updated 3:58 PM UTC, Dec 10, 2018

Migranti, Salvini corregge la rotta del governo: l'Italia non firmerà il Global Compact. Bruciato sul tempo Conte e smentito il ministro Moavero. Così Matteo è sempre più uomo forte, altro che contratto...

Prima il presidente del Consiglio Conte, davanti all'Onu, e poi il ministro degli Esteri Moavero Milanesi in altre riunioni internazionali avevano sostenuto il Global Migration Compact, il documento delle Nazioni Uninite per una gestione condivisa dell’immigrazione. Ma ora la linea del governo cambia, secondo le indicazioni del vicepremier Salvini e dell'ala leghista: il documento non si firma, prima si passa dal Parlamento


Il governo italiano non sottoscriverà il 'Global Compact for Migration' finché non sarà il Parlamento a esprimersi. Ad annunciarlo alla Camera bruciando sul tempo il premier Conte - intervenuto in seguito con una nota ufficiale -, il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il 'Global Compact for Migration', lanciato dall'Onu nel settembre 2016, è il patto che mira a definire impegni condivisi dalla comunità internazionale sui temi dell'emergenza immigrazione.

"La sinistra - ha detto il titolare del Viminale in aula - si lamenta da ore che il governo tolga spazio di espressione, di discussione, di confronto, di partecipazione e di dialogo al Parlamento. Cosa farà il governo sul Global Compact? Farà come la Svizzera, che ha fatto una scelta di democrazia e cambiamento: ha detto fermi tutti. Il governo italiano non andrà a Marrakech, non firmerà nulla. Il dibattito è così importante che non può essere questa solo una scelta del governo. Deve essere il Parlamento a discutere del Global Compact".
"E' una scelta, noi - ha aggiunto - avremmo potuto fare le scelte che hanno fatto altri governi prima del nostro. A differenza di qualcun altro che ha messo decine e decine di fiducie senza far parlare nessuno, su questo lascerà che sia il Parlamento a pronunciarsi. Se poi a voi non interessa è un vostro problema: Lega, Fdi, M5S e Fi ne discuteranno. Se voi siete ostili a questo approccio il problema è solo del Pd", ha concluso Salvini.

Poco dopo l'intervento di Salvini, ecco arrivare la nota del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Il Global Migration Compact - si legge - è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini: riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all'esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera. A Marrakech, quindi, il Governo non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato".

 

(Fonte: Adnkronos)

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La Destra ai tempi del sovranismo, La Russa: "Nascerà un movimento nuovo, alleato di Salvini, per far vincere il centrodestra, ma senza patti del Nazareno e 5 Stelle" (VIDEO)

"Nessuna fusione con la Lega, ma un grande soggetto sovranista aperto a tutti che sappia riportare il centrodestra alla vittoria senza gli errori del passato come il patto del Nazareno e l'alleanza Salvini-M5S". Ai microfoni de ilComizio.it parla Ignazio La Russa, senatore di Fratelli d'Italia e vicepresidente del Senato, a margine della manifestazione “Popoli e Sovranismo” organizzata dal partito di Giorgia Meloni a Milano al teatro Nuovo, sabato 13 e domenica 14 ottobre 

Nasce "Forza Salvini", la corrente salviniana di Fi. A vedere il simbolo sembra uno scherzo, ma la questione è terribilmente seria. E se alle Europee...

Come riporta l'agenzia Agi, giovedì, con la presentazione a Montecitorio, nascerà ufficialmente "Forza Salvini", la corrente interna agli azzurri che appoggia il leader della Lega e le sue posizioni, contestate invece dai vertici del partito di Berlusconi. Qualcuno potrebbe leggere in questa mossa semplicemente la ricerca di un posto al sole da parte di alcuni forzisti disposti ad abbandonare la nave che affonda per salire sul vascello leghista col vento in poppa. In certi casi è più o meno così, ma il malcontento sta montando da mesi in seno a quello che era il soggetto egemone e trainante del centrodestra ma che ora rischia seriamente di sparire, fagocitato dal sempre più potente Matteo. L'interprete maggiormente in vista di tale processo è il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che ancora oggi è tornato ad attaccare: "Forza Italia ormai fa solo convention", ha detto al Corriere. A detta di molti la nuova discesa in campo di Silvio non basterà ad evitare il minimo storico alle elezioni europee di maggio. Se il divario con la Lega assumesse proporzioni imbarazzanti allora l'incubo di alcuni e il sogno di altri, cioè la creazione di un centrodestra forte guidato da Matteo Salvini, diventerebbe realtà. Ecco perché c'è chi si porta avanti.


