updated 2:03 PM UTC, Dec 9, 2019

"Guido Rossa infame", a Genova scritte pro Br nel giorno in cui si ricorda l'operaio ucciso dai terroristi. Mattarella: "I latitanti scontino la pena"

Alcune scritte che celebrano personaggi delle Brigate rosse e di insulti nei confronti del sindacalista Guido Rossa, ucciso dalle Br il 24 gennaio 1979, sono state scoperte dalla digos a Genova proprio nel giorno in cui Mattarella ricorda in città l'omicidio di 40 anni fa.  Oltre a "Guido Rossa infame", su un muro si leggeva "Mara Cagol, Tino Viel e Gianfranco Zola vivono" e su un altro un'ultima frase contro un giornalista, "Marco Peschiera, sciacallo"


Mattarella: Terroristi in fuga devono scontare la pena 'Guido Rossa infame', scritta choc a Genova

"Guido Rossa ebbe il coraggio di non cedere di fronte alla minaccia e alla violenza. Ha pagato, con la sua famiglia, il prezzo supremo di chi ha voluto tenere fede ai valori della Repubblica, che a Genova e nelle sue fabbriche hanno trovato radice profonda nell’impegno nato nella Resistenza". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oggi a Genova, durante il suo intervento nello stabilimento ArcelorMittal di Cornigliano per prendere parte alle celebrazioni per i 40 anni dalla scomparsa di Guido Rossa, operaio ucciso dalle Br nel 1979. "Guido Rossa - ha affermato il capo dello Stato - non indugiò a chiedersi se toccasse proprio a lui contrastare il terrorismo. Seppe battersi per tutti. Anche per chi preferiva fingere di non vedere. Anche per chi stentava a capire cosa fosse in gioco nella drammatica stagione del terrorismo, più o meno mascherato dietro deliri ideologici e sigle di maniera".

La prima pagina de Il Secolo XIX del 25 gennaio 1979

"Onoriamo oggi un uomo, un lavoratore, un militante politico e un delegato sindacale che di fronte alle forze oscure ebbe la forza di reagire e resistere" ha rimarcato il presidente della Repubblica. "Non si proponeva di diventare un eroe ma voleva essere fedele a se stesso, per la sua famiglia, la fabbrica dove lavorava e la società" ha aggiunto Mattarella che ha inoltre sottolineato l'emozione di partecipare alla cerimonia di oggi: "La democrazia prevalse e divenne più forte nel rispetto della Costituzione e grazie al movimento dei lavoratori nelle fabbriche".

Mattarella ha scandito che "l’azione delle istituzioni per ristabilire piena luce, dove questa è ancora lacunosa, non può fermarsi. Così come una definitiva chiusura di quella pagina richiede che sia resa compiuta giustizia, con ogni atto utile affinché rendano testimonianza e scontino la pena loro comminata quanti si sono macchiati di gravi reati e si sono sottratti con la fuga alla sua esecuzione".

"La memoria - ha sottolineato ancora il presidente della Repubblica - è parte vitale della costruzione del nostro futuro, non saremo mai veri protagonisti se non avremo la forza di riconoscere la continuità di valori nel cammino di cambiamento della società". Mattarella ha inoltre rimarcato: "Continueremo a custodire la memoria dei tanti che negli anni di piombo sono divenuti bersagli inermi e innocenti del terrorismo brigatista, delle sue spietate filiazioni, dello stragismo della galassia dell’eversione neofascista".

"Ancora ci chiediamo come sia potuto accadere. Ed è un interrogativo attuale per una democrazia che voglia saper vivere e affrontare le proprie contraddizioni, per impedire che forze oscure avvertano nuovamente la tentazione di tornare all’attacco" ha detto il capo dello Stato. "La nostra comunità - ha proseguito - ha superato la prova grazie alla propria coesione, rafforzata da quelle personalità e da quelle forze politiche e sociali che sono state capaci di ricostruire unità nei momenti cruciali. Grazie alla lungimiranza di uomini di governo e delle istituzioni rappresentative, alla dedizione di uomini delle forze dell’ordine, di magistrati, di sindacalisti, di insegnanti, di tanti cittadini che hanno saputo respingere la barbarie, la violenza, l’odio, la sopraffazione. A decenni di distanza, quell’impegno non può dirsi del tutto concluso".

"Il terrorismo si definisce da solo per ciò che è: attacco vile alle persone, alla loro dignità, alla vita. Aggressione alle idee, intimidazione contro la libertà di ciascuno. Tentativo di abbattere le istituzioni poste a salvaguardia di tutti", ha sottolineato Mattarella.

