updated 2:50 PM UTC, Apr 6, 2020

CORONAVIRUS, UN MESE FA IN LOMBARDIA IL PRIMO POSITIVO, IL SISTEMA HA REAGITO CON UNA FORZA INCREDIBILE

"I medici e gli infermieri sono grandi eroi che si sono immediatamente messi al lavoro sempre più bardati. Abbiamo imparato a conoscerli e a vedere la loro forza e la loro sofferenza"(VIDEO)


Con queste parole l'assessore al Welfare della
Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha iniziato la consueta diretta Social in cui aggiorna i cittadini sull'emergenza coronavirus in Lombardia.
"Esattamente un mese fa - ha ricordato - mi veniva comunicato il primo caso di positività in Lombardia. Forse ci abbiamo messo un po' a capire con chi avevamo a che fare, ma non posso non sottolineare come il sistema sanitario abbiamo reagito immediatamente con una forza incredibile. Dopo meno di 12 ore avevamo qui il ministro della Sanita' e avevamo definito gia' una prima zona rossa".
"Tanti cittadini - ha aggiunto - stanno combattendo questa battaglia, lo dobbiamo fare sempre di più. Il virus si nutre del corpo dell'uomo, se lo trova si nutre di questo, altrimenti muore. Questa e' la battaglia degli italiani, questa e' la battaglia dei lombardi. La vinciamo se ognuno di noi la combatte
e la vive con grande determinazione".
"La notizia bella - ha proseguito - e' che stiamo assumendo molti specializzandi e che stanno rispondendo all'appello i medici pensionati. Anche questo e' il segno che quando c'e' un'emergenza e il Paese chiama, la parte migliore del Paese si mobilita e risponde".
Oggi, per alleggerire gli ospedali più in difficoltà, sono state trasferite 27 persone, portando a oltre 200 i trasferimenti totale.

I DATI

Ecco i dati dei contagi odierni e quelli dei giorni
precedenti

- i casi positivi sono 22.264 (+2.380)

19.884/17.713/16.220/14.649/13.2729/11.685/9.820/8.725/7.280/5.791/5.469/4.189/3.420/2.612

- i deceduti 2.549 (+381)

2.168/1.959/1.640/1.420/1.218//966/ 890/744/617/468/333/267/154

- i dimessi e in isolamento domiciliare: 10.930 di cui 4.295 con
almeno un passaggio in ospedale (anche solo pronto soccorso) e
6.635 persone per le quali non si rileva nessun passaggio in
ospedale 
4.057/4.265/3.867/3.427/2.650/2.044/1.351/1.248/756/722

- in terapia intensiva 1.050 (+44)

1.006/924/879/823/767/732/650/605/560/466/440/399/359

- i ricoverati non in terapia intensiva: 7.735 (+348)

7.387/7.285/6.953/6.171/5.550/4.898/4.435/4.247/3.852/3319/2.802/2.217/1.661

- i tamponi effettuati: 57.174
52.244/48.983/46.449/43.565/40.369/37.138/32.700/29.534/25.629/21.479/20.135/18.534/15.778


I casi per provincia con l'aggiornamento rispetto agli ultimi
giorni

BG: 5.154 (+509)
4.645(+340)/4.305/3.993/3.760/3.416/2.864/2.368/2.136/1.815/1.472/1.245/997/761/623/537


BS: 4.648 (+401)
4.247(+463)/3.784/3.300/2.918/2.473/2.122/1.784/1.598/1.351/790/739/501/413/182/155


CO: 380 (+42)
338 (+52)286/256/220/184/154/118/98/77/46/40/27/23/11/11

CR: 2.392 (106)
2.286(+119)/2.167/2.073/1.881/1.792/1.565/1.344/1.302/1.061/957/916/665/562/452/406

LC: 676 (+146)
530 (+64) 466/440386/344/287/237/199/113/89/66/53/35/11/8

LO: 1.597 (+69)
1.528(+83)/1.445/1.418/1.362/1320/1.276/1.133/1.123/1.035/963/928/853/811/739/658

MB: 816 (+321)
495(+94)/401/376/346/339/224/143/130/85/65/64/59/61/20/19

MI: 3.804 (+526) di cui 1.550 a Milano citta' (+172)

