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updated 12:16 PM UTC, Sep 25, 2020

Covid e scuola, dai pediatri parole rassicuranti: "Se si rispettano le regole il rischio è quasi zero. Il problema è ciò che avviene fuori"

Il presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), Alberto Villani, è intervenuto su Sky Tg24, nel giorno in cui sono riprese le lezioni per 5,6 milioni di studenti italiani


CORONAVIRUS: SCUOLA, a SETTEMBRE cambierà TUTTO! Ecco COME saranno  ORGANIZZATI gli SPAZI » ILMETEO.it

Per arginare il rischio che possa esserci un eventuale contagio in classe, l'unico modo è "il rispetto delle regole. Se si evitano gli assembramenti, se si rispetta il distanziamento, l'uso della mascherina e il lavaggio frequente delle mani, anche nell'ipotesi che un compagno di classe risulti positivo, il rischio concreto di contagio è pressoché zero". Lo ha spiegato il presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), Alberto Villani, intervenendo su Sky Tg24, nel giorno in cui sono riprese le lezioni per 5,6 milioni di studenti italiani.

 "La scuola - ha precisato Villani, che dirige l'Unità Operativa Complessa di Pediatria e Malattie Infettive dell'Ospedale Bambino Gesù - è uno dei luoghi più sicuri, perché ci sono delle regole precise e c'è chi le fa rispettare. Il problema è ciò che avviene fuori. E' molto più facile che il virus entri nella scuola piuttosto che esca da scuola".

D'altronde, "bambini e ragazzi sono molto più ossequiosi delle regole rispetto agli adulti". Anzi, come si è visto per la raccolta differenziata che, dopo tante campagne pubblicitarie non fruttuose, venne portata realmente all'interno delle famiglie quando fu insegnata a scuola, "lo stesso avverrà in questo caso, cioè i saranno i bambini a diventare diffusori di un nuovo modo di relazionarci".

Rispetto ai consigli concreti ai genitori, che dovranno misurare la temperatura ai figli prima di portarli a scuola, ha ribadito Villani: "si considera febbre sopra i 37,5 gradi, quindi 37,2 non è febbre. Ma soprattutto, il genitore saprà riconoscere il bambino sta bene o se c'è qualcosa che merita attenzione. Nessuno meglio di lui sa valutare se il figlio sta per iniziare ad avere qualcosa". Quindi, il consiglio è approcciarsi con "piena serenità e tranquillità". 

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Salute

Scuola, Azzolina: "Salute e istruzione siano alleate". E su possibili stop alle lezioni: "Potranno verificarsi ipotesi. Non vanno creati allarmismi"

"La scuola è un pilastro della nostra società. Proprio per questo alla scuola dobbiamo un grande rispetto. E, nel nome della scuola, occorrono, pur nel normale confronto dialettico che deve esserci sempre in una società sana e democratica, più collaborazione, più proposte e meno scontro politico. Approfittare della scuola per fare mera propaganda, ancor più in periodi delicati come questo, significa non agire nell'interesse delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi". Così la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina alla Camera


 La ministra Azzolina ha confermato che non si tornerà a scuola prima di  settembre - Il Post
Lucia Azzolina ha lanciato la proposta "di incentivare, per il presente e per il futuro, un'alleanza stabile tra scuola e sanità, perché la salute e l'istruzione non possono essere viste come interessi contrapposti. "Potranno verificarsi - ha detto il ministro dell'Istruzione alla Camera - di settimana in settimana, ipotesi di sospensione delle attività didattiche in presenza delle nostre classi. Non vanno creati allarmismi".

"Le nostre scuole - ha proseguito la Azzolina - hanno tutti gli strumenti per affrontare ogni criticità, grazie ai tanti strumenti messi in campo nei mesi scorsi. Dalla didattica digitale integrata, a tutti i dispositivi acquistati, fino alla formazione specifica. Abbiamo previsto anche specifiche misure per i genitori, in modo che, in tali casi, non debbano subire conseguenze negative sul lavoro".

Poi un rimprovero alle opposizioni: "La propaganda elettorale ha usato la scuola in un modo sconsiderato - afferma -. Faccio un appello a tutti: teniamo fuori la scuola dalle dispute elettorali. È da irresponsabili strumentalizzare l'educazione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, per un pugno di voti".

"Restiamo sul terreno della dialettica politica - conclude il ministro Azzolina -. Quella politica che pensa al futuro delle prossime generazioni e non all'immediato, effimero, consenso delle piu' vicine tornate elettorali".