Durante il suo intervento, il presidente della Repubblica ha parlato anche del crollo del Ponte Morandi ed ha ricordato le vittime. "Per Genova - ha detto - c’è bisogno di colmare al più presto il gap infrastrutturale, evidenziato dal tragico, inaccettabile crollo del ponte Morandi. Anche in questa occasione desidero ricordare le vittime e rivolgere un pensiero di vicinanza ai loro familiari; così come a coloro che hanno perduto la propria abitazione. Alla città di Genova, che ha dimostrato ancora una volta i suoi valori di solidarietà, va garantito che la ricostruzione del ponte, in tempi certi, sia una priorità nazionale".

Mattarella ha inoltre ricordato Eros Cinti, l'operaio 40enne morto due giorni fa in un incidente sul lavoro all'Ansaldo Energia di Genova. ""Morti come quella di Eros Cinti sono inaccettabili - ha scandito - Dobbiamo ribadire che la sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale di cittadinanza".

 

(Fonte: Adnkronos)

Libero e il titolo sui gay, Feltri replica agli attacchi: "Non hanno letto il testo. L'omofobia ce l'ha in testa chi ci critica"

"L'omofobia ce l'ha in testa chi ci critica". Il direttore di Libero, Vittorio Feltri, replica così alle polemiche suscitate dal titolo di oggi del quotidiano ("Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay"). "Chi ci spara addosso - dice all'Adnkronos - ha letto solo il titolo ma non il testo, in caso contrario avrebbe scoperto che quei dati ci sono stati forniti dalle stesse associazioni gay. Di cosa ci si offende? Se calano fatturato e Pil c'è qualcuno che se ne rallegra? E' un titolo fattuale, come direbbe Crozza". "E' un dato di fatto - sottolinea - abbiamo citato delle cifre, cosa c'è da indignarsi? Dov'è il problema, non si può dire che aumentano i gay? Siamo forse in Iran?".

Quanto alla notizia dell'avvio della procedura interna per vagliare la possibilità di bloccare l'erogazione dei fondi residui spettanti al quotidiano, come annunciato dal sottosegretario con delega all'editoria Vito Crimi, Feltri dichiara: "Si parla da mesi del blocco dei fondi, chiamano i giornalisti 'puttane' e nessuno si scandalizza. Danno soldi a cani e porci e poi - conclude - dicono che siamo noi a uccidere la democrazia".

 

(Fonte: Adnkronos)

Gino Strada spranga il governo: "Metà fascisti e metà coglioni". Poi insulta Salvini che replica: "Finita la mangiatoia, stanno impazzendo. L'Italia ha rialzato la testa"

Violento attacco del fondatore di Emergency all'esecutivo Lega-M5S dai microfoni di Radio Capital prendendosela in particolare col ministro dell'Interno definito "un fascistello": "Mi stupisce la sua completa disumanità. Il suo atteggiamento non è soltanto non solidale, indifferente, gretto, ignorante, ma criminale". Il vicepremier leghista risponde via social: "Mandiamo baci a chi ci odia"


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Gino Strada spara a zero sul governo. "Quando si è governati da una banda dove la metà sono fascisti e l'altra metà sono coglioni non c'è una grande prospettiva per il Paese", dice il fondatore di Emergency a Circo Massimo, su Radio Capital. "Sui migranti ormai il Movimento 5 Stelle è sulla linea di Salvini: un segnale terribile. La priorità è salvare vite umane, non uccidere. E invece li stanno uccidendo". La responsabilità, secondo Strada, va però oltre i confini nazionali: "In Europa abbiamo una classe dirigente che dovrebbe essere processata per crimini contro l'umanità davanti alla Corte internazionale dei diritti dell'Aja", attacca. "Queste persone stanno condannando a morte decine di migliaia di esseri umani. Non esiste porto chiuso o porto aperto: qui stiamo ammazzando persone".

Matteo Salvini è "un fascistello che indossa tutte le divise possibili eccetto quella dei carcerati", afferma ancora Strada aggiungendo: "Mi stupisce la sua completa disumanità. Il suo atteggiamento non è soltanto non solidale, indifferente, gretto, ignorante, ma criminale". E in strada c'è anche chi gli bacia la mano: "Esiste anche questo - ragiona - è la parte peggiore del nostro Paese, quella più gretta, che vuole puntare il dito contro qualcuno - e il dito si punta sempre contro chi sta sotto, non contro chi sta sopra". "È il Paese che non mi piace. E ci troviamo di fronte a una classe dirigente che, anziché risolvere i problemi degli italiani, ruba in Italia decine di milioni, come ha fatto la Lega, e diminuisce i fondi per la cooperazione internazionale", conclude Strada.

