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updated 4:28 PM UTC, Jul 13, 2020

"Taglio delle tasse non più rinviabile, agire su lavoro e pensioni". La Corte dei Conti incalza il governo. Bocciati reddito di cittadinanza e "quota 100"

L'Italia mostra un "quadro particolarmente gravoso che impone una rapida definizione di una strategia per recuperare livelli di crescita più sostenuti" e deve affrontare "una sfida impegnativa che riguarda il quadro economico e quello della finanza pubblica ma che, per quest'ultima, non può non considerare i segnali positivi ereditati dall'esercizio appena concluso"


"Nell’attuale contesto di emergenza la politica di bilancio è chiamata a giocare un ruolo fondamentale. Le risorse disponibili vanno infatti destinate a contrastare le fragilità e il disorientamento portati dagli effetti economici della crisi, avendo considerazione soprattutto di quanti sono risultati più danneggiati da questa emergenza epidemiologica". Lo afferma il presidente della Corte dei Conti Angelo Buscema nella sua introduzione alla Cerimonia di parificazione del Rendiconto generale dello Stato.

"TAGLIO TASSE NON PIÙ RINVIABILE" - Nella requisitoria orale il procuratore generale facente funzioni della Corte dei Conti, Fausta Di Grazia, afferma che "appare non più rinviabile un intervento in materia fiscale che riduca, per quanto possibile, le aliquote sui redditi dei dipendenti ed anche dei pensionati che, pur essendo fuori dal circuito produttivo, frequentemente sostengono le generazioni più giovani, oltreché le imposizioni gravanti sulle imprese alle quali sono affidate le concrete speranze di un rilancio del Paese".

"L’alleggerimento della fiscalità potrebbe evitare, soprattutto in un momento di crisi globale, la costante erosione del potere d’acquisto delle famiglie e un’ulteriore contrazione del mercato interno, che non favorisce il gettito erariale" spiega nella cerimonia di parificazione del Rendiconto generale dello Stato.

"QUOTA 100 E RDC RISULTATI SOTTO LE ATTESE" - Per quanto riguarda la “quota 100” alla data del 31 dicembre 2019 "risultano essere state approvate 155.897 richieste di collocamento in quiescenza, pari a circa il 69% delle domande presentate. Delle istanze accolte circa il 49% riguarda soggetti con oltre 41 anni di contribuzione, a fronte di un’anzianità lavorativa media di 40 anni. I risultati sono stati al di sotto degli obiettivi illustrati nella Relazione tecnica che accompagnava il provvedimento, avente anche finalità di ricambio generazionale della forza lavoro" dice Di Grazia.

Sul fronte assistenziale, l’attuazione del “reddito di cittadinanza” "con uno stanziamento definitivo di 5.728,6 milioni di euro, dei quali ne sono stati impegnati 3.878,7 milioni. Dai dati degli uffici di controllo risultano essere state accolte circa 1 milione di domande, a fronte di quasi 2,4 milioni di richieste, delle quali, secondo elaborazioni di questo Istituto, soltanto il 2% ha poi dato luogo ad un rapporto di lavoro tramite i Centri per l’impiego" aggiunge.

"STRATEGIA PER CRESCITA PIÙ FORTE" - Quello aperto dal coronavirus è “un quadro particolarmente gravoso che impone una rapida definizione di una strategia per recuperare livelli di crescita più sostenuti, annullando i ritardi che negli ultimi anni hanno impedito il superamento degli squilibri strutturali della nostra economia” sottolinea il presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite in sede di controllo Ermanno Granelli. Il magistrato contabile segnala come le stime sull’impatto economico della pandemia sono “ancora soggette ad aggiornamenti continui” e con “non meno repentini e rilevanti cambiamenti registrati nei conti pubblici”.

ENTRATE E INDEBITAMENTO - Granelli rileva poi che nella gestione dei conti pubblici nel 2019 si registra un “miglioramento” evidenziato dal “Conto dello Stato che consente di rilevare andamenti molto positivi: l’indebitamento netto, pari a circa 30 miliardi, si è ridotto nell’anno in misura significativa (di oltre 13 miliardi rispetto al 2018) e assai di più di quanto previsto nei documenti programmatici”. E parla per l’andamento sia delle entrate che delle spese di “una virtuosa inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti”.

Infatti, le entrate, nel complesso, sono cresciute del 2,8 per cento (0,17 per cento nel 2018), ma con una forte accelerazione, in particolare, delle imposte dirette su cui ha inciso l’obbligatorietà della fatturazione elettronica e l’avvio dell’applicazione degli indicatori di affidabilità in sostituzione degli studi di settore.

