updated 12:38 PM UTC, Dec 7, 2018

Povera Panda, dopo l'ecotassa 5 Stelle, prende 0 stelle (davvero!) nei crash test. Anche nella sicurezza comandano i tedeschi: Audi Q3 über alles (VIDEO)

Sono otto i modelli messi alla prova nell'ultima sessione di crash test Euro NCAP: sei hanno ottenuto le ambite 5 stelle, due modelli del gruppo FCA invece hanno rivelato amare sorprese. Audi Q3,BMW X5, Hyundai Santa Fe, Jaguar I-PACE, Peugeot 508 e Volvo V60 hanno ottenuto il massimo punteggio, la rinnovata Jeep Wrangler si ferma a una stella, la Fiat Panda ottiene zero stelle, replicando il triste risultato della Fiat Punto nel 2017 - (VIDEO)


Cinque stelle per Audi Q3, Bmw X5, Hyundai Santa Fe, Jaguar I Pace, Peugeot 508 e Volvo v60/s60, una per Jeep Wrangler e nessuna per Fiat Panda. È il verdetto della quinta serie di test Euro NCAP 2018, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l'Automobile Club d’Italia.

Qualche ombra per i modelli non dotati di sistemi di assistenza alla guida, (gli ADAS), ma, soprattutto, per quelli progettati, ormai, alcuni anni fa. L’Audi Q3 ottiene il massimo punteggio complessivo, con ottime prestazioni per i sistemi di assistenza alla guida. La Bmw X5 raggiunge il risultato migliore in tutte le prove, anche se subisce lievi penalizzazioni nella protezione del torace e dei femori del conducente, così come al bacino del pedone.

Il giudizio così severo per la Fiat Panda, (nessuna stella), scaturisce essenzialmente dall’assenza di sistemi di assistenza alla guida, (è presente soltanto il sistema di alert in caso di cinture non allacciate), alla quale si aggiungono risultati insoddisfacenti nella protezione del torace, del collo e della testa di adulti e bambini. La Hyundai Santa Fe supera brillantemente tutte le prove, con piccole criticità solo nel funzionamento dell’airbag laterale, nella protezione del collo al colpo di frusta e nella prova notturna del ciclista.

Anche la Jaguar I Pace si è comportata molto bene in tutti i test, gli unici appunti sono relativi alla sola sufficienza rilevata nella protezione del collo dei sedili posteriori e del torace del conducente. L’unica stella per la Jeep Wrangler è motivata dall’assenza dei sistemi di assistenza alla guida, ma anche dalle criticità riscontrate nella protezione del torace e del collo nell'urto frontale e nel montaggio dei sistemi di ritenuta per i bambini.

Secondo posto, in questa tornata di prove, sia per la Peugeot 508 che per le Volvo V60/S60. Entrambe, infatti, ottengono il più alto punteggio nella protezione degli occupanti. Per la francese, solo alcuni rilievi a causa della marginale protezione del torace del conducente in caso di scontro frontale, e per la protezione del pedone in caso di urto con il parabrezza. Per la svedese criticità nella protezione delle gambe del conducente negli scontri frontali e del pedone per alcune aree del cofano e del parabrezza.

"Questa serie di test evidenzia, ancora una volta, il ruolo fondamentale svolto da Euro NCAP e cioè costringere i costruttori ad investire in sicurezza - ha affermato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani. Occorrono idonee dotazioni di sistemi di assistenza alla guida, anche per i modelli che sono stati progettati qualche anno fa. Non per niente come ACI riteniamo che anche i veicoli non nuovi o usati dovrebbero dotarsi di ADAS after market".

