updated 2:50 PM UTC, Apr 6, 2020

Italia tecnologicamente spaccata in due. L'Istat: al Sud più di 4 famiglie su 10 non hanno pc o tablet. Per molti un problema in tempo di scuola a distanza e didattica online

La ricerca dell'Istituto di statistica sugli spazi in casa e la disponibilità di computer per bambini e ragazzi dice che nel Mezzogiorno arranca la trasformazione digitale: Calabria e Sicilia le regioni più indietro. In Trentino-Alto Adige, Lombardia e Lazio il 70% dei nuclei possiede almeno un dispositivo


Esplode la rabbia dei Pediatri Italiani: “Basta cellulari e tablet ...

Nel Mezzogiorno la percentuale di famiglie senza computer supera il 41%, con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46% e 44,4%), mentre è di circa il 30% nelle altre aree del Paese. A rilevarlo è l'Istat, che nella ricerca "Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi" sottolinea anche come al Sud sia più elevata anche la quota di famiglie con un numero di computer insufficiente rispetto al numero di componenti.

Nelle regioni del Nord, invece, la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa è maggiore. In particolare a Trento, Bolzano e in Lombardia oltre il 70% delle famiglie possiede un pc, e la quota supera il 70% anche nel Lazio. Nel Nord, inoltre, la quota di famiglie in cui tutti i componenti hanno un pc sale al 26,3%.

Rispetto alla dimensione del comune, la percentuale più alta di famiglie senza computer si osserva nei comuni di piccole dimensioni (39,9% in quelli fino a 2mila abitanti), la più bassa nelle aree metropolitane (28,5%). Se si considerano le famiglie con minori, la quota di quante non hanno un computer scende al 14,3%, ma le differenze territoriali risultano ancora più accentuate con valori che vanno dall'8,1% del Nord-ovest (6% in Lombardia) al 21,4% del Sud. 

Dallo stesso rapporto è emerso che nel 2018 il 27,8% delle persone vive in condizioni di sovraffollamento abitativo. Questa condizione di disagio è piu' diffusa per i minori, il 41,9% dei quali vive in abitazioni sovraffollate. Il disagio si acuisce se, oltre ad essere sovraffollata, l'abitazione in cui si vive presenta anche problemi strutturali oppure non ha bagno/doccia con acqua corrente o ha problemi di luminosità.

 La condizione di grave deprivazione abitativa riguarda il 5% delle persone residenti e, ancora una volta, è più diffusa tra i giovani. Infatti, vive in condizioni di disagio abitativo il 7% dei minori e il 7,9% dei 18-24enni. La quota, rileva l'Istat, scende al crescere dell'età fino ad arrivare all'1,8% fra le persone di 75 anni e più.

Coronavirus, Sala riparte dalla "battaglia del pennarello" e guarda al dopo: "Riapertura a step, Milano non sia impreparata" (VIDEO)

Il videomessagio quotidiano del sindaco: "Penne e quaderni sono beni essenziali per gli studenti. Ne ho parlato con governo e prefetto". Poi i suoi pensieri su come far ricominciare le attività cittadine, dai trasporti alla socialità. Ecco cosa ha detto - (VIDEO)


"Vorrei dire innanzitutto alle mamme in ascolto che stamattina ho ufficialmente lanciato la 'battaglia del pennarello' e cioè mi avete in molte segnalato che non si trovano nei supermercati articoli di cartoleria, pennarelli e quaderni per voi fondamentali per far studiare i vostri ragazzi. Non si trovano perché non sono considerati articoli essenziali secondo il decreto del Governo. Ne ho parlato col prefetto Renato Saccone e col Governo: speriamo che risolvano in fretta la questione e magari senza aspettare un Consiglio dei ministri", ha esordito così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel suo quotidiano videomessaggio ai cittadini, in questo periodo di emergenza coronavirus.