E con 'Forza Salvini' nasce ufficialmente la corrente salviniana in Forza Italia. Annunciata nei mesi scorsi e promossa dal forzista Pietro Spizzirri, vicecoordinatore nazionale e coordinatore regionale dei club FI della Calabria, la componente sarà presentata giovedì alle 11.30 in una conferenza stampa a Montecitorio.

L'annuncio arriva con una nota in cui si riporta appunto il simbolo FI, l'ormai storico tricolore con il nome del partito in diagonale all'interno. Modificato, però: 'Salvini' al posto di 'Forza Italia'. Nel corso della conferenza stampa - si spiega - sarà presentata "la corrente popolare e populista di Forza Italia".

"Viviamo tra la nostra gente e non nei salotti romani. Viviamo dei nostri sudati guadagni e sappiamo che il nostro popolo apprezza l'operato di Matteo Salvini e guarda con grande interesse e favore ad interventi come la spesa di cittadinanza, la flat tax, la pace fiscale tombale e la ritrovata unità nazionale. Ci poniamo un obiettivo semplice: far capire al presidente Berlusconi che il popolo di Forza Italia vuole essere alleato di Matteo Salvini e della Lega in questa rivoluzionaria azione di miglioramento del Paese", è l'intento.

L'obiettivo? Entrare nella maggioranza

"Forza Italia deve contribuire a migliorare i contenuti di questa manovra, rendendola ancora più efficace per il progresso del Paese ed il benessere dei cittadini, in linea con le vere aspettative della nostra base. Sono numerose e quotidiane - assicurano i promotori - le adesioni di sindaci, amministratori, dirigenti locali, militanti, simpatizzanti ed elettori di Forza Italia alla corrente Forza Salvini".

"L'idea di fondo - spiega ancora la nota - è chiara: bisogna sostenere la Lega di Salvini al governo del Paese, in linea con la tradizionale alleanza di centrodestra e con i valori ed i principi ispiratori originari del movimento azzurro e di Silvio Berlusconi, quali sicurezza, dignità della persona, libertà ed eguaglianza. Avviando, pertanto, un confronto propositivo per il miglioramento dell'azione di governo, anziché fare opposizione ad ogni costo. Bisogna rivalutare la possibilità di sostenere il governo diventando parte della maggioranza".

"In questo particolare momento storico, ma con le opportune modifiche, riteniamo che sia necessario sostenere la manovra del governo Conte e la linea di Matteo Salvini leader del centrodestra italiano, anche contro la strafottenza e l'arroganza di questa Europa vecchia, inutile e da rifondare", si conclude.

 

(Fonte: Agi)

Il "Me ne frego" di Salvini, un motto "crudo" che ha radici lontane e anche eroiche. Dagli Arditi della Grande Guerra a D'Annunzio e Mussolini: una lettura storica oltre le banalizzazioni

Il ministro dell'Interno, il "Capitano" del sovranismo italiano, fa sempre, inevitabilmente, parlare di sé. Ci ha preso gusto e sui social come in tv, in piazza come nel Palazzo, non rinuncia a galvanizzare i suoi sostenitori e, contemporaneamente, ad attirare gli strali dei nemici. Questi ultimi, bene che vada, lo definiscono "fascista" per sintetizzare le accuse di razzismo, xenofobia e via dicendo. Lui ha capito che la cosa funziona e che non gli porta altro che nuove simpatie. Ecco perché non rinuncia ad accarezzare i riferimenti che nel cuore e nelle viscere degli italiani sono ancora ben presenti. Quindi osa, quindi "se ne frega"...


