updated 1:32 PM UTC, Oct 20, 2018

Milano si rinnova verso il Green con nuove piste ciclabili e zone pedonali

Da largo D’Ancona alle Colonne di San Lorenzo l’indirizzamento dedicato alle biciclette e suggerito per evitare via Carducci e via De Amicis. In via Caminadella (tratto da via Lanzone e via Novati) ripristinato il senso di marcia originario


 Un nuovo percorso ciclabile è stato messo a punto dal Comune per percorrere sulle due ruote un tratto del centro città, esattamente da Largo D’Ancona fino alle Colonne di San Lorenzo.

L’obiettivo è stato quello di realizzare un tracciato, dedicato alle biciclette, alternativo alle vie Carducci e De Amicis attualmente interessate dai cantieri della nuova metropolitana M4 (Stazioni S.Ambrogio, Manufatto e Stazione De Amicis) che rendono difficoltosa la circolazione e resa necessaria la soppressione temporanea delle ciclabili.

“Con questo percorso – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità Marco Granelli – vogliamo offrire maggior sicurezza a chi usa le biciclette per muoversi in città, in particolare garantendo la continuità lungo una direttrice molto importante che attraversa il centro di Milano”.

Questo in dettaglio il nuovo indirizzamento consigliato ai ciclisti: largo D’Ancona, via Buttinone, via Terraggio, piazza S.Ambrogio, via Lanzone, via Caminadella e via Gian Giacomo Mora, per concludersi in corso di Porta Ticinese. Nell’ultimo tratto di via Caminadella viene istituito un percorso ciclabile protetto.

Di conseguenza, è stato ripristinato il senso di marcia originario in via Caminadella, nel tratto compreso tra via Lanzone e via Novati, che sarà quindi percorribile provenendo da via Lanzone.

 

Milano, in stazione Centrale lo scenario è sempre lo stesso: ennesima rissa tra immigrati sotto gli occhi di turisti e cittadini indignati (VIDEO)

Nelle immagini riprese e postate sulla sua pagina Facebook dal consigliere comunale leghista Massimiliano Bastoni si vede la rissa tra immigrati avvenuta nella serata di ieri in piazza Duca d'Aosta, di fronte all'ingresso della stazione Centrale. Una scena che assomiglia a tante altre cui abbiamo già assistito, nonostante la presenza di nell'area alcuni militari e qualche saltuario blitz di polizia, peraltro criticato dal sindaco Sala e dalla sua giunta

Milano, il Comune cambia programmi: nuova linea notturna, servizio potenziato in periferia e prolungamento dell'orario invernale. L'assessore Granelli spiega tutto (VIDEO)

Nuova linea notturna, potenziamento del servizio nelle periferie, orario invernale prolungato: novità in arrivo per il trasporto pubblico. L'intervista all'assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Marco Granelli - (VIDEO)


A seguito della proroga del contratto di servizio tra Comune di Milano e Atm, l’Azienda di trasporti, in fase di contrattazione, si è impegnata a fornire servizi aggiuntivi a parità di risorse. La programmazione, a cura del Comune di Milano, ha puntato su linee notturne, potenziamento del servizio nei quartieri di periferia e prolungamento dell’orario invernale. “Come Comune siamo fortemente impegnati a migliorare il trasporto pubblico – dichiara Marco Granelli assessore alla Mobilità -. Rendere sempre più capillare e diretto nei quartieri il servizio e prolungarlo nelle ore notturne significa consentire ai cittadini di abbandonare l’uso quotidiano dell’auto, migliorare la qualità dell’aria ma anche dare un incentivo alle attività commerciali e imprenditoriali della città”.

Una nuova linea circolare attiva tutte le notti: la N25/N26 – Dal 2 maggio sarà istituita una nuova linea bus circolare notturna, la N25/N26 che percorrendo tutta la Cerchia dei Bastioni tutte le notti collegherà anche Centrale Fs M2/M3 a Cadorna Fn M1/M2 e favorirà l’interscambio con le stazioni metropolitane e ferroviarie. Il nuovo servizio notturno si aggiunge a quello attivo tutte le sere con le sostitutive delle linee metropolitane e con i filobus delle linee 90/91. La nuova linea assorbe e sostituisce, con un percorso più ampio, la precedente linea N6, finora attiva solo nelle notti del weekend. Le principali fermate del percorso, effettuate in entrambe le direzioni, saranno le seguenti: Centrale M2/M3, Lima M1, piazza Cinque Giornate, Porta Romana M3, piazza Ventiquattro Maggio, Porta Genova M2, Cadorna Fn M1/M2, Triennale, corso Sempione, Garibaldi Fs M2/M5 per poi tornare in Centrale M2/M3. Durante il weekend inoltre sono già attive le 9 linee della rete notturna che rispondono a una maggiore richiesta di mobilità nelle notti di venerdì e sabato. Questo consentirà a chi frequenta le aree più belle e più vive anche la sera della città come Arco della Pace, Darsena, Navigli, Isola e Garibaldi di lasciare a casa l’auto e usare i mezzi pubblici.