3.278 (+634) di cui 1378 a Milano citta' (+287)

2.644/2.326/1.983/1.750/1.551/1.307/1.146/925/592/506/406/361

MN: 723 (+87)
636 (+122)/514/ 465/382/327/261/187/169/137/119/102/56/46/32/26

PV: 1.105 (+94)
1.011(+33)/978/884/801/722/622/482/468/403/324/296/243/221/180/151

SO: 163 (+8)
155(+80)/75/74/46/45/45/23/23/13/7/7/6/6/4/4

VA: 338 (+28)
310/+45)/265/232/202/184/158/125/98/75/50/44/32/27/23/17

e 468 in corso di verifica.
(LNews)

Il coronavirus alla fine definirà un'era, dando potere a nuovi comandanti

Quando tutto sarà finito, un confronto tra i risultati ottenuti dai governi decentralizzati e democratici e quelli autoritari e centralizzati, definirà chi comanderà nella nuova era


Ci sono fenomeni che definiscono un'era, nel momento in cui compaiono e nel tempo a seguire, non accade nulla che non si riferisca a loro o ai loro effetti. Modificano il mondo come da sempre lo abbiamo conosciuto e durante la loro trasformazione, ci raccontano un nuovo presente e un nuovo futuro.

Questo è il caso del coronavirus. All'inizio di gennaio, quando è apparso a Wuhan, 59 persone sono state infettate e ora, due mesi dopo, colpisce più di 100.000 persone in 110 paesi, ha mobilitato tutti i governi e le istituzioni, dal livello locale a quello internazionale, non lasciando spazio ad altre notizie dal mondo, dallo sport e dalla politica alla vita sociale e familiare, l'unica costante è un maledetto virus.

 Tutto ciò che accade dipende, in un modo o nell'altro, dall'evoluzione e dalla lotta contro la diffusione della malattia. A partire dall'economia, con un impatto multiplo sulla produzione, sul consumo e sui mercati. La catena di produzione globale è oggi spezzata, l'offerta e la domanda si stanno contraendo. In risposta al calo del consumo di petrolio, la Russia e l'Arabia Saudita hanno intrapreso una guerra commerciale al ribasso dei prezzi, con effetti destabilizzanti nelle economie, che vedono come principale fonte di ricchezza nazionale il petrolio e i gas instabili, parliamo di paesi come il Venezuela, l'Algeria o l'Angola.
 
Un'epidemia, come ogni crisi, è anche un'opportunità. Alcuni vinceranno e altri perderanno. È così che Vladimir Putin e Mohamed Bin Salman l'hanno affrontato, Putin con una riforma costituzionale per perpetuasse se stesso e il principe Salman con una nuova purga nel circolo principesco più vicino al suo gruppo di comando. Entrambi prolungano così la loro guerra per l'approvvigionamento di petrolio in Siria, un conflitto economico che non nasce solo a causa dei grandi problemi nella regione siriana, ma anche per definire il ruolo di leader nella gestione degli idrocarburi, sulla scena mondiale.               
Un conflitto che si gioca ormai a due, grazie al ritiro di Donald Trump, che si deve maggiormente concentrare sulla concorrenza strategica con la Cina. Un ritiro però pericoloso, perché chi per primo riuscirà ad impadronirsi (distruggendola prima per poi ricostruirla), dell'industria dell'estrazione di petrolio sciita, prenderà il posto degli Stati Uniti alla testa della produzione mondiale. La controversia sul virus tra i due produttori di petrolio sarà parte importante e chi uscirà prima o sconfiggerà prima il coronavirus, potrà diventare anche il prossimo leader dell'ambito mercato petrolifero.

