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updated 8:03 AM UTC, Aug 8, 2020

Calcio, Spadafora fa ancora catenaccio: "Il campionato riprenderà solo se in sicurezza". E le curve d'Europa vanno in contropiede: "Stop finché non potranno tornare i tifosi. Non conta solo il business"

"Sulla riapertura del campionato - se riprenderà - è perché arriveremo a una successione ordinata di protocolli che garantiranno la sicurezza per tutto e tutti". Lo ha detto Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport, nell'informativa al Senato, senza sciogliere dunque i dubbi sulla ripartenza della Serie A. Il documento di 350 tifoserie italiane (con importanti autoesclusioni) ed europee: "In questo momento l’obiettivo principale è la salute pubblica. Non c’è calcio senza i tifosi. E non può essere solo un'industria, con le società tenute in scacco dalle pay-tv"


Il ministro Spadafora agita il Movimento e il governo

"Il campionato di calcio riprenderà solo se in sicurezza, dopo che saranno verificati alcuni protocolli e ci possa essere la certezza di garantire la salute per tutti i protagonisti. L'incertezza ha caratterizzato tutti i Paesi, chi ha già scelto lo ha fatto chiudendo in anticipo". Lo ha detto il ministro dello sport e delle politiche giovanili, Vincenzo Spadafora, nel corso dell'informativa in Senato, in merito alla ripresa del campionato di calcio di Serie A.

"Abbiamo sempre mantenuto la linea di prudenza e se il campionato riprenderà - sottolinea ancora il ministro - dovranno essere adempiuti alcuni compiti fondamentali. Nel calcio non ci può essere distanza ed è fondamentale ci sia l'autoisolamento in caso di positività", ha ribadito Spadafora in merito all'obbligo di quarantena di tutta la squadra nel caso di una sola positività al coronavirus deciso dal Cts.

E proprio dal Comitato tecnico scientifico, continua il ministro, "sono arrivate le osservazioni sul protocollo. Il comitato chiede la quarantena di squadra in caso di un calciatore positivo, chiede di affidare la responsabilità ai medici dei club per l'attuazione del protocollo e chiede che l'enorme numero di tamponi per i calciatori non vada a impattare sui cittadini. Le osservazioni saranno prese in considerazione dalla Figc che riadatterà il protocollo per la ripresa degli allenamenti dal 18 maggio".

"Sono consapevole dell'importanza sociale del calcio e della passione che c'è in questo Paese. Ne riconosco l'importanza, rappresenta una grande industria nel nostro Paese. Ma - commenta ancora - ho trovato eccessivo l'inasprimento del dibattito".

Per quanto riguarda i fondi a favore del comparto, "tra risorse ordinarie e straordinarie il governo stanzierà nel decreto circa 1 miliardo di euro di risorse per il sostegno allo sport". Nel decreto sarà inoltre "prevista anche una riduzione del 50% degli affitti degli impianti sportivi privati da marzo a luglio 2020".


“Stop Football. No football without fans”

Coro ultrà di tutto il mondo: "Il calcio non riparta, sono solo ...

Dalla Gazzetta.it

L'Internazionale delle curve si schiera: 350 tifoserie contro la ripresa del calcio

Lo avevano già chiesto con decine di striscioni fuori dagli stadi, da Bergamo a Roma, da Torino a Lecce, da Genova a Napoli. Ma ora lo hanno messo nero su bianco. “Non c’è calcio senza i tifosi. E non può essere solo un’industria, con le società tenute in scacco dalle pay-tv. Business e interessi personali porteranno alla morte del calcio”. E ancora: “Tutta l’Europa affronta una crisi senza precedenti, in questo momento l’obiettivo principale è la salute pubblica”. È il succo del lungo comunicato sottoscritto da circa 350 tifoserie di tutta Europa (italiane, soprattutto, ma anche di Germania, Francia, Spagna, Belgio, Romania), contrarie alla ripartenza dei campionati di calcio, fermati tra febbraio e marzo per l’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus.

