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updated 1:32 PM UTC, Oct 20, 2018

La svolta animalista di Berlusconi: "Una battaglia di civiltà, la sosterremo in parlamento"

Il presidente di Forza Italia interviene a Milano alla presentazione del movimento creato da Michela Vittoria Brambilla: "Abbiamo fatto un sondaggio chiedendo se si fosse disposti a dare il voto a un movimento che avesse come suo punto primo la difesa dei diritti degli animali e dell'ambiente e la risposta è stata fantastica: il 20% su duemila persone ha detto 'sì'". Il suo intervento e quello della deputata azzurra nelle riprese de ilComizio.it - (VIDEO)


"Al mattino passeggio nel giardino di Arcore circondato dagli animali. Ho pecore e agnelli, sono straordinari: mi seguono quando passeggio in giardino, vivono insieme anche ai miei cani, e alle caprette. Ormai passeggio con un seguito di 13 animali e so quanto siano importanti per noi e per le nostre famiglie. Sono a tutti gli effetti dei membri della famiglia!
Anche per questo mi impegno, con Forza Italia, ad appoggiare in parlamento tutte le proposte di legge che mi arriveranno dal Movimento animalista. E penso che si debba cercare, anche nella ricerca scientifica, di favorire l'affermazione di un sistema che sostituisca la sperimentazione sugli animali".
 
 
L'ho detto Sivlio Berlusconi alla presentazione del Movimento animalista, creato da Michela Vittoria Brambilla, di cui l'ex premier è socio fondatore.

Pd, la scissione non parla milanese. Barberis: "Qui si resta nel partito e personalmente sosterrò ancora Renzi"

I rappresentanti dem di Milano hanno deciso di non abbandonare la maggiore formazione politica del centrosinistra. Il capogruppo a Palazzo Marino ne spiega le ragioni ai microfoni de ilComizio.it: "Chi rimane avrà la possibilità di confrontarsi, di discutere, di differenziarsi, all'interno di una leale battaglia congressuale. In ogni caso cominciamo da subito a parlare un po' più dell'Italia e dei problemi degli italiani e un po' meno delle situazioni interne" - (VIDEO)


MARTINA: "SCISSIONE DOLOROSA E SBAGLIATA" - "Questa scissione è stata dolorosa, sbagliata. Molto sbagliata, per le ragioni del centrosinistra perché più ci si divide, più ci si indebolisce". Così il ministro per le Politiche agricole ed esponente del Pd, Maurizio Martina, ha parlato della scissione interna al suo partito a margine di un evento dedicato alla legalità nel lavoro agricolo a Milano. Martina in particolare ha risposto a chi gli ha chiesto di commentare le parole dell'ex premier Matteo Renzi, secondo il quale la scissione è stata "ideata e prodotta da D'Alema". "Gli elettori non capiscono la scissione, per loro la scelta compiuta da alcuni è incomprensibile o comunque è legata a giudizi sulle leadership, che però non portano con sé un'analisi profonda del progetto". Per Martina, il Congresso "è il modo giusto con cui affrontare questo tema e abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti ma soprattutto dei nostri elettori e dei nostri iscritti".

L'intervista de ilComizio.it a Filippo Barberis, capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Milano

Centrodestra, La Russa: "Basta leader calati dall'alto. Senza accordo si facciano le primarie"

Il deputato e cofondatore di Fratelli d'Italia ha partecipato al convegno "Alleanza per la Repubblica", organizzato dall'europarlamentare di Forza Italia, Stefano Maullu e dal consigliere regionale Vittorio Pesato. Un'occasione per discutere del presente e soprattutto del futuro di una coalizione che oggi fatica a trovare equilibri e intese su impostazioni politiche ruoli dei vari protagonisti. A margine dell'incontro che si è tenuto sabato mattina al Palazzo delle Stelline di Milano ilComizio.it ha raccolto le dichiarazioni dell'esponente del partito di Giorgia Meloni - (VIDEO)


"Quando c'era una leadership naturale (quella di Silvio Berlusconi, ndr) nessuno l'ha mai messa in discussione, ma oggi non c'è e, se non ci sarà un accordo, noi siamo per fare le primarie. Il che non esclude nessuno, e quando dico nessuno, dico nessuno. Non è più tempo di leader calati dall'alto; oggi invece se si vuole tornare a vincere bisogna capire che la leadership non può essere divina ma viene dal basso. Noi abbiamo presentato una proposta per regolamentare per legge le primarie, ma non ha raccolto molto sostegno da parte degli alleati. A questo punto dovremmo comportarci come se una legge in materia ci fosse".

A dirlo è il deputato e cofondatore di Fratelli d'Italia, Ignazio La Russa, a margine del convegno "Alleanza per la Repubblica", organizzato dall'europarlamentare di Forza Italia Stefano Maullu e dal consigliere regionale Vittorio Pesato, al Palazzo delle Stelline di Milano. IlComizio.it ha raccolto le sue dichiarazioni.

