Log in
updated 4:28 PM UTC, Jul 13, 2020

Il disastro del turismo in Italia, dati choc: a giugno le presenze in hotel crollate dell'80%. Flussi dall'estero quasi azzerati: -93,2%. Persi 110 mila posti di lavoro stagionali

Presenze in calo dell'80,6% a giugno per gli alberghi italiani. È il dato diffuso dall'osservatorio Federalberghi, che monitora mensilmente un campione di circa 2.000 strutture. Rispetto allo stesso mese del 2019, i flussi dall'estero sono ancora paralizzati (-93,2%) e anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarme (-67,2%). Le ripercussioni sul mercato del lavoro sono dolorose: a giugno sono andati persi 110 mila posti di lavoro stagionali e temporanei di varia natura (-58,4%). E per i mesi estivi sono a rischio 140 mila posti di lavoro temporanei. Anche le previsioni per il mese di luglio non sono tranquillizzanti: l'83,4% delle strutture intervistate prevede che il fatturato sarà più che dimezzato rispetto allo stesso mese 2019. Nel 62,7% dei casi, il crollo sarà devastante, superiore al 70%


Il turismo balneare rischia il fallimento": G20s chiede al governo ...

In Italia si contano 10 milioni di turisti italiani e stranieri in meno nel mese di giugno con un impatto drammatico su economia ed occupazione per il settore della vacanza Made in Italy in cui operano 612mila imprese con 2,7 milioni di lavoratori. E' quanto emerge dal bilancio della Coldiretti per il mese che inaugura stagione estiva.

Anche le previsioni non sono positive con quasi un italiano su 4 (-23%) che rispetto allo scorso anno ha rinunciato a prendere le ferie a luglio per le incertezze, le preoccupazioni e le difficoltà economiche generate dal coronavirus che, sottolinea la Coldiretti, hanno quasi azzerato anche gli arrivi della gran parte dei turisti stranieri che scelgono questo mese per pernottare lungo la Penisola.

Completamente bloccati - precisa la Coldiretti - gli arrivi dei turisti provenienti da Paesi come Giappone, Cina e Stati Uniti mentre segnali ancora troppo deboli arrivano da Germania e Nord Europa. Una assenza pesante con i viaggiatori provenienti dagli Usa che, sottolinea la Coldiretti, sono i turisti fuori dai confini europei i piu' affezionati all'Italia ma che non sono rientrati nell'elenco dei paesi extracomunitari ammessi all'ingresso dal 1 luglio.

Per quanto riguarda i turisti italiani, l'Italia è di gran lunga la destinazione preferita che, continua la Coldiretti, è scelta come meta dal 93% rispetto all'86% dello scorso anno. La novità di quest'estate sta anche nel fatto che, continua la Coldiretti, 1 italiano su 4 (25%) ha scelto una destinazione vicino casa, all'interno della propria regione di residenza. Se la spiaggia, spiega Coldiretti, resta la meta preferita, cresce il turismo di prossimità con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane, in alternativa alle destinazioni turistiche piu' battute, mentre crollano le presenze nelle città.

La stragrande maggioranza degli italiani in viaggio ha scelto di alloggiare in case di proprietà, di parenti e amici o in affitto mentre in difficoltà sono gli alberghi e i 24mila agriturismi che spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all'aperto, sono forse i luoghi dove è piu' facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. 

A tinte fosche anche le stime di Federalberghi, che registra presenze in calo dell'80,6% a giugno per gli alberghi italiani. Rispetto allo stesso mese del 2019, i flussi dall'estero sono ancora paralizzati (-93,2%) e anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarme (-67,2%). Le ripercussioni sul mercato del lavoro sono dolorose: a giugno sono andati persi 110 mila posti di lavoro stagionali e temporanei di varia natura (-58,4%). E per i mesi estivi sono a rischio 140 mila posti di lavoro temporanei.

Anche le previsioni per il mese di luglio non sono tranquillizzanti: l'83,4% delle strutture intervistate prevede che il fatturato sarà più che dimezzato rispetto allo stesso mese 2019. Nel 62,7% dei casi, il crollo sarà devastante, superiore al 70%. "Il Centro studi di Federalberghi - segnala il presidente dell'organizzazione, Barnabò Bocca - continua ad aggiornare i parametri del proprio modello econometrico, acquisendo ogni segnale positivo, per piccolo che sia, ma la sostanza non cambia: nel 2020 si registrerà la perdita di oltre 295 milioni di presenze (-68,7% rispetto al 2018), con un calo di fatturato del settore ricettivo pari a quasi 16,3 miliardi di euro (-69,0%)". 