Conte,non c'è motivo per essere pessimisti - "Da padre ancor prima che da Presidente del Consiglio comprendo le preoccupazioni dei genitori ma posso garantire che il Governo sta lavorando alacremente affinché il rientro a scuola avvenga in piena sicurezza. Non c'è alcun motivo per essere pessimisti, perché per la scuola abbiamo fatto in pochi mesi ciò che in decenni non è stato fatto, stanziando da gennaio a oggi 7 miliardi di euro, di cui 2,9 solo per la ripartenza". Lo afferma il premier Giuseppe Conte in un intervista al Foglio.it

Scuola, dalle mascherine ai banchi, dalla misurazione della febbre ai trasporti. Cosa c'è da sapere sul ritorno in classe

A pochi giorni dalla riapertura delle scuole il governo e il Comitato tecnico scientifico stanno lavorando per stabilire le regole necessarie al fine di contenere la diffusione del contagio da coronavirus. Nelle ultime ore proprio il Cts ha chiarito un punto fondamentale sulle mascherine (non obbligatoria in classe). Gli studenti dovranno indossare quelle chirurgiche, certificate come dispositivi medici, e non quelle di stoffa, meno sicure


Mascherine a scuola: Sì o no, quali, quando?

Il personale scolastico è tenuto ad indossare la mascherina durante la permanenza a scuola. I docenti possono toglierla in classe, se gli studenti si avvicinano o durante l'intervallo devono rimetterla. In seguito alla nuova decisione del Comitato Tecnico Scientifico, invece gli alunni, a patto che si rispetti il metro statico, possono non indossare la mascherina durante la lezione. Le mascherine sono obbligatorie dai sei anni in su per tutti all'arrivo, all'uscita e per gli spostamenti dentro la scuola. il commissario straordinario per l'emergenza ha spiegato che non saranno i genitori a dover comprare i dispositivi di protezione ma ogni giorno verranno inviate agli istituti ben 11 milioni di mascherine. Saranno poi le scuole a dover organizzare la distribuzione in modo tale da non creare assembramenti. Le mascherine di stoffa saranno ammesse solo se dovessero poi sorgere problemi nella fornitura delle chirurgiche. Il Comitato ha inoltre ribadito che, seduti al banco e ad almeno un metro di distanza, i ragazzi potranno abbassare la mascherina. 

Banchi singoli o innovativi

Per garantire il distanziamento in classe sono stati ordinati dalle scuole banchi monoposto, utili anche per sostituire i vecchi banchi delle scuole a prescindere dalla pandemia. Alcune scuole hanno acquistato i banchi con i fondi ricevuti dal ministero dell'Istruzione, altre li hanno ordinati tramite il bando emanato dal commissario per l'emergenza Arcuri, altre ancora li hanno ordinati con entrambe le modalità. Con il bando della struttura per l'Emergenza Covid arriveranno 2,4 milioni di banchi entro fine ottobre. Gli istituti superiori hanno anche ordinato in alcuni casi i banchi innovativi.

Ingressi scaglionati

Quando inizieranno le lezioni sono previsti ingressi scaglionati e doppi turni. Si tratta di una decisione che prenderanno le singole scuole in autonomia ma è una scelta consigliata dagli esperti per evitare assembramenti in ingresso e uscita dalla scuola.

Trasporti

C'è l'ok alle linee guida sul trasporto pubblico e scolastico: a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale, dei mezzi del trasporto ferroviario regionale e degli scuolabus del trasporto scolastico dedicato è consentita una capienza fino all'80%, prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti. Ovviamente va tenuta la mascherina a bordo.

Misurazione della febbre

Con più di 37.5° si sta a casa Gli studenti e il personale scolastico dovranno misurare la propria temperatura corporea a casa. Nel caso in cui questa superi i 37,5° sono obbligati a restare nel proprio domicilio. I genitori informano anche il pediatra o il medico curante che, in caso di sospetto Covid-19, richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di prevenzione per l'esecuzione del test. Al momento il Cts non ha reputato opportuna la rilevazione della temperatura corporea all'ingresso delle scuole né per gli alunni, né per il personale, anche se in alcune regioni come la Campania, si stanno organizzando con termoscanner per la misurazione della temperatura. Per il Cts la misura è corretta ma rischia di creare assembramenti davanti agli istituti che ovviamente si vogliono evitare.

