updated 3:05 PM UTC, Nov 23, 2019

Erdogan incontra Putin in Russia per discutere dell'operazione siriana

Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha incontrato oggi il presidente russo Vladimir Putin per discutere dell'offensiva turca in Siria, un incontro che non ha lasciato dubbi sulle intenzioni del presidente turco.


Un incontro che è avvenuto poche ore prima della scadenza di un cessate il fuoco di cinque giorni tra le milizie curde appoggiate dalle milizie siriane e l'esercito del governo di Erdogan.

La Turchia ha minacciato di riavviare l'offensiva militare se entro questa sera i combattenti curdi non completano il ritiro da un'area predeterminata lungo il confine meridionale della Turchia. Ankara mira a creare una vasta zona cuscinetto turco lungo gran parte del suo confine con la Siria. L'incontro di Erdogan con Putin, il più potente sostenitore del governo siriano, si è incentrato sulle spinose conseguenze dell'operazione militare turca, sulla rapida evoluzione della mappa di controllo siriana e sulla confusione creata da fazioni concorrenti che si sono precipitate a colmare il vuoto lasciato dalle truppe americane. "Questi sono giorni molto critici nella regione", ha detto Erdogan dopo essere stato salutato da Putin nella città di Sochi sul Mar Nero. "L'operazione Peace Spring e questo incontro creeranno opportunità molto importanti", ha aggiunto riferendosi al titolo che la Turchia ha dato alla sua operazione militare. Le milizie a guida curda, conosciute come le forze democratiche siriane, hanno dichiarato di aver completato solo parzialmente il loro ritiro da un'area che si estende per circa 70 miglia lungo il confine con la Turchia e 20 miglia in profondità nel territorio siriano. Mervan Qamishlo, un portavoce dell'SDF, ha accusato la Turchia di aver cessato gli attacchi solo alcune ore dopo l'entrata in vigore della tregua, affermando che le truppe curde si erano già ritirate dalla città siriana di Ras al-Ayn. "Sembra che la Turchia non sia seria riguardo all'accordo", ha detto in un messaggio di questa mattina. "Fino ad ora, non vi è alcun ritiro da altre aree." 

Uno degli altri difficili compiti di Putin è quello di mediare una sistemazione tra Erdogan e il presidente siriano Bashar al-Assad, che sono stati avversari durante la lunga guerra civile in Siria durata ben 8 anni. La Russia aveva usato il suo potere militare per aiutare Assad a respingere la ribellione civile siriana e ora sta cercando di assicurarsi che il suo governo riacquisti il ​​controllo dell'intero paese. “I militari russi non possono autorizzare le forze turche a rimanere o lasciare il territorio siriano. Solo il governo legittimo della Repubblica araba siriana può farlo”, ha detto il portavoce di Putin Dmitry Peskov, ai giornalisti in una conferenza stampa a Sochi.
 
 

Il desiderio di Erdogan è creare una "zona sicura", che si estenda in gran parte della Siria settentrionale, Assad, durante una visita alle sue truppe nella provincia di Idlib, nel nord della Siria, ha definito Erdogan "un ladro" che continua a rubare la terra siriana. Il ruolo di Putin come mediatore centrale della Siria è stato rafforzato dopo che l'amministrazione Trump ha annunciato il ritiro delle sue truppe rimanenti nel nord della Siria. L'annuncio fu dato poco dopo l'incontro tra Erdogan e Trump all'inizio di questo mese, questo ritiro ha aperto la strada all'offensiva turca contro l'SDF, il principale partner militare degli Stati Uniti, che da sempre ha combattuto contro il gruppo militante dello Stato Islamico (ISIS). Un grosso convoglio di veicoli militari statunitensi ha lasciato la Siria lunedì e ha attraversato il confine iracheno, il convoglio è stato attaccato dal popolo curdo, che accusavano gli Stati Uniti di tradimento, lanciando pietre e verdure contro i veicoli. Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Mark T. Esper ha dichiarato che anche il restante contingente americano lascerà i territori entro la fine di quest'anno

