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updated 10:03 PM UTC, Feb 19, 2020

Salvini a Pontida si candida a premier e ne ha per tutti: attacca giudici e banche e promette "mano libera" alle Forze dell'ordine. Nasce la nuova Lega "nazionale"?

Il segretario parla ai suoi dal palco del tradizionale raduno bergamasco e ribadisce la linea "post padana" del Carroccio: "Dalle Alpi alla Sicilia riprendiamo in mano il nostro Paese". E annuncia battaglia sui reati d'opinione: "Al governo cancelleremo la legge Mancino e la legge Fiano, le idee non si processano, queste cose si facevano in Unione sovietica". Bossi per la prima volta non viene fatto parlare, Maroni critico - (VIDEO)


FORZE DELL'ORDINE - "Quando saremo al governo daremo mano libera agli uomini e alle donne delle forze dell'ordine per poterci difendere e riportare siurezza onestà e pulizia nelle nostre città". E' un passaggio dell'intervento di Matteo Salvini, nel raduno di Pontida.

"Noi stiamo con le forze dell'ordine, stiamo con chi ci difende senza 'se' e e senza ma'. Se su centinaia di migliaia di poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, forestali e agenti della polizia penitenziaria ce ne sono due che sbagliano, quei due e quei due soli visto che hanno sbagliato, dovranno pagare fino in fondo -afferma-. Ma quando andiamo al governo, daremo mano libera agli uomini e alle donne delle forze dell'ordine per poterci difendere e riportare sicurezza onestà e pulizia nelle nostre città".

GOVERNO - "Da oggi parte una lunga marcia per cambiare il Paese e andare al Governo", dice il segretario federale della Lega Nord. "L'anno prossimo - dice - saremo a Pontida con la Lega e il Centrodestra al Governo e con l'Italia che riparte nel nome del lavoro, della sicurezza e della democrazia. Qualche giudice che vuole fermare un partito o finire sul giornale, magari rispondendo agli ordini di qualcun altro, non può mettere il bavaglio a un milione di militanti".

A chi gli chiede come farà ora la Lega, dopo il sequestro dei conti: "Andiamo avanti senza soldi, aiutati dei cittadini. chiederemo aiuto agli italiani", spiega Salvini. Quanto a Silvio Berlusconi, "non l'ho sentito, ma in questi giorni ho parlato poco al telefono", aggiunge. E su un incontro con il leader di Forza Italia a settembre afferma: "può essere, siamo solo a metà mese".

BOSSI - Quest'anno al raduno di Pontida non ha parlato Umberto Bossi. La decisione l'ha presa il segretario federale, che precisa: "A Pontida ci siamo tutti", anche Umberto Bossi, "ma nei momenti eccezionali parla uno". Dal canto suo, il Senatur ha fatto sapere di essere "abbastanza" arrabbiato per l'esclusione dalla scaletta degli interventi. "Salvini - dice ai giornalisti - mi ha detto che non voleva farmi fischiare, ma è un segnale che devo andarmene via".

MARONI - Che Umberto Bossi non abbia parlato al raduno della Lega, "mi dispiace perché Pontida è Bossi - dice il governatore della regione Lombardia, Roberto Maroni -. La decisione l'ha presa il segretario Matteo Salvini. Per me Bossi a Pontida ha sempre diritto di parola".

VIA LEGGE FIANO E MANCINO - Parlando dal palco, Salvini annuncia che una volta al Governo, "la legge Mancino e la legge Fiano le cancelleremo, perché solo in Unione sovietica processano le idee". "Si comportano come in un regime", aggiunge.

GIUDICI ELETTI DA POPOLO - Il segretario della Lega scalda poi i suoi militanti con una proposta di legge per "giudici eletti direttamente dal popolo". "Devono solo dire 'sì o no'", dice il segretario della Lega Nord. Quanto al sequestro dei conti della Lega, il leader del Carroccio sottolinea: "Se pensano di bloccarci rubando il frutto del nostro lavoro hanno sbagliato a capire, i giudici andassero a sequestrare i conti dei mafiosi in giro per l'Italia perché qui c'è gente per bene".

