updated 2:16 PM UTC, Oct 22, 2018

Sì, The Big G ti sta seguendo: Google ammette di tenere traccia degli utenti anche quando la cronologia delle posizioni è disattivata

Google ha confermato che tiene traccia degli utenti anche dopo aver disattivato l'impostazione "Cronologia delle posizioni" sul loro dispositivo. Viene solo un giorno dopo che la pratica è stata rivelata da un'indagine AP.


Il chiarimento è citato in una pagina di aiuto sulla Cronologia delle posizioni, che Google ha modificato giovedì. Il testo, una volta errato, è stato modificato e dice: "Questa impostazione non influisce su altri servizi di localizzazione del dispositivo" e riconosce che "alcuni dati sulla posizione potrebbero essere salvati come parte della tua attività su altri servizi, come Ricerca e Mappe"In precedenza, la pagina indicava solo che "con la cronologia delle posizioni disattivata, i luoghi che vai non vengono più memorizzati".

Il cambiamento arriva anche se un portavoce di Google ha affermato che la società ha fornito "descrizioni chiare" di tutti gli strumenti di Google che potrebbero registrare le posizioni degli utenti. 
Il tutto arriva appena un giorno dopo che AP ha rivelato in un rapporto che Google ha effettivamente tracciato gli utenti quando la funzione Cronologia delle posizioni è stata disattivata. L'agenzia di stampa ha esaminato la questione dopo che K. Shankari, una ricercatrice dell'Università della California di Berkeley, ha scritto all'agenzia spiegando come il suo dispositivo Android, l'abbia spronata a valutare un recente acquisto a Kohl, nonostante la sua funzione di salvataggio cronologia delle posizioni, fosse disabilitata. Le scoperte di AP sono state successivamente confermate da ricercatori della facoltà di "Computer Science" alla Princeton University.

Sebbene sia possibile disabilitare completamente il rilevamento della posizione, farlo è molto più complicato di quanto inizialmente dichiarato da Google: gli utenti devono eliminare manualmente gli indicatori di posizione memorizzati, ognuno dei quali deve essere selezionato e cancellato individualmente, a meno che non si desideri eliminare tutto la tua attività memorizzata allo stesso tempo.

Google, Android, profilazioni e tracciamenti,  il "GRANDE G" ci ha completamente plasmato e sa sempre tutto quello che facciamo, compresi i nostri interessi... il tutto in modo quasi sempre legale ma sicuramente oscuro.

WhatsApp a pagamento dal 13 gennaio? Ecco cosa c'è dietro

“WhatsApp diventerà a pagamento”. Sull’applicazione di messaggistica istantanea è partita nuovamente la catena di Sant’Antonio sull’imminente cambio di gestione di WhatsApp che obbligherà gli utenti a pagare per poter utilizzare il servizio. Un messaggio che periodicamente compare sull’applicazione di messaggistica istantanea e che in breve tempo fa il giro d’Italia. Il messaggio ha cominciato a diffondersi i primi giorni di gennaio e in poco tempo si è diffuso nella maggior parte dei gruppi e delle conversazioni. Il testo del messaggio avverte che WhatsApp diventerà a pagamento dal 13 gennaio 2018 a meno che l’utente non condivida il messaggio con altri 20 utenti. Basterebbe poco per capire che si tratta di una bufala, ma sono molte le persone che hanno creduto al messaggio, tanto che la keyword “WhatsApp a pagamento dal 13 gennaio 2018” è una delle più ricercate sui motori di ricerca... (LEGGI TUTTO)


