updated 6:18 AM UTC, Jul 25, 2021

Lo aveva promesso: Donald Trump sfida i "nemici" Facebook e Twitter lanciando la sua piattaforma

Una lunga battaglia quella dell'ex presidente Usa che, dopo numerosi scambi di colpi e censure, si era visto cancellare definitivamente l'account dai due social network. Come aveva annunciato tempo fa, ecco il nuovo strumento di comunicazione del tutto autonomo: sul sito  "From the Desk of Donald J. Trump" i suoi sostenitori potranno comunicare con lui e ricevere video e comunicati. Presente anche un tasto per condividere i messaggi del leader sulle due applicazioni che l'hanno bandito


Donald Trump lancia la sua piattaforma social dopo essere stato bandito da Twitter e Facebook. D'ora in poi i sostenitori potranno comunicare con l'ex presidente ed essere informati in tempo reale sulle sue posizioni e attività tramite il sito chiamato 'From the Desk of Donald J. Trump', dove saranno caricati anche video e comunicati.

I supporter, una volta creato un account, potranno ricevere notifiche ogni volta che Trump posta un messaggio, con una modalità simile a quanto accade con altri social media. Presente anche un tasto con cui poter condividere i messaggi di Trump su Facebook e Twitter. 

Trump è stato estromesso da Facebook e Twitter, che hanno cancellato il suo account dopo i sanguinosi fatti dello scorso 6 gennaio, quando i sostenitori dell'ex presidente hanno assaltato la sede del Congresso americano. Un'azione che, per molti, è stata istigata da Trump che poco prima aveva tenuto un comizio di fuoco. Per questo l'ex presidente è stato sottoposto a un secondo impeachment dal quale però è stato ancora una volta assolto.

Una decisione dei vertici di Facebook è poi attesa nelle prossime ore: dovranno stabilire se riammettere Trump sulla propria piattaforma o prolungare il divieto. Twitter ha invece indicato finora come il suo bando nei confronti dell'ex presidente sia permanente.

 

(Fonte: Ansa)

Facebook e Intagram a pagamento? Ecco come stanno le cose e cosa significa quel messaggio "minaccioso" di Zuckerberg

"Facebook e Instagram sembrano minacciare gli utenti iOS di addebitare costi aggiuntivi a meno che questi non scelgano di condividere i propri dati con la piattaforma. Una non troppo velata 'minaccia' che cerca di opporsi al sistema anti tracciamento introdotto in iOS 14.5", scrive telefonino.net


La nuova versione 14.5 del sistema operativo iOS di Apple per gli smartphone iPhone (e la corrispondente versione 14.5 di iPadOS per i tablet) ha aperto il vaso di Pandora, mostrando al mondo che quella che una volta si chiamava “app economy" nel tempo si è trasformata in “data economy“: i soldi gli sviluppatori delle app li fanno quasi tutti vendendo i dati degli utenti.

Il caso eclatante è di queste ore e sta suscitando parecchie preoccupazioni in milioni di utenti, non del tutto giustificate a dire il vero. Si tratta del nuovo messaggio che compare agli utenti di Facebook e Instagram per iOS (che hanno aggiornato il sistema operativo). Un messaggio imposto dal sistema operativo stesso, in forza della nuova politica di Apple in fatto di privacy, ma che gli sviluppatori delle app hanno il diritto di personalizzare per comunicare agli utenti per quale motivo chiedono l’accesso all’ormai famoso “IDFA“. Dal messaggio personalizzato scelto da Facebook, quindi, è nato il timore: le app di Facebook e di Instagram potrebbero diventare a pagamento. Ma è davvero così?

Apple IDFA, di cosa stiamo parlando

Con iOs 14.5 e iPadOS 14.5 gli sviluppatori delle app devono chiedere esplicitamente il consenso agli utenti prima di accedere al loro IDFA, cioè l’Identifier for Advertisers. Si tratta di un numero unico che identifica l’utente in modo anonimo tramite il device che usa e che gli sviluppatori usano per seguire il comportamento dell’utente nel passaggio da una app all’altra.

Un modo per tracciarli e raccogliere più dati, in poche parole. Il tracciamento dell’IDFA non è affatto una novità, la cosa nuova è che ora gli sviluppatori devono chiedere il permesso tramite un messaggio la prima volta che viene aperta l’app dopo l’aggiornamento a iOS 14.5.

