updated 2:10 PM UTC, Jan 22, 2019

Sbarchi, i numeri della linea Salvini: dall'inizio dell'anno 155 arrivi contro i 2.730 del 2018 nello stesso periodo. Il ministro esulta: "Finiti gli affari di scafisti, trafficanti e mafiosi"

I dati pubblicati dal Viminale con un report aggiornato alle 8 di questa mattina. Il leader leghista sicuro della sua politica: "Meno partenze, meno morti". Ieri la Guardia costiera libica aveva recuperato aveva recuperato 393 migranti riportandoli indietro. E Di Maio attacca la Francia: "Apra i suoi porti" 


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Tutti sani e salvi, e riportati indietro, i 393 immigrati recuperati dalla Guardia Costiera libica nella giornata di ieri. Lo fa sapere il Viminale. In particolare, 143 sono stati riportati a Tripoli, 144 a Misurata, 106 ad al-Khoms. "La collaborazione funziona, gli scafisti, i trafficanti e i mafiosi devono capire che i loro affari sono finiti. Meno partenze, meno morti, la nostra linea non cambia”, commenta il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

I migranti sbarcati in Italia dall'inizio dell'anno, ad oggi, sono 155. L'anno scorso erano stati 2.730. Lo si apprende dai dati del Viminale.
Le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco da parte dei migranti sono: 57 provenienti dal Bangladesh, 38 dall'Iraq, 31 dalla Tunisia, 13 dall'Iran, 9 dall'Egitto, 2 dalla Russia, 2 dal Sudan, 2 dal Pakistan, uno dal Gambia.

Di Maio, salvataggi in mare spettano a Libia  - "Abbiamo richiamato la guardia costiera libica perché ci aspettiamo da loro i salvataggi in mare". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio parlando a Rtl 102,5 della nuova emergenza migranti di ieri. Nel corso della trasmissione, il vicepremier ha poi ribadito le critiche alla Francia ed è tornato sul 'franco delle colonie' con cui Parigi "impoverisce" l'Africa. "Per far restare gli africani in Africa - ha sottolineato - basta che i francesi stiano a casa loro. La Francia cominci ad aprire i porti. I migranti li portiamo a Marsiglia finché non la smettono di stampare a Lione la moneta per l'Africa".

 

(Fonte: Ansa)

Oggi è il giorno più triste dell'anno anno? In realtà è una baggianata pazzesca. Ecco la verità sul "Blue Monday"

Il terzo lunedì di gennaio è stato classificato come il giorno più cupo, malinconico e deprimente da affrontare nell'arco dei dodici mesi. E' il frutto di una curiosa equazione sviluppata quindici anni fa da uno psicologo inglese. Le smentite degli esperti e il fine commerciale dell'operazione fanno meritare alla teoria in questione uno dei più celebri commenti fantozziani...


Il giorno più triste dell'anno? E' oggi. Ricorre il terzo lunedì di gennaio il Blue Monday, 24 ore ritenute ormai come le più nere da affrontare nell'arco di 12 mesi. Un lunedì solitamente cupo, malinconico e tra i più deprimenti dell'anno per molte persone. A coniare l'espressione "Blue Monday" è stato, quindici anni fa, Cliff Arnall, uno psicologo, life coach e consulente inglese, che ha sviluppato un'equazione per calcolare quale fosse il giorno più triste dell'anno.

Una formula, quella di Arnall, che prende in considerazione diversi fattori, come la fine delle vacanze di Natale, il meteo, l'inizio della settimana (lunedì), i soldi spesi per gli acquisiti natalizi, ma che è stata smentita da psicologi ed esperti. Nel 2005 Arnall creò la formula per l'azienda di viaggi inglese Sky Travel, che diede i natali all'espressione "Blue Monday", in una campagna pubblicitaria per sponsorizzare i viaggi anche in inverno. Da allora, il terzo lunedì del mese viene celebrata questa "triste ricorrenza".
 
La vicenda del "lunedì nero" è in realtà piuttosto controversa. I più critici sostengono il tutto una "pseudoscienza", e anche il suo inventore, il dottor Cliff avrebbe riconsiderato l'intera faccenda, dichiarando che l'equazione da lui sviluppata non ha molto senso.
 