Elezioni anticipate, Napolitano contrario: "Nei Paesi civili si vota a scadenza naturale". Salvini lo massacra: "Nei Paesi civili chi tradisce il proprio Popolo viene processato, non viene mantenuto a vita"

Il leader leghista, rilancia l'accusa di tradimento della Nazione nei confronti dell'ex Presidente della Repubblica che sul quadro politico attuale aveva detto: "Per togliere le fiducia a un governo deve accadere qualcosa. Non si fa certo per il calcolo tattico di qualcuno". Reagisce anche Giorgia Meloni: "Vergogna! Basta con gli inciuci di palazzo, coi voltagabbana e i prestanome di qualcuno: il popolo sovrano vuole votare ora e scegliere un governo che faccia i suoi interessi #elezionisubito"


 

Nel dibattito sulla fine prima del tempo della legislatura, con conseguente ritorno alle urne, entra anche l'ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si dice contrario al voto anticipato.

"Nei paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno", ha detto il senatore a vita. "Per togliere le fiducia a un governo deve accadere qualcosa. Non si fa certo per il calcolo tattico di qualcuno".

Parole che hanno scatenato la veemente reazione dei fautori della necessità del ritorno urgente alle urne, a cominciare da Matteo Salvini. "Nei Paesi civili chi tradisce il proprio Popolo viene processato, non viene mantenuto a vita", ha scritto su Twitter il leader leghista.

  

Nei Paesi civili chi tradisce il proprio Popolo viene processato, non viene mantenuto a vita.pic.twitter.com/dOGXFKfdMh

Il post di Salvini

 

 

A fargli eco, anche Giorgia Meloni: "Vergogna! Basta con gli inciuci di palazzo, coi voltagabbana e i prestanome di qualcuno: il popolo sovrano vuole votare ora e scegliere un governo che faccia i suoi interessi #elezionisubito".

 

Pd nella bufera, Scalfarotto: "Scissione? Se qualcuno vuole perdere..."

Il sottosegretario allo Sviluppo Economico parla della legge elettorale e delle frizioni all'interno del suo partito che negli ultimi giorni sono aumentate con le prese di posizione molto critiche nei confronti del segretario Renzi di Bersani, che ipotizza la nascita di un "nuovo Ulivo", di D'Alema, Emiliano ed altri: "Ci sono personaggi della nostra politica che hanno servito il Paese per lunghi decenni che dovrebbero prendere atto che la realtà è cambiata e che si sta costruendo una sinistra di governo che si assume le sue responsabilità e non fa solo testimonianza di principi che senza i voti non diventeranno mai realtà". L'intervista de ilComizio.it - (VIDEO)


Matteo Renzi con Pier Luigi Bersani

 

"Se Renzi forza, rifiutando il congresso e una qualunque altra forma di confronto e di contendibilità della linea politica e della leadership per andare al voto, è finito il Pd. E non nasce la cosa 3 di D'Alema, di Bersani o di altri, ma un soggetto ulivista, largo plurale, democratico”. Lo dice Pier Luigi Bersani all'Huffington Post.

L'ex segretario chiede il congresso anticipato e una nuova legge elettorale, altrimenti la strada non potrà che essere quella di una rottura. "Io lavoro per evitarla", sottolinea ma serve un cambio di rotta altrimenti "la sconfitta, andando avanti così, non è evitabile. Napolitano ha ragione, ma io non sto dicendo che non si può votare prima della scadenza naturale. Sto dicendo: andiamoci con ordine, dopo un Congresso e con una legge elettorale decente".

"C’è Renzi nel Pd, ma anche tanti altri. È ora che dicano qualcosa perché così si va a sbattere e si dissolve il Pd. Chiedo che qualcuno apra bocca". Un accenno poi alla polemica sui vitalizi scatenata dalle parole di Matteo Renzi: "Non può insultare il Parlamento. I vitalizi non ci sono più dal 2012 e ci sono qui dentro deputati 30enni che non sono qui ad aspettare i 65 anni per avere qualche euro di contributi. Non so se siano bersaniani o renziani: oggi ne ho visto qualcuno che piangeva".

Replica Matteo Orfini a Carta Bianca su Rai 3: "Bersani vuole rifare l'Ulivo, Rossi parla di socialismo. A questo punto rifacciamo il Pci... Questo gioco dell'oca non funziona molto. Abbiamo fatto il Pd proprio per superare quei partiti che non funzionavano più".

"Qualora ci dovesse essere una accelerazione sul voto non faremo in tempo a fare il Congresso, ma se c'è l'esigenza di ridiscutere con quale candidato andiamo alle elezioni, come chiede Bersani, potremmo tranquillamente trovare il modo di fare le primarie prima delle elezioni" aggiunge Orfini, specificando che "il segretario del partito non ha intenzione di sottrarsi".

A rispondere è anche Arturo Parisi, tra i fondatori dell'Ulivo con Romano Prodi. "Io so una cosa sola - dice Parisi all'Adnkronos - Che nel campo del centrosinistra il segno dell'Ulivo è stato dall'inizio il segno dell'unità. Unità contro ogni separazione e oltre ogni distinzione e provenienza passata".

"Anche quando nel '98 gli ulivisti furono costretti a prendere atto della rottura dell'Ulivo imposta da Cossiga, lo fecero - spiega Parisi - per riprendere con più forza la loro battaglia per l'unità". "Ripeto: dire Ulivo significa dire unità, dirsi ulivisti equivale a dirsi impegnati a frenare e ricucire ogni divisione, e a lavorare per il consolidamento e l'allargamento dell'unità presente", conclude.

(Fonte Adnkronos)

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