 

(Fonte: Adnkronos)

Whatsapp col nuovo anno non girerà più su alcuni smartphone. Scopri se nel 2019 il tuo telefono sarà ancora compatibile con l'app messaggistica acquisita da Facebook

Come già accaduto un anno fa, con l'arrivo del nuovo anno alcuni telefoni cellulari non saranno più compatibili con Whatsapp. Da quando Facebook ha acquisito l'app di messaggistica gli aggiornamenti sono praticamente settimanali e in alcuni casi - si legge su 20minutos - possono riguardare la compatibilità con i sistemi operativi meno recenti. Niente più WhatsApp quindi per i dispositivi Android con versione 2.3.7 o precedente e per gli iPhone con sistema operativo iOS7 o precedenti. L'applicazione di messaggistica non funzionerà più neanche sul Nokia S40, su Windows Phone 8.0 e dispositivi che utilizzano il sistema operativo BlackBerry OS e BlackBerry 10. Se non si è al corrente della versione di sistema operativo presente sul proprio telefono, basta controllare per quanto riguarda Android su Impostazioni, Sistema, Informazioni su. Per quanto riguarda iOS invece occorre selezionare Impostazioni, Generali , Aggiornamento Software. Se la versione presente sul vostro cellulare è tra quelle elencate prima, potete provare ad aggiornarla, anche se è molto probabile che non sia possibile farlo.

(Fonte: Adnkronos)

Aiuto, ci tassano (ancora) la macchina. La marcia indietro del governo sull'ecotassa non convince. La follia del M5S imbarazza Salvini. Di Maio: "Incentiviamo solo a comprare auto non inquinanti" (VIDEO)

Una stangata sull'acquisto delle auto 'tradizionali'. Dal 1° gennaio 2019 arriva infatti l'ecotassa a pesare sulle tasche di quanti vorranno comprare automobili alimentate con carburante più inquinante. Incentivi, invece, per le auto più ecologiche. Ad annunciare ieri le nuove norme contenute nella manovra, una nota congiunta del sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Michele Dell'Orco, e il sottosegretario allo Sviluppo economico, Davide Crippa. Reazioni dure da tutti i fronti, i politici provano a metterci una pezza. Ma cresce la preoccupazione - (VIDEO)


Marcia indietro sull'ecotassa per le auto a benzina e diesel, contenuta in un emendamento del governo alla legge di Bilancio approvato ieri. Matteo Salvini si è detto questa mattina contrario alla misura che ha l'obiettivo di favorire le auto elettriche. Mentre Luigi Di Maio ha chiarito che non ci sarà nessuna nuova tassa per le auto già in circolazione, precisando che chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina non pagherà un centesimo in più.

SALVINI- Ospite di 'Mattino 5', il ministro dell'Interno ha spiegato che la proposta di modifica, che ora passerà al Senato e poi tornerà alla Camera, "si può cambiare". Salvini, intervenendo a Radio Anch'io, si è detto "assolutamente contrario a ogni ipotesi di nuova tassa su un bene in Italia già iper tassato come l'auto". "Benissimo a bonus per chi vuole cambiare ma non credo - ha aggiunto - che ci sia qualcuno che ha un Euro3 diesel per il gusto di avere una macchina vecchia. Ce l'ha - ha osservata - perché non ha soldi per comprarsi una macchina nuova".

DI MAIO - Di Maio in un intervento pubblicato sul Blog delle Stelle e su Facebook ha chiarito innanzitutto che non ci sarà nessuna nuova tassa per le auto in circolazione. "Chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina - ha spiegato - non pagherà un centesimo in più. Abbiamo pensato una norma - ha continuato - per aiutare chi decide di comprare un’auto ibrida, elettrica o a metano. Visto che - ha osservato - i livelli di inquinamento, soprattutto al Nord, sono spaventosi, perché non premiare chi decide di comprare un’auto nuova meno inquinante, dandogli un incentivo fino a 6000 euro? Questa è l’idea della norma pensata dal governo, che disincentiva chi sceglie un’auto più inquinante".

Di Maio ha detto di capire "le preoccupazioni di costruttori e dei cittadini che magari vorrebbero comprare un’auto ecologica, ma non se lo possono permettere perché costa di più". "Per questo la norma - ha sottolineato - va migliorata subito per non penalizzare nessuno, in particolare chi ha bisogno di acquistare un’utilitaria. Infatti il 60% dei modelli per cui è previsto un incentivo sono diesel: Punto diesel, Panda diesel, Clio diesel, Golf diesel, Megane diesel, Polo diesel, Classe A diesel. Per questo motivo - ha annunciato Di Maio - ho deciso di convocare un tavolo tecnico al Ministero dello Sviluppo economico, per migliorare gli incentivi per l’auto elettrica, ibrida e a metano, con i costruttori, a partire da FCA, e con le associazioni dei consumatori. Insieme - ha concluso - troveremo la soluzione giusta per centrare due obiettivi: proteggere noi e i nostri figli dall’inquinamento, senza pesare sul portafogli".