Google si prende la trasformazione digitale in Italia. Oltre 900 milioni di dollari in 5 anni: "Così vi aiuteremo nella ripresa"

Il colosso californiano investe in Italia oltre 900 milioni di dollari per accelerare la trasformazione digitale. In particolare, il gruppo Usa annuncia "Italia in Digitale", un nuovo piano per accelerare la ripresa economica del Paese attraverso progetti di formazione, strumenti e partnership per supportare le aziende e le persone in cerca di opportunità lavorative


Google cambia look | ARCHIbuzz web agency

Google investe in Italia 900 milioni di dollari in 5 anni, per aprire le due Google Cloud Region annunciate in partnership con Tim e per avviare l'iniziativa "Italia in Digitale" un nuovo piano dedicato alle piccole e medie imprese "con l'obiettivo di accelerare la trasformazione digitale del Paese". "Google è orgogliosa di essere partner della ripresa economica dell'Italia", dice Sundar Pichai, Ceo di Google.

Italia in Digitale - spiega Google - è "un nuovo piano per accelerare la ripresa economica del Paese attraverso una serie di momenti di formazione, strumenti gratuiti e partnership a supporto delle imprese e delle persone in cerca di opportunità lavorative". Questo nuovo progetto - aggiunge la società - "trae forza dal successo di iniziative come Crescere in Digitale e Google Digital Training, che negli ultimi cinque anni hanno aiutato 500.000 persone a ottenere le competenze digitali necessarie per rilanciare un’attività o migliorare la propria carriera lavorativa. Con questo nuovo impegno, Google intende ora aiutare altre 700.000 persone e piccole e medie imprese a digitalizzarsi, con l’obiettivo di portare il numero complessivo a oltre 1 milione per la fine del 2021".

“Da molti anni Google è impegnata in Italia per diffondere le competenze digitali utili a trovare un lavoro o far crescere un’attività - sottolinea Fabio Vaccarono, Managing Director, Google Italy - Se queste competenze erano importanti prima della pandemia, ora sono diventate tanto più necessarie: per superare le sfide del presente la digitalizzazione è un elemento imprescindibile, per trovare nuove opportunità lavorative, per rilanciare un’impresa, e a vantaggio dell’intera società. È su questa linea, arricchita da nuovi strumenti, che intendiamo proseguire con il nuovo progetto Italia in Digitale, rivolto in particolare alle piccole e medie imprese. La crisi ha accelerato il nostro uso della tecnologia: ora la tecnologia può aiutarci a uscire dalla crisi".

Sempre a partire da oggi, Google.org fornirà un 'grant' di 1 milione di euro a Unioncamere, per supportare nella trasformazione digitale le piccole e medie imprese italiane in difficoltà. Le Camere di Commercio offriranno quindi formazione specifica e assistenza da parte di esperti a imprese e lavoratori, con particolare attenzione a quei settori maggiormente colpiti da Covid-19, per aiutare le persone a mantenere il proprio lavoro o a trovarne uno nuovo.

Coronavirus, superati i 12 milioni di casi nel mondo. Il dramma degli Usa: 55mila nuovi contagiati nelle ultime 24 ore. Preoccupa Israele, fiammata ad Hong Kong

Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato i 12 milioni, secondo il bilancio, continuamente aggiornato, della Johns Hopkins University. Poco dopo l'ultimo aggiornamento dei casi in corso, con 55 mila nuovi contagi negli Stati Uniti, il totale mondiale è salito a 12.007.327. Di questi, 548.799 hanno avuto un esito fatale


STATI UNITI - I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 55.000. E' quanto emerge dai dati della John Hopkins University, che parla di 3.051.427 contagi e 132.195 morti.
Balzo dei casi di coronavirus a Tulsa, la città dell'Oklahoma dove Donald Trump ha tenuto un comizio lo scorso 20 giugno. La contea di Tulsa ha registrato 206 nuovi casi di coronavirus martedì e 261, un record, lunedì. "Negli ultimi due giorni abbiamo avuto quasi 500 casi e sappiamo che ci sono stati diversi grandi eventi poco più di due settimane fa", afferma Bruce Dart, il direttore del Dipartimento della Salute di Tulsa. Dart non ha fatto esplicito riferimento al comizio di Trump ma ha spiegato che si tratta solo di "fare due più due" fra l'aumento dei casi e i grandi eventi delle scorse settimane, quali il comizio di Trump.

Il coronavirus probabilmente si diffondeva ampiamente negli Stati Uniti già a febbraio: il virus potrebbe essere stato importato dalla Cina e da altri Paesi, ma una volta entrato nel territorio americano gran parte della sua diffusione è avvenuta tra Stato e Stato. E' quanto emerge da un modello statistico realizzato da ricercatori della Northeastern University di Boston, secondo quanto riporta la Cnn.