 

I firmatari - Hanno aderito alla protesta gli ultras di Atalanta, Brescia, Bologna, Genoa, Juventus, Napoli, Sampdoria, Spal e Udinese, solo per citare le tifoserie italiane di Serie A (con decine di B, C e dilettanti), assieme a quelle spagnole di Real Madrid, Valencia, Siviglia, alle francesi di Olympique Marsiglia, Nantes, Metz, agli ultrà tedeschi di Bayern Monaco, Kaiserslautern, Stoccarda, ai belgi di Liegi e Anderlecht. Hanno aderito anche le tifoserie italiane di basket (Bologna e Cantù, tra le altre) e di hockey (Milano): “Il campionato non deve ripartire. No al calcio senza i tifosi. Chiediamo lo stop alle competizioni finché tornare allo stadio non sarà un’abitudine priva di rischi per la salute”.

  • Pubblicato in Sport

"Faccio Sanremo e chiudo la carriera". Fiorello vuole già andare in pensione? (VIDEO)

"È pesante, non ho il carattere giusto. Ti misurano tutto, le parole, le battute". Con le mani tra i capelli e l'aria abbattuta Fiorello commenta una scelta difficile. Ad Amadeus sono serviti più di 40 minuti di diretta Instagram per convincere Rosario Fiorello a prendere in considerazione la possibilità di replicare l'esperienza sanremese che tanto successo ha avuto nella passata edizione. Alla fine Amadeus sembra averla spuntata, ma Fiorello, rimasto collegato si mostra scoraggiato e preoccupato all'idea di affrontare di nuovo l'Ariston.  Poi, dopo un lungo silenzio, la soluzione (forse): "Ho avuto un'idea: faccio Sanremo e chiudo la carriera. Mica devo arrivare a 80 anni. Largo ai giovani" - (VIDEO)


Fiorello dice no ad un “Sanremo bis” | Radio Bruno 

"Che faccio? E' pesante fare Sanremo... Te ne dicono di tutti i colori... Non ho il carattere giusto, eppure l'ho fatto. Amadeus mi ha convinto e mi convincerà pure stavolta... Potrebbe essere l'ultima cosa. Faccio Sanremo, come va va, e chiudo la carriera": con la testa tra le mani, dopo aver chiuso una lunga diretta su Instagram con Amadeus, Fiorello si lascia andare a questa riflessione e aggiunge: "Mica devo andare avanti fino ad 80 anni. Ho fatto pure troppo. Largo ai giovani. Chiudo e basta".

E Fiorello annuncia: "L'ultimo Sanremo con lui poi stop"

Riflessioni da clausura forzata per l'emergenza coronavirus, pensieri intorno ai 60 anni imminenti (il compleanno sarà il 16 maggio) o una delle sue boutade? A Fiorello piace sorprendere e cambiare continuamente le carte in tavola. Già nel 2017, in un'intervista esclusiva, annunciò la chiusura di Edicola Fiore su Sky e il ritorno in Rai parlando dell'idea di fare "un ultimo show", un varietà di seconda serata intitolato 'L'Ora del Rosario'. Poi il progetto saltò e nacque una nuova idea sperimentale, "Viva RaiPlay", prima del Sanremo dei record al fianco di Amadeus.

E su Instagram Fiorello e Ama scherzano sugli ospiti

Ora il palco dell'Ariston potrebbe rivedere i due amici ancora insieme per il Festival 2021. A sentirli su Instagram sembra già cosa fatta. Fiore chiede una promozione all'Ariston: "Tu sei il presidente del Consiglio, io sono il Di Maio del festival". E poi: "Sarebbe bellissimo avere Vasco Rossi la prima sera che fa un'irruzione sul palco con 'Vita spericolata'" ma anche "richiamare Bugo e Morgan", dice Fiorello, prima di lanciare, dopo la reunion dei Ricchi e Poveri, la proposta di "ricongiungere Benji & Fede, gli 883 e i Lunapop". Anche Vincenzo Mollica non potrà mancare con il suo "balconcino", si dicono i due amici, pronti a candidare al ritorno all'Ariston il giornalista del Tg1, decano del Festival, in pensione da poco.

Amadeus racconta di avere partecipato ieri ad una riunione per presentare l'inaugurazione del Ponte di Genova a luglio. La metafora del ponte è il 'la' per iniziare a parlare del Festival, "un ideale collegamento - dice Ama - tra l'ultimo momento felice di aggregazione e il prossimo". 