Matteo Salvini si riscopre sempre più 'dannunziano'. Anche oggi è tornato a difendere a spada tratta la manovra economica contro le accuse del Commissario Ue, Jean Claude Juncker (''Sarà seria e coraggiosa e poi dal prossimo anno il debito scenderà'') citando per la seconda volta in meno di una settimana il motto del Vate 'Me ne frego'. Nell'era del governo giallo verde, dopo il tabù violato dell'affaccio sul balcone di palazzo Chigi di Luigi Di Maio e i ministri M5S, è il leader della Lega, sempre a proposito del Def, a sdoganare un'espressione originariamente appartenente agli Arditi durante la Prima guerra mondiale e resa famosa da Gabriele D'Annunzio, ma poi entrata nella fraseologia fascista con i discorsi di Benito Mussolini.

 Ospite stamane di 'Mattino Cinque', su Canale 5, il ministro dell'Interno ha assicurato: ''Abbiamo sempre detto che avremmo fatto una manovra coraggiosa anche se in Europa ci avessero bacchettato", ma il "presidente della Commissione Ue ci paragona alla Grecia, la Francia ci minaccia, il tedesco ci minaccia... Queste minacce - rivendica il 'Capitano' - non ci sfiorano e come D'Annunzio dico 'me ne frego', perché noi rispondiamo solo agli italiani''. Anche sabato scorso, Salvini aveva tirato in ballo D'Annunzio, proferendo un secco 'me ne frego', nel corso di un intervento alla Giornata mondiale del sordo, a Roma: "Abbiamo fatto una manovra che investe soldi per chi di soldi non ne vede da molti anni: giovani, pensionati, le pensioni di invalidità. E se a Bruxelles mi dicono che non lo posso fare me ne frego e lo faccio lo stesso". Oggi il bis.

Altri leader in passato hanno usato il 'Me ne frego' di memoria mussoliniana. Tra questi Silvio Berlusconi, che se ne servì nel 2018 per replicare a chi gli domandava se fosse in ambasce per la decisione di Strasburgo sul suo ricorso (poi ritirato). Non è la prima volta che l'attuale ministro dell'Interno sceglie il linguaggio politicamente 'scorretto', ma lo fa a meno di 48 ore dallo show dal balcone di palazzo Chigi dei suoi colleghi M5S, che ha provocato un'ondata di commenti sui social e sulla carta stampata, con l'inevitabile richiamo ai discorsi del Duce.

C'è però anche un precedente 'comunitario', e riguarda la frase del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker che in polemica con l'allora premier Matteo Renzi usò le parole "je m’en fous". La traduzione che andò per la maggiore fu "me ne frego", con inevitabile coda di polemiche, anche se in francese il senso è tra "non m'importa" e il triviale "me ne fotto". Benché attribuito a D'Annunzio (che lo definì un motto 'crudo) e poi diventato lo storico slogan squadrista, il 'Me ne frego' (tratto dal dialetto romanesco) probabilmente era diffuso già tra gli Arditi durante la prima guerra mondiale e la successiva Impresa di Fiume. Apparve per la prima volta sui manifesti lanciati dagli aviatori del Carnaro su Trieste. Ed era ricamato in oro al centro del gagliardetto azzurro dei legionari fiumani.

Qualcuno dice che traeva origine dalla scritta che un soldato ferito si fece apporre sulle bende, come segno di abnegazione totale alla Patria. Secondo gli ultimi studi, sembra che il motto nacque in occasione della Battaglia del Solstizio (15 giugno 1918), così battezzata da D’Annunzio per la coincidenza con il solstizio estivo e per il significato strategico che assunse nel prosieguo della Grande Guerra, quando il colonnello degli arditi rispose così al suo superiore, che gli aveva ordinato di lanciarsi con i suoi uomini in una missione suicida per la Patria: "Me ne frego, si fa ciò che si deve fare per il Re e per la Patria". Gli Incursori di oggi del nono Reggimento d'assalto paracadutisti, considerato il reparto diretto erede degli Arditi della Prima Guerra Mondiale, continuano ad usare l’espressione "me ne frego del dolore, me ne frego della fatica, me ne frego dei sacrifici, me ne frego della mia ideologia politica o del mio credo religioso perché faccio quello che l’autorità militare mi ordina di fare".