Neanche le prossime elezioni presidenziali americane saranno immuni dall'influenza del coronavirus, il delicato processo elettorale non potrà sfuggire all'epidemia. I democratici dopo aver fallito il primo tentativo di rovesciare il governo Trump, potrebbero riprovarci giocando a loro favore gli effetti dell'epidemia da coronavirus sugli americani. Oggi Trump vacilla e i suoi punti deboli sono molti: ha minimizzato l'epidemia, non è un buon gestore di crisi (ricordiamo che alcune sue uscite sui social, hanno causato crisi diplomatiche) e ha reso molto precario il sistema sanitario che Obama aveva con molta fatica, riformato. Una recessione economica come quella che potrebbe scoppiare è il peggior nemico per un presidente in corsa per un secondo mandato.

Ogni epidemia mette davanti a tutti le proprie responsabilità, nel gestire una risposta immediata e proficua, dai governi locali a quelli nazionali, arrivando alla stessa Commissione europea. Mette alla prova sia i sistemi sanitari, sia i sistemi politici. Alla fine ci sarà un confronto tra i risultati ottenuti da tutti, dai governi decentralizzati e democratici a quelli autoritari e centralizzati, chi avrà ottenuto i migliori risultati, chi avrà aggiunto un miglior contributo e definito la fine della crisi, sarà il nuovo comandante e avrà il privilegio di dettare le linee politico economiche di una nuova era.

Coronavirus, ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia, le misure del nuovo Decreto

Il governo Conte mette a punto una misura che riguarda circa 16 milioni di persone. 


Il coronavirus sta per paralizzare il motore economico italiano. L'intera Lombardia, la locomotiva del paese, diventerà una pseudo zona rossa a causa della continua diffusione del coronavirus. Il governo italiano ieri sera a varato un decreto per vietare l'ingresso e l'uscita dell'intera regione e da altre quattordici province italiane: 

Modena , Parma , Piacenza , ReggioEmilia , Rimini , Pesaro Urbino , Padova , Treviso , Asti , Alessandria , Verbano, Cusio/Ossola , Novara Vercelli e Venezia . 

Una misura draconiana che si estende, per il momento, fino al 3 aprile. In totale, l'Italia limita una zona con più di 16 milioni di persone e adotta una misura dolorosa che si voleva evitare dall'inizio: isolare Milano , che ha il peso dell'economia e delle esportazioni.

Una bozza fatta trapelare nella serata di Sabato, ha subito scatenato il panici, le stazioni dei treni di Milano Centrale e Garibaldi, sono state prese d'assalto da tutte quelle persone che hanno deciso di non rimanere isolate ma di ricongiungersi con i propri cari, in specie nel sud del paese. La misura inizialmente, ha creato una grande confusione. Il virologo Roberto Burioni ha avvertito ieri sera attraverso il suo account Twitter degli effetti controproducenti che si stavano mettendo in atto: "Assoluta follia, la bozza di un decreto molto duro che genera panico e fa scappare le persone, portando con sé il contagio". I social riportano le immagini delle stazioni dei treni, dove centinaia di persone si radunavano per raggiungere il sud del paese prima della chiusura dei confini regionali.

 

Il Primo Ministro italiano, Giuseppe Conte, ha confermato in una dichiarazione verso 2 del mattino, che il decreto è stato firmato e ha confermato la volontà di chiudere la Lombardia e il resto delle province. Conte ha assicurato che questa misura è stata affrontata "senza sottovalutarla". "Abbiamo due ragioni - ha spiegato - contenere la diffusione del contagio e allo stesso tempo agiamo per evitare di sovraccaricare le strutture sanitarie". Ha anche aggiunto. "Il ritorno per il ricongiungimento familiare a casa sarà acconsentito, saranno le forze dell'ordine a conformarsi alle regole. I divieti entreranno in vigore questa domenica".

L'Italia diventa così il primo paese europeo a seguire la ricetta cinese e a chiudere interi territori per cercare di contenere il virus. La Lombardia è la regione più colpita dall'epidemia, in Italia si segnalano più di 5.800 contagi. Almeno 3.420 di tutti gli italiani infetti si trovano in Lombardia, dove ad oggi a c'erano 10 dei primi 11 paesi completamente isolati, dall'inizio dell'epidemia, si registrano anche 154 deceduti su un totale di 233 in tutta la nazione.

