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updated 7:58 AM UTC, Aug 13, 2020

Covid, cosa sta succedendo in Italia. Tra nuovi focolai e calo dei ricoverati con sintomi, pochi in terapia intensiva. Pesa l'importazione del contagio dall'estero

L'Istituto Superiore di Sanità: Rt sopra 1 in otto regioni. Il Veneto ha l'indice più alto. Poi Sicilia e Campania. Lombardia e Piemonte entrambe sotto 1. Fontana: mascherine al chiuso fino al 10 settembre


La Campania potrebbe uscire dall'emergenza Covid il 9 maggio, la ...

Continua la risalita dei contagi da coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore i casi di positività sono aumentati di 379 (ieri erano stati 386 in più), secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 9 (ieri erano state 3). I tamponi effettuati sono stati 68.444, in ulteriore aumento di quasi 7 mila rispetto a ieri. I nuovi casi si registrano soprattutto in Veneto (+117) e in Lombardia (+77). Una sola regione senza nuovi contagiati, la Valle d'Aosta.

Tornano a diminuire i pazienti in terapia intensiva che in 24 ore passano da 47 a 41 (-6). Calano anche i ricoverati con sintomi (-32), che sono ora 716. Le persone in isolamento domiciliare sono 11.665 (+230), gli attualmente positivi 12.422 (+192). I dimessi e guariti sono 199.974 (+178). I casi totali sono ora 247.537, i deceduti 35.141.

"Persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, talvolta associati all'importazione di casi da Stati esteri. Il numero di nuovi casi di infezione sebbene rimanga nel complesso contenuto mostra una tendenza all'aumento. Si ribadisce di rispettare i provvedimenti quarantenari, anche identificando strutture dedicate, sia per le persone che rientrano da paesi per i quali è prevista la quarantena e sia a seguito di richiesta dell'autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. In caso contrario, nelle prossime settimane, potremmo assistere ad un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale". E' quanto si legge nel monitoraggio settimanale condotto dall'Iss e dal ministero della Salute.

"Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell'impatto dell'infezione da SARS-CoV-2 in Italia - prosegue la nota dell'Iss-Ministero della Salute - sebbene non in una situazione critica, mostra dei segnali che richiedono una particolare attenzione. A livello nazionale, si osserva un aumento nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, con Rt nazionale = 0.98, sebbene sia maggiore ad 1 nel suo intervallo di confidenza maggiore.

LA SITUAZIONE NELLE REGIONI

"Le stime Rt tendono a fluttuare in alcune Regioni/PPAA in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti. Si osservano, pertanto, negli ultimi 14 giorni stime superiori ad 1 in otto Regioni dove si sono verificati recenti focolai. Seppur in diminuzione, in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante". È quanto emerge dal monitoraggio Iss-ministero della Salute in cui si sottolinea che "persiste l'assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali"In quasi tutte le Regioni/PPAA sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente. Nella settimana di monitoraggio sono stati riportati complessivamente 736 focolai attivi di cui 123 nuovi. E' quanto fotografa il monitoraggio Iss-Ministero Salute. Oltre ai focolai attribuibili alla reimportazione dell'infezione,vengono segnalati sul territorio nazionale alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l'origine. Questo evidenzia - prosegue l'Iss - come ancora l'epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa. Si segnala in alcune Regioni/PA la presenza di nuovi casi di infezione importati da altra Regione e/oda Stato Estero. Si conferma perciò una situazione epidemiologica estremamente fluida. Negli ultimi 14 giorni stime superiori ad 1 in otto Regioni dove si sono verificati recenti focolai. Persiste l'assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali. Seppur in diminuzione, in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati. Questo - conclude l'iss - deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante. E' il Veneto la regione con l'indice Rt piu' alto in Italia secondo il monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanita' e del Ministero della Salute, con un valore di 1.66. Seguono la Sicilia (1.55), la Campania (1.44), entrambe la scorsa settimana sotto il valore soglia di 1. La Lombardia e il Piemonte invece si attestano ad un valore inferiore: 0.96 per la prima e 0.87 per la seconda.