ISRAELE - Resta sempre alto il numero delle nuove infezioni in Israele: secondo il ministero della sanità ci sono stati 1.231 casi diagnosticati nelle ultime 24 ore per un totale, da inizio pandemia, di 33.947. Crescono anche le vittime con 2 nuovi morti che portano la somma complessiva a 346. I casi attivi della malattia sono 15.209 con 118 persone in gravi condizioni: due settimane fa erano 45. Un altro ministro Rafi Peretz - dopo il suo collega alla difesa Benny Gantz - si è messo in auto quarantena a seguito della scoperta di un suo consigliere risultato positivo al Covid 19. Non è migliore la situazione nei Territori Palestinesi dove un uomo è morto di complicazioni da coronavirus a Hebron in Cisgiordania portando il totale a 24: i casi accertati sono 5.567, con 23 pazienti in condizioni critiche. In tutti i Territori è in vigore il secondo lockdown.

IRAN - Nuovo record di vittime di Covid-19 in Iran. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 221 decessi, per un totale di 12.305 decessi confermati. I casi salgono a 250.458, con 2.079 contagi in un giorno. I ricoverati in terapia intensiva crescono a 3.324, mentre i pazienti guariti diventano 212.176. I test effettuati sono 1.897.803. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano, Sima Lari.

HONG KONG - Le autorità di Hong Kong hanno messo in guardia la popolazione contro una potenziale "crescita esponenziale" di nuovi casi di coronavirus dopo una fiammata di contagi locali. Da domenica scorsa a oggi nella metropoli sono stati registrati 65 nuovi casi, inclusi 31 in cui l'infezione è stata trasmessa a livello locale. Si tratta per alcuni della "terza ondata" del virus nel centro finanziario asiatico, riporta la Cnn, che ha colpito tassisti, camerieri, infermieri e anziani ospiti di case di riposo. "E' possibile che ci sarà un grande focolaio", ha detto Chuang Shuk-kwan, il direttore del Centro per la protezione della salute: "Potrebbe esserci un'improvvisa crescita esponenziale dei casi". Dall'inizio della pandemia Hong Kong ha registrato 1.324 casi di coronavirus e solo sette decessi legati alla malattia. "Il virus troverà qualsiasi spiraglio nella vostra armatura", ha commentato da parte l'esperta di malattie infettive Sarah Borwein volendo sottolineare la facilità con cui il virus riesce a penetrare nell'organismo: "Lo abbiamo visto a Pechino, a Singapore, in Corea del Sud e adesso in Israele, in Australia e altrove".

GIAPPONE - Tokyo aggiorna nuovamente il record dei casi giornalieri di coronavirus fino a raggiungere quota 224 nelle ultime 24 ore, il massimo livello da metà aprile. Lo ha annunciato il governo metropolitano dopo un temporaneo rallentamento registrato nelle 24 ore precedenti con 75 casi, e confermando la presenza dei maggiori focolai nel distretto a luci rosse della capitale, l'area di Kabukicho (nord ovest), malgrado i recenti inviti delle autorità locali a ridurre le visite e l'assistenza finanziaria promessa alle attività commerciali in presenza di una riduzione degli orari di apertura. Con circa 7.200 casi, Tokyo rappresenta oltre un terzo dei contagi complessivi a livello nazionale.

LIBIA - La Libia registra nelle ultime 24 ore altri 86 nuovi contagi da coronavirus, che portano a 1.268 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina Facebook, precisando che i morti salgono a 36, i guariti a 306, e le persone attualmente positive da 852 a 906. La maggior parte dei casi si registra al Sud, con molti contagi anche tra il personale sanitario. L'ospedale di Ubari, nella Libia meridionale, ha sospeso le sue attività per 48 ore dopo che un membro dello staff è risultato positivo al coronavirus, come annunciato dal suo direttore, Suleiman Alwa. I dati sugli infettati da coronavirus, secondo alcune agenzie Onu, potrebbero tuttavia essere più alti, considerata la scarsa capacità del Paese di condurre test su larga scala per via della difficile situazione politica e del conflitto in corso.

PAKISTAN - Il Pakistan ha registrato 3.359 casi di coronavirus e 61 decessi provocati dalla malattia nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità del Paese. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 240.848 e quello dei morti a quota 4.983. Sempre nelle ultime 24 ore sono guarite 4.346 persone, per un totale di 145.311 dall'inizio della pandemia. Attualmente 2.193 pazienti sono in condizioni critiche, 43 in più rispetto alle 24 ore precedenti.

