Elon Musk svela la sua nuova astronave

Se ne parlava da molto tempo, ora la compagnia spaziale americana SpaceX ha svelato per la prima volta, come intende trasportare gli astronauti sulla Luna e su Marte nel prossimo futuro, ormai divenuto presente...


I piani di Elon Musk per inviare "comuni civili" sulla Luna e su Marte sono diventati più concreti. Nel fine settimana, il capo della compagnia spaziale americana SpaceX ha presentato il prototipo del suo nuovo veicolo spaziale lo "Starship", un costoso giocattolo in grado di ospitare fino a un centinaio di astronauti. Il veicolo di cinquanta metri è contemporaneamente un'astronave e un razzo. Insieme al Falcon "Super Heavy" ancora da sviluppare, il sistema è composto da due stadi, il primo ha il compito di sviluppare una spinta sufficiente per volare verso destinazioni oltre l'orbita terrestre, il secondo di fungere da aeromobile spaziale. Il concetto rimane quello di poter utilizzare gli stadi per più lanci interspaziali. Con questa presentazione, SpaceX rimane fedele alle promesse che hanno portato la società al grande successo di questi ultimi anni. 

Nella sua presentazione, Musk ha fatto solo vaghe dichiarazioni su quando l'astronave dell'astronave sarà operativa. Un volo di prova suborbitale è all'ordine del giorno, seguito da voli senza pilota nello spazio vicino alla Terra. Questo potrebbe far pensare che l'intenzione di Musk di portare le persone su Marte entro il 2024 sia ad oggi irrealistica.           Rimane inve certa di poter portare un volo con equipaggio sulla luna subito dopo i primi esperimenti di volo.

È noto che Musk tende ad annunci, che spesso successivamente rivede e a questo comportamento seguono sempre pesanti critiche. L'amministratore della NASA Jim Bridenstine, in occasione della presentazione dell'astronave, non ha esitato a sottolineare che SpaceX è in ritardo nello sviluppo del Crew Dragon, il veicolo spaziale finanziato dalle casse dello stato americano, che trasporterà nuovamente gli astronauti dal suolo americano alla Stazione Spaziale Internazionale. Inizialmente, il primo volo avrebbe dovuto aver luogo qualche tempo fa, ma SpaceX è ancora alle prese con le conseguenze di un incidente avvenuto ad aprile. L'astronave "Crew Dragon" durante il rientro dopo un volo test senza equipaggio, che vide un attracco di successo alla base spaziale ISS, subì danni strutturali al contatto con l'atmosfera terrestre.  Brindestine ha aggiunto "Lo stesso entusiasmo che viviamo oggi per l'astronave "Starship", lo abbiamo vissuto anche per il "Crew Dragon", oggi però è giunto il tempo di rispettare gli accordi e consegnare una macchina perfettamente funzionante".

EVOLUTION … O ... REVOLUTION ?

