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updated 7:57 AM UTC, Aug 3, 2020

Covid, Zingaretti e la lezioncina anti-Salvini: "Scellerati si tolgono la mascherina per farsi pubblicità". La replica è un gol a porta vuota: "Parla quello dell'aperitivo"

"Il tema oggi è non far rialzare la curva. E quindi continuare a dire a tutti, contro gli scellerati che per farsi pubblicità si tolgono la mascherina, che ci sono tre cose semplici che bisogna fare: mascherina, distanza di sicurezza e igiene delle mani". Così Nicola Zingaretti in un'intervista a Fanpage.it - (Nella foto il segretario Pd in un locale sui Navigli a Milano in piena emergenza sanitaria)


Aperitivo, incontri e interviste: le ultime tappe di Zingaretti ...

Botta e risposta tra Nicola Zingaretti e Matteo Salvini. Il segretario del Pd ha iniziato il suo sabato mattina con un attacco al leader della Lega. Il dem ha proposto un patto per i giovani, per la "generazione che pagherà più di altri gli effetti del Covid nel campo del lavoro, del debito pubblico che si sta facendo e dell’arretratezza del sistema Paese". A Fanpage Zingaretti non ha risparmiato il suo nemico da frecciatine: "Oggi il tema è non far rialzare la curva. E quindi continuare a dire a tutti, contro gli scellerati che per farsi pubblicità si tolgono la mascherina, che ci sono tre cose semplici ch bisogna fare: mascherina, distanza di sicurezza e igiene delle mani". 

Un chiaro riferimento al numero uno del Carroccio che, settimana scorsa, impegnato in un convegno in Senato con esperti e virologi, ha negato l'uso della mascherina. Non solo, l'ex ministro ha anche bocciato il saluto con il gomito, sollevando la peggiore delle polemiche. Così, ad oggi, la Lega replica all'attacco di Zingaretti. Una sola frase basta e avanza per demolirlo: "Parla quello dell'aperitivo".

 

(Fonte: Libero)

Sondaggi politici, boom di Giorgia Meloni: sfonda quota 15% e mette nel mirino il M5S. Lega sempre primo partito, stabile il Pd, Renzi non entrerebbe in Parlamento

Lorenzo Pregliasco (YouTrend) presenta la supermedia dei sondaggi elettorali della settimana del 17 luglio: Fratelli d'Italia non solo torna a crescere (+0,5%) ma fa registrare anche un nuovo record, sfondando infine quella soglia "psicologica". Si riavvicina al Movimento 5 Stelle (fermo al 16,0%), da cui lo separa ormai meno di un punto. Lega sempre in testa in lieve calo, i dem rimangono sotto di 5 punti. Italia Viva dell'ex premier sotto il 3%, sorpassata da La Sinistra


Fratelli d’Italia supera il 15% e arriva a un punto dal M5S. La Lega si conferma il primo partito nelle intenzioni di voto, anche se in calo. Piccola flessione anche per il Pd che rimane al secondo posto al 20,2%. È quanto emerge dall’ultima rilevazione della Supermedia dei sondaggi politici elaborata da YouTrend per Agi, che mostra come i primi quattro partiti in Italia siano racchiusi in una forbice di appena 11 punti percentuali.

I dati per ogni partito

La Lega, sempre al primo posto nelle intenzioni di voto, perde altri 4 decimi e va al 25,4%. Seguono il Partito Democratico (20,4%) e il Movimento 5 Stelle (16%). Fratelli d’Italia cresce di mezzo punto e supera per la prima volta il 15%, portandosi a meno di un decimo dal M5S: la distanza tra i due partiti non era mai stata così ristretta. Forza Italia (7,2%) sale di 4 decimi su base bisettimanale, mentre l’area riconducibile alla lista La Sinistra (3%) sorpassa Italia Viva (2,9%). Chiudono il quadro Azione (stabile al 2,7%), +Europa (in crescita al 2,1%) e i Verdi (in lieve calo all’1,6%).