L'energia eolica diventa offshore

Il settore dell'energia alternativa e green sta gettando le basi per quello che spera sarà un secondo boom di mercato, le pale eoliche migrano dalle colline al mare


Lo sviluppo dell'energia eolica sulla terra è ancora una delle aree di crescita più rapida nei mercati elettrici mondiali, ma deve affrontare nuovi venti contrari poiché i parchi eolici hanno riempito tutti i corridoi eolici più facili e redditizi. L'eolico offshore, al contrario, rimane un mercato praticamente non sfruttato, un valore vicino ai 70 miliardi di $, con la promessa di fornire mercati redditizi in particolar modo sulla East Coast americana dove hanno vita le città più dispendiose in termini di consumi, come New York, Boston, Baltimora e Philadelfia.

Nel continente americano sono stati proposti progetti per un totale di 26.000 megawatt, dal Massachusetts alla Carolina del Sud e nella regione dei Grandi Laghi. (una singola turbina offshore media, a 10 megawatt, può fornire una anno di energia a circa 4.000 case.) Un tratto al largo delle coste del New Jersey affittato per 1 milione $ nel gennaio 2015, in nemmeno un anno ha raccolto 215 milioni $.

L'eolico offshore rimane un settore nascente negli Stati Uniti, mentre negli ultimi anni in Europa sono state installate oltre 4.500 turbine offshore in grado di generare quasi 20.000 megawatt di elettricità.

Gli elevati costi iniziali e le esigenze tecniche, combinati con gli alti livelli di regolamentazione, hanno da sempre scoraggiato gli sviluppatori eolici dall'investire in mare aperto, lasciando spazio agli sviluppi terrestri. Sviluppi inoltre incentivati anche da tutti gli agricoltori che in momenti di crisi cercavano entrate extra generate dall'affitto di terreni per le turbine eoliche. Quindi le compagnie eoliche degli ultimi 15-20 anni hanno concentrato in gran parte i loro sforzi sulla terra, trasformando luoghi politicamente e geograficamente diversi nei più grandi hub di energia pulita. 

L'energia eolica a terra ha fatto molta strada da appena 2.500 megawatt dell'inizio del secolo, vantava 40.000 megawatt dopo un decennio e ora passati altri 10 anni, ha più che raddoppiato la produzione arrivando a quasi 100.000 megawatt, una cifra che si riferisce alla quantità di elettricità che le turbine potrebbero generare se il vento soffiasse tutto il giorno, ma purtroppo sulla terra non è sempre così.

La costruzione di pale eoliche in circa 4.000 miglia quadrate attraverso l'Atlantico, ha causato la caduta dei costi delle attrezzature e del know-how tecnico. Le turbine eoliche che un tempo dovevano essere costruite a pochi chilometri dalla costa, potenzialmente interrompendo la vista bucolica sulla spiaggia, ora possono essere costruite oltre l'orizzonte. Quindi, gli sviluppatori eolici, molti con sede in Europa, si stanno ora preparando a costruire parchi eolici lungo il fondale gradualmente inclinato al largo delle coste degli Stati Uniti che vanno da Martha's Vineyard a Charleston.

Rimangono molte sfide considerevoli e i prossimi nuovi progetti eolici probabilmente, non saranno operativi fino almeno alla metà del 2020, la costruzione di un parco eolico in mare aperto può richiedere fino a sette anni di pianificazione e finanziamento, oltre a altri sette anni per la costruzione. A differenza della costruzione su terra, lo sviluppo di risorse energetiche offshore richiedono un consenso da parte di differenziati enti regolatori e questo genera sempre ritardi alcune volte ancora molto onerosi.

Esperti, analisti e osservatori del settore, tuttavia, affermano che è semplicemente una questione di tempo.