Anche Venezia, Padova, Parma e Modena rientrano nella misura dell'isolamento del decreto.

Le nove misure dicono che, "in tutto il territorio della Lombardia è fatto divieto di spostamenti in entrata e in uscita, tranne che per oggettivi motivi di lavoro non prorogabili o per situazioni di emergenza". Il governo raccomanda alle persone con difficoltà respiratorie e febbre superiori a 37,5 ° C di rimanere a casa e limitare il più possibile i contatti sociali, contattando subito il proprio medico di base.

Tutto ciò non è stato un'idea del primo ministro, ma è stata una richiesta della stessa regione, sopraffatta dalla crescita dei casi. Le autorità lombarde hanno chiesto al governo di adottare misure forti per fermare la diffusione. L'agenzia sanitaria che coordina le unità di terapia intensiva,aveva avvertito che "in assenza di misure urgenti e appropriate da parte delle autorità", avrebbero dovuto "affrontare un evento che possiamo solo descrivere come una disastrosa calamità per la salute".

Il testo finale, oltre a reiterare la chiusura di scuole e università, vieta in Lombardia e nelle altre 11 province eventi culturali, ricreativi, sportivi, religiosi, nonché l'apertura di discoteche, pub, bingo, teatri, musei, palestre, piscine o locali simili. L'apertura di chiese e luoghi di culto è condizionata per garantire la distanza minima di un metro. Sospende anche cerimonie civili e religiose, compresi i funerali. Ristoranti e bar rimarrebbero aperti, purché si rispetti la distanza minima data dalle norme. In caso contrario, potrebbero perdere la licenza. Inoltre, chiusura dei centri commerciali e delle relative rivendite alimentari, il sabato e la domenica.

 

DCPM 2020308 VERSIONE PDF 

  • Pubblicato in Salute

Il piano di Amazon: eliminare le casse per il pagamento della spesa, dai supermercati

Amazon mette i riflettori sui grandi supermercati. La società apre a Seattle la prima grande area senza cassieri o casse automatiche 


Per essere un gigante del commercio elettronico, Amazon ha una curiosa ossessione per i negozi fisici. Due anni fa ha aperto il suo  primo Amazon Go, uno stabilimento in cui i clienti possono entrare, ritirare qualsiasi prodotto ed uscire senza dover fermarsi alle casse per pagare .

Ora ha più di 25 negozi sparsi negli Stati Uniti, a poco a poco, sta portando avanti il suo piano per eliminare i lavoratori dei supermercati. Le uniche persone che entrano questi negozi sono quelle disposte a comprare qualcosa.

Il prossimo passo è applicare la stessa tecnologia ai grandi supermercati. Questa settimana ha aperto il primo, Amazon Go Grocery, nel centro di Seattle. Si tratta di un'area di circa 1.000 metri quadrati, cinque volte più grande dei negozi Amazon Go, ma che utilizza lo stesso sistema di pagamento.

Per accedervi, il cliente esegue la scansione di un codice QR sullo schermo del suo telefono, viene identificato e una volta all'interno può prendere tutto ciò che gli serve dagli scaffali. Telecamere e sensori sparsi in tutto il negozio osservano i prodotti che sceglie o quelli che semplicemente guarda e poi ripone sugli scaffali. All'uscita verranno addebitati sulla carta di credito del suo account Amazon, solo quelli riposti nelle borse e invierà un'e-mail con la fattura e l'elenco dei prodotti acquistati.

Scritto in questo modo sembra quasi magico, ma il sistema funziona estremamente bene ed è molto preciso. La differenza tra questo nuovo stabilimento e l'attuale Amazon GO 25 è la quantità e il tipo di prodotto che viene offerto.

