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updated 4:52 PM UTC, Jul 6, 2020

Decreto rilancio; il bonus per lavoratori domestici

Il decreto Rilancio introduce Il bonus per i lavoratori domestici


Un bonus importante e di aiuto a tutti quei lavoratori che rientrando in ufficio non sanno come gestire i propri figli. Con l'Avvocato Giuslavorista Davide Pollastro abbiamo cercato di far chiarezza, su questo bonus che consiste in un'indennità di 500 € per il mese di aprile e 500 € per il mese di maggio. Vediamo come funziona, a chi spetta e come richiederlo.

Coronavirus; il decreto cura Italia attua nuove norme e bonus che in molti non conoscono

L'Avvocato Davide Pollastro fa chiarezza sulle norme introdotte nel mondo del lavoro dal Decreto Cura Italia, non tutti sanno che...


L’emergenza epidemiologica da virus COVID-19 determina immediati effetti sulle relazioni di lavoro e molti, sia lavoratori che datori di lavoro, si interrogano su come comportarsi e regolare il rapporto in tempo di Coronavirus. 

L'Avvocato Davide Pollastro ci aiuta a fare un po di luce in un mondo sempre più scuro:

Il lavoro ai tempi del coronavirus

1. Assenza volontaria dal lavoro per paura del contagio.

Pur in presenza di una intuibile paura di contagio, si sconsiglia di adottare misure di autoisolamento, con autonoma decisione di assenza dal posto di lavoro, al fine di evitare che tale comportamento possa essere trattato come ingiustificato.

Si consiglia invece di chiedere formalmente, eventualmente via Mail o Fax, al proprio datore di lavoro di assumere le necessarie misure, anche dichiarando la propria disponibilità a svolgere attività lavorativa da remoto.

2. Sospensione disposta dal datore di lavoro.

L’eventuale sospensione dell’attività disposta dal datore di lavoro, quale diretta applicazione delle disposizioni normative, suscita delicati problemi in ordine al diritto alla retribuzione. È di tutta evidenza che il datore di lavoro potrebbe giustificare la sospensione e conseguente mancata erogazione della retribuzione in forza di una impossibilità sopravvenuta per causa a lui non imputabile, ma è altrettanto vero che anche l’assenza del lavoratore non dipende dalla sua volontà. In tali casi, sarà onere e diritto del datore di lavoro, eventualmente anche con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, attivare forme di sostegno al salario, in particolare con ricorso alla cassa integrazione ordinaria, in ordine alla quale il governo sta predisponendo un apposita disciplina normativa.

Occorrerà pertanto esaminare le nuove disposizioni anche per valutare l’eventuale permanere del diritto alla retribuzione nella ipotesi di mancata attivazione da parte del datore di lavoro delle procedure di sostegno al salario.

3. Imposizione di ferie/ROL/permessi.

Pur in presenza di disposizioni normative che favoriscono l’utilizzo di ferie e ROL, l’eventuale imposizione del loro godimento può manifestare dubbi di legittimità.

Il periodo di ferie infatti non rappresenta solo il diritto ad un periodo di assenza dal lavoro, ma anche il diritto ad un recupero delle proprie energie psichiche e fisiche che l’attuale situazione sanitaria non è certo tale da consentire in modo adeguato.

Si consiglia pertanto di valutare ed eventualmente accettare l’utilizzo di ROL o altre disposizioni contrattuali di riduzione dell’orario, ma si ritiene che il lavoratore possa dichiarare la propria opposizione al godimento di ferie, richiamando piuttosto il datore di lavoro ad attivare le necessarie domande di intervento pubblico di sostegno al salario.

4. Lavoro agile.

Con l’espressione “lavoro agile” o “smart-working”, si intende la possibilità di svolgere la propria attività lavorativa da remoto, anche tramite collegamenti informatici, senza la necessaria presenza fisica sul luogo di lavoro.

È ben vero che lo smart-working secondo la Legge n. 81/2017 esigerebbe un preventivo accordo tra le parti, tuttavia l’attuale situazione e le disposizioni normative prescindono dalla effettiva stipula di un accordo tra le parti. Si ritiene pertanto che il lavoratore non possa rifiutarsi di accettare la possibilità di svolgere la propria attività da remoto e l’eventuale rifiuto potrebbe rappresentare ingiustificata assenza dal lavoro.