Più servizi nei quartieri di periferia - In superficie ci saranno potenziamenti di percorsi e modifiche per semplificare i collegamenti nei quartieri e con le linee della metropolitana. Avverranno in tre fasi: Modifiche dal 14 maggio – La linea 40 sarà potenziata, in particolare nell’area Boccioni-Quarto Oggiaro-Affori-Niguarda, con 4 corse in più per direzione nelle due ore di punta, la linea semplifica i collegamenti fra numerose scuole superiori e con due linee della metropolitana e Fs. Le linee 64 e 80 avranno una fermata in più in via Novara/S. Elena per collegare meglio il quartiere di Quarto Cagnino.

Modifiche dall’11 giugno – La linea 86 sarà potenziata tra Cascina Gobba M2, Quartiere Adriano e Precotto M1 con 5 corse in più per direzione nelle due ore di punta. La linea 51 ripristina il percorso su via Murat, con un nuovo capolinea a Zara M3/M5. La linea 45 modifica il percorso passando per via Facchinetti e farà una nuova fermata in viale Corsica per servire meglio il quartiere Forlanini. Modifiche da settembre - A partire da settembre, anche le linee 15, 24, 39, 46, 71 e 78 miglioreranno il servizio. Comune di Milano e Atm stanno facendo le necessarie verifiche di fattibilità. In particolare il 15 sarà prolungato fino a Rozzano. Potenziamenti sulle altre linee che servono rispettivamente i quartieri Vigentino, Ortica (collegamento con le RSA anziani), Cantalupa.

Per quanto riguarda le linee 71 e 78 nelle prossime settimane l’Amministrazione condividerà con i Municipi le possibili alternative per migliorare il servizio dei due bus che servono il quartiere Barona e Sant’Ambrogio e il collegamento con la M2 Famagosta e Romolo e l’Ospedale San Paolo e Porta Ludovica (71). La linea 78 nel quartiere di Quarto Cagnino facilitando i collegamenti con M5 San Siro e M1 Bisceglie e con l’Ospedale San Carlo. Orario invernale – Il servizio di Atm in metropolitana prolunga l’orario invernale di due settimane. Infatti si è deciso che l’orario estivo entrerà in vigore solo a partire dal 21 luglio (lo scorso anno è partito l’8 luglio). Il servizio invernale di superficie viene prolungato di una settimana: le fermate di bus, tram e filobus cambieranno i propri tabellari a partire dal 7 luglio e non più dal 30 giugno.

Milano vuole viaggiare più sicura: al via i controlli congiunti Atm-Polizia locale sui mezzi pubblici. Tutte le nostre interviste (VIDEO)

Ai microfoni de ilComizio.it la vicesindaco con delega alla Sicurezza, Anna Scavuzzo, al direttore generale di Atm, Arrigo Giana, e il comandante della Polizia Locale, Marco Ciacci - (VIDEO)


Partono oggi i servizi congiunti di Polizia Locale e Atm presso le stazioni metropolitane e a bordo delle linee di superficie più sensibili per la prevenzione e repressione dei reati e illeciti amministrativi. Nel corso dei prossimi giorni sono stati organizzati i primi dieci servizi congiunti che sono partiti oggi nelle fermate metropolitane di Cadorna e di Bisceglie, con la presenza di personale ini. Mensilmente infatti, in base ai risultati ottenuti e alle criticità rilevate, si studieranno luoghi e mezzi che necessiteranno di ulteriori interventi e controlli.

