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Alfano rompe con Renzi: "Riteniamo conclusa la nostra collaborazione con il Pd. Accettiamo la sfida della soglia al 5%"

Il ministro degli Esteri e leader di Alternativa popolare fa la sua mossa dopo essere stato di fatto "scaricato" dal segretario dem con parole piuttosto sprezzanti nel salotto di "Porta a Porta". L'esponente centrista dal canto suo non le ha certo mandate a dire al suo ormai ex alleato: "E' un matricolato giocatore delle tre carte. Il suo scopo vero è quello irresponsabile di provocare elezioni anticipate per ridiventare premier". Poi assicura comunque il sostegno al governo Gentiloni e la collaborazione per la stesura della legge elettorale. il voto in ogni caso si avvicina


"Riteniamo conclusa la nostra collaborazione con il Pd". Lo ha detto il leader Ap Angelino Alfano in una conferenza stampa nella sede del partito. Il ministro degli Esteri lo ha affermato in risposta a una domanda se abbia ricevuto pressioni da Renzi per far cadere il governo. Alfano ha detto che "la collaborazione è conclusa, il passato non mi interessa".

"Accettiamo la sfida della soglia al 5%", ha detto ancora Alfano ribadendo che Ap "continua il sostegno al governo Gentiloni" e "non farà ostruzionismo sulla legge elettorale". Alternativa popolare presenterà due emendamenti, per ottenere che almeno la metà dei parlamentari sia scelta dai cittadini, e per un premio di governabilità alla prima lista 'classificata'.

"Renzi è un matricolato giocatore delle tre carte. Adesso insulta Alfano perché spera che gli tolga le castagne dal fuoco facendo cadere il governo Gentiloni. Il suo scopo vero è quello irresponsabile di provocare elezioni anticipate per ridiventare premier oltre che segretario del Pd e quindi riconquistare una sorta di potere assoluto a partire da quello di vita e di morte sui parlamentari del Pd". Così il presidente della Commissione Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto. "Infatti nello spazio di pochi giorni è passato da una proposta di legge maggioritaria, peraltro senza coalizione, ad una di stampo proporzionale che già oggi sappiamo che non darà un governo all'Italia", aggiunge Cicchitto.

"Infatti se Berlusconi dice il vero, e non abbiamo ragione di dubitare perché egli è un uomo d'onore, Forza Italia non ha alcuna intenzione di fare un governo di coalizione col Pd - ricorda l'esponente centrista - Siccome a parte decine di altre modifiche dal sistema tedesco classico quello si cala su un sistema politico fondato su due partiti, mentre in Italia come minimo il sistema politico è basato su quattro ecco che Renzi sta dando via libera ad un sistema elettorale che già in partenza non assicura governabilità, ma che però assicura a lui e a Berlusconi Salvini e Grillo il potere di nominare i deputati e i senatori".

"Renzi è uno strano fenomeno. Se non ha un nemico da insultare o da rasserenare, non sta bene. D'Alema, Bersani, Letta, Cuperlo, Orlando e adesso Alfano e Gentiloni", dice Sergio Pizzolante, componente della segreteria nazionale di Alternativa popolare. "In Italia più di ogni altro Paese europeo - spiega - i populisti, fra M5S e Lega, sono quasi al 50% e il problema di Renzi qual è? Alfano! E qual è il delitto commesso da Alfano? Non aver fatto cadere Gentiloni già nel mese di febbraio. E perché bisognava e bisogna far cadere Gentiloni? Perché il nostro vuole la rivincita, dopo il referendum. Perché gli è stato tolto il giocattolo del governo e adesso lo rivuole". "È un capo che divide e si alimenta d'odio. Gli ritornerà tutto contro. Non riavrà il giocattolo. Un altro prima di Renzi aveva detto: 'molti nemici molto onore'. Non ha fatto una bella fine", conclude il parlamentare.

Cicchitto ribadisce la linea entrando alla Direzione nazionale: ''Siamo responsabili, non saremo certo noi a far cadere il governo Gentiloni, ora bisogna pensare ad una aggregazione di centro per ripartire e cercare di raggiungere il 5%, non abbiamo paura di questa soglia''.