Test sierologici docenti e Ata Da fine agosto è partita la campagna di somministrazione volontaria dei test sierologici per il personale scolastico. Insegnanti e personale ATA possono rivolgersi alle Asl o al proprio medico di famiglia per sottoporsi al test sierologico. Se in tante Regioni si sta procedendo a passo spedito, in altre ancora risultano problemi con medici senza kit a disposizione o che in alcuni casi si rifiutano di svolgere le operazioni per mancanza di sicurezza.

Didattica digitale integrata

Gli insegnanti sono consapevoli che le lezioni potranno avvalersi anche di moduli da svolgere online. Ecco perché sono state emanate delle linee guida specifiche sulla didattica digitale integrata: il documento in questione contiene indicazioni operative affinché ciascun Istituto scolastico possa dotarsi, capitalizzando l'esperienza maturata durante i mesi di chiusura, di un Piano scolastico per la didattica digitale integrata. In particolare, il Piano per la DDI dovrà essere adottato nelle secondarie di secondo grado anche in previsione della possibile adozione, a settembre, della didattica digitale in modalità integrata con quella in presenza. Mentre dall'infanzia alla secondaria di primo grado, il Piano viene adottato affinché gli istituti siano pronti "qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti".

Scuola, si riparte (senza mascherina) tra nuove misure e qualche rinvio. Molte le incertezze, ma Azzolina sicura: "Stiamo per scrivere un nuovo capitolo di storia". Polemica sui docenti che non vorrebbero rientrare, i presidi: "Una montatura"

Inizia oggi il nuovo anno scolastico 2020/2021: gli insegnanti tornano a scuola per le prime riunioni e la pianificazione delle attività didattiche, in attesa del ritorno a scuola degli studenti. E riaprono oggi le scuole anche per il recupero degli apprendimenti. In alcuni casi questo verrà fatto in presenza, in altri, per il secondo grado, a distanza, a seconda dell'autonoma scelta delle singole scuole - (LEGGI TUTTO)


La danza intorno ad Azzolina, la ministra “che non si fida di nessuno” - Il  Foglio

Mentre il 14 settembre, data in cui la maggior parte degli studenti torneranno sui banchi, si avvicina, si continua a lavorare per far sì che per l'inizio di questo nuovo anno scolastico avvenga nel modo più sicuro possibile. Gli studenti potranno stare senza mascherina al banco se in condizione di distanziamento di almeno un metro. E' quanto ha ribadito il Comitato tecnico scientifico in un documento pubblicato al termine della riunione di ieri sulla riapertura delle scuole in sicurezza. ''L'apertura delle scuole è una esigenza primaria del Paese, ma lo è altrettanto la sicurezza e la continuità delle attività", si sottolinea nella nota. "Pertanto accanto alle esigenze didattiche e formative, è necessario prendere in considerazione il principio di precauzione, la protezione dei lavoratori, la efficacia, la sostenibilità e la accettabilità delle misure proposte.

"Lavoriamo tutti insieme e riconsegniamo le scuole ai nostri studenti: il Paese ce ne sarà riconoscente. Abbiamo una responsabilità storica grande. Sarà un anno duro. Ma anche l'inizio di un percorso diverso. Avremo le risorse dall'Europa con cui costruire la scuola di domani, a partire dagli insegnamenti di questi mesi. Abbiamo le idee e il coraggio per realizzarle", ha scritto la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, in una lettera inviata ai docenti e tutto il personale scolastico.

"C’è una battaglia da portare avanti su tutte: quella per eliminare le classi sovraffollate, le cosiddette classi pollaio. Abbiamo cominciato a intervenire sul provvedimento che ha dato loro origine: il Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81. Già oggi possiamo derogarvi, per l’emergenza, abbassando il numero di alunni per classe. Porteremo avanti questo percorso", ha aggiunto Azzolina.

"Ancora una volta l’Italia in prima fila per elaborare strategie utili per combattere il coronavirus. Grazie al ministro @robersperanza oggi 53 Paesi si confrontano con l'Oms sulla riapertura delle scuole in sicurezza. Questa oggi è la nostra priorità", aveva scritto su Twitter il premier Giuseppe Conte ieri in occasione della conferenza sulla riapertura delle scuole in sicurezza organizzata con l'Oms a cui hanno partecipato 53 Paesi.

E mentre è stato sciolto anche il nodo dei trasporti, con nuove misure per aumentare la capienza dei mezzi pubblici in condizioni di sicurezza, per favorire la ripresa ordinata dell'attività scolastica, economica e culturale del Paese, c'è nel frattempo chi ha deciso di posticipare l'inizio dell'anno scolastico 2020-2021 anche di 10 giorni. A parte l'Alto Adige, dove è stato stabilito che la prima campanella suonerà il 7, in Abruzzo si inizierà il 24 settembre. Anche a Positano gli studenti torneranno in classe il 24. In Sardegna invece la campanella suonerà il 22.