La Casa Bianca minaccia sanzioni mentre la Turchia si spinge in Siria

Domenica 13 ottobre è il quinto giorno dall'offensiva delle forze turche nei territori del nord della Siria, la Casa Bianca afferma di essere disposta a imporre sanzioni se necessario. 


La campagna militare, iniziata pochi giorni dopo che le forze statunitensi si sono ritirate dall'area, ha suscitato preoccupazione diffusa tra i gruppi umanitari e sta emergendo come una questione sempre più divisiva a Washington.

"Si sta manifestando indignazione su tutta la linea", ha dichiarato il rappresentante Salud Carbajal (D-Calif.), un veterano del Corpo dei Marines e attuale membro del Comitato dei servizi armati della Camera. "Questa è l'ennesima crisi creata dal presidente Trump, un modo di agire sciocco, miope e non giusto".

Domenica scorsa, la Casa Bianca ha annunciato che il piccolo gruppo di forze speciali statunitensi che ha appoggiato le forze curde lungo il confine con la Turchia, si sarebbe ritirato, dando di fatto, alle forze militari turche, il via libera all'incursione prevista nell'area. La Turchia ha combattuto a lungo contro le truppe curde e considera alcune sette della milizia come organizzazioni terroristiche. Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan ha anche affermato che il suo governo mira a liberare la regione per creare una zona sicura per i profughi siriani sfollati. Eppure molti negli Stati Uniti, tra cui sostenitori convinti del presidente Trump, hanno criticato il ritiro definendolo come un tradimento dei curdi, che hanno aiutato significativamente gli Stati Uniti a confrontarsi con lo Stato islamico (ISIS). Il senatore Lindsey Graham (RS.C.), ha affermato che i curdi sono stati "sfacciatamente abbandonati dall'amministrazione Trump" e che la decisione di Trump avrà "gravi conseguenze" sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti e dei suoi alleati.

Trump, nel frattempo, ha ampiamente difeso la sua decisione di ritirare le truppe statunitensi, ma ha messo in guardia la Turchia da inutili violenze contro i curdi e ha minacciato Ankara con sanzioni economiche qualora la situazione dovesse aggravarsi. Il segretario al Tesoro Steve Mnuchin ha detto ai giornalisti venerdì che il presidente ha autorizzato "nuove sanzioni molto significative" che possono essere emesse contro la Turchia. 

Le cifre variano ampiamente, ma le vittime sembrano aumentare rapidamente, mentre la Turchia si spinge ulteriormente nel nord della Siria, una regione precedentemente detenuta dall'ISIS che ora è sotto il controllo curdo ed è indipendente dal governo di Damasco del presidente Bashar al-Assad.

Quasi 350 combattenti curdi sono stati uccisi, secondo il Ministero della Difesa turco, che ha etichettato le truppe come "terroristi". Le forze democratiche siriane (SDF), la principale milizia curda, tuttavia, ha ridotto i numeri parlando di un paio di dozzine di vittime. La Turchia ha anche annunciato venerdì che uno dei suoi soldati e due truppe siriane alleate sono stati uccise durante l'operazione.

Anche le morti civili da entrambe le parti continuano a salire. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito venerdì, che 17 civili curdi sono stati uccisi, principalmente da attacchi aerei turchi. Secondo i media turchi diversi civili - tra cui un bambino di 9 mesi - sono stati uccisi anche in Turchia da mortai sparati dalla Siria. L'International Rescue Committee ha stimato che 70.000 persone sono già state sfollate a causa del conflitto. L'intera regione controllata dalle SDF ospita 2,2 milioni di persone, oltre la metà delle quali ha bisogno di aiuti umanitari, hanno affermato le Nazioni Unite.

"Come in altre parti della Siria, decine di civili nel nord-est della Siria hanno già sofferto dell'impatto di successive offensive militari, spostamenti multipli e condizioni di vita disastrose", ha affermato Lynn Maalouf, direttore della ricerca in Medio Oriente di Amnesty International. "La Turchia ha l'obbligo, ai sensi del diritto internazionale umanitario, di adottare tutte le misure possibili per proteggere i civili e garantire che abbiano accesso agli aiuti umanitari".