Apple permette agli sviluppatori, come accennato, di personalizzare parte di questo messaggio. E’ proprio quello che ha fatto Facebook.

Il messaggio di Facebook e Instagram

Il messaggio che compare all’apertura di Facebook e Instagram contiene le motivazioni per le quali il gruppo Facebook chiede agli utenti di permettere alle due app di tracciare l’IDFA. Motivazioni che sono tre:

  • Mostrare pubblicità più personalizzate
  • Aiutarci a mantenere Intagram/Facebook gratuito
  • Aiutare le aziende che usano la pubblicità per raggiungere gli utenti

E’ chiaro che la motivazione che ha spaventato di più gli utenti è la seconda: Facebook dice che le sue app sono gratis anche grazie al fatto che raccolgono i dati degli utenti (e li rivendono). Da qui il timore: se la gran parte degli utenti smette di concedere il permesso al tracciamento dell’IDFA il rischio è che Facebook e Instagram, prima o poi, si dovranno pagare.

Facebook e Instagram saranno a pagamento?

Che il mancato tracciamento di alcuni dati degli utenti possa avere un impatto economico sul gruppo Facebook (e su qualunque altro sviluppatore di app) è indubbio, ma che si possa arrivare a far pagare le app è tutt’altra cosa. Le app raccolgono comunque dati sul comportamento degli utenti, anche senza tracciare l’IDFA.

Senza questo dato aggiuntivo, però, identificare l’utente è un po’ più difficile (ma non impossibile) e quindi i dati raccolti valgono di meno. Ma comunque valgono.

Tanto è vero che Facebook è già stata condannata dall’Autorità Garante della Concorrenza del Mercato (l’Antitrust italiano) a pagare una multa da 10 milioni di euro nel 2018 per aver scritto, nella pagina tramite la quale gli utenti si iscrivono al social, “È gratis e lo sarà sempre“.

 

(Fonte: tecnologia.libero.it)

WhatsApp, attenzione alla data: quando può smettere di funzionare per alcuni utenti

C'è tempo fino al 15 maggio per accettare i termini del nuovo update di WhatsApp prima di vedere il proprio account “limitato”. Di cosa si tratta


WhatsApp to stop working on these smartphones from January 1

Attenzione: gli sviluppatori del popolare servizio di chat online WhatsApp hanno ricordato che il tempo utile per aderire alle nuove regole del servizio sta per volgere al termine. Si prevedono brutte novità per gli utenti che non sceglieranno di accettare le opzioni imposte dalla compagnia di Facebook.

 

WhatsApp: il vostro account potrà essere “limitato”

In un messaggio che è stato recentemente pubblicato sulla pagina di supporto ufficiale dell’azienda, gli sviluppatori hanno parlato di cosa accadrà agli account degli utenti che non accetteranno le nuove regole dal 15 maggio:

Affinché tu possa avere abbastanza tempo per familiarizzare con i cambiamenti al tuo ritmo, abbiamo prorogato il termine per la loro adozione fino al 15 maggio. Se non li hai accettati entro questo periodo, WhatsApp non cancellerà il tuo account. Tuttavia, la funzionalità del tuo account WhatsApp sarà limitata fino a quando le modifiche non saranno accettate. Per un breve periodo di tempo potrai ricevere chiamate e notifiche; ma non sarai in grado di leggere e inviare messaggi nell’applicazione.

Gli utenti del servizio dovrebbero concordare con le nuove regole per l’utilizzo del messenger per continuare ad usare la piattaforma…  oppure vi consigliamo di esportare la cronologia delle chat entro il 15 maggio e di migrare verso Telegram o Signal. Se si scegliesse la seconda opzione, gli utenti potranno eliminare il proprio account WhatsApp, ma gli sviluppatori avvertono che questo è un processo irreversibile. Dopo l’eliminazione, la copia di backup e tutta la cronologia dei messaggi verranno cancellate definitivamente.

Ricordiamo che le nuove regole per l’utilizzo di WhatsApp suggeriscono la possibilità che il servizio scambi i dati dell’utente con Facebook, che è il proprietario del messenger. Inizialmente, l’introduzione di nuove regole era prevista per l’inizio dell’anno, ma la notizia di questo cambiamento ha causato indignazione tra gli utilizzatori di tutto il mondo e ha anche portato a un deflusso di persone che hanno lasciato la piattaforma per usare altre chat.