Poi, ha raccontato di aver avuto una video-conference con un centinaio di sindaci delle più grandi città del mondo: "E' stata organizzata la C40, l'organizzazione che ci riunisce e che è presieduta dal sindaco Los Angeles, che ha chiesto a me e al sindaco di Seul di relazionare sulla situazione". E ha aggiunto: "Ci siamo confrontati su cosa fare adesso e che misure prendere alla riapertua della città"."Capisco che sia prematuro immaginare quando riusciremo a riaprire - ha proseguito il primo cittadino - ma non voglio che Milano si trovi impreparata". 

Sala ha spiegato: "Sarà una riapertura a step e sto già lavorando su alcuni capitoli. Pimo come rimodulare le infrastrutture, come le metropolitane a quelle digitali come la banda larga. Secondo, come usufruire degli spazi pubblici, da San Siro a un cinema o a un teatro: come si entra, come si esce, come si gestisce il momento in cui siè  vicini. Terzo, come far ripartire l'economia: presumo che alle grandi aziende penserà il governo, ma io mi devo occupare di quel piccolo tessuto economico e culturale che e' in gran parte la vita di una città come Milano".

Coronavirus, la ministra Azzolina: "La scuola potrebbe non riaprire, ma anno scolastico valido. Maturità con sei membri interni e presidente esterno" (VIDEO)

In un'informativa data al Senato questo pomeriggio, la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha detto: "Si tornerà a scuola se e quando, sulla base delle indicazioni degli esperti, le condizioni lo consentiranno". "Le videolezioni sono una scelta obbligata, non abbiamo alternative", ha detto ancora Azzolina. E poi ha annunciato che per la Maturità è orientata a prevedere "sei commissari interni con un presidente di commissione esterno" - (VIDEO)


Risultato immagini per lucia azzolina

«Voglio ribadire un aspetto fondamentale: si tornerà a scuola se e quando, sulla base di quanto stabilito dalle autorità sanitarie, le condizioni lo consentiranno» . Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina nel corso di un’informativa in Senato. «In merito agli esami di Stato - ha sottolineato la ministra - abbiamo più volte ribadito la necessità, come chiedono anche gli studenti, di predisporre le modalità che garantiscano un esame serio, che tenga conto dello sviluppo reale degli apprendimenti. Non un approccio finalizzato alla rigidità formale ma al contrario alla valorizzazione dei percorsi di ognuno, attraverso lo strumento più idoneo per tutti. Per questo nella composizione delle commissioni per l’esame della scuola secondaria di secondo grado il mio orientamento è proporre una commissione formata da soli membri interni con presidenti esterni che si facciano garanti della regolarità dell’intero percorso dell’esame».

«Abbiamo sancito la conservazione della validità dell’anno scolastico 2019-20, anche qualora le istituzioni scolastiche non possano effettuare almeno 200 giorni di lezione a seguito delle misure di contenimento del Covid19» ha sottolineato Azzolina, che in merito alle risorse per la didattica a distanza ha sottolineato come il decreto legge 18 del 2020 abbia previsto «uno specifico stanziamento di 85 milioni per l’anno 2020 al fine di consentire alle istituzioni scolastiche di dotarsi immediatamente di tutti gli strumenti utili per l’apprendimento a distanza e agli studenti meno abbienti di poterne fruire». «Attualmente più di 6,7 milioni di alunni è raggiunto attraverso mezzi diversi da attività didattiche a distanza» ha affermato la ministra, che in merito ai risultati del monitoraggio effettuato dal ministero ha spiegato: «Il 93% delle scuole italiane ha risposto al quesito con il quale si è svolto il monitoraggio, il 67% delle scuole che hanno attivato l’attività a distanza prevede per essa specifiche forme di valutazione.