Le aggregazioni per aree parlamentari

Aggregando i risultati sulla base degli attuali equilibri parlamentari, la maggioranza che appoggia il governo Conte otterrebbe il 42,2%, 6 punti e mezzo in meno rispetto all’opposizione di centrodestra (48,7%). Osservando invece le percentuali sulla base delle coalizioni che hanno preso parte alle elezioni politiche del 2018, il centrosinistra avrebbe il 28,1%, più di 20 punti in meno rispetto alla coalizione del centrodestra unito.

Nota metodologica

La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, realizzati dal 2 al 15 luglio dagli istituti Ipsos, Ixè, SWG e Tecnè. La ponderazione è stata effettuata il giorno 16 luglio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale.

Donald Trump critica il "nuovo fascismo" dell'estrema sinistra

Il presidente degli Stati Uniti approfitta delle festività nazionali, per mettere in guardia contro la "rivoluzione culturale", una strana corrente di pensiero che aumenta solo il divario politico a livello mondiale


Il "Washington Post" lo ha definito "desolante", il "New York Times", di "divisione". Come previsto, il discorso di Donald Trump alla vigilia del 4 luglio davanti al Monte Rushmore, nel South Dakota, non ha lasciato nessuno indifferente. Radicale e incendiario, ha sfruttato al massimo la divisione che esiste negli Stati Uniti a causa dell'ondata di tensione razziale e della distruzione dei monumenti che rappresentano un passato non sempre limpido, del paese. Di fronte a un gruppo di circa 7.500 seguaci, senza alcuna distanza sociale e senza l'uso delle mascherine, nonostante l'ascesa della pandemia negli Stati Uniti, Trump ha focalizzato il suo discorso sulla presenza di una "sinistra estrema" che sta stabilendo un "nuovo fascismo" per porre fine ai valori americani. Il presidente ha promesso di difendere fino in fondo le sue libertà e quelle del popolo americano, incluso il monumento con i volti scolpiti dei quattro presidenti nelle Black Hills. "Questo monumento non sarà mai profanato". "Nelle nostre scuole, nelle nostre redazioni, persino nei nostri consigli di amministrazione, c'è un nuovo fascismo di estrema sinistra che richiede lealtà assoluta", parole pronunciate in modo freddo come a voler sfidare direttamente i politici accusati di esasperare questo violento pensiero, sullo sfondo un mare di bandiere americane sventolanti. "Se non parli la loro lingua, non pratichi i loro rituali, reciti i loro mantra e segui i loro comandamenti, verrai censurato, inserito nella lista nera, perseguitato e punito."

Per Trump, la nazione "sta assistendo a una campagna spietata per cancellare la nostra storia, diffamare i nostri eroi, rimuovere i nostri valori e indottrinare i nostri figli". Il presidente sostiene che i bambini americani vengono indottrinati nelle scuole ad un nuovo pensiero. "Viene loro insegnato a odiare il proprio paese ... e che i nostri eroi non sono eroi, ma cattivi". Tutto a causa di "flashmob infuriati che stanno cercando di demolire le statue dei nostri fondatori, cancellare i volti dei nostri monumenti più sacri e scatenare un'ondata di crimini violenti nelle nostre città". Nel suo discorso ha poi dedicato alcuni passaggi alla pandemia da covid-19, che sta colpendo il paese con intensità e facendo collassare gli ospedali.

Assillato da numeri catastrofici, con oltre 50.000 casi registrati per il terzo giorno consecutivo , Trump sembra aver trovato una nuova vena da sfruttare a livello elettorale, alimentando una divisione politico culturale che gli ha dato buoni risultati nel 2016. Venerdì, nel South Dakota, è diventato di nuovo un difensore di una storia piena di episodi razzisti e discutibili. Per dovizia di informazione, va detto che il monumento con le effigi di George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln, è stato scolpito da Gutzon Borglum, un uomo che pare avesse legami con il Ku Klux Klan, a questo va aggiunto che Washington e Jefferson erano schiavisti. "A questi eroi non verranno mai cancellati i volti, la loro eredità non sarà mai distrutta e i loro successi non saranno mai dimenticati", ha detto Trump.

Tutto questo nel mezzo di una situazione allarmante in molte parti del paese, a causa dell'aumento delle infezioni da Covid-19. La Florida, epicentro della pandemia negli Stati Uniti, ha battuto il record di casi positivi contandone 11.445 in un solo giorno. Tuttavia, alcune delle spiagge dello stato settentrionale sono rimaste aperte e piene di famiglie che si sono godute il 4 luglio.