Che scuola sarà a settembre? Turni, lezioni il sabato e didattica a distanza. Niente mascherina alle materne. Refezione sì, ma da ripensare

In una bozza le linee guida per l'anno scolastico 2020-2021: frequenza in turni differenziati, organizzazione di più gruppi di studio, formati anche da alunni di diverse classi ed età. Scuola anche al sabato, dove non già prevista, su delibera degli organi collegiali. L'attività didattica a distanza resterà, ma solo in misura marginale e solo per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, dove "le opportunità tecnologiche, l'età e le competenze degli studenti lo consentono". E le mense sono confermate, anche se bisogna capire ancora come organizzarle - (LEGGI TUTTO)


Da settembre la frequenza scolastica avverrà "in turni differenziati", integrando "attività didattica in presenza e digitale" ed estendendo le lezioni, ove non già previsto, "alla giornata dal sabato". Sono alcuni dei punti inseriti nella bozza del "Piano Scuola 2020-2021" stilata dal ministero. Gli istituti, si legge, potranno "adottare soluzioni organizzative differenti, per realizzare attività parallele o alternative alla didattica tradizionale".

Turni, gruppi apprendimento, lezioni di sabato e a distanza - Le scuole, secondo la bozza pubblicata dall'agenzia Lapresse, potranno in via autonoma avvalersi di frome di flessibilitò sulla base degli spazi a disposizione e delle esigenze delle famiglie e del territorio, che contemplino, ad esempio: una riconfigurazione del gruppo classe in più gruppi di apprendimento; l'articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso; una frequenza scolastica in turni differenziati, anche variando l'applicazione delle soluzioni in relazione alle fasce di età degli alunni e degli studenti nei diversi gradi scolastici. 

Per le scuole secondarie di II grado si potrà utilizzareattività didattica in presenza e didattica digitale integrata, ove le opportunità tecnologiche, l'età e le competenze degli studenti lo consentano; l'aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari, ove non già previsto dalle recenti innovazioni ordinamentali; l'estensione del tempo scuola settimanale alla giornata del sabato, ove non già prevista, su delibera degli Organi collegiali competenti.

A tutti gli alunni le stesse opportunità - "Le istituzioni scolastiche - si legge ancora nella bozza - avranno cura di garantire, a ciascun alunno, la medesima offerta formativa, ferma restando l'opportunità di adottare soluzioni organizzative differenti, per realizzare attività educative o formative parallele o alternative alla didattica tradizionale". "Gli strumenti di autonomia didattica e organizzativa" possono "consentire un diverso frazionamento del tempo di insegnamento, più funzionale alla declinazione modulare del tempo scuola anche in riferimento alle esigenze che dovessero derivare dall'effettuazione, a partire dal 1 settembre 2020 e in corso d'anno 2020-2021, delle attività relative ai Piani di Apprendimento Individualizzati".

Scuole materne: privilegiare l'uso di spazi esterni - Per le attività della scuola dell'infanzia andranno valorizzati tutti gli spazi interni ed esterni (questi ultimi da privilegiare ma con meteo favorevole). L'organizzazione dei diversi momenti della giornata educativa dovrà essere serena per cui i bambini dovranno essere messi  nelle condizioni di potersi esprimere con naturalezza e senza costrizioni. Un'attenzione "particolare" sarà data ai bambini che per la prima volta risultano iscritti, prevedendo per essi (e per i loro genitori) momenti riservati di ascolto e di primo ambientamento. Ma anche per gli altri bimbi andranno riannodate le esperienze che sono state bruscamente interrotte e vanno preparati al nuovo incontro, coinvolgendoli gradualmente.

Scuole materne: no all'uso di mascherine - L'uso di mascherine non è previsto per i minori di sei anni e i dispositivi di protezione per gli adulti (per i quali sono raccomandabili l'utilizzo di visierine "leggere" e, quando opportuno, dei guanti di nitrile) non devono far venir meno la possibilità di essere riconosciuti e di mantenere un contatto ravvicinato con i bambini piccoli e tra i bambini  stessi. 

Scuole materne: stabilizzare i gruppi - Nelle linee guida vengono segnalate alcune "accortezze" tra cui la  stabilità dei gruppi: i bambini frequentano per il tempo previsto di presenza, con gli stessi insegnanti e collaboratori di riferimento; la disponibilità di uno spazio interno ad uso esclusivo per ogni gruppo di bambini, con i suoi  rispettivi arredi e giochi che saranno opportunamente sanificati. Tutti gli spazi disponibili (sezioni, antisezioni, saloni, atrii, laboratori, atelier) dovranno essere "riconvertiti" in spazi distinti e separati per accogliere stabilmente gruppi di apprendimento, relazione e gioco. Si potranno variare gli spazi solo dopo attenta igienizzazione e un'aerazione degli ambienti.

Scuole materne: la somministrazione del cibo e gli ingressi - La colazione o la merenda andranno consumati nello stesso spazio di esperienza dedicato al gruppo dei bambini; il pasto completo, comprensivo di primo, secondo, contorno, acqua e frutta sarà consumato negli spazi adibiti alla refezione scolastica, adeguatamente organizzati. Anche sull'ingresso e l'uscita dei bambini si chiede duttilità. Già ora l'ingresso avviene in una fascia temporale "aperta" (che spesso raggiunge i 90 minuti: dalle 7:30 alle 9:00), fascia che potrà essere adeguata alle nuove condizioni, programmata e concordata con i genitori. Analogamente potrà avvenire per le fasce di uscita, al termine dell'orario scolastico.