RUSSIA - In Russia sono stati registrati 6.509 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi nel Paese sale così a 707.301. I decessi provocati dal virus sono ufficialmente 10.843, di cui 176 nel corso dell'ultima giornata. I guariti sono 8.805 nelle ultime 24 ore e 481.316 in tutto. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus.

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Esteri

La paura effetto collaterale del Covid sull'economia delle famiglie: cresce il risparmio, boom di liquidità e stop agli investimenti

E' la paura l'eredità che il coronavirus ha lasciato tra gli italiani, radicata nei territori e trasversale ai diversi gruppi sociali. Il 67,8% degli italiani ha paura per la situazione economica familiare e la percentuale sale al 72% tra i millennial e le donne, sfiora il 75% nel Sud, supera il 76% tra gli imprenditori e arriva all'82,6% tra le persone con i redditi più bassi. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto Censis con Assogestioni "Il valore della diversità nelle scelte d'investimento prima e dopo il Covid-19"

"Nella fase post-emergenza, la biopaura da contagio e la minaccia alla salute si saldano ai timori per le incerte prospettive economiche. La paura - si legge - diventa così il principio regolatore emotivo di questa nuova stagione" e si traduce per quanto riguarda il portafogli in una rinnovata propensione al risparmio e ad un vero e proprio boom della liquidità.

Il 38,9% degli italiani ha infatti incrementato il proprio risparmio nel periodo del lockdown. La percentuale sale al 49,1% tra i risparmiatori abituali. Del resto, nel periodo della quarantena sono stati 28 milioni i percettori di reddito le cui entrate non sono state intaccate (pensionati, dipendenti pubblici, lavoratori del settore privato non in Cassa integrazione o congedo parentale), pari al 71,2% del totale. Il risparmio forzoso, spiegano Censis e Assogestioni, è nato da continuità nelle retribuzioni e tagli nei consumi. 


Caldaia a condensazione: come funziona e quanto si risparmia ...

Il 68% degli italiani ha paura per la situazione economica familiare e a vincere è la cautela, anche se le entrate del 71% dei percettori di reddito non sono state intaccate durante la fase più acuta dell'epidemia di coronavirus. Ne è derivato un boom del risparmio: il 39% dei cittadini è riuscito a mettere da parte soldi e la liquidità nei portafogli delle famiglie italiane è aumentata di 34,4 miliardi di euro nei tre mesi più neri della pandemia. Sono questi i dati principali che emergono dal rapporto "Il valore della diversità nelle scelte d'investimento prima e dopo il Covid-19", realizzato dal Censis in collaborazione con Assogestioni. –   Il 67,8% degli italiani ha paura per la situazione economica familiare. Una paura radicata nei territori e trasversale ai diversi gruppi sociali. La percentuale sale al 72% tra i millennial e le donne, sfiora il 75% nel Sud, supera il 76% tra gli imprenditori e arriva all'82,6% tra le persone con i redditi più bassi. Nella fase post-emergenza, la paura da contagio e la minaccia alla salute si saldano ai timori per le incerte prospettive economiche.   MEGLIO ESSERE

CAUTI E ACCUMULARE RISPARMI

L'epidemia del Covid-19, oltre ad aver diffuso la paura, ha generato una grande incertezza economica ed esistenziale. Lo pensa il 49,7% degli italiani (il dato sale al 58,9% tra gli imprenditori). L'unica certezza è che "tutto può succedere". La possibilità che un evento inedito e inatteso possa cambiare in un attimo la vita delle persone fa esplodere un senso acuto di vulnerabilità. In questo contesto, sul piano economico, per gli italiani ora serve una grande cautela, soprattutto nella gestione dei propri soldi. Lo afferma il 39,7% dei risparmiatori (il dato sale al 45% nel Nord-Est).  

SORPRESA LOCKDOWN, TANTI ITALIANI CON PIÙ RISPARMI  

Il 38,9% degli italiani ha incrementato il proprio risparmio nel periodo del lockdown. La percentuale sale al 49,1% tra i risparmiatori abituali. Del resto, nel periodo della quarantena sono stati 28 milioni i percettori di reddito le cui entrate non sono state intaccate (pensionati, dipendenti pubblici, lavoratori del settore privato non in Cassa integrazione o congedo parentale), pari al 71,2% del totale. Il risparmio forzoso è nato da continuità nelle retribuzioni e tagli nei consumi.  