 

(Fonte: Adnkronos)

Reddito di cittadinanza, chi ne ha diritto, quanto dura e come funziona. Tutto quello che c'è da sapere sull'attesa e discussa misura targata 5 Stelle

Non potrà essere speso in contanti, avrà un importo di 780 euro e sarà destinato a circa 6,5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà. Il famigerato reddito di cittadinanza non è solo il cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle ma anche uno dei cardini del contratto di governo. E tra una manciata di mesi diventerà realtà. Ma come funziona? A chi spetta? E quando si potrà richiedere?


COS'E' E COME FUNZIONA - Il reddito di cittadinanza è un sussidio destinato a chi è senza lavoro o in stato di indigenza, che viene erogato solo a particolari condizioni. Per ottenerlo bisognerà sottostare ad alcuni requisiti: essere cittadini italiani, aver compiuto almeno 18 anni, essere disoccupati o percepire un reddito o pensione considerati al di sotto della soglia di povertà, iscriversi al centro per l'impiego, svolgere progetti di utilità sociale organizzati dal Comune di residenza per un massimo di 8 ore settimanali, e soprattutto accettare uno fra i primi tre lavori offerti dal centro per l'impiego. Chi vuole ottenere il reddito di cittadinanza, dovrà inoltre dimostrare di impiegare alcune ore al giorno alla ricerca di un lavoro.

QUANTO DURA - Il reddito di cittadinanza si può ottenere per tre anni, se persistono i requisiti elencati sopra. Dopo il rifiuto di tre offerte, però, i cittadini saranno esclusi dal sussidio.

CENTRI PER L'IMPIEGO - I Cinquestelle lo hanno ribadito più volte: senza il potenziamento dei centri per l'impiego il reddito di cittadinanza non può decollare. Ecco perché a partire da gennaio 2019 il primo passo sarà quello di rafforzare gli attuali centri per l'impego utilizzando circa 1 miliardo e mezzo. Per riformarli, il vicepremier Luigi Di Maio ha assoldato Mimmo Parisi, un professore di origini pugliesi che lavora da 30 anni in America. Direttore della National Strategic Planning and Analysis Research Center, Parisi, come ha spiegato Di Maio "darà una grossa mano per fare i nuovi centri impiego dell'Italia. Un mix di innovazione tecnologica e ristrutturazione completa di questi centri".

A QUANTO AMMONTA L'ASSEGNO E A CHI SPETTA - L'assegno avrà un massimo di 780 euro mensili e sarà destinato a circa 6,5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà (cifra calcolata dall'Istat). Chi ha qualche forma di entrata, invece, dovrebbe avere solo un'integrazione. Stando a quanto affermato da Di Maio il contributo sarà riservato ai soli cittadini italiani e a chi risiede in Italia da almeno 10 anni.

QUANTO VALE - Con l'approvazione della nota di aggiornamento del Def, il governo ha stimato in 10 miliardi le risorse a disposizione per introdurre il reddito di cittadinanza e contemporaneamente riformare i centri per l'impiego.

QUANDO ARRIVA - Il reddito di cittadinanza dovrebbe partire da marzo-aprile 2019.

COSA CI SI PUO' COMPRARE - Il reddito dovrebbe essere erogato sotto forma di carta acquisti o borsellino elettronico che i beneficiari potranno spendere per i beni di prima necessità, come alimenti e medicinali. Ma anche per pagare l'affitto. Il denaro non potrà essere messo da parte e si potranno utilizzare sistemi di pagamento tramite app. Esclusa anche la possibilità di spendere i soldi in giochi d'azzardo. Le spese effettuate con la card saranno comunque tracciabili. 

 

(Fonte: Adnkronos)

Governo; Lega e M5S esultano, "Giorno storico, oggi è cambiata l'Italia!". Piazza Affari perde in un giorno 20 Miliardi

Luigi Di Maio e Matteo Salvini raggiungono l'intesa con Tria sul rapporto deficit/Pil al 2,4% - Il premier Conte: "Manovra coraggiosa per il bene del Paese" Ma i mercati non hanno la stessa visione.