Venerdì, a Istanbul, il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha dichiarato di aspettarsi che "la Turchia agisca con moderazione" e ha messo in guardia dal "destabilizzare ulteriormente la regione, aumentare le tensioni e la sofferenza umana". Stoltenberg ha aggiunto che la Turchia, è anche uno stato membro della NATO, con "problemi di sicurezza" nella regione stessa.

Per tutta la settimana, Trump ha ripetutamente minacciato la Turchia di sanzioni "se non rispettano le regole", come ha dichiarato il presidente in un tweet giovedì , aggiungendo poco dopo la frase, "le stupide guerre senza fine, per noi, stanno finendo!"

Eppure i critici in tutto i corridoi della politica americana hanno attaccato la decisione di Trump di ritirarsi dalla Siria, una decisione che il leader politico della SDF, Amina Omar, ha definito come un abbandono "delle responsabilità nella guerra al terrorismo" che "mina tutti gli sforzi di guerra contro l'ISIS". "Trump ha sostanzialmente dato alla Turchia il via libera per entrare, combattere e annientare i curdi", ha aggiunto il rappresentante Carbajal. "la politica cammina avanti ma spesso con dei tempi che non riflettono realmente sulle conseguenze o sulle implicazioni future".

Al Congresso, è in corso uno sforzo bipartisan guidato dal senatore Graham e dal senatore Chris Van Hollen (D-Md.) Per imporre sanzioni alla Turchia per la sua campagna militare. Il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell (R-Ky.) Ha anche condannato la decisione della Casa Bianca di lasciare l'area curda, affermando in una dichiarazione che "gli interessi americani sono meglio serviti dalla leadership americana, non dalla ritirata o dal ritiro".

Da parte della Camera, la portavoce Nancy Pelosi della California - la più alta carica  democratica del governo, ha criticato aspramente la decisione di Trump, che "mina gli sforzi, fatti ad oggi dai nostri coraggiosi membri delle forze speciali, nella guerra al terrorismo ed è un folle tentativo di placare un forte ego autoritario del presidente".

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Sempre più vicini alla stampa 3D di un cuore umano vitale

Sebbene non destinato ai trapianti umani, il mini cuore è stato un importante passo avanti nella bioprinting e si prevede che avrà ampie implicazioni per i test farmaceutici.


Una società di tecnologia biomedica con sede in Illinois, BIOLIFE4D,  il mese scorso dopo aver eseguito con successo la bioprinting 3D di un cuore umano miniaturizzato, ha superato il confine dell'irrealizzabile.

"Tutto questo, rappresenta un'opportunità per portare finalmente questa incredibile tecnologia sul mercato", ha affermato Steven Morris, CEO della società.

Costruito con una bioprinter (stampante medica 3d) che stratifica le cellule umane in un organo funzionante, il mini cuore ha le qualità di un vero cuore e può fornire ai ricercatori uno strumento più affidabile per i test farmacologici. Attualmente, la maggior parte della ricerca farmaceutica utilizza cuori di animali, che, secondo Morris, possono fornire risultati irregolari.

Alla fine, tuttavia, BIOLIFE4D spera di biostampare dei cuori che potranno essere utilizzati per i trapianti umani. Morris ha affermato che il mini cuore fa fare all'azienda "un passo avanti" verso l'obiettivo unico di realizzare un cuore umano totalmente artificiale. 

La società afferma che i cuori umani biostampati che potranno essere utilizzati per i trapianti, avranno grandi benefici per le persone che soffrono di disturbi cardiaci. I cuori ingegnerizzati, ad esempio, potrebbero eliminare la possibilità che il corpo di una persona rifiuti il nuovo cuore. Limiterà anche la quantità di farmaci pesanti per il recupero, che possono produrre malattie proprie, medicinali che un paziente è tenuto a prendere a seguito di un trapianto.