5. Lavoratori in quarantena o quarantena volontaria.

Nei confronti dei lavoratori cui siano stati esplicitamente imposti divieti di spostamenti per essere risultati positivi al virus o per condizioni di particolare rischio (es: vicinanza con persone positive) la relativa assenza dal lavoro deve essere equiparata ad assenza per malattia con conseguente applicazione delle normative sia di fonte contrattuale che legislativa.

Più complessa la situazione di chi volontariamente si pone in stato di quarantena per la presenza di sintomi che potrebbero far sorgere il dubbio di un possibile contagio, in tali casi i lavoratori devono contattare il medico e, in particolare per le questioni lavorative, fare certificare, o anche autocertificare, le proprie condizioni di possibile rischio di contagio trasmettendo dette dichiarazioni all’istituto previdenziale, alle autorità sanitarie locali (ASL) e al datore di lavoro. In tali situazioni, purché giustificate da reali rischi sanitari e nell’attesa di provvedimenti restrittivi espliciti in argomento, si ritiene che debbano essere applicati i normali trattamenti previsti per i lavoratori malati.

Emergenza COVID-19, uno speciale congedo parentale

L’INPS ha emanato nella giornata del 20 marzo 2020 una prima scheda informativa relativa alle procedure da adottare per usufruire dei congedi parentali di cui all’articolo 23 del Decreto Legge “Cura Italia”.

In sintesi di cosa si tratta e chi può beneficiare di tali permessi.

Il Decreto Legge prevede la possibilità di assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di 15 giorni a vantaggio dei genitori con figli in età scolare, come conseguenza della chiusura delle attività didattiche.

In particolare possono usufruire di tali congedi i lavoratori dipendenti da datori di lavoro privati, con figli fino a 16 anni di età.

I genitori con figli di età non superiore ai 12 anni hanno diritto ad un congedo di 15 giorni ed una indennità pari al 50% della retribuzione, inoltre tale periodo è interamente valido ai fini dei contributi previdenziali e pensionistici.

I genitori, invece, che hanno figli di età compresa tra i 13 e i 16 anni hanno diritto al congedo, ma non hanno diritto ad alcuna indennità e, come conseguenza, tale lasso di tempo non è valido ai fini contributivi.

Ancora, per quanto riguarda i genitori di figli in condizione di grave handicap, purché iscritti a qualsiasi istituto scolastico o ospitati in centri a carattere assistenziale, è previsto il congedo retribuito, senza alcun limite di età.

Pare opportuno precisare che la norma riguarda anche i genitori adottivi e i casi di affidamento o collocamento temporaneo di minori.

Allo stato, il Decreto Legge colloca il periodo di godimento di tali congedi tra il 5 marzo ed il 3 aprile 2020, ancorché appare presumibile che in sede di conversione ed in considerazione del prolungamento dei periodi di restrizione e chiusura delle scuole, detto periodo verrà prolungato.

Il congedo in oggetto può essere goduto alternativamente dal padre o dalla madre, ma comunque non superando i 15 giorni complessivi ed essendo calcolato sulla figura dei genitori non può essere moltiplicato per il numero dei figli.

Attenzione, vi è poi una norma che può apparire criticabile, il godimento del congedo è subordinato al fatto che nessuno dei due sia già beneficiario di forme di sostegno al reddito (Cassa Integrazione o NASPI) o sia disoccupato.

Come fare la domanda.

I genitori che hanno già in corso un periodo di congedo parentale ordinario, di cui al Decreto Legislativo n. 151/2001, non devono fare nulla, l’INPS automaticamente lo convertirà in congedo speciale COVID-19.

I lavoratori, invece, che non hanno in corso un congedo parentale secondo le norme ordinarie, ma che ne avrebbero i requisiti (figli fino a 12 anni) ed anche nella ipotesi in cui ne abbiano già usufruito integralmente, possono fare domanda per il congedo COVID-19 secondo le normali procedure di richiesta dei congedi parentali. In sintesi la domanda può essere fatta direttamente Online (ma occorre essere già in possesso del PIN dispositivo per l’accesso dei servizi informatici), oppure tramite patronato o anche telefonando al contact-center del INPS (803-164 da numeri fissi, 06-164164 da mobile). Copia della domanda andrà poi inoltrata al datore di lavoro.

Per quanto riguarda infine i genitori con figli tra i 12 e i 16 anni, non avendo diritto ad alcuna indennità, non devono inoltrare nulla all’INPS, ma fare domanda del congedo direttamente al datore di lavoro.

