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updated 4:52 PM UTC, Jul 6, 2020

E' Luca Zaia il governatore più amato d'Italia, Zingaretti il peggiore. Il barese Decaro guida la classifica dei sindaci. Ma c'è una tendenza politica chiara

Il governatore del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Bari (e presidente dell'Anci) Antonio Decaro sono gli amministratori locali più popolari in Italia. Entrambi, anche sotto la spinta dell'emergenza Covid-19, ottengono un consenso quasi plebiscitario: se si votasse in questo momento otterrebbero il 70% delle preferenze. I quattro presidenti di Regione più popolari sono del centrodestra (secondo Fedriga del Friuli Venezia Giulia). Lo rivela il Governance Poll 2020, un'indagine sul livello di gradimento dei presidenti delle 18 Regioni a elezione diretta e dei sindaci di 105 città capoluogo di provincia realizzata per Il Sole 24 Ore del Lunedì da Noto Sondaggi


Massimiliano Fedriga - Informazioni | Facebook

Luca Zaia, tra i governatori, e Antonio Decaro, tra i sindaci, sono gli amministratori locali più popolari, secondo quanto emerge dai risultati del 'Governance poll 2020', pubblicati oggi sul 'Sole 24 Ore', un’indagine sul livello di gradimento dei presidenti delle 18 Regioni a elezione diretta e dei sindaci di 105 città capoluogo di provincia realizzata per 'Il Sole 24 Ore del Lunedì' da Noto Sondaggi.

quattro presidenti di Regione più popolari sono del centrodestra con al primo posto Zaia, seguito da quelli del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, dell'Umbria Donatella Tesei e della Calabria Jole Santelli. Al quinto posto, primo presidente di centrosinistra, c'è il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini, il cui gradimento risulta in aumento. A seguire i presidenti del centrodestra di Abruzzo Marco Marsilio, al sesto posto, seguito da quello del Piemonte Alberto Cirio, da Giovanni Toti (Liguria) che ottiene lo stesso gradimento di Christian Solinas (Sardegna). E ancora il governatore di centrosinistra della Toscana, Enrico Rossi, della Campania Vincenzo De Luca. Al 12esimo posto, Sebastiano Musumeci presidente della Sicilia, seguito dal governatore della Lombardia Attilio Fontana, del Molise Donato Toma e della Basilicata Vito Bardi, tutti e quattro di centrodestra.

Alla fine della classifica, tre presidenti di centrosinistra: il governatore delle Marche Luca Ceriscioli e il presidente della Puglia Michele Emiliano che ottengono lo stesso indice di gradimento mentre in fondo alla classifica c'è il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. "L'onda di piena della pandemia investe anche la politica locale", osserva 'Il Sole 24 Ore' commentando i dati parlando di "un doppio dualismo che nella Lega esalta il presidente veneto Zaia e schiaccia il lombardo Fontana, e nel Pd innalza l’emiliano-romagnolo Bonaccini e fa sprofondare il laziale Nicola Zingaretti. Che, però, è il segretario Dem".

DECARO SUL PODIO DEI SINDACI - La classifica sul livello di gradimento dei sindaci incorona Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, con un ampio 69,4%, affiancato sul podio dal messinese Cateno De Luca e da Giorgio Gori, sindaco della Bergamo martoriata dall’epidemia, ex aequo con Marco Bucci sindaco di Genova.

Al contrario agli ultimi posti della classifica ci sono Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, e Virginia Raggi, prima cittadina di Roma, appaiati con un solo decimale di scarto (38,1% contro 38,2%). A far loro compagnia a fondo classifica ci sono Salvo Pogliese a Catania, Giuseppe Falcomatà a Reggio Calabria, Rinaldo Melucci a Taranto e Luigi De Magistris a Napoli. La classifica va male anche per Chiara Appendino, che dopo i primi mesi a Palazzo di Città alla guida di Torino vinceva di slancio la corsa del Governance Poll, mentre ora sprofonda alla casella numero 97: un po’ meglio della collega del Campidoglio e un poco peggio rispetto al Nisseno Roberto Gambino, che al 91esimo posto chiude la non esaltante terna a Cinque Stelle alla guida dei capoluoghi di Provincia.

