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Milano, al via la Settimana del Lavoro Agile. Madia: "Conta il risultato non le ore d'impiego". Boeri: "Aiuta le donne a conciliare carriera e famiglia"

Da oggi al 26 maggio l'iniziativa voluta dal Comune di Milano per promuovere l'armonia tra impegno lavorativo e qualità della vita. Coinvolte 148 aziende e 72 coworking, 10mila dipendente potenzialmente interessati. Le interviste alla ministra della Funzione pubblica e al presidente dell'Inps - (VIDEO)


Immagine correlata Marianna Madia, ministra della Funzione Pubblica 

Immagine correlata Tito Boeri, presidente dell'Inps


 

Ad oggi sono 148 le aziende tra private e pubbliche, 72 i coworking coinvolti, 18 gli enti aderenti, con 33 tra workshop, tavole rotonde e incontri e oltre 10mila dipendenti potenzialmente interessati a scoprire i vantaggi di poter conciliare impegno lavorativo e qualità della vita. Con questi numeri prende il via, da oggi sino al 26 maggio, la Settimana del Lavoro Agile voluta e promossa dal Comune di Milano, i cui contenuti sono stati illustrati oggi a Palazzo Marino.  

Quest’anno, al contrario delle scorse edizioni, si potrà sperimentare il lavoro agile non un giorno solo ma nell’arco di 5 giornate feriali. La Settimana del Lavoro Agile è l’occasione per fare di Milano un modello di riferimento nazionale per le buone pratiche del lavoro agile all’interno delle pubbliche amministrazioni e delle aziende private favorendo lo sviluppo dei coworking, delle politiche di conciliazione e dello smart working.

 All’iniziativa  hanno  aderito 238 realtà di ogni dimensione, tra aziende, enti, associazioni e sindacati  interessati a far sperimentare ai propri lavoratori le modalità del lavoro agile.

Il lavoro agile non richiede una postazione fissa in ufficio; consente di svolgere i propri compiti ovunque, da casa, dal bar, dal parco, dalla palestra, da un ufficio decentrato o da una postazione in coworking. È una modalità che soddisfa chi lavora e rende le imprese più competitive.

 Tra le  148 aziende che hanno scelto di partecipare alla Settimana del Lavoro Agile  troviamo nomi come: Doxa, Fastweb spa, Gruppo PSA Peugeot Citroen, Mars Italia, Mellin, Sanofi, Siemens, Philips, Tamoil, Tim, Vodafone, Unicredit e Nestlè, solo per citarne alcune. Aderiscono inoltre tutte le società partecipate del Comune di Milano: MM spa, SEA, AMAT, A2A, ATM, Milano Ristorazione, Fondazione Welfare e Capholding.

 Grande partecipazione anche da parte dei coworking che sono 72 (+65%, erano 44 nel 2016) di cui 34 attivi sul territorio milanese e della Città metropolitana e 9 in Lombardia. Giunte adesioni anche al di fuori dei confini regionali tra cui 4 adesioni da Toscana e Veneto, 2 da Piemonte, Sicilia e Emilia Romagna, 1 da Marche, Umbra e Friuli.

Tre le modalità con le quali le aziende possono partecipare alla settimana: “Sperimenta il lavoro agile”, che offre al dipendente la possibilità di sperimentare per un massimo di 5 giorni un lavoro al di fuori della sede abituale con una flessibilità oraria o attraverso una postazione di coworking; con “Adotta un‘impresa”, si è data la possibilità alle aziende che hanno già avviato azioni di smart working di offrire la propria competenza ad aziende interessate a sperimentare questa nuova modalità lavorativa, diventando così vere e proprie mentor del lavoro agile; “Organizzare un evento”, presso la propria sede o presso uno spazio comunale, è volto a diffondere e ampliare la conoscenza del lavoro agile e dei vari aspetti del welfare aziendale.

I dati del 2016

Secondo una indagine condotta dal Comune, in occasione della Giornata del lavoro agile 2016, su un campione di 2.299 lavoratori che  hanno aderito rispondendo al questionario,  1.073 sono uomini (47%), 1.226 donne (53%). 

Tra i partecipanti, la fascia compresa tra 25 e 39 anni costituisce il 30%, tra 39 e 55 anni il 60%, mentre gli over 55 sono il 10%.

I laureati rappresentano il 54%, i diplomati il 43%.