Refezione in più turni o pasto in aula - Anche per la refezione scolastica si dovrà far riferimento ai consigli impartiti dal CTS. Si parte dal principio che vada garantita in modo sostanziale per tutti gli aventi diritto, seppure con soluzioni organizzative differenti per ciascuna scuola. In particolar modo, oltre alla necessaria e approfondita pulizia dei locali adibiti alla refezione medesima, le istituzioni scolastiche potranno valutare l'opportunità di effettuare la refezione in due o più turni, sempre al fine di non consentire oltre il dovuto l'affollamento dei locali ad essa destinati. Qualora fosse una strada non percorribile o non sufficiente, le scuole potranno studiare con le ditte concessionarie del servizio la realizzazione di soluzioni alternative di erogazione, come ad esempio il consumo del pasto in monoporzioni all'interno dell'aula didattica, opportunamente areata e igienizzata al termine della lezione e al termine del pasto stesso. 

Con nuova epidemia, didattica a distanza - Qualora l'andamento epidemiologico dovesse configurare nuove situazioni emergenziali a livello nazionale o locale, sulla base di un tempestivo provvedimento normativo, potrebbe essere disposta nuovamente la sospensione della didattica in presenza e la ripresa dell' attività a distanza, attraverso la modalità di didattica digitale integrata.

Formazione specifica per insegnanti e personale Ata - Indicazioni specifiche per i Piani di Formazione di Istituto saranno rivolti al personale dirigente, docente e ATA, da attivarsi anche tramite modalità a distanza, per l'aggiornamento delle differenti competenze professionali risultate utili per la gestione dell'emergenza e attività specifica di informazione e formazione sulle misure di prevenzione igienico-sanitarie, al fine di prevenire il contagio e limitare il rischio di diffusione del COVID-19 in raccordo con il Dipartimento di prevenzione territoriale competente.

Taglio dell'Iva, 5Stelle e Pd frenano Conte: "Costa troppo". Gualtieri: "Ipotesi temporanea". Salvini e Meloni all'attacco: "Idea durata 18 ore. Imbarazzante, solo spettacolo"

L'ipotesi lanciata domenica, a conclusione degli Stati generali, da dal premier, Giuseppe Conte, di tagliare l’imposta sui consumi e supportare la ripresa economica ha suscitato perplessità nella maggioranza e in Bankitalia. Tra contestazioni sull'irrilevanza effettiva, sugli effetti onerosi per le casse e la necessità di riformare il fisco in modo strutturale, Palazzo Chigi e il ministero dell'Economia ora valutano alternative e aggiustamenti. L'opposizione dice che abbassare le tasse è una priorità ma critica il metodo propagandistico e la politica degli annunci da parte del presidente del Consiglio


Mes, Travaglio difende Conte: 'Risponde alle calunnie di Meloni e ...

Una 'sforbiciata' dell'imposta sui consumi. Questo quanto sta valutando il governo, con il premier Giuseppe Conte che però ieri ha tuttavia parlato di misura a tempo, correggendo il tiro: "Abbiamo detto che avremmo valutato questa possibilità, è chiaro che un calo dell’Iva costa moltissimo. Si è valutata l’ipotesi - ha chiarito intervistato dal Fatto Quotidiano - di una riduzione per un breve periodo di tempo. A regime si potrebbe valutare un piano cashless, è uno dei miei cavalli di battaglia. Su quello sono un testardo".
Un taglio dell'Iva temporaneo sulla falsariga del modello tedesco è una delle "opzioni" in esame, insieme alle altre sul tavolo, ha ribadito oggi il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri: "E' uno degli strumenti possibili di tipo congiunturale" che va distinto dagli interventi strutturali, spiega. "Noi - aggiunge - stiamo valutando tutti i possibili interventi congiunturali, tenendo anche conto del quadro delle risorse, dello spazio fiscale di cui si dispone e dei vari interventi necessari a luglio e quindi stiamo esaminando tutte le varie opzioni, tra le quali anche  questa, ma siamo a questo stadio ed è quello che ha anche detto anche il presidente del Consiglio". Poi, prosegue Gualtieri, "ho visto che si è animato un dibattito che ci ha tutti un po' divertito, il governo esamina tutti gli scenari e poi prenderà le sue decisioni". 

In ogni caso, l'ipotesi al momento non ha raccolto l'entusiasmo degli alleati, con la reazione del M5S: "Sul tema fiscale - hanno dichiarato in una nota i deputati pentastellati della commissione Finanze - siamo pienamente d'accordo con chi evoca la necessità di una riforma complessiva e di una eventuale riduzione dell'Iva, ma l'urgenza del momento riguarda soprattutto le scadenze di giugno. A partire dalle imposte sui redditi, vale a dire saldo e acconto Irpef e Ires, ma anche in riferimento alla dichiarazione Iva e ad altri adempimenti, è necessario prorogare la scadenza del 30 giugno al 30 settembre, senza esitazioni. Il M5S ha già presentato un emendamento a prima firma Giovanni Currò. Ci auguriamo che tutte le forze politiche convergano per portare a casa il risultato. Decine di migliaia di professionisti ed imprese non aspettano altro che questo".