BANCHE - Citando i casi di Banca Etruria e delle banche venete, Salvini commenta: "Quando andremo al Governo, qualcuno di questi banchieri, di questi signori che oggi, dopo tutto quello che è successo, vanno in giro con l'autista, andrà in galera e sono i loro conti correnti che verranno sequestrati".

VACCINI - Sulla questione dei vaccini obbligatori, Salvini afferma che "sono un regalo miliardario a qualche multinazionale" mentre "un Paese serio e un Paese libero che mette in vena dieci vaccini in poco tempo deve garantire esami gratuiti per-vaccinali". Il segretario della Lega annuncia inoltre che una volta al Governo, abolirà il decreto Lorenzin.

  • Pubblicato in Politica

Tutto Renzi a Milano: attacco ai Cinque Stelle e parole forti sulle intercettazioni. Il sospetto di un complotto istituzionale?

Nei video de ilComizio.it l'intervento del segretario del Pd alla Scuola di partito Pier Paolo Pasolini alla fondazione Feltrinelli, nata da un'idea del professor Massimo Recalcati. Dalla giustizia all'economia, dalla comunicazione all'idea di "potere", il leader dem a 360 gradi. Da ascoltare bene... - (VIDEO)


 

"Il vero tema non è l'intercettazione, il rapporto padre e figlio. L'intercettazione è illegale per chi la pubblica. Il tema è capire se negli ultimi mesi un pezzo delle istituzioni ha fabbricato prove false verso rappresentanti delle istituzioni".

Il dibattito sulle intercettazioni "è una gigantesca arma di distruzione di massa".

"Il  Pd deve essere sempre dalla parte della giustizia. Che non può essere giustizialismo, subalternità culturale, per cui si chiedono le dimissioni dei politici se arriva un avviso di garanzia. Facendo passare il messaggio che l’avviso di garanzia è attestato di colpevolezza. Noi siamo dalla parte dell’onestà e della giustizia. Non abbiamo niente da temere e vogliamo solo che si rispettino le leggi. Da parte di tutti". 

Così Matteo Renzi intervenendo a Milano alla Scuola di partito Pier Paolo Pasolini

 

La delibera del condominio non ti piace? Che cosa si può fare e come. Lo spiega l'avvocato

Le decisioni prese nelle assemblee spesso non soddisfano o trovano apertamente in disaccordo alcuni proprietari di casa. Esiste quella che in termini legali è definita "impugnazione", ovvero la possibilità di far valere le proprie ragioni di dissenso in Tribunale. La questione necessita però di alcuni chiarimenti. La parola all'avvocato Carlo Bortolotti, civilista milanese esperto della materia condominiale


 
 
Impugnazione della delibera assembleare, cosa fare in concreto

Sono frequenti i casi nei quali uno o più condomini, sulla base di ragioni più o meno fondate, ritengono altamente negativa, e persino dannosa, una delibera assunta dall'assemblea del condominio, al punto da desiderarne ed invocarne la revoca o annullamento.
 
Che fare concretamente in questi casi?
 
In primo luogo, occorre sottolineare con molta chiarezza che non è possibile impugnare qualunque delibera assembleare, sul solo presupposto che prescriva qualcosa che risulti poco gradito o che incontri l'aperta ostilità di diversi condomini, poiché, molto semplicemente, è proprio a tal fine che esistono le norme circa l'approvazione delle delibere stesse per votazione comune; l'impugnazione della delibera, di contro, deve avere fondamento in una violazione di legge (anche circa l'iter formativo della delibera stessa e dell'assemblea votante), del regolamento del condominio o nella previsione o avallo di una situazione, di fatto o giuridica, manifestamente dannosa per il condominio o per gli interessi specifici di un condomino.
 
Possono impugnare la delibera i condomini dissenzienti o assenti all'assemblea, a patto che non abbiano conferito delega ad un soggetto che abbia votato a favore, o anche gli astenuti, nel termine perentorio di 30 giorni dalla delibera stessa per i dissenzienti o astenuti presenti e, per gli assenti, dal momento di ricevimento del verbale.
 