Coronavirus, l'amarezza di Gallera per lo sciacallaggio politico e mediatico: "Assisto disgustato a una gigantesca deformazione della realtà. Ho sempre agito per salvare la vita alle persone"

Nessuna critica al governo Conte, dimostratosi inadeguato e insensibile su molti fronti, e contemporanea aggressione alla Lombardia investita dall'emergenza. E' questa la percezione che ha in questi giorni la Regione retta da Attilio Fontana. Le reazioni da parte dell'amministrazione lombarda sono state finora molto contenute e sobrie, stante una situazione ancora tutta da risolvere in una quasi assoluta solitudine, ma ora si fa intendere che la misura è colma. Lo sfogo social dell'assessore al Welfare, "omaggiato" di un tiro al bersaglio personale che non si aspettava e che crede in cuor suo di non meritare


 Bollettino Lombardia Coronavirus 22 marzo/ Diretta video: 27206 ...

"Leggo stupito e molto amareggiato gli articoli che appaiono in questi giorni su importanti giornali. Assisto poi disgustato a molteplici azioni di gigantesca deformazione della realta' e di sciacallaggio politico e mediatico". A scriverlo su Facebook l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera.

"Dal 20 febbraio - ha aggiunto - viviamo la piu' grande emergenza sanitaria che la Lombardia abbia mai vissuto. Nel mio ruolo di assessore al Welfare dal primo momento ho dedicato tutto le mie forze, le mie capacita', le mie energie fisiche e psichiche a fronteggiarla e a combatterla. Sono stati e sono ancora momenti pieni di tensione, rabbia, frustrazione e sofferenza. Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili in tempi ristretti ma bisognava salvare la vita alle persone. Trovare un respiratore o una CPAP per far respirare chi non ce la faceva piu', recuperare mascherine e camici per i nostri operatori sanitari, fare in modo che le autoambulanze trovassero un pronto soccorso dove portare i pazienti e una barella su cui sdraiare chi soffriva, organizzare le visite domiciliare delle unita' speciali di continuita' assistenziale, attivare il telemonitoraggio dei pazienti a domicilio, cercare di ampliare il piu' possibile la capacita' di fare tamponi per soddisfare al massimo le tantissimi esigenze diagnostiche". 

I dati "sono in miglioramento" ma non è finita. "Io continuo il mio lavoro con immutata determinazione e motivazione - ha aggiunto - e guardo con distacco a quanti 'col senno di poi' dalle comode scrivanie o dai divani di casa sputano sentenze e veleno. Noi siamo stati e siamo in trincea e non agiamo ne abbiamo mai agito per compiacere i 'professori del giorno dopo' ma sempre e solo per soffocare la diffusione del Coronavirus e salvare la vita ai lombardi".

Coronavirus, gli Usa indagano su origine in laboratorio? Cnn e Fox News: "Intelligence ipotizza che sia nato in struttura militare di Wuhan e diffuso a causa di un incidente"

Secondo la Cnn dirigenti dell'intelligence Usa e della sicurezza nazionale americana avrebbero aperto un fascicolo sull'origine del nuovo coronavirus e tra le ipotesi al vaglio starebbero esaminando la possibilità che, più che in un mercato, sia nato in un laboratorio di Wuhan e che si sia diffuso a causa di un incidente. La rete allnews cita varie fonti a conoscenza del dossier, che ritengono però prematuro trarre qualsiasi conclusione. Anche la Fox News ha riportato la notizia, citando fonti bene informate, secondo cui il nuovo coronavirus abbia avuto origine nel laboratorio militare di Wuhan, ma non come arma biologica


Germania, la quarantena dei bambini - IlGiornale.it

Gli Stati Uniti indagano sulla possibilità che il coronavirus, che si è inizialmente manifestato in Cina e che ha fatto più di 137.000 morti nel mondo secondo la Johns Hopkins University, sia 'nato' in un laboratorio di Wuhan, non in un mercato, e che si sia poi diffuso per un incidente. Lo riporta la Cnn, che cita varie fonti ben informate che invitano comunque alla cautela. E' prematuro trarre conclusioni. Gli Stati Uniti, riporta la Cnn citando una fonte dell'intelligence, non ritengono che il virus sia associato a ricerche su armi biologiche.