I datori di lavoro non si possono rifiutare di riconoscere il congedo e per tale periodo di assenza i lavoratori non possono essere licenziati, con diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Premio di 100 € per i lavoratori dipendenti.

L’Agenzia delle Entrate tramite la circolare n. 8/E del 3 aprile 2020 ha fornito alcune indicazioni operative per l’erogazione del premio di 100 € ai lavoratori dipendenti, previsto all’articolo 63 del Decreto “Cura Italia”, Decreto Legge n. 18/2020.

Il Decreto “Cura Italia” infatti, tra le altre misure, ha previsto un premio di 100 € a vantaggio dei lavoratori dipendenti che abbiano svolto attività lavorativa fisicamente all’interno dell’azienda nel corso del mese di marzo 2020.

L’intenzione del Governo è intuitivamente quella di riconoscere una forma di risarcimento per il disagio subito dal lavoratore chiamato a prestare comunque servizio anche in un periodo di rischio.

Va precisato che il premio è riservato ai lavoratori dipendenti e quindi con conseguente esclusione dei lavoratori che abbiamo un rapporto di mera collaborazione, ovvero un rapporto di natura libero professionale.

Vanno considerati lavoratori dipendenti anche i soci di cooperativa che unitamente al rapporto associativo abbiano in corso un contestuale rapporto di lavoro dipendente con la società.

Il premio dei 100 € viene erogato in proporzione ai giorni di effettiva presenza in azienda nel corso del mese di marzo 2020, per l’effetto otterranno l’intero premio i lavoratori dipendenti che abbiano prestato servizio nel rispetto del loro normale orario lavorativo, all’interno della sede dell’azienda.

Ne consegue che il premio non verrà erogato in relazione a giorni di sospensione/assenza dal lavoro per ferie, malattia o congedo.

Neppure verrà erogato per il lavoratori che abbiano svolto la loro prestazione con modalità smart working, in quanto lo scopo della norma è proprio quello di compensare il disagio determinato dalla presenza fisica sul luogo di lavoro.

Va sottolineato che sono equiparati a lavoratori in azienda anche coloro che abbiano prestato lavoro in trasferta presso stabilimenti di clienti.

Essendo tale premio connesso alle giornate lavorative, hanno diritto al medesimo contributo anche i lavoratori part-time.

Nel caso in cui il lavoratore abbia in corso due rapporti di lavoro part-time, la richiesta del premio potrà essere inoltrata solo ad uno dei due datori di lavoro, indicativamente quello con rapporto di lavoro prevalente.

Il bonus è riservato ai lavoratori che abbiano percepito nel corso dell’anno 2019 un reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 € lordi fiscale.

Come chiarito dall’Agenzia dell’Entrate, ai fini della individuazione della soglia dei 40.000 € non dovranno essere calcolate le somme percepite assoggettate a tassazione separata, in particolare eventuali TFR ricevuti nel 2019.

Per poter ottenere il premio il lavoratore dovrà presentare al proprio datore di lavoro una auto-dichiarazione che attesti il non superamento della soglia dei 40.000 €; mentre per quanto riguarda il calcolo dei giorni lavorati l’operazione verrà effettuata direttamente dal datore di lavoro.

Il premio, pur venendo erogato direttamente in busta dal datore di lavoro non andrà a formare il reddito annuale e come tale sarà esente da imposte.

Il Decreto Cura Italia e il bonus di € 600.

In data 30 marzo 2020 l’INPS ha pubblicato un’ampia circolare (Circolare n.49) in cui spiega come attivare e a chi spetta il bonus da € 600 previsto dal Decreto Legge n.18/2020 – Decreto Cura Italia.

Il sito dell’istituto è stato subito intasato da migliaia di domande e l’INPS ha anche comunicato l’esistenza di possibili attacchi informatici.

In attesa del recupero di operatività del sito è opportuno chiarire chi può chiedere il bonus e come fare.

 Categorie interessate:

I titolari di una Partita Iva attiva al 23 febbraio 2020. Possono chiedere il bonus anche i partecipanti a studi professionali e i collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla gestione separata dell’INPS.

I lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’INPS, in particolare artigiani, commercianti, coltivatori diretti e imprenditori agricoli iscritti alla gestione speciale.

I lavoratori agricoli a tempo determinato che, nel 2019, abbiano effettuato almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo dipendente.