IL VENETO. Per il governatore del Veneto Luca Zaia  "clinicamente in questo momento non siamo in emergenza". "Abbiamo beccato i 131 positivi - spiega Zaia riferendosi ai nuovi casi di positività al Covid, tra i quali i 132 positivi (131 migranti e un mediatore culturale) riscontrati nel Centro di accoglienza dell'ex Caserma Serena di Casier, nel Trevigiano. - perché avevamo trovato tre sintomatici". Zaia sottolinea che i focolai in Veneto sono complessivamente 45. La comunità "deve avere la tranquillità" che dal Centro migranti di Casier "non si può uscire e non si può entrare per andarsi a prendere il virus" ha precisato Zaia. "I veneti hanno trascorso mesi chiusi in casa - puntualizza, alludendo alle proteste di alcuni migranti per l'isolamento - non capisco perchè questi signori stiano già alzando la voce perchè vogliono uscire. Qui si vede se esiste lo Stato oppure no". Per Zaia "resta sottinteso che strutture come l''ex caserma Serena e altre che ha il Veneto devono essere dismesse. E' ormai certificato che questo sistema di ospitalità è fallimentare, lo è socialmente, culturalmente, sanitariamente, economicamente, in tutti i sensi".

IL PIEMONTE- Preoccupa anche la situazione in Piemonte dove nell'ultima settimana i nuovi casi di positività al Covid-19 sono quasi raddoppiati a causa del focolaio fra gli stagionali di Saluzzo e dei casi importati da altre Regioni e dall'estero come ha riferito il presidente della Regione, Alberto Cirio, in occasione della firma del protocollo con i sindacati per la nascita di un Tavolo permanente sulla sanità. I dati saranno contenuti nel report sull'ultima settimana che il ministero della Salute trasmetterà oggi sul monitoraggio della Fase due.

LA SARDEGNA- In Sardegna intanto salgono a 1.404 i casi di positività al Covid-19 accertati dall'inizio dell'emergenza. Nell'ultimo aggiornamento dell'Unità di crisi regionale si registrano 10 casi positivi, riconducibili a migranti arrivati nell'Isola nei giorni scorsi. Resta invariato il numero delle vittime, 134. In totale sono stati eseguiti 106.345 tamponi. I pazienti ricoverati in ospedale sono tre, nessuno in terapia intensiva, mentre 30 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.234 pazienti guariti, più altri 3 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 1.404 casi positivi complessivamente accertati, 261 sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 116 nel Sud Sardegna, 61 a Oristano, 83 a Nuoro, 883 a Sassari.

LA LOMBARDIA-  In Lombardia permane l'obbligo di utilizzare la mascherina al chiuso fino al 10 settembre mentre all'aperto è necessaria nel caso in cui non sia possibile garantire il distanziamento sociale. E' comunque indispensabile averla sempre con sé e indossarla anche sui mezzi di trasporto pubblico. Lo prevede la nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in vigore dal primo agosto al 10 settembre.

 

(Fonte: Ansa)

 

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Covid, confermata la quarantena per chi viene da Romania e Bulgaria. Riviste le disposizioni per l'Algeria. Intanto impennata di contagi negli Stati Uniti

"Ho firmato l’ordinanza che conferma la misura della quarantena di 14 giorni per chi è stato in Romania e Bulgaria, come già previsto per tutti i Paesi extra Ue ed extra Schengen". Lo comunica il ministro della Salute, Roberto Speranza, su Facebook. Nella stessa ordinanza "si elimina l’Algeria dalla lista dei Paesi extra Ue che, seppur con disposizione di quarantena, hanno la possibilità di accesso in Italia senza comprovati motivi di urgenza", conclude.


USA - Negli Stati Uniti si sono registrati quasi 1379 decessi per il Covid nelle ultime 24 ore, secondo il bilancio della John Hopkins University. E' il terzo giorno consecutivo che il numero dei morti nel Paese supera la soglia dei 1200. E non si ferma la corsa dei contagi, con altri 72.238 nuovi casi registrati. Sono quindi quasi 4,5 milioni gli americani che si sono ammalati, con circa 1,4 milioni di guariti. Mentre le vittime dell'epidemia sono oltre 151mila.

Il fronte della diffusione del coronavirus si potrebbe allargare ad altri stati americani. E' l'allarme lanciato da Anthony Fauci che, in un'intervista a Abc News, ha esortato i governatori di Ohio, Tennessee, Kentucky e Indiana di adottare misure per controllare il virus.