È BOOM DI LIQUIDITÀ, +34,4 MLD TRA FEBBRAIO E APRILE

La liquidità nei portafogli delle famiglie italiane è aumentata di 34,4 miliardi di euro nei tre mesi più neri dell'epidemia (febbraio-aprile): una cifra quasi uguale al valore del Mes per l'Italia di cui oggi tanto si discute. Sono risorse che si aggiungono ai 121 miliardi di euro di liquidità aggiuntiva accumulata negli ultimi tre anni, prima dell'esplosione dell'epidemia (+8,4% in termini reali nel triennio): una cifra pari a nove volte le risorse del Piano Marshall destinate al nostro Paese per la ricostruzione del dopoguerra rapportate ai valori attuali.   IL CONTANTE COME STRUMENTO DI PROTEZIONE   Paura, incertezza e cautela fanno decollare ancora il cash cautelativo, da tempo in crescita, come strumento familiare di autotutela. Se la tendenza proseguirà allo stesso ritmo del triennio trascorso, nel 2023 ci saranno altri 135 miliardi di liquidità aggiuntiva per le famiglie. Per il prossimo futuro il 34,1% degli italiani considera la liquidità lo strumento principale per la propria protezione, insieme all'ampliamento del sistema di welfare pubblico (34%) e all'acquisto di strumenti assicurativi, mutualistici, integrativi.  

UN ITALIANO SU 2 NON COMPREREBBE TITOLI DI STATO  

Sui titoli di Stato ci si divide: il 43,7% degli italiani li comprerebbe, il 51,3% no, il 5% è incerto. Più propensi ad acquistarli i residenti del Nord-Ovest (47,5%), le persone con redditi elevati (55,9%), i dirigenti e i quadri (59,3%), mentre i più scettici sono gli operai (54,5%) e i residenti del Sud (54%). Vince il timore per un debito pubblico che nel lungo periodo può generare rischi anche per i propri risparmi.  

PIACCIONO GLI INVESTIMENTI SOSTENIBILI  

Buona la propensione all'acquisto di strumenti finanziari Esg (Environmental, Social, Governance), basati su criteri di investimento responsabile: il 52,3% degli italiani si dice interessato a investirvi (il 68,2% tra i laureati, il 70,2% tra i dirigenti e i quadri). Una voglia di sostenibilità che oggi si lega al tema della tutela e promozione della salute, balzato in cima alle priorità delle persone con l'emergenza sanitaria. –    

LA DIVERSITY IN FINANZA CONTA MOLTO, ANCHE NEL POST COVID  

Il 40,3% degli italiani preferirebbe investire in un'azienda o in fondi di investimento guidati da donne. E il 39,9% sceglierebbe un consulente finanziario donna. Spicca il fatto che tra le donne le quote che optano per la preferenza di genere per decidere in cosa investire (42,4%) o per il consulente a cui dare fiducia (39,9%) sono prossime a quelle dei maschi (rispettivamente, 38,1% e 39,9%). Che la diversity conti in finanza lo dicono forte e chiaro anche i consulenti finanziari, tra i quali il 76,4% ha una clientela molto diversificata per genere, età, istruzione, disponibilità economica. Il 95% di loro ritiene che la diversity conti molto più che in passato, motivo per cui l'86% pensa che ci sia bisogno di una formazione ad hoc per affrontarla e gestirla meglio.

Economia italiana in terapia intensiva: "Serviranno 5 anni per tornare ai livelli pre-Covid. Peggiore recessione mai registrata in tempi di pace"

La società di consulenza Prometeia calcola che il rapporto tra deficit e Pil si attesterà all’11% nel 2020, mentre quello tra debito e Pil salirà al 159%. Lo stimolo fiscale, stimato nell'anno in corso in circa 5 punti percentuali di Pil, "non sembra tuttavia sufficiente per riavviare in modo deciso i consumi e gli investimenti"


Previsioni per l'economia italiana 2020: gli scenari possibili ...

Il Pil italiano crollerà quest'anno del 10,1% per poi rimbalzare del 5,9% nel 2021. La stima è di Prometeia, secondo cui "all’Italia serviranno almeno 5 anni per tornare ai livelli di attività pre-Covid".

Secondo Prometeia, il rapporto tra deficit e Pil si attesterà all’11% nel 2020, mentre quello tra  debito e Pil salirà al 159%. Lo stimolo fiscale, che Prometeia stima nell’anno in corso in circa 5 punti percentuali di Pil, "non sembra tuttavia sufficiente per riavviare in modo deciso i consumi e gli investimenti, ma si sta traducendo anche in un forte aumento delle disponibilità liquide di famiglie e imprese".