Secondo altre fonti interpellate dalla Cnn, l'intelligence americana non è stata sinora in grado di confermare la teoria della nascita del virus in laboratorio, ma si sta cercando di capire se qualcuno sia stato infettato in laboratorio a causa di un incidente o negligenze nella gestione dei materiali. Altre persone potrebbero poi essere state contagiate.

L'origine reale della pandemia, avvertono alcuni funzionari dell'intelligence, potrebbe comunque non essere mai accertata. Ieri Donald Trump ha confermato che è in corso un "esame molto approfondito di questa orribile situazione".

La notizia arriva dopo che due giorni fa il Washington Post scriveva di cablogrammi diplomatici che nel 2018 avevano già nero su bianco i timori per le misure di sicurezza e la gestione dell'Istituto di virologia di Wuhan.

L'appello cadde nel vuoto. L'autore dell'articolo del Wp scrive che un alto dirigente dell'amministrazione Usa gli ha riferito che i cable forniscono un ulteriore elemento di prova della possibilità che la pandemia sia frutto di un incidente nel laboratorio di Wuhan. E sostiene che la versione di Pechino che il virus è emerso dal wet market di Wuhan è debole, citando ricerche di esperti cinesi su Lancet secondo cui il primo paziente noto di coronavirus, identificato il primo dicembre, non aveva legami col mercato e neppure oltre un terzo dei contagiati nel primo grande cluster. Il mercato inoltre non vendeva pipistrelli.

  • Pubblicato in Esteri

Mes ed Eurobond, la verità di Tremonti: "Ma che c...o dite? Ecco come andarono le cose". Nomi, cognomi e date (VIDEO)

Dopo le polemiche, le accuse e controaccuse, tra il premier Conte e i leader dell'opposizione sovranista Meloni e Salvini, l'economista ex ministro dei governi Berlusconi racconta come sono andati i fatti tra il 2011 e il 2012 e, soprattutto, a chi è da attribuire la paternità del fondo salva-Stati così come oggi in vigore - (VIDEO)


"Papa Francesco invita l'Europa alla 'solidarietà' e a 'scelte innovative'. Come si può essere in disaccordo? A proposito di scelte innovative, mi sono impegnato già nel 2003 e poi ancora nel 2010-2011 sugli eurobond. Fa piacere che oggi anche il presidente Conte sia venuto a parlare di eurobond! Per mio conto mi assumo tutte le responsabilità sulle origini del Mes, ma una volta chiarita tutta la verità". A sottolinearlo è l'economista e presidente di Aspen Institute Italia, Giulio Tremonti, su Mf Milano Finanza.

"Fin dall'inizio, e ancora nel corso della prima parte dei 2011, il nostro programma era mirato all'obiettivo finale degli eurobond. Fase 1: costituzione del fondo europeo (che poi sarebbe stato chiamato Mes). Fase 2: lancio (...) degli eurobond. È in questa logica sequenziale che nel luglio 2011 si arrivò alla prima firma sul Mes. In Europa dall'Eurogruppo-Ecofin al Parlamento Europeo, da Junker a Gualtieri, tutti sapevano che il nostro piano partiva dal Mes ma per arrivare agli eurobond" sottolinea Tremonti.

"Per noi -ricorda Tremonti, più volte ministro- il Mes senza gli eurobond non avrebbe avuto senso. Per contro, per gli eurobond il Mes era necessario. A quell'altezza di tempo non ci erano note ancora le manovre, da ultimo rivelate dal professor Monti, manovre che a partire dal 5 agosto 2011, da quella che lo stesso Monti chiama la lettera Trichet-Draghi', avrebbero portato alla 'chiamata dello straniero' venuto in Italia in novembre, naturalmente 'nel nostro interesse'. Di conseguenza il Mes, che era ancora privo di efficacia, diventa efficace e definitivo con la firma del presidente Monti nel febbraio 2012, ma, piccolo dettaglio, dopo che è stata affossata la funzione per cui era nato: lanciare gli eurobond".

"E poi con la Grecia -argomenta Tremonti- che il Mes ha rivelato una funzione autonoma, totalmente diversa da quella per cui era stato costituito: non come base per lanciare gli eurobond, ma strumento europeo per la riscossione-estorsione in Grecia dei crediti qui vantati dalle banche tedesche e francesi. E in questi termini che, con la complicità italiana del governo Monti e con la furia finanziaria dei 'creditori' franco-tedeschi, il Mes si trasforma nello strumento che ha straziato la Grecia".