In Texas, dove i casi sono saliti alle stelle, almeno due pazienti hanno dovuto essere trasferiti in altre regioni a causa della mancanza di letti d'ospedale. In un solo stato, il Vermont, c'è stato un calo dei casi.

Turbativa d'asta nel trasporto pubblico, indagato il governatore della Toscana Enrico Rossi (Pd). Lui non ci sta: "Accuse infamanti e ridicole". Ma Salvini attacca: "Vergogna, maxi appalto assegnato ai francesi"

Il presidente dem ha ricevuto un avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta sulla gara regionale per l'affidamento del trasporto pubblico locale. Sull'appalto, dal valore di 4 miliardi di euro e vinto da Autolinee Toscane, parte del gruppo francese Ratp, la Procura ha aperto un'inchiesta dopo gli esposti presentati dal gruppo uscito sconfitto, il consorzio Mobit. Rossi è indagato, insieme a funzionari regionali dei trasporti e ai membri della commissione aggiudicatrice, per un'intervista rilasciata nel 2015 in cui commentava l'aggiudicazione ad Autolinee Toscane mentre la gara era ancora in corso - (LEGGI TUTTO)


Il governatore toscano Enrico Rossi è indagato a Firenze. Sarebbe turbativa d'asta, l'accusa contestata dalla Procura di Firenze nell'ambito dell'inchiesta per la gara regionale per il trasporto pubblico locale, un bando da 4 miliardi per 11 anni vinto da Autolinee toscane spa, (del gruppo francese Ratp). Il reato sarebbe contestato in relazione a un'intervista rilasciata da Rossi nel novembre del 2015, nella quale commentava l'aggiudicazione ad Autolinee nonostante la gara non fosse ancora terminata. Accuse "infamanti e ridicole. Aspetto il momento giusto per procedere a querelare i calunniatori" scrive Rossi oggi su Fb, facendo riferimento all'esposto "fatto dalla cordata di imprese che ha perso la gara" e che mette "sotto accusa oltre a me, l'intera commissione regionale e i dirigenti del settore mobilità". Con Rossi sono indagate altre sei persone, due funzionari della Regione e quattro componenti della commissione giudicante

La gara per il trasporto pubblico su gomma è stata vinta da Autolinee Toscane (gruppo francese Ratp), battuta Mobit, consorzio di imprese toscane. Con Rossi 7 gli indagati. Le accuse ipotizzate a vario titolo falso, abuso di ufficio, turbativa d'asta, induzione a promettere o dare utilita'. L'avviso di garanzia a Rossi, così la stampa, è stato notificato ieri in vista della consulenza sul materiale sequestrato in Regione e presso At. "A volte, ricevere un avviso di garanzia è segno del fatto che si fanno cose importanti a favore dei cittadini e che si toccano interessi che non vogliono mettersi da parte e accettare gli esiti di gare regolari e trasparenti - scrive Rossi -. Mi era già accaduto per la realizzazione dei quattro nuovi" ospedali". Ora l'esposto della "cordata di imprese che ha perso la gara" per il Tpl, un "ultimo colpo di coda per bloccare le regolari procedure" dopo aver "strumentalmente usato la giustizia amministrativa perdendo regolarmente tutti i ricorsi", l'ultimo, ricorda Rossi, pochi giorni fa quando il Consiglio di Stato non ha sospeso l'affidamento della gara, "facendo così ritardare il contratto con l'impresa vincente e quindi la partenza del servizio". "Per quanto mi riguarda l'accusa è aver rilasciato, il 13 novembre 2015, dichiarazioni sull'esito provvisorio della gara, prima della sua conclusione formale". Ma chi ha fatto l'esposto "nasconde il fatto che la notizia già da un mese era di pubblico dominio" e riportata dalla stampa; "La seduta della commissione per l'apertura delle buste era stata pubblica, come prevede la legge, e quindi tutti erano a conoscenza del risultato". Per Rossi "la cosa più vergognosa e triste di questa vicenda è che con la strumentalizzazione della giustizia amministrativa e ora persino di quella penale si è sviluppato un contenzioso che ha ritardato di almeno 4 anni la partenza del nuovo servizio" di Tpl "provocando un danno alle casse regionale di due milioni di euro per ogni mese e impedendo ai cittadini di beneficiare da anni di un trasporto pubblico locale moderno e con autobus nuovi".