E un taglio dell'Iva sembra non convincere anche Bankitalia, con il governatore Visco che - senza mai nominare direttamente la riduzione della tassa - ha parlato del bisogno di una revisione del fisco, ma con una "visione complessiva" e senza un approccio "imposta per imposta" per "un piano ben costruito" e studiato per la ripartenza del Paese.

Critica l'opposizione, che punta il dito contro il chiarimento di Conte: "Sull'abbassare le tasse - ha detto stamane il leader della Lega Matteo Salvini - noi siamo sempre a favore, anche se io sono più propenso a tagliare le tasse a famiglie e imprese ma va bene. Però quanto è durata? Diciotto ore e l'ipotesi è già finita. Una situazione imbarazzante".

"Siamo basiti dalla superficialità e dalla confusione con le quali Conte ha lanciato la proposta di riduzione dell’Iva", le parole della presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, che ha aggiunto: "Tagliare le tasse è una priorità e su questo FdI sarà sempre disponibile a parlare, a patto che si faccia con serietà, responsabilità e conti alla mano. L’esatto contrario di quello che ha fatto il Governo, che ha usato questo tema per fare un po’ di spettacolo e propaganda".

LA TERZA VIA - Sulla falsariga del piano tedesco di tagliare l'iva per contribuire a risollevare l'economia dalla crisi del Covid, anche l'Italia ragiona su una possibile riduzione dell'imposta sul valore aggiunto. Un intervento temporaneo come quello tedesco che si estende dal 1 luglio 31 dicembre, avrebbe il beneficio di poter essere finanziato anche con risorse dei piani europei, ma non scioglierebbe il nodo di rendere il sistema più equo e semplice attraverso una più ampia riforma fiscale.

Ma - secondo gli economisti - potrebbe esserci una terza via tra i due schemi, seppur complessa e da costruire con oculatezza: avviare un taglio temporaneo, ma predisponendolo nel quadro di una riforma più ampia.

In Germania, il cui sistema di tassazione Iva è giudicato dagli stessi economisti imperfetto, si è scelta la strada dell'intervento una tantum. Costo dell'operazione 20 miliardi, tra la sforbiciata all'Iva ordinaria dal 19 al 16% e all'Iva ridotta che passa dal 7 al 5%. Ma i precedenti di qualche anno fa in altri partner Ue dimostrano che i risultati possono essere inferiori alle aspettative. E' il caso per esempio della Gran Bretagna: durante la crisi innescata dal crollo di Lehman Brothers nel 2008-09 il Regno Unito ha tagliato temporaneamente l'Iva per 13 mesi.

Un esame dei risultati di tale politica ha evidenziato un iniziale calo dei prezzi, per poi registrare un rialzo di alcuni prodotti già nei due mesi successivi. Le vendite al dettaglio hanno comunque registrato un incremento, (+1%) ma solo l'arco d'intervento. Allo scadere del taglio c'è stata infatti un'inversione di rotta, segno che i consumatori hanno indirizzato gli acquisti nel periodo coperto dalla misura e non c'è stato un effetto traino. Nel caso francese è emerso invece come il taglio dell'imposta non si sia tradotto automaticamente in una riduzione dei prezzi, con il vantaggio fiscale - ad esempio nel caso dei ristoranti - accumulato più dalle imprese che dai clienti.

Un taglio dell'Iva temporaneo è una sorta di doping che aiuta il sistema in termini congiunturali, una misura che si addice dunque alle economie dinamiche e produttive. Nel caso dell'Italia, come indicato dallo stesso governatore Ignazio Visco, serve "una visione complessiva" e "non imposta per imposta".

E di riforma fiscale ha parlato nei giorni scorsi anche il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri al festival dell'Economia di Trento, con un refrain che resta valido, anche di più nell'era post Covid: 'abbassare le tasse a qualcuno e non alzarle a nessuno'.

 

(Fonte: Adnkronos)

"Giustizia uccisa dal governo": gli avvocati in piazza per il "funerale" accusano Conte e Bonafede. Processi bloccati: "Udienze dal 1 luglio? Sarà falsa partenza" (VIDEO)

L'avvocatura romana, in rappresentanza dei colleghi di tutta Italia, ha celebrato a Roma, in piazza Cavour, di fronte alla Cassazione, il funerale della giustizia, "uccisa dall'inerzia del Governo".


Funerali della giustizia, gli avvocati in piazza a Roma ...

Avvocati in piazza questa mattina a Roma per i 'funerali' della giustizia, la protesta promossa dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma contro "l'inerzia del governo". In piazza Cavour, davanti alla Corte di Cassazione, circa 300 persone di fronte alla scalinata d'ingresso. "Si è spenta la giustizia", "Non ti posso difendere": sono questi alcuni tra gli striscioni e cartelli mostrati dagli avvocati. In piazza anche la riproduzione di una bara con i simboli della giustizia.