"Gino Strada mi definisce oggi 'disumano, gretto, ignorante, fascistello, criminale'. Solo??? Evidentemente la fine della mangiatoia dell'immigrazione clandestina li sta facendo impazzire. L'Italia ha rialzato la testa, possono insultarmi mattina, pomeriggio e sera: tutte medaglie, io non mollo!!! Grazie amici, vi voglio bene, e a chi ci odia mandiamo baci", replica su Facebook, il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

 

(Fonte: Adnkronos)

Sbarchi, i numeri della linea Salvini: dall'inizio dell'anno 155 arrivi contro i 2.730 del 2018 nello stesso periodo. Il ministro esulta: "Finiti gli affari di scafisti, trafficanti e mafiosi"

I dati pubblicati dal Viminale con un report aggiornato alle 8 di questa mattina. Il leader leghista sicuro della sua politica: "Meno partenze, meno morti". Ieri la Guardia costiera libica aveva recuperato aveva recuperato 393 migranti riportandoli indietro. E Di Maio attacca la Francia: "Apra i suoi porti" 


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Tutti sani e salvi, e riportati indietro, i 393 immigrati recuperati dalla Guardia Costiera libica nella giornata di ieri. Lo fa sapere il Viminale. In particolare, 143 sono stati riportati a Tripoli, 144 a Misurata, 106 ad al-Khoms. "La collaborazione funziona, gli scafisti, i trafficanti e i mafiosi devono capire che i loro affari sono finiti. Meno partenze, meno morti, la nostra linea non cambia”, commenta il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

I migranti sbarcati in Italia dall'inizio dell'anno, ad oggi, sono 155. L'anno scorso erano stati 2.730. Lo si apprende dai dati del Viminale.
Le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco da parte dei migranti sono: 57 provenienti dal Bangladesh, 38 dall'Iraq, 31 dalla Tunisia, 13 dall'Iran, 9 dall'Egitto, 2 dalla Russia, 2 dal Sudan, 2 dal Pakistan, uno dal Gambia.

Di Maio, salvataggi in mare spettano a Libia  - "Abbiamo richiamato la guardia costiera libica perché ci aspettiamo da loro i salvataggi in mare". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio parlando a Rtl 102,5 della nuova emergenza migranti di ieri. Nel corso della trasmissione, il vicepremier ha poi ribadito le critiche alla Francia ed è tornato sul 'franco delle colonie' con cui Parigi "impoverisce" l'Africa. "Per far restare gli africani in Africa - ha sottolineato - basta che i francesi stiano a casa loro. La Francia cominci ad aprire i porti. I migranti li portiamo a Marsiglia finché non la smettono di stampare a Lione la moneta per l'Africa".

 

(Fonte: Ansa)

Oggi è il giorno più triste dell'anno anno? In realtà è una baggianata pazzesca. Ecco la verità sul "Blue Monday"

Il terzo lunedì di gennaio è stato classificato come il giorno più cupo, malinconico e deprimente da affrontare nell'arco dei dodici mesi. E' il frutto di una curiosa equazione sviluppata quindici anni fa da uno psicologo inglese. Le smentite degli esperti e il fine commerciale dell'operazione fanno meritare alla teoria in questione uno dei più celebri commenti fantozziani...


Il giorno più triste dell'anno? E' oggi. Ricorre il terzo lunedì di gennaio il Blue Monday, 24 ore ritenute ormai come le più nere da affrontare nell'arco di 12 mesi. Un lunedì solitamente cupo, malinconico e tra i più deprimenti dell'anno per molte persone. A coniare l'espressione "Blue Monday" è stato, quindici anni fa, Cliff Arnall, uno psicologo, life coach e consulente inglese, che ha sviluppato un'equazione per calcolare quale fosse il giorno più triste dell'anno.

Una formula, quella di Arnall, che prende in considerazione diversi fattori, come la fine delle vacanze di Natale, il meteo, l'inizio della settimana (lunedì), i soldi spesi per gli acquisiti natalizi, ma che è stata smentita da psicologi ed esperti. Nel 2005 Arnall creò la formula per l'azienda di viaggi inglese Sky Travel, che diede i natali all'espressione "Blue Monday", in una campagna pubblicitaria per sponsorizzare i viaggi anche in inverno. Da allora, il terzo lunedì del mese viene celebrata questa "triste ricorrenza".
 
La vicenda del "lunedì nero" è in realtà piuttosto controversa. I più critici sostengono il tutto una "pseudoscienza", e anche il suo inventore, il dottor Cliff avrebbe riconsiderato l'intera faccenda, dichiarando che l'equazione da lui sviluppata non ha molto senso.
 