La fase del superamento della crisi, si legge nel documento, vedrà il nostro Paese con un livello di attività economica inferiore a quello pre-crisi, con meno occupazione, con un livello di risparmio delle famiglie più elevato e di debito delle imprese non finanziarie e del settore pubblico più alto. Più in generale, con un aumento delle disparità a molti livelli, nella distribuzione funzionale e personale del reddito, tra i generi e le classi di età, tra settori produttivi e territori: a farne le spese saranno in misura maggiore le piccole imprese e i lavoratori autonomi e meno istruiti.

Prometeia ipotizza che l’Italia alla fine farà ricorso al Mes e che i Paesi europei si metteranno d’accordo su 650 miliardi di euro complessivi da mettere a disposizione per sostenere le economie nella fase della ripartenza: 350 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto e 300 di prestiti. L’Italia potrebbe risultare il maggior beneficiario di questi fondi (18,8% del totale). "Se indirizzate in modo corretto verso le ben note aree di fragilità della nostra economia (dalla sanità ai servizi per la “silver economy”, dalla scuola alle infrastrutture), queste risorse potrebbero far fare all’Italia quel salto di produttività, e dunque di crescita, che manca da ormai 25 anni", commenta Prometeia. 

Aids, notizia clamorosa dal Brasile: uomo guarito con un mix di farmaci. E' il primo senza trapianto di midollo

L'uomo, spiegano gli esperti dell'università federale di San Paolo, ha smesso i trattamenti a marzo 2019 e il virus finora non è tornato. Il paziente, 36 anni, sieropositivo dal 2012, partecipava alla sperimentazione di una terapia mirata a 'stanare' il virus dai 'reservoir' che ha nelle cellule e che lo fanno tornare se si sospendono i trattamenti usuali


Guarisce dall'Hiv grazie alle cellule staminali, era sieropositivo ...

Un uomo trattato con un nuovo mix di farmaci potrebbe essere il primo guarito dall'infezione da Hiv senza bisogno di trapianto di midollo. Il caso è stato descritto alla conferenza Aids 2020. L'uomo, in cura a San Paolo, in Brasile, ha smesso i trattamenti a marzo 2019 e il virus finora non è tornato. Sieropositivo dal 2012, il paziente 36enne partecipava alla sperimentazione mirata a "stanare" il virus dalle cosiddette cellule "reservoir".

L'uomo, hanno spiegato gli esperti dell'Università federale di San Paolo nel corso della conferenza che si è tenuta in forma virtuale, è stato curato con un mix "aggressivo" di antiretrovirali e nicotinamide (vitamina B3). Una volta interrotta la terapia, il suo sangue è stato testato ogni tre settimane, senza nessun segno di infezione. "Anche se è un caso isolato - afferma al New York Times Ricardo Diaz, uno dei ricercatori coinvolti - potrebbe essere la prima remissione di lungo termine dell'Hiv senza un trapianto". Il 'paziente di san Paolo' potrebbe quindi aggiungersi a quelli di 'Londra' e 'Berlino', guariti però con un trapianto di midollo ricevuto per un tumore. Un bambino curato con un mix di farmaci e che è stato in remissione per due anni, invece, ha visto poi il ritorno del virus.

  • Pubblicato in Salute

"Covid dono di Allah", italiano islamista arrestato a Milano. Sui social esortava a "sgozzare, tagliare la testa, sparare ai miscredenti" (VIDEO)

In un'intercettazione del 27 marzo Nicola Ferrara, 38enne originario di Bari e residente a Milano, arrestato oggi per apologia e istigazione all'adesione all'Isis, avrebbe commentato che l'emergenza Covid "è una cosa di Allah, una cosa positiva" perché "la gente sta impazzendo" e per i non musulmani "tutto l''haram' adesso è difficile farlo", ossia sono stati tolti loro i vizi. Emerge dall'inchiesta dei pm Alberto Nobili, Piero Basilone e Leonardo Lesti, che ha portato all'ordinanza firmata dal gip di Milano Guido Salvini. L'uomo frequentava l'associazione culturale Al Nur presso cui era considerato elemento "di assoluto rilievo" e puntava a radicalizzare i più giovani, compresi due minorenni  - (VIDEO)


"Il Covid è stato un dono di Allah". E ancora: "Avanza fratello, avanza verso la morte, tu che sei coraggioso. Vieni e indossa una carica esplosiva, accorri ed esplodi, così la morte è migliore ed è migliore il destino". Così scriveva Nicola Ferrara. per fare propaganda della Jihad sui social e indottrinare i più soggetti più giovani e fragili. Il 38enne italiano, originario di Canosa di Puglia e residente a Milano, 'Issa' come aveva scelto di farsi chiamare, era un radicalizzatore islamico, che dal 2015 ad oggi si è impegnato nel diffondere il credo propugnato dall’autoproclamato Stato Islamico, esaltandone le gesta in chiave apologetica e istigando i propri interlocutori a unirsi al jihad globale contro i 'miscredenti'.