LE PROTESTE - Metalmeccanici e concessionari auto, con Fim Fiom, Uilm e Federauto si sono schierati subito insieme contro la misura dicendosi preoccupati dall'impatto che un meccanismo di bonus-malus così architettato possa avere sull'economia del Paese e sull'occupazione di un settore già esposto agli alti e bassi della crescita. Anche la Cgia di Mestre ha espresso un secco no all'ipotesi di una ulteriore tassazione sulle nuove auto a benzina e diesel. ''Già oggi in Italia sul settore dell'auto grava un carico fiscale di oltre 70 miliardi di euro all'anno - ha dichiarato Paolo Zabeo della Cgia - un record negativo che nessun altro Paese ci invidia".

 

(Fonte: Adnkronos)

Quanti fronti per il capitano Salvini. L'ultima polemica è con Confindustria: "Sono stati zitti per anni, ora ci lascino lavorare". Boccia: "Basta battute, serve un confronto vero" (VIDEO)

"C'è qualcuno che è stato zitto per anni quando gli italiani, gli imprenditori e gli artigiani venivano massacrati. Ora ci lasciassero lavorare e l'Italia sarà molto migliore di come l'abbiamo trovata". Così il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini è tornato a criticare Confindustria a margine delle celebrazioni di Santa Barbara, patrona dei Vigili del fuoco. "Siamo qui da sei mesi - ha ribadito - ascolterò tutti, incontrerò tutti, ma lasciateci lavorare". Poi con toni più distesi aveva auspicato un caffè col leader degli industriali che aveva replicato: "Serve un confronto vero" - (VIDEO)


«Andiamo oltre le battute. È il momento di un confronto vero e nelle sedi deputate. E se questo non avvenisse, comunque a breve a parlare saranno le norme scritte nella legge di Bilancio». Raggiunto ieri sera dopo una lunga giornata a Palermo, in Confindustria Sicilia, il presidente di Viale dell’Astronomia Vincenzo Boccia tirava così le somme della giornata. Fatta di schermaglie a distanza con il leader della Lega Matteo Salvini. «Se Boccia vuole, lo incontro anche domani e gli offro un caffè», aveva detto ieri il ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio. «Un caffè non basta, questa volta ce ne vogliono dodici», ha risposto il leader della Confindustria, facendo riferimento al fatto che le associazioni firmatarie del manifesto pro infrastrutture, ieri a Torino, erano appunto una dozzina.

Dietro le punture di spillo

Dietro le punture di spillo c’è una questione cruciale per le associazioni delle imprese: il riconoscimento della rappresentanza. «Alcuni come Confindustria non so quanto rappresentino gli imprenditori veri», aveva detto solo lunedì sera Salvini. «Il ministro dell’Interno incontra molti imprenditori, voglio segnalare che ieri a Torino c’erano associazioni che rappresentano tre milioni di imprese», ha risposto Boccia. Resta la dicotomia tra la Lega nelle Regioni e quella di governo. «Queste manifestazioni non sono sbagliate — ha aperto ieri il presidente leghista del Veneto Luca Zaia riferendosi agli imprenditori riuniti a Torino —. La Tav, la Pedemontana, la Valdastico Nord, la Romea Commerciale, si devono fare». In tutto questo botta e risposta tra leghisti e imprenditori in grisaglia, da segnalare il silenzio dei Cinque Stelle e, in particolare, del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio.