Tra gli aderenti, il 59% è impiegato, il 35% è quadro e solo l’1% dirigente.

Il luogo preferito per provare l’esperienza del lavoro agile per l’87% del campione è stata la propria casa, il 9% ha scelto altre sedi distaccate dell’azienda rispetto all’abituale, solo l’1% ha optato per  una postazione in un coworking.

Tempo risparmiato per gli spostamenti casa-lavoro da chi ha praticato il lavoro agile: 234.937 minuti, pari a circa 163 giorni e 4 ore. L’incremento del tempo risparmiato nel 2016 è risultato pari a +32% rispetto al 2015 e +52% rispetto al 2014. Tempo impiegato nel 43% dei casi per prendersi cura della famiglia, nel 20% dei casi per dedicarsi alla cura della casa e attività domestiche,  al lavoro nel 15% dei casi, al riposo il 10%, alle proprie passioni e hobby il 6% e il 5% ad altro.

Dal punto di vista ambientale il lavoro agile fa bene: in un solo giorno sono stati evitati 58.438 km percorsi con mezzi privati a motore. Erano 35.752 km nel 2015 e 38.282 km nel 2014. Nella sola giornata del 2016 si è evitato di immettere nell’ambiente  1.93 kg di  PM10, 26,6 kg di ossidi di azoto, 9,5 kg di biossido d’azoto e 11,7 tonnellate di anidride carbonica oltre a un risparmio di 5.080 litri di carburante.

Il  palinsesto completo degli appuntamenti della settimana del Lavoro Agile è consultabile www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/vivicitta/qualitavita/lavoro_agile

"Il tradimento del capitale" secondo l'Ugl: parla il segretario generale

La nostra intervista a Francesco Paolo Capone a margine della conferenza programmatica organizzata a Milano dall'Unione generale del lavoro, il sindacato a forte vocazione "nazionale" nato nel 1950 come Cisnal. Ai microfoni de ilComizio.it una dettagliata analisi sull'attuale assetto economico e finanziario del nostro Paese, la condizione dei lavoratori, il quadro politico e l'Euro - (VIDEO)


“Il giudizio espresso oggi dall’agenzia di rating S&P sul Pil e sulla politica italiana dimostra quanto sia urgente da parte della politica riappropriarsi del suo ruolo e della sua supremazia sull’economia, ancora di più sulla finanza”.

Lo afferma Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, a margine della conferenza programmatica organizzata a Milano, intitolata ‘Il tradimento del Capitale’, commentando il rapporto di S&P sull’Eurozona in cui si sottolinea quanto il clima politico incerto possa incidere negativamente sulle aspettative di crescita.

“L’Ugl – sottolinea Capone – non ha mai lesinato critiche nei confronti degli ultimi governi più appoggiati dall’UE che votati dal popolo italiano, ma ce ne corre da qui ad accettare critiche e giudizi da parte di agenzie la cui imparzialità e capacità previsionale può e deve essere messa in discussione”.

“La verità – conclude Capone – è che l’Italia, e ancora di più l’Europa, ha bisogno più che mai di politica, ma di una buona politica che metta al primo posto l’interesse nazionale, la società e il lavoro, così da conquistarsi senza dubbio e senza strumentali ‘appoggi esterni’ i quali a tutto si interessano tranne che al bene supremo della Nazione”.

Primo maggio, parla Maroni: "In Lombardia facciamo tanto per il lavoro, ma serve una pressione fiscale più bassa". E sulle primarie Pd, Alitalia, il centrodestra e il referendum sull'autonomia dice...

Ai microfoni de ilComizio.it l'intervista a 360 gradi del governatore lombardo, a margine della cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro, al Conservatorio di Milano - (VIDEO)


"In Lombardia abbiamo avviato tante iniziative importanti a sostegno del lavoro, ma ci dovrebbe essere una pressione fiscale più bassa ma questo non dipende da noi". Lo ha detto, ai microfoni de ilComizio.it il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a margine della cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro, al Conservatorio di Milano in occasione della Festa dei lavoratori del Primo maggio.

Sullo scenario dell'occupazione, il Governatore non ha nascosto che "ci sono anche diverse situazioni che preoccupano, come quello della K-Flex, su cui bisogna intervenire ed è il Governo a doverlo fare. Ribadisco, bisognerebbe avere una pressione fiscale più bassa e incentivare le aziende a rimanere sul territorio e non delocalizzare. Anche questo è uno degli obiettivi che vogliamo raggiungere attraverso il Referendum sull'Autonomia del 22 ottobre".