Nel corso della notte i carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Milano hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti ed è indagato per "istigazione a delinquere aggravata dall'uso del mezzo telematico" con l'aggravante della finalità di terrorismo internazionale. Ferrara, nato il 12 maggio 1982, era "uno degli esponenti più capaci" della Jihad. L'uomo, che svolgeva lavori saltuari e part-time presso sale giochi e un parcheggio a pagamento di Milano, secondo quanto riferito dal pm Alberto Nobili, che ha lavorato all'inchiesta con i colleghi Piero Basilone e Leonardo Lesti, "sapeva muoversi con abilità straordinaria nel mondo del web, in particolare su Facebook e su SoundCloud" ed è una persona "capace di trasmettere soprattutto ai giovani quei messaggi che l'Isis da anni tende a divulgare per far sì che chiunque se la senta, uomo o donna che sia", possa qualcosa, anche solo, come dicono 'far uscire un coltello e sgozzarne uno'".

Nei suoi post, inoltre, il 38enne utilizzava un linguaggio "crudele e feroce", da anni usato dall'Isis per incitare i propri seguaci a compiere atti di terrorismo. Parole come "sgozzare, tagliare la testa, sparare ai miscredenti". Sui social, e in particolare su Facebook, dove vantava circa 2mila follower, il giovane diffondeva tantissime immagini di martiri Isis e "tantissime" foto di bambini dell'ambiente islamico morti, quasi come stimolo per sensibilizzare i giovani al martirio.

Il 38enne stava organizzando il suo matrimonio con una donna conosciuta durante uno dei suoi viaggi all’estero. La donna sarebbe dovuta arrivare in Italia a breve per le nozze. Il giovane, inoltre, stava studiando l'arabo. I post che pubblicava su Facebook erano prevalentemente in italiano mentre alcuni, in arabo, li recuperava e rilanciava. Durante le perquisizioni nel suo appartamento gli uomini del Ros hanno sequestrati telefonini, tablet e diversi hard disk.

Grazie ad Allah per il Coronavirus: stop ai vizi». Arrestato un ...

Il cambiamento radicale di N.F. si era verificato a cavallo tra il 2018 e il 2019 quando, per 9 mesi non consecutivi, si è recato due volte in Qatar e una negli Emirati Arabi. Sul motivo dei viaggi i Ros stanno svolgendo accertamenti ma stando a quando emerso il giovane aveva intenzione di approfondire il suo indottrinamento e voleva raggiungere l'Afghanistan.

Nelle sue intenzioni l'uomo cercava infatti di abbracciare in maniera radicale la fede religiosa. Ed è qui che nasce la sua potenzialità offensiva. Nell'ambiente il 38enne era un personaggio molto conosciuto, "di assoluto rilievo", come confermato dalle indagini dai Ros milanesi. I personaggi che incontrava frequentemente a Milano nel centro di preghiera erano giovani, anche italiani, che iniziavano un percorso probabilmente simile al suo ed erano quindi facilmente influenzabili.

Arrestato dai Ros estremista Nicola Ferrara

Il 38enne si era inoltre convinto di dover applicare la taqyya ossia dissimulare, a partire dal cambio frequente di vestiti. Un elemento che secondo gli investigatori però appare in dissonanza con la pubblicazione frequente di post inneggianti alla Jihad su Facebook. Da un lato dissimulava quindi il proprio estremismo, dall’altro appariva parte di quella stessa ideologia.

Di rientro dal Qatar, inoltre, il giovane aveva disinstallato l'app di SoundCloud dal cellulare per poi installarla nuovamente. Secondo quanto spiegato, nel corso degli anni, Facebook non sarebbe mai intervenuta per segnalare o bloccare i post di Ferrara.

Alta tensione per l'invito di Conte alle opposizioni. Salvini: "Non ci vado, paghi prima la Cig e sblocchi i cantieri". Meloni: "Solo se il premier presenta proposte concrete". E Berlusconi annuncia il sì di Forza Italia al Mes

Il presidente del Consiglio ha invitato domani le forze di centrodestra per un confronto sul piano di rilancio. Gelida la risposta del leader leghista che afferma di non aver ricevuto nessuna chiamata. Giorgia Meloni: "Come annunciato, andrò a Palazzo Chigi, a rappresentare in una sede ufficiale Fratelli d'Italia e le sue idee, se questa sarà la scelta condivisa dalla coalizione di centrodestra"


Giuseppe Conte posta un video messaggio su Facebook per dire cosa?