 

(Fonte: Adnkronos)

Scuola, c'è l'accordo con le Regioni: si riparte il 14 settembre, l'1 per i recuperi. Confermato il distanziamento di un metro, didattica a distanza solo per le superiori

Regioni ed enti locali hanno dato parere positivo alle linee guida sul rientro in classe. L'unica a dire no è stata la Campania del governatore Vincenzo De Luca, che ha espresso polemicamente il suo "disaccordo con le misure" e ribadito la "nostra critica ferma al ministro dell'Istruzione, per la quale i problemi della scuola sono diventati marginali rispetto alla politica politicante" - (LEGGI TUTTO)


A settembre tutti a scuola, anche all'aperto se necessario ...

Regioni ed Enti Locali hanno dato il via libera alle nuove linee guida per il rientro a scuola da settembre. "Un ottimo risultato" e "le Regioni hanno avuto un ruolo determinante nella costruzione di un Piano scuola 2020-2021 che rispondesse il più possibile alle diverse esigenze dei docenti e dei dirigenti scolastici, degli studenti e degli enti locali". E' il commento del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

"Le scuole riapriranno l'1 settembre per i corsi di recupero e il 14 c'è la riapertura vera e propria". Lo ha ufficializzato il sottosegretario all'Istruzione Peppe De Cristofaro, intervenuto a SkyTg24. "Il 20 settembre - ha aggiunto - spero davvero che si riesca a fare quello che in tanti stanno chiedendo, cioè cercare luoghi alternativi alle scuole per svolgere le elezioni. Diversamente sarebbe onestamente un cazzotto nell'occhio e una vera beffa. Spero si risolva positivamente".

"La didattica a distanza sotto i quattordici anni non si fa - ha detto De Cristofaro -, si fa soltanto per la scuola secondaria di secondo livello ma in condizioni assolutamente residuali, quando è proprio impossibile dare vita alla didattica normale. L'impegno e l'obiettivo del Governo è riportare dal 14 settembre tutti gli studenti in aula in presenza e immaginare la didattica a distanza come vera e propria extrema ratio".

Nella bozza del documento è stato inserito un esplicito riferimento al distanziamento fisico che richiama le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico. "Il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali (le bocche - ndr) degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione", si legge nella bozza.

La nuova bozza del Piano sul rientro a scuola prevede l'istituzione di "Conferenze dei servizi, su iniziativa dell'Ente Locale competente, con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, finalizzate ad analizzare le criticità delle istituzioni scolastiche che insistono sul territorio di riferimento delle conferenze".

"Lo scopo - si legge nella bozza - sarà quello di raccogliere le istanze provenienti dalle scuole con particolare riferimento a spazi, arredi, edilizia al fine di individuare modalità, interventi e soluzioni che tengano conto delle risorse disponibili sul territorio in risposta ai bisogni espressi".

Grande soddisfazione" è stata espressa dal ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia.

"Un primo importante passo avanti. Ora dobbiamo continuare a lavorare insieme anche con il massimo coinvolgimento delle forze sociali", afferma  il ministro della Salute Roberto Speranza. "È essenziale - aggiunge - investire nuove ingenti risorse per garantire la riapertura di tutte le scuole nella massima sicurezza. È un obiettivo fondamentale su cui tutto il Paese deve essere unito".

"Non daremo l'intesa, non diremo che siamo d'accordo con le misure che saranno prese". Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in merito alla conferenza Stato-Regioni sulla scuola, che ribadisce la "nostra critica ferma al ministro dell'Istruzione per la quale i problemi della scuola sono diventati marginali rispetto alla politica politicante" "Non daremo l'intesa perché consideriamo irresponsabile il voto il 20 settembre e non è stato definito l'organico dei docenti", ha aggiunto.

Scuola, Azzolina rimandata a settembre: i presidi bocciano il Piano 2020-2021. Critiche trasversali dalla politica: "Inadeguatezza e caos"

La bozza che circola da ieri fa leva su una serie di ipotizzati strumenti di flessibilità ai quali i singoli istituti possono ricorrere grazie all'Autonomia scolastica. Ma "non contiene indicazioni operative", lamentano i dirigenti scolastici. Reazioni negative alle linee guida del ministero dell'Istruzione da parte dell'opposizione, ma anche dalla maggioranza. Il M5S: "Non è il momento delle polemiche"


Coronavirus, nelle scuole private il nodo delle rette da saldare ...