Il rapporto deficit-Pil viene portato al 2,4% per gli anni 2019, 2020 e 2021. Questo lo storico accordo di Governo, approvato all'unanimità dal Consiglio dei Ministri. Sembra inoltre che il ministro Tria non rassegnerà le proprie dimissioni come ipotizzato da qualcuno: "Nessuno ha mai messo in discussione Tria né si è messo in discussione. La sua scelta è la naturale conseguenza di un allineamento politico", ha affermato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. Ironizza invece Di Maio, intervistato al programma Piazza Pulita in onda sui La7. "Come sta Tria?" ha chiesto al ministro il conduttore Corrado Formigli. "Ve lo saluto", la risposta del vicepremier pentastellato. Che in due post su Facebook ha commentato il risultato della approvazione del DEF e del Decreto Sicurezza.

e sempre sull'ambito social continua:

"Il Decreto Emergenze è ufficialmente in vigore. La ricostruzione del Ponte adesso partirà alla velocità della luce. Infatti per Genova il decreto prevede un super commissario per una veloce ricostruzione del Ponte, l'esclusione di Autostrade dalla ricostruzione del Ponte perché sarebbe stato assurdo farlo ricostruire a chi ne ha causato il crollo, sono previsti aiuti alle famiglie e alle imprese colpite dal crollo e l'istituzione di un'Agenzia per il monitoraggio delle infrastrutture. 
Nel decreto però non c'è solo Genova. Vi avevo promesso che avremmo rimesso il Sud al centro delle politiche di Governo e così sta avvenendo. Per anni siamo stati trattati come cittadini di serie B. Ogni volta che si faceva qualcosa per le regioni meridionali, sembrava sempre una concessione. Sembrava sempre che dovessimo ringraziare per quelli che invece erano nostri diritti. Per quanto mi riguarda il Sud ha un credito con l’Europa e con il resto d’Italia e io ho il dovere di estinguere quel credito mantenendo le promesse fatte.
Il decreto emergenze appena firmato dal Presidente della Repubblica contiene tante norme per tutta l'Italia e che non dimenticano il Sud. Vediamole insieme!

INVITALIA. Evitiamo il pignoramento dei beni agli imprenditori in difficoltà.
Tante aziende, soprattutto al Sud, hanno avuto accesso ai fondi Invitalia. Erano prestiti da onorare e così dovrà essere. Ma la crisi non ha permesso a molte di queste imprese di rientrare con il prestito nei tempi previsti e adesso gli imprenditori rischiano di vedersi pignorati i beni della azienda e soprattutto di fallire. Con il Decreto Emergenze diamo ad Invitalia la possibilità di sospendere i pagamenti e di dilazionare questi prestiti, e quindi di dare respiro a tante piccole e medie imprese in difficoltà. Nei casi più gravi e con esecuzioni già in corso invece addirittura abbiamo previsto la possibilità di transare il debito con Invitalia. In questo modo finalmente le imprese potranno proseguire la propria attività, uscire dalla crisi e magari riniziare ad assumere.

TERREMOTO DI ISCHIA. Finalmente parte la ricostruzione! Un anno e mezzo fa Ischia fu colpita da un terremoto che distrusse centinaia di abitazioni. Da allora gli ischitani sono stati abbandonati. Sono stati gli unici terremotati a non aver avuto un decreto che gli permettesse di ricostruire. Ad Agosto sono stato ad Ischia, a settembre c’è stato il Presidente Conte. Avevo promesso ai sindaci che avremmo avviato la ricostruzione fornendogli gli strumenti normativi per farlo. Con il Decreto Emergenze si parte!

TORNA LA CASSA INTEGRAZIONE PER CESSAZIONE.
Quante aziende falliscono, quante delocalizzano, quanta gente finisce in mezzo ad una strada dall’oggi al domani? Può capitare a tutti. Soprattutto nelle aree più svantaggiate di Italia.
Fino a qualche anno fa c’era la cassa integrazione per cessazione, che dava due anni di aiuti a chi finiva in mezzo ad una strada. Poi è arrivato il PD con il Jobs Act ed ha cancellato anni di battaglie dei lavoratori. Con il Decreto Emergenze ricostituiamo la cassa integrazione per cessazione. Diamo respiro alle persone in difficoltà. 
Un vero salvavita per i lavoratori di tutte le imprese italiane.