Nei prossimi giorni sono previsti controlli in altre stazioni della metropolitana e su alcune linee di superficie sulle quali si è deciso di concentrare l’attenzione in fasce orarie di maggior utilizzo. In alcune occasioni si affiancheranno anche i Tutor ATM (controllori) per la verifica dei titoli di viaggio e, dove presenti, i controlli verranno estesi anche ai parcheggi di interscambio per prevenire eventuali danneggiamenti e furti che sono stati segnalati da alcuni cittadini. “La collaborazione tra Polizia Locale e Atm – ha detto la vicesindaco Anna Scavuzzo – non è mai venuta meno, ora si è deciso di strutturare questa collaborazione, adottando una strategia comune per intervenire in modo più efficace di volta in volta nei punti individuati in base alle reciproche esperienze. L’obiettivo è di essere ancora più incisivi per far sentire in modo chiaro la presenza della Polizia Locale e il controllo in particolare nelle tratte che portano in periferia”.

“Il Nucleo Tutela del Trasposto Pubblico della Polizia Locale – ha spiegato il comandante Marco Ciacci – ha sempre svolto attività sui mezzi pubblici. Solo nel febbraio di quest’anno ha controllato 288 stazioni di metropolitana, 708 convogli Atm, 280 mezzi di superfice e 776 fermate. Ora ci sarà condivisione di obiettivi e strategie tra l’attività di Atm e questa attività specialistica. Lo studio analitico dei primi interventi congiunti permetterà di pianificare in maniere efficace e coordinata quelli successivi”.

“Ringrazio la vicesindaco – ha aggiunto il direttore generale di Atm Arrigo Giana – per l’attenzione messa da subito sul tema della sicurezza sui mezzi pubblici. Grazie a questa collaborazione che da oggi si struttura in maniera sistematica, anche Atm sarà in grado di affrontare il tema security, in particolare del rispetto delle regole a partire dal pagamento dei biglietti, in maniera ancora più concreta”.

Riaprire i Navigli, Biscardini: "Vi spiego perché non è un costo ma un investimento"

Ai microfoni de ilComizio.it il presidente dell'Associazione "Riaprire i Navigli", Roberto Biscardini, a margine del workshop che si è tenuto a Palazzo Pirelli. All'incontro sono intervenuti incontro l'ingegner Claudio Masi, l'architetto Giorgio Goggi, la ricercatrice Angela Airoldi, l'economista Remy Cohen e l'avvocato Monica Colombera, oltre a Roberto Tasca assessore al Bilancio del Comune di Milano e Massimo Garavaglia, assessore al bilancio della Regione Lombardia. La nostra intervista - (VIDEO)


"Con la ricerca che prende le mosse da questo primo incontro pubblico vogliamo aprire una pagina nuova sul tema ormai acquisito della riapertura dei Navigli a Milano.

Si perché abbiamo grosso modo alle spalle alcune certezze, e adesso bisogna affrontare questioni nuove. Dopo l’intuizione di 10 anni fa di riaprire a Milano quei Navigli che erano stati chiusi dopo il 1929, il consenso popolare si manifestò subito in maniera chiara con il referendum del 2011, quando più 450.000 cittadini milanesi, pari al 95% dei votanti, andarono a votare Si.

Successivamente a quella data la proposta di riaprire i Navigli è stata fatta propria dal Comune di Milano e dalla stessa Regione Lombardia trovando consensi in tutto il sistema istituzionale pubblico e privato della regione, confortati dalle prime verifiche di fattibilità sia quelle contenute nel libro pubblicato dalla nostra Associazione sia quelle successive e più dettagliate del Politecnico di Milano.

Oggi, quindi la questione non è più se riaprire o non riaprire gli otto chilometri di Navigli milanesi, dalla Cassina de Pomm alla Darsena, per riattivare l’intero sistema della rete navigabile di 140 km di Navigli lombardi,  ma come finanziare l’opera e come progettarla,  quantificando i benefici socioeconomici alla scala urbana e regionale,  verificando la possibilità di ”catturare” parte dei vantaggi economici che essa produrrà, per finanziare l’opera stessa e la sua gestione nel tempo, anche coinvolgendo nel finanziamento risorse private e riducendo al minimo quelle pubbliche e l’impatto sulla fiscalità generale.

Secondo un principio che le amministrazioni pubbliche, e cioè lo Stato, possano essere il motore dinamico  del nostro sviluppo in modo nuovo.

Questo è lo scopo della ricerca che presentiamo oggi e che svilupperemo nei prossimi sei mesi.

La nostra convinzione è che riaprire i Navigli a Milano possa rappresentare un grande investimento con importanti ricadute economiche, occupazionali, di riqualificazione urbana e ambientale, uscendo dalla logica che un’opera come questa sia un costo, anziché un investimento.