Il Piano scuola 2020-2021 di cui è stata diffusa ieri una bozza "non contiene indicazioni operative né definisce livelli minimi di servizio ma si limita a elencare le possibilità offerte dalla legge sull'autonomia, senza assegnare risorse ulteriori e senza attribuire ai dirigenti la dovuta libertà gestionale". Lo afferma in una nota il presidente nazionale dell'Anp, Antonello Giannelli. 

Del Piano scuola 2020-2021 che il ministero dell'Istruzione ha consegnato ai presidi, alle parti sociali e agli enti locali affinché lo discutano. Per ora circola una bozza, la versione definitiva è attesa per giovedì. Il Piano fa leva su un ventaglio di strumenti di flessibilità ai quali i singoli istituti possono ricorrere grazie all'Autonomia scolastica, sulla base degli spazi a disposizione e delle esigenze delle famiglie e del territorio.

Valorizzazione della flessibilità

La frequenza scolastica avverrà in turni differenziati, la classe potrà essere differenziata in più gruppi di apprendimento o moduli di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso; l'estensione del tempo scuola settimanale alla giornata di sabato, ove non già prevista, sarà deliberata dagli organi collegiali competenti. L'attività didattica a distanza resterà, ma solo in misura marginale e solo per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Corresponsabilità educativa 

L'offerta formativa per gli studenti sarà ampliata guardando a ciò che c'è nei territori. Ciò significa che Enti locali, istituzioni pubbliche e private, realtà del terzo settore e scuole si impegnano a sottoscrivere specifici accordi per "favorire la messa a disposizione di altre strutture e spazi", oltre le scuole, ad esempio "parchi, teatri, biblioteche, cinema, musei, al fine di potervi svolgere ulteriori attività didattiche o alternative a quelle tradizionali, volte a finalità educative.

Scuola dell'infanzia

L'uso di mascherine non è previsto per i minori di sei anni e i dispositivi di protezione per gli adulti (per i quali sono raccomandabili l'utilizzo di visierine 'leggere' e, quando opportuno, dei guanti di nitrile) non devono far venire meno la possibilità di essere riconosciuti e di mantenere un contatto ravvicinato con i bambini piccoli e tra i bambini stessi".

Per quanto riguarda l'orario di ingresso dei bambini, si sottolinea che già ora avviene in una "fascia temporale aperta (dalle 7.30 alle 9), fascia che potrà essere adeguata alle nuove condizioni, programmata e concordata con i genitori. Analogamente potrà avvenire per le fasce di uscita, al termine dell'orario scolastico". La refezione scolastica va garantita a tutti gli aventi diritto, con soluzioni differenti per ciascuna scuola. I locali dove i minori mangiano dovranno essere puliti in modo approfondito e si potrà effettuare la refezione "in due o più turni, al fine di non consentire oltre il dovuto l'affollamento dei locali ad essa destinati".

Distanziamento 

In ogni scuola è necessario prevedere la riorganizzazione degli spazi "per evitare raggruppamenti o assembramenti, e garantire ingressi, uscite, deflussi e distanziamenti adeguati in ogni fase della giornata scolastica per alunni, famiglie, personale scolastico e non scolastico". In particolare le istituzioni scolastiche interessate da un servizio di trasporto appositamente erogato per la mobilità della scuola, comunicano all'ente competente gli orari di inizio e fine delle attività scolastiche.

È di un metro il distanziamento da attuare nelle singole istituzioni scolastiche, come indicato dal Comitato tecnico scientifico (Cts) nel Documento del 28 maggio scorso.

Il Piano scuola consegnato dal ministero non convince i presidi. Per il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, si tratta di "un documento alquanto generico. Ci aspettavamo maggiore concretezza. Afferma cose condivisibili, come quelle sull'autonomia delle scuole, ma poi non dà gli strumenti per realizzarle".


LE RAZIONI POLITICHE

“Ancora una volta il ministro Azzolina ha dimostrato la sua inadeguatezza gettando la scuola nel caos anche per il prossimo settembre: studenti, insegnanti e famiglie completamente abbandonati. Le modalità di riapertura delle scuole non possono spettare ai presidi ma sono precisa responsabilità del ministro e della sua squadra di presunti esperti. Le linee giuda appena accennate da Azzolina non sono altro che l’ennesima beffa nei confronti di chi, secondo Azzolina, in pochissimo tempo dovrà organizzare il nuovo anno scolastico post Covid". Così in una nota i deputati della Lega in commissione Cultura sulla bozza delle linee guida per la riapertura delle scuole.