AGENZIA PER LA SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE
Quanti ponti insicuri, quante strade pericolose, quanta paura abbiamo di viaggiare dopo anni di ruberie e trascuratezza delle nostre infrastrutture?
Con il Decreto Emergenze, nasce l’agenzia per la sicurezza delle infrastrutture. D’ora in poi ci sarà un’unica agenzia che si dedicherà al monitoraggio delle nostre strade e dei nostri ponti.
La tecnologia ci aiuterà a migliorare la sicurezza di tutti noi. Grazie ai sensori lo stato di salute di ponti, gallerie e viadotti sarà monitorato in tempo reale. 
Nel giro di pochi mesi avremo una banca dati nazionale e persone qualificate dedite al monitoraggio delle nostre infrastrutture. Mai più un Ponte Morandi!
Tutto questo è già Legge. Ed è solo l’inizio!"

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Anche il Premier Conte sembra colpito da "enfasi di successo" e in un post sui social scrive, "Stiamo facendo del bene all'Italia e degli italiani. Vi garantisco che abbiamo lavorato con serietà e impegno per realizzare una manovra economica meditata, ragionevole e coraggiosa. È un intervento che migliorerà le condizioni di vita dei cittadini e assicurerà al nostro Paese una più robusta crescita economica e un più significativo sviluppo sociale. Abbiamo deliberato di realizzare tutte le riforme già annunciate, mantenendo fede agli impegni presi in tema di giustizia sociale. Introdurremo il reddito di cittadinanza, una seria riforma fiscale" e - conclude - "supereremo la legge Fornero".
 

Purtroppo i mercati non vivono della stessa enfasi 

"Piazza Affari perde in un giorno 20 miliardi. Da maggio il rosso è di 86"
 
Questo il titolo de "il Sole 24 ore" di oggi, che in un articolo a firma Vito Lops spiega che "la reazione a caldo dei mercati finanziari all’innalzamento del deficit/Pil dall’1,6% (proposta del ministro dell’Economia Giovanni Tria) al 2,4% (dato inserito nell’aggiornamento del Def ieri notte) è stata piuttosto violenta. Piazza Affari ha chiuso l’ultima seduta della settimana con un calo del 3,7% (dopo un picco intraday vicino a -5%). Lo spread BTp-Bund, che nel corso della giornata si era impennato fino a quota 280, ha terminato a quota 267, posizionandosi in ogni caso sui livelli di agosto. Il rendimento del decennale è salito al 3,25% rispetto al 2,9% della vigilia. Le tensioni sull’Italia trascinano al ribasso anche la moneta unica che torna sotto quota 1,16 (1,158) accusando un ribasso quotidiano superiore al mezzo punto percentuale."
 
Cosa ci attenderà dunque nelle prossime settimane? siamo di fronte al panic selling?, quello che sicuramente ci attendiamo è che il governo Lega - Cinquestelle, apra un dialogo con Bruxelles evitando lo scontro. Si apre quindi una delicata fase di trattative che potrebbe durare due mesi (entro fine novembre la Commisione europea dovrà dare il nullaosta alla legge di Bilancio). Ne è consapevole anche il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, che pur definendo la manovra italiana «fuori dai paletti Ue» ha sottolineato allo stesso tempo che «non abbiamo nessun interesse ad aprire una crisi tra la Commissione e l'Italia, nessuno ha interesse a farlo perché l'Italia è membro importante della zona euro». Una conferma che giunge anche dall vicepremier Luigi Di Maio: «Ora parte l'interlocuzione».
 
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Il grande ritorno di Silvio, il profeta dei liberali: "Libertà in pericolo, è l'ora di mobilitare le coscienze". Poi attacca Salvini e annuncia che alle Europee ci sarà