"Lo possiamo realizzare usando le cellule del paziente, quindi impossibile il rigetto dopo il trapiantato", ha spiegato Morris.

Morris ha aggiunto che i cuori di biostampati aiuteranno anche a ridurre la carenza di organi disponibili per i trapianti. "Non ci sono abbastanza organi per tutti coloro che ne hanno bisogno", ha detto.

I Centers for Disease Control and Prevention hanno stimato che circa 610.000 persone muoiono ogni anno di malattie cardiache negli soli Stati Uniti.

Alexei Leonov, primo uomo ad uscire da un'astronave nello spazio profondo

Il primo uomo a fare una sortita nel " nero profondo " , il primo comandante di una missione spaziale congiunta URSS-USA, un doppio eroe e un amico di Gagarin: il cosmonauta Alexei Leonov è morto oggi all'età di 85 anni.


Il 19 aprile 1965 Alexei Leonov, a bordo del veicolo spaziale Voskhod-2, fece la prima uscita nello spazio profondo. Si era allontanato cautamente a tre metri dalla sua astronave, per galleggiare nel vuoto, trovando l'operazione molto dolorosa. Accecato nonostante la sua visiera dorata, fu tenuto saldamente ancorato da un cavo ancorato alla camera di equilibrio della sua nave. L'operazione è durata venti minuti, dodici minuti completamente fuori dal Voskhod. Vladimir Putin ha espresso le sue condoglianze ai parenti del " cosmonauta numero 11 ". Il presidente russo "ha sempre rispettato profondamente Leonov " , un " grande uomo " di cui " ha elogiato il coraggio " , ha detto il portavoce del Cremlino.

"Perdita enorme"

È una perdita enorme per tutti noi e per l'umanità. Alexei era un uomo unico " , ha dichiarato a AFP Tamara Volynova, moglie del cosmonauta Boris Volynov e autrice di un libro sui pionieri dello spazio.

La NASA con una nota ufficiale ha dichiarato di essere " rattristata " dalla morte di questo " leggendario " cosmonauta , la cui missione "ha dato il via all'avventura di attività extraveicolari che attualmente rendono possibile la manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale ". Nel 2015, a cinquant'anni dalla sua impresa, Alexei Leonov ricordava in una intervista con una minizia di particolari il momento in cui fluttuava " nel profondo nero ", " ovunque " stelle e " sole accecante ". 

Le sue parole furono: " Ho filmato la Terra, perfettamente rotonda, il Caucaso, la Crimea, il Volga. Era bellissimo, come i dipinti di Rockwell Kent , il pittore americano famoso per le sue linee pulite e i colori tenui. Il suo ritorno sulla nave fu più complicato: la sua tuta si stava espandendo e non poteva più gestire la situazione. Senza aspettare, decise di ridurre la pressione nella sua tuta e riescì a entrare per primo nella camera di equilibrio. Il cosmonauta durante la passeggiata spaziale perse ben 6 kg.

In cabina, il sistema di discesa automatica non funzionava. Con il suo compagno di squadra, tornò sulla Terra in modalità manuale, atterrò negli Urali, a 2.000 km dal sito previsto. " Abbiamo aspettato tre giorni nella foresta prima di essere rimpatriati.h .

