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updated 4:27 PM UTC, Feb 27, 2021

Singapore lancia un sistema di verifica facciale che funziona da Carta d'identità elettronica

Il paese diventa il primo al mondo a incorporare questo strumento high-tech nel suo programma nazionale di identità digitale


In tempi incerti, Singapore vuole che non ci siano dubbi sul suo impegno per l'innovazione tecnologica. La città-stato asiatica ha lanciato un programma di verifica facciale integrato nella carta d'identità digitale, qualcosa di senza precedenti al mondo. Un'iniziativa applaudita e temuta in egual misura: mentre per i suoi promotori si tratta di un'anticipazione inequivocabile che verrà emulata da altri paesi, i critici la considerano uno strumento invasivo che può portare ad abusi da parte di un regime semi-autoritario.

Il sistema è stato incorporato nel documento di identità digitale nazionale, noto come SingPass ("Singapore Personal Access"), che dal 2003 consente a circa 3,3 milioni di cittadini di Singapore, poco più di metà della sua popolazione totale, di collegarsi a più di 400 servizi pubblici e privati. L'idea è che gli utenti possano optare per uno scanner facciale biometrico (SingPass Face Verification) per accedere a questi servizi tramite i loro telefoni cellulari e computer, ma anche da piccole telecamere, progettate per i residenti che non dispongono di uno smartphone.  Al momento, questa possibilità è in fase di sperimentazione negli stand allestiti dall'Agenzia delle Entrate dell'isola e dalla più grande banca di Singapore, la DBS.

L'obiettivo è rendere l'esperienza più facile e veloce; Invece di memorizzare e inserire una password, il test scansiona il viso della persona e lo confronta con il suo database. Il sistema utilizza la tecnologia di autenticazione cloud biometrica sviluppata per la Government of Singapore Technology Agency (GovTech) e dalla società britannica iProov. Secondo l'azienda, questa tecnica non solo conferma l'identità dell'utente, ma verifica anche che si tratti di una persona reale e non, ad esempio, una fotografia o una maschera.

"Questa è la prima volta che un sistema di verifica nel cloud viene utilizzato per un documento di identità nazionale", ha affermato Andrew Bud, CEO di iProov. Sebbene molte agenzie governative (come Healthcare nel Regno Unito o Home Security negli Stati Uniti) utilizzino sistemi di verifica facciale, solo Singapore ha osato incorporarli nella carta d'identità nazionale. Fino ad ora è una tecnologia utilizzata più frequentemente nei controlli aeroportuali, per sbloccare telefoni cellulari o accedere a conti bancari digitali.

La sua differenza fondamentale con i sistemi di riconoscimento facciale è che questi ultimi non richiedono il consenso della scansione, mentre i sistemi di verifica lo fanno e sono spesso utilizzati per scopi più surrettizi, come il tracciamento di possibili criminali in spazi con telecamere installate che fotografano indiscriminatamente. “Il riconoscimento facciale ha tutti i tipi di implicazioni sociali. Ma la verifica facciale è estremamente sicura e non vuole essere invasiva o ledere i diritti personali", difende Bud.

Una dichiarazione che non ha un consenso unanime. Mentre il governo di Singapore garantisce che il sistema di verifica scelto, sia progettato tenendo conto della "privacy di tutti gli utenti", le organizzazioni per i diritti digitali sono preoccupate per il suo potenziale come metodo di sorveglianza e per lo squilibrio che può creare tra lo stato e l'individuo. "Non c'è nulla di benigno in una forma di sorveglianza intrinsecamente invasiva e che si è ripetutamente dimostrata inefficace o addirittura discriminatoria nei confronti di persone di colore o donne", critica Ioannis Kouvakas, del gruppo Privacy International, in dichiarazioni alla Thomson Reuters Foundation.

Il paese, governato dal Popular Action Party (PAP) sin dalla sua indipendenza nel 1965, ha annunciato nel 2018 la sua intenzione di installare negli anni successivi telecamere con sistemi di riconoscimento facciale nei 110.000 lampioni dell'isola, allo scopo di agevolare le operazioni antiterrorismo. Esperti di sicurezza e organizzazioni per i diritti umani hanno quindi avvertito della possibilità che Singapore diventasse uno stato vigilante in pieno stile cinese, avvertendo in particolare del suo possibile utilizzo per limitare la libertà di espressione e di riunione. Libertà già molto limitate sull'isola, che consente solo manifestazioni con partecipazione limitata, in luoghi specifici e previa autorizzazione e che mantiene uno stretto controllo sulla stampa locale.