"La giustizia si è spenta e la colpa è del governo per la sua mancanza di attenzione verso questo settore che resta una cenerentola tra le amministrazioni in ripartenza" commenta all'AdnKronos di Antonino Galletti, presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma, nel corso della manifestazione. "La giustizia vede troppo tempo per la celebrazione dei processi - continua Galletti - le udienze vengono rinviate di mesi, se non di anni, e le risorse non sono adeguate: nel solo Tribunale di Roma, su 1200 unità di personale ne mancano 400. Non si può pensare al lavoro agile in queste condizioni, bisogna mettere mano al portafoglio e acquisire risorse per soddisfare le esigenze di giustizia dei cittadini perché i diritti e le libertà non vanno in quarantena".

La ripartenza delle udienze dell'1 luglio rischia di rivelarsi una "falsa partenza". "L'1 luglio tutti aspettano la ripartenza, ma parte delle udienze è già stata rinviata - conclude Galletti -. Noi siamo disponibili a ripartire, ma chiediamo di poter essere messi in condizione di poterlo fare. Siamo disponibili al confronto con il governo, anche eventualmente a lavorare nel periodo estivo, ma purtroppo con il rinvio delle udienze anche questo rischia di essere inutile. Di fatto già c'è una paralisi della giustizia italiana, basta chiedere a chiunque aveva un'udienza da marzo fino a oggi a quando è stata rinviata. Non sono dati che ci inventiamo, ma i nostri studi legali sono presidi di legalità sul territorio, sono i luoghi dove i cittadini sfogano il loro malcontento contro un sistema che non funziona".

"Attualmente viene rinviato circa l'85 per cento delle cause, ne vengono trattate il 10-15 per cento al massimo. Vuol dire che tutti i diritti lesi restano bloccati. C'è il rischio che alla ripresa tutte le udienze fissate per luglio con modalità alternative vengano rinviate: è un problema serio che va assolutamente risolto altrimenti la ripresa di luglio produrrà ulteriori aggravamenti e rinvii" sottolinea all'Adnkronos Giovanni Malinconico, coordinatore dell'Organismo congressuale forense.

"Il problema serio non è solo per questo mese - continua Malinconico -: si utilizzi il periodo estivo, quando cioè il virus ha allentato i suoi effetti, per mettere davvero in sicurezza o tribunali. Se perdiamo questa occasione, il rischio è che a settembre la giustizia sia definitivamente morta e per noi avvocati è totalmente inaccettabile".

"C'è bisogno che attorno alla giustizia si crei un piano straordinario di risorse e di attenzione - conclude -. La giustizia è funzione primaria dello Stato invece è il fanalino di coda delle amministrazioni pubbliche. I tribunali italiani sono in gran parte in condizioni di inagibilità, avevamo chiesto risorse già prima dell'emergenza perché sono i luoghi in cui lo Stato fa vedere la sua capacità di mantenere la legalità. La pandemia ha fatto capire quanto questo problema sia importante".

 

(Fonte: Adnkronos)

Commercio ancora alla Fase 0: a maggio consumi giù del 30%. Tra i settori più colpiti, tempo libero -92%, alberghi e bar -66%

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli: "Bene l'ipotesi del Governo di sostenere consumi e domanda interna attraverso misure di riduzione dell'Iva, sarebbe un segnale importante di fiducia che abbiamo sempre auspicato. Che non sia, però, una misura eccessivamente provvisoria. Le famiglie hanno meno reddito e molte imprese rischiano la chiusura. C'è pochissimo tempo, bisogna passare subito dagli annunci alla concretezza dei risultati. A partire dalla liquidità, che molte imprese non hanno ancora visto, fino ad un piano di rilancio dell'immagine dell'Italia nel mondo"


Negozi e grande distribuzione, cambierà tutto. Online di vicinato ...

A maggio, nonostante l’allentamento delle misure per il contenimento della pandemia e la graduale ripresa delle attività, la domanda delle famiglie ha stentato a trovare la strada per un rapido recupero. Nel confronto annuo l’indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc) segnala un calo del 29,4%, dato meno negativo se confrontato con il -47% di aprile, ma che conferma grandi difficoltà soprattutto per i servizi legati alla fruizione del tempo libero. Anche nel mese di maggio dunque, sono pochi i segmenti che registrano un segno positivo: l’alimentazione domestica, le comunicazioni e l’energia sono tra i pochi settori i cui consumi sono sopra i livelli di un anno fa. Per molti segmenti non solo il recupero è modesto quanto, soprattutto, denso di incognite sul futuro prossimo, come nel caso della domanda di autovetture, dei consumi presso bar e ristoranti, dei trasporti e di tutta l’area legata al turismo ed allo svolgimento di attività d’intrattenimento e relazione.

