Attenzione
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 993

Milano, scattava fotografie nella piazza degli islamici: aggredito cronista di Libero

La denuncia di Andrea E. Cappelli, preso a calci e pugni giovedì sera da un gruppo di giovani arabi in piazzale Selinunte, zona S. Siro, ad altissima concentrazione di immigrati. Il collega stava semplicemente raccogliendo materiale per un servizio quando purtroppo per lui è stato "beccato". Soccorso da alcuni anziani italiani dopo essere stato costretto a scappare per evitare guai peggiori - (LEGGI)


L'articolo di Andrea E. Cappelli su Libero

Nel raccontarvi cosa mi è successo giovedì notte - in piazzale Selinunte a Milano - mentre svolgevo il mio lavoro di cronista dirò soltanto la verità, nient’altro che la verità, attenendomi ai fatti.

Giovedì sera, intorno a mezzanotte, sono stato aggredito da tre ragazzi arabi. Dopo aver subito qualche percossa sono riuscito a divincolarmi, chiedendo aiuto a gran voce. Attorno a me soltanto musulmani, un centinaio di musulmani che ogni sera, in periodo di Ramadan, si riversano nelle strade e nelle piazze del quartiere, facendo bisboccia fino a tarda notte. Fortunatamente un gruppo di cinque anziani, italiani residenti in zona, hanno sentito le mie grida. Dopo avermi soccorso, hanno atteso assieme a me l’arrivo della polizia.

Procediamo con ordine: su segnalazione di molti cittadini e di un consigliere del Municipio 7 (Francesco Giani) la notte di giovedì sono andato in piazzale Selinunte - vicino a San Siro - per un sopralluogo.

Continua a leggere su liberoquotidiano.it

Festa della Repubblica? La lezione di Toni Capuozzo sul 2 giugno: "Ecco perché non guarderò la parata. Ma vi racconto che cos'è per me la patria, che amo come amavo mio padre"

L'interessante messaggio del giornalista, che ha una lunga storia da inviato di guerra, sempre a fianco delle Forze Armate. Uno scritto controcorrente che tocca sentimenti profondi, come quelli, sovrapponibili, per la sua terra e per il genitore. Non a caso i due termini hanno la stessa radice


Patrie e padri

Non vedrò neppure in televisione la sfilata del 2 giugno, e un po' mi dispiace (mi piacerebbe in particolare vedere sfilare gli alpini, i parà del 183 con cui ho diviso un periodo a Kabul, i marò... ho un debole quasi infantile per la fanfara dei bersaglieri e il passaggio delle Frecce.). Mi dispiace perché, pur avendo fatto malvolentieri la naja, ho imparato ad apprezzare quegli italiani in divisa. Ma non sopporto i commenti, e certa retorica.

Se avete pazienza, vorrei dire due cose sull'idea di patria. Sono affezionato all'idea delle piccole patrie, non ostili alle patrie più grandi, e che anzi riempiono l'idea di cose concrete: il senso della comunità, gli accenti, i ricordi comuni. Ma se me lo chiedessero a bruciapelo - "ami la Patria ? " - dovrei fare un discorso strano, per non ripetere quel che mi insegnarono alle elementari, o le lezioni di mia madre che esponeva un vecchio tricolore nei giorni di festa.

Dovrei andare, per restare in famiglia, al ricordo di mio padre, che ho perso quand'ero ancora abbastanza giovane.

Un padre con cui mi ero scontrato, senza avere il tempo, poi, di invecchiare insieme, di riconoscerci più simili di quanto pensassimo. Dunque il ricordo di mio padre, con gli anni, si è un po' affrancato dalla gratitudine inevitabile, per quello che ha fatto per me, o dalla stima postuma per quello che è stato. In modo più complice il suo ricordo, e il mio affetto per quel ricordo, si è legato alle sue debolezze, ai suoi difetti, ai suoi limiti, ai suoi tic.

E' facile amare il superman che ti solleva in braccio da bambino. Più difficile, ma per me più bello, amare le sue sconfitte, e riconoscersi affettuosamente in esse, e ricordare certi tratti del suo carattere che allora non sopportavi, o ti indignavano, o ti spingevano a ribellarti, o te ne vergognavi, e adesso sono le ragioni per cui vuoi bene al suo ricordo.