"Non per caso, colpito da questo 'stigma', da questa maledizione greca, il Mes è rimasto nell'ombra per cinque anni, per essere infine, nell'autunno scorso, riproposto in Europa di nuovo, tanto per cambiare, come 'salva-banche'". "Tutto questo orrore è ben diverso dal progetto degli eurobond. Questa -scandisce Tremonti- è la verità sul passato. Quella degli eurobond è ancora oggi la speranza per il futuro".

Coronavirus, la Lombardia tra luce in fondo al tunnel e battaglia quotidiana. Gallera: "Arginare lo tsunami. Chi fa polemiche gratuite sui nostri sforzi evidenzia il proprio essere" (VIDEO)

L'assessore al Welfare della Regione Lombardia: "Magari non giorno per giorno, ma il trend di rallentamento c'è e quindi ora ancora più mai dobbiamo essere determinati a resistere, a stare casa perché vuol dire che il traguardo non è lontano. Tutti i giorni mi chiedo quando finirà questo incubo, tutte le mattine quando vedo i dati spero di vedere la luce in fondo al tunnel - ha aggiunto - l'incubo finirà, l'alba arriverà, dobbiamo continuare a essere molto rigorosi nei nostri comportamenti" - (VIDEO)


Risultato immagini per giulio gallera

"Siamo molto contenti che molti ci seguano, e altri evidenziano le cose che possono esser fatte meglio, ieri le mie parole mie erano state chiare sul domicilio ma sono state deformate, hanno creato fake news per attaccarmi, e chi in questo momento vuole fare polemica sugli sforzi che facciamo evidenzia la misura del proprio essere". Lo ha detto l'assessore della Lombardia, Giulio Gallera, in videoconferenza sull'emergenza coronavirus. "Compiremo errori ma con l'obiettivo di provare ad arginare questo tsunami che ci è venuto addosso: stiamo parlando di una moltitudine di persone che è stata colpita, è giusto sollecitarci ma le polemiche gratuite, coloro che provano a cambiare il senso alle mie parole le lascio giudicare a voi".

I NUMERI - "Ieri i numeri forse erano anche fin troppo positivi". Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 402, per un totale di 4178 dall'inizio dell'emergenza. "Continuano a crescere in maniera importante, purtroppo questa è una infezione per la quale oggi non c'è una cura e non c'è un vaccino", ha evidenziato l'assessore al Welfare Giulio Gallera nella consueta diretta facebook. I positivi sono 30703, più 1942 rispetto a ieri, mentre le persone ricoverate sono 9711 (+455) e quelle in terapia intensiva 1.194. Tra i dati positivi vi è quello che riguarda le persone dimesse dall'ospedale: sono 6.657, di cui 600 in un solo giorno. "Probabilmente, e io l'ho sempre detto, i numeri non vanno guardati giorno per giorno, ci sono dei laboratori che rassegnano i loro risultati in ritardo e quindi non entrano nei conteggi". Conta, però, dice l'assessore, "ascoltare la voce di chi è in trincea, se ci sono degli ospedali che ci dicono che ci sono delle riduzioni quello vale di più del dato numerico". In 24 ore i contagiati da coronavirus in Lombardia salgono a 30.703 casi, con +1.942 infettati in più. "E' un po' più alto rispetto a ieri, che erano saliti di +1.555 ma più basso di quello di due giorni fa, che era di 3mila". Il dato è probabilmente "dato da un'anomalia di Monza, con dati caricati oggi rispetto a ieri".

TAMPONI - La delibera approvata oggi dalla Giunta regionale della Lombardia ha anche un capitolo che "prevede un monitoraggio clinico anche degli operatori sanitari". Ad annunciarlo l'assessore al Welfare Giulio Gallera. "Prima del turno di lavoro - spiega - sarà rilevata la temperatura corporea e qualora questa superi i 37,5 verrà richiesto il tampone naso-faringeo per ricerca di Sars-CoV-2 e l'allontanamento dal luogo di lavoro con sospensione dell'attività lavorativa". Anche per gli operatori sanitari "è prevista la possibilità di usufruire di strutture ricettive messe a disposizione dalla Regione, qualora non potessero effettuare l'autoisolamento al proprio domicilio".