Timide convergenze

Intanto il fronte delle aziende resta in movimento. L’alleanza delle 12 sigle sta imbarcando nuove adesioni, dopo gli artigiani della Claai, i trasportatori di Confetra, ieri è stata la volta delle catene della distribuzione di Confimprese. Si sale così a quota 15 organizzazioni. Avanzano poi i preparativi per l’evento organizzato il 13 dicembre da Confartigianato. «Quelli del Sì»: questo lo slogan. Le territoriali sono mobilitate per raccogliere le adesioni e riempire i bus che porteranno gli associati al centro congressi della Fiera di Milano. Si parla di 1.600 persone. Questa volta la chiamata è rivolta ai piccoli imprenditori della «base». «No a interventi di politici — dicono in Confartigianato —. Il palco sarà riservato alle nostre imprese e alle loro ragioni. Certo se esponenti del governo o dell’opposizione si presentassero e volesse ascoltare, non li metteremmo certo alla porta». Da segnalare, per finire, qualche timida convergenza tra organizzazioni datoriali e sindacati. Le manifestazioni più chiare di supporto vengono dalla Cisl («Parliamo la stessa lingua», ha detto la segretaria Annamaria Furlan) e dalla Uil con il segretario della Uiltec Paolo Pirani che dice: «I mondi del lavoro e della produzione insieme sono in grado di dare le risposte che chiede la società».

(corriere.it)

Renzi gela l'irritato Minniti: "Non mi occupo del congresso Pd". Partito nel caos. Zingaretti duro: "Gioco macabro". Calenda ironico: "Bello. Altre idee?" (VIDEO)

Sono ore decisive nel Partito democratico per capire se l'ex ministro dell'Interno si ritirerà o meno dalla corsa alla segreteria. La scelta di convergere su di lui era stata avallata proprio dallo stesso ex premier che però ha detto chiaramente di non essere coinvolto nel dibattito congressuale. Secondo alcuni il segnale che vada ormai verso la creazione di un suo soggetto politico - (VIDEO)


Sale la tensione all'interno del Pd in vista del 12 dicembre, termine ultimo per la presentazione delle candidature al congresso. Con Matteo Renzi che torna a confermare il suo disimpegno rispetto alla partita in corso per il rinnovo della leadership. E Nicola Zingaretti che attacca a testa bassa: "Spero che qualcuno non abbia deciso di distruggere il Pd, giocando a un gioco macabro".  
 
I dubbi espressi in queste ore da Marco Minniti, infastidito per lo scarso sostegno dei renziani e per le voci che danno l'ex segretario sul punto di formare un movimento tutto suo, rischiano di cambiare i connotati di una sfida finora apertissima. L'ex ministro dell'Interno è infatti sempre più tentato di dire addio alle primarie. Un ritiro frutto anche di una telefonata tutt'altro che conciliante fra Renzi e lo stesso Minniti, durante la quale quest'ultimo avrebbe chiesto chiarimenti sul progetto dei comitati civici inaugurati all'ultima Leopolda, ricevendo in risposta solo qualche parola vaga rispetto a una possibile scissione.

Una freddezza ribadita in mattinata. "Minniti irritato? Come sapete non mi occupo del congresso Pd", taglia corto l'ex premier a margine di un incontro con gli europarlamentari a Bruxelles. Chiudendo ogni discussione sul punto. 

Durissimo Zingaretti. "Per il Pd sono preoccupato e allarmato. Spero che qualcuno non abbia deciso di distruggere il Pd e stia giocando a un gioco macabro. Non dobbiamo permetterlo", avverte il governatore del Lazio. "Il Pd va cambiato, non picconato con le furbizie. Distruggerlo ora o puntare a dividere credo sia un immenso regalo al M5s e Salvini". E' netto il candidato alla segreteria dem: "Le difficoltà del governo devono portare a essere più seri e responsabili. Vedo masse immense di persone che vogliono combattere: non si può sputare in faccia alle speranze, alle ansie, alle passioni di milioni di persone che vogliono voltare pagina. Siamo dentro a un congresso che ha questo obiettivo. Io farò di tutto per cambiare, allargare, rilanciare il Pd e farne il perno dell'alternativa - ha concluso - Non vorrei che proprio perché questo sta avvenendo qualcuno possa averne paura".