"È inaccettabile che i presidi e i direttori degli istituti debbano decidere e organizzare da soli la ripartenza: scuola di sabato, distanza di sicurezza addirittura utilizzando locali esterni che al momento non esistono. Siamo dalla parte dei presidi, degli alunni e delle famiglie che meritano rispetto e indicazioni precise, dettate da senso di responsabilità, da chi ha il preciso dovere di gestire il sistema scolastico soprattutto in questa delicata fase", conclude la nota.

Uno "scarica barile sui presidi" anche secondo Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, che parla di un "caos assoluto che amplia le diseguaglianze sociali e dell’apprendimento emerse in questi 4 mesi". "Azzolina e i suoi esperti hanno studiato e ristudiato per non decidere nulla, lasciando professori, studenti e famiglie senza risposte - continua - Le linee giuda sono infatti l’ennesimo inutile fardello arrivato ai presidi con indicazioni di comportamento e nessuna soluzione. E mentre gli altri Paesi europei si sono organizzati da mesi, il ministro Azzolina dimostra ancora una volta la sua inadeguatezza. La scuola non può rimanere ostaggio di chi non sa cosa fare. Bocciata!”. "

Sulla stessa linea i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti ed Ella Bucalo, rispettivamente vicepresidente commissione Cultura della Camera e responsabile Fdi istruzione e scuola: “Le modalità per garantire la riapertura delle scuole sono state delegate ai dirigenti scolastici utilizzando come pretesto l’autonomia scolastica. Di fatto i dirigenti sono stati abbandonati a loro stessi. Il tutto senza aggiungere le risorse necessarie per garantire adeguati spazi con il rischio reale che almeno il 40% delle scuole non potrà rispettare queste indicazioni". Lo dichiarano. “Inoltre – aggiungono i deputati di Fdi - ci vorrebbero risorse per aumentare l’organico del personale docente e ATA in quanto risulta insufficiente rispetto alla gestione dell’aumento delle classi, degli orari essendo previsti i turni, e della sopravvenuta necessità di controllo, vigilanza e sanificazione. Non si comprende poi la finalità didattica di modificare orari e gruppi classe”. “Fdi – concludono Frassinetti e Bucalo - considera queste linee guida generiche, tardive e confuse; le vere necessità sarebbero la riduzione del numero degli alunni per classe, per evitare le classi pollaio, l’aumento dell’organico e gli investimenti nell’edilizia scolastica”.

Anche secondo Gabriele Toccafondi, Daniela Sbrollini e Michele Anzaldi, componenti di Italia Viva in Commissione Cultura alla Camera e al Senato, "il Ministero dell’istruzione non decide e lascia che le regole sulla riapertura delle scuole le decida il Comitato Tecnico Scientifico”. “Nel documento sulle Linee guida del ministero – continuano - si ribadisce e sottolinea che per la riapertura della scuola, tutte le decisioni saranno attuate ‘con esclusivo rinvio al documento del CTS’. Le linee guida scritte il 28 maggio dal CTS prevedono almeno 1 metro di distanza dal 14 settembre. Chi conosce le scuole sa che così o raddoppiamo spazi, docenti - e quindi risorse economiche - oppure si dividono le classi e si fa lezione a turni o in didattica a distanza, oppure, ed è un rischio vero, non si riapre. Vincoli, raddoppi, interventi che costerebbero miliardi e che in tanti casi sarebbero irrealizzabili comunque”. “La politica ha il diritto e il dovere di decidere, ascoltando tutti gli esperti, CTS compreso. Ma solo la politica ha il dovere di prendere delle decisioni, perché chi fa politica è scelto democraticamente dai cittadini, chi siede in un comitato no”, concludono.

Nel documento si legge: 'Per ciò che concerne le misure contenitive e organizzative e di prevenzione e protezione da attuare nelle singole istituzioni scolastiche per la ripartenza, si fa esclusivo rinvio al Documento tecnico del Cts del 28 maggio 2020 e al successivo aggiornamento'. Toccafondi replica: "Attenzione: il metro di distanza fra i ragazzi significa rischiare di non riaprire perché presuppone il raddoppio di spazi, docenti, spese e anche lo smembramento di classi con logistiche complicate. Noi diciamo: da qui a settembre ci sono tre mesi. Speriamo che il dato clinico vada a migliorare. A che pro impegnare adesso risorse in qualcosa che potrebbe cambiare? Si riapra con buon senso ed attenda fine luglio per valutare l'andamento".

