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updated 5:02 PM UTC, Apr 1, 2020

Il calcio in fuorigioco? Gli stadi italiani sono mezzi vuoti. Scopriamo perché

L'indagine realizzata da Focus in Media, Osservatorio sulla comunicazione e i media della Fondazione per la Sussidiarietà e l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. "Si chiama disaffezione. Il distacco dei tifosi nel nostro Paese, allo stadio e davanti alla tv, dipende da fattori etici ed economici che non hanno eguali in Europa". L'intervista de ilComizio.it al sociologo Piermarco Aroldi - (VIDEO)


Anche nel 2016 l'Inter si conferma leader italiana nelle presenze allo stadio con una media di 43.595 spettatori

 


Gli stadi italiani sono semivuoti ma non e' colpa solo della tv: nel girone d'andata della Serie A, gli spettatori per partita sono stati in media 21.457, una copertura del 55% dei posti disponibili, con un calo del 4% rispetto al 2010-2011. Cifre che fanno preoccupare se paragonate alla situazione in Inghilterra e Germania, ma anche in Spagna e Francia, in cui si arriva a riempire piu' del 90% degli stadi. E' il dato che emerge dalla ricerca 'Il calcio in fuorigioco? Indagine sulla disaffezione del pubblico italiano nei confronti del sistema calcio' realizzata da Focus in Media, Osservatorio sulla comunicazione e i media della Fondazione per la Sussidiarietà e l'Universita' Cattolica del Sacro Cuore. Il calo degli spettatori, secondo l'indagine, non e' dovuto solo alla massiccia copertura mediatica del calcio. Perche', negli ultimi anni, si registrano cali del 4% anche nell'audience del campionato italiano sulle Pay Tv. Restano i picchi d'ascolto in occasione dei match più importanti come Juventus-Inter, vista su Sky e Mediaset da oltre 3 milioni e 700 mila persone, pari al 13,53% di share. La ricerca ha indagato i motivi della disaffezione verso il calcio, formulando tre ipotesi. La prima e' quella 'estetica', dovuta al peggioramento della qualita' dello spettacolo in campo e alla mancanza di servizi adeguati negli stadi che per il 44% sono stati costruiti prima del 1949. La seconda e' di natura 'organizzativa': le società calcistiche italiane non si sono dimostrate all'altezza dell'organizzazione dello spettacolo e le istituzioni di controllo non avrebbero saputo garantire una efficace vigilanza sul sistema calcio. In Italia l'anomalia, rispetto al resto d'Europa, e' rappresentata dal fatto che i ricavi dipendano per il 60% dai diritti televisivi e media. Una circostanza che si e' rivelata fattore di rischio per la tenuta del sistema stesso. Aumentano i fatturati ma anche i casi di società professionistiche che non vengono iscritte o subiscono penalizzazioni per mancato rispetto delle norme sul fair play economico (56 punti di penalità nel 2014/15 rispetto ai 28 del 2013/14 e ai 24 del 2012/13). La terza e ultima ipotesi, avanzata dalla ricerca, e' quella 'etica': i ripetuti scandali, come ad esempio Calciopoli e Scommessopoli, hanno prodotto una crisi di credibilità del sistema e una perdita di fiducia del pubblico. Lo studio documenta attraverso le interviste i diversi atteggiamenti e reazioni degli appassionati verso quello che è ancora considerato lo spettacolo più bello del mondo. "Sono sempre appassionato di calcio ma sono cambiati i punti di vista e il modo", dichiara uno spettatore. "Gli scandali che si sono susseguiti negli anni - racconta un altro intervistato - insieme ai cambiamenti nel mondo del calcio, sono uno la conseguenza dell'altro e i principali motivi che hanno determinato il mio allontanamento da questo sport. Si è perso il senso di appartenenza alla maglia, gli interessi sono fare un fuorigioco in più o un gol particolare perché magari si hanno altri fini che vanno contro la propria squadra. È un totale decadimento di valori che diventa un circolo vizioso". E ancora: "C'è come un muro. Da una parte le persone che seguono il calcio come passione, speranza, autorealizzazione; dall'altra le società sono aziende che badano al bilancio e al profitto", "Il calcio è diventato marketing, lo è sempre stato ma oggi di più. Il calcio è un po' come la musica. E' regolato dal business soprattutto a livello televisivo, con sponsor e quant'altro".