L’89% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con disabilità, l’84% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con Dsa, il 68% per gli alunni con Bes non certificati e il 48% ha svolto una riunione degli organi collegiali a distanza». «Nessuno studente deve rimanere indietro a causa del digital divide» e «nessuno deve perdere il lavoro a causa del Covid 19» ha garantito la ministra. «L’impatto globale dell’emergenza Coronavirus vale anche per la scuola - ha spiegato - più di tre quarti della popolazione studentesca mondiale è interessata da questa crisi, un numero spaventoso: 1,5 miliardi di studenti nel mondo in questo momento non sta andando a scuola. Si tratta di una sfida senza precedenti che dobbiamo raccogliere e lo stiamo facendo come Paese in raccordo con l’Unione europea e con l’Unesco. Molti Paesi Ue sono più attrezzati di noi rispetto alle infrastrutture tecnologiche eppure più volte sono stata chiamata in causa dai miei omologhi per avere informazioni su come l’Italia sta operando» ha spiegato Azzolina, sottolineando che «8,3 milioni di studenti in Italia non possono accedere a edifici scolastici e avevano bisogno di una risposta». «C’è stata una gara di generosità tra le scuole - ha sottolineato infine la responsabile dell’Istruzione - La scuola sta rispondendo in maniera solida e coesa, dimostrando un senso di responsabilità e di disponibilità senza precedenti ad operare in emergenza».

Coronavirus, il documento fake del ministero dell'Istruzione: "Scuole chiuse a data da destinarsi. Studenti dell'ultimo anno insufficienti saranno bocciati". Furiosa la ministra Azzolina

Circola un documento falso con intestazione del ministero dell'Istruzione secondo il quale la scuole chiuderebbero fino a data da destinarsi e eventuali studenti con votazione insufficiente, che frequentano anche l'ultimo anno saranno bocciati. La ministra Laura Azzolina: E' vergognoso, denunceremo"


"Sta girando questo documento. È un falso! Il momento è delicato. E c'è ancora chi gioca in questo modo. Lo trovo vergognoso. Denunceremo. Intanto chiedo a tutti di seguire solo fonti ufficiali. Dove pubblichiamo tutto. E ringrazio quanti, nella stampa, ci stanno aiutando a dare informazioni corrette. Questo è il sito del Ministero www.miur.gov.it. e questa la sezione dedicata alle notizie sulla gestione dell'emergenza https://www.miur.gov.it/…/coronavirus-online-pagina-dedicat…". Lo scrive su Facebook la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina (nella foto sotto), pubblicando il documento falso con intestazione del ministero dell'Istruzione secondo il quale la scuole chiuderebbero fino a data da destinarsi e eventuali studenti con votazione insufficiente, frequentanti anche l'ultimo anno scolastico dovranno ripetere l'anno.

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Lorenzo Fioramonti, il parlamentare annoiato

Lorenzo Fioramonti era una figura abbagliante nella politica italiana, ma questo giustifica tanto caos e tante luci della ribalta, sul governo italiano?


Le dimissioni di un ministro della pubblica istruzione di solito non causano un terremoto politico, ma nel caso di Lorenzo Fioramonti, che giovedì ha annunciato le sue dimissioni dal gabinetto del Primo Ministro Giuseppe Conte, la sensazione è insolitamente molto vicina alla realtà. Si possono trovare diverse ragioni, il politico del movimento cinque stelle era una delle figure con le idee più a sinistra e più controverse del governo Conte. Fioramonti stava inoltre cercando i riflettori, inclusi quelli internazionali. In una intervista con il "New York Times" dichiarò che la protezione del clima sarebbe dovuta diventare una materia di studio nelle scuole italiane nel prossimo futuro. Una perfetta strategia di comunicazione che a trasformato Fioramonti da un giorno all'altro, nel Ministro della Pubblica Istruzione più noto a livello internazionale, da quando la Repubblica Italiana è stata fondata nel 1946.

In precedenza Fioramonti, aveva già suscitato scalpore a con una lettera a tutti i dirigenti scolastici, chiedendo loro di giustificare d'ufficio, tutti gli studenti che avessero partecipato alle manifestazioni del movimento "Venerdì per il futuro".

L'ex professore di economia politica presso l'Università di Pretoria godeva di notorietà non solo per le sue iniziative verso la protezione del clima, ma anche per aver chiesto di sostituire tutti i crocifissi e le foto del Presidente della Repubblica, appesi in tutti gli uffici pubblici, con una mappa del mondo ed estratti della costituzione italiana. 

Fin dall'inizio, Fioramonti aveva interpretato il ruolo del bambino terribile. Quando il "Corriere della Sera" gli chiese delle sue condizioni poco dopo essere entrato nel parlamento italiano, la sua risposta fu, - " sono annoiato, come docente all'università hai poco da fare, ma come membro del parlamento non hai assolutamente nulla da fare".