Di diverso avviso il M5S. "Le linee guida del ministero dell’Istruzione per la ripresa delle attività didattiche in presenza a settembre, le cui bozze sono state riportate dai media, forniscono un ampio ed efficace ventaglio di possibilità operative ai dirigenti scolastici in primis, e insieme al miliardo di euro che il decreto Rilancio stanzia proprio per il rientro in classe e che intendiamo incrementare, consentiranno di individuare le modalità più adeguate per riorganizzare spazi e attività in base alle caratteristiche di ciascuna scuola. Non si comprende dunque la nota polemica che arriva dall’Associazione nazionale presidi rispetto alle risorse e mancata attribuzione di 'libertà gestionale', mentre sono loro stessi a far riferimento alla legge sull’autonomia". "Da parte della maggioranza e del Governo c’è la massima disponibilità a mettere a disposizione ulteriori risorse in base al fabbisogno che emergerà dai territori e dai dirigenti scolastici in primis. Il Governo e il ministero dell’Istruzione supporteranno il lavoro dei dirigenti e delle scuole, come ha sempre fatto nella fase di emergenza la ministra Azzolina. Non è il momento delle polemiche: dobbiamo lavorare tutti insieme per gestire al meglio questa fase di riorganizzazione, in modo da ripartire in sicurezza a settembre e cogliere l’opportunità di trasformare una criticità in occasione di innovazione della didattica e garanzia effettiva del diritto all’istruzione a tutti gli studenti e le studentesse", conclude.

Esame di maturità, ci siamo: come si svolgerà il colloquio della prova pensata per l'emergenza Covid

Mercoledì 17 giugno si parte con l'esame di maturità, che si svolge in condizioni particolari a causa dell’emergenza coronavirus. Per quest’anno previsto solo il colloquio orale. Ecco come si svolgerà la prova e quali misure di sicurezza sono state previste


Maturità 2020: entro il 13 giugno la consegna della tesina ...

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli, da domani i circa 500mila studenti dell'ultimo anno delle superiori affronteranno l'esame di maturità. Ma le scuole già da ieri hanno aperto i battenti con i presidenti delle 12.900 commissioni per la Maturità e i commissari (6 professori per ciascuna delle classi che sosterranno l'esame) che hanno tenuto la 'riunione plenaria che anticipa il colloquio dei primi maturandi.

La riunione, come poi gli esami, si è svolta sulla base delle disposizioni sanitarie previste dai protocolli di sicurezza. Questi prevedono: autocertificazioni sullo stato di salutedistanziamento fisico, mascherine indossate, stanze areate.

Il numero dei candidati che sostengono il colloquio, per ogni giornata, non potrà essere superiore a cinque, salvo esigenza organizzativa motivata. La commissione ha proceduto con l’estrazione della classe e della lettera dei cognomi di chi farà per primo l’esame e ha quindi stilato il calendario dei colloqui.

Entro il 13 giugno i maturandi – secondo quanto stabilito dalla ordinanza ministeriale del 16 maggio scorso – hanno dovuto presentare via email l’elaborato, sulle discipline di indirizzo, che dovranno discutere nel corso del colloquio. I contenuti dell’elaborato sono stati assegnati a ciascun maturando ammesso entro il 1° giugno scorso, dai docenti delle stesse discipline di indirizzo.

Come si svolgerà il colloquio con gli studenti - Per gli studenti dei licei musicali e coreutici, la discussione è stata integrata da una parte performativa individuale, a scelta del candidato, della durata massima di 10 minuti. Il colloquio, che durerà circa un’ora, proseguirà con la discussione di un breve testo, già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana durante il quinto anno; con l’analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione; con l’esposizione da parte del maturando, mediante una breve relazione ovvero un elaborato multimediale, dell’esperienza di alternanza scuola lavoro svolta nel corso del percorso di studi e infine con l’accertamento delle conoscenze e delle competenze maturate nell’ambito delle attività relative a “Cittadinanza e Costituzione”.

La Commissione dovrà provvedere alla predisposizione dei materiali prima di ogni giornata di colloquio, per i relativi candidati. Il materiale sarà costituito da un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema ed è finalizzato a favorire la trattazione dei nodi concettuali che caratterizzano le diverse discipline e del loro rapporto interdisciplinare. Nella predisposizione dei materiali e nella preliminare assegnazione ai candidati, la commissione deve tenere conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento di ciascun consiglio di classe, considerare le metodologie adottate, i progetti e le esperienze svolte.