 

(Fonte: telefonino.net)

Instagram per bambini, famiglie in rivolta. Cento gruppi di difesa dell'infanzia scrivono a Zuckerberg

Fa discutere l'idea del social network che sta valutando il lancio di una versione della piattaforma dedicata agli under 13. Mobilitazione in Nord America, Europa, Africa e Australia


Instagram Storie: come guardare di nascosto senza visualizzare

Quasi 100 gruppi di difesa dell'infanzia e dei consumatori di Nord America, Europa, Africa e Australia hanno rivolto un appello a Mark Zuckerberg perché abbandoni i piani di una versione di Instagram orientata verso i pre-adolescenti.

Instagram "sfrutta la paura dei giovani di perdersi e il desiderio di approvazione da parte dei pari", sostiene la lettera, firmata tra gli altri da Commercial-free Childhood and the Electronic Privacy Information Center.

"L'attenzione incessante della piattaforma sull'aspetto, l'auto-presentazione e il marchio presenta sfide per la privacy e il benessere degli adolescenti", sottolinea la lettera, in cui si manifestano preoccupazioni su predatori, bulli e contenuti inappropriati.

Instagram sta valutando l lancio di una versione del social network incentrato sull'immagine per i bambini sotto i 13 anni, con controllo genitori. Il social, di proprietà di Facebook, come la società madre consente solo a chi ha più di 13 anni di aderire, ma la verifica dell'età su Internet rende difficile cogliere tutti gli infrangere le regole. "La realtà è che i bambini sono online", ha detto la portavoce di Facebook Stephanie Otway, contattata dall'AFP per un commento sulla lettera.

I minorenni, ha aggiunto Otway, "vogliono entrare in contatto con la loro famiglia e gli amici, divertirsi e imparare, e noi vogliamo aiutarli a farlo in un modo che sia sicuro e adatto all'età".

Facebook sta lavorando con esperti di sviluppo infantile e salute mentale per dare priorità alla sicurezza e alla privacy, secondo Otway. Instagram, che ha più di un miliardo di utenti, ha recentemente svelato una tecnologia volta a impedire ai bambini di creare account e agli adulti di contattare i giovani utenti che non conoscono.

La piattaforma sta anche cercando modi per rendere più difficile per gli adulti che hanno mostrato "comportamenti potenzialmente sospetti" interagire con gli adolescenti.

Ma, obiettano i gruppi firmatari della lettera a Zuckerberg, "la lunga esperienza di Facebook nello sfruttamento dei giovani e nel metterli a rischio rende l'azienda particolarmente inadatta come custode di un sito di condivisione di foto e di messaggistica sociale per bambini", affermano, e avvertono che "un sito Instagram per bambini sottoporrà i bambini piccoli a una serie di gravi rischi e offrirà pochi vantaggi alle famiglie".

 

(Fonte: Agi)

Trump tornerà sui social con una sua piattaforma. Così The Don vuole beffare le big tech che lo hanno bandito

L'annuncio di Jason Miller, consigliere dell'ex presidente americano: "Ci sono molte società interessate. Sarà qualcosa di grande"


Donald Trump, bandito da Twitter da gennaio, farà il suo ritorno sui social media entro tre mesi con "una sua piattaforma": lo ha annunciato un consigliere dell'ex presidente americano. "Penso che vedremo il presidente Trump tornare sui social media probabilmente in due o tre mesi con la sua propria piattaforma", ha detto Jason Miller su Fox News. Il consigliere non ha voluto fornire ulteriori dettagli sui contorni di questa "piattaforma", riferendosi solo a numerosi incontri a Mar-a-Lago, la residenza del miliardario repubblicano in Florida.

"Molte società in pista"

"Non è solo una società che si è avvicinata al presidente, ci sono molte società" e "questa nuova piattaforma sarà qualcosa di grande, tutti la vogliono, porterà milioni e milioni, decine di milioni di abbonati a questa nuova piattaforma", ha ulteriormente assicurato. Twitter, che è stato, in campagna elettorale e durante la sua amministrazione, il principale strumento di comunicazione di Trump, ha cancellato l'account @realDonaldTrump e i suoi 88 milioni di iscritti dopo l'assalto dei suoi sostenitori, il 6 gennaio, al Campidoglio.