Sei uomini in piedi: il coraggio del giovane Leclerc rompe il muro del conformismo. Il testacoda dell'antirazzismo come religione globale (VIDEO)

"Quello che conta sono i fatti. Non m'inginocchierò, ma questo non significa affatto che sia meno impegnato di altri nella lotta alle discriminazioni". Con un tweet, Charles Leclerc ha spiegato perché, a differenza di altri 14 piloti, non si è inginocchiato prima del Gp d'Austria andato in scena oggi. "Credo che contino i fatti e i comportamenti nella nostra vita quotidiana rispetto a gesti formali che potrebbero essere giudicati controversi in alcuni Paesi", ha scritto il ferrarista. Leclerc non è stato l'unico a rimanere in piedi sulla griglia del tracciato austriaco. Con lui, non si sono inginocchiati Max Verstappen, Antonio Giovinazzi, Daniil Kvyat, Carlos Sainz e Kimi Raikkonen. "Sono impegnato a favore dell'uguaglianza e per la lotta al razzismo. Ma credo che ognuno abbia il diritto di esprimersi quando e come ritiene più opportuno. Non mi inginocchio oggi ma rispetto e sostengo le scelte personali di ogni pilota", le parole di Verstappen affidate ai social - (VIDEO)


 
Maglia nera con scritta "end racism" per i 20 piloti pronti a partire per il primo GP della stagione 2020 di F1, ma c'è già una piccola polemica su chi ha deciso di inginocchiarsi e chi no. Come preannunciato dal campione del mondo Lewis Hamilton, quasi tutti i piloti del Circus hanno deciso di aderire al gesto di inginocchiarsi sulla griglia di partenza in segno di protesta contro il razzismo, ma Leclerc e Verstappen hanno deciso di non farlo.

A pochi minuti dal via della prima gara del 2020 anche i piloti di Formula 1 hanno deciso di schierarsi apertamente contro il razzismo. A capeggiare il movimento è stato il sei volte campione del mondo Lewis Hamilton che, nonostante la delusione per la penalizzazione che lo ha costretto a partire dalla quinta posizione in griglia, ha mostrato fieramente la maglia "Black Lives Matter" accompagnata dalla scritta "end racism". Una maglia celebrativa indossata da tutti i piloti del Circus, una decisione presa all'unanimità in una riunione avvenuta nel paddock venerdì dopo le libere.

In maglia nera, diversi piloti hanno deciso di inginocchiarsi per protestare fermamente, ma piloti come Leclerc e Verstappen hanno deciso di non aderire a quest'ultimo gesto. Il ferrarista, poco prima di scendere in pista, su Twitter aveva preannunciato la sua decisione: "Credo che ciò che conta siano fatti e comportamenti nella nostra vita quotidiana piuttosto che gesti formali che potrebbero essere considerati controversi in alcuni paesi. Non mi metterò in ginocchio, ma questo non significa affatto che sono meno impegnato di altri nella lotta contro il razzismo". 

Stessa decisione per Max Versappen: "Penso che tutti abbiano il diritto di esprimersi quando e come vogliono - ha affermato su Twitter -. Non mi inginocchio, ma rispetto e sostengo le scelte personali di ciascun pilota".

Intanto la FIA ha annunciato di aver donato un milione di euro alla fondazione 'We Race as One', un contributo che sosterrà una serie di attività che creeranno una cultura più inclusiva e diversificata all'interno della Formula 1 e di altre discipline automobilistiche, attirando più talenti e finanziando tirocini e apprendistati per gruppi sotto rappresentati, Come spiegato da presidente della Fia Jean Todt si tratta di "un primo passo e ne arriveranno altri. Dovremmo combattere qualsiasi forma di discriminazione in particolare a causa del colore della pelle, della religione, dell'origine etnica o sociale".