La ricerca che oggi presentiamo, il dibattito che vogliamo aprire, insieme ai contributi che ci auspichiamo possano arrivare nel corso dei prossimi mesi, lascia quindi alle spalle il tema della fattibilità, ormai data per certa (fattibilità d’ingegneria, idraulica, urbanistica e trasportistica), per affrontare il tema più stimolante del suo finanziamento, quali procedure e anche con quali livelli di innovazione finanziaria, quest’opera (ancorché di modesta entità economica) possa essere realizzata.

In questo senso Milano, che innoverà se stessa con la riapertura dei Navigli, potrà essere anche un buon esempio nell’individuazione di procedure innovative per la realizzazione di opere pubbliche, allineandosi così alle esperienze più virtuose già in uso in altri paesi. Così i Navigli, che saranno percepiti, anche a livello internazionale, come un esempio eccezionale della riqualificazione ambientale e urbana della nostra città, potranno essere un “bell’esempio” di cosa significa un “buon” investimento pubblico. Cioè un investimento, che trascina e attiva nuovi investimenti privati, con un effetto moltiplicatore pari o superiore a 2 nell’arco di pochi anni.

E’ infatti attendibile che l’investimento della riapertura dei Navigli sia efficiente perché sono massimi i benefici socioeconomici che produce e minimi i costi di realizzazione dell’opera. Siamo sicuri che dimostrando questo semplice elemento, e cioè che la realizzazione di quest’opera ha ricadute economiche tali che tutti potranno averne un vantaggio, ogni residuo timore sarà superato e si potrà procedere con più convinzione ad una loro riapertura totale. 

Il desiderio di riappropriarsi di questa grande opera del passato per costruire nuova modernità, si coniugherà con la consapevolezza che riaprire i Navigli sarà la chiave di volta per un futuro in cui Milano sarà capofila delle città avanzate per un diverso sviluppo economico, innovazione e nuova qualità ambientale.  

Questo insieme di questioni fa giustizia non solo sulla discussione ormai quasi mortificante per cui un’opera di soli 200 milioni possa “preoccupare” una amministrazione come quella di Milano o della Regione Lombardia, ma fa giustizia anche di un dibattito che non cogliendo la dimensione innovativa ed economica della proposta si lascia fuorviare dal tema improprio delle priorità.

10 anni fa siamo stati bonariamente accusati di aver proposto un “sogno irrealizzabile” legato all’idea di una “città più bella”, non comprendendo che il nostro progetto della riapertura totale degli otto chilometri dei Navigli in Milano nulla ha a che fare con la riproposizione antiquaria di quelli vecchi, né con la ricostruzione “pittoresca” di alcune sue parti. Allora ci siamo assunti la responsabilità di affermare che il “sogno” si poteva realizzare, oggi ci assumiamo la responsabilità di dire che porterà benefici economici, sociali e ambientali sostanzialmente utili a tutti.

Utile alla scala urbana e alla scala regionale, nella profonda convinzione che  questi otto chilometri, ancorché dentro i confini di Milano, siano la riproposizione di quel “passante idraulico”  che consentiva all’acqua dell’Adda di trasportare persone e merci penetrando in città fino alla Darsena.

In questo senso la riqualificazione dell’intera Martesana, la realizzazione per intero del tratto di Via Melchiorre Gioia fino ai Bastioni di Porta Nuova e persino la rifunzionalizzazione del Naviglio di Paderno, sono una priorità, per la costruzione dell’itinerario navigabile dal lago di Lecco fino al Po.

Un progetto per la Grande Città di Lombardia verso una “città più naturale”, dopo quella industriale e terziaria, alla riscoperta moderna del valore delle vie d’acqua.

Con questa ulteriore ricerca, sostenuta da Fondazione Cariplo, da alcuni soggetti privati e da altri che ci auguriamo potranno aggiungersi per ridurre l’impegno finanziario della nostra Associazione, intendiamo offrire alla città e alle istituzioni lombarde, un materiale di riflessione nuovo. 

Affinché l’opera possa essere realizzata nei tempi più brevi possibili, ma anche con procedure certe, le più convenienti e innovative, oltre la dimensione della pura e semplice opera pubblica finanziata  unicamente in ragione delle sole disponibilità di cassa dell’Amministrazione Comunale". 

Lo ha detto Roberto Biscardini nella sua introduzione al workshop "RIAPRIRE I NAVIGLI. UN INVESTIMENTO. NON UN COSTO.", tenutosi a Palazzo Pirelli lo scorso 22 gennaio

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