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Sanità, Sclerosi Multipla: una nuova tecnologia per migliorare la cognizione, le piccole azioni quotidiane e la vita

  • Scritto da Zonca2017
  • Pubblicato in Tecnologia
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La sclerosi multipla è una malattia neurologica invalidante che colpisce milioni di persone, circa 110.00 nella sola Italia. Mentre non vi è ancora alcuna cura per la malattia, i ricercatori stanno lavorando duramente per mitigare i suoi sintomi e per dare una qualità di vita migliore alle persone colpite da questa malattia, cercando una soluzione per aumentarne il training cognitivo. 


La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante, cioè con lesioni a carico del sistema nervoso centrale. Per molti anni è stata considerata una malattia della sostanza bianca del sistema nervoso centrale, tuttavia un numero crescente di studi ha dimostrato anche un coinvolgimento della sostanza grigia. La malattia è dovuta alla nascita spontanea e acuta di circoscritti focolai infiammatori in cui il sistema immunitario promuove un attacco (reazione autoimmune) verso una proteina (mielina) del sistema nervoso centrale. L'infiammazione acuta rallenta la trasmissione degli impulsi elettrici lungo le connessioni nervose, preservandone comunque la struttura. I sintomi della sclerosi multipla dipendono dalla localizzazione dei focolai infiammatori; possono essere colpite tutte le regioni del sistema nervoso centrale che contengono mielina (encefalo, nervi ottici e midollo spinale). Nel mondo si contano circa 2,5-3 milioni di persone con Sclerosi Multipla, di cui 600.000 in Europa e circa 110.000 in Italia. La distribuzione della malattia non è uniforme: è più diffusa nelle zone lontane dall’Equatore a clima temperato, in particolare Nord Europa, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia del Sud. La prevalenza della malattia al contrario sembra avere una progressiva riduzione con l’avvicinarsi all’Equatore.La Sclerosi Multipla può esordire a ogni età della vita, ma è diagnosticata per lo più tra i 20 e i 40 annie nelle donne, che risultano colpite in numero doppio rispetto agli uomini. Per frequenza è la seconda malattia neurologica nel giovane adulto e la prima di tipo infiammatorio cronico. Un frequente sintomo iniziale è un transitorio annebbiamento della vista di un occhio (neurite del nervo ottico o neurite retrobulbare). Altri sintomi frequenti sono la visione sdoppiata (diplopia), disturbi dell'equilibrio e della coordinazione dei movimenti (atassia), tremore, disturbi dell'articolazione delle parole (disartria), paralisi e spasticità muscolari e disturbi della sensibilità, con un'alterazione della sensibilità cutanea spesso accompagnata da formicolio o sensazioni sgradevoli al tatto. Altri sintomi meno comuni ma molto importanti sono  i Disturbi della deglutizione, cefalea, perdita dell'udito, epilessia, problemi respiratori, Questi sintomi si verificano con una frequenza minore rispetto ai sintomi comuni. Nonostante ciò il loro trattamento e la loro gestione è estremamente importante ai fini di assicurare una buona qualità di vita. Ecco allora l'apporto della scienza e lo studio di nuove tecnologia atte a migliorare appunto la qualità della vita di chi è colpito dalla Sclerosi Multipla. Una nuova tecnologia chiamata stimolazione transcranica a corrente continua (tDCS) ha recentemente dimostrato di riuscire a migliorare alcuni dei sintomi della sclerosi multipla. Il dispositivo tDCS è stato creato da Marom Bikson, professore di ingegneria biomedica presso il City College di New York, in collaborazione con  Abhishek Datta, Ph.D., chief technology officer of Soterix Medical. I ricercatori hanno condotto uno studio per capire i campi di applicazione del tDCS, con ottimi risultati, poi pubblicati sulla rivista Neuromodulazione. La squadra di ricercatori è stata guidata da Leigh E. Charvet, professore associato di neurologia e direttore della ricerca presso il "Langone's Multiple Sclerosis Comprehensive Care Center". Durante la "procedura tDCS", una corrente bassa ampiezza viaggia attraverso una serie di elettrodi posti sul cuoio capelluto dei partecipanti all'esperimento, la corrente elettrica stimola corteccia cerebrale, permettendo così ai neuroni d'interagire tra loro più facilmente. Questo, a sua volta, migliora la connettività neurale e accelera il processo di apprendimento nei pazienti colpiti da Sclerosi Multipla sottoposti a riabilitazione. Il test consisteva nel sottoporre a 25 partecipanti (a cui era stato applicato il tDCS), la visione e l'utilizzo di giochi per computer come parte del loro programma di brain-training. Lo scopo dei giochi era quello di verificare il miglioramento delle capacità cognitive, come la capacità di problem solving, l'attenzione, l'elaborazione delle informazioni, i tempi di risposta, e altre capacità di memoria di lavoro. Stesso test si è svolto con altri 25 partecipanti che presentavano le stesse problematiche dei primi 25, ma senza l'ausilio del tDCS. Nel complesso, il gruppo dei pazienti con tDCS ha ottenuto un punteggio di molto superiore ai punteggi cognitivi ottenuti dai pazienti senza tDCS, riuscendo a svolgere attività di concentrazione o problem solving, con estrema semplicità e in tempi decisamente soddisfacenti.. Lo studio dimostra che il tDCS non si deve porre come sostituto delle normali cure con medicinali, necessarie a controllare la malattia, ma solo come strumento utile a svolgere tutte quelle semplici azioni quotidiane che spesso risultano difficili o complesse ai pazienti affetti da Sclerosi Multipla, colmando una importante lacuna e contribuendo a migliorarne la qualità della vita.

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