EVOLUZIONE O RIVOLUZIONE? IL CAMBIAMENTO DEI TONI E DELLA SOSTANZA NELLA POLITICA ITALIANA


Il movimento Cinque Stelle ha in questi ultimi anni ribaltato completamente la visione della politica in Italia e ha man mano ricevuto sempre più consensi tra i cittadini oramai stufi dell’immobilismo politico ed economico che si era radicato nelle nostre aule parlamentari.
Se andiamo ad analizzare le ragioni di questo sempre più crescente rifiuto, notiamo che la motivazione regina è la litigiosità che si era diffusa tra i partiti tradizionali che non riuscivano più ad esprimere dei contenuti di ragionevolezza e stabilità.
Sicuramente il maggior peso di questo fallimento si evince nel PD che in tutte le sue trasformazioni ha perso sempre molti suoi seguaci a favore dei Cinque Stelle, ed all'aumento dei non votanti che raccolgono i delusi sia di destra, sia di centro o di sinistra che, non riconoscendosi più nelle scelte fatte, non vogliono, per loro conformazione mentale e sociale esprimere una nuova scelta. Una sorta di coerenza continua nella loro vita, per la delusione cocente che la loro scelta precedente ha prodotto.
I Cinque Stelle, hanno senza dubbio raccolto molte adesioni su di un parterre di votanti che si sentiva orfano dalla vecchia politica e voleva ancora contare sulle scelte future.
Non sono da sottovalutare anche i messaggi che il loro fondatore (Grillo) lanciava ed al seguito che è riuscito a raccogliere e a moltiplicare man mano che il movimento cresceva.
Poi ad un certo punto sono andati al potere insieme con Salvini, inutile dire che la Lega, molto più radicata sul territorio e molto abile nell'uso dei social, ha fatto una politica distruttiva verso i suoi compagni di percorso minando alla base l’alleanza.
Ma le frequentazioni di Palazzo, il trovarsi di fronte alla realtà dei fatti, alle analisi concrete, alle reali possibilità di incidere nella vita dei cittadini, ha sicuramente prodotto una maturazione profonda tra questo movimento che forse pensava in modo troppo semplicistico alla conduzione del Paese.
Messo di fronte alla realtà, il Movimento ha capito che doveva cambiare alleati e il modo di fare Politica, bisogna dare atto di un’umiltà nell'analisi e nelle scelte successive per il bene del Paese che fa onore a questi nuovi politici.
Renzi con la sua parte politica, hanno capito di essere entrati in una nuova era e hanno spinto per questa soluzione. Lui e molti del suo staff, attaccati e sbeffeggiati in precedenza, hanno saputo scegliere per l’interesse del Paese e andare oltre al rancore personale che poteva indirizzarli verso altre scelte.
Quando si dice da parte di Salvini “Gli Italiani prima di tutto”, non ci si deve fermare a delle mere enunciazioni, ma si deve pensare ai disastri che le nostre posizioni, le nostre parole, i nostri modi di fare provocano sui mercati Internazionali e conseguentemente nella vita di quegli italiani che menzioniamo.
Oggi Renzi, Di Maio, Zingaretti con le loro compagini politiche, uniti al Primo Ministro Conte, hanno dimostrato a differenza di Salvini , che per loro “gli interessi degli Italiani vengono prima di tutto”
Arch. Giuseppe De Gaetano

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Il governo "Giallo-Rosso" visto dal centro

Visto dal centro il governo giallo/verde rappresenta la peggior guida per il paese


A distanza di quasi due settimane dal voto di fiducia cosa ne pensate del governo #giallorosso? Ii centro è preoccupato per quello che potranno portare avanti, come la tassa sulle merendine o le bibite gassate non ultimo la questione eutanasia e suicidio assistito... un governo unito dalle poltrone dove potrà portarci? La #coerenza prima di tutto!

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Poteri Forti’ e sovranità nazionale

Il debito pubblico e gli scheletri nascosti negli armadi


Dietro al debito pubblico di moltissimi stati, ci sono i ‘Poteri Forti’ dell’economia e delle grandi multinazionali, che hanno l’esclusivo interesse di accaparrarsi grandi fette di sovranità nazionale.

In questa surreale intervista John Perkins, come lui ama definirsi, "un sicario dell'economia mondiale" racconta come i poteri forti dell'economia pianificano in modo minuzioso, tutti i passaggi della nostra piccola storia, dalla politica territoriale alle grandi guerre nei paesi più poveri...

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"Matteo Polo" alla scoperta della vecchia politica... Ovvero la convergenza delle linee parallele.

Dobbiamo risalire ad una analisi storico-politica per comprendere le mosse di questi ultimi tempi nel panorama politico italiano