"Vergogna in Regione Toscana, il maxi appalto da 4 miliardi assegnato ai francesi (e già questo grida vendetta) finisce sotto inchiesta, indagato anche il governatore di sinistra. I cittadini toscani meritano di meglio!". Così il leader della Lega Matteo Salvini, commentando, in una nota, l'inchiesta che coinvolge anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, indagato a Firenze per la gara regionale per il tpl.

 

(Fonte: Ansa)

Razzismo e immigrazione, tutti a lezione dal capo sardina: "Noi siamo per lo ius soli puro, ma prima educhiamo gli italiani"

"Noi saremmo per lo ius soli puro, ma siamo convinti che prima serva un’opera di sensibilizzazione, di educazione". Lo dice all'AdnKronos, Mattia Santori, leader delle Sardine, dopo la manifestazione di ieri a Piazza del Popolo, a Roma, convocata in memoria di George Floyd e contro il razzismo, nel corso della quale si è levata la richiesta di approvare la legge per la cittadinanza ai figli dei migranti nati in Italia.

Santori spiega di essere favorevole a una cittadinanza concessa a chi nasca nel nostro territorio, sul modello americano, ma ammette che "quando i diritti umani vengono calpestati per meri fini propagandistici, è difficile affrontare certi temi". Quindi "prima di parlare di ius soli, bisogna bonificare la narrazione farlocca e strumentale portata avanti da certi personaggi della politica e bisogna finalmente avere il coraggio di fare i conti con la Storia".

"Questo è l’unico modo che abbiamo per dare dignità ad un argomento così importante e per sottrarlo al rischio di strumentalizzazione", conclude Santori.

 

(Fonte: Adnkronos)

Il Movimento 5 Stelle avverte Renzi: "Sfiducia a Bonafede è sfiducia al governo". Crescono malumori e sospetti nella maggioranza

Italia Viva incalza governo e maggioranza, domani possibile incontro con Conte. Alla fine il ministro della Giustizia dovrebbe farcela, ma la tensione resta alta e il pressing dei renziani sta crescendo. M5S e Pd convinti che l'ex premier sia a caccia di poltrone e spinga per un rimpasto, con l'arma della minaccia di una guerriglia parlamentare permanente


"Sono convinto che la maggioranza voterà compatta. Il ministro della Giustizia è il capodelegazione di M5S al governo ed è un ministro importante, se qualcuno nella maggioranza vota la sfiducia ovviamente è una sfiducia al governo, questo è evidente a tutti, ma sono convinto che non ci saranno sorprese". Così il capo politico M5S Vito Crimi a Skytg24 sulla mozione di sfiducia al Guardasigilli, domani al Senato.

Si tratta del primo test per la tenuta del governo nella fase 2. E' in vista di quella data che, in queste ore, Italia Viva sta alzando la posta, chiedendo un nuovo confronto con Giuseppe Conte al quale ha inviato il pacchetto di proposte sul programma di governo.

Iv chiede spazio, legando la sua richiesta alla possibilità che la mozione di sfiducia avanzata dalle opposizioni trovi anche il placet sei senatori renziani.

Possibilità sulla quale fonti di governo spiegano come, a qual punto, Matteo Renzi si prenderebbe la responsabilità della sua scelta. E' una partita a scacchi, insomma, che occuperà Conte da qui a mercoledì mattina, tanto da fargli rinviare l'intervento in Aula alla Camera da martedì a giovedì 21 sul tema delle riaperture. Nessuno, a Palazzo Chigi, per ora conferma un nuovo incontro tra il capo del governo e la delegazione di Iv. Anche perché, come spiega un membro del governo della maggioranza, "se vuoi presentare delle proposte non chiedi un incontro con il presidente del Consiglio ma con i tuoi alleati. Se vuoi incontrare solo Conte vuoi poltrone, non il sì alle tue proposte". Ma il pressing di Iv cresce di ora in ora e l'incontro alla fine, potrebbe esserci domani. "Per il nostro gruppo interverro' io in Aula.