 
(Fonte Adnkronos)

Scopriamo Piattaforma Milano e cosa rimprovera alla giunta Sala. Parla Matteo Forte: "Più città, meno Comune" (VIDEO)

La nostra intervista a Matteo Forte, consigliere comunale di Milano popolare, a margine dell'incontro di Piattaforma Milano. Un'occasione per fare il punto sulla città a metà mandato dell'amministrazione Sala cui non sono state risparmiate diverse critiche. Scopriamo di cosa si tratta - (VIDEO)


"Sabato mattina al Teatro Parenti abbiamo lanciato Piattaforma Milano, iniziando con l'ascoltare realtà, associazioni, comitati di quartiere, poi corpi intermedi, forze sociali e associazioni di categoria. Non è l'ennesima sigla, perché Paiattaforma Milano vuole unire e non dividere. Non è una lista civica, perché vuole essere innanzitutto un metodo di lavoro per coinvolgere la città, che è infinitamente più grande della sua amministrazione. Oggi abbiamo voluto porre le basi per iniziare un percorso che - a cominciare da Milano - getti le basi per costruire un'alternativa liberale e popolare tanto al neo-statalismo romano quanto al dirigismo "decentrato" del Pd milanese. Prossimo appuntamento previsto per il 31 marzo, per scegliere col voto chi compone il coordinamento di Piattaforma Milano". Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook, Matteo Forte, consigliere comunale di Milano popolare, tra i promotori di Piattaforma Milano.

Immigrazione e sbarchi, da inizio anno raddoppiati gli arrivi via mare in Europa rispetto allo stesso periodo del 2018. La Spagna guida la classifica con l'80% del totale

Nei primi 16 giorni di quest'anno 4.216 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare, un dato pari a quasi il doppio rispetto ai 2.365 dello stesso periodo dell'anno scorso. Lo riportano i dati dell'Oim, l'organizzazione mondiale per le migrazioni, confermando che l'aumento del flusso irregolare riguarda soprattutto la Spagna che è la destinazione di arrivo dell'80% del totale degli arrivi attraverso il Mediterraneo: solo dal 13 al 16 gennaio, sono arrivati nel Paese 3.367 individui oltre il doppio rispetto ai 1.609 dello stesso periodo di un anno fa. Dall'inizio del 2019, 83 migranti e rifugiati hanno perso la vita nel Mediterraneo mentre tentavano di giungere in Europa, rivela ancora l'Oim. Gli 83 decessi registrati sulle tre rotte principali del Mediterraneo dal 1 al 16 gennaio scorso, sono invece in calo rispetto ai 199 dello stesso periodo 2018.

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Esteri

Sanremo, svelato il cachet di Baglioni: 585.000 Euro, come l'anno scorso. Si tratta sui contratti di Bisio e Virginia Raffaele: ecco le cifre

La Rai stoppa le polemiche e, dopo le indiscrezioni di stampa, svela il cachet di Claudio Baglioni. Il compenso del direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2019 "è pari a 585.000 Euro, identico a quello dello scorso anno senza alcuna variazione", rende noto un comunicato di Viale Mazzini - (CONTINUA A LEGGERE)...


"L'impegno contrattuale di Baglioni per l'edizione 2019 - si fa notare - è iniziato a giugno 2018 e quindi ben 5 mesi prima rispetto all'edizione precedente che, si ricorda, ha ottenuto una media di 10.971.493 spettatori con il 52% di share". La Rai ribadisce inoltre "che i costi complessivi della 69° edizione sono in linea con quelli precedenti. Più in generale l'azienda rende noto che gli uffici dell'ad Fabrizio Salini stanno ultimando un piano di razionalizzazione e di contenimento dei cachet per conduttori e talent", conclude la nota.

La precisazione di Viale Mazzini arriva dopo le indiscrezioni del Corriere della Sera. "I corridoi della Rai raccontano - si legge sul quotidiano - che per Baglioni sarebbe pronto un compenso da 700 mila euro e che la sua situazione sarebbe ormai definita a differenza di quella di Claudio Bisio e Virginia Raffaele", per i quali si parla di un precontratto già firmato "per una cifra di 450mila euro (lui) e 350mila (lei)". Si tratta di "numeri in linea con il mercato televisivo (se no vanno tutti a Mediaset) e in equilibrio - si spiega - con quelli dello scorso anno quando Baglioni incassò 600 mila euro (quest’anno il ritocco all’insù è giustificato dal grande successo del Sanremo 2018), mentre Michelle Hunziker e Favino si portarono in banca rispettivamente 400mila e 300mila euro".

Il quotidiano scrive anche che in Rai si cercherebbe di rivedere al ribasso le cifre per Bisio e Raffaele, trattandosi ancora di un precontratto, che è cosa diversa da un contratto. "Si dice che Viale Mazzini vorrebbe arrivare a 250mila euro per Bisio e a 150mila per Virginia Raffaele e sarebbe in corso una trattativa con l’agente Beppe Caschetto, che ha nella sua scuderia la comica e si sarebbe comunque occupato anche del contratto di Bisio".

 

(Fonte: Adnkronos)

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