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updated 4:47 PM UTC, Dec 13, 2018

Napoli, clamoroso caso di assenteismo collettivo: 55 arresti all'ospedale Loreto Mare. Maullu: "Siamo passati dal neorealismo alla commedia, anzi, alla tragedia all'italiana"

Un blitz dei carabinieri smaschera medici, infermieri, impiegati, tecnici e operatori sociosanitari. C'era chi abbandonava il luogo di lavoro per giocare a tennis, chi per fare lo chef, chi per fare acquisti in gioielleria. Impressionante il metodo "professionale" della pratica illecita: in tre mesi di indagine è emerso che alcuni dipendenti hanno timbrato per i colleghi assenti fino a 493 volte, un recordman ha toccato quota 20 al giorno. L'eurodeputato di Forza Italia su Facebook: " In troppi sono pronti a denunciare la politica ormai purtroppo messa sempre all'indice ma come definire costoro che ogni mese hanno lo stipendio certo e il posto pubblico garantito?"


Stefano Maullu (Forza Italia): "Come definire chi ancora oggi, con la disoccupazione a livello record, approfitta di un posto di lavoro pubblico e quindi garantito?"

 

Chi faceva lo chef e chi andava al tennis: 55 arresti tra medici e impiegati all'ospedale Loreto Mare di Napoli

Un'indagine durata due anni. Da ore e ore di filmati e intercettazioni e oltre 500 servizi di osservazione e pedinamento sono emersi migliaia di episodi di assenteismo da parte di 94 dipendenti dell’ospedale napoletano 'Loreto Mare'. I carabinieri del Gruppo tutela salute e del Nas di Napoli hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Napoli su richiesta della procura nei confronti di 55 persone, mentre sono 94 gli indagati.

I carabinieri del Gruppo tutela salute e del Nas di Napoli, fanno sapere gli stessi militari, hanno piazzato nel nosocomio telecamere immortalando gli episodi di assenteismo che hanno portato ai provvedimenti restrittivi per truffa ai danni di Ente pubblico e falsa attestazione di presenza.

Come spiegano i carabinieri, cinquantacinque persone, tra le quali un neurologo, un ginecologo, nove tecnici di radiologia, 18 infermieri professionali, sei impiegati amministrativi, nove tecnici manutentori e 11 operatori sociosanitari, questa mattina sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Napoli su richiesta della procura della Repubblica.

Secondo quanto emerso dall'indagine del Nas, c'era "una prassi consolidata" ossia la "strisciatura plurima dei badge" da parte di "persone che facevano risultare ingresso e presenza nel nosocomio di colleghi assenti e impegnati in faccende private lontane dal posto di lavoro". Dai controlli è risultata anche l’assenza di "dipendenti dell’Ufficio rilevazioni presenze e assenze, ovvero di coloro che avrebbero dovuto assicurare i controlli per il rispetto delle clausole contrattuali; un dipendente di quell’Ufficio che aveva il compito di controllare i colleghi - osservano i carabinieri - in orario di servizio andava a fare lo chef in una struttura alberghiera del nolano".

Tra gli indagati, ripresi reiteratamente dai sistemi video investigativi, due operatori socio sanitari "che avevano la disponibilità di 20 badge da 'strisciare' quotidianamente, a seconda dei turni di servizio dei colleghi da 'coprire', grazie anche a continui contatti telefonici, di regola sms".

Tra i casi emersi dall'indagine, quello di un medico che risultava presente mentre se ne era andato in taxi a giocare a tennis, a sbrigare incombenze di carattere privato oppure a fare compere in gioielleria. Le indagini, tra l'altro, sono scattate a seguito di un esposto nel quale veniva segnalata la condotta di 3 dirigenti medici della Radiologia dell'ospedale i quali, pur essendo in regime di rapporto di esclusività con la Asl Napoli 1 Centro, svolgevano attività parallela in centri privati convenzionati, come ha ha spiegato il procuratore facente funzioni di Napoli, Nunzio Fragliasso, illustrando i particolari dell'operazione.

Per evitare la paralisi delle attività dell'ospedale, e quindi determinare "un doppio danno per la collettività", 50 dei 55 dipendenti agli arresti domiciliari sono stati autorizzati dal gip ad allontanarsi dal proprio domicilio per recarsi al lavoro proprio in ospedale.

PROFESSIONISTI DEL CARTELLINO - "Più che furbetti del cartellino parliamo di professionisti del cartellino". Li definisce così, il procuratore aggiunto Alfonso D'Avino che coordina la sezione reati contro la pubblica amministrazione della Procura di Napoli, quei dipendenti dell'ospedale Loreto Mare che, nell'arco dei tre mesi dell'indagine, "hanno timbrato cartellini di altri dipendenti un numero smisurato di volte, in un caso 443 timbrature, in un altro addirittura 493 volte".

Dalle indagini eseguite dai Carabinieri dei Nas è emerso che alcuni indagati "hanno effettuato accessi abusivi al sistema informatico dell'ospedale con i quali sono state aggiunte ore di straordinario o, in altri casi, sono state cancellate ore di prestazioni sotto forma di recupero che i dipendenti avrebbero dovuto effettuare". Per dare la misura dell'estensione del fenomeno all'interno dell'ospedale, D'Avino ha fatto notare che "quasi tutti gli uffici e i reparti sono interessati". (Fonte: Adnkronos)

Gaetano Balsamo e la carica delle Partite Iva Unite: "Lo Stato ci impone l'88% di tasse. Imprenditori e professionisti svegliatevi!"