Sicuramente il suicidio politico di Salvini è stato organizzato in modo scientifico e con precisione micrometrica.
In questa occasione Renzi ha dimostrato di essere un Politico con la P maiuscola, da vecchia scuola in un misto tra quella Democristiana e quella Comunista.
Anche la sua posizione per far nascere il Governo è stata un’opera d’Arte, chi lo dava per finito quando si era dimesso, oggi deve ricredersi perché non solo è vivo e vegeto, ma tiene in scacco tutto il panorama politico italiano.
Si potrebbe obiettare che abbia agito in modo scorretto per non aver declinato in anticipo le sue intenzioni, ma quando mai la Politica ha realmente detto quello che poi ha fatto? E chi sono i catocensori che possono scagliare la prima pietra senza perdere la mano?
Di fatto Renzi ha chiuso un cerchio che gli è stato sempre attribuito, tutti i politici gli hanno sempre dato una collocazione per suo conto, hanno sempre insistito sulla nascita di un nuovo soggetto politico a sua guida, sperando che questo succedesse e indebolisse il PD.
Di fatto è vero che all’interno del PD c’è sempre stata la voglia di liberarsi di un personaggio carismatico che era ed è tuttora scomodo per la classe politica che ha sempre vissuto il Partito come una cosa propria, sia nelle linee guida che nelle strategie molte volte corto miranti e senza visione d’insieme.
Adesso il dado è tratto e bisogna fare i conti con il nuovo gruppo che è stato formato, e secondo la mia opinione si deve fare molta attenzione a sottovalutare questa scelta, perché potrebbe essere la chiave di volta dei cambiamenti del panorama politico Italiano.
Dopo la fine della realtà Democristiana, che radunava nelle sue fila una grande moltitudine di personaggi politici di diversa estrazione e con gruppi formati al suo interno che presidiavano il territorio, il suo elettorato e la sua classe politica rimanente, orfani oramai di un personaggio carismatico che li tenesse uniti, si è sparpagliata in rivoli diversi in partitini nuovi che sono nati, e in gran parte si è riunita sotto Forza Italia, che aveva come personaggio forte Berlusconi, che nonostante tutti gli errori dell’aver personalizzato troppo il suo partito, ha raccolto la maggior parte dell’eredità Democristiana.
Con la stessa forza dirompente con la quale si è imposto nel panorama politico, le vicende varie giudiziarie e personali, hanno fatto sì che si auto eliminasse come figura di riferimento, nel panorama del centro liberale.
A sua volta Bossi si era già autoeliminato con tutte le sue vicende personali, familiari, politiche e aveva indubbiamente lasciato un vuoto a destra non colmabile dopo le vicende che avevano coinvolto Fini come leader di destra.
L’Ascesa di Salvini ha ricompattato l’elettorato di destra che non si è mai riconosciuto in una Leader come la Meloni che pur avendo gestito con intelligenza certi momenti politici, ha ereditato una situazione molto confusa e discutibile con tutti gli scandali che il suo partito ha dovuto affrontare e con i transfughi che si sono riciclati negli altri schieramenti cercando di portare elettori di destra verso una compagine che non li ha mai sdoganati e riconosciuti.
Salvini ha tentato un avvicinamento goffo con il rosario e il Crocefisso verso gli elettori più vicini alla religione, cercando spazi che non gli sono consentiti proprio per le ideologie che la sua parte politica continua a promulgare, scontrandosi con il principio di umanità che contraddistingue quella parte di elettorato che si riconosce di più nella solidarietà umana che nello scontro di piazza.
A questo punto i vari componenti della sinistra del PD si sono anche loro scontrati contro un non riconoscimento del loro ruolo e l’unico Leader che ha avuto voti trasversali in modo massiccio sino ad arrivare ad un 40% è stato Renzi.
Ma come dice lui il fuoco amico ha fatto danni che nessuno poteva pensare, e ancora oggi sembra che l’unico bersaglio sia sempre lui.
E’ naturale che si arrivasse ad una scissione del gruppo che fa riferimento al suo modo di vedere la vita, la politica, l’impegno sociale. Tenendo ben presente che è l’unico leader che propone una visione centrista, con una visione futura, con la capacità di riunire sotto la sua guida molte realtà di impegno sociale che oggi non hanno più nessun riferimento politico e sociale.
Di fatto Renzi sta ricostruendo la Democrazia Cristiana, con attenzione a non ricreare una serie di sottopoteri territoriali che ne hanno decretato la sua fine. La Leopolda (che è cosa sua) può rappresentare il trampolino di lancio di questa iniziativa ed organizzarsi sul territorio in modo radicato e a macchia d’olio, ripetendo le famose sezioni del PCI e della DC che oramai non esistono più, ricreando quel tessuto di presenza che va ad organizzare feste per spiegare alla gente che non sarà più sola raccogliendo le loro idee, sviluppando interesse sociale, culturale, umano; cosa che oramai si è persa e manca nel tessuto sociale di vita comune.
Quindi non sottovalutate la potenza delle visioni soprattutto quando provengono da persone intelligenti !!! E penso che Renzi abbia sino ad oggi dimostrato di essere lungimirante, attento, culturalmente preparato, in poche parole “Intelligente”

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L'ascesa del populismo e il crollo del politica

L'ascesa del populismo in queste elezioni europee è sempre più evidente, un'altra stagione politica sta mutando in una nuova realtà, sarà una evoluzione o una pericolosa involuzione? 