  • Pubblicato in Sport

Salvini corre verso il voto: "Fuori dall'Euro, prima gli italiani!". E annuncia una manifestazione a Napoli

Il leader leghista ribadisce la sua prioritaria battaglia per l'uscita dalla moneta unica: "Vogliamo che il Paese torni a scegliere, a crescere e sperare nel futuro; ben vengano Trump, Marine Le Pen e tutti quelli che si battono per la sovranità. Il ricatto dello spread è un giochino vecchio a cui non crede più nessuno. Alle urne da soli? O c'è un programma condiviso oppure sì, non ripeteremo gli errori del passato". Quindi rilancia lo sbarco al Sud: "Ben contento di confrontarmi con questa sfida"

Salute: gli italiani e i farmaci, la cattiva abitudine del "fai-da-te"

 Lo studio dell'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) sulla base di dati dell'Organizzazione mondiale della sanità: solo un paziente su tre segue le indicazioni dei medici. Proprio per promuovere un consumo più corretto dei medicinali sarà allestito a Milano, nell'area antistante via Mario Pagano, dal 18 al 22 febbraio, "Winter Village", il campo base della salute e della prevenzione


Italiani 'anarchici' con i farmaci: solo uno su 3 segue le indicazioni del medico, segnala l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) sulla base di dati dell'Organizzazione mondiale della sanità: a fronte di un terzo di pazienti 'disciplinati', ligi ai consigli di somministrazione forniti dai camici bianchi, un altro terzo li rispetta solo in parte e un altro terzo ancora per niente. Promuovere un consumo più corretto dei medicinali è uno degli obiettivi del 'Winter Village', il campo-base della salute e della prevenzione che sarà allestito a Milano dal 18 al 22 gennaio nell'aria antistante via Mario Pagano. L'iniziativa, illustrata oggi a Palazzo Marino, sede del Comune, è promossa da Onda grazie al contributo incondizionato di Doc Generici. Cosa spinge gli italiani al 'fai-da-te' con i farmaci? Fra le cause principali la scarsa motivazione, un'informazione inadeguata, l'insorgenza di disturbi imputati talvolta arbitrariamente al trattamento, schemi terapeutici troppo complessi e difficilmente gestibili nella quotidianità, la sostituzione di un farmaco generico con un altro equivalente, elenca Onda. Proprio su quest'ultimo aspetto, l'Osservatorio ha condotto un'indagine da cui risulta che per 3 donne su 4 la sostituzione di un generico con un altro equivalente rappresenta un problema, che in un quinto dei casi (19%) si traduce in una minore aderenza alla terapia: errori di assunzione, sospensione o interruzione. Secondo Onda non si deve puntare il dito solo sulla negligenza dei pazienti. "La scarsa aderenza coinvolge l'intero sistema socio-sanitario" e "la strategia di miglioramento dovrebbe partire da una migliore comunicazione, da un dialogo costruttivo medico-paziente e dalla semplificazione della terapia. Il Manifesto per l'aderenza alla terapia farmacologica sul territorio italiano, presentato in Senato lo scorso anno - ricorda l'Osservatorio - mira a coinvolgere tutti gli interlocutori, medici di medicina generale, specialisti, infermieri, farmacisti, caregiver e pazienti per avviare un processo di valorizzazione della relazione terapeutica fondata su 2 cardini, il dialogo e la continuità assistenziale. Un obiettivo prioritario, considerati i vantaggi di un corretto uso dei farmaci sul fronte della salute e dell'ottimizzazione delle risorse, individuali e collettive".Per 5 giorni, dalle 10 alle 19, presso il campo-base i cittadini potranno sottoporsi a check-up gratuiti con specialisti in cardiologia, diabetologia, medicina generale, ipertensione, oftalmologia, psichiatria, urologia e igiene dentale. Ci saranno inoltre 4 spazi tematici dedicati a salute e prevenzione: 'Mangia sano e bevi responsabile', l'area food dove lo chef Matteo Scibilia preparerà cibi salutari spiegando l'importanza di una corretta alimentazione; 'Coltiva la tua salute', su prevenzione e continuità delle cure; 'Esplora il tuo corpo', dove vivere un'esperienza digitale per conoscere i rischi legati agli stili di vita; 'Area conferenze' per approfondire. Per informazioni sulle varie attività, www.wintervillage.it e la pagina Facebook @ondawintervillage. Per Pierfrancesco Majorino, assessore alla Politiche sociali e Salute del Comune di Milano, "fare prevenzione, insegnare corretti stili di vita, far conoscere i rischi legati a cattive abitudini e avvicinare il medico alle persone che per paura, disattenzione o mancanza di tempo non vanno a fare alcun tipo di controllo è il modo più efficace per spingere chi ancora non lo fa a prendersi seriamente cura della propria salute".

(Fonte Adnkronos)

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