In subbuglio il mondo renziano, spiazzato dalla virata di Minniti verso il ritiro che lascerebbe quell'area senza candidato. E infatti: "Se nella giornata di oggi non ci sono fatti espliciti e conclusivi, da domani servirà ragionare su un nuovo assetto del congresso", lancia l'aut aut Antonello Giacomelli, deputato vicino a Luca Lotti e tra i sostenitori dell'ex titolare del Viminale. "Ribadisco ancora una volta che siamo pronti a sostenere Marco Minniti con convinzione, partendo da una comune scommessa sul Pd, sul suo ruolo e sulle sue prospettive", incalza l'esponente dem, "quello che però non possiamo fare è trascinare una situazione indefinita fino alle ore a ridosso della scadenza per la presentazione delle candidature".

Nel frattempo il segretario uscente Maurizio Martina - presentando la sua mozione al circolo romano di San Giovanni insieme a Matteo Richetti, Debora Serracchiani e Tommaso Nannicini - ribadisce la linea già illustrata al momento della sua candidatura: "Noi siamo una squadra, lavoriamo per unire il Pd, non per dividere. Non torniamo indietro, guardiamo avanti. Serve un Pd nuovo, una scommessa di cambiamento".

 

(repubblica.it)

 

Blitz e tweet, Spataro contro Salvini: "Operazione messa a rischio". Il ministro a muso duro: "Basta parole a sproposito, se il procuratore è stanco si ritiri"

La procura esegue 15 ordinanze contro la Mafia nigeriana ma il messaggio del vicepremier anticipa la conclusione dell’operazione e manda su tutte le furie il procuratore capo di Torino che tuona: "L'operazione è stata messa a rischio". Il leader leghista però non la manda giù e contrattacca duramente: "Farebbe meglio a pensare prima di aprire bocca, Se il procuratore capo di Torino è stanco  si ritiri dal lavoro"


Un tweet fa scoppiare un botta e risposta tra Matteo Salvini e il procuratore di Torino, Armando Spataro. La bacchettata di Spataro al vicepremier arriva dopo che il leader del Carroccio ha diffuso via Twitter una notizia in cui si affermava, tra l’altro, che "anche a Torino altri 15 mafiosi nigeriani sono stati fermati dalla Polizia". 
In una nota, Spataro ha criticato le modalità con cui il ministro dell’Interno ha diffuso la notizia, rischiando di compromettere l’operazione ancora in corso. E per questo ha auspicato che, in futuro, "eviti comunicazioni simili o voglia quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso".

In particolare, Spataro ha osservato che "in relazione ai soli fatti di Torino, al di là delle modalità di diffusione, la notizia in questione è intervenuta mentre l'operazione era (ed è) ancora in corso con conseguenti rischi di danni al buon esito della stessa. Inoltre - ha precisato - la polizia giudiziaria non ha fermato '15 mafiosi nigeriani' ma sta eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della Dda di questo ufficio, dal gip del Tribunale di Torino". 

"Il provvedimento restrittivo non prevede per tutti gli indagati la contestazione della violazione dell'articolo 416 bis c.p. e coloro nei cui confronti il provvedimento è stato eseguito non sono 15 e le ricerche di coloro che non sono stati arrestati è ancora in corso",ha continuato il procuratore. "La diffusione della notizia - ha detto Spataro - contraddice prassi e direttive vigenti nel Circondario di Torino secondo cui gli organi di polizia giudiziaria che vi operano concordano contenuti, modalità e tempi della diffusione della notizie di interesse pubblico, allo scopo di fornire informazioni ispirate a criteri di sobrietà e di rispetto dei diritti e delle garanzie spettanti agli indagati per qualsiasi reato". Quindi, "ci si augura che, per il futuro, il ministro dell'Interno eviti comunicazioni simili a quella sopra richiamata" conclude Spataro, precisando che "allo stato non si ritiene di poter fornire altre informazioni sulle indagini in corso".

