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updated 7:13 AM UTC, Feb 23, 2020

I rapporti pericolosi tra Pd e islamismo politico: la denuncia di Matteo Forte (Milano Popolare)

Il consigliere comunale ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Marino insieme all'antropologa Maryan Ismail per richiamare l'attenzione sulle relazioni del principale partito del centrosinistra con personalità, associazioni e gruppi religiosi che sono espressione di quella parte del mondo musulmano che in molti casi si dimostra vicina a posizioni estremiste. Il caso di Sumaya Abdel Qader - (VIDEO)


"Pd e islamismo politico: un rapporto non occasionale". Hanno voluto intitolare così la propria denuncia il consigliere comunale di Milano Popolare, Matteo Forte, e l'antropologa musulmana Sufi, Maryan Ismail, uscita dallo stesso Pd, di cui era membro della segreteria metropolitana, proprio per divergenze sulle relazioni tra il partito e ambienti minoritari quanto influenti e discutibili, del mondo islamico. 

A margine della conferenza stampa, il consigliere Forte ha spiegato ai nostri microfoni le ragioni di una preoccupazione che è stata condivisa anche da esponenti dello stesso Partito democratico per scelte che, a suo dire, sembrano dettate da un calcolo elettoralistico che rischia di dare ulteriore forza a gruppi ed elementi che si sono dimostrati vicini all'estremismo e al fanatismo islamico.

Immigrazione, Corrado (M5S): "I Cie non funzionano perché non si fanno le espulsioni"

Il consigliere comunale pentastellato a Milano commenta ai microfoni de ilComizio.it l'intenzione espressa dal ministro dell'Interno Minniti di aprire un centro di accoglienza in ogni regione italiana: "Il 70% dei richiedenti asilo non ha diritto a restare, ma noi li ospitiamo per anni. Bisogna cambiare prospettiva" - (VIDEO) 


"Evidentemente il sistema di accoglienza attuato in Italia non è stato idoneo a risolvere la questione così come si è presentata nella nostra società. I Cie non sono la soluzione, si deve rivedere integralmente il tutto. Perché si possa giungere a una vera accoglienza e una vera integrazione, bisogna destinare ingenti risorse ai rimpatri, così che chi ha diritto a rimanere nel nostro Paese possa essere realmente integrato, mentre chi non ne ha diritto non deve drenare risorse agli altri. Al momento è evidente che le espulsioni non si fanno. E' accertato che circa il 70% dei richiedenti asilo non ha il diritto allo status di profugo; quindi finché non si decide di rimpatriare chi non ha diritto a restare è inutile determinare altre questioni, spostando sempre in avanti il problema. Dobbiamo rivedere tutta la questione da un'altra prospettiva". 

Lo ha detto ai microfoni de ilComizio.it il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Milano, Gianluca Corrado, in merito all'intenzione espressa dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, di aprire un centro di accoglienza in ogni regione italiana.

Immigrazione, Maroni: "Sono favorevole ai Cie, anche perché li avevo istituiti io. Però che funzionino..."

Sulla questione il 19 gennaio le Regioni incontreranno il ministro dell'Interno, Marco Minniti; il governatore lombardo annuncia che prima, insieme ai suoi omologhi di Veneto e Liguria, Zaia e Toti, metterà a punto una posizione comune partendo dal documento che già era stato sottoscritto da tutti e tre i presidenti


"Le Regioni incontreranno il ministro Minniti il 19 gennaio. Prima di allora, faremo un vertice io, Giovanni Toti e Luca Zaia, per mettere a punto una posizione comune, partendo dal documento sull'immigrazione che avevamo gia' sottoscritto insieme". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a margine della seduta del Consiglio regionale di oggi, rispondendo alle domande dei cronisti sulla questione immigrazione. 

"Io sono favorevole ai Cie", ha ribadito il governatore, ricordando di come li avesse istituiti proprio lui, nel maggio del 2008, quando era al vertice del Viminale. "A condizione - ha precisato - che funzionino davvero. Cioe' - ha spiegato - che siano luoghi chiusi, presidiati anche dai militari, dove si entra per essere identificati e se non si hanno i requisiti, si viene rimpatriati. Non solo 'espulsi' con il foglio di via. Chi non ha diritto a rimanere nel nostro Paese, deve essere messo su un aereo e rimpatriato. Se sono cosi', ben vengano. Ne discutemmo il 19 con il ministro dell'Interno".


"La Libia e' il luogo cruciale. Noi sosteniamo da tempo che sia li' il posto dove vanno realizzati dei campi di prima accoglienza sotto la gestione delle Nazioni Unite. Qui deve essere selezionato chi ha diritto alla protezione internazionale e deve essere portato in Europa e chi non ce l'ha e puo' essere assistito li'. Cosi' si salvano davvero le vite umane, il resto e' ipocrisia". 