 
(Fonte Adnkronos)

Scopriamo Piattaforma Milano e cosa rimprovera alla giunta Sala. Parla Matteo Forte: "Più città, meno Comune" (VIDEO)

La nostra intervista a Matteo Forte, consigliere comunale di Milano popolare, a margine dell'incontro di Piattaforma Milano. Un'occasione per fare il punto sulla città a metà mandato dell'amministrazione Sala cui non sono state risparmiate diverse critiche. Scopriamo di cosa si tratta - (VIDEO)


"Sabato mattina al Teatro Parenti abbiamo lanciato Piattaforma Milano, iniziando con l'ascoltare realtà, associazioni, comitati di quartiere, poi corpi intermedi, forze sociali e associazioni di categoria. Non è l'ennesima sigla, perché Paiattaforma Milano vuole unire e non dividere. Non è una lista civica, perché vuole essere innanzitutto un metodo di lavoro per coinvolgere la città, che è infinitamente più grande della sua amministrazione. Oggi abbiamo voluto porre le basi per iniziare un percorso che - a cominciare da Milano - getti le basi per costruire un'alternativa liberale e popolare tanto al neo-statalismo romano quanto al dirigismo "decentrato" del Pd milanese. Prossimo appuntamento previsto per il 31 marzo, per scegliere col voto chi compone il coordinamento di Piattaforma Milano". Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook, Matteo Forte, consigliere comunale di Milano popolare, tra i promotori di Piattaforma Milano.

Immigrazione e sbarchi, da inizio anno raddoppiati gli arrivi via mare in Europa rispetto allo stesso periodo del 2018. La Spagna guida la classifica con l'80% del totale

Nei primi 16 giorni di quest'anno 4.216 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare, un dato pari a quasi il doppio rispetto ai 2.365 dello stesso periodo dell'anno scorso. Lo riportano i dati dell'Oim, l'organizzazione mondiale per le migrazioni, confermando che l'aumento del flusso irregolare riguarda soprattutto la Spagna che è la destinazione di arrivo dell'80% del totale degli arrivi attraverso il Mediterraneo: solo dal 13 al 16 gennaio, sono arrivati nel Paese 3.367 individui oltre il doppio rispetto ai 1.609 dello stesso periodo di un anno fa. Dall'inizio del 2019, 83 migranti e rifugiati hanno perso la vita nel Mediterraneo mentre tentavano di giungere in Europa, rivela ancora l'Oim. Gli 83 decessi registrati sulle tre rotte principali del Mediterraneo dal 1 al 16 gennaio scorso, sono invece in calo rispetto ai 199 dello stesso periodo 2018.

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Esteri

Sanremo, svelato il cachet di Baglioni: 585.000 Euro, come l'anno scorso. Si tratta sui contratti di Bisio e Virginia Raffaele: ecco le cifre

La Rai stoppa le polemiche e, dopo le indiscrezioni di stampa, svela il cachet di Claudio Baglioni. Il compenso del direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2019 "è pari a 585.000 Euro, identico a quello dello scorso anno senza alcuna variazione", rende noto un comunicato di Viale Mazzini - (CONTINUA A LEGGERE)...


"L'impegno contrattuale di Baglioni per l'edizione 2019 - si fa notare - è iniziato a giugno 2018 e quindi ben 5 mesi prima rispetto all'edizione precedente che, si ricorda, ha ottenuto una media di 10.971.493 spettatori con il 52% di share". La Rai ribadisce inoltre "che i costi complessivi della 69° edizione sono in linea con quelli precedenti. Più in generale l'azienda rende noto che gli uffici dell'ad Fabrizio Salini stanno ultimando un piano di razionalizzazione e di contenimento dei cachet per conduttori e talent", conclude la nota.

La precisazione di Viale Mazzini arriva dopo le indiscrezioni del Corriere della Sera. "I corridoi della Rai raccontano - si legge sul quotidiano - che per Baglioni sarebbe pronto un compenso da 700 mila euro e che la sua situazione sarebbe ormai definita a differenza di quella di Claudio Bisio e Virginia Raffaele", per i quali si parla di un precontratto già firmato "per una cifra di 450mila euro (lui) e 350mila (lei)". Si tratta di "numeri in linea con il mercato televisivo (se no vanno tutti a Mediaset) e in equilibrio - si spiega - con quelli dello scorso anno quando Baglioni incassò 600 mila euro (quest’anno il ritocco all’insù è giustificato dal grande successo del Sanremo 2018), mentre Michelle Hunziker e Favino si portarono in banca rispettivamente 400mila e 300mila euro".

Il quotidiano scrive anche che in Rai si cercherebbe di rivedere al ribasso le cifre per Bisio e Raffaele, trattandosi ancora di un precontratto, che è cosa diversa da un contratto. "Si dice che Viale Mazzini vorrebbe arrivare a 250mila euro per Bisio e a 150mila per Virginia Raffaele e sarebbe in corso una trattativa con l’agente Beppe Caschetto, che ha nella sua scuderia la comica e si sarebbe comunque occupato anche del contratto di Bisio".

 

(Fonte: Adnkronos)

WhatsApp, non vuoi che leggano le tue chat? Ecco come si potrà nasconderle da occhi indiscreti (o gelosi....)