SALVINI - Immediata la risposta del vicepremier: "Basta parole a sproposito. Inaccettabile dire che il ministro dell'Interno possa danneggiare indagini e compromettere arresti" ha detto Salvini. "Qualcuno - ha aggiunto - farebbe meglio a pensare prima di aprire bocca". E ancora: "Se il procuratore capo di Torino è stanco - ha proseguito il titolare del Viminale - si ritiri dal lavoro. A Spataro auguro un futuro serenissimo da pensionato". Inoltre, "se il capo della polizia mi scrive alle 7:22 informandomi di operazioni contro mafia e criminalità organizzata, come fa regolarmente, un minuto dopo mi sento libero e onorato di ringraziare e fare i complimenti alle forze dell'ordine" sottolinea Salvini.

SALUZZO - Di parole "sgradevoli e inaccettabili per tono e contenuto" ha parlato il procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo, commentando all'AdnKronos le dichiarazioni del ministro dell'Interno.

LA REPLICA - Poi, in diretta web, il vicepremier ha aggiunto: Spataro "sbaglia nei modi e sbaglia nei tempi. Si usa il telefono" perché serve "rispetto tra istituzioni". E ancora: "Il mio telefono ce l'hanno centinaia di persone. Se c'è un problema, una telefonata e la cosa si chiarisce". Poi ha parlato anche dell'altro vicepremier: "Luigi Di Maio è vittima di attacchi di ogni tipo, ora basta. Chiedo di giudicare me e Luigi dai fatti".

ERMINI - "Il lavoro serio, puntuale e rischioso che la magistratura porta avanti ogni giorno non può e non deve essere utilizzato per scopi di propaganda" dice il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini, che ha telefonato a Spataro, per esprimergli “apprezzamento per il lavoro che sta svolgendo e pieno riconoscimento per l’alta professionalità e per l’impegno dimostrati in tutti questi anni. Un impegno - ha sottolineato - da grande e leale servitore dello Stato che non può essere in alcun modo messo in discussione da toni sprezzanti".

Intanto i togati del gruppo di Area chiedono al comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura di aprire una pratica a tutela del procuratore Spataro, nei confronti del quale il ministro dell'Interno ha usato "toni di dileggio" ed "espressioni sgradevoli e delegittimanti".

 

(Fonte: Adnkronos)

Lombardia a tutta birra, i numeri di un comparto in crescita. Interviste all'assessore Alessandro Mattinzoli e Alfredo Pratolongo (Fondazione Birra Moretti) - VIDEO

Presentata a Palazzo Lombardia la ricerca dell'Osservatorio Birra di Fondazione Birra Moretti da cui emerge che la Lombardia è il motore della produzione birraria in Italia. Ecco cosa è è emerso - (VIDEO/VIDEO)


I NUMERI DI UN COMPARTO IN CRESCITA - Il settore vale quasi 9 miliardi di euro (8,6 miliardi), e il 25% arriva dalla Lombardia che, pertanto acquista una speciale rilevanza in quanto rappresenta circa un quarto della birra consumata in Italia in termini di valore condiviso, di occupati e contribuzione fiscale).

I 2.269 milioni di euro di 'valore condiviso' generato dalla birra in Lombardia rappresentano lo 0,62% del PIL regionale e il 25,5% del totale del valore condiviso della birra in Italia. A livello nazionale il 'valore condiviso' generato dalla filiera italiana della birra è cresciuto di quasi il 13%, fino a toccare 8,8 miliardi di euro equivalenti a mezzo punto di Pil.

I PRESENTI - Alla presentazione dello studio hanno preso parte all'incontro il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, l'assessore regionale allo Sviluppo economico Alessandro Mattinzoli, Alfredo Pratolongo (presidente della Fondazione Birra Moretti), Soren Hag (amministratore delegato di Heineken Italia) e Alessandro Marangoni (amministratore delegato della società di ricerca Althesys).

Il presidente Fontana, dopo aver ricordato le sue origini di Induno Olona, in provincia di Varese, storica sede del birrificio Poretti e fabbrica che ha dato lavoro non solo ai cittadini residenti, ha espresso apprezzamento per quanto emerso dalla ricerca evidenziando l'importanza del consumo consapevole.