Il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases infatti ha sottolineato come, dopo "l'allarmante" impennata di casi di Covid in Florida, Texas, California ed Arizona, ora gli esperti si stanno concentrando su "un gruppo di altri stati" dove si sta registrando un, ancora contenuto, aumento della percentuale dei positivi. Questo, ha continuato il virologo, "è un segnale certo che ci si potrebbe trovare negli stessi problemi in cui si sono trovati gli stati del Sud" che ora sono l'epicentro dell'epidemia. Fauci ha spiegato che, insieme a Deborah Birx, la coordinatrice della task force della Casa Bianca, ha avuto nei giorni scorsi dei colloqui con i governatori di questi stati per esortarli a rafforzare le misure di prevenzione.


BOLSONARO - Jair Bolsonaro, da poco guarito dal Covid, afferma di sentirsi debole, di prendere ancora gli antibiotici, ma sostiene di avere "muffa nei polmoni" a causa dei 20 giorni di isolamento a cui si è dovuto sottoporre durante la malattia. "Ho appena fatto le analisi del sangue, ero un debole ieri, hanno anche trovato una piccola infezione - ha detto il presidente brasiliano in un video su Facebook - ora sto prendendo gli antibiotici, devono essere stati i 20 giorni trascorsi a casa, dove ci prendiamo altre cose. Ho preso la muffa, la muffa nei miei polmoni. Deve essere stato questo".
Bolsonaro ha dichiarato di essere risultato negativo al test lo scorso 25 luglio, ma ieri il suo ufficio stampa ha detto che la moglie Michelle ora risulta positiva. L'ultima volta che la first lady è stata vista in pubblico è stato mercoledì durante una cerimonia con il marito a Brasilia.
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Covid, Zangrillo: "Il virus esiste ancora ma la malattia è cambiata. E chi mi dà del negazionista ne risponderà..."

Il primario di Terapia intensiva al San Raffaele di Milano e prorettore dell'Università Vita-Salute in un'intervista torna a chiarire il suo punto di vista sull'emergenza coronavirus: "Sono stato il primo, già ad aprile, a dire che dovremo convivere con il Sars-Cov-2 finché non arriverà un vaccino"


"Non datemi del negazionista, il virus esiste ma la malattia è cambiata" "Dire che il virus oggi non sta producendo una malattia clinicamente significativa non vuol dire affatto negare l'esistenza del Sars-Cov-2. Rifiuto in tutti i modi la definizione di negazionista". E' quanto afferma, perentorio, in un'intervista a "La Repubblica" Alberto Zangrillo, primario di Terapia intensiva al San Raffaele di Milano e prorettore dell'Universita' Vita-Salute, in replica intervento al convegno organizzato tre giorni fa in Senato, al quale ha partecipato anche il cantante Andrea Bocelli, al termine del quale gli sono state rivolte accuse di voler negare l'esistenza del virus. Invece, lungi dal negare l'esistenza del virus, Zangrillo nell'intervista insiste su un concetto: "Lavoro di clinica e ricerca - dice - e sin dall'inizio ci siamo occupati dell'epidemia. Io riporto solo l'evidenza, ovvero che oggi il virus non produce una malattia clinicamente rilevante. Ma questo non vuol dire che il virus non esista piu': sono stato il primo, gia' ad aprile, a dire che dovremo convivere con il Sars-Cov-2 finchè non arrivera' un vaccino".

Tuttavia, intima, se poi "colleghi universitari milanesi si permettono di dare del negazionista a chi come me è andato in mezzo ai malati e se ne è preso cura, ne risponderanno". E a chi non crede che il virus esista piu', Zangrillo dice: "Non è vero che il virus non esiste piu'" e "io non l'ho mai detto, cosi' come non ho detto che è mutato. Ho pero' affermato, e lo sostengo ancora perchè questa affermazione si basa sull'osservazione e la cura diretta dei pazienti - spiega - che la situazione clinica oggi è diversa".