Ma non tutte le sue dichiarazioni furono innocue, prima di entrare nel parlamento italiano in quota al Movimento cinque Stelle, fu il promotore di un'iniziativa per un boicottaggio dei beni israeliani, ma ancor prima di aver prestato giuramento come ministro, Fioramonti a settembre, annunciò che avrebbe rassegnato le dimissioni se non avesse ricevuto altri tre miliardi di euro per le scuole e le università. E ora ha mantenuto la parola. 

Le dimissioni di Fioramonti  hanno indebolito la coalizione di governo, rischiando di rompere il così fragile legame tra il movimento a cinque stelle e il Partito Democratico, che finora ha governato con poca fortuna. Il movimento a cinque stelle ha dimostrato ancora una volta di essere un giocatore insicuro. Le dimissioni del Ministro della Pubblica Istruzione hanno nuovamente chiarito che la crisi d'identità del movimento e le lotte interne al potere, rappresentano il rischio maggiore per la continua esistenza della coalizione sotto il nome di Governo Conte bis.

Fioramonti si era da tempo allontanato dal suo partito e l'aveva accusato di aver ceduto alle responsabilità di governo, rinnegando gli ideali originali, compresa la protezione dell'ambiente. A seconda di quanti sostenitori del partito lo seguiranno si potrebbe generare un'ulteriore grave salasso per la coalizione di governo, dopo la dipartita di alcuni senatori dal movimento e la separazione del nuovo partito di Matteo Renzi "Viva Italia", dal Partito Democratico.

Renzi aveva annunciato che avrebbe continuato a sostenere la coalizione di governo, ma questo ha il un prezzo politico, come è dimostrato dalle dure reazioni dei componenti di "Viva Italia" alle dimissioni di Fioramonti, che sembravano più un'opposizione che un partner della coalizione. il governo sta perdendo i suoi ministri "come un albero delle sue foglie d'autunno", hanno detto i senatori di Renzi. Mentre per Davide Faraone uno dei senatori più vicini a Renzi, il Partito Democratico come sempre è rimasto in silenzio!

Al di là di tutti gli aspetti personali e politici del partito, le dimissioni di Fioramonti hanno anche attirato l'attenzione sulla miseria della politica educativa italiana. Fioramonti lamentava che il governo aveva bisogno di più coraggio, specialmente in settori cruciali come l'università e la ricerca. I tre miliardi di euro che il Ministro dell'istruzione desiderava anche per le scuole e le università erano davvero urgenti. Nessun paese industrializzato occidentale, spende così poco per l'istruzione, in relazione alla sua forza economica quanto l'Italia; nel 2019, secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), la spesa per l'istruzione del paese rappresentava solo il 3,9 per cento del prodotto interno lordo. Ciò pone l'Italia chiaramente dietro la media OCSE che è del cinque percento. 

Gli insegnanti di italiano sono meno istruiti e guadagnano molto meno rispetto ai loro omologhi nella maggior parte degli altri paesi dell'Europa occidentale. Gli studi di Pisa mostrano ancora una profonda divisione del paese. Mentre alcune regioni del nord Italia sono le migliori in termini di istruzione nei campi della letteratura e della matematica scientifica, la Sicilia e la Sardegna sono molto indietro, quasi al livello di Turchia e Grecia.

Da oggi a scuola solo con certificato di vaccinazione. Sanzioni per i genitori che rifiutano l'obbligo

Presidi pronti ad applicare la legge Lorenzin. Nel frattempo è allo studio un nuovo provvedimento, che prevederebbe il cosiddetto "obbligo flessibile". Secondo quest'ultimo la vaccinazione è obbligatoria solo "in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell'immunità di gruppo", ossia della protezione indiretta che si ha quando la vaccinazione di una parte significativa di una popolazione tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l'immunità. Ma la questione continua a dividere l'opinione pubblica


Da oggi si entrerà a scuola soltanto con il certificato di vaccinazione. E' quanto prevede la legge Lorenzin approvata nel luglio 2017 e attualmente in vigore, che i presidi sono fermamente decisi a rispettare. La legge prevede l'obbligo della vaccinazione per le iscrizioni all'asilo nido e alla scuola materna e, con modalità diverse, riguarda anche le scuole elementari, scuole medie e i primi due anni delle superiori, fino ai 16 anni.