Il populismo mette le sue radici nella storia, quando la gestione politica passò dalle mani di re e regine a quelli della piccola nobiltà, rappresentanti di altre persone persone nelle assemblee, nei congressi, nei parlamenti. Il principio era quello di considerare il rappresentante meglio informato sui fatti della vita perchè più colto, più istruito, quindi più adatto a rappresentare e prendere decisioni per il popolo. Come oggi anche allora, gli impegni venivano scritti su dei "Manifesti", una vera dimostrazione di volontà e di politica che veniva condivisa con l'elettorato. Questo principio possiamo chiamarlo "Democrazia", peccato che solo una ESIGUA PERCENTUALE DEI VOTANTI HA LETTO QUESTI MANIFESTI O CONTRATTI CON IL POPOLO e probabilmente la restante percentuale, non li capirebbe se li leggessero. Oggi potremmo anche dire che forse serve poco conoscere il contenuto di un Manifesto, perché nel dopo elezioni risulta sempre molto difficile rispettare gli impegni presi.

La prima linea guida dei nuovi populisti è quella di approcciare gli elettori con i termini "noi e loro",due parole che hanno profonde in tutte le società e a tutti i livelli. Solo per citare un esempio, nel calcio, i termini "noi e loro" sono spesso usati per giudicare un avversario spesso considerandolo il più debole o il meno sportivo. Noi siamo i più bravi, loro rubano sempre, noi aiuteremo il nostro popolo, loro no, due parole che ormai racchiudono il potere di convincere, alcune volte anche in modo forte o violento.

Con l'ascesa dei movimenti pro-popolo (movimenti sociali), spesso associati alla sinistra politica, alla fine del diciannovesimo secolo, si sono conquistati i diritti all'educazione, all'assistenza sanitaria per tutti, i diritti delle donne al lavoro e al voto, i diritti dei bambini a non lavorare. La fame e le povertà assolute sono state battute approcciando a un mondo più sviluppati e quando le persone hanno un lavoro, un tetto e una possibilità di spesa economica è meno probabile che scendano per le strade per proclamare i loro diritti. Questo periodo era guidato dai politici di professione, statisti che guardano prima il futuro del paese e poi il presente.

Politici che hanno sempre salvaguardato il bene dello stato (forse anche il loro) creando una distanza d'intelletto tra istituzioni e territorio, pronti a trasformare un lamento del popolo in semplice borbottio, lasciando tutti felici e contenti. 

Eccoci però al giorno in cui la classe politica diventa "loro" e l'apatia politica, il distacco di pensiero dagli organi istituzionali, spazia attraverso la società moderna, una situazione incontrollabile che oggi ha raggiunto proporzioni epiche. Una situazione in cui i voti, vengono talvolta considerati più numerosi di quelli espressi realmente per un certo partito politico, questo perché nessuno vuole considerare che l'affluenza si avvicina ormai alla metà dell'elettorato o anche meno. Ecco allora che il borbottio torna a essere un lamento, generando un pensiero comune, "ok di qualunque colore sia, sono tutti uguali, un gruppo di truffatori che cercano solo vantaggi per se stessi, cercherò di votare il meno peggio".

Proprio in questo momento dove è crollato il senso di appartenenza che nascono come funghi i movimenti populisti, movimenti di protesta contro tutti e contro ciò che viene considerato cattivo o diverso. Attenzione perché l'errore più comune è pensare che questi siano solo radicati nella destra politica, qualunque forma di discriminazione porta al populismo, nell'eccezione del suo significato, anche quella contro il datore di lavoro o contro le forze di polizia.

Il politico populista è una sorta di mago che agitando la sua bacchetta magica afferma, "Io sono uno di voi, so chi siete e quello che volete, io ve lo darò". Ovviamente contestando e rifiutando tutti quelli che magari già cercano di farlo, i "loro". Cancellando ogni forma di governo e creandone uno nuovo, trionfando in pompa magna su tutti e su tutto, abbattendo il dialogo con dei monologhi urlati (non solo a voce) e occupando tutte le forme di comunicazione.

Un momento politico molto pericoloso, perché con il crollo dei tradizionali partiti e delle strutture politiche, è apparso un vuoto ideologico. La storia ci insegna che il trattato di Versailles, con cui si è sancita la fine della prima guerra mondiale, ha di fatto creato un vuoto istituzionale. Gli stati firmatari, che erano politicamente instabili (il governo era lontano dal popolo e del territorio), si sono isolati, i dialoghi si sono conclusi e 20 anni dopo le controversie mai appianate hanno portato alla alla seconda guerra mondiale

 

Oggi la conoscenza e l'informazione sono a portata di click, così la distanza tra elettore ed eletti è annullata. È arrivata una nuova era politica, quella in cui coloro che sono stati educati o che hanno studiato bene come comunicare possono diventare pericolosi, visto che sempre più persone non hanno conoscenza di cosa voglia dire fare il politico di professione.