Maroni ha parlato anche delle primarie del Partito democratico che hanno confermato, con una larga maggioranza ma con un netto calo dei votanti, Matteo Renzi alla segretaria. Con lui abbiamo affrontato inoltre i temi della crisi di Alitalia, delle prospettive del centrodestra e ancora del referendum sull'Autonomia, appoggiato da molti amministratori lombardi a prescindere dalla loro appartenenza politica.

Calcetto vs curriculum, Sallusti "assolve" Poletti e bacchetta la Lega indignata: "Meglio un burlone di un onesto cretino"

Il direttore del Giornale commenta nel suo editoriale le polemiche seguite alle dichiarazioni del ministro del Lavoro sul metodo migliore per trovare un'occupazione e boccia la protesta dei parlamentari leghisti: "Non diventino un partito di professionisti dell'indignazione a tempo pieno per scimmiottare i Cinque Stelle. Restino politicamente scorretti senza snaturarsi". E sul membro del governo non va comunque leggero: "Piuttosto avrebbe dovuto dimettersi per le sue imbarazzanti amicizie e frequentazioni con personaggi di spicco di Mafia capitale"


"Quando ieri ho visto gli amici parlamentari della Lega inscenare una vigorosa protesta contro il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, per la frase da lui pronunciata sui giovani disoccupati: Meglio giocare a calcetto che inviare curriculum, mi sono cadute le braccia. Sia chiaro: Poletti è stato un pessimo ministro (più delle Coop rosse che del Lavoro) e casomai avrebbe dovuto dimettersi per le sue imbarazzanti amicizie e frequentazioni con personaggi di spicco di Mafia capitale". 

Alessandro Sallusti, nel suo editoriale sul Giornale, attacca il Carroccio e accusa i lumbard di scimmiottare i Cinque Stelle: "Che a indignarsi per quella frase politicamente scorretta sia il partito, la Lega, che ha fatto e fa del politicamente scorretto la sua ragione sociale è una forzatura incomprensibile". "Se anche la Lega diventa un partito di professionisti dell'indignazione a tempo pieno - continua Sallusti - si snatura e perde quell'alone di simpatia che da sempre l'accompagna, almeno in un certa parte dell' opinione pubblica". Un'ultima nota: "Inseguire i grillini sulla strada dell'integralismo moralista non potrà mai essere vincente. Perché è una corsa infinita verso la stupidità", "ecco, meglio un burlone di un onesto cretino". 

Formazione, Sanità e Inclusione: che cosa fa la Regione Lombardia per i suoi cittadini

IlComizio.it ha raccolto le voci di tre assessori della giunta Maroni che si occupano di altrettanti settori fondamentali in ambito sociale. Le nostre interviste a Valentina Aprea, Giulio Gallera e Francesca Brianza - (VIDEO)


L'alternanza scuola-lavoro e i risultati delle iniziative della Regione Lombardia per il rilancio dell'occupazione, soprattutto dei giovani, al centro dell'intervista de ilComizio.it a Valentina Aprea, assessore all'Istruzione, formazione e Lavoro.

Sempre ai nostri microfoni il responsabile del Welfare, Giulio Gallera illustra contenuti e vantaggi della Riforma sanitaria.

Con Francesca Brianza (nella foto con il governatore Maroni), che ha la delega al Reddito di autonomia e l'Inclusione sociale, abbiamo fatto il punto sui passi da compiere per affrontare le situazioni di disagio che riguardano ancora troppi cittadini lombardi.

 

 

Le interviste de ilComizio.it 

Napoli, clamoroso caso di assenteismo collettivo: 55 arresti all'ospedale Loreto Mare. Maullu: "Siamo passati dal neorealismo alla commedia, anzi, alla tragedia all'italiana"

Un blitz dei carabinieri smaschera medici, infermieri, impiegati, tecnici e operatori sociosanitari. C'era chi abbandonava il luogo di lavoro per giocare a tennis, chi per fare lo chef, chi per fare acquisti in gioielleria. Impressionante il metodo "professionale" della pratica illecita: in tre mesi di indagine è emerso che alcuni dipendenti hanno timbrato per i colleghi assenti fino a 493 volte, un recordman ha toccato quota 20 al giorno. L'eurodeputato di Forza Italia su Facebook: " In troppi sono pronti a denunciare la politica ormai purtroppo messa sempre all'indice ma come definire costoro che ogni mese hanno lo stipendio certo e il posto pubblico garantito?"