Funerali in programma martedì 15 ottobre

Alexei Leonov fu anche comandante della parte sovietica della missione Apollo-Sojuz nel 1975, la prima missione comune tra i due storici rivali, della guerra fredda fu la corsa allo spazio, l'URSS e gli Stati Uniti. Questa missione ha segnato l'inizio di una cooperazione tecnologica che continua ancora oggi.Nato nel 1934 nella regione di Kemerovo in Siberia, il cosmonauta fu anche grande amico del primo uomo nello spazio, il suo connazionale Yuri Gagarin. Quando morì in un incidente aereo il 27 marzo 1968 vicino a Mosca, fu uno dei primi sulla scena. Parlando dopo la caduta dell'URSS nel 1991, mise in discussione la versione ufficiale, secondo la quale Gagarin è morto ai comandi di un aereo nel tentativo di evitare un pallone meteorologico. Secondo Leonov, membro della commissione d'inchiesta nel 1968, un aereo Sukhoi che non avrebbe dovuto essere lì attraversò la traiettoria del MiG di Gagarin, a meno di 20 metri dal suo aereo. Attraversando la barriera del suono, il pilota provocò lo spin e lo schianto del leggendario aereo del cosmonauta. Il funerale di Alexei Leonov è in programma martedì in un famoso cimitero militare alla periferia di Mosca. Per due volte insignito del titolo di eroe dell'Unione Sovietica, amante della pittura, del ciclismo e della scherma, Alexei Leonov ha dato il suo nome a uno dei crateri della Luna.

"Matteo Polo" alla scoperta della vecchia politica... Ovvero la convergenza delle linee parallele.

Dobbiamo risalire ad una analisi storico-politica per comprendere le mosse di questi ultimi tempi nel panorama politico italiano


Sicuramente il suicidio politico di Salvini è stato organizzato in modo scientifico e con precisione micrometrica.
In questa occasione Renzi ha dimostrato di essere un Politico con la P maiuscola, da vecchia scuola in un misto tra quella Democristiana e quella Comunista.
Anche la sua posizione per far nascere il Governo è stata un’opera d’Arte, chi lo dava per finito quando si era dimesso, oggi deve ricredersi perché non solo è vivo e vegeto, ma tiene in scacco tutto il panorama politico italiano.
Si potrebbe obiettare che abbia agito in modo scorretto per non aver declinato in anticipo le sue intenzioni, ma quando mai la Politica ha realmente detto quello che poi ha fatto? E chi sono i catocensori che possono scagliare la prima pietra senza perdere la mano?
Di fatto Renzi ha chiuso un cerchio che gli è stato sempre attribuito, tutti i politici gli hanno sempre dato una collocazione per suo conto, hanno sempre insistito sulla nascita di un nuovo soggetto politico a sua guida, sperando che questo succedesse e indebolisse il PD.
Di fatto è vero che all’interno del PD c’è sempre stata la voglia di liberarsi di un personaggio carismatico che era ed è tuttora scomodo per la classe politica che ha sempre vissuto il Partito come una cosa propria, sia nelle linee guida che nelle strategie molte volte corto miranti e senza visione d’insieme.
Adesso il dado è tratto e bisogna fare i conti con il nuovo gruppo che è stato formato, e secondo la mia opinione si deve fare molta attenzione a sottovalutare questa scelta, perché potrebbe essere la chiave di volta dei cambiamenti del panorama politico Italiano.
Dopo la fine della realtà Democristiana, che radunava nelle sue fila una grande moltitudine di personaggi politici di diversa estrazione e con gruppi formati al suo interno che presidiavano il territorio, il suo elettorato e la sua classe politica rimanente, orfani oramai di un personaggio carismatico che li tenesse uniti, si è sparpagliata in rivoli diversi in partitini nuovi che sono nati, e in gran parte si è riunita sotto Forza Italia, che aveva come personaggio forte Berlusconi, che nonostante tutti gli errori dell’aver personalizzato troppo il suo partito, ha raccolto la maggior parte dell’eredità Democristiana.
Con la stessa forza dirompente con la quale si è imposto nel panorama politico, le vicende varie giudiziarie e personali, hanno fatto sì che si auto eliminasse come figura di riferimento, nel panorama del centro liberale.
A sua volta Bossi si era già autoeliminato con tutte le sue vicende personali, familiari, politiche e aveva indubbiamente lasciato un vuoto a destra non colmabile dopo le vicende che avevano coinvolto Fini come leader di destra.
L’Ascesa di Salvini ha ricompattato l’elettorato di destra che non si è mai riconosciuto in una Leader come la Meloni che pur avendo gestito con intelligenza certi momenti politici, ha ereditato una situazione molto confusa e discutibile con tutti gli scandali che il suo partito ha dovuto affrontare e con i transfughi che si sono riciclati negli altri schieramenti cercando di portare elettori di destra verso una compagine che non li ha mai sdoganati e riconosciuti.
Salvini ha tentato un avvicinamento goffo con il rosario e il Crocefisso verso gli elettori più vicini alla religione, cercando spazi che non gli sono consentiti proprio per le ideologie che la sua parte politica continua a promulgare, scontrandosi con il principio di umanità che contraddistingue quella parte di elettorato che si riconosce di più nella solidarietà umana che nello scontro di piazza.
A questo punto i vari componenti della sinistra del PD si sono anche loro scontrati contro un non riconoscimento del loro ruolo e l’unico Leader che ha avuto voti trasversali in modo massiccio sino ad arrivare ad un 40% è stato Renzi.
Ma come dice lui il fuoco amico ha fatto danni che nessuno poteva pensare, e ancora oggi sembra che l’unico bersaglio sia sempre lui.
E’ naturale che si arrivasse ad una scissione del gruppo che fa riferimento al suo modo di vedere la vita, la politica, l’impegno sociale. Tenendo ben presente che è l’unico leader che propone una visione centrista, con una visione futura, con la capacità di riunire sotto la sua guida molte realtà di impegno sociale che oggi non hanno più nessun riferimento politico e sociale.
Di fatto Renzi sta ricostruendo la Democrazia Cristiana, con attenzione a non ricreare una serie di sottopoteri territoriali che ne hanno decretato la sua fine. La Leopolda (che è cosa sua) può rappresentare il trampolino di lancio di questa iniziativa ed organizzarsi sul territorio in modo radicato e a macchia d’olio, ripetendo le famose sezioni del PCI e della DC che oramai non esistono più, ricreando quel tessuto di presenza che va ad organizzare feste per spiegare alla gente che non sarà più sola raccogliendo le loro idee, sviluppando interesse sociale, culturale, umano; cosa che oramai si è persa e manca nel tessuto sociale di vita comune.
Quindi non sottovalutate la potenza delle visioni soprattutto quando provengono da persone intelligenti !!! E penso che Renzi abbia sino ad oggi dimostrato di essere lungimirante, attento, culturalmente preparato, in poche parole “Intelligente”

  • Pubblicato in Politica

L'ascesa del populismo e il crollo del politica

L'ascesa del populismo in queste elezioni europee è sempre più evidente, un'altra stagione politica sta mutando in una nuova realtà, sarà una evoluzione o una pericolosa involuzione? 


Il populismo mette le sue radici nella storia, quando la gestione politica passò dalle mani di re e regine a quelli della piccola nobiltà, rappresentanti di altre persone persone nelle assemblee, nei congressi, nei parlamenti. Il principio era quello di considerare il rappresentante meglio informato sui fatti della vita perchè più colto, più istruito, quindi più adatto a rappresentare e prendere decisioni per il popolo. Come oggi anche allora, gli impegni venivano scritti su dei "Manifesti", una vera dimostrazione di volontà e di politica che veniva condivisa con l'elettorato. Questo principio possiamo chiamarlo "Democrazia", peccato che solo una ESIGUA PERCENTUALE DEI VOTANTI HA LETTO QUESTI MANIFESTI O CONTRATTI CON IL POPOLO e probabilmente la restante percentuale, non li capirebbe se li leggessero. Oggi potremmo anche dire che forse serve poco conoscere il contenuto di un Manifesto, perché nel dopo elezioni risulta sempre molto difficile rispettare gli impegni presi.

La prima linea guida dei nuovi populisti è quella di approcciare gli elettori con i termini "noi e loro",due parole che hanno profonde in tutte le società e a tutti i livelli. Solo per citare un esempio, nel calcio, i termini "noi e loro" sono spesso usati per giudicare un avversario spesso considerandolo il più debole o il meno sportivo. Noi siamo i più bravi, loro rubano sempre, noi aiuteremo il nostro popolo, loro no, due parole che ormai racchiudono il potere di convincere, alcune volte anche in modo forte o violento.