Divisori di plexiglass, mascherine o visiere: come ripartirà la scuola a settembre. Parla la ministra Azzolina, nodo personale. Sindacati nervosi: "Grave ritardo"

"Oltre alle mascherine ci sarà possibilità di usare le visiera anche per andare incontro alle esigenze di studenti con difficoltà respiratorie e ipoacusici". Lo sta valutando il Cts, ha fatto sapere la ministra della Scuola Lucia Azzolina nel corso del vertice a Palazzo Chigi sulle riaperture delle scuole a settembre. Sarà inoltre "valutata anche la possibilità di compartimentare i banchi, con divisori, anche per garantire maggiore sicurezza"


YouTG.NET - Alunni a scuola con le visiere e banchi divisi da ...

La didattica a distanza si è rivelata "un'opportunità" nei mesi dell'emergenza Covid, ma a settembre si torna a scuola "in presenza" ed "in piena sicurezza". L'obiettivo del Governo è stato spiegato dal premier Giuseppe Conte aprendo una lunga riunione con tutti i soggetti coinvolti nel rientro nelle aule dopo l'estate. Si valuta, inoltre, la possibilità di compartimentare i banchi con divisori, "anche per garantire maggiore sicurezza", ha spiegato la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina. I presidenti di Anci e Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini ed Antonio Decaro, hanno però sottolineato "molte criticità", ponendo il problema delle risorse e del personale necessario per la riapertura nel rispetto delle prescrizioni indicate dal Cts.

Neanche i sindacati del settore sono usciti convinti dall'incontro ed hanno confermato lo sciopero programmato per lunedì prossimo. Intanto, alla Camera, le opposizioni stanno facendo duro ostruzionismo sul dl Scuola, che scade domenica.

L'incontro presieduto da Conte, con la presenza delle ministre dell'Istruzione, Azzolina e dei Trasporti, De Micheli, del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, del coordinatore del Cts Agostino Miozzo, dei rappresentanti di enti locali e parti sociali, si è protratto fino a tarda sera. In apertura, Conte ha ribadito la linea: nell'emergenza "siamo stati costretti a chiudere la scuola, ma abbiamo tratto una lezione. Siamo stati costretti alla didattica a distanza. Ho sempre avvertito preoccupazione per chi non poteva accedervi. C'è il tema del divario digitale. Col nuovo anno scolastico l'obiettivo è tornare a scuola in piena sicurezza. La didattica a distanza può essere un'opportunità in più per potenziare offerta didattica, ma certo dobbiamo ritornare in presenza".

Azzolina, ogni giorno un annuncio: «A scuola con mascherine ...

Linea condivisa naturalmente dalla Azzolina: "L'obiettivo - ha affermato - è portare tutti a scuola in presenza. Con particolare attenzione ai più piccoli che hanno sofferto maggiormente in questo periodo". Quello per la scuola, ha aggiunto, "sarà un piano su più livelli che seguirà l'andamento del rischio di contagio. Sulla scuola stiamo mobilitando risorse per oltre 4 miliardi di euro", ha annunciato. "Ci sarà subito un nuovo stanziamento di altri 330 milioni per l'edilizia scolastica leggera", ha aggiunto. "La norma contenuta nel decreto scuola favorirà i lavori dando ai sindaci potere di intervenire". "Il documento del Cts sulle scuole sarà valutato rispetto all'andamento epidemiologico. Oltre alle mascherine ci sarà possibilità di usare le visiera anche per andare incontro alle esigenze di studenti con difficoltà respiratorie e ipoacusici. Il Cts sta valutando anche la possibilità di compartimentare i banchi, con divisori, anche per garantire maggiore sicurezza", ha detto la ministra dell'Istruzione in chiusura del vertice a Palazzo Chigi.

Ma da Regioni e Comuni è arrivato un allarme su risorse ed organici. "La riapertura delle scuole a settembre - ha sottolineato Decaro - comporterà molte criticità, ma è indispensabile e noi non ci tiriamo indietro". 

Certo da parte del Governo servirà allargare i cordoni della borsa. Ci sono, ha spiegato infatti il presidente dell'Anci, "una serie di necessità urgenti: sblocco dell'assunzione di personale, certezze su risorse per interventi rapidi di edilizia scolastica, riorganizzazione dei servizi di mensa e trasporto, un vero piano dei tempi che consenta di evitare gli spostamenti si concentrino nelle ore di punta". Critici i sindacati. Per il segretario della Cgil Maurizio Landini ed il segretario della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, "la discussione sulla ripartenza è importante ma in grave ritardo".

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