanti costituito da polveri, fumo, microgocce e altre sostanze liquide che in gergo tecnico sono chiamate “aerosol”. Queste sostanze, disperse nell’aria, riescono a raggiungere diverse parti dell’apparato respiratorio causando seri danni.
La sigla PM10 identifica una delle tante sostanze in cui viene classificato il particolato, quel materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche. La pericolosità delle polveri sottili è direttamente proporzionale alla dimensione: più piccole sono le particelle e più in profondità potranno permeare in nostro apparato respiratorio.
Se particelle microscopiche dal diametro di 7 µm possono raggiungere la cavità orale, nasale e la laringe, particelle dal diametro di 1,1 µm possono raggiungere e danneggiare addirittura gli alveoli polmonari.

Tra le principali fonti di PM10 non ci sono solo i motori diesel soprattutto fino ad Euro 5 ma anche quelli a benzina.
Le polveri sottili PM 10 hanno un diametro di 10 micron, così come le polveri sottili PM 2,5, misurano solo 2,5 micron. Per comprendere queste dimensioni, vi basterà immaginare lo spessore di un capello, le polveri sottili hanno un diametro 30 volte inferiore rispetto a quello di un nostro capello!
Quindi se le polveri sottili da un diametro di 10 micron sono inalabili e si accumulano nei polmoni, quelle da un diametro da 2,5 micron sono addirittura respirabili, ciò significa che possono penetrare nei nostri polmoni fino ad accumularsi nel sangue e raggiungere varie parti del nostro organismo. Così, se i danni legati alle polveri sottili di PM 10 sono circoscritti al sistema respiratorio, quelli legati alle polveri sottili PM 2,5 potrebbero estendersi anche ad altri tessuti. Sorgenti del particolato fine sono un po’ tutti i tipi di combustione, inclusi quelli dei motori di auto e motoveicoli, degli impianti per la produzione di energia, della legna per il riscaldamento domestico, degli incendi boschivi e di molti altri processi industriali. Come per il PM10, queste particelle sono caratterizzate da lunghi tempi di permanenza in atmosfera e, rispetto alle particelle grossolane, sono in grado di penetrare più in profondità nell’albero respiratorio umano. Anche il particolato PM2,5 è in parte emesso come tale direttamente dalle sorgenti in atmosfera (PM2,5 primario) ed è in parte formato attraverso reazioni chimiche fra altre specie inquinanti (PM2,5 secondario), anzi si può sostenere senza troppa approssimazione che tutto il particolato secondario all’interno del PM10 (e che ne rappresenta spesso la quota dominante) sia costituito in realtà da particelle di PM2,5. (FONTE http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_paginaRelazione_1438_listaFile_itemName_2_file.pdf)

Altro aspetto molto importante è quello che le polveri sottili PM10 tendono a depositarsi sul terreno e ad alzarsi in aria ogni volta che il vento o un veicolo di passaggio crea un movimento, quindo potremmo pensare che la loro concentrazione si di molto maggiore a livello terreno che invece alle altezze in cui sono poste le centraline di monitoraggio. Le polveri sottili Pm 2,5 invece permangono più all'ungo nell'aria e sicuramente la loro concentrazione dovrebbe risultare più elevata alle stesse altezze delle centraline di monitoraggio, che però non sono pronte alla loro misurazione.

Il 14 dicembre 2016 il Parlamento europeo, su proposta della Commissione, ha votato la nuova Direttiva sui limiti nazionali di emissione (NEC) che entrerà in vigore il 31 dicembre 2016 e con la quale si impongono limiti più rigorosi per i cinque principali inquinanti atmosferici (SO2, NOx, NMVOC, NH3, and PM2.5 ) in Europa.

La domanda che ci facciamo e che rivolgiamo agli assessori Comunali e Regionali competenti è... "perchè in Lombardia si blocca il traffico ma non si misurano le PM 2,5?", "perchè non si adottano misure che impediscano alle PM10 depositate sul terreno di alzarsi in atmosfera se sollecitate?" 

 

 

In questa tabella pubblicata ieri da AMAT e dal comune di Milano si evidenzia come non vi sia alcun dato riferito al misuramento delle pericolosissime PM2,5. 

Per ora ci fermiamo quì, ma tanti dubbi rimangono, compreso quello sulla reale funzionalità del FAP nelle auto più moderne. Riduce del 95% l'emissione delle PM10 (in massa), trasformandole in volatili (Fonte www.mit.gov.it), questa ultima parola cosa vuole significare?

 

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