Colpevole o innocente che tu sia, che abbia qualche "scheletro nel telefono" o sia soltanto un tipo che tiene alla privacy e alla sicurezza, l'applicazione di messaggistica più famosa al mondo sta per venirti in aiuto. A breve infatti ci sarà un aggiornamento che integrerà la nuova funzione con la quale l'accesso all'app  sarà (se impostato dall'utente) tramite impronta digitale o riconoscimento facciale. Scopri tutto


WhatsApp sta per introdurre una nuova funzione per mettere le vostre chat a riparo dagli occhi indiscreti: non stiamo parlando della possibilità di proteggere le conversazioni private con una semplice password, cosa possibile scaricando applicazioni come Norton App Lock (Android) o iAppLock (iOS), bensì di una vera e propria impronta digitale per nascondere chat e limitare l’accesso all'applicazione. In questo modo sarà più facile difendersi da chi tenta di spiare le conversazioni WhatsApp.

Secondo delle affidabili indiscrezioni riportate da WABetaInfo, infatti, a breve ci sarà un aggiornamento di WhatsApp che integrerà la nuova funzione con la quale l’accesso all'applicazione sarà (se impostato dall'utente) tramite impronta digitale o tramite riconoscimento facciale.

Come spesso accade, però, i primi a poter beneficiare di questa novità saranno gli utenti iOS visto che l’aggiornamento inizialmente riguarderà i soli iPhone, con i sensori Touch ID e Face ID a proteggere le vostre chat da visite inappropriate. Per evitare malfunzionamenti, WhatsApp ha anche pensato a cosa fare qualora l’iPhone non riconosca viso e impronta: il alternativa, infatti, l’utente potrà utilizzare il codice del telefono così da sbloccare l’applicazione.

Non è chiaro se la limitazione all'accesso sarà estesa in automatico a tutta l’applicazione o anche alle singole conversazioni, offrendo molteplici opzioni di personalizzazione per nascondere o bloccare a utenti esterni le nostre conversazioni.

Tuttavia, non è chiaro se il blocco sarà per l’intera applicazione oppure se per le singole conversazioni: in quest’ultimo caso, infatti, sarebbe l’utente a decidere se e quali chat proteggere con il controllo facciale o dell’impronta digitale. Lo scopriremo tra qualche settimana quando - una volta conclusa la fase di test - la nuova funzione di WhatsApp arriverà su tutti i melafonini.

 

(Fonte: Adnkronos)

L'ultima partita di Berlusconi: "Mi candido alle Europee, per senso di responsabilità". I tormenti di Forza Italia e le manovre di Toti: il centrodestra esisterà ancora?

"Alla bella età che ho, ho deciso per senso di responsabilità di andare in Europa dove manca il pensiero profondo del mondo". Lo ha detto Silvio Berlusconi a Quartu, prima tappa del suo tour elettorale in Sardegna, annunciando la sua candidatura alle Europee del 26 maggio. "C'è bisogno di cambiare questo governo - ha aggiunto-, dove una parte è rappresentata dal Movimento Cinquestelle guidato da persone con nessuna esperienza e nessuna competenza. Sono come quei signori della sinistra comunista del '94. In più hanno questo grande difetto"


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Silvio Berlusconi si candiderà alle Europee per ''senso di responsabilità''. Ad annunciarlo è stato lo stesso leader di Forza Italia, in Sardegna per le suppletive della Camera. "Ho deciso di presentarmi alle Europee per portare la mia voce in un'Europa che va cambiata".

Berlusconi ha motivato così la sua decisione, spiegando si tratta di una nuova discesa in campo dopo quelle del '94 ''per fermare i comunisti''. Per il Cav ''bisogna cambiare questo governo: nel Movimento 5 Stelle ci sono persone che non hanno esperienza, non hanno competenze. Sono come quei signori della sinistra comunista nel '94, non vedo nessuno a cui poter dare la fiducia...".

TOTI - Intanto, in vista delle Europee, Giovanni Toti ha riunito mercoledì sera i suoi per parlare del futuro di Forza Italia. Il governatore ligure, a quanto apprende l'AdnKronos, avrebbe cenato in un ristorante del centro di Roma vicino a Piazza del Popolo, con una ventina di persone.

Menu della serata le strategie politiche: nel mirino di Toti e dei suoi commensali la linea politica azzurra, troppo appiattita sul filo-europeismo caro ad Antonio Tajani e sconfessata pure da Jean Claude Juncker, senza contare la frattura sempre più netta con la Lega per un modello di opposizione che accomuna Forza Italia al Pd e che, alla fine, senza un vero rinnovamento, rischia di portare Matteo Salvini a non considerare più Forza Italia un interlocutore possibile.

MELONI - Per Toti la casa dei sovranisti lanciata da Giorgia Meloni potrebbe essere un'idea per uscire dallo stallo, ma linea di destra spinta di Fdi convince poco ed escluderebbe una parte importante dell'elettorato moderato. Il governatore, comunque, non si ferma: la prossima settimana vedrà il presidente della Sicilia Nello Musumeci, per discutere del futuro della coalizione e della gamba non leghista dell'alleanza. Il colloquio tra i due ci sarà giovedì, in occasione di un vertice tra le due Regioni, a Roma.

 

(Fonti: Ansa, Adnkronos)

Mercato auto, 2018 record per il Gruppo Psa: 3,9 milioni di veicoli venduti nel mondo, crescita +6,8%. Il colosso francese che parla anche tedesco è il primo costruttore estero in Italia. In Europa secondo solo a Volkswagen

Psa, il gruppo francese dei marchi Peugeot, Citroen, Ds e che nel 2017 ha acquisito anche il teutonico Opel e l'inglese Vauxhall da General Motors, chiude il 2018 mostrando i muscoli. Un boom arrivato grazie a Opel e al successo dei Suv e dei veicoli commerciali in Europa, dove cresce per il quinto anno consecutivo. Buone prospettive in America Latina, mentre continuano le difficoltà sul complicato mercato cinese. Decisivo lo scatto del gruppo nella sfida green alle emissioni, con la produzione del pluripremiato propulsore Pure Tech che presenta un filtro antiparticolato studiato appositamente per le motorizzazioni a benzina. Mentre è già in corso un'offensiva d'avanguardia anche per quanto riguarda ibrido ed elettrico


 

La Core Model Strategy varata da PSA sotto la guida di Carlos Tavares sta dando ottimi frutti. I dati relativi alle vendite dei diversi marchi - Peugeot, Citroen, DS e Opel - nel 2018 hanno evidenziato volumi in aumento per i quinto anno consecutivo, nonostante il contesto economico e geopolitico contrario. Una crescita che il Gruppo - nel comunicare questa mattina il rendiconto 2018 - definisce 'redditizia' e che ha raggiunto lo scorso 3.878.000 immatricolazioni a livello globale.

In Europa il Gruppo PSA ha approfittato appieno del fatto di essersi preparato per tempo all'attuazione della nuova norma WLTP, così da battere sul tempo la concorrenza nel terzo quadrimestre dello scorso anno. A fine 2018 la quota di mercato di PSA nella Ue ha raggiunto il 17,1% con un aumento di 3,8 punti grazie ai marchi Peugeot e Citroen, che registrano i migliori progressi nelle vendite nel 2018 (+5% ciascuno) e classificandosi nella Top 10 dei brand continentali.

Leader suv in Europa, Peugeot ha confermato la sua dinamica chiudendo al primo posto in Spagna e in Francia nei mercati B2C e B2B autovetture. A sua volta Citroen ha raggiunto un livello di vendite record mai registrato negli ultimi 7 anni e DS Automobile è cresciuta in modo significativo (+6,7%) grazie al lancio di DS7 Crossback. Infine Opel, e il brand Vauxhall con cui opera in Gran Bretagna, hanno proseguito l'offensiva prodotto con la famiglia X. Nel complesso il Gruppo PSA ha fatto meglio del mercato e ha guadagnato quote in tutti i principali Paesi: +4,8 punti in Gran Bretagna, +4,2 in Spagna, +3,9 in Italia, + 3,7 in Germania e +2,6 in Francia. Risultati immagini per psa opel

Elemento forte della strategia che ha permesso di ottenere questo risultato è stata l'ampia offensiva prodotto con oltre 70 lanci regionali. Sono andate molto bene, visto l'ampliamento globale di questo segmento, le vendite dei suv targati PSA: Peugeot 2008, 3008, 5008 (il marchio è leader in Europa), Citroen C3 Aircross, C3-XR e C5 Aircross, ma anche DS7Crossback, e Opel Crossland X (nella foto), Mokka X e Grandland X.

Battuto anche un nuovo record di vendite per i veicoli commerciali leggeri di PSA, con 64.144 immatricolazioni in aumento del 18,3%. Gruppo PSA aveva rinnovato le proprie gamme di furgoni compatti nel 2016 e successivamente delle sue furgonate nel 2018, consolidando la sua posizione di leader in Europa in tutti i sottosegmenti.

Oggi quasi un acquirente di veicoli commerciali leggeri (VCL) su quattro sceglie un modello del Gruppo. L'offensiva VCL di PSA ha gettato le basi della sua crescita internazionale, con il successo del lancio della produzione del Peugeot Expert e del Citroen Jumpy in Eurasia, e gli inizi molto promettenti di una vasta gamma di prodotti e servizi VCL destinati ai clienti dell'America Latina. Questa dinamica globale continuerà nel 2019, con lanci importanti per tutti i marchi e con l'arrivo dei primi modelli PHEV e EV, a cominciare dal marchio DS.

 

(Fonte: Ansa)

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