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Il caso Icardi spiegato a mio figlio di 6 anni. E quella maglia che non gli ho mai regalato

Un papà e un bambino, una piccola storia (vera) a tinte nerazzurre. C'entra il calcio, ma non solo


Le manine portate dietro le orecchie, già un po' "a sventola" di loro, per festeggiare ogni gol con la palla di spugna in cameretta. E' così che mio figlio, da quando ha recepito (spontaneamente ma non troppo) la fede interista del papà, si immedesimava in Mauro Icardi, ex bomber, ex capitano, ex tutto nerazzurro. Lo faceva riproducendo anche l'annuncio dello speaker del Meazza che seguiva ogni rete casalinga di Maurito (oggi Wandito): "Ha segnato per noi, con il numero 9, Mauro... Icardi, Mauro... Icardi, Ma-u-ro, I-car-di!".

I sogni dei bambini sono molto simili a quelli degli adulti, solo più armoniosi e meno patetici. Così la passionaccia per il calcio - quante volte stramaledetta col passare degli anni! - per i piccoli è naturale, non solo per "colpa" dei papà. E' successo anche al mio "nano", ritrovatosi interista con leggerezza e solare ingenuità. Poi - si sa - ogni squadra ha i suoi idoli e - o tempora o mores - il giocatore più brillante della poco felice storia post Triplete dei nerazzurri è, anzi era, Mauro Icardi.

"E adesso come glielo spiego?", ho pensato manco avessi dovuto confessare un adulterio a mia moglie.

- "Lo sai F. che Icardi non è più capitano e non gioca?" 

- "Ah, ma è ancora dell'Inter?"

- "Sì, ma è come se non lo fosse"

- "E perché?"

- "Perché si è comportato male e l'hanno messo in castigo"

- "Ha tradito i suoi compagni?" (E qui barcollo, perché non avevo pensato di utilizzare simili parole e concetti con un bimbo di prima elementare. Poi mi riprendo e rispondo)

- "Sì, diciamo di sì. Perché, sai, come per te a scuola e nello sport, è importante comportarsi bene nel gruppo. Non importa se sei bravo o meno, ma bisogna comportarsi con rispetto"

- "E l'Inter è un gruppo?"

- "Sì, anche qualcosa di più. L'importante sono i colori, la maglia, non chi la indossa. Poi se uno è forte e lo merita davvero, si può anche volergli bene. Ti dirò di più: vincere o perdere è importante, ma la cosa più importante è appartenere a qualcosa di bello". (Qui in effetti esagero, ma, già che ci siamo, si comincia a mettere le basi...)

- "Allora, papà, non farò più così (le orecchie), ma così". (E mima il gesto delle corna del Toro Lautaro Martinez)

- "Va bene F. ma ricordati che i giocatori passano e l'Inter resta e noi pure..."

L'avrò convinto? Avrà capito? Secondo me sì, non fosse altro perché sti piccoletti del nuovo millennio sono già programmati per i cambiamenti repentini, come non immaginano un mondo senza touch screen.

Sta di fatto che ci sono cose che, volente o nolente, ti accompagnano per tutta la vita. E la fede calcistica tra queste è forse la più immutabile, purtroppo, mi sono ripetuto più volte quando le amarezze del pallone andavano a sommarsi alle ben più personalmente gravose difficoltà quotidiane.

E' per questo che sono sempre stato combattuto se trasmettere una simile malattia al me fioeu. Poi ho pensato che non c'era scelta, come non la ebbi io col mio papà. Una cosa però ho provato a fargliela capire: piano con gli idoli effimeri e gli amori ad personam, tanto più che la caratura umana dei comunque ricchi e privilegiati vessilliferi del calcio va scadendo sempre più.

Ecco perché non gli ho mai regalato la maglia col numero 9 di Icardi, il suo preferito. L'ultima che gli feci avere fu per il suo terzo compleanno (così grande che va bene ancora oggi), aveva stampato il suo diminutivo (dal significato assai rivelatore peraltro) e il numero 3. Non ce ne sarebbero state altre. Tutto si tiene: quella maglia non la può indossare più nessun giocatore interista. Apparteneva e appartiene a Giacinto Facchetti. Nient'altro da aggiungere. Un giorno spiegherò alla mia prole la differenza tra Giacinto e un Icardi qualunque. Ma sono convinto, che nel suo piccolo, in qualche posto del suo cuore, già lo sappia. 