Fino ad ora i negozi erano concentrati sui lavoratori che cercavano alimenti preparati all'ultimo minuto o prodotti non deperibili. Avevano un inventario limitato, più simile a quello che si può trovare in un piccolo negozio di quartiere. Amazon Go Grocery è invece, una vasta area per acquistare i beni necessari per una settimana o addirittura per un mese, con prezzi leggermente inferiori a quelli della catena di supermercati. Si potranno trovare alimenti, biologici (anch'essi di proprietà dell'azienda), frutta e verdura, generalmente venduti al prezzo unitario anziché al peso.

"Il cliente Amazon Go è il lavoratore alla ricerca di qualcosa da mangiare all'ora di pranzo, però per noi rappresenta lo stesso lavoratore che, sulla strada di casa sta pensando a cosa vuole mangiare a cena,oppure deve fare la spesa per la gestione mensile di tutta la famiglia", spiega Cameron Janes, vice presidente dei negozi fisici di Amazon.

Questa nuova filosofia forza alcuni cambiamenti e ci sono dei limiti. Il supermercato ha carni, salsicce e pesce preconfezionato fresco o surgelato, ma non un contatore per acquistare questi prodotti a peso. Tutto viene conteggiato ad unità, cosa che pone non poche difficoltà, visto che la merce fresca non è esattamente tutta uguale...  Ultimamente sono stati inseriti degli appoggi che consentano ai clienti di organizzare l'acquisto in sacchetti. Comunque la vogliate vedere, alla fine del processo è lo stesso, devi solo uscire. Non ci sono bancomat e nemmeno macchine automatiche di pagamento. Nessuno ti ferma per controllare ciò che hai inserito nella borsa. Hai la sensazione di rubare, invece entro pochi minuti riceverai un'email con il totale e la conferma del pagamento.

Questi negozi non eliminano completamente il personale ma riducono chiaramente il numero di dipendenti necessari per mantenere operativo il punto vendita. I negozi Amazon Go di solito hanno tra i tre e i dieci dipendenti a seconda delle dimensioni. Un numero che include include guardie di sicurezza alla porta e il personale di deposito e di pulizia.

Sebbene questo negozio sia più grande e superi i dieci dipendenti, è ancora lontano dai 50 o 60 posti di lavoro creati da un punto vendita alimentare tradizionale, non solo per l'assenza delle casse, ma anche per la maggiore efficienza nelle operazioni di stoccaggio, vendita e fatturazione.

La società sta studiando altre formule di negozi semi-automatici, che potrebbero persino ridurre il numero di dipendenti necessari. A Woodland Hills, vicino alla città di Los Angeles, Amazon aprirà un centro di distribuzione con un supermercato in cui diversi robot saranno responsabili della raccolta e della sostituzione dei diversi prodotti sugli scaffali. Il cliente dovrà solo attendere qualche minuto per uscire dalla porta con l'acquisto effettuato oppure effettuare l'acquisto al telefono e passare ritirarlo.

La riduzione del personale ha suscitato tensioni tra sindacati e associazioni dei lavoratori proprio all'inizio di una campagna elettorale negli Stati Uniti.  L'unione internazionale dei lavoratori nel settore alimentare (UFCWIU) ha accusato Amazon di "voler eliminare quanti più posti di lavoro possibile". La società, tuttavia, si difende assicurando di aver creato più di 500.000 posti di lavoro nel paese e che i loro stipendi tendono ad essere molto più alti del minimo richiesto nei diversi stati. 

Attenzione questo non è solo un problema americano, perché molti analisti affermano che Amazon potrebbe offrire il know how di questo futuristico sistema, anche ad altre grandi catene di distribuzione al dettaglio sparse su tutto il globo.

Il Rettore dell'Università Statale scrive alle matricole

Il Rettore dell'Università Statale di Milano Elio Franzini, invia una lettera alle matricole, per informarle sul cambiamento del modello didattico, imposto dal dilagarsi dei contagi da coronavirus in Lombardia.


Care Studentesse, cari Studenti,

mi rivolgo a voi direttamente per condividere un momento difficile. Mai, infatti, nella storia dell’Università italiana si sono sospese le lezioni in presenza per un periodo così lungo. È triste vedere i cortili e le nostre aule vuote. Rimpiango persino le feste di laurea rumorose.