Stefano Maullu (Forza Italia): "Come definire chi ancora oggi, con la disoccupazione a livello record, approfitta di un posto di lavoro pubblico e quindi garantito?"

 

Chi faceva lo chef e chi andava al tennis: 55 arresti tra medici e impiegati all'ospedale Loreto Mare di Napoli

Un'indagine durata due anni. Da ore e ore di filmati e intercettazioni e oltre 500 servizi di osservazione e pedinamento sono emersi migliaia di episodi di assenteismo da parte di 94 dipendenti dell’ospedale napoletano 'Loreto Mare'. I carabinieri del Gruppo tutela salute e del Nas di Napoli hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Napoli su richiesta della procura nei confronti di 55 persone, mentre sono 94 gli indagati.

I carabinieri del Gruppo tutela salute e del Nas di Napoli, fanno sapere gli stessi militari, hanno piazzato nel nosocomio telecamere immortalando gli episodi di assenteismo che hanno portato ai provvedimenti restrittivi per truffa ai danni di Ente pubblico e falsa attestazione di presenza.

Come spiegano i carabinieri, cinquantacinque persone, tra le quali un neurologo, un ginecologo, nove tecnici di radiologia, 18 infermieri professionali, sei impiegati amministrativi, nove tecnici manutentori e 11 operatori sociosanitari, questa mattina sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Napoli su richiesta della procura della Repubblica.

Secondo quanto emerso dall'indagine del Nas, c'era "una prassi consolidata" ossia la "strisciatura plurima dei badge" da parte di "persone che facevano risultare ingresso e presenza nel nosocomio di colleghi assenti e impegnati in faccende private lontane dal posto di lavoro". Dai controlli è risultata anche l’assenza di "dipendenti dell’Ufficio rilevazioni presenze e assenze, ovvero di coloro che avrebbero dovuto assicurare i controlli per il rispetto delle clausole contrattuali; un dipendente di quell’Ufficio che aveva il compito di controllare i colleghi - osservano i carabinieri - in orario di servizio andava a fare lo chef in una struttura alberghiera del nolano".

Tra gli indagati, ripresi reiteratamente dai sistemi video investigativi, due operatori socio sanitari "che avevano la disponibilità di 20 badge da 'strisciare' quotidianamente, a seconda dei turni di servizio dei colleghi da 'coprire', grazie anche a continui contatti telefonici, di regola sms".

Tra i casi emersi dall'indagine, quello di un medico che risultava presente mentre se ne era andato in taxi a giocare a tennis, a sbrigare incombenze di carattere privato oppure a fare compere in gioielleria. Le indagini, tra l'altro, sono scattate a seguito di un esposto nel quale veniva segnalata la condotta di 3 dirigenti medici della Radiologia dell'ospedale i quali, pur essendo in regime di rapporto di esclusività con la Asl Napoli 1 Centro, svolgevano attività parallela in centri privati convenzionati, come ha ha spiegato il procuratore facente funzioni di Napoli, Nunzio Fragliasso, illustrando i particolari dell'operazione.

Per evitare la paralisi delle attività dell'ospedale, e quindi determinare "un doppio danno per la collettività", 50 dei 55 dipendenti agli arresti domiciliari sono stati autorizzati dal gip ad allontanarsi dal proprio domicilio per recarsi al lavoro proprio in ospedale.

PROFESSIONISTI DEL CARTELLINO - "Più che furbetti del cartellino parliamo di professionisti del cartellino". Li definisce così, il procuratore aggiunto Alfonso D'Avino che coordina la sezione reati contro la pubblica amministrazione della Procura di Napoli, quei dipendenti dell'ospedale Loreto Mare che, nell'arco dei tre mesi dell'indagine, "hanno timbrato cartellini di altri dipendenti un numero smisurato di volte, in un caso 443 timbrature, in un altro addirittura 493 volte".