I lavoratori stagionali del turismo e stabilimenti termali, a condizione che il relativo rapporto di lavoro sia involontariamente cessato tra il 1 gennaio 2019 e 17 marzo 2020.

I lavoratori dello spettacolo con almeno trenta contributi giornalieri versati nel 2019.

 Caratteristiche del bonus e cumulabilità con altre indennità:

Il bonus di € 600 non costituirà reddito e quindi non dovrà essere dichiarato ai fini fiscali, ma di conseguenza non darà diritto a contribuzione, neppure figurativa e non darà diritto agli assegni familiari.

Il bonus non è compatibile con le pensioni dirette e quindi non verrà erogato ai titolari di pensione di qualsiasi genere, compreso l’APE sociale e l’assegno ordinario di invalidità.

Il bonus non verrà neppure erogato a coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza.

Il bonus di € 600 è invece compatibile con la indennità di disoccupazione NASPI per i lavoratori dipendenti e con la DIS-Col per i collaboratori.

 Come fare domanda:

L’INPS ha chiarito che le domande dovranno essere fatte per via esclusivamente telematica e, a tal fine, è stata prevista l’utilizzazione non necessariamente di un PIN dispositivo.

Chi non fosse in possesso del PIN può richiederlo o tramite il sito web dell’istituto, ovvero telefonando al Contact-center.

Attenzione; il Decreto Legge prevede che l’INPS dovrà monitorare il numero di domande in rapporto ai fondi stanziati, il che vuol dire che se si dovessero superare i limiti di spesa l’INPS sarà tenuta a bloccare le domande. Si tratta di un meccanismo assai criticabile che rischia di tagliare fuori anche persone che avrebbero diritto, ma si ha notizia di un intervento dello stesso INPS e delle associazioni professionali per consentire la domanda e la conseguente erogazione del Bonus a tutti i titolari del diritto.

La sospensione delle procedure di licenziamento nel Decreto “Cura Italia”

Pubblicato il Decreto Legge 17 maggio 2020 n. 18, cd. Decreto “Cura Italia”, che introduce, tra le altre, specifiche disposizioni in materia di procedure di licenziamento.

 

L’articolo 46 prevede una disposizione eccezionale e mai in precedenza verificatasi; il Decreto infatti sospende per 60 giorni dalla sua pubblicazione e quindi fino al 17 maggio 2020, la possibilità per tutti i datori di lavoro, indipendente dal numero dei dipendenti, di licenziare per motivi di carattere oggettivo e quindi collegati ad esigenze di natura aziendale.

Restano invece possibili i licenziamenti per giusta causa, ovvero i licenziamenti conseguenti a comportamenti del lavoratore.

Per il medesimo periodo e quindi fino al 17 maggio 2020 è altresì impedita l’attivazione di licenziamenti collettivi e, se già iniziate, le procedure si intendono sospese.

Occorre tuttavia sottolineare che malgrado l’articolo venga rubricato quale sospensione delle procedure di impugnazione dei licenziamenti, in effetti non si legge alcuna disposizione di sospensione dei meccanismi di impugnazione; pertanto in attesa di chiarimento, o nuove disposizioni, si consiglia vivamente ai lavoratori che abbiano già ricevuto una lettera di licenziamento di impugnarla rispettando i normali termini di decadenza di 60 giorni.

È ben vero che è stata altresì disposta una sospensione dei termini processuali, tuttavia non essendo la lettera di impugnazione al licenziamento un atto “processuale”, chi scrive ritiene che allo stato rimangono validi i termini ordinari di decadenza di 60 giorni.

Estensione dei permessi retribuiti di cui all’articolo 33 della Legge n. 104/1992

L’INPS in data 25 marzo 2020 ha emanato una circolare di chiarimenti in ordine all’aumento del numero dei permessi retribuiti, cui alla Legge n. 104/1992, previsto dall’articolo 24 del Decreto Legge “Cura Italia”.

Si tratta dei permessi retribuiti di tre giorni al mese, previsti dalla Legge n. 104/1992, a vantaggio dei lavoratori cui è stata riconosciuta una disabilità grave, ovvero ai lavoratori dipendenti che assistono un famigliare con disabilità grave.

Come è noto la disposizione di cui alla Legge n. 104/1992 si riferisce sia ai dipendenti da datori di lavoro privati, che pubblici dipendenti.