 

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Ex guardia medica, in Lombardia attivo un nuovo numero unico, il primo in Italia: il 116117 per l'accesso a cure non essenziali e altri servizi sanitari. Gallera: "Ecco i vantaggi per i cittadini" (VIDEO)

La Lombardia da lunedì ha da oggi un nuovo numero unico regionale per la richiesta di cure non urgenti: è il 116117 e riguarderà tutti quei servizi un tempo erogati dalla ex Guardia Medica tra cui i trasporti sanitari (ad esempio per i pazienti in dialisi). Il numero, gratuito, sostituisce i circa 100 numeri verdi che erano attivi nelle diverse aree e Ats della Lombardia e sarà attivo in tutto il territorio regionale, eccezion fatta per la provincia di Brescia, in cui il numero unico sarà attivo dal 27 luglio - (VIDEO)


Attivo in tutta la Lombardia il Numero Unico 116117 di continuità ...

E’ attivo da oggi in tutta la Lombardia (fatta eccezione per Brescia che ‘parte’ lunedì prossimo) il numero unico europeo di continuità assistenziale (ex guardia medica) 116117. Consente l’accesso ai servizi di cure mediche non urgenti e altri servizi sanitari e concorre alla gestione della domanda assistenziale a bassa intensità/priorità. Il servizio, completamente gratuito, è attivo dalle 20 alle 8 nei giorni feriali e 24 ore su 24 nei festivi e prefestivi.

Il numero unico è stato presentato dall’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera e dal direttore dell’Agenzia regionale per l’emergenza urgenza (Areu), Alberto Zoli.

Il centralino mette in contatto l’utente con un operatore competente oppure con un medico per assicurare assistenza o consulenza sanitario.

“Siamo molto soddisfatti – ha detto Gallera – del lavoro che si è sviluppato nei mesi e che ha consentito alla Lombardia di essere la prima regione in Italia ad attivare questo servizio. Dietro questo numero c’è un grande efficientamento del servizio effettuato negli anni. E’ stato testato e ha dato risultati
importanti”.

COME FUNZIONA – E’ stato lo stesso assessore Gallera a spiegare il funzionamento del numero unico 116117. Dopo pochi secondi dalla chiamata (nel 75% dei casi sono sufficienti 2 o 3 squilli) “un operatore laico smista la richiesta a seconda della necessità richiesta e ne verifica l’effettiva presa in carico. Siamo molto orgogliosi di questo grande sforzo organizzativo di Areu che si conferma capofila in Italia nel settore dei bisogni dei cittadini”.

Numerosi i vantaggi che offre il nuovo numero unico, fra gli altri:

– è sempre attivo un servizio di interpretariato telefonico
– l’attività viene completamente informatizzata
– la registrazione vocale delle chiamate in entrata e in uscita
e la conseguente tracciabilità di qualsiasi comunicazione e
– l’integrazione fra soccorso e continuità assistenziale

Il direttore generale dell’Areu, Alberto Zoli, fra l’altro ha sottolineato anche che il risparmio annuale sarà di circa 1 milione di euro l’anno. Inoltre, il numero, gratuito, è chiamabile sia da rete fissa che mobile e garantisce assistenza e consulenza sanitaria tramite un operatore e non un risponditore automatico”.

(Fonte: Lombardia Notizie)

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Scuola, Azzolina: "Si riparte il 14 settembre, le famiglie devono stare tranquille". Ma è bufera sulla temperatura da misurare a casa. Salvini: "Sciagurata" (VIDEO)

Tutti di nuovo a scuola a settembre, ma in sicurezza. In caso di febbre sopra i 37,5, infatti, gli studenti dovranno rimanere a casa. La misurazione della temperatura "viene fatta a casa": un modo per "responsabilizzare" ulteriormente le famiglie, ha detto nelle ore scorse la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, in un’intervista rilasciata a  a TgTg su Tv2000, scatenando non poche polemiche. Duro attacco della Lega: "Scarica responsabilità" - (VIDEO)


La scuola e i sindacati che fermano l'Italia. Intervista a Lucia ...

"Le scuole il 14 settembre riapriranno, le famiglie devono stare tranquille ed evitare di sentire i campanelli di allarme dei Salvini di turno". Lo ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, intervenuta a 'In Onda'.

