updated 10:43 AM UTC, Feb 17, 2020

Lorenzo Fioramonti, il parlamentare annoiato

  • Scritto da Zonca2019
  • Pubblicato in Politica
dimissioni di Fioramonti, caos nel governo Conte dimissioni di Fioramonti, caos nel governo Conte

Lorenzo Fioramonti era una figura abbagliante nella politica italiana, ma questo giustifica tanto caos e tante luci della ribalta, sul governo italiano?


Le dimissioni di un ministro della pubblica istruzione di solito non causano un terremoto politico, ma nel caso di Lorenzo Fioramonti, che giovedì ha annunciato le sue dimissioni dal gabinetto del Primo Ministro Giuseppe Conte, la sensazione è insolitamente molto vicina alla realtà. Si possono trovare diverse ragioni, il politico del movimento cinque stelle era una delle figure con le idee più a sinistra e più controverse del governo Conte. Fioramonti stava inoltre cercando i riflettori, inclusi quelli internazionali. In una intervista con il "New York Times" dichiarò che la protezione del clima sarebbe dovuta diventare una materia di studio nelle scuole italiane nel prossimo futuro. Una perfetta strategia di comunicazione che a trasformato Fioramonti da un giorno all'altro, nel Ministro della Pubblica Istruzione più noto a livello internazionale, da quando la Repubblica Italiana è stata fondata nel 1946.

In precedenza Fioramonti, aveva già suscitato scalpore a con una lettera a tutti i dirigenti scolastici, chiedendo loro di giustificare d'ufficio, tutti gli studenti che avessero partecipato alle manifestazioni del movimento "Venerdì per il futuro".

L'ex professore di economia politica presso l'Università di Pretoria godeva di notorietà non solo per le sue iniziative verso la protezione del clima, ma anche per aver chiesto di sostituire tutti i crocifissi e le foto del Presidente della Repubblica, appesi in tutti gli uffici pubblici, con una mappa del mondo ed estratti della costituzione italiana. 

Fin dall'inizio, Fioramonti aveva interpretato il ruolo del bambino terribile. Quando il "Corriere della Sera" gli chiese delle sue condizioni poco dopo essere entrato nel parlamento italiano, la sua risposta fu, - " sono annoiato, come docente all'università hai poco da fare, ma come membro del parlamento non hai assolutamente nulla da fare".

Ma non tutte le sue dichiarazioni furono innocue, prima di entrare nel parlamento italiano in quota al Movimento cinque Stelle, fu il promotore di un'iniziativa per un boicottaggio dei beni israeliani, ma ancor prima di aver prestato giuramento come ministro, Fioramonti a settembre, annunciò che avrebbe rassegnato le dimissioni se non avesse ricevuto altri tre miliardi di euro per le scuole e le università. E ora ha mantenuto la parola. 

Le dimissioni di Fioramonti  hanno indebolito la coalizione di governo, rischiando di rompere il così fragile legame tra il movimento a cinque stelle e il Partito Democratico, che finora ha governato con poca fortuna. Il movimento a cinque stelle ha dimostrato ancora una volta di essere un giocatore insicuro. Le dimissioni del Ministro della Pubblica Istruzione hanno nuovamente chiarito che la crisi d'identità del movimento e le lotte interne al potere, rappresentano il rischio maggiore per la continua esistenza della coalizione sotto il nome di Governo Conte bis.

Fioramonti si era da tempo allontanato dal suo partito e l'aveva accusato di aver ceduto alle responsabilità di governo, rinnegando gli ideali originali, compresa la protezione dell'ambiente. A seconda di quanti sostenitori del partito lo seguiranno si potrebbe generare un'ulteriore grave salasso per la coalizione di governo, dopo la dipartita di alcuni senatori dal movimento e la separazione del nuovo partito di Matteo Renzi "Viva Italia", dal Partito Democratico.

Renzi aveva annunciato che avrebbe continuato a sostenere la coalizione di governo, ma questo ha il un prezzo politico, come è dimostrato dalle dure reazioni dei componenti di "Viva Italia" alle dimissioni di Fioramonti, che sembravano più un'opposizione che un partner della coalizione. il governo sta perdendo i suoi ministri "come un albero delle sue foglie d'autunno", hanno detto i senatori di Renzi. Mentre per Davide Faraone uno dei senatori più vicini a Renzi, il Partito Democratico come sempre è rimasto in silenzio!

Al di là di tutti gli aspetti personali e politici del partito, le dimissioni di Fioramonti hanno anche attirato l'attenzione sulla miseria della politica educativa italiana. Fioramonti lamentava che il governo aveva bisogno di più coraggio, specialmente in settori cruciali come l'università e la ricerca. I tre miliardi di euro che il Ministro dell'istruzione desiderava anche per le scuole e le università erano davvero urgenti. Nessun paese industrializzato occidentale, spende così poco per l'istruzione, in relazione alla sua forza economica quanto l'Italia; nel 2019, secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), la spesa per l'istruzione del paese rappresentava solo il 3,9 per cento del prodotto interno lordo. Ciò pone l'Italia chiaramente dietro la media OCSE che è del cinque percento. 

Gli insegnanti di italiano sono meno istruiti e guadagnano molto meno rispetto ai loro omologhi nella maggior parte degli altri paesi dell'Europa occidentale. Gli studi di Pisa mostrano ancora una profonda divisione del paese. Mentre alcune regioni del nord Italia sono le migliori in termini di istruzione nei campi della letteratura e della matematica scientifica, la Sicilia e la Sardegna sono molto indietro, quasi al livello di Turchia e Grecia.

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