Nel complesso degli ultimi tre mesi, si rileva, nel confronto con lo stesso periodo del 2019, una riduzione del 36,4% dei consumi, dato che si riuscirà a recuperare solo in parte nei prossimi mesi. Particolarmente difficile continua a risultare la situazione per la domanda di servizi, soprattutto per quelli legati alla fruizione del tempo libero. Nel confronto tra maggio 2020 e lo stesso mese del 2019 i trend, pur confermandosi molto negativi per la quasi totalità degli aggregati, evidenziano alcuni timidi tentativi di recupero per alcuni segmenti. Al di là della conferma di un’evoluzione positiva per l’alimentazione domestica, per le comunicazioni e per altri servizi legati a una maggiore presenza in casa, segnali favorevoli si registrano per la domanda di elettrodomestici, tv e altri apparecchi.

Allo stesso tempo Confcommercio sottolinea come un moderato recupero ha interessato l’abbigliamento e le calzature, i mobili ed i prodotti tessili per la casa ed i giochi e gli articoli per il tempo libero. Per le autovetture il dato meno negativo di maggio va letto con cautela, in quanto nel mese sono state effettuate consegne di ordini effettuati a gennaio e febbraio. Tra i servizi, per i quali si riscontrano ancora riduzioni che si avvicinano al 100%, qualche timido segnale di recupero si rileva per i pubblici esercizi. I limitati flussi turistici e il permanere di molte attività lavorative in casa rendono, peraltro, incerte le possibilità del settore di tornare in tempi ragionevoli su livelli vicini a quelli pre-pandemia.

SANGALLI - "Bene l'ipotesi del Governo di sostenere consumi e domanda interna attraverso misure di riduzione dell'Iva, sarebbe un segnale importante di fiducia che abbiamo sempre auspicato. Che non sia, però, una misura eccessivamente provvisoria". Lo afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sostenendo che "consumatori e imprese hanno bisogno di certezze per programmare e realizzare scelte di acquisto e di investimento indispensabili per rilanciare l'economia". L'economia italiana, sottolinea infatti commentando la congiuntura dell'Ufficio studi della confederazione, "nonostante la fine del lockdown, fatica a riprendersi. A maggio i consumi sono calati del 30%, le famiglie hanno meno reddito e molte imprese rischiano la chiusura. C'è pochissimo tempo, bisogna passare subito dagli annunci alla concretezza dei risultati. A partire dalla liquidità, che molte imprese non hanno ancora visto, fino ad un piano di rilancio dell'immagine dell'Italia nel mondo".

 

PIL - Considerando aprile come il punto di minimo congiunturale seguito dalla graduale ripresa di tutte le attività a partire da maggio, Confcommercio stima per giugno una crescita congiunturale del Pil, al netto dei fattori stagionali, del 4,7%, dato che comunque rappresenterebbe una diminuzione del 17,2% rispetto allo stesso mese del 2019. Nel secondo trimestre il Pil è previsto in calo del 17,4% rispetto al primo trimestre e del 21,9% nel confronto annuo.

Lavoro dipendente, il Covid fa strage di contratti: a marzo -239mila rispetto al 2019. Crollano soprattutto i rapporti a tempo determinato

Nel primo trimestre del 2020 le attivazioni di rapporti di lavoro dipendente hanno registrato un calo di 239mila unità rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A pesare sono soprattutto i contratti a termine (-195mila); più contenuto il calo di quelli a tempo indeterminato (-44mila). E' quanto emerge dalla nota congiunta sulle tendenze dell'occupazione pubblicata da Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal


Al 31 marzo 2020, in confronto allo stesso periodo dell'anno precedente, si registra una diminuzione di 239mila attivazioni di rapporti di lavoro dipendente (-44mila a tempo indeterminato e -195mila a termine). E' quanto emerge dalla Nota congiunta sulle tendenze dell'occupazione pubblicata da Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal, relativa al primo trimestre dell'anno, caratterizzato a partire dalla fine di febbraio e per tutto il mese di marzo dall'emergenza sanitaria Covid.

Nel rapporto trimestrale sono state calcolate le differenze tra i dati giornalieri cumulati dei primi tre mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. E dopo "una sostanziale stabilità" delle posizioni lavorative dipendenti nei primi due mesi dell'anno 2020, se ne registra "la progressiva perdita" a inizio marzo "fino a circa 220mila in meno in confronto alla dinamica dei flussi dei primi tre mesi del 2019". A pesare sulla riduzione, viene sottolineato, è in misura maggiore la contrazione delle nuove attivazioni cui si somma, con il perdurare dell'emergenza sanitaria, la mancata proroga o il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato in scadenza nel periodo.

Stati Generali, Confindustria attacca il governo: "Gravi ritardi sulla Cassa integrazione. Ora si onorino contratti e debiti con le imprese". Duri anche i costruttori: "Basta tavoli, bisogna agire!". Conte rassicura: "Il sostegno è una priorità"

Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha sintetizzato via social le richieste al tavolo in corso a Villa Pamphili per gli Stati generali. "La Cassa integrazione è stata anticipata in vasta misura dalle imprese e così sarà per le ulteriori 4 settimane. Gravi ritardi anche per le procedure annunciate a sostegno liquidità. Le misure economiche si sono rivelate più problematiche di quelle Bandiera dell'Unione Europea", ha twittato ancora Bonomi, che rinnova al tavolo con il governo le critiche per la farraginosità degli interventi di sostegno. "Chiedo l'immediato rispetto per la sentenza della magistratura che impone la restituzione di 3,4 mld di euro di accise energia, impropriamente pagate dalle imprese e trattenute dallo Stato nonostante la sentenza della Corte di Cassazione che ne impone la restituzione", ha quindi scritto ancora il presidente di Confindustria. Il presidente dell'Ance, Gabriele Buia: "Altre 60mila imprese e 300mila lavoratori a rischio nei prossimi mesi" - (LEGGI TUTTO)