Finita la sperimentazione questa tecnologia sarà a disposizione di tutte le aziende private che ne facessero richiesta, purche sia conformi alle norme sulla privacy richieste dal governo, notifica e autorizzazione da parte dell'utente finale. 

E' arrivato "Google Duplex" il maggiordomo per tutte le tasche

Oggi gli assistenti personali sono ancora un privilegio di super manager impegnati più di 12 ore nel mondo del lavoro. I super cervelli dell'industria high-tech stanno pianificando la rivoluzione del servizio: "il maggiordomo per tutti". 


In un ormai prossimo futuro (già presente alla fine dell'articolo), l'intelligenza artificiale coordinerà il servizio automobilistico, fisserà appuntamenti con il parrucchiere e cercherà anche singol adatti ad un appuntamento galante o di solo sesso, come?... 

A volte la Silicon Valley vuole mostrare al mondo la sua magia. Così è stato quando Steve Jobs ha presentato il primo iPhone, il 9 gennaio 2007, definendolo un prodotto rivoluzionario e magico. Un momento simile è accaduto anche poco tempo fa quando il CEO di Google, Sundar Pichai, ha presentato "Google Duplex" alla conferenza annuale degli sviluppatori, definendo il progetto come una "Musica futura che presto diventerà realtà".

Ma come realmente funzionerà il "mio nuovo maggiordomo"?  Basterà dire all'assistente Google di fissare un appuntamento con il parrucchiere giovedì prossimo tra le 16:00 e le 18:00, preferibilmente alle 16:00, o che dovrebbe prenotare un tavolo per quattro persone nel ristorante preferito per il sabato successivo alle 20:00. Google quindi prenderà il telefono, organizzerà un appuntamento per conto del cliente e prenoterà un tavolo. Non stiamo parlando di un dipendente del call center di Google, ma di un assistente digitale, un robot virtuale, in grado di gestire anche le situazioni comunicativamente sensibili.

Ovviamente, il promemoria dell'appuntamento e la prenotazione del tavolo, verranno inseriti automaticamente nel calendario di Google, dati che oggi vengono inseriti manualmente o tramite mail invitation. Google dirà in tempo reale, quando dovrò uscire di casa per non perdere l'autobus, oppure se vi sono dei rallentamenti lungo il tragitto casa_lavoro e quanto tempo prima dovrò uscire per arrivare in orario. Google sta già lavorando allo sviluppo dell'assistente per le aziende e forse Amazon, che ha un'immensa base di clienti SMB, addestrerà Alexa a negoziare con il maggiordomo di Google.

Così presto non dovremo più parlare personalmente con il nostro fornitore di servizi e loro non dovranno parlare i clienti. Ci sono due assistenti che si richiamano giorno dopo giorno per fissare appuntamenti, negoziare prezzi o semplicemente ammazzare il tempo. Più compiti delego al mio assistente, più informazioni raccoglie su di me e meglio conosce le mie preferenze.

Tecnologie come Google Duplex stanno portando la prossima spinta nella rivoluzione digitale, soprattutto nel settore delle piccole e medie imprese dove la digitalizzazione procede lentamente, dove molto spesso appuntamenti o diverse informazioni ancora vengono scritte a penna.

E un buon maggiordomo non si preoccupa solo dei problemi economici o di gestione, sarà anche in grado di cercare un partner per il proprio datore di lavoro, si scambierà idee con i suoi colleghi, cercherà e troverà la corrispondenza perfetta, naturalmente prenotando il ristorante giusto e il cinema, dove è in corso il film preferito di entrambi e poi...

Edilizia da rilanciare: che cosa fa la Regione Lombardia. Parla l'assessore Mauro Parolini

Si chiama "Smart Living", il nuovo bando dell'ente regionale che concederà contributi a fondo perduto fino a 800.000 euro ad aggregazioni tra imprese del settore costruzioni, legno-arredo-casa, high-tech e le Università lombarde per finanziare progetti innovativi legati al tema dell'abitare intelligente. L'intervista de ilComizio.it al titolare dell'assessorato allo Sviluppo economico della Giunta Maroni - (VIDEO)


"Abbiamo lanciato una misura che, per la prima volta in Italia, mette sul piatto ben 15 milioni di euro a sostegno della filiera dell'edilizia e in particolare di quella della casa high-tech". A parlare è l'assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini (nella foto), che ha presentato i contenuti di 'Smart Living', il nuovo bando di Regione Lombardia che concederà contributi a fondo perduto fino a 800.000 euro ad aggregazioni tra imprese del settore costruzioni, legno-arredo-casa, high-tech e le Università lombarde per finanziare progetti innovativi legati al tema dell'abitare intelligente.