"È infine arrivato l'invito di Conte a incontrarci per giovedì pomeriggio. Come annunciato, andrò a Palazzo Chigi, a rappresentare in una sede ufficiale Fratelli d'Italia e le sue idee, se questa sarà la scelta condivisa dalla coalizione di centrodestra". Lo scrive su Fb la leader di Fdi Giorgia Meloni, che condiziona l'accettazione dell'invito alla presentazione da parte di Conte "di un documento con proposte puntuali e non su vaghe esternazioni di stampa". 

"Non intendo andare a perdere tempo - spiega Meloni -. Considero molto grave che il presidente del Consiglio abbia aspettato la fine dei lavori parlamentari sul Decreto Rilancio per incontrare le opposizioni. Hanno voluto gestire in totale autonomia gli 80 miliardi di deficit aggiuntivo consentito dal Parlamento e lo hanno fatto malissimo, sperperando la gran parte di queste risorse con pessimi provvedimenti o in inutili sprechi, cosa imperdonabile vista la gravità della situazione". "Abbiamo fatto centinaia di proposte per tentare di migliorare i decreti Cura Italia e Rilancio. Tutto gettato nel cestino con sufficienza, probabilmente senza neppure leggere gli emendamenti". "Non mi è chiaro di cosa voglia parlare ora Conte - prosegue il post - perché noi avremmo voluto parlare di come sostenere le imprese, difendere i posti di lavoro e aiutare i più fragili grazie alle ingenti risorse a disposizione e che ora non ci sono più". "Vuole parlare invece del decreto semplificazioni - si domanda Meloni -, del quale non esiste ancora un testo? O forse non vuole, in realtà, parlare di nulla, e incontra le opposizioni come proforma, per rispondere agli appelli del Capo dello Stato? Io penso sia quest'ultima, la verità. Ma se il governo intende davvero cercare una proposta condivisa con noi su temi concreti, a partire dal piano che va presentato in Europa, allora chiedo di discutere sulla base di un documento con proposte puntuali e non su vaghe esternazioni di stampa.Attendo che arrivi questo documento, augurandomi che esista". 

Il leader della Lega, Matteo Salvini, afferma, invece, di non aver ricevuto alcun invito.  "No, non ho ricevuto alcun invito da Conte, a meno che il piccione viaggiatore sia caduto nel volo...", dice  a margine dell'incontro su "Imprese culturali" con la responsabile cultura del partito, Lucia Borgonzoni. 

Ma fonti di Palazzo Chigi precisano che l'invito per il confronto  con le opposizioni sul piano di rilancio è partito anche per Fi e Lega, non solo per FdI. Dalla segreteria della presidenza del Consiglio c'è stata anche una telefonata alla segreteria della Lega.

Salvini annuncia, quindi, che lui all'incontro non andrà. "Prima il signor Conte paga la Cig e sblocca i cantieri, il cui blocco sta sequestrando i cittadini in la Liguria, e poi ne parliamo. Io non vado da nessuno sino a quando questo chiacchierone non assicura la Cig. Domani ho appuntamenti più importanti con lavoratori e operai. Domani non vado".

Intanto, in un'intervista sul Corsera, Silvio Berlusconi annuncia sul Mes: 'Voteremo sì per il bene del Paese'. "Se dovesse arrivare in Parlamento il voto sull'utilizzo delle risorse del Mes, Forza Italia voterebbe "certamente a favore, ma solo perché - argomenta - è il bene dell'Italia, perché sarebbe assurdo privare proprio in questo momento, solo per fare due esempi, la sanità della Campania di 2.725 milioni e quella della Puglia di 2.450 milioni. Gli schieramenti, le tattiche politiche, le alleanze non c'entrano. Il voto sul Mes non ha alcun significato di politica interna". 

"Io ci sono, spero ci sia il confronto", ha detto il premier Giuseppe Conte rispondendo, in conferenza stampa a Madrid, ad una domanda sull'incontro con le opposizioni.

"C'e' un po' di difficoltà a concordare con l'opposizione un luogo e un tempo in cui confrontarsi. Mi ricorda un po' il Nanni Moretti di Ecce Bombo. "Mi si nota di più se lo facciamo a Villa Pamhilj o più istituzionalmente a Palazzo Chigi?". "Mi si nota più se si fa in un modo o in quell'altro?", ha detto ancora Conte, con una battuta soffermandosi sulle tensioni con il centrodestra sul confronto sul piano di riforme. 

 

(Fonte: Ansa)

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS