updated 10:03 PM UTC, Feb 19, 2020

Governo, Salvini non ci sta e accusa Mattarella: "Uscita dall'euro? Macché, Savona bocciato per le sue idee. Il rispetto vale più di un ministero" (VIDEO)

Intervista al leader della Lega, Matteo Salvini, all'indomani della rottura con il presidente della Repubblica sul nome di Paolo Savona al ministero dell'Economia, che ha portato alla remissione del mandato da parte del premier incaricato Giuseppe Conte - (VIDEO)


Se Fi e Berlusconi votano o si astengono sul governo Cottarelli, "mi pare evidente" che l'alleanza di centrodestra si rompe. Matteo Salvini, ospite a 'Circo Massimo' su Radio Capital, avverte gli alleati dopo la decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di convocare oggi al Colle l'ex commissario alla spending review.

"Ieri - dice il leader della Lega - non ho parlato con Berlusconi, ma ho letto il suo comunicato in cui dice 'viva viva i risparmi degli italiani sono in sicurezza'. Se in fondo non ci fosse stata la firma di Berlusconi, sembrava un comunicato di Renzi o Martina. Adesso arriva Cottarelli e vediamo se l'alleanza regge".

"Oggi Mattarella - continua - darà l'incarico a Cottarelli, le Camere sono convocate per domani a questo punto mi piacerebbe capire: chi lo vota Cottarelli? Chi lo sostiene?". "Mattarella - ha continuato Salvini - non ha dato l'incarico al centrodestra, non ha voluto il governo M5S-Lega che aveva la netta maggioranza nel Paese... adesso ci manda il signor Cottarelli che ha lavorato al Fmi, uomo senza una maggioranza, sostenuto forse solo dal Pd che è stato sconfitto alle elezioni. Mi sembra una forzatura".

Salvini torna quindi a respingere l'ipotesi di mettere in stato d'accusa il presidente Mattarella per aver impedito il varo del governo M5s-Lega. "Ci vuole mente fredda, certe cose - sottolinea - non si lanciano sull'onda della rabbia. Io non mi metto a parlare di impeachment che è materia per giuristi e costituzionalisti".

Poi, parlando di una eventuale candidatura di Paolo Savona nelle liste della Lega alle prossime elezioni, aggiunge: "Non candido le persone senza interpellarle. Savona si è messo a disposizione di un progetto e io non uso il suo nome e vanvera". Il leader leghista non butta via il lavoro programmatico fatto con il M5S ma da qui a parlare di alleanza elettorale con Di Maio ce ne corre.

In mattinata, arrivando a Montecitorio Salvini risponde alle domande dei cronisti. Ammette di essere "incaz... nero" ma anche "arrabbiato e deluso". "Mi sento di portare la voce di tantissimi italiani arrabbiati e delusi perché l'arbitro non ha fatto l'arbitro" sottolinea. "Ho riletto e riletto la Costituzione: nessun articolo proibisce a un ministro di voler cambiare le regole europee. A questo punto ce lo dicano: qualsiasi governo deve avere il timbro di Berlino, di Parigi e di Bruxelles, secondo me è una follia".

A chi gli chiede perché non abbia mediato accettando la nomina di Giorgetti al Mef al posto di Savona, Salvini spiega: "La lealtà vale più di una poltrona, Savona era la massima garanzia di riuscire a contrattare condizioni vantaggiose per l'Italia in Europa, più di chiunque altro. Più di me e di Giorgetti sicuramente".

"Né io né lui - prosegue - ci sentivamo in grado di avere lo stesso standing, la stessa forza, la stessa energia, le stesse relazioni del prof. Savona. E non si può dire no a un ministro - si può chiamare Pippo, Pluto, Paperino - perché non ha la condivisione del mondo dei mercati, della finanza, dello spread e delle capitale europee". Per il leader della Lega, dunque, Savona resta "la figura migliore" per "garantire che l'Italia in Europa sarebbe tornata a contare".

Salvini auspica elezioni "il prima possibile", ma glissa sull'ipotesi di un'alleanza con i Cinquestelle in vista del voto: "Mi faccia ragionare a mente fredda... sono ancora troppo incaz... per fare questo tipo di ragionamenti" risponde a un cronista. Nel M5S, però, il leader leghista ammette di aver trovato "persone serie, di buonsenso, che hanno mantenuto la parola data. Non li conoscevo, avevo dei sospetti, invece in queste settimane ho trovato persone serie".