"Comprare nuovi banchi è il modo migliore che abbiamo per guadagnare spazio", afferma la ministra, aggiungendo che "i banchi è vero che ci servono per distanziare ma un giorno anche per avvicinare: sono pensati per una innovazione didattica". I banchi "servono anche per il futuro non solo per il presente", ha concluso aggiungendo: "è un investimento".

"La misurazione della febbre, della temperatura in via precauzionale va fatta a casa", dice ancora Azzolina rispondendo a una domanda sulla possibilità di misurare la temperatura agli studenti a scuola. E ha poi richiamato a "un'assunzione di responsabilità" da parte dei genitori che sanno di dover "misurare la temperatura prima, per evitare di contagiare dopo".

"La sanificazione si fa se c'è un caso di Covid, se no ci sta l'igienizzazione normale", ha affermato ancora la ministra precisando: "Avremo saponi, igienizzanti, ma la sanificazione si fa nei casi di Covid", ha precisato.

"Il compito dei dirigenti è dirci il fabbisogno in termini di arredi" o di "aule", ha affermato Azzolina spiegando che proprio sugli spazi è in corso un lavoro tra ministero e enti locali che sono proprietari degli edifici scolastici.

"Nelle linee guida per i bambini della scuola infanzia non è previsto il distanziamento, è scritto che devono esserci gruppi piccoli", ha poi spiegato la ministra sottolineando che il ministero della Salute "non ha dato un rapporto numerico", ma "è chiaro che ci vogliono più insegnanti".

"Ho fatto richiesta al ministero dell'Economia e delle Finanze per assumere fino a 80mila docenti sia di sostegno sia no: a breve il ministero dovrebbe darci una risposta", ha fatto sapere.

LEGA ALL'ATTACCO: AZZOLINA SCARICA RESPONSABILITA'

Trieste, lieve malore per Matteo Salvini - IlGiornale.it

Una proposta che non va giù al leader della Lega che non può fare a meno di osservare le inadeguatezze: "Lo sciagurato ministro Azzolina conferma che un milione di bimbi e studenti da settembre non avrà spazio in classe e andrà a scuola in ’cinema, teatri e museì. Ma siamo matti? P.S. Ogni giorno - continua l’ex vicepremier in una nota - le famiglie dovranno misurare la febbre ai figli a casa, sopra i 37,5 niente scuola. E se qualcuno sbaglia? E se qualcuno se ne dimentica? E se qualcuno mente? Giù le mani dai nostri figli - conclude -. Azzolina bocciata".

Dopo aver scaricato tutte le responsabilità riguardo l'avvio del nuovo anno scolastico su enti locali, dirigenti scolastici e docenti, il ministro Azzolina ha pensato bene di completare l'opera delegando la sicurezza sanitaria alle famiglie, che dovranno misurare la febbre ai figli, si suppone al momento di uscire di casa. Lo dichiara il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama e responsabile nazionale del dipartimento Scuola della Lega. "Ci chiediamo: gli alunni dovranno presentarsi con l'attestazione della misurazione giornaliera? E chi la firmerà nel caso di genitori assenti per motivi di lavoro? O si può intendere che la febbre è misurabile anche alle 6 del mattino se pure lo studente arriva a scuola alle 8.30? Non era più semplice misurarla all'ingresso dell'Istituto usufruendo (e integrando le varie competenze) di collaboratori scolastici, volontari della protezione civile e altre figure professionali che possono corrispondere alla semplice ma fondamentale esigenza di prevenzione sanitaria?", aggiunge.

 

Francia, un 14 luglio diverso: la festa nazionale dedicata alle vittime del Covid e al personale sanitario. La Marsigliese risuona per loro. Polemiche sulle mascherine e mini contestazione a Macron

Quest'anno la manifestazione per la festa nazionale si è svolta in formato ridotto e senza pubblico, a causa delle restrizioni legate all'epidemia da Covid-19. Il presidente Macron ha voluto confermare la cerimonia anche se soltanto con 2500 militari presenti e 1400 operatori della sanità, eroi della battaglia contro l'emergenza invitati in tribuna, unico pubblico ammesso alla celebrazione


Conducenti di ambulanze, cassieri di supermercati, postini, medici che hanno curato pazienti affetti da Covid-19. La Francia celebra i 'lavoratori essenziali' nel 14 luglio segnato dalla pandemia, in una festività nazionale ricalibrata senza la consueta grandiosa parata militare.