Le messe al bando

L'ex presidente, che ha lasciato la Casa Bianca il 20 gennaio, è stato anche temporaneamente o permanentemente bandito dalla maggior parte delle altre principali reti sociali o piattaforme internet, tra cui Facebook, Instagram, Youtube o Snapchat. Da allora, l'uomo i cui messaggi hanno spesso scosso la vita politica americana negli ultimi anni e' molto meno udibile, anche se rimane molto influente all'interno del partito repubblicano e non esclude di correre di nuovo per la presidenza nel 2024.

 

(Fonte: Agi)

Media, Facebook pagherà le notizie ai giornali: Murdoch la spunta in Australia. Si va verso una svolta epocale?

Accordo triennale con l'editore News Corp (di testate come l’Australian, il Daily Telegraph e l’Herald Sun) di cui è proprietario Rupert Murdoch concluso poche settimane dopo l'approvazione in Australia di una discussa legge che obbliga le piattaforme online, come Facebook e Google, a pagare gli editori per l'utilizzo dei loro contenuti


News Corp - Company Information - Market Business News

Facebook ha accettato di pagare News Corp Australia di Rupert Murdoch (che oltre ai molti giornali australiani pubblica nel mondo alcuni importanti quotidiani come il Wall Street Journal, il Times e il Sun) per le notizie che rilancia sulle sue piattaforme. Si tratta del secondo accordo del genere dall'approvazione in Australia di una legge storica mirata a far pagare ai giganti del Tech i contenuti che pubblicano.

Una misura che all'inizio era stata fortemente contestata da Facebook che aveva temporaneamente oscurato tutte le notizie in Australia causando l'ira del governo. Il mese scorso News Corp aveva concluso un'intesa simile con Google. Il valore del contratto con Facebook, riporta la Bbc, non è stato rivelato. News Corp controlla circa il 70% dei giornali in Australia con le testate più diffuse nel Paese tra le quali The Australian, The Daily Telegraph e The Herald Sun. Il gruppo di Murdoch possiede anche la rete televisiva Sky News Australia, che è diventata la più condivisa su Facebook. 

Ristrutturare casa: tutto quello che devi sapere. Ecco cosa dice l'avvocato (VIDEO)

I lavori di ristrutturazione degli immobili. Un tema di grande attualità sul quale sono molti gli aspetti da tenere in considerazione. La dettagliata spiegazione dell'avvocato Carlo Bortolotti - (VIDEO)


 
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Twitter fa causa al Texas: "Fa rappresaglie per la sospensione di Trump"

Ken Paxton, procuratore generale dello Stato del Sud a guida repubblicana, aveva avviato un'inchiesta contro le Big Tech accusate di silenziare le persone dalle posizioni sgradite, a partire dall'ex presidente


Ken Paxton – CBS Dallas / Fort Worth

Twitter ha fatto causa all'attorney general del Texas, Ken Paxton, che ha avviato un'inchiesta sulle politiche usate dai social media per controllare e moderare i loro contenuti. Nel ricorso il social media, afferma che Paxton ha abusato dei suoi poteri per condurre quella che viene definita "una rappresaglia" contro la decisione di Twitter di sospendere in modo definitivo Donald Trump dalla sua piattaforma.

"Twitter chiede che si impedisca all'attorney generale Paxton di abusare in modo illegale della sua autorità per intimidire, molestare, e prendere di mira la società che esercita i diritti del primo emendamento", si legge nel ricorso. In effetti l'indagine di Paxton, che coinvolge anche Google, Facebook, Amazon e Apple, è stata avviata il 13 gennaio, cinque giorni dopo la sospensione di Trump dalle piattaforme in seguito dell'attacco al Congresso da parte dei suoi sostenitori.

Lo stesso Paxton aveva ammesso che all'origine della sua inchiesta vi fosse quella che "appariva come coordinata sospensione del presidente degli Stati Uniti e di altre voci di leader" che avrebbe avuto come effetto "il silenziamento completo delle persone le cui convinzioni politiche non si allineano con quelle dei leader di Big Tech".

 

(Fonte: Adnkronos)

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