Abbiamo ottenuto il benessere e ci sentiamo moderatamente al sicuro, abbiamo una bella macchina, il frigorifero pieno e ci distraiamo sul divano guardando i pessimi programmi generalisti o una partita di calcio, accettando in silenzio che qualcun'altro ci dica di cosa abbiamo bisogno e che lui può .

...forse siamo ancora in tempo...

 

-6 giorni alle Elezioni europee: forti timori per i cambiamenti portati dall'attesa spinta dei populisti

Più di 400 milioni di elettori nei paesi dell'UE saranno chiamati alle urne dal 23 al 26 maggio, per eleggere un nuovo Parlamento europeo


Saranno le elezioni dei partiti populisti che dovrebbero registrare una nuova spinta verso l'alto grazie al problema scottante dell'immigrazione. Queste forze ostili all'Unione europea, tuttavia secondo i sondaggi, saranno ben lontane dall'ottenere la maggioranza, ma sicuramente contribuiranno allo sconvolgimento degli equilibri ormai storici dell'emiciclo europeo, dominato quasi ininterrottamente dal 1979 dai due maggiori partiti della destra e della sinistra europeista.

Ironia della sorte, il voto inizierà nel Regno Unito, costretto a votare perché il suo accordo sul distacco dell'UE non è ancora stato ratificato e si concluderà domenica, con il passaggio nella cabina elettorale degli elettori di paesi importanti come Germania, Francia, Italia e Spagna.

Verranno esaminati in particolare i voti dei partiti di estrema destra del National Rally di Marine Le Pen in Francia, della Lega di Matteo Salvini in Italia e del partito pro-Brexit di Nigel Farage nel Regno Unito.

Considerate dagli studiosi politici come le "elezioni per il run-off ", il rinnovo dei 751 membri eletti del Parlamento è anche tradizionalmente segnato da una forte astensione, grazie alla poca informazione e alla grande disinformazione, che non pongono questo voto come un ingranaggio essenziale nello sviluppo delle leggi europee.

Questo disinteresse degli elettori è aumentato costantemente dalle prime elezioni del 1979, l'astensione è aumentata dal 38% di quell'anno al 57,4% nel 2014 data delle ultime elezioni.

Secondo un sondaggio condotto da YouGov su 8.021 persone in otto paesi (Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna, Polonia, Ungheria, Svezia), pubblicato a maggio, l'immigrazione e la protezione dell'ambiente, due temi emersi in ambito locale, sono considerati le principali sfide per il futuro dell'UE.  


Quattro anni dopo la crisi migratoria del 2015 e sebbene il flusso degli arrivi abbia cessato la sua veloce corsa, la destra politica continua a focalizzare il suo discorso su questo tema, un tema che diventerà una linea di faglia sul continente europeo. Intanto i vertici della Lega Italiana con Matteo Salvini e i francesi del Rassemblement National di Marine Le Pen stanno tentando di creare un fronte comune delle forze nazionaliste che combatta l'immigrazione e la forte vocazione centralista dell'attuale Unione Europea.

Secondo le ultime proiezioni pubblicate da Parlamento europeo, sulla base di indagini nei 28 paesi, nella nuova Camera, il gruppo attuale, ENL salirebbe a 62 eletti (25 in più rispetto ad oggi), tra cui 26 italiani (20 Lega) e 20 francesi (5 RN). Aggiungendo gli anti-europeisti e l'ELDD (dove siedono il Movimento Cinque Stelle italiana o pro-Brexit britannico Nigel Farage), gli euroscettici CRE (costituiti dai conservatori britannici e del partito polacco PiS al potere Varsavia), questa proiezione dà un totale di 173 eletti.

"Attualmente, il Parlamento conta quasi il 25% di euroscettici e potrebbe arrivare al 35%", ha dichiarato Jean-Dominique Giuliani, presidente della Robert Schuman Foundation, "Non bloccherà il Parlamento, ma ci sarà un'irradiazione, un'influenza dei partiti di destra e di estrema sinistra nei temi che il nuovo parlamento metterà in discussione".

Inoltre, se questi partiti, che vogliono cambiare l'Unione europea dall'interno, possono avere intenti comuni in materia di immigrazione, sono ben lungi dall'essere d'accordo su altre importanti questioni, come ad esempio l'atteggiamento da avere sulla La Russia di Vladimir Putin o il rispetto delle regole in merito di stabilità economica.