Il recente Decreto governativo aumenta i permessi di ulteriori 12 giorni da godersi nel mese di marzo e di aprile 2020. Ne consegue che, in totale, i lavoratori interessati potranno godere di 18 giorni di permesso dal lavoro e cioè i 3 di marzo, i 3 di aprile, oltre ai 12 di cui al citato Decreto Legge.

L’INPS con la circolare sopra richiamata ha opportunamente chiarito che i giorni relativi al marzo 2020 non scadono, ma possono essere interamente usufruiti anche nel mese di aprile.

L’INPS ha altresì chiarito che, anche i 12 permessi aggiuntivi, come i permessi ordinari della Legge n. 104/1992, potranno essere usufruiti in modo frazionato, anche con articolazione in ore.

Come chiedere i permessi.

Se il lavoratore ha già un provvedimento di autorizzazione ai permessi di cui alla Legge n. 104/1992, relativamente ai mesi di marzo e aprile non deve fare alcuna domanda; il proprio datore di lavoro sarà è automaticamente tenuto a considerare ed autorizzare anche i 12 giorni aggiuntivi.

Se invece il lavoratore non ha già in corso un provvedimento relativo ai mesi di marzo e aprile, deve fare domanda all’INPS, o se pubblico dipendente alla propria amministrazione, utilizzando le medesime procedure ordinarie previste per i normali permessi di cui alla Legge n. 104/1992.

Attenzione, i lavoratori per i quali è invece previsto il pagamento diretto dall’INPS, in particolare i lavoratori agricoli e i lavoratori a termine del mondo dello spettacolo, devono comunque presentare una nuova domanda all’istituto previdenziale.

Ci è stato chiesto se sia possibile moltiplicare i 12 giorni aggiuntivi del Decreto Legge “Cura Italia” per il numero di famigliari assistiti con disabilità grave.

La risposta è da ritenersi positiva nel rispetto tuttavia delle norme già in precedenza in vigore per avere la possibilità di cumulare i permessi della Legge n. 104/1992.

Si rammenta che le domande all’INPS possono essere inoltrate con le modalità consuete, ovvero tramite sito web, ma a condizione di essere in possesso del PIN, cd. dispositivo, che è quello che consente di interloquire con la Pubblica Amministrazione e non solo di visionare il proprio “cassetto previdenziale”, oppure tramite un patronato o, ancora, telefonicamente contattando il Contact-center dell’INPS.

Indennità per collaboratori sportivi.

In data 6 aprile 2020 il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha emanato di concerto con il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport il Decreto riguardante la presentazione delle domande per l’ottenimento del Bonus di 600 € a vantaggio dei collaboratori sportivi.

 

I destinatari di questa indennità sono i titolari di rapporti di collaborazione sportiva in essere alla data del 23 febbraio 2020 e ancora in corso al 17 marzo 2020, data di entrata in vigore del Decreto “Cura Italia”.

Per poter ottenere l’indennità, la collaborazione deve intercorrere con le Federazioni Sportive Nazionali, gli enti di promozione sportiva e le Associazioni sportive dilettantistiche, purché iscritte al Registro CONI.

Va chiarito che l’indennità di cui si tratta non riguarda gli sportivi che siano titolari di Partita Iva, ovvero che abbiano in corso un rapporto di Collaborazione Coordinata e Continuativa con iscrizione alla gestione separata INPS; in tali ipotesi i collaboratori sportivi potranno fare domanda all’INPS secondo le modalità previste dal decreto “Cura Italia” e non con la specifica modalità prevista dal Decreto del 6 aprile 2020.

L’indennità per collaboratori sportivi è incompatibile con le altre indennità previste dal Decreto “Cura Italia”, in modo particolare la Cassa Integrazione.

Tale indennità risulta esclusa anche per gli sportivi che percepiscano un reddito da lavoro dipendente o che abbiano percepito per il mese di marzo 2020 il reddito di cittadinanza.

La procedura per ottenere il Bonus di 600 € va esclusivamente inoltrata tramite la piattaforma informatica Sport e Salute S.p.a e si articola in 3 fasi:

· La prenotazione va effettuata inviando un SMS con proprio Codice Fiscale al numero 339.9940875. Si riceverà un codice di prenotazione con indicazione del giorno e della fascia oraria in cui sarà possibile compilare la domanda.

· Accreditamento attraverso le indicazioni ottenute successivamente alla prenotazione.

· Compilazione e invio della domanda allegando la fotocopia del proprio documento di identità e copia del contratto di collaborazione. In caso di mancanza della copia del contratto è sufficiente copia della quietanza o del bonifico bancario relativo all’avvenuto pagamento del compenso relativo al febbraio 2020.

