updated 12:38 PM UTC, Dec 7, 2018

Dj Fabo, la pm chiede l'assoluzione per Cappato: "Non sono l'avvocato dell'accusa". L'esponente radicale: "L'ho aiutato a morire. Preferisco essere condannato che giudicato irrilevante"

Sara Arduini ha spiegato così la sua posizione così: "Mi rifiuto di essere la parte dell'accusa. Io rappresento lo Stato. E lo Stato è anche Marco Cappato". Lui poi dice: "A un'assoluzione per irrilevanza della mia condotta preferisco una condanna. Perché io ho aiutato una persona a esercitare il proprio diritto di libertà di scelta e quindi a morire" - (VIDEO)


La procura di Milano ha chiesto l'assoluzione di Marco Cappato "perché il fatto non sussiste". Il radicale è imputato a Milano per aiuto al suicidio in relazione alla vicenda di Dj Fabo (Fabiano Antoniani, nella foto Ansa). Il pm Tiziana Siciliano insieme alla collega Sara Arduini hanno chiesto in subordine alla corte d'assise di eccepire l'illegittimità costituzionale dell'articolo 580 del codice penale quello sull'aiuto al suicidio.

"Marco Cappato - ha sostenuto in aula il pm Sara Arduini - non ha avuto alcun ruolo nella fase esecutiva del suicidio assistito di Fabiano Antoniani e non ha nemmeno rafforzato la sua volontà di morire". L'esponente radicale imputato davanti alla corte d'assise per aiuto al suicidio per aver accompagnato  Fabiano Antoniani, Dj Fabo, morto in Svizzera a fine febbraio con il suicidio assistito. 

Dj Fabo, la procura di Milano chiede l'assoluzione per Cappato: "Ha rispettato il desiderio di morire di Fabiano"

Il pm dopo avere ripetuto più volte come fosse "forte e granitica la volontà di Fabiano di morire" in quanto dopo l'incidente stradale era rimasto cieco, paralizzato e senza la speranza di un lieve miglioramento, ha sottolineato più volte che Marco Cappato "non ha in alcun modo rafforzato il proposito suicidiario di Fabo ma lo ha solo rispettato. Anzi lo ha addirittura ritardato cercando di coinvolgerlo nella sua lotta politica per tentare di dargli una nuova prospettiva di vita". I due pm originariamente avevano chiesto l'archiviazione della indagine a carico del rappresentante dell'associazione Luca Coscioni ma poi il gip Luigi Gargiulo aveva imposto l'imputazione coatta e l'esercizio dell'azione penale sostenendo che Cappato andasse accusato di aiuto al suicidio per avere addirittura rafforzato la volontà del proposito di togliersi la vita. (Fonte: Ansa)

Inchiesta Expo, ora Sala è indagato per concorso in abuso d'ufficio. La Procura di Milano: "Ha causato un danno molto grave". Il sindaco ai nostri microfoni

Il caso "Piastra dei servizi" dell'Esposizione universale. Notificato l'atto di chiusura indagini: "Non c'era urgenza per affidare l'appalto del verde senza gara. Procurato intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale a una sola azienda per la fornitura di seimila alberi". Il primo cittadino: "Sono sereno, non capisco il perché di certe cose ma parlano i miei avvocati". I legali avevano denunciato: "Anomala al punto da sembrare persecutoria" - (VIDEO)


Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, ex ad di Expo, avrebbe causato, assieme all'ex manager Angelo Paris, un "danno di particolare gravità" alla società che gestiva l'Esposizione con l'affidamento diretto alla Mantovani spa della fornitura di 6mila alberi per l'evento, parte del capitolo 'verde' dell'appalto per la Piastra dei Servizi. Lo scrive la Procura generale nell'atto di chiusura indagini per abuso d'ufficio notificato ieri. Secondo l'accusa, mancava anche il "requisito dell'urgenza" per l'affidamento senza gara.


L'affidamento diretto alla Mantovani, secondo l'accusa, "del contratto per la fornitura di essenze arboree" - compreso nel capitolo 'verde' del valore totale di oltre 6 milioni - ha riconosciuto all'impresa un importo di 4,3 milioni di euro, quando "invece l'effettivo valore" di quella fornitura "era di gran lunga inferiore", tanto che il subappalto assegnato dalla Mantovani "all'Ati Zelari-Euroambiente aveva un costo inferiore a 1,7 milioni".

In questo modo, Sala e Paris avrebbero procurato "intenzionalmente" alla Mantovani "l'ingiusto vantaggio patrimoniale pari alla differenza tra i due importi, dedotte le spese generali e l'utile d'impresa". E il reato di concorso in abuso d'ufficio, che sarebbe stato commesso il 23 ottobre del 2013, viene contestato "con l'aggravante del danno di particolare gravità".

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