Parla il fondatore di PIU, il primo movimento italiano che si batte per mettere insieme il mondo produttivo con l'obiettivo di proteggere le imprese, l'economia e il Made in Italy. Ai microfoni de ilCoimizio.it una videointervista completa, che parte dalla spinta di un uomo che si è messo in gioco per affrontare insieme a tanti altri come lui quella che ormai è un'emergenza, passando per la voglia di costringere le istituzioni a cambiare totalmente atteggiamento, per poi toccare un fenomeno, quello dell'immigrazione di massa, che sta condizionando molto pesantemente l'intera nostra società

 

Chi volesse saperne di più può consultare il sito www.partiteivaunite.it

Lavoro, Boeri attacca sindacati e coop: "Sono tra i maggiori utilizzatori di voucher"

Audizione alla Camera del presidente dell'Inps che ha fatto il punto sui "buoni" usati per retribuire le prestazioni lavorative : "Non sono serviti a far emergere il nero . Minimo il contributo sul fronte delle entrate. Il problema non è l'uso, ma l'abuso; serve un aumento dei controlli"


 

Tra i primi 5.000 committenti per l'utilizzo dei voucher ci sono 36 organizzazioni sindacali. Lo rileva il presidente dell'Inps, Tito Boeri sottolineando che secondo i dati 2016 i sindacati hanno usato quasi 280.000 buoni per 1.559 lavoratori. "La tabella documenta inoltre - ha detto in una audizione alla Camera - che tra i maggiori utilizzatori dei voucher (in rapporto al numero di committenti) vi siano le organizzazioni sindacali e le cooperative". Boeri già in passato aveva puntato il dito contro i sindacati, che criticano i voucher ma poi li usano in grandi quantità.

Intanto a gennaio 2017 sono stati venduti meno di 9 milioni di buoni, il livello più basso dopo gennaio 2016. Lo si legge nelle tabelle dell'Inps presentate oggi da Boeri. Rispetto a gennaio 2016 la vendita dei voucher è lievemente aumentata (era a 8,5 milioni) ma, grazie all'introduzione della tracciabilità, è molto più bassa della media del 2016 (da marzo sempre superiore a 10-11 milioni al mese). 

Per scoraggiare l'abuso nell'utilizzo dei voucher è necessario rivisitare i controlli e limitare le giornate piuttosto che il numero dei voucher utilizzati e il reddito che da questo deriva, ha sottolineato poi il presidente dell'Inps, ricordando che con la tracciabilità introdotta dal Governo c'è stata «deterrenza» e si e limitato il numero dei buoni venduti. Il datore di lavoro che abusa dei voucher - ha detto Boeri - deve sapere che rischia "sanzioni e interventi". 

Boeri ha spiegato che "i controlli sono fondamentali" ma "servono se sono credibili", ovvero se l'azienda sa che le informazioni che arrivano sulla tracciabilità sono effettivamente usate. Boeri si è detto convinto dell'utilità di unificare in capo all'Inps l'invio delle informazioni da parte delle aziende. In questo modo, infatti, si ridurrebbero gli oneri per le imprese e si renderebbero più efficaci i controlli.

Quanto alle proposte di revisione della normativa sui voucher Boeri ritiene che la limitazione più utile per scoraggiare l'abuso nel lavoro accessorio sia quella sulle giornate (una possibilità potrebbe essere quella dei 10 giorni al mese e 40 in un anno magari da utilizzare insieme). Sembra invece di difficile realizzazione, secondo Boeri, sia restringere le categorie dei lavoratori che possono usare i voucher (per esempio limitandole alle casalinghe e agli studenti) sia il tetto per le aziende. Quanto ai settori secondo Boeri "non è chiara" la proposta sulla riduzione dei comparti. Diversa è invece la limitazione delle attività escludendo quelle che hanno un problema di sicurezza per i lavoratori. 

Il lavoro non c'è: disoccupazione giovanile al 40%. L'Italia e gli italiani avranno un futuro?

Preoccupano gli ultimi dati dell'Istat. Il dato generale rimane stabile al 12% ma aumenta la percentuale dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni senza un'attività remunerata


 

Rimane stabile a dicembre il tasso di disoccupazione che si attesta al 12% mentre quello dei 15-24enni - cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati) - è pari al 40,1% in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. E' quanto emerge dalle rilevazioni diffuse oggi dall'Istat.

 

La stima dei disoccupati a dicembre è in aumento su base mensile (+0,3%, pari a +9mila); crescita attribuibile alla componente femminile a fronte di un calo per quella maschile e si distribuisce tra le diverse classi di età ad eccezione dei 25-34enni.

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione dei giovani, invece, dal calcolo sono per definizione esclusi gli inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi.

La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è in diminuzione nell’ultimo mese (-0,1%, pari a -15mila). Il calo interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di inattività è stabile al 34,8%.

Nel periodo ottobre-dicembre alla sostanziale stabilità degli occupati si accompagna la crescita dei disoccupati (+2,6%, pari a +78mila) e il calo delle persone inattive (-0,6%, pari a -78mila).

GLI OCCUPATI - A dicembre la stima degli occupati è stabile rispetto a novembre, sintesi di un aumento per la componente maschile e di un equivalente calo per quella femminile. Aumentano gli occupati di 25-34 anni, mentre calano gli over 35. A crescere, in questo mese, è l’occupazione dipendente a termine mentre calano gli indipendenti. Il tasso di occupazione è stabile al 57,3%.

Nell’arco del trimestre ottobre-dicembre si registra una sostanziale stabilità nella stima degli occupati rispetto al periodo precedente, sia tra gli uomini sia tra le donne. Segnali di crescita si rilevano per ultracinquantenni, dipendenti a termine e indipendenti, mentre si registra un calo per i 15-49enni e i dipendenti permanenti.

(Fonte: Adnkronos)

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