Attenti a fake news e catene di Sant’Antonio

Quando un’applicazione raggiunge il successo ottenuto da WhatsApp è normale che nascano delle catene di Sant’Antonio. E quella sul pagamento di WhatsApp è un evergreen che esce fuori almeno una volta al mese. E la velocità di propagazione è elevatissima, come accade per le fake news su Facebook e sui social network. Anche perché il modello che è alla base è lo stesso. Il testo del messaggio che annuncia il pagamento di WhatsApp è tanto semplice quanto subdolo: “AVVISO IMPORTANTE A TUTTI GLI UTENTI WHATSAPP | Dopo la nuova vendita del servizio finora gratuito offerto da Whatsapp, il nuovo direttore Yong Lin, durante la conferenza a stampa tenuta stamani 03 Gennaio 2018 a Shangai ha annunciato che da sabato mattina 13 Gennaio 2018 whatsapp diventerà a pagamento! Se hai almeno venti contatti manda questo messaggio a loro. Così risulterà che sei un utilizzatore assiduo e il tuo logo diventerà blu e resterà gratuito (ne hanno parlato al tg). Whatsapp costerà 0,01€ al messaggio. FATE GIRARE”. Per capire che si tratta di una bufala basta effettuare una semplice ricerca online e vedere che il CEO dell’azienda è Jan Koum, uno dei creatori dell’applicazione. Ma l’utilizzo della frase “ne hanno parlato al tg”, non fa altro che aumentare la forza del messaggio.

Come prevenire le catene

Quando si riceve un messaggio del genere, prima di condividerlo con i propri amici è sempre bene verificare l’autenticità. E per farlo bastano pochi minuti: basta visitare il blog di WhatsApp dove vengono annunciate tutte le novità, o quello di Facebook. (Fonte: Libero Tecnologia)

WhatsApp, i messaggi eliminati possono essere letti lo stesso? A quanto pare sì, tutta colpa di...

Come spiegava ilComizio.it in un recente articolo, l'ultimo aggiornamento della più diffusa applicazione di messaggistica consente di cancellare le comunicazioni spedite per errore o con successivo ripensamento, ma ora, secondo quando riporta Wired.it, il sito spagnolo Android Jefe ha scoperto che grazie a un'applicazione è possibile aggirare l'autocensura altrui. Ecco perché e come si può fare


Cancellati ma non del tutto. La nuova funzione di WhatsApp che permette entro 7 minuti di eliminare un messaggio mandato alla chat sbagliata o che ci si pente di aver inviato sarebbe aggirabile grazie a un'app. Una traccia insomma dei messaggi cancellati potrebbe essere ancora visibile. A scoprire la falla, come riporta Wired.it, è stato il sito spagnolo Android Jefe.

L'applicazione in questione è Notification History , uno strumento usato per organizzare le notifiche. L'app permetterebbe di visualizzare i primi 100 caratteri, e solo quelli, dei messaggi rimossi e non su tutti i sistemi operativi ma esclusivamente su alcuni Android.

Per recuperare i messaggi eliminati, spiega Wired.it, bisogna cercarli attraverso l'app aprendo la stringa con suffisso “.text”. I messaggi si posso recuperare solo parzialmente, fino ai 100 caratteri appunto e non sempre, ma la possibilità a quanto pare esiste.
 
(Fonte: Adnkronos)

Hai sbagliato a mandare un messaggio? Ora WhatsApp ti permette di rimediare

L'ultimo aggiornamento della più diffusa applicazione di messaggistica implementa la possibilità di cancellare i messaggi spediti per errore.

E' capitato praticamente a tutti. Un attimo di distrazione, l'agire con troppa velocità, schiacciare inavvertitamente lo schermo ed ecco che la frittata è fatta. Un messaggino prende la strada sbagliata e finisce dove non dovrebbe. Situazione quantomeno spiacevole, senza neppure prendere in considerazione gli effetti collaterali dei casi più sfortunati, quando a partire per sbaglio è qualcosa di sconveniente come una foto o una frase molto privata... l'unico desiderio è il poter tornare indietro nel tempo.

Da qualche giorno è finalmente possibile. Anche WhatsApp, come alcuni suoi competitor meno diffusi fanno da tempo, ha introdotto la possibilità di cancellare i messaggi già inviati sia dal proprio smartphone che da quello di chi lo ha ricevuto.

La novità sta proprio qui, poter cancellare un messaggio già inviato anche dal cellulare del destinatario, sia che si tratti di una chat privata sia che si tratti di un gruppo.

Unico limite, il ripensamento dovrà essere fatto entro 7 minuti dall'invio.

Il metodo per utilizzare la nuova funzione è molto semplice: una volta individuato il messaggio che si vuole cancellare bisognerà selezionarlo (tenendolo schiacciato), cliccare sul pulsate Elimina (a forma di cestino), e poi selezionale la voce Elimina per tutti.

Non tutte le tracce verranno cancellate però, perché al posto del messaggio eliminato apparirà su entrambi i cellulari la frase "Hai eliminato questo messaggio". Traccia dell'avvenuto errore che lascerà sicuramente incuriosito e sospettoso chi lo riceve ma che farà di certo meno danni della frase sbagliata alla persona sbagliata...

 

Addio smartphone Windows, Microsoft alza bandiera bianca

Brutto colpo per gli amanti degli smartphone targati Windows. L'era dei Lumia sembra ormai definitivamente tramontata e a darne conferma, dopo le tante voci e poche novità degli ultimi tempi, è lo stesso vice Presidente Corporate Windows Joe Belfiore.

In un post su Twitter le parole che segnano la fine di un'era:

"Of course we'll continue to support the platform.. bug fixes, security updates, etc. But building new features/hw aren't the focus." ovvero "Di sicuro continueremo a supportare la piattaforma ... bug fix, aggiornamenti di sicurezza. Ma realizzare nuove funzionalità/hardware non rappresentano il focus (di Microsoft)."

La Microsoft dunque si arrende alla concorrenza targata Google e Apple che nel settore smartphone la fanno da padrone con i loro sistemi operativi Android e Ios e lo fa dopo averci provato per qualche anno senza mai raggiungere il successo sperato. I numeri di diffusione del sistema operativo mobile della casa di Redmond d'altronde non sono mai stati significativi nonostante le politiche commerciali molto aggressive con prezzi stracciati e molti modelli lanciati in poco tempo.

A decretarne la fine la mancanza di applicazioni rispetto alla concorrenza e l'incapacità di convincere i produttori di smartphone a proporre modelli con il loro sistema operativo. 

Resta da capire come la prenderanno ora tutti gli acquirenti che hanno speso centinaia di euro per i Lumia top di gamma e a distanza di pochi mesi si ritrovano con un sistema operativo definitivamente morto. 

Fare magie come Harry Potter? Con il tuo cellulare puoi!

Lanciare incantesimi con il proprio smartphone ora è possibile! Provare per credere!


 

Sentirsi come Harry Potter grazie al proprio cellulare ora è diventato possibile.

Google infatti ha inserito nel suo sistema operativo per smartphone una funzione davvero particolare, un omaggio agli appassionati del celebre maghetto nato dalla fantasia della scrittrice J.K. Rowling.

Non serve aver frequentato la scuola di magia di Hogwarts per riuscirci, basta avere un smartphone Android e aver attivato i comandi vocali.

Ecco allora che per accendere la propria bacchetta magica e creare la luce, esattamente come faceva Harry Potter, basta lanciare il giusto incantesimo. 

Certo, prima sarà necessario pronunciare le altre parole magiche che chi usa un cellulare Android conosce bene, Ok Google, e subito dopo basterà dire Lumos Maxima!

E' questo il nuovo comando vocale per accendere la torcia del vostro cellulare senza dover usare le mani, un modo decisamente più simpatico del classico "Accendi torcia" o "Attiva torcia" che siamo abituati a usare. 

E che Google abbia fatto centro è inequivocabile. Oltreoceano è ormai diventata una moda utilizzare questa funzione nella sua nuova interpretazione e i video di novelli maghi armati di cellulare sono diventati virali. Per cui se vedete qualcuno comandare al proprio smartphone Lumos Maxima non stupitevi...

 

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