Bonomi vede Conte e subito gli chiede 3,4 miliardi

Al via la quarta giornata degli Stati Generali a Villa Pamphilj. La sessione vede al tavolo del Casino del Bel Respiro Confindustria, Ance, Anfia, Confapi, Confimi, Unimpresa, Confimpreseitalia, Confetra, Confservizi, Conflavoro Pmi Ucid, Finco, Cepi. Ad introdurre la sessione l'indirizzo di apertura del premier Giuseppe Conte. E' in corso l'intervento del numero uno di Confinfustria, Carlo Bonomi.

 "La cassa integrazione è stata anticipata in vasta misura dalle imprese e così sarà per ulteriori 4 settimane", e ci sono stati "gravi ritardi anche per le procedure annunciate a sostegno della liquidità". Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, lo scrive su Twitter dopo aver partecipato agli Stati generali a Villa Pamphili: "Le misure economiche italiane si sono rivelate più problematiche di quelle europee", sottolinea.

"L'impegno contro una nuova dolorosa recessione può avere successo solo se non nascondiamo colpe ed errori commessi da tutti negli ultimi 25 anni" scrive su twitter il presidente di Confindustria. E sottolinea: "Ora si onorino i contratti-debiti verso le imprese".

"Chiedo immediato rispetto per la sentenza della Magistratura che impone restituzione di 3,4 miliardi di accise energia, impropriamente pagate dalle imprese e trattenute dallo Stato nonostante la sentenza della Corte di Cassazione che ne impone la restituzione", aggiunge Bonomi.

"Qualcuno crede che questo governo abbia un pregiudizio nei confronti della libera iniziativa economica. Voglio precisarlo molto chiaramente: le misure che abbiamo elaborato e inserito nei nostri provvedimenti sono dedicate al sostegno delle imprese. Da parte di questo governo c'è una costante attenzione per il sostegno alle imprese. Per noi l'impresa è un pilastro della nostra società". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte incontrando Confindustria agli Stati Generali.

Ance: "Basta tavoli, bisogna agire. A rischio 60mila imprese"

"Negli  ultimi 18 mesi ho partecipato a ben 8 tavoli di matrice governativa e uno di questi l'anno scorso a luglio lo presiedeva Lei esattamente come oggi. Però questo deve essere l'ultimo!". Così il presidente dei costruttori,  Gabriele Buia, nel corso del suo intervento, rivolgendosi al  presidente del Consiglio. "Non possiamo  ricominciare da capo", ha aggiunto  ricordando che le proposte dell'associazione sono  state inviate al governo in più occasioni. Buia ha chiesto di conoscere "come tutti questi programmi si traducono in azioni concrete in tempi definiti e controllabili". La "grande  occasione" costituita dalle risorse del recovery fund  andrebbe sfruttata "per promuovere una vera rigenerazione urbana, orientata a sostenibilità e innovazione" ha continuato Buia. "La città - ha rimarcato il presidente dei costruttori edili - è la grande sconosciuta: nessun accenno  nei programmi di rilancio, nessuno nel Piano Colao, pochi cenni nelle proposte del Governo. Eppure è lì che si giocano le vere sfide del futuro". "O forse - ha aggiunto -  pensiamo di tornare a crescere e a giocare un ruolo chiave in termini di competizione dei territori con città degradate,  inquinanti e obsolete?".

"Il nostro settore è in crisi da 12 anni. Siamo l'unico settore che ancora non è uscito dalla crisi del 2008: perché? Questo arresto della produzione dovuto al lockdown rischia di dare la mazzata finale alle nostre imprese". E' l'allarme lanciato dal presidente dell'Ance Gabriele Buia nel suo intervento agli Stati generali dell'economia. "Altre 60.000 imprese del settore (Cerved) e 300.000 lavoratori a rischio nei prossimi mesi (oltre alle 130.000 già perse in 10 anni di crisi)", ha detto Buia, sottolineando che "per farlo bisogna aver la forza di dire basta!"

(Fonte: Ansa)

M5S, Di Battista torna e spacca il Movimento: "Serve un congresso il prima possibile". Grillo lo boccia: "Pensavo di averle viste tutte...". E il governo ha un problema in più

'Il M5S deve organizzare un congresso, un'assemblea costituente. Chiedo formalmente il prima possibile un'assemblea in cui tutte le anime possano costruire una loro agenda e vedremo chi vincerà". Alessandro Di Battista, ospite di Mezz'ora in più, fa salire la tensione tra i pentastellati. "Se Conte vuole fare il leader del Movimento si deve iscrivere e partecipare al prossimo congresso". A stretto giro arriva l'affondo di Grillo: "Assemblea M5S? Pensavo di averle viste tutte, ma ci sono persone che hanno il senso del tempo come nel film 'Il giorno della marmotta'". Tutte le reazioni


 Raggi e il vertice farsa con Beppe Grillo. Qualcuno chiami i ...