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Donald Trump critica il "nuovo fascismo" dell'estrema sinistra

Il presidente degli Stati Uniti approfitta delle festività nazionali, per mettere in guardia contro la "rivoluzione culturale", una strana corrente di pensiero che aumenta solo il divario politico a livello mondiale


Il "Washington Post" lo ha definito "desolante", il "New York Times", di "divisione". Come previsto, il discorso di Donald Trump alla vigilia del 4 luglio davanti al Monte Rushmore, nel South Dakota, non ha lasciato nessuno indifferente. Radicale e incendiario, ha sfruttato al massimo la divisione che esiste negli Stati Uniti a causa dell'ondata di tensione razziale e della distruzione dei monumenti che rappresentano un passato non sempre limpido, del paese. Di fronte a un gruppo di circa 7.500 seguaci, senza alcuna distanza sociale e senza l'uso delle mascherine, nonostante l'ascesa della pandemia negli Stati Uniti, Trump ha focalizzato il suo discorso sulla presenza di una "sinistra estrema" che sta stabilendo un "nuovo fascismo" per porre fine ai valori americani. Il presidente ha promesso di difendere fino in fondo le sue libertà e quelle del popolo americano, incluso il monumento con i volti scolpiti dei quattro presidenti nelle Black Hills. "Questo monumento non sarà mai profanato". "Nelle nostre scuole, nelle nostre redazioni, persino nei nostri consigli di amministrazione, c'è un nuovo fascismo di estrema sinistra che richiede lealtà assoluta", parole pronunciate in modo freddo come a voler sfidare direttamente i politici accusati di esasperare questo violento pensiero, sullo sfondo un mare di bandiere americane sventolanti. "Se non parli la loro lingua, non pratichi i loro rituali, reciti i loro mantra e segui i loro comandamenti, verrai censurato, inserito nella lista nera, perseguitato e punito."

Per Trump, la nazione "sta assistendo a una campagna spietata per cancellare la nostra storia, diffamare i nostri eroi, rimuovere i nostri valori e indottrinare i nostri figli". Il presidente sostiene che i bambini americani vengono indottrinati nelle scuole ad un nuovo pensiero. "Viene loro insegnato a odiare il proprio paese ... e che i nostri eroi non sono eroi, ma cattivi". Tutto a causa di "flashmob infuriati che stanno cercando di demolire le statue dei nostri fondatori, cancellare i volti dei nostri monumenti più sacri e scatenare un'ondata di crimini violenti nelle nostre città". Nel suo discorso ha poi dedicato alcuni passaggi alla pandemia da covid-19, che sta colpendo il paese con intensità e facendo collassare gli ospedali.

Assillato da numeri catastrofici, con oltre 50.000 casi registrati per il terzo giorno consecutivo , Trump sembra aver trovato una nuova vena da sfruttare a livello elettorale, alimentando una divisione politico culturale che gli ha dato buoni risultati nel 2016. Venerdì, nel South Dakota, è diventato di nuovo un difensore di una storia piena di episodi razzisti e discutibili. Per dovizia di informazione, va detto che il monumento con le effigi di George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln, è stato scolpito da Gutzon Borglum, un uomo che pare avesse legami con il Ku Klux Klan, a questo va aggiunto che Washington e Jefferson erano schiavisti. "A questi eroi non verranno mai cancellati i volti, la loro eredità non sarà mai distrutta e i loro successi non saranno mai dimenticati", ha detto Trump.

Tutto questo nel mezzo di una situazione allarmante in molte parti del paese, a causa dell'aumento delle infezioni da Covid-19. La Florida, epicentro della pandemia negli Stati Uniti, ha battuto il record di casi positivi contandone 11.445 in un solo giorno. Tuttavia, alcune delle spiagge dello stato settentrionale sono rimaste aperte e piene di famiglie che si sono godute il 4 luglio.

In Texas, dove i casi sono saliti alle stelle, almeno due pazienti hanno dovuto essere trasferiti in altre regioni a causa della mancanza di letti d'ospedale. In un solo stato, il Vermont, c'è stato un calo dei casi.

Milano, matrimoni fittizi e finiti esami d'italiano: la rete che favoriva l'immigrazione clandestina. Cinque arrestati e 78 indagati

Un'indagine della polizia di Milano su matrimoni fittizi e falsi esami di conoscenza della lingua italiana per favorire l'immigrazione clandestina ha portato all'arresto di 5 persone, mentre altre 78 sono indagate. In manette sono finiti due italiani e tre stranieri ritenuti responsabili, a vario titolo, di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, induzione al falso ideologico in atti pubblici, corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio. Le indagini, coordinate dalla Procura di Milano, sono state svolte nei confronti di cittadini stranieri, prevalentemente nordafricani, titolari di Caf o centri disbrigo pratiche per extracomunitari


La “Fabbrica di matrimoni” scoperta a Milano nel 2017

Già nell'aprile del 2017 a Milano era stato scoperta una "fabbrica" di matrimoni misti attraverso una agenzia illegale che offriva nozze simulate e perfino finte assunzioni in aziende. Obiettivo era fare ottenere il permesso di soggiorno agli stranieri in cambio di denaro. I finanzieri del comando provinciale di Milano avevano eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e all'occupazione abusiva di case popolari.  L'altra attività in cui il gruppo era specializzato consisteva nel reperire appartamenti case Aler di Milano da assegnare ai richiedenti attraverso il rilascio di falsi contratti.

(Fanpage)

Lega contro la Cina per Hong Kong, Salvini: "Il silenzio del governo italiano? Spero non a pagamento". L'ambasciata non ci sta: "Forte disappunto. Sono affari nostri"

"Libertà per Hong Kong", è il testo dello striscione che Matteo Salvini ha srotolato ieri di fronte agli ingressi dell'ambasciata cinese a Roma. Il leader della Lega sottolinea come "I diritti umani vanno difesi in tutto il mondo, come abbiamo criticato gli Usa facciamo lo stesso oggi a difesa di Hong Kong. Viva la libertà in Cina come in tutto il mondo". Per Salvini "quando la violenza viene dal regime cinese nessuno dalla maggioranza apre bocca. Trovo imbarazzante - conclude Salvini - il silenzio del governo su violenze e menzogne del regime cinese, spero non sia a pagamento"


Il partito comunista cinese si prepara al congresso - Il Post

La Lega di Salvini contro la Cina per Hong Kong. Dura la reazione (con lezione di sovranismo): "Gli affari di Hong Kong - ha detto l'ambasciata cinese - sono politica interna cinese, su cui i paesi esteri non hanno diritto di ingerenza. Nessuno deve sottovalutare la ferma determinazione del governo cinese e di 1,4 miliardi di cittadini cinesi nel tutelare la sovranità, la sicurezza e lo sviluppo nazionale"

"Il 2 luglio, alcuni politici italiani hanno inscenato un cosiddetto "Flash Mob" davanti all'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese, pronunciando accuse gratuite contro la Cina. Le respingiamo esprimendo il nostro forte scontento e disappunto". Così l'ambasciata cinese in Italia critica in una nota il flash mob organizzato ieri dalla Lega davanti alla sede diplomatica di Pechino in segno di solidarietà con Hong Kong e al quale ha partecipato anche il leader Matteo Salvini. La nuova legge entrata in vigore a Hong Kong, si legge nella nota, "mira a punire un gruppo estremamente piccolo di elementi criminali che minacciano gravemente la sicurezza nazionale" e allo stesso tempo "permette di tutelare meglio i legittimi diritti dei cittadini e delle aziende straniere presenti ad Hong Kong"

"Salvaguardare la sicurezza nazionale è una sacrosanta responsabilità di cui il governo centrale di ogni paese deve farsi carico. Al mondo non c'è Paese, Italia e Cina comprese, che, di fronte a gravi crimini che ne minacciano la sicurezza nazionale, rimarrebbe seduto a guardare senza far niente", prosegue l'ambasciata.