I numeri sono ballerini e Italia Viva potrebbe essere decisiva", scrive Renzi lanciando una sorta di sondaggio dalla sua e-news sull'operato di Bonafede. Nel merito dei contenuti due sono i temi chiave su cui Iv insiste: quella della giustizia (la prescrizione, in particolare) e il piano shock sui cantieri per la ripartenza economica del Paese. Sul secondo punto Conte ha messo in campo una contromossa, assorbendo, in linea di principio, il piano di Iv nel decreto su semplificazioni e investimenti al quale il governo lavorerà nei prossimi giorni.

Giorni in cui, dall'Europa, arriveranno anche le notizie decisive per la definizione del Recovery Fund. E la proposta franco-tedesca sui 500 miliardi di aiuti, in chiave interna, potrebbe dare una mano al premier: si tratta di trasferimenti a fondo perduto e quindi adatti a sostituire quei 36 miliardi che metterebbe in campo il Mes. Una simile ipotesi, in teoria, potrebbe porre Conte nelle condizioni di far votare il Parlamento sull'intero pacchetto specificando la non attivazione del Mes e aggirando la possibile frattura del M5S. Di certo, per il premier, inizia la fase più delicata. Il pressing di Confindustria non accenna a diminuire così come il rischio che le Regioni, sulle aperture, vadano in ordine sparso.

Vincenzo De Luca fa l'autonomista e tiene chiusi bar e ristoranti: "Non ho firmato alcun accordo col governo. In Italia c'è confusione". E attacca lo Stato centrale: "Campania rapinata" (VIDEO)

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, contro l'accordo sulle novità per la fase 2. La sua Regione, dice a In mezz'ora in più su Rai Tre, non ha siglato l'intesa raggiunta la notte scorsa con il governo: "Su alcune norme di sicurezza generale credo debba pronunciasi il ministero della Salute e non possibile che il governo e il ministro scarichino opportunisticamente sulle regioni" - (VIDEO)


De Luca: "Il Nord impari dal Sud invece di dire idiozie"

"Mi dicono, ho sentito ieri le dichiarazioni del presidente del Consiglio, dal 3 giugno liberi tutti. Io non lo so cosa succederà il 3 giugno, io cercherò di ragionare il 2 giugno per sapere qual è la situazione epidemiologica". Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ospite di "In mezz'ora" su Rai3. "Che significa liberi tutti? Se il contagio viene contenuto va bene, ma se abbiamo ancora livelli elevati di contagio che significa liberi tutti?". "Voglio correggere un'informazione che è girata in queste ore sugli organi d'informazione sull'accordo raggiunto tra Regioni e Stato: la Campania non è d'accordo, non ha firmato nessun accordo". "Io ritengo - ha spiegato De Luca - che su alcune norme di sicurezza generale debba pronunciarsi il Ministero della Salute. Poi è chiaro che è necessaria una flessibilità regionale, ma sulle norme fondamentali non è possibile che il Ministero della Salute e il Governo scarichino opportunisticamente le decisioni sulle Regioni, questo non è accettabile".

LE RIAPERTURE - "C'è un clima di confusione in Italia, basti pensare che siamo a domenica pomeriggio e dovremmo riaprire lunedì mattina, così hanno comunicato all'Italia. Voglio chiarire che noi non apriamo lunedì mattina né i ristoranti, né i pub, né altro, per serietà". "Abbiamo deciso di avere un'interlocuzione con le categorie economiche per prepararli alla sanificazione, a procurarsi dei pannelli di divisione tra cliente e cliente e per agevolare l'apertura anche di piccoli ristoranti".

LA REAZIONE DELLA CAMPANIA - "La Campania ha dato una prova straordinaria di efficienza e concretezza amministrativa e nessuno in Italia si sarebbe aspettato che la Campania reggesse come ha retto l'onda d'urto dell'epidemia". "Questo - ha aggiunto - è accaduto perché abbiamo fatto 2 anni di lavoro straordinario, essendoci liberati dei commissari esterni, abbiamo preparato pronto soccorsi, rete dell'emergenza che non c'era, abbiamo fatto in tempo ad assumere 800 infermieri 2 mesi prima che scattasse la vicenda dell'epidemia e, soprattutto, abbiamo preso all'inizio del contagio delle decisioni anticipate rispetto al Governo nazionale, in qualche caso di 15 giorni". De Luca ha spiegato che la Campania "è partita da una consapevolezza: è la regione più difficile d'Italia perché abbiamo la più alta densità abitativa d'Italia, nell'area metropolitana di Napoli e nella fascia costiera la più alta d'Europa. Se perdiamo il controllo del contagio in Campania viene un'ecatombe, questo è il motivo per cui abbiamo fatto quello che abbiamo fatto. Oggi - ha ricordato De Luca -abbiamo il tasso più basso di decessi per coronavirus in relazione alla popolazione, abbiamo il tasso più basso di positivi in relazione alla popolazione e un tasso molto basso di morti per la percentuale di persone contagiate. Credo che siano risultati importanti che vanno a merito delle migliaia di persone del sistema sanitario e dei nostri concittadini".

LE RISORSE - "La Campania è la Regione d'Italia che ha meno risorse fra tutte le Regioni nel fondo sanitario nazionale". "Non tutti sanno - ha spiegato De Luca - che la Campania riceve pro capite ogni anno 45 euro in meno rispetto a un cittadino del Veneto, 40 euro in meno della Lombardia, 60 euro in meno rispetto all'Emilia Romagna, 30 euro in meno rispetto al Lazio. La Campania viene rapinata ogni anno di 300 milioni di euro dallo Stato centrale". Anche a proposito dei tamponi, ha aggiunto De Luca, "la Campania ha ricevuto da Consip un quarto dei tamponi arrivati in Veneto e un terzo di quelli arrivati nel resto d'Italia. In queste condizioni, produrre i risultati raggiunti dalla Campania è stato un risultato straordinario".

TURISMO - "Stiamo preparando una bella campagna di promozione turistica, questa volta cercheremo di utilizzare il fatto che non abbiamo una regione rovinata dal punto di vista della pandemia". "Sfrutteremo anche le nostre bellezze, cercheremo di giocarcela anche dal punto di vista turistico", ha aggiunto.

IMPRESE - "Abbiamo approvato in Campania un Piano economico-sociale che vale un miliardo e che veramente ci inorgoglisce. Abbiamo deciso di dare a 104mila piccole imprese 2mila euro di contributo a fondo perduto, il Piano lo abbiamo approvato 3 settimane fa e i soldi sono già arrivati agli imprenditori". "Diamo mille euro agli autonomi e ai professionisti - ha aggiunto De Luca - ed entro la prossima settimana completiamo i mandati di pagamento per altri 70mila professioni. Diamo 2mila euro ai tassisti e agli autisti di Ncc che sono stati penalizzati, e soprattutto abbiamo deciso di fare un'operazione di cui siamo orgogliosi, cioè aumentiamo le pensioni al minimo a mille euro per i mesi di maggio e giugno". De Luca ha definito quest'ultima misura "un'operazione di grande valore sociale ma anche ideale, perché un Paese che si consente ancora di avere pensioni di 450 euro non è un paese civile".

Regolarizzazione per mezzo milione di immigrati: verso l'accordo tra Pd, M5S. Iv e LeU. I grillini provano a inserire dei paletti

BELLANOVA, BUONA NUOVA... Sarebbe stata raggiunta un'intesa sulle regolarizzazioni dei migranti che lavorano nel settore agricolo. A quanto si apprende da fonti di tutti i partiti di governo, nel vertice di questa notte si sarebbe siglato un compromesso sulla norma di cui si discute da giorni: accanto all'istanza del datore di lavoro ci sarà anche l'istanza del lavoratore, che otterrà un permesso temporaneo di sei mesi, convertibile in permesso di lavoro alla sottoscrizione del contratto, ma con verifiche più stringenti che provino di aver svolto in passato attività lavorativa nel settore agricolo


Il clandestino che si dice gay viene salvato dai magistrati ...