Cerimonia ristretta a Place de la Concorde e niente sfilata sugli Champs Elysees con la pattuglia acrobatica di Francia che, dopo il classico tricolore che attraversa il cielo sopra l'Arco di Trionfo e la Torre Eiffel, effettua anche un secondo sorvolo su Parigi lasciandosi dietro un fumo bianco in onore degli operatori sanitari e di tutti i lavoratori essenziali.

Il presidente Emmanuel Macron ha passato in rivista le truppe e sfilato brevemente in place de la Concorde a Parigi, mentre sugli spalti si distinguevano i camici bianchi degli operatori sanitari, disposti rispettando il distanziamento sociale. "Questa cerimonia sarà il simbolo dell'impegno di un'intera nazione" e "della nostra resilienza", ha detto Macron alla vigilia delle celebrazioni, facendo riferimento alla gestione della crisi sanitaria. La Francia è un dei Paesi più colpiti in Europa dalla pandemia con più di 200.000 contagi e 30.000 decessi.

La Marsigliese per gli operatori sanitari

Momento di commozione durante la celebrazione quando, davanti alla tribuna con Emmanuel Macron e tutti i membri del governo, si sono presentati tutti i rappresentanti civili e militari del personale sanitario impegnato contro l'epidemia di coronavirus. 

È risuonata la Marsigliese e l'omaggio al personale sanitario si è concluso con un lunghissimo applauso di tutte le autorità presenti, in piedi nella tribuna. Mentre si svolgeva la cerimonia, ritrasmessa in diretta tv, molti francesi sono intervenuti sui social network e nei blog dei vari media per criticare il fatto che quasi nessuno, a place de la Concorde, indossasse la mascherina.

Macron l'ha indossata soltanto scendendo a stringere le mani a fine cerimonia. In Francia, dove la mascherina non è stata mai né obbligatoria né consigliata all'aperto, le autorità sanitarie, di fronte all'allentamento del rispetto delle regole sanitarie, pensano di rendere "obbligatoria e non più strettamente consigliata" la mascherina nei luoghi chiusi.

Accordo con i sindacati per l'aumento degli stipendi al personale sanitario

Alla viglia il governo ha annunciato un pacchetto di 8 miliardi di euro per aumentare gli stipendi a medici, infermieri e paramedici. L'accordo è stato  firmato con i sindacati ieri dopo settimane di trattative e vedrà un incremento medio degli stipendi di 183 euro al mese. Gli operatori sanitari sono stati elogiati durante la pandemia con manifestazioni quotidiane di apprezzamento da parte del pubblico. Ma da tempo chiedevano migliori stipendi e maggiori risorse finanziarie per gli ospedali. Nonostante l'intesa, durante la cerimonia c'è chi ha voluto esprimere il suo dissenso levando in volo con dei palloncini uno striscione in cui era scritto: "Dietro gli omaggi Macron strangola gli ospedali".

Una festa in tono minore: niente folla intorno alla Torre Eiffel per i fuochi d'artificio

La commemorazione ha reso omaggio anche all'ex presidente Charles de Gaulle, 80 anni dopo il suo appello alla resistenza contro i nazisti. La festa nazionale francese ricorda un momento decisivo della rivoluzione del 1789. In quel giorno, i cittadini assalirono la Bastiglia, usata allora come luogo di detenzione e diventata l'emblema del regime monarchico. 

Tradizionalmente, la festa nazionale si concludeva con i fuochi d'artificio, con migliaia di persone riunite intorno alla Torre Eiffel per osservare lo spettacolo pirotecnico che è confermato anche se il parco intorno alla torre sarà chiuso al pubblico.