DA REGIONE PIENO SOSTEGNO A PRODUZIONE - "In questi ultimi anni - ha rimarcato il presidente - sono nati numerosi birrifici artigianali in Lombardia. Un fatto che testimonia la diffusione di questa bevanda, per la quale i consumatori chiedono sempre più qualità e, contestualmente, lo sviluppo di attività imprenditoriali in questo comparto". "Il primato della Lombardia che emerge chiaramente dallo studio presentato oggi - ha aggiunto il presidente - indica che Regione Lombardia è all'avanguardia. Per questo, vogliamo continuare a contribuire nel sostenere questa produzione e trarremo spunti importanti dalla approfondita analisi condotta da Fondazione Moretti".

IL FENOMENO DEI BIRRIFICI ARTIGIANALI -La Lombardia conta sulla presenza di importanti aziende internazionali e sul maggior numero di birrifici artigianali del paese (137, rispetto agli 80 del Piemonte e, ai 74 del Veneto e ai 63 della Toscana), che nel 2017 hanno prodotto complessivamente quasi 4 milioni di ettolitri di birra

QUALITA' PAROLA D'ORDINE - "Dalla ricerca - ha commentato l'assessore Mattinzoli (nella foto) - si evince che l'impresa lombarda sa leggere in anticipo le esigenze e i cambi delle modalità di consumo. Lo studio indica che anche in questo ambito siamo su un percorso virtuoso di un'economia che deve far crescere la qualità di tutto il tessuto sociale".

"Accogliamo con interesse l'idea lanciata oggi di avviare una Università della birra che faccia formazione e accresca la capacità di interpretare il gusto degli italiani".

"Quando c'è attenzione alla qualità - ha continuato Mattinzoli - noi non possiamo che essere presenti. Faccio anche rilevare che l'80 per cento del consumo di birra in Italia avviene durante il pasto: anche in questo caso va evidenziata la straordinaria capacità di abbinare la nostra gastronomia a bevande diverse dal vino".

Primarie Pd, vincono gli ortodossi congressuali. Nessun anticipo o snellimento: voto il 3 marzo. Richetti rinuncia, restano in sette, una sola donna

Le primarie del Pd si terranno il 3 marzo. Lo ha deciso la direzione del partito che ha approvato il regolamento congressuale. Il 12 dicembre scadrà il termine per la presentazione della candidature e il 2 febbraio si terrà la convenzione nazionale. Quindi nessuna anticipazione dei gazebo, né altre novità. Sette i candidati: Nicola Zingaretti, Francesco Boccia, Dario Corallo, Cesare Damiano, Marco Minniti, Maurizio Martina e Maria Saladino, finora l'unica candidata donna


Si terranno domenica 3 marzo le primarie del Pd. La Direzione del Partito democratico ha approvato il regolamento per il congresso che fissa, tra gli altri punti, anche la data in cui verrà scelto il segretario. Al Nazareno non ci sono stati voti contrari ma 4 astenuti.

Mancano invece una quindicina di giorni per l'ufficialità dei candidati in campo. Il termine ultimo per le candidature scade il 12 dicembre. Da lì in poi si entra nel vivo e c'è chi, come Marco Minniti, sta preparando proprio per quei giorni un evento in cui presenterà la propria piattaforma congressuale. Ieri si è ridotto il numero degli sfidanti, con il ritiro di Matteo Richetti, che sosterrà Maurizio Martina in un ticket "per unire", come lo ha definito l'ex segretario dem. Al momento, sono 7 i candidati al congresso: Nicola Zingaretti, Francesco Boccia, Dario Corallo, Cesare Damiano, Marco Minniti, Maurizio Martina e Maria Saladino, finora l'unica candidata donna.

Oggi la Direzione ha stabilito il seguente calendario operativo: dal 7 al 27 gennaio si svolgeranno le votazioni nei circoli da parte dei soli iscritti, per selezionare i tre candidati che accedono alle primarie. Il 2 febbraio si svolgerà la Convenzione nazionale e il 3 marzo le primarie aperte. I vecchi iscritti potranno confermare il tesseramento al momento di votare al circolo, mentre per i nuovi verrà attivato il tesseramento online fino al 20 dicembre.

 

(Fonte: Adnkronos)

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