La nostra non è un’università on line: non lo sarà mai. Siamo un grande ateneo internazionale, orgoglioso del lavoro che svolge, consapevole che l’attività didattica è ricca e complessa, ed implica un rapporto diretto con i docenti, una frequentazione irrinunciabile delle aule e dei laboratori.

Siamo ora tuttavia costretti a cambiare provvisoriamente direzione, esplorando strade sino a pochi giorni fa solo integrative: lo facciamo perché queste strade vanno percorse e sono utili, lo facciamo per reagire e continuare il nostro lavoro comune.

Vi prego dunque di consultare i siti del portale della didattica Ariel e quelli dei vostri corsi di studio, dove dalle prossime ore convergeranno tutte le indicazioni sulle soluzioni adottate da ogni singolo insegnamento per proseguire la didattica in modalità “a distanza”, in linea di massima nei medesimi giorni e orari delle lezioni. Presto vi daremo anche indicazioni per gli esami di profitto e di laurea.

Oltre che agli avvisi in home page, in continuo aggiornamento, vi ricordo che potete fare riferimento ai referenti dei vostri corsi di studio, i cui contatti si trovano nei siti dei corsi di laurea. Vi raccomando inoltre di prestare sempre attenzione alla vostra casella di posta unimi.

Non tutto potrà funzionare in modo perfetto, e ce ne scusiamo in anticipo: abbiamo 136 corsi di studio e più di 4000 eventi formativi al giorno. Ma ce la stiamo mettendo tutta e, con il vostro aiuto, potremo farcela.

Concludo dedicando il mio più solidale incoraggiamento agli oltre duecento studenti della nostra Università residenti nelle zone rosse: faremo tutto quanto necessario per ridurre al minimo l’impatto delle tante difficoltà che state vivendo sul vostro percorso di studio.

Con i miei saluti più cari

Elio Franzini

I genitori ora potranno controllare l'account TikTok dei propri figli

In arrivo nuove funzionalità a favore di un maggior controllo da parte dei genitori, includeranno la definizione del tempo che i più giovani trascorrono nell'applicazione, il contenuto che vedono e i messaggi diretti autorizzati


L'applicazione mobile TikTok ha annunciato una nuova "modalità di sicurezza familiare" che consentirà ai genitori di controllare il modo in cui gli adolescenti utilizzano il social network. Includerà strumenti per gestire il tempo che i minori trascorrono nell'applicazione, i messaggi che ricevono e la capacità di limitare i contenuti alle pubblicazioni pubbliche, ovvero appropriate a tutti (ad esempio, senza volgarità). Nessuna delle funzionalità è nuova, ma ora l'applicazione ne consentirà il controllo da parte di un adulto. Per fare ciò, tuttavia, i genitori dovranno creare un proprio account TikTok.

Nonostante sia apparsa solo nel 2017, l'applicazione cinese ha chiuso il decennio tra le dieci più popolari Social App, subito dietro quelle più consolidate come Twitter, YouTube e Facebook. Lo scopo principale dell'applicazione è indurre gli utenti a creare un video virale, con un limite di pochi secondi. Ci sono molti balli coreografati, suggerimenti, sfide e persino video di cucina e trucco. Tuttavia, mentre in applicazioni come Instagram o YouTube, la prima cosa che gli utenti vedono sono i video di quelli che seguono, in TikTok l'utente vede prima i video più popolari scelti da un "misterioso algoritmo". 

In una dichiarazione sui nuovi strumenti, Cormac Keenan, responsabile del dipartimento di sicurezza di TikTok per la regione europea, ha dichiarato,  "Vogliamo che le persone si divertano con TikTok, ma è anche importante che la nostra comunità garantisca il benessere degli utenti stessi. L'obiettivo è aiutare genitori e tutori a proteggere i loro adolescenti in TikTok". 