EDILIZIA PROTAGONISTA DELLA RIPRESA - "Smart Living è un intervento senza precedenti, che - ha spiegato Parolini - nasce dalla convinzione che il settore dell'edilizia, tra i più colpiti dalla crisi, può tornare ad essere uno dei protagonisti della ripresa, ma a condizione che le imprese si mettano assieme, ampliando i confini della filiera, e che in più questo processo passi attraverso l'innovazione, il digitale e l'applicazione di nuove tecniche costruttive".

INDUSTRIA 4.0 - "E' un bando che sosterrà i migliori progetti in grado di coniugare il know-how produttivo lombardo in questi settori con le più avanzate tecnologie abitative e che - ha sottolineato il titolare dello Sviluppo economico - premierà il valore delle aggregazioni e dei partenariati che si svilupperanno, inserendosi a pieno titolo nell'orizzonte competitivo delineato dall'Industria 4.0, che Regione Lombardia ha saputo interpretare con largo anticipo e modellare sul sistema lombardo".

RICADUTE POSITIVE - "Durante questa legislatura, proprio per raccogliere la complessità delle sfide imposte dal mercato, - ha aggiunto l'assessore - abbiamo impresso una forte spinta alla nostre politiche per favorire e promuovere l'aggregazione, la contaminazione tra settori differenti e la valorizzazione delle filiere di eccellenza quali driver di sviluppo. Con questa misura, in particolare, alle ricadute economiche e agli investimenti che sara' in grado di generare, se ne aggiungono potenzialmente altre non trascurabili in termini di sostenibilità ambientale, energetica e di salubrità".

SETTORE DI MERCATO CON GRANDI ECCELLENZE - "Abbiamo molte aspettative, perché - ha concluso Parolini - questo intervento, che ha una connotazione molto marcata di innovazione e che tiene conto delle proposte delle associazioni più rappresentative del comparto, si configura come una misura sussidiaria in grado di aumentare la competitività delle imprese lombarde. Siamo convinti che sapra' anche agganciare i timidi segnali di ripresa innescando una reazione virtuosa di fronte al forte rallentamento degli investimenti pubblici nel settore, alla difficoltà di accesso al credito, e al calo della domanda di nuovi edifici registrata negli ultimi anni". 

SCHEDA

Di seguito i punti principali del bando per la filiera della casa high-tech

SOGGETTI BENEFICIARI - Aggregazioni composte da almeno tre soggetti dei comparti Manifatturiero, Costruzioni, Commercio e Servizi in partnership tra loro e/o con il sistema delle Universita'.

SETTORI DI RIFERIMENTO - A titolo esemplificativo: edilizia, arredo-legno-casa, impiantistica, High-tech (ad uso domestico), domotica, building automation, digital manufacturing, Ict, energia.

DOTAZIONE ECONOMICA - 15 milioni di euro.

TIPOLOGIE DI INTERVENTO AMMISSIBILI - Sono ammissibili al bando progetti di sviluppo sperimentale con effettive e comprovate ricadute nell'ambito della filiera "Smart living", con specifico riferimento ai settori sopra richiamati, che prevedano: interventi di innovazione di prodotto e/o processo e/o servizio a sostegno della filiera; attivita' finalizzata allo sviluppo tecnologico; sviluppo di progetti integrati di edifici con l'ausilio di moderni sistemi software (building information modelling); soluzioni di screening energetico degli edifici e elaborazione di modelli innovativi di adeguamento sismico, recupero edilizio, riqualificazione energetica e/o strutturale e antisismica; domotica, anche finalizzata a favorire l'autonomia e l'accessibilita' a supporto dei servizi della persona, il wi-fi e la sensoristica avanzata; formazione legata alle attivita'/obiettivi del progetto; sviluppo di servizi logistici e di sostegno all'export per l'intera filiera (Smart supply chain).

CARATTERISTICHE DEL CONTRIBUTO ED INTENSITA' DELL'AIUTO - E' previsto un contributo massimo a fondo perduto di 800.000 euro per aggregazione, con un'intensita' d'aiuto fino al 50% della spesa complessiva ammissibile. L'investimento minimo (spese ammissibili) per partenariato deve essere pari o superiore a 200.000 euro.

MODALITA' E TERMINI - La domanda di partecipazione al Bando deve essere presentata esclusivamente attraverso il Sistema informativo Siage (www.siage.regione.lombardia.it ) a partire dalle ore 12 del 1 febbraio 2017.

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