BERTOLASO - "Guido Bertolaso si è buttato così tanto in questo lavoro, che ieri aveva qualche linea di febbre e oggi è risultato positivo" al Covid-19. "Ma oggi l'ho già sentito tre volte e non l'ho mai sentito così determinato". "Ora è a riposo dal punto di vista fisico, ma lo stimolo a lavorare è ancora più grande. Sta bene e continua a lavorare per consegnare quest'opera importante. Forza Guido".

Coronavirus, l'associazione di Burioni denuncia Sgarbi: "Gravi affermazioni e notizie false". Lui non ci sta: "Prepotenti che approfittano della paura. Le mie posizioni sono quelle di molti scienziati"

L’associazione Patto Trasversale per la Scienza (Pts), fondata da Roberto Burioni e Guido Silvestri, ha presentato un esposto penale contro Vittorio Sbarbi "per le gravi affermazioni fatte nel video del 9 marzo scorso pubblicato sul profilo Facebook (ora cancellato) e sul canale YouTube (vedi nostro servizio) sulla diffusione del virus e sulla malattia Covid-19. Nel video - rimarca il Pts - Sgarbi ha manifestato dubbi sulla pericolosità del virus e sulle modalità di diffusione del contagio, diffuso notizie false rispetto alla prevenzione e ridicolizzato le misure di contenimento adottate dal Governo" - (VIDEO)


Risultato immagini per vittorio sgarbi burioni

"Le mie posizioni sono quelle di molti scienziati. Dal Governo strategia della tensione per coprire le inefficienze del sistema sanitario. Ogni mia dichiarazione è ispirata alla posizione di uomini di scienza che hanno indicato i limiti del virus rispetto alla mortalità". Vittorio Sgarbi non ci sta e replica alla denuncia presentata nei suoi confronti dall'associazione Patto Trasversale per la Scienza (Pts).

"Nessuna mia affermazione - scrive il critico d'arte su Facebook - prescinde dalle posizioni di virologi ed epidemiologi quali Gismondo, Bassetti e Tarro, ai quali mi sono ispirato. Non ho istigato nessuno - sottolinea - ma ho raccomandato i precetti cristiani della visita agli infermi nel momento in cui si è dichiarato che a Codogno il virus era stato debellato".

"Tra le opere di misericordia - continua Sgarbi - c’è l’obbligo di visitare gli infermi. Denuncio quindi la prepotenza, l’aggressione, la presunzione di verità di chi, in nome della scienza, nega i dati oggettivi sulla malattia, virale ma non mortale, per coprire le insufficienze dello Stato nella sanità, procurando allarme e confondendo le cause di morte per attribuirle indebitamente al Coronavirus".

E ancora: "Per questa strategia della tensione si inventano associazioni inesistenti e farlocche, che approfittano della paura e della intimidazione, come il sedicente “Patto trasversale per la scienza”, che non ha niente a che fare con la scienza e che è espressione di una prepotenza che approfitta della paura dei cittadini e la propaga". Poi l'annuncio: "Ho dato mandato all’avvocato Cicconi di procedere contro chi si investe della scienza senza averla, diffondendo ignoranza. Vi chiedo - conclude - di condividere questo messaggio".

Coronavirus, lo striscione ottimista della Raggi: "Andrà tutto bene". Martedì in tv la benevola gaffe sui lavoratori in nero (VIDEO)

Uno striscione bianco con la scritta "Andrà tutto bene". E' questo il messaggio che il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha voluto mandare ai cittadini dal balcone del Campidoglio in piena emergenza coronavirus. "Se seguiamo le disposizioni del governo - ha scritto il primo cittadino su Facebook - e cambiamo le nostre abitudini di vita sapremo affrontare la sfida. E vincerla"


La gaffe "solidale" su La7

Ospite a Dimartedì, su La7, la sindaca di Roma Virginia Raggi commenta il primo giorno con le nuove regole per contrastare la diffusione del Coronavirus: "Sono vicina a tutte le persone che in questo momento stanno soffrendo e sono disorientate, sono vicina anche a chi - sembra brutto dirlo - stava facendo un lavoro in nero e ora lo ha perso. Le prime immagini di oggi stanno mostrando una città che sta reagendo in maniera molto seria. Abbiamo fatto i controlli fra i locali ed erano tutti chiusi alle 18".

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