Renzi, un piano pronto per andare al voto entro fine Aprile

L'orientamento di Matteo Renzi sarebbe andare al voto prima del congresso PD, operazione non facile ma studiata nei dettagli durante le feste natalizie.


Un colpo di coda per cambiare la legge elettorale sferzato a sorpresa da Matteo Renzi, per provare ad andare ad elezioni anticipate a fine aprile che, nel caso riuscisse, cambierebbe gli attuali scenari politici in Italia. Il primo step si è già portato a termine, alleggerire la Camera dai complessi impegni istituzionali come il primo esame sul  decreto sulle banche spostato al Senato. Così anche il Millepororoghe, che passa da Montecitorio a Palazzo Madama. In questo modo la Camera è stata alleggerita di di due decreti ed è libera di gestire i provvedimenti sui quali il Parlamento vuole decidere con urgenza ecco quindi entrare di diritto la Nuova legge elettorale, anche se entro il 24 Gennaio sia attesa la decisione della Corte Costituzionale sull'Italicum.  Matteo Renzi  ha preparato una tabella di marcia che prevede tempi molto stretti ... 1) arrivo del testo in Parlamento entrò metà marzo, 2) elezioni anticipate al termine di aprile. I tempi potrebbero esserci, ma la fattibilità? con quale maggioranza Renzi e il PD, pensano di poter votare una nuova legge elettorale? Il problema di più difficile è con chi fare un accordo? - Lega e M5S vogliono andare al voto subito, ma con un sistema elettorale come Il Mattarellum, che invece non è visto bene da buona parte del PD. Una strada ancora in salita quella dell'ex premier, che però apre una nuova visione di quello che fino ad oggi pareva solo un miraggio, andare alle elezioni prima di questa estate.

Immigrazione, Maullu (FI): “Questione globale che coinvolge tutta l'Europa"

"Gli stati che si affacciano sul Mediterraneo non siano lasciati soli in balia dei trafficanti di esseri umani”


Nel 2017 per l'Europa l'imperativo primario è riuscire a contrastare l'immigrazione incontrollata che gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo hanno dovuto subire negli ultimi anni. I numeri, con 175.000 sbarchi nel 2016 solo in Italia – record assoluto – dicono questo e lo dicono anche i fenomeni di terrorismo che hanno colpito e colpiscono l'Europa, perché il terrorismo è un tema strettamente legato all'immigrazione e al Mediterraneo. L'Europa, appunto, non i singoli Stati: l'immigrazione è un fenomeno che non riguarda solo alcuni Paesi del Mediterraneo, bensì l'Europa tutta che deve finalmente impostare una politica di contrasto, passando inevitabilmente per un piano per il Mediterraneo che parta dalle relazioni con i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente con i quali è possibile avviare politiche e azioni comuni in questo senso. Da Europarlamentare ho visitato diversi Paesi nordafricani e mediorientali, viaggi istituzionali dai quali ho avuto nette conferme: immigrazione, sicurezza, lotta al terrorismo sono sfide che si vincono partendo proprio da lì, dalla cooperazione intelligente per un'azione comune che sconfigga finalmente i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo”.

 

Lotta al terrorismo e immigrazione clandstina, il governo cambia rotta

Regione Lombardia, Bordonali: Bene le riaperure dei CIE, finalmente il governo cambia idea smentendo quanto fatto fino ad ora.


"Anche il Governo, smentendo quanto
sostenuto fino ad ora, ha capito che e' necessario riaprire i Cie
(Centri di identificazione ed espulsione) e procedere
rapidamente con retate ed espulsioni". Lo ha detto l'assessore
regionale alla Sicurezza, Protezione civile ed Immigrazione,
Simona Bordonali, commentando la circolare diramata dal capo
della polizia, Franco Gabrielli, che fa il paio con un'azione
piu' ampia studiata dal neo ministro dell'Interno, Marco Minniti LOTTA AL TERRORISMO PARTA DA RESPINGIMENTI CLANDESTINI - "Quanto
avvenuto questa notte ad Istanbul, la strage di Berlino e il
successivo passaggio di Amri a Milano sono solo gli ultimi
episodi di una lunga serie - aggiunge Bordonali - che ci
confermano che quella contro il terrorismo e' una lunga e
difficile battaglia che va combattuta senza se e senza ma,
proprio a partire dai respingimenti e dalle espulsioni delle
migliaia di clandestini che quotidianamente arrivano in Italia e
poi sono riversati in Lombardia".

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