"Io candidato alle europee? "Penso di sì, è ciò che mi chiedono tutti. E poi, se dobbiamo salvare l'Italia, bisogna cominciare a fare le cose sul serio". Colpo di scena al termine della kermesse azzurra di Fiuggi, dove Silvio Berlusconi è tornato a parlare dell'alleanza del centrodestra, senza risparmiare stoccate al governo gialloverde e al compagno di coalizione Salvini. L'annuncio ufficiale del Cav arriva all'uscita del Grand Hotel Palazzo della Fonte in una breve risposta ai cronisti. D'altra parte, fiume in piena sul palco, il capo di Forza Italia lo aveva già detto. "Sarò in campo alle prossime elezioni per salvare anche io il paese che amo", annunciava, per poi scandire: "Dobbiamo aprirci a quegli altri italiani che in definitiva la pensano come noi e questa volta sono rimasti a casa o hanno espresso un voto di protesta. Dobbiamo ritornare ad avere un voto importante e che faccia ancora di noi la prima forza politica in Italia". Nel corso dell'intervento del leader azzurro a chiusura della tre giorni organizzata da Antonio Tajani, Berlusconi aveva sottolineato come il vertice del centrodestra a Palazzo Grazioli "ha confermato che la coalizione è definitiva per tutti e tre i partiti". Però, aveva anche sottolineato, "Salvini ha delle uscite che non sono gradevoli e accettabili da parte nostra. Forse deve tentare di non far scoppiare un diverbio assoluto con i Cinque Stelle, quel diverbio che noi auspichiamo anche presto"


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IL MANIFESTO

"Noi, donne e uomini liberi d'Italia, ribadiamo la nostra fede nei principi liberali espressi nel 'credo laico' di Forza Italia e lanciamo un grido d'allarme per il pericolo che tali principi corrono nel nostro Paese e in Europa". Così recita l'incipit del 'Manifesto per la libertà' presentato ieri a Fiuggi dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, protagonista della giornata conclusiva della kermesse azzurra organizzata da Antonio Tajani.

Un manifesto programmatico per il rilancio del partito che si articola in 5 punti. "La libertà è la condizione naturale di ogni essere umano. La garanzia della libertà e della dignità di ogni essere umano è la prima e più importante funzione dello Stato", si legge al primo punto.

I principi "sui quali si fonda la comune civiltà europea, sono oggi minacciati dai movimenti pauperisti, giustizialisti, statalisti e ribellisti che in varie forme operano in alcuni Stati europei" e, prosegue il manifesto, "questo pericolo riguarda direttamente il nostro Paese, nel quale la delusione di molti cittadini per gli errori del vecchia politica ha condotto al governo un movimento come i Cinque Stelle, ispirato dall'invidia e dall'odio sociale, nemico delle libertà, del progresso, della democrazia rappresentativa".

Per questo "da responsabili politici di Forza Italia, facciamo appello a tutti coloro che hanno a cuore i principi liberali affinché compiano una scelta di campo e si uniscano a noi per difendere l'avvenire del nostro Paese", è il messaggio del presidente di Fi. "Come nel 1994 - si legge ancora nel documento presentato alla platea di Fiuggi - è l'ora di una grande mobilitazione delle coscienze per noi che rappresentiamo l'Italia seria, onesta, concreta, fattiva": l'obiettivo è costruire "un centrodestra rinnovato e unito, nel quale possano riconoscersi gli italiani moderati, ragionevoli e di buon senso".

Berlusconi (che al termine del suo intervento di ieri, secondo quanto raccontato da fonti azzurre, avrebbe avuto un lieve calo di pressione), ha illustrato le linee guida della 'road map' che nelle intenzioni del Cav porterà al rilancio della sua creatura politica: "Quest'anno", ha spiegato, "la struttura territoriale del nostro movimento" verrà "totalmente rinnovata attraverso congressi che certamente non dovranno essere una conta burocratica di tessere" ma "assemblee aperte, alle quali si possa partecipare con grande facilità".

Avranno "spazio" e "rappresentanza nei nostri organi dirigenti", ha sottolineato Berlusconi, anche "i rappresentanti di quel ricchissimo mondo delle liste civiche di centrodestra che in moltissimi comuni sono la nuova leva degli amministratori locali".