Quanto alla chiamata di Cottarelli, Salvini sostiene di non conoscerlo e di non averlo citato in campagna elettorale. "Ho letto in questi giorni che tutto quello che proponevamo, secondo lui non andava bene - chiosa -. Ho letto il suo curriculum: è il perfetto rappresentante di quel mondo della finanza e dei poteri forti che ha fermato la nascita del governo del cambiamento... auguri a lui e sopratutto agli italiani". (Fonte: Adnkronos)

Governo, è saltato tutto. Lo scontro finale tra Di Maio-Salvini e Mattarella su Savona. La mossa Cottarelli e il nuovo voto che si avvicina. E ora cosa succede?

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceve Carlo Cottarelli al Quirinale. Ieri Conte aveva rinunciato all'incarico, ponendo fine all'ipotesi di un governo giallo-verde, dopo il No di Mattarella a Savona ministro dell'Economia, per difendere l'Italia nell'euro.  Salvini: "Mai pensato all'uscita dell'euro, intesa con M5S? Vedremo. Se Cav vota Cottarelli addio alleanza". Di Maio: "prima l'impeachement e poi si torna alle urne". Intanto i mercati "apprezzano" il naufragio del governo gialloverde. Lo spread apre in netto calo a 190 punti, netto rialzo per l'euro a 1,1719 dollari


La domenica più lunga della XVIII legislatura si chiude drammaticamente poco dopo le 20, quando il premier incaricato Giuseppe Conte scioglie negativamente la riserva, rinunciando all'incarico di formare un governo giallo-verde, e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella convoca Carlo Cottarelli al Quirinale. L'incontro si terrà oggi alle 11.30.

Dopo solo 96 ore si conclude così l'esperienza di Conte come premier incaricato. "Ho profuso il massimo sforzo, la massima attenzione per adempiere a questo compito" dice il professore Conte dopo circa un'ora di colloquio con il Presidente Mattarella. Ma è ormai chiaro che tutto è saltato: il "governo del cambiamento" non si farà.

 I tentativi di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, saliti al Colle prima di Conte per sbloccare l'impasse, falliscono. Il no di Mattarella all'economista euroscettico Paolo Savona al Tesoro è il nodo sul quale si blocca la partita pentaleghista, aprendo una delle crisi istituzionali più gravi della storia della Repubblica. "Ho condiviso e accettato tutte le proposte per i ministri" presentate da Giuseppe Conte, precisa il Capo dello Stato "tranne quella del ministro per l'Economia", la cui designazione "costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme, per gli operatori economici e finanziari".

Il presidente Mattarella, che pure ha assicurato di aver "agevolato in ogni modo la nascita del governo" viene minacciato di impeachment. Prima dalla leader di FdI, Giorgia Meloni, poi dal capo grillino, Luigi Di Maio, che attacca Mattarella con una diretta Facebook: "Sono stato un profondo estimatore del Presidente della Repubblica Mattarella ma questa scelta per me è incomprensibile perché ce l'abbiamo messa tutta".

"Diciamocelo chiaramente che è inutile andare a votare - attacca Di Maio -, tanto i governi li decidono le agenzie di rating e le lobby finanziarie e bancarie". Poi conclude: "Non finisce qui". Le intenzioni vengono chiarite poco dopo, quando da Fazio, a 'Che tempo che fa', il leader pentastellato annuncia: "Spero che agli italiani sia data la parola il prima possibile. Dobbiamo discutere la messa in stato d'accusa del Presidente Mattarella".

Dal canto suo, Matteo Salvini, parlando da Spoleto, invoca il ritorno alle urne, scongiurando però l'impeachment del Presidente della Repubblica: "Alla dignità non rinuncio - incalza -. Posso rinunciare alle poltrone ma non posso rinunciare alla coerenza. Ce l'abbiamo messa tutta, ma non saremo mai servi e mai schiavi". "Rabbia? Tanta. Paura? Zero - ammette Salvini -. Cambieremo questo Paese, insieme. Io non mollo amici, conto su di Voi".

Da parte dell'opposizione arrivano invece parole di sostegno nei confronti del Quirinale. Il primo a levare gli scudi è il premier uscente Paolo Gentiloni: "Nervi saldi e solidarietà al Presidente Mattarella - scrive su Twitter -. Ora dobbiamo salvare il nostro grande Paese". Poi è la volta di Matteo Renzi: "Salvini non voleva governare - twitta Renzi - ha fatto promesse irrealizzabili, ha paura delle sue bugie, altro che Flat Tax e Fornero. E quindi ha usato l'alibi di un ministro per far saltare tutto: vecchio stile leghista. Ma minacciare #Mattarella è indegno. Sulle Istituzioni non si scherza".

Anche il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi esprime solidarietà al Presidente: "Invocare l'impeachment è da veri irresponsabili - si legge in una nota di Fi-. il Capo dello Stato va rispettato anche quando non lo si condivide, aspettiamo le decisioni di Mattarella, il Paese ha bisogno di un governo subito, serve stabilita".

La mossa di Mattarella viene annunciata in serata: è la convocazione di Carlo Cottarelli. L'ex commissario alla spending review salirà oggi alle 11:30 al Quirinale. (Fonte: Adnkronos)

Salvini apre al Pd e chiude ai 5 Stelle: "O governo politico o si torni al voto". E promette una manovra con meno tasse

Il segretario della Lega, Matteo Salvini, candidato premier in pectore del del centrodestra è intervenuto a Milano, al Palazzo delle Stelline, alla prima riunione dei neoeletti parlamentari del suo partito. E in una certa misura sorprende...


"O il governo può governare o la parola torna agli italiani". Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine dell’incontro con i parlamentari neoeletti, a Milano. "Credo poco ai governi tecnici e governi a tempo per fare una o due riforme" ha aggiunto Salvini, sottolineando che comunque "una legge che preveda il premio di maggioranza la farei domani mattina. Qualcuno non ha voluto il premio di coalizione".

"Nel Pd spero siano a disposizione per dare una via d’uscita al Paese, a prescindere da chi uscirà dalle primarie" ha detto il segretario della Lega. "Se tutti dicono che al centro c’è il lavoro, su questo - ha assicurato - noi abbiamo una proposta concreta e realizzabile". Al tempo stesso ha escluso un accordo con il Movimento 5 Stelle, da cui lo separa il tema del reddito di cittadinanza: "Ho ben chiaro cosa proporremo noi, sicuramente non il reddito per chi sta a casa. Reddito è per chi crea e offre lavoro noi non siamo per l'assistenza ma per la crescita".

Il segretario del Carroccio ha annunciato una manovra "alternativa", con "meno tasse".

"Stiamo lavorando. Entro aprile, qualunque sia il governo, c'è una manovra economica da preparare" ha risposto Salvini a chi gli domandava su quali punti programmatici ritiene di voler chiedere sostegno."Leggo che Bruxelles vuole nuove tasse, noi presenteremo - ha spiegato - una manovra alternativa fondata sul contrario: meno tasse. E a Bruxelles saranno contenti perché tutti sono contenti se l'Italia cresce"."Io dialogo con tutti - ha poi sottolineato - mi hanno chiesto di dialogare con tutti e dialogo con tutti: poi c'è un programma scelto dagli italiani quindi più che dialogare con Salvini bisognerà scegliere l'idea d'Italia".

E a chi gli chiedeva se si tornerà a votare nel caso non si riuscisse a formare un governo, il leader leghista ha risposto: "Una cosa alla volta. Sicuramente non si fanno pastrocchi".

Autonomia della Lombardia, Maroni: "Moderatamente soddisfatto del documento del governo". E su Ema dice: "Noi siamo pronti, ma quel giudice olandese..."

Intervista al presidente uscente della Regione Lombardia, Roberto Maroni sul documento del governo sull'autonomia che ha recepito le modifiche da lui richieste e sul caso della Agenzia europea del farmaco, la cui sede è stata assegnata ad Amsterdam a discapito di Milano. La città olandese però non è pronta ad ospitarla - (VIDEO)

CasaPound, la candidata alla presidenza della Lombardia Angela De Rosa: "Gli elettori sapranno riconoscere chi difende i diritti sociali per gli italiani" (VIDEO)

Angela De Rosa è la candidata di CasaPound Italia alla presidenza della Regione Lombardia. Ai nostri microfoni spiega le priorità e l'impegno del suo movimento per quelli che ritiene i principi fondamentali per i cittadini italiani e lombardi. E non risparmia dure critiche al centrodestra del trio Berlusconi-Salvini-Meloni, accusato di aver tradito le aspettative dei suoi elettori preparandosi a farlo nuovamente aprendo la strada a un altro governo tecnico che produrrà "macelleria sociale"

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