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L'ex patron del Milan per i cinesi è "disonesto e inaffidabile". E gli ritirano il passaporto. Quando Berlusconi disse: "Voglio lasciare il club in mani sicure"

Nuovi guai per l'ex proprietario del Milan Li Yonghong. Dopo aver perso il club rossonero per l'incapacità di rimborsare il debito con il fondo Elliott, l'uomo d'affari residente a Hong Kong è finito sotto accusa in patria per un altro prestito non onorato. Secondo quanto riportano alcuni media cinesi, il Tribunale intermedio del popolo di Jingzhou ha emesso un ordine restrittivo con cui è stato ritirato il passaporto a Li Yonghong, colpevole secondo i giudici di non aver rimborsato un prestito di 60 milioni di yuan, circa 8 milioni di euro, alla società Hubei Jingjiu Investment Co. Secondo la ricostruzione del sito sohu.com, nel 2014 Li era già stato sollecitato a rimborsare questo debito con una penale da parte di una commissione d'arbitrato, quindi già prima di acquistare nell'aprile 2017 dalla Fininvest di Silvio Berlusconi il Milan, posseduto per quindici mesi, finché Elliott è subentrato con l'escussione del debito - (LEGGI DI PIU')


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Da un po’ di tempo ci chiedevamo che fine avesse fatto l’ex proprietario cinese del Milan, Li Yonghong, dopo l'epilogo della sua controversa gestione del club rossonero, che aveva acquistato da Silvio Berlusconi con capitali dalla oscura provenienza. Le ultime notizie che arrivano dalla Cina ci dicono che Mr Li è finito nelle grinfie di un tribunale locale che lo ha inserito nella lista nera degli individui disonesti e inaffidabili. Motivo? Diversi milioni di dollari di debiti non pagati.

Il tribunale intermedio di Jingmen, segnala China Files, ha ordinato la confisca del suo passaporto, limitandone la possibilità di viaggiare su treni ad alta velocità e in aereo, soggiornare in hotel costosi o ricevere una carta di credito. Li è residente a Hong Kong sebbene non si sappia esattamente dove viva.

 
li yonghong milan

Li Yonghong ha contratto un debito di 60 milioni di yuan (8,7 milioni di dollari) con una società di investimento della provincia centrale dello Hubei, Jingjiu Investment. Un debito che il misterioso uomo d’affari non ha ancora onorato. Non solo: su di lui grava anche una sanzione di 12 milioni di yuan. Le autorità cinesi non hanno trovato beni registrati a suo nome per procedere con il sequestro e hanno inserito l’uomo nella lista nera degli individui non affidabili.

Li, dopo un closing travagliato, rimasto solo, senza cordata, e inviso al governo cinese, nell’aprile del 2017 aveva acquistato il Milan per 740 milioni con un prestito del fondo americano Elliott. I dubbi sulla solidità del suo patrimonio finanziario, oggetto di numerose inchieste giornalistiche e di una indagine della procura di Milano, non sono mai stati fugati. Di più. L’imprenditore si è dissolto nel nulla, a caccia di nuovi finanziamenti, collezionando scadenze mancate giacché incapace di rimborsare l’hedge fund, che a luglio di quest’anno è subentrato nella proprietà della società calcistica.

Dopo almeno due anni di acquisti sfrenati, le autorità cinesi, preoccupate de un’ondata di investimenti “irrazionali”, hanno bloccato l’esportazione di capitali all’estero. Hanno in particolare frenato lo shopping cinese nelle squadre calcistiche straniere.

 
 
(Fonte: Agi. Articolo di Alessandra Spalletta)
 
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Calcio, Bergomi: "Pioli ha dato mentalità e organizzazione all'Inter che è cresciuta tantissimo. La Juve ha superato l'ostacolo più grande. Ora..."

Ai microfoni de ilComizio.it l'ex campione nerazzurro ora commentatore di Sky Sport, a margine di un'iniziativa per la diffusione del giornale della Caritas Ambrosiana "Scarp de tenis", commenta l'andamento del campionato alla luce delle ultime partite della squadra di cui per tutta la sua carriera professionistica ha vestito la maglia. Sui bianconeri dice: "Ha un vantaggio talmente ampio che può permettersi anche di perdere contro Roma e Napoli senza rischiare di perdere lo scudetto. Per il bene del campionato però mi auguro che giallorossi e partenopei possano tenere il passo fino in fondo" - (VIDEO) 

Da sinistra, Stefano Lampertico (direttore di Scarp de' tenis), Beppe Bergomi e Fabio Pizzul (consigliere regionale lombardo) - foto ilComizio.it

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Wanda Nara e quel balletto sexy quando ancora non era l'agente di Icardi. Immagini sconsigliate... agli invidiosi

La moglie del bomber dell'Inter posta su Instagram la foto di una piccantissima esibizione alla tv argentina. E quando la premiavano per il suo topless da top ten... - (GUARDA IL VIDEO COMPLETO)


Wanda Nara stuzzica ancora i suoi follower. La moglie-agente di Mauro Icardi, dopo aver postato una copertina del 2013 che la ritrae in topless tra le 10 ragazze più mediatiche (GUARDA QUI), oggi ha replicato postando su Instagram una foto che la ritrae al termine di un balletto fatto durante una trasmissione argentina di anni fa. Ecco il video completo del balletto, un’esibizione decisamente hot per Wanda. (fcinter1908.it)

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