Ai fini della valida impugnazione e dell'interruzione dei relativi termini, non è affatto sufficiente una diffida, ancorché per raccomandata o pec: con l'introduzione della mediazione obbligatoria in materia condominiale, l'impugnazione deve essere proposta, prima, con tale mezzo e solo all'eventuale fallimento di tale procedura (che ha un'assai bassa percentuale di definizione, ad onor del vero), sarà possibile adire il Tribunale ordinario, avanti il quale, è bene ricordare, l'onere della prova della violazione di legge, regolamento o lesione grave d'interessi meritevoli di tutela, grava interamente sul condomino.

In ultimo, si rammenta che la delibera rimane valida ed operante anche in caso d'impugnazione proposta nei termini e, questo, sino a sentenza finale, a meno che, insieme all'impugnazione, non si alleghi un'apposita istanza di sospensione della delibera medesima per gravi motivi, inerenti il rischio di un danno irreparabile.

Avv. Carlo Bortolotti

 
 
STUDIO LEGALE BORTOLOTTI
 
C.so Buenos Aires, 45 - 20124 MILANO
tel. 02.39562104 - fax 02.45485345 
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

Trump va avanti come un carrarmato: firmato il nuovo ordine che blocca l'ingresso negli Usa da sei Paesi islamici

Come era stato annunciato, rimosso l'Iraq dalla lista degli Stati sottoposti al temporaneo divieto, per 90 giorni; restano quindi Iran, Libia, Siria, Sudan, Somalia e Yemen. Confermato lo stop all'accoglienza di tutti i rifugiati per 120 giorni, mentre è stata cancellata la misura che vietava, nel testo bocciato dai giudici, l'accesso ai rifugiati siriani a tempo indefinito


Donald Trump ha firmato il nuovo ordine esecutivo per vietare l'ingresso ai cittadini di sei Paesi a maggioranza musulmana. A differenza del primo ordine non vi è stata nessuna cerimonia pubblica di firma, ma la Casa Bianca ha pubblicato su Twitter una foto del presidente che firma "un nuovo ordine esecutivo per mantenere il Paese sicuro".

In contemporanea alla diffusione del comunicato della Casa Bianca, con il testo del nuovo decreto, che la stampa americana ha già battezzato 'Travel Ban 2.0', hanno rilasciato una dichiarazione alla stampa il segretario di Stato, Rex Tillerson, il segretario per la Sicurezza Interna, John Kelly e l'attorney general, Jeff Sessions.

 

 

Come era stato annunciato, il nuovo ordine rimuove l'Iraq dalla lista dei sette Paesi i cui cittadini saranno sottoposti al temporaneo divieto, per 90 giorni, di ingresso negli Stati Uniti, che sono quindi: Iran, Libia, Siria, Sudan, Somalia e Yemen. Confermato lo stop per 120 giorni all'ingresso di tutti i rifugiati per 120 giorni, mentre è stata rimossa la misura che vietava nel testo bloccato dai giudici l'ingresso a tempo indefinito per i rifugiati siriani.

E' stata anche abolita anche la misura che dava accesso prioritario alle minoranze religiose in questi Paesi mediorientali, come i cristiani, una volta ristabilito il programma di ingresso dei rifugiati. Misura che era stata considerata la prova che quello della Casa Bianca fosse un 'muslim ban".

Inoltre, nel testo si specifica che nessun "visto da immigrato o di altra natura emesso prima dell'effettiva entrata in vigore dell'ordine potrà essere revocato". Viene così confermato che non dovrebbero esserci le clamorose conseguenze per persone con il visto, o addirittura la green card, che sono state bloccate negli aeroporti dopo l'immediata, caotica entrata in vigore del primo decreto alla fine di gennaio. Dalla Casa Bianca è stato indicato che l'entrata in vigore di questo decreto è stata fissata per il 16 marzo, anche questa considerata una mossa per evitare il caos, le proteste, le critiche internazionali e l'intervento dei magistrati del mese scorso. (Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Esteri
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