"Tali politici, che avevano denunciato gli atti di violenza e criminalità che hanno avuto luogo sul territorio italiano e avanzato proposte volte a rafforzare le misure legislative in materia di ordine pubblico, di fronte alle deliberate violazioni della legge da parte dei violenti di Hong Kong, che sfociano persino in crimini di separatismo, fingono invece di non vedere e non sentire", sottolinea l'ambasciata cinese.

"Il governo centrale cinese tutela la sicurezza nazionale attraverso una legislazione e garantisce la stabilità e la durata nel tempo del principio 'un Paese, due Sistemi', mantenendo la prosperità e la stabilità di Hong Kong. I suddetti politici, invece, applicano due pesi e due misure rispetto a quanto sta avvenendo a Hong Kong, mettendo in scena lo spettacolo cui abbiamo assistito con dispiacere", si aggiunge nella nota.

"Gli affari di Hong Kong - conclude l'ambasciata - sono politica interna cinese, su cui i paesi esteri non hanno diritto di ingerenza. Nessuno deve sottovalutare la ferma determinazione del governo cinese e di 1,4 miliardi di cittadini cinesi nel tutelare la sovranità, la sicurezza e lo sviluppo nazionale".

Russia, Putin stravince il referendum costituzionale: ora potrà rimanere in carica fino al 2036. Stretta su famiglia e religione: il matrimonio sarà definito come "un'unione tra un uomo e una donna"

Con la nuova Costituzione il presidente, alla guida del Paese negli ultimi 20 anni, potrà rimanere al potere fino al 2036. Gli emendamenti approvati aumentano i poteri del capo dello Stato, che potrà anche imporre il proprio candidato premier senza sciogliere la Duma, e rafforzano i principi conservatori, specie su matrimoni e religione. Si afferma che la Federazione è erede dell'Unione sovietica. Proteste delle opposizioni che parlano di "brogli". Gli Usa "preoccupati"


Russia, referendum sulla Costituzione: ora Putin è "per sempre ...

Dopo aver contato il 100% dei voti espressi nella votazione nazionale sugli emendamenti alla Costituzione russa, la Commissione Elettorale Centrale ha annunciato che il 77,92% dei cittadini ha sostenuto gli emendamenti e il 21,27% ha votato contro

L'affluenza totale al plebiscito sulla riforma costituzionale iniziato il 25 giugno e conclusosi ieri in Russia è stata del 67,97%: lo ha annunciato la Commissione elettorale centrale. La riforma, tra le altre cose, dà a Vladimir Putin la possibilità di aggirare il limite di due mandati consecutivi da capo dello Stato e candidarsi alle presidenziali del 2024 e del 2030.

Il Cremlino ha definito il plebiscito sulla riforma costituzionale russa "un trionfo" del presidente Vladimir Putin e della fiducia dei russi nel loro leader. "Sicuramente lo consideriamo un trionfo. In realtà, de facto ha avuto luogo un referendum trionfale sulla fiducia nel presidente Putin", ha detto ai giornalisti il portavoce di Putin, Dmitry Peskov. Vladimir Putin ha ringraziato i cittadini russi per il voto sulla riforma costituzionale. La riforma, tra le altre cose, dà a Putin la possibilità di aggirare il limite di due mandati consecutivi da capo dello Stato e candidarsi alle presidenziali del 2024 e del 2030 e quindi, potenzialmente, di rimanere al Cremlino fino al 2036. "Prima che cominciamo a lavorare vorrei rivolgermi ai cittadini russi con parole di ringraziamento. Voglio dire grazie molte per il vostro sostegno e la vostra fiducia", ha detto il presidente russo a una seduta del Comitato Pobeda, un organo consultivo presso la presidenza sull'educazione patriottica. Lo riporta l'agenzia Ria Novosti.

Gli Usa sono "preoccupati" per le modalita' di svolgimento del referendum costituzionale in Russia, che consente a Vladimir Putin di restare in carica sino al 2036. "Siamo preoccupati per le informazioni sugli sforzi del governo russo per manipolare i risultati dei recenti voti sugli emendamenti costituzionali, comprese le informazioni su una coercizione degli elettori, sulle pressioni verso gli oppositori agli emendamenti e sulle restrizioni imposte agli osservatori indipendenti", afferma il dipartimento di stato.