Dico questo perché la radice delle parole "padre" e "patria" sono le stesse. E come puoi voler bene a una patria come questa nostra, così scassata e modesta, così difettosa e ingrata ? Io le voglio bene come a mio padre: proprio con l'affetto che si deve a chi ha i suoi difetti, che assomigliano ai miei, con l'abbraccio con cui si va incontro alle bellezze sciupate, agli accenti familiari anche quando straparlano. Magari non dico viva il 2 giugno, ma non la dimentico il 3 o il 4.

(Dalla pagina Facebook di Toni Capuozzo)

Elezioni anticipate, Sala avverte i suoi: "Chi si candida lasci subito la giunta per rispetto della città"

Il sindaco di Milano, a margine delle celebrazioni del 2 giugno per la Festa della Repubblica, parla delle ipotesi di rimpasto nel caso qualche assessore comunale dovesse impegnarsi nelle prossime politiche o regionali che sembrano avvicinarsi: "Non voglio fermare nessuno nelle legittime ambizioni che tutti possono avere, ma le regole sono chiare: "Se qualcuno decide di percorrere un'altra via deve abbandonare l'amministrazione il giorno stesso" - (VIDEO)


Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha parlato al termine della cerimonia dell'alzabandiera per la Festa della Repubblica in Piazza Duomo. Tra i temi affrontati coi giornalisti quello di un possibile rimpasto in giunta, qualora qualche assessore (si è parlato di Carmela Rozza) si candidasse alle prossime elezioni politiche o regionali anticipate.

"Io non voglio fermare nessuno nelle legittime ambizioni che tutti possono avere. Non ritengo - ha dichiarato il primo cittadino - che ci sarà un grandissimo rimpasto, ma le regole sono chiare: se qualcuno decide di percorrere un'altra via, più che legittimamente, deve lasciare il giorno stesso la giunta perché la cosa che non posso permettere è che Milano abbia la sensazione di una giunta disattenta. In ogni caso - ha chiarito oggi Sala - sceglierò come ho sempre fatto con la mia testa come ricostruire la giunta. Onestamente, però, non mi aspetto una grande migrazione, ma chi si candida deve lasciare immediatamente per rispetto della città".

Berlusconi chiama a raccolta gli elettori in vista del voto dell'11 giugno: "Da Forza Italia un vero stop all'immigrazione"

Il leader azzurro pubblica un videomessaggio su Facebook a dieci giorni dal primo turno delle prossime comunali: "Votare noi Votare Forza Italia significa far sentire alta la voce degli italiani, che chiedono meno tasse sulle famiglie, sulle imprese, sul lavoro, che chiedono più sicurezza, che chiedono meno burocrazia e naturalmente più posti di lavoro" - (VIDEO)


Silvio Berlusconi torna a fare sentire direttamente la sua voce in vista delle elezioni amministrative dell'11 giugno 2017. Lo fa con un videomessaggio pubblicato su Facebook nel quale invita gli elettori a "sposare" Forza Italia. "Non abbiamo scelto donne e uomini di partito che hanno già fatto politica, abbiamo scelto il meglio che offre la società civile, il mondo del lavoro, il mondo delle aziende, il mondo delle professioni, della cultura. Quindi non professionisti della politica ma cittadini come voi e come noi, che sentono il dovere di mettere al servizio della collettività la propria competenza, il proprio tempo e il proprio lavoro", dice l'ex premier.

Il leader di Forza Italia pone l'accento sui punti fondamentali del programma elettorale azzurro, tra i quali spicca "uno stop vero all'immigrazione". Berlusconi afferma: "Votare Forza Italia significa far sentire alta la voce degli italiani, che chiedono meno tasse sulle famiglie, sulle imprese, sul lavoro, che chiedono più sicurezza, che chiedono meno burocrazia e naturalmente più posti di lavoro, che chiedono anche meno vincoli europei e uno stop vero all'immigrazione". 

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

-2°C

Milano

Clear

Humidity: 39%

Wind: 9.66 km/h

  • 03 Jan 2019 3°C -3°C
  • 04 Jan 2019 2°C -6°C