Dalle indagini eseguite dai Carabinieri dei Nas è emerso che alcuni indagati "hanno effettuato accessi abusivi al sistema informatico dell'ospedale con i quali sono state aggiunte ore di straordinario o, in altri casi, sono state cancellate ore di prestazioni sotto forma di recupero che i dipendenti avrebbero dovuto effettuare". Per dare la misura dell'estensione del fenomeno all'interno dell'ospedale, D'Avino ha fatto notare che "quasi tutti gli uffici e i reparti sono interessati". (Fonte: Adnkronos)

Gaetano Balsamo e la carica delle Partite Iva Unite: "Lo Stato ci impone l'88% di tasse. Imprenditori e professionisti svegliatevi!"

Parla il fondatore di PIU, il primo movimento italiano che si batte per mettere insieme il mondo produttivo con l'obiettivo di proteggere le imprese, l'economia e il Made in Italy. Ai microfoni de ilCoimizio.it una videointervista completa, che parte dalla spinta di un uomo che si è messo in gioco per affrontare insieme a tanti altri come lui quella che ormai è un'emergenza, passando per la voglia di costringere le istituzioni a cambiare totalmente atteggiamento, per poi toccare un fenomeno, quello dell'immigrazione di massa, che sta condizionando molto pesantemente l'intera nostra società

 

Chi volesse saperne di più può consultare il sito www.partiteivaunite.it

Lavoro, Boeri attacca sindacati e coop: "Sono tra i maggiori utilizzatori di voucher"

Audizione alla Camera del presidente dell'Inps che ha fatto il punto sui "buoni" usati per retribuire le prestazioni lavorative : "Non sono serviti a far emergere il nero . Minimo il contributo sul fronte delle entrate. Il problema non è l'uso, ma l'abuso; serve un aumento dei controlli"


 

Tra i primi 5.000 committenti per l'utilizzo dei voucher ci sono 36 organizzazioni sindacali. Lo rileva il presidente dell'Inps, Tito Boeri sottolineando che secondo i dati 2016 i sindacati hanno usato quasi 280.000 buoni per 1.559 lavoratori. "La tabella documenta inoltre - ha detto in una audizione alla Camera - che tra i maggiori utilizzatori dei voucher (in rapporto al numero di committenti) vi siano le organizzazioni sindacali e le cooperative". Boeri già in passato aveva puntato il dito contro i sindacati, che criticano i voucher ma poi li usano in grandi quantità.

Intanto a gennaio 2017 sono stati venduti meno di 9 milioni di buoni, il livello più basso dopo gennaio 2016. Lo si legge nelle tabelle dell'Inps presentate oggi da Boeri. Rispetto a gennaio 2016 la vendita dei voucher è lievemente aumentata (era a 8,5 milioni) ma, grazie all'introduzione della tracciabilità, è molto più bassa della media del 2016 (da marzo sempre superiore a 10-11 milioni al mese). 

Per scoraggiare l'abuso nell'utilizzo dei voucher è necessario rivisitare i controlli e limitare le giornate piuttosto che il numero dei voucher utilizzati e il reddito che da questo deriva, ha sottolineato poi il presidente dell'Inps, ricordando che con la tracciabilità introdotta dal Governo c'è stata «deterrenza» e si e limitato il numero dei buoni venduti. Il datore di lavoro che abusa dei voucher - ha detto Boeri - deve sapere che rischia "sanzioni e interventi". 

Boeri ha spiegato che "i controlli sono fondamentali" ma "servono se sono credibili", ovvero se l'azienda sa che le informazioni che arrivano sulla tracciabilità sono effettivamente usate. Boeri si è detto convinto dell'utilità di unificare in capo all'Inps l'invio delle informazioni da parte delle aziende. In questo modo, infatti, si ridurrebbero gli oneri per le imprese e si renderebbero più efficaci i controlli.

Quanto alle proposte di revisione della normativa sui voucher Boeri ritiene che la limitazione più utile per scoraggiare l'abuso nel lavoro accessorio sia quella sulle giornate (una possibilità potrebbe essere quella dei 10 giorni al mese e 40 in un anno magari da utilizzare insieme). Sembra invece di difficile realizzazione, secondo Boeri, sia restringere le categorie dei lavoratori che possono usare i voucher (per esempio limitandole alle casalinghe e agli studenti) sia il tetto per le aziende. Quanto ai settori secondo Boeri "non è chiara" la proposta sulla riduzione dei comparti. Diversa è invece la limitazione delle attività escludendo quelle che hanno un problema di sicurezza per i lavoratori. 

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