 

(Fonte: Adnkronos)

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Via libera al decreto sicurezza, Salvini scatenato: "Stop alle richieste di asilo dopo condanna in primo grado e chiusura di tutti i campi rom entro fine legislatura"

Il consiglio del Ministri ha approvato il decreto Salvini in materia di sicurezza e immigrazione. "Per i richiedenti asilo - ha annunciato il ministro dell'Interno - lo stop alla domanda si avrà in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado". Con "un passaggio - ha precisato il premier Giuseppe Conte - anche all'autorità giudiziaria". Il leader leghista annuncia il pugno di ferro anche sugli insediamenti dei nomadi anche se non vi sono misure ad hoc all'interno del provvedimento perché altrimenti "sarebbe scoppiato il putiferio"


Via libera del Consiglio dei ministri al dl Salvini. Dopo circa un'ora di discussione, è stato approvato il decreto che contiene le norme sulla sicurezza e sull'immigrazione. "Sono felice", scrive su Facebook il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "Un passo in avanti - sottolinea - per rendere l'Italia più sicura".

Parlando al termine del Cdm, il leader della Lega dice: "Il decreto è stato approvato all'unanimità, poi si potrà arricchirlo, ho accolto proposte che modificheranno il testo, un testo che non è blindato". "Sono state smentite le potenziali e inesistenti polemiche che sarebbero state alla base di questo decreto", sottolinea. "Si tratta - continua - del dl più condiviso, più modificato, più aggiornato nella storia almeno di questo governo, sono contento".

Parlando in conferenza stampa delle misure contenute nel dl, il vicepremier spiega: "Per i richiedenti asilo la sospensione della domanda d'asilo è prevista in caso di pericolosità sociale o in caso di condanna in primo grado". Il ministro dell'Interno dice di essersi ispirato, per la stesura della norma, a un episodio di cronaca, ovvero quella degli autisti di autobus "massacrati" a Como. "Se il questore valuterà particolarmente pericoloso un richiedente asilo - sottolinea -, potrà sospendere la domanda". "C'è anche un passaggio all'autorità giudiziaria - puntualizza Conte - perché collegata al Cpr" ovvero al Centro di permanenza per il rimpatrio.

Salvini annuncia poi: "La protezione umanitaria viene normata con sei fattispecie specifiche, non ci sarà più la libera interpretazione del singolo". "Avremo un riconoscimento dei diritti dei profughi veri", assicura. Il ministro snocciola le sei fattispecie previste, "che daranno luogo a una protezione oggettiva e non soggettiva": si tratta delle "vittime di grave sfruttamento lavorativo, vittime di tratta, vittime di violenza domestica, vittime di gravi calamità naturali, necessità di cure mediche, protagonisti di atti di particolare valore civile".

Rispondendo a chi gli chiede quale sarà il futuro dei centri Sprar e se verranno ridimensionati, il vicepremier dice: "Continueranno ad esistere ma limitatamente ai richiedenti di protezione umanitaria e ai minori accompagnati". "Da quando sono ministro - riferisce - abbiamo ridotto di circa 20 mila unità le presenze in tutti questi tipi di strutture. Coloro che sono nel giusto come amministratori locali e come i profughi non hanno nulla a che temere da questo provvedimento".

Il responsabile del Viminale precisa poi che all'interno del provvedimento varato non ci sono misure ad hoc sui rom ("altrimenti sarebbe scoppiato il putiferio") ma sottolinea come l'obiettivo sia "campi rom zero" entro "fine legislatura". Riguardo alla tempistica, Salvini assicura che il dl su migranti e sicurezza sarà inviato al presidente della Repubblica un'ora dopo il decreto Genova, che, come spiegato dal premier, dovrebbe arrivare "al Quirinale già domattina".

Parlando del decreto Salvini appena approvato, Conte chiarisce che "c'è già interlocuzione, a livello massimo e di strutture tecniche" con il Colle. "Quando c'è un decreto - spiega -, fa parte del galateo istituzionale che si preannunci al Quirinale, questo è stato fatto in via informale". Poi dice: "Non voglio tirare per la giacca il capo dello Stato, dicendo che lo ha approvato, avrà tutto l'agio per fare eventuali rilievi".

Su migranti, Conte assicura: "Non cacciamo dall'oggi al domani nessuno, rendiamo più efficace il sistema per i rimpatri". "Non smantelliamo alcunché - sottolinea - rileviamo che la protezione umanitaria che doveva essere marginale è arrivata al 25%". "Se non governiamo la realtà, la realtà ci sopravanza", osserva.

 

(Fonte: Adnkronos)

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