Cicchitto, di nuovo, non usa mezzi termini per criticare il segretario Dem: ''Renzi è inaffidabile, ha pulsioni omicide nei confronti dei suoi alleati ed amici. Non gli daremo la macabra soddisfazione'' di rompere e togliere il sostegno all'esecutivo guidato da Gentiloni.

Resta il nodo della leadership del futuro soggetto di centro moderato alternativo alla destra sovranista e al blocco Fi-Pd-M5S. Oggi Stefano Parisi ha invitato Alfano a rompere con i renziani per poi dar vita a una federazione: ''Ap sta davanti a un bivio: deve rompere con il renzismo e le sue politiche". In queste ore è sempre più forte il pressing di una parte di Ap che sollecita Alfano a fare un passo indietro, lasciando la leadership della 'nuova cosa centrista' a Parisi o qualcun altro che sia in grado di federare chi ci sta al progetto politico alternativo a Renzi.

(Fonte: Adnkronos)

Alfano e Padoan lanciano Milano: "Diventi capitale europea del post Brexit". Sala: "In tanti attratti da noi. Si può fare"

A Palazzo Marino l'incontro "Italy is now and next" cui hanno partecipato il sindaco della metropoli lombarda e i ministri degli Esteri e dell'Economia. In via di istituzione una cabina di regia per candidare la città come destinazione preferita di imprese, enti e banche che lasceranno Londra dopo l'uscita del Regno Unito dall'Ue - (VIDEO)


 "Stiamo istituendo una cabina di regia del governo che andrà a promuovere Milano come destinazione per tutti coloro che decideranno di lasciare la capitale britannica dopo la Brexit". Così il ministro degli Esteri Angelino Alfano, nel corso di una conferenza stampa organizzata a Milano al termine dell'incontro 'Italy is now and next', alla presenza del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e del sindaco di Milano Giuseppe Sala, annuncia l'intenzione di creare una task force per trasformare il capoluogo lombardo nella "capitale europea del post-Brexit".

Milano, spiega Alfano, "ha tutte le carte in regola"; ha "la bellezza dell'Italia, senza i suoi limiti". C'è "una qualità straordinaria nei servizi", ma "senza tutti quei colli di bottiglia tipici del nostro Paese". E tutto questo la rende idonea a "candidarla come destinazione preferita di imprese, enti e banche che lasceranno Londra dopo la Brexit".

Il governo, avverte quindi Padoan, "punta su Milano per raccogliere una parte di eredità che arriverà dal post Brexit"; per questo "avvierà con Comune, Consob, Banca d'Italia e Agenzie delle Entrate una task force per fare squadra e agevolare il processo".

Tre, in particolare, i motivi che portano a Milano: "E' uno dei luoghi in Italia dove il processo di riforma strutturale funziona meglio, come nel caso della giustizia civile", oltre ad essere "un luogo dove si applicano e si beneficia dei processi di riforma". In secondo luogo "ci sono misure di incentivazione fiscale pensate specificatamente per sostenere la ricollocazione dopo Brexit". Misure che, sottolinea Padoan, "attraggono il capitale umano". Terza questione, il 'fare squadra', che vuol dire "istituzione di una task force composta da Comune e Governo che si avvarrà anche di Consob, Bankitalia e Agenzia delle entrate e Gdf per fornire in una unica volta informazioni e assistenza per chi vuole venire a Milano".

A Milano, avverte Sala, "ci giochiamo, con tanta energia, la partita Ema" e questo è "un momento in cui si possono cogliere opportunità" perché "in tanti stanno guardando al nostro Paese". Tanto più che "da tanti esponenti di banche di affari arriva l'indicazione che le condizioni sono obiettivamente diverse dal passato e obiettivamente attrattive". E se è vero che ci sono limiti riconosciuti nel nostro Paese, "la sensazione è che a Milano si possa fare un po' meglio".

Oggi, conclude il sindaco, "è stato fatto un test" con persone che hanno il potere di decidere se portare enti, imprese e banche a Milano e da questo incontro "siamo usciti con la consapevolezza che è possibile".

 

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