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Coronavirus, tra immunità che non dura, ricadute e anticorpi boomerang. La scienza ci dice di non stare tranquilli. E ci sono pure forti dubbi sull'efficacia di un futuro vaccino

Diversi studi mettono in luce la breve durata della protettività degli anticorpi sviluppati dopo la malattia. Eʼ possibile che il Covid abbia lo stesso meccanismo delle influenze comuni. Una ricerca è particolarmente inquietante: gli anticorpi acquisiti dall'infezione provocata da Sars-CoV-2 non solo potrebbero non proteggerci da una nuova infezione, ma aumenterebbero le probabilità di svilupparne una nuova più violenta e più grave


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Mentre si moltiplicano i casi di guariti di coronavirus che tornano a contrarre il virus, cresce la paura che anche un vaccino potrebbe non essere davvero efficace contro la malattia. Se gli anticorpi prodotti da un ex positivo non proteggono da un ritorno dalla malattia a distanza di poche settimane, lo potrà fare un vaccino? Gli esperti si interrogano e gli studi epidemiologici danno indicazioni tutt'altro che rassicuranti.

Infezioni bis in tutto il mondo - Seconde infezioni vengono segnalate in tutto il mondo: l'ultima nel nostro Paese, una donna di Pozzuoli, 84 anni, che è risultata di nuovo positiva al Covid dopo aver contratto la stessa malattia ad aprile, con sintomi poco gravi, risolta nel giro di un mese. Tuttavia Pierangelo Clerici, presidente dell'Associazione microbiologi clinici italiana, scrive il "Corriere della Sera", precisa che non è chiaro se si tratti davvero di seconde malattie oppure se il virus sfugga al tampone, pur presente nell'organismo, o ancora se frammenti virali restino nel corpo a lungo, a sintomi ormai terminati. 

Immunità double face - Una ricerca italiana pubblicata su Bmj Global Health ipotizza che l'immunità acquisita non solo non sarebbe protettiva, ma potrebbe favorire reinfezioni con sintomi più gravi. C'è un altro studio del King's College di Londra che parla di un'immunità lunga pochi mesi: nei pazienti esaminati gli anticorpi raggiungono il picco dopo tre settimane e successivamente diminuiscono.

Anticorpi e protezione - Dagli studi risulta che i malati sviluppano anticorpi entro 19 giorni in grado di respingere eventuali nuovi attacchi. Ma non è chiaro quanto duri l'immunità concessa da questi anticorpi. A complicare le cose le cose c'è la natura di questo specifico virus, che fa ammalare la stragrande maggioranza senza sintomi o con sintomi molto deboli: impossibile quindi sapere se la risposta immunitaria sia realmente protettiva. 

Come le influenze comuni - Inevitabile quindi che ci siano forti dubbi sull'efficacia del vaccino: sarà temporanea? Questa è l'ipotesi più probabile, visti gli esiti di molte ricerche. Il meccanismo sembra quello delle influenze comuni, in cui lo stesso virus può tornare a infettare di nuovo le stesse persone, anche se l'eventualità dovrà essere confermata da altri test clinici. La responsabile dello studio inglese Katie Doores chiarisce: "La produzione di anticorpi di chi si ammala ha riguardato nei nostri casi solo un breve periodo. E se l'infezione genera anticorpi così limitati nel tempo, anche la copertura di un futuro vaccino teoricamente avrà una durata limitata". 

Anticorpi boomerang - Si fa strada inoltre l'idea che gli anticorpi potrebbero anche rivelarsi una sorta di boomerang. Un altro studio, spiega il "Giornale", condotto tra i colleghi italiani dell'Irccs Burlo Garofalo di Trieste, ha puntato l'attenzione sulla "elevata trasmissibilità e sul tasso di casi severi tra gli operatori sanitari", afferma Luca Cegolon, medico epidemiologico all'Ausl 2 di Marca Trevigiana di Treviso. Colpisce, dicono gli esperti, anche la minore incidenza tra i bambini, che hanno meno anticorpi rispetto agli adulti perché non hanno ancora avuto modo di svilupparli: questo potrebbe proteggerli maggiormente dal rischio infezione. 

Funzionamento dei coronavirus - D'altra parte, tutti i coronavirus possono essere contratti più di una volta, indipendentemente dagli anticorpi sviluppati inizialmente. Per i ceppi più pericolosi, il Mers-CoV e il Sars-CoV, si è identificato il fenomeno immunologico dell'Antibody Dependent Enhancement, scatenato da re-infezioni. Secondo Cegolon "non solo l'immunità acquisita non sembra proteggere ma può allearsi con il virus durante infezioni secondarie per facilitarne l'ingresso, sopprimere l'immunità innata e scatenare o amplificare una reazione infiammatoria importante dell'organismo". Chi ha contratto il virus in primavera dunque potrebbe riammalarsi in autunno,. Magari in modo più violento. 