"Sul tema dei lavoratori stagionali, rimaniamo fortemente contrari rispetto a qualunque intervento che si configuri come una regolarizzazione indiscriminata - scrive in una nota il Movimento 5 Stelle -. Non riteniamo questa una soluzione che possa rispondere alle reali esigenze nostre aziende del settore agroalimentare. Confermiamo il nostro principio di partenza: il permesso di soggiorno deve essere legato ad un contratto di lavoro, non viceversa". "Resta poi confermato il nostro fermo 'no' rispetto a qualunque ipotesi di sanatoria sui reati commessi. Non possiamo immaginare che possa farla franca chi si è macchiato di caporalato, di sfruttamento delle persone. Questo significherebbe, tra l'altro, anche prendersi gioco di tutte quelle aziende oneste che invece hanno sempre rispettato le leggi e rispettato i diritti dei lavoratori. Se vogliamo dare un segnale forte e chiaro, dovremmo inasprire le pene e aumentare i controlli".


Rassegna stampa

da Repubblica

L'accordo sulla regolarizzazione dei migranti che lavorano nei campi e come badanti e colf "in nero" è stato raggiunto. Nella maratona notturna tra il premier Giuseppe Conte e i capi  delegazione dei partiti della maggioranza giallo-rossa, in cui ogni punto del decreto Rilancio è stato oggetto di lunghe discussioni e mediazioni, all'una e mezza di notte, è stato tratto il dado anche sulla sanatoria.

"Un buon compromesso"

In vista del pre consiglio dei ministri (fissato oggi per le 14) e del cdm in serata, Teresa Bellanova, la ministra dell'Agricoltura che, insieme con il dem Peppe Provenzano, responsabile del dicastero del Sud, più hanno spinto per la regolarizzazione, erano ottimisti. Salvo ultimi colpi di coda dei 5Stelle, che di regolarizzazione non volevano sentire parlare, soprattutto non da inserire nel decreto Rilancio, il provvedimento per ora c'è. 

"Rifiniture sono in corso", commenta ancora prudente Bellanova che è stata anche oggetto di pesanti attacchi e insulti sul web per la sua battaglia. Comunque per il Viminale il testo è un buon compromesso. La ministra Luciana Lamorgese non aveva mai dubitato che si sarebbe raggiunta l'intesa. Manca un ultimo miglio, ma se i nodi politici non si aggrovigliano, nel decreto si varerà anche la regolarizzazione.

Il Pd ha spinto perché oltre a braccianti e raccoglitori, fosse inserito anche il lavoro domestico. I 5Stelle hanno ottenuto che i permessi temporanei, che sono comunque di sei mesi e per ricerca di lavoro, siano subordinati a un controllo dell'Ispettorato del lavoro. Solo infatti se l'Ispettorato certificherà che gli immigrati, che ne fanno richiesta, hanno già lavorato in quei settori in passato, potranno ottenere il permesso di ricerca di lavoro per sei mesi in attesa di trasformarlo poi in permesso di lavoro vero e proprio.

"Regolarizzabili" mezzo milione di stranieri

Non si fanno numeri al Viminale. Ma i "regolarizzabili" potrebbero essere 500 mila stranieri. Infatti le leve di regolarizzazione sono due: quella dei permessi di ricerca di lavoro (con il vaglio dell'Ispettorato del lavoro) e alla fine per sei mesi, ma soprattutto quella che affida al datore di lavoro l'emersione del lavoro "in nero". Vale ovviamente per italiani e stranieri. Il ministro del Sud, collegato questa notte con la video riunione, si è battuto perché l'emersione fosse da intendersi il più ampia possibile. Ai lavoratori stranieri a cui il datore di lavoro garantisce il contratto, sarà dato un permesso di soggiorno della durata del contratto di lavoro. I datori di lavoro che dichiarano le pregresse irregolarità avranno uno scudo penale e amministrativo.

La ministra del Lavoro, la grillina Nunzia Catalfo, avrebbe dato un sostanziale via libera, benché dal Blog delle Stelle al capo politico del Movimento, Vito Crimi, ci sia un "no" ripetuto. L'ultimo braccio di ferro dei 5Stelle è stato per evitare che la regolarizzazione fosse inserita nel decreto Rilancio.

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