Sempre secondo le ultime proiezioni pubblicate dal Parlamento europeo, le due grandi famiglie tradizionali, il PPE e i socialdemocratici (S&D) a sinistra, si potranno vedere depauperate di ben 37 poltrone, perdendo così la loro maggioranza. I verdi, che potrebbero beneficiare del movimento pro-clima, in particolare in Belgio e in Germania, otterrebbero 5 seggi. Quindi si potrebbero creare 3 macro gruppi che andrebbero a determinare la maggioranza a seconda del tema trattato.

Questo insieme di alleanze sarà cruciale per i futuri dirigenti europei, incluso il successore di Jean-Claude Juncker a capo della Commissione, che vedra chiudersi il suo mandato subito dopo le elezioni.

L'Italia potrebbe diventare il terminal di Belt and Road cinese, per il commercio nell'Europa meridionale

"Partnership Italia-Cina nella Nuova Via della Seta", un convegno che si è tenuto venerdì scorso, durante il quale funzionari ed esperti del governo italiano, hanno espresso il proprio sostegno all'iniziativa Belt and Road (BRI) proposta dalla Cina, discutendo sulla possibilità che l'Italia diventi il ​​terminale BRI cinese nell'Europa meridionale.


Partecipare al BRI potrebbe essere un'opportunità per unirsi a un nuovo percorso globale di multilateralismo concreto, ha affermato Manlio Di Stefano, Sottosegretario di Stato agli affari esteri e alla cooperazione internazionale, alla conferenza. "L'Italia è un terminal naturale per la nuova Via della seta" nonostante le forti pressioni subite durante i negoziati per firmare il Memorandum of Understanding (MoU) con la Cina, così da poter unirsi al BRI", ha commentato.

L'Italia ha il vantaggio di essere il primo paese del G7 a firmare un MoU, "anche se questo vantaggio non durerà per sempre e il tempo non va sprecato, il governo (italiano) guarda in modo molto positivo agli accordi siglati con la Cina, dobbiamo restare sul campo", ha aggiunto il sottosegretario.

Tra gli esperti presenti alla conferenza, Vladimiro Giacche, presidente del think tank italiano Centro Europa Ricerche (CER), ha dichiarato che BRI è l'unico progetto che punta a rilanciare la crescita con investimenti reali dopo la crisi finanziaria del 2008. Secondo un'analisi condotta dal CER, il BRI potrebbe liberare il potenziale del commercio internazionale rafforzando la connettività, ha detto Giacche.

Marco Donati, General Manager di COSCO Shipping Lines Italia, ritiene che l'obiettivo del BRI non diventerà quello di colonizzare, questo perché "la cultura cinese non ha il concetto di colonizzazione". Secondo Donati, i miglioramenti logistici del BRI andranno a vantaggio di entrambi i paesi e tale vantaggio logistico sarà fondamentale affinché l'Italia diventi competitiva a livello globale, considerando la sua economia centrata sull'esportazione.

"Per COSCO, l'Italia è il secondo paese più importante in Europa, secondo solo alla Germania, e ci stiamo avvicinando", ha affermato Donati.

Alla chiusura della conferenza, il senatore Vito Petrocelli, capo della commissione per gli affari esteri del Senato, ha sottolineato il possibile ruolo che il BRI svolgera nell'aiutare l'Italia a ridurre il divario di sviluppo Nord-Sud, a rafforzare gli scambi tra le persone e a promuovere la cooperazione in terza paesi. La presenza del primo ministro italiano Giuseppe Conte al secondo Forum Cintura e Strada per la cooperazione internazionale a Pechino in aprile è una prova sufficiente del riconoscimento italiano del BRI.

Petrocelli ha inoltre dichiarato che l'Italia è pronta a diventare il terminal di BRI nel sud Europa, non solo nella distribuzione di merci, perché "New Silk Road" significa anche cooperazione tra le persone.

All'evento, organizzato dal gruppo parlamentare italiano, Unione Interparlamentare di Amicizia Italia-Cina, ha partecipato anche l'ambasciatore cinese in Italia Li Ruiyu, che ha sottolineato la necessità sia dell'Italia che della Cina di coltivare la corretta strada, espandere la connettività delle infrastrutture e creare nuove canali per gli scambi tra le persone.

Negli ultimi sei anni, il commercio totale tra Cina e altri paesi che hanno partecipato al BRI ha superato i 6 trilioni di dollari, e gli investimenti della Cina in questi paesi hanno superato gli 80 miliardi di dollari, con quasi 300.000 posti di lavoro creati finora, secondo i dati ufficiali.

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