Con l'ascesa dei movimenti pro-popolo (movimenti sociali), spesso associati alla sinistra politica, alla fine del diciannovesimo secolo, si sono conquistati i diritti all'educazione, all'assistenza sanitaria per tutti, i diritti delle donne al lavoro e al voto, i diritti dei bambini a non lavorare. La fame e le povertà assolute sono state battute approcciando a un mondo più sviluppati e quando le persone hanno un lavoro, un tetto e una possibilità di spesa economica è meno probabile che scendano per le strade per proclamare i loro diritti. Questo periodo era guidato dai politici di professione, statisti che guardano prima il futuro del paese e poi il presente.

Politici che hanno sempre salvaguardato il bene dello stato (forse anche il loro) creando una distanza d'intelletto tra istituzioni e territorio, pronti a trasformare un lamento del popolo in semplice borbottio, lasciando tutti felici e contenti. 

Eccoci però al giorno in cui la classe politica diventa "loro" e l'apatia politica, il distacco di pensiero dagli organi istituzionali, spazia attraverso la società moderna, una situazione incontrollabile che oggi ha raggiunto proporzioni epiche. Una situazione in cui i voti, vengono talvolta considerati più numerosi di quelli espressi realmente per un certo partito politico, questo perché nessuno vuole considerare che l'affluenza si avvicina ormai alla metà dell'elettorato o anche meno. Ecco allora che il borbottio torna a essere un lamento, generando un pensiero comune, "ok di qualunque colore sia, sono tutti uguali, un gruppo di truffatori che cercano solo vantaggi per se stessi, cercherò di votare il meno peggio".

Proprio in questo momento dove è crollato il senso di appartenenza che nascono come funghi i movimenti populisti, movimenti di protesta contro tutti e contro ciò che viene considerato cattivo o diverso. Attenzione perché l'errore più comune è pensare che questi siano solo radicati nella destra politica, qualunque forma di discriminazione porta al populismo, nell'eccezione del suo significato, anche quella contro il datore di lavoro o contro le forze di polizia.

Il politico populista è una sorta di mago che agitando la sua bacchetta magica afferma, "Io sono uno di voi, so chi siete e quello che volete, io ve lo darò". Ovviamente contestando e rifiutando tutti quelli che magari già cercano di farlo, i "loro". Cancellando ogni forma di governo e creandone uno nuovo, trionfando in pompa magna su tutti e su tutto, abbattendo il dialogo con dei monologhi urlati (non solo a voce) e occupando tutte le forme di comunicazione.

Un momento politico molto pericoloso, perché con il crollo dei tradizionali partiti e delle strutture politiche, è apparso un vuoto ideologico. La storia ci insegna che il trattato di Versailles, con cui si è sancita la fine della prima guerra mondiale, ha di fatto creato un vuoto istituzionale. Gli stati firmatari, che erano politicamente instabili (il governo era lontano dal popolo e del territorio), si sono isolati, i dialoghi si sono conclusi e 20 anni dopo le controversie mai appianate hanno portato alla alla seconda guerra mondiale

 

Oggi la conoscenza e l'informazione sono a portata di click, così la distanza tra elettore ed eletti è annullata. È arrivata una nuova era politica, quella in cui coloro che sono stati educati o che hanno studiato bene come comunicare possono diventare pericolosi, visto che sempre più persone non hanno conoscenza di cosa voglia dire fare il politico di professione.

Abbiamo ottenuto il benessere e ci sentiamo moderatamente al sicuro, abbiamo una bella macchina, il frigorifero pieno e ci distraiamo sul divano guardando i pessimi programmi generalisti o una partita di calcio, accettando in silenzio che qualcun'altro ci dica di cosa abbiamo bisogno e che lui può .

...forse siamo ancora in tempo...

 

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