 

(Fonte: Tgcom24)

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Stato di emergenza, la proroga mette in agitazione la maggioranza e fa insorgere l'opposizione. Settimana calda per il governo

La nuova ipotesi al vaglio del Consiglio dei ministri. L'idea è di prorogare lo stato d'emergenza in modo graduale (al 31 ottobre anziché al 31 dicembre). Le misure restrittive fino al 31 luglio. Monta la polemica politica: Pd con Conte, tensioni col M5S. Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia puntano l'indice contro il rischio di "pieni poteri" al premier. Berlusconi: "Inaccettabile forzare la Costituzione"


Cosa prevede il nuovo decreto di Conte per combattere il ...

Prorogare lo stato di emergenza per la lotta al coronavirus al 31 ottobre anziché al 31 dicembre: è l'ipotesi al vaglio del governo. La delibera potrebbe essere all'esame del prossimo Cdm. Si va poi verso la proroga al 31 luglio di tutte le misure restrittive (discoteche, fiere e congressi chiusi, stretta sui voli, vietati gli assembramenti e obbligo di mascherina nei luoghi chiusi) contenute nel Dpcm dell'11 giugno. Lo prevederebbe il nuovo Dpcm atteso il 14 luglio.

Il governo, come ha già anticipato il premier Giuseppe Conte, è intenzionato a ampliare le misure eccezionali per la lotta al coronavirus e già in settimana potrebbe arrivare una delibera ad hoc in Consiglio dei ministri, accompagnata anche da un decreto legge utile per fare ordine fra le varie scadenze fissate nel corso di questi mesi.

Nessuna decisione è stata ancora presa, sottolineano diverse fonti, ma è possibile che si decida di procedere in modo graduale. Scegliere una scadenza più ravvicinata avrebbe però lo svantaggio - è il ragionamento - di rendere più incerto il destino degli interventi a favore di famiglie e imprese.

Intanto, martedì il governo approverà un nuovo Dpcm per confermare il pacchetto di misure che scadono il 14 luglio (dalla stretta della movida ai voli) fino a fine mese e che ancora vengono ritenute necessarie per evitare che il Covid-19 torni a diffondersi pericolosamente.

A riferire in Parlamento quasi in contemporanea le decisioni adottate dall'esecutivo sarà il ministro Roberto Speranza: il titolare della Salute si presenterà martedì sera in Aula a Montecitorio (la volta precedente era stato in Senato) e illustrerà il provvedimento.

La maggioranza e le opposizioni potranno presentare delle risoluzioni ma - a differenza della partita che si gioca sul Mes - in questo caso il voto dovrebbe filare liscio. Il Pd con Stefano Ceccanti, che pure ha chiesto più volte al governo di confrontarsi con il Parlamento, si ritiene soddisfatto ma chiede anche che arrivi subito "qualche prima spiegazione" nonché chiede di definire il giorno in cui il presidente del Consiglio "verrà a ricevere indirizzi del Parlamento sul post del 31 luglio".

Giusto e opportuno, dice il capogruppo di LeU al Senato Federico Fornaro, valutare una proroga dello stato di emergenza, senza che la questione sia dominata da una sterile propaganda", anche se il compagno di partito Stefano Fassina sostiene la necessità di invertire l'ordine dei lavori: prima la discussione alle Camere e poi il via libera del governo.

Granitici contro l'uso di strumenti che non possano essere modificati da senatori e deputati invece gli esponenti delle opposizioni: Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia puntano l'indice contro il rischio di "pieni poteri" esercitati dal premier attraverso la scelta di strumenti normativi con corsie preferenziali ma anche contro i partiti di maggioranza.

Giorgia Meloni è convinta che la proroga dello stato di emergenza non sia altro che un escamotage di ministri e parlamentari per "salvare le poltrone" mentre Silvio Berlusconi ha preso carta e penna e in una lettera alla Stampa ha ribadito la disponibilità a "collaborare" ma ha anche definito "inaccettabile sul piano della procedura la decisione di forzare ancora la Costituzione e la trasparenza del processo democratico".

 

(Fonte: Tgcom24)

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