"Abbiamo preso atto dell'annuncio della Commissione elettorale centrale della Federazione russa in merito ai risultati del voto nazionale sugli emendamenti alla Costituzione russa. Ci rammarichiamo che, nel periodo precedente al voto nazionale, non sia stata consentita la campagna a favore e contro, negando così agli elettori l'accesso a informazioni equilibrate". Lo ha affermato Peter Stano, portavoce dell'Alto rappresentante Ue Josep Borrell. "Ci aspettiamo che tutte le segnalazioni e le accuse di irregolarità, tra cui la coercizione degli elettori, il doppio voto, la violazione della segretezza del voto e le accuse di violenza della polizia contro un giornalista siano debitamente indagate", ha aggiunto.


SCHEDA - Cosa prevede la riforma costituzionale di Putin

Russia, via al referendum che permetterà a Putin di restare al ...

Putin resta al Cremlino, principi conservatori e presidente forte

La riforma della Costituzione potrà permettere a Putin di aggirare il limite di due mandati presidenziali consecutivi e di rimanere quindi potenzialmente al Cremlino fino al 2036 allontanando lo spettro di una lotta per la successione. Questa è probabilmente la principale novità della riforma, ma anche quella meno pubblicizzata in Russia e quasi ignorata dalla tv di Stato. Gli emendamenti alla Costituzione però sono tanti e di diversa natura. Alcuni ridisegnano in parte le competenze dei vari organi statali aumentando di fatto i poteri del capo dello Stato. Altri danno valore costituzionale al patriottismo e ai principi conservatori promossi da Putin in questi 20 anni ai vertici della Federazione.

Nella "nuova Costituzione", ad esempio, il matrimonio sarà definito come "un'unione tra un uomo e una donna" rinvigorendo il divieto dei matrimoni gay in un Paese in cui i diritti delle minoranze sessuali sono regolarmente calpestati. Nella legge fondamentale dello Stato inoltre si inserisce un accenno alla "fede in Dio", si vieta di sminuire il contributo sovietico nella lotta al nazismo e di cedere ad altri Paesi parti del territorio russo: un modo quest'ultimo per ribadire che Mosca non intende restituire all'Ucraina la Crimea, annessa di fatto dalla Russia nel 2014.

Infine, si afferma che la Russia è l'erede dell'Urss e si legittimano così le mire del Cremlino sullo scacchiere internazionale. C'è poi una terza categoria di emendamenti che riguardano il benessere socio-economico e che servono ad attirare voti: introducono nella Costituzione l'indicizzazione delle pensioni e vietano che gli stipendi siano inferiori al minimo di sussistenza, per ora fissato a 135 euro al mese.

Vediamo ora come cambia l'assetto istituzionale. Il capo dello Stato potrà adesso imporre il proprio candidato premier anche senza sciogliere la Duma nel caso in cui questa respinga tre volte la persona scelta dal presidente per guidare l'esecutivo. Il presidente potrà inoltre destituire i giudici della Corte costituzionale e della Corte suprema e "dirigere il lavoro generale del governo", che così viene di fatto subordinato al Cremlino, a cui in futuro i ministri risponderanno direttamente. Gli ex presidenti diverranno poi senatori a vita ottenendo così l'immunità parlamentare. Si rafforza anche il Consiglio di Stato, che finora ha solo avuto funzione consultiva e ora diventa invece un organo di rilevanza costituzionale col potere di indicare "la direzione della politica interna e di quella estera e le priorità socio-economiche" del Paese. Per questa ragione, non è da escludere che Putin possa un giorno presiedere questo istituto. La Russia di Putin si dota inoltre di una sorta di filtro per eliminare le sentenze dei tribunali internazionali che non le vanno a genio: un emendamento prevede infatti che il diritto internazionale non si applichi nel caso in cui la Corte Costituzionale lo reputi in contrasto con la legge russa.