Una volta inviata si riceverà via mail una ricevuta di corretto inoltro della domanda e il contributo dovrebbe arrivare nei successivi 30 giorni.

 

AVVOCATI RISPONDONO / Lavoro e casa: "Licenziamento disciplinare" - "Lavori straordinari in condominio"

"Avvocati rispondono", la trasmissione di pubblica utilità a cura della redazione de ilComizio.it in cui 2 avvocati professionisti del diritto, il giuslavorista Davide Pollastro e il civilista Carlo Bortolotti, rispondono alle domande dei telespettatori. In questa puntata si parla di "Licenziamento disciplinare"; cos'è, cosa significa e quali sono le norme che lo regolano e di "Lavori straordinari in condominio"; vediamo quali sono gli aspetti da conoscere per capire come funzionano.

Evra fa rima con Cantona: calcio in faccia a un tifoso. L'ex juventino rischia una lunga squalifica, ma anche licenziamento e fine della carriera

Il difensore del Marsiglia si è reso protagonista di un episodio clamoroso prima della partita di Europa League contro il Vitoria Guimaraes in Portogallo. Nel riscaldamento alcuni tifosi francesi hanno contestato i propri giocatori con cui è nata una discussione. Il terzino, che ha militato nella Juve, ha reagito colpendo al volto un supporter con un acrobatico colpo di gamba. Il club: "Un professionista deve mantenere il sangue freddo". La stampa transalpina: "Indifendibile". E i lettori vedono già i suoi scarpini appesi a un chiodo... - (VIDEO)


Risultati immagini per evra

Ora Evra rischia grosso. Il calcio in faccia a un supporter del Marsiglia prima del match di Europa League con il Vitoria Guimaraes di ieri sera potrebbe essere stato il suo ultimo gesto con la maglia dell'OM. Sui giornali francesi l'ipotesi più morbida per punire la sua follia va dai 7 mesi di squalifica fino al licenziamento. Sull'Equipé un sondaggio chiede ai lettori se l'aggressione porterà alla fine della carriera professionale del terzino ex Juve: la stragrande maggioranza dei partecipanti, quasi il 90%, ha risposto sì.

IL CLUB — Insomma il destino di Patrice sembra segnato, anche se per ora le uniche cose certe sono la squalifica per il prossimo match europeo dei francesi contro il Konyaspor e l'indagine interna aperta dal club nei suoi confronti, che però non menziona esplicitamente il gesto di Evra. Nel comunicato si legge che: "In ogni caso un giocatore professionista deve mantenere il sangue freddo di fronte alle provocazioni per quanto possano essere ingiustificabili e duri. Ma il club non può che condannare tutti i comportamenti distruttivi di pseudo tifosi che insultano i propri giocatori anziché sostenere la squadra". più dura la risposta da parte del suo allenatore Rudi Garcia: "Pat ha una certa esperienza e non deve reagire. È ovvio".

LA STAMPA — L'OM non si sbilancia, al contrario della stampa transalpina: "È indifendibile. Un gesto indicibile che potrebbe costargli caro", titola L'Equipé. Per l'altro giornale sportivo francese France Football: "Evra ha perso le staffe. È sempre più criticato per le sue prestazioni deludenti. Si tratta di un gesto che non resterà senza conseguenze".

RISCHIO — E sui giornali per lui già si parla di una sanzione alla Cantona, che nel 1995 si beccò due settimane di carcere, sentenza ridotta in appello a 120 ore di servizio civile, e sette mesi di squalifica da parte della Football Association per un gesto simile contro un tifoso del Crystal Palace nel gennaio 1995. Ma a Evra.
 
(Fonte: Gazzetta.it)
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Lavoro: "L'avvocato risponde" - Quindicesima puntata

"Il licenziamento" Il giuslavorista Davide Pollastro risponde ai quesiti dei nostri lettori e affronta i problemi che riguardano il tema occupazionale - (VIDEO)


Il giuslavorista Davide Pollastro fornisce pareri, consigli e valutazioni qualificate a chi gli sottopone le domande sui propri casi lavorativi personali. In questa puntata si spiegano Il Licenziamento, l'utilizzo delle raccomandate e delle lettere ricevute.
Questa la nostra nuova rubrica "L'avvocato risponde", dedicata ai problemi del mondo del lavoro.

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