Secondo i dati della società di analisi GlobalWebIndexa, la fascia d'età che più utilizza TikTok è dai 16 ai 24 anni. Purtroppo è facile trovare utenti più giovani e, sebbene l'età minima per utilizzare l'applicazione sia 13 anni, è possibile sfuggire al controllo dell'età (basta semplicemente dare un'altra data di nascita al momento della creazione dell'Account).

I nuovi strumenti di controllo parentale nascono dalle controversie sull'uso dell'applicazione da parte dei più piccoli, quando non vi è alcun monitoraggio. Una delle fonti di entrate di TikTok, oltre alla pubblicità, è la vendita di beni virtuali come emoji e adesivi, che gli utenti possono anche scambiarsi l'un l'altro. Nel 2019, TikTok ha scelto di limitare l'accesso a questi "regali digitali" ai minori, dopo che un'indagine della BBC nel Regno Unito ha scoperto che gli utenti più giovani stavano spendendo soldi veri, per offrire regali digitali (acquistati su TikTok), agli utenti più famosi in cambio della menzione nei loro video.

Il Regno Unito sarà il primo paese a ricevere l'aggiornamento con la nuova "modalità di sicurezza familiare", sebbene l'applicazione affermi che il nuovo aggiornamento, raggiungerà più paesi "nelle prossime settimane".

 

La Svezia mette alla prova una e-krona

Farà ricorso alla tecnologia bitcoin, ma difficilmente la moneta raggiungerà mai i portafogli dei cittadini.


Visto un utilizzo di moneta reale sempre minore, in Svezia le autorità hanno deciso di realizzare un progetto pilota per una valuta elettronica di stato, che un giorno potrebbe vivere parallelamente alla valuta tradizionale. La Riksbank, la banca centrale svedese, ha annunciato che testerà la tecnologia per supportare un'ipotetica moneta virtuale dal nome "e-krona". L'obiettivo è fornire allo Stato strumenti che gli consentano di svolgere un ruolo nel mercato dei pagamenti elettronici, un settore oggi dominato principalmente da società private, in questo modo invece, la Banca Centrale svedese avrà un ruolo primario.

"Il recente forte calo nell'uso del denaro fisico in Svezia ha reso più difficile l'uso del denaro in alcune aree della società svedese", ha osservato il portavoce della banca centrale svedese, "la Riksbank vede potenziali problemi nell'emarginazione di liquidità e ha quindi avviato un progetto pilota per sviluppare una proposta di soluzione tecnica, per una valuta digitale emessa direttamente da una banca centrale, la e-krona".

Nel documento che spiega il progetto, la banca nota che, "non esiste denaro digitale statale disponibile al pubblico" e che "i metodi di pagamento digitali disponibili, sono resi disponibili solo da agenti del mercato privato".

Il test, che verrà eseguito con il supporto di Accenture, utilizzerà la tecnologia blockchain , il database di distribuzione su cui si basano bitcoin e la miriade di valute digitali. A differenza del bitcoin e simili, la gestione di e-krona sarà solo della banca centrale che sarà responsabile dell'emissione della valuta (nel sistema bitcoin, le monete vengono emesse per premiare i partecipanti al sistema, che convalidano le transazioni realizzate in un modello decentralizzato).

La Riksbank ha dichiarato che per ora si tratta solo di un progetto sulla carta, che non esiste un piano per emettere veri e-kronas e che gli utilizzatori della tecnologia blockchain saranno limitati: “Al momento non esiste alcuna decisione di emettere un e-krona e su come e-krona potrà essere concepita o quale tecnologia verrà utilizzata ”.

Oggi il Vaticano rende pubblici gli archivi "Top Secret" sulla Seconda Guerra Mondiale

Gli archivi conservano la documentazione di Papa Pio XII (1939-1958), sui crimini commessi dal nazismo durante la seconda guerra mondiale.


Il Vaticano ha confermato la decisione di rendere pubblici gli archivi già alcuni giorni fa, rafforzando l'idea che consultare la documentazione, chiarirà il silenzio di Papa Pio XII, accusato negli ultimi decenni di non aver alzato la voce contro il nazismo durante la seconda guerra mondiale ( 1939-1945).

  • Pubblicato in Esteri
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