 

(Fonte: Ansa)

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Marò, il Tribunale internazionale dà ragione all'Italia: erano funzionari dello Stato, vanno giudicati in patria. Un calvario giudiziario iniziato nel 2012

l Tribunale arbitrale internazionale sul caso dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ha stabilito che - in merito ai fatti accaduti il 15 febbraio 2012 nell'Oceano Indiano sulla nave "Enrica Lexie", battente bandiera italiana - i due fucilieri di Marina "godono della immunità" pertanto "viene precluso l’esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti"


due marò

Il Tribunale arbitrale internazionale sul caso dei marò ha dato ragione all'Italia. I giudici hanno riconosciuto "l'immunità" dei Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in relazione ai fatti accaduti il 15 febbraio 2012 e all'India viene pertanto precluso l'esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti.

Il Tribunale ha riconosciuto che i militari erano funzionari dello Stato italiano, impegnati nell'esercizio delle loro funzioni, ha reso la Farnesina. La giurisdizione del caso Lexie è dunque dell'Italia.

Inoltre, secondo il Tribunale "l'Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l'India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all'imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell'equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony", a bordo del quale morirono i due pescatori del Kerala. "Al riguardo, il Tribunale ha invitato le due Parti a raggiungere un accordo attraverso contatti diretti".

"Non abbiamo mai smesso di seguire questo caso, ma voglio ringraziare anche chi mi ha preceduto per la costanza e la determinazione impiegate su questa vicenda. L'Italia naturalmente rispetterà quanto stabilito dal Tribunale arbitrale, con spirito di collaborazione - ha scritto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio -. Oggi si mette un punto definitivo a una lunga agonia. Un abbraccio ai nostri due marò e alle loro famiglie".

"Un risultato che accogliamo con soddisfazione, che mette fine a una vicenda che andava avanti da anni - ha commentato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini -, particolarmente gravosa anche per i suoi aspetti umani. Per questo rivolgo un affettuoso pensiero ai nostri due marò e alle loro famiglie per i difficili momenti che hanno vissuto". 

Sulla vicenda dei marò "è stata riconosciuta giurisdizione all'Italia. Mi sembra una buona notizia", ha detto Conte. 

Inter, una freccia per Conte. Ufficiale l'acquisto di Hakimi: contratto fino al 2025

L'esterno destro marocchino classe '98 arriva dal Real Madrid via Borussia Dortmund. Giudicato il giocatore più veloce della Bundesliga, ha statistiche impressionanti negli assist e il vizio del gol. Guadagnerà 5 milioni a stagione


Inter, una nuova freccia per Conte: sarebbe vicino Hakimi

Achraf Hakimi è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Inter. Il calciatore marocchino classe 1998, che arriva in nerazzurro a titolo definitivo dal Real Madrid, ha firmato - come riportato dal sito ufficiale nerazzurro - un contratto fino al 30 giugno 2025. Non sono state rese note le cifre, ma Conte nella prossima stagione potrà contare sull'esterno in grado di adattarsi al meglio al suo 3-5-2, come dimostrato in questa stagione col Borussia Dortmund.

Un'operazione che ha regalato a Conte il giocatore più veloce della Bundesliga e un incredibile assistman (10 in stagione) con il vizio del gol (9). Da quella notte amara di novembre in Champions e quella doppietta fatale ai nerazzurri il tecnico nerazzurro non si è più tolto Hakimi dalla testa.


Gli annunci di Inter e Real Madrid

Achraf Hakimi è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Inter. Il calciatore marocchino classe 1998, che arriva in nerazzurro a titolo definitivo dal Real Madrid, ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2025″. Con questo comunicato sul proprio sito ufficiale, l’Inter ha annunciato l’arrivo ufficiale del terzino marocchino classe 1998.

E’ arrivato poi l’annuncio anche del Real Madrid, che ha scritto: “Concordato con l’Inter il trasferimento di Achraf Hakimi. Il club vuole ringraziare Achraf per questi anni di passione, professionalità e comportamento esemplare avuto fin dal suo arrivo nella cantera nel 2006 e gli augura buona fortuna nella sua nuova tappa”.

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