Beppe Grillo torna sulla scena e per un pomeriggio riprende in mano le redini del Movimento 5 Stelle, mentre si accende lo scontro sul prossimo appuntamento congressuale che dovrà proiettare nel futuro i pentastellati. Ad accendere la miccia, le dichiarazioni di Alessandro Di Battista a 'Mezz'ora in più' su Rai3. "'Chiedo il prima possibile un congresso, usiamo anche questa vecchia parola, o un'Assemblea costituente o gli Stati Generali del Movimento 5 Stelle per costruire un'agenda politica e vedremo chi vincerà...'', dice l'ex deputato.

A stretto giro arriva su Twitter il commento del garante pentastellato: "Dopo i terrapiattisti e i gilet arancioni di Pappalardo - afferma Grillo - pensavo di aver visto tutto... ma ecco l'Assemblea costituente delle anime del Movimento. Ci sono persone che hanno il senso del tempo come nel film 'Il giorno della marmotta'".

Una battuta tagliente che certifica la distanza tra il cofondatore del M5S e l'ex parlamentare romano. La controreplica di 'Dibba' viene affidata sempre ai social: "Ho fatto proposte e preso posizioni chiare. Si può legittimamente non essere d'accordo. Lo si dica chiaramente spiegando il perché", scrive Di Battista postando una foto con compagna e figlio a Villa Borghese.

Senza mai citare direttamente Beppe Grillo, Alessandro Di Battista, più tardi, replica al fondatore del Movimento con un lungo post su Facebook dopo le fibrillazioni create dal suo intervento a 'Mezz'ora in più' su Rai3. "Di ruoli e poltrone non mi interessa nulla. Vedo il Paese in difficoltà, le imprese in difficoltà, i giovani in difficoltà. L'ambiente in sofferenza. Sto solo lavorando - da cittadino - a proposte su proposte perché temo che coloro che hanno colpito la classe media, inquinato, corrotto e cementificato il nostro Paese stiano cercando di farlo ancora".

Nel gruppo parlamentare pentastellato l'irritazione nei confronti di Di Battista, percepito come una costante minaccia alla stabilità dell'esecutivo giallorosso e della legislatura - nonostante oggi l'ex deputato abbia assicurato ancora una volta che non è sua intenzione far cadere il governo, confermando la sua fiducia nell'operato di Giuseppe Conte - non è più un mistero. Le chat pullulano di messaggi contro 'Dibba' ("va in tv a parlare di Stati generali a che titolo?", il tenore di molti commenti) e sui social l'intervento di Grillo contro Di Battista incassa l'apprezzamento pubblico di deputati come Maria Pallini, Niccolò Invidia, Guia Termini, mentre Sergio Battelli, presidente della Commissione Politiche Ue della Camera, twitta soddisfatto: "Beppe is back". Non mancano però i sostenitori della linea Di Battista, come la senatrice ed ex ministro per il Sud Barbara Lezzi, secondo la quale l'appuntamento congressuale non è più rinviabile: "Assemblea costituente, Congresso, Stati Generali come si vuole chiamare non ha importanza per me, quello che conta è che ci sia uno spazio in cui gli iscritti al M5S (eletti e non) diano una guida autorevole e condivisa. Esistiamo da dieci anni, abbiamo fatto due governi con forze opposte e non ci siamo ancora data questa coraggiosa occasione di confronto ormai inevitabile". Sulla stessa lunghezza d'onda anche la deputata Dalila Nesci: "Concordo nell'avviare al più presto un congresso davvero democratico all'interno del M5S. Come già annunciato nel mese di febbraio - afferma - Parole Guerriere costruirà una mozione con una proposta di evoluzione del M5S e una nuova Carta dei valori".

Anche l'ex ministro della Salute Giulia Grillo si schiera con Di Battista, spiegando che una fase costituente è "fondamentale per riorganizzare la vita democratica del MoVimento 5 Stelle, a partire dalla nostra attività nei territori, vicino alla gente". Ad ogni modo il tweet di Grillo non è l'unico intervento della giornata. Sul suo Blog l'ex leader pentastellato è tornato a parlare di uno dei temi simbolo del Movimento 5 Stelle, ovvero l'acqua pubblica, spronando governo e Parlamento a intervenire per passare "dalla teoria ai fatti". "Creiamo un sistema di sicurezza nazionale dell'acqua, con la ricostituzione di un corpo di Polizia Idraulica 2.0, e di una Protezione Civile dell'acqua, che garantisca a tutti la disponibilità della preziosa risorsa anche nell'ipotesi di calamità. Contribuiremo così alla nascita di nuove occupazioni e saremo un esempio per tanti Paesi", la proposta di Grillo. Un post letto da molti parlamentari come un tentativo del garante di tornare a dire la sua su argomenti chiave per il M5S.

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