Di conseguenza i bambini da zero a sei anni non in regola con le vaccinazioni non possono accedere agli asili nido e alle scuole dell'infanzia; bambini e ragazzi nella fascia d'età da 6 a 16 anni potranno entrare a scuola. In entrambi i casi, se i genitori rifiuteranno ripetutamente di far vaccinare i figli dopo colloqui e solleciti da parte delle Asl, incorreranno nelle sanzioni pecuniarie previste dalla legge. Nel frattempo è allo studio un nuovo provvedimento, che prevederebbe il cosiddetto 'obbligo flessibile'. Secondo quest'ultimo la vaccinazione è obbligatoria solo "in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell'immunità di gruppo", ossia della protezione indiretta che si ha quando la vaccinazione di una parte significativa di una popolazione tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l'immunità. "Per chi non si presenterà a scuola con il certificato richiesto, applicheremo semplicemente la legge", ha detto l'Associazione Nazionale Presidi (Anp).

Questo significa che "negli asili, i bambini sprovvisti di certificato non potranno entrare. Nelle altre scuole, invece, in questi casi è prevista solo una sanzione pecuniaria, e gli alunni potranno entrare lo stesso". Secondo l'associazione dei presidi il problema "è soprattutto nella scuola primaria, dove i non vaccinati potrebbero restare a contatto con gli immunodepressi, i quali non sono tutelati da questo tipo di previsione normativa".

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Salute

Salute e sessualità, il ministro Giulia Grillo: "Serve una corretta educazione nelle scuole"

"C'è un gap conoscitivo importante fra i giovani italiani relativamente alle tematiche della sessualità. Ci sono tante informazioni che ai ragazzi bisognerebbe dare e non si può demandare a internet la loro diffusione, anche se su questo voglio lavorare, mettendo a disposizione dati certificati sia per i giovani che per gli adulti. Credo che l'insegnamento nella scuola di temi legati alla sessualità e alla riproduzione possa fornire un punto fermo di informazioni certe e certificate". A dirlo il ministro della Salute, Giulia Grillo, intervenendo oggi a Roma alla presentazione dello Studio nazionale fertilità.

"E' tempo - ha aggiunto - di promuovere nelle scuole una corretta educazione ai temi di salute, facendo sì che diventino materia di insegnamento trasversale, attraverso un'alleanza tra scuola e Ssn, attraverso un approccio scolastico globale. Questo è il presupposto del documento messo appunto di recente dal ministero della Salute e ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur) sugli 'Indirizzi di policy integrate per la scuola che promuove salute'. Speriamo che da questo protocollo nasca la strada per insegnare la salute nelle scuole, poi con un capitolo dedicato alla salute riproduttiva e alla sessualità".

(Fonte: Adnkronos)

Scuola e moda, quattro giorni di sfilate, talk e workshop a Milano. L'intervista all'assessore Lara Magoni (VIDEO)

La seconda edizione di Fashion Graduate Italia, manifestazione dedicata alla formazione in ambito moda organizzata dalle scuole della Piattaforma Sistema Formativo moda, si terrà dal 26 al 29 ottobre al Base di via Bergognone a Milano. La nostra intervista all'assessore regionale lombardo Lara Magoni - (VIDEO)


La settimana della Moda di Milano passa anche da Palazzo Lombardia dove, al Belvedere del 39esimo piano, è stato presentato 'Fashion Graduate Italia 2018': l'evento, organizzato dalle scuole della Piattaforma Sistema Formativo Moda, è in programma dal 26 al 29 Ottobre 2018 presso il BASE di via Bergognone a Milano. Saranno quattro giorni intensi di sfilate, talk e workshop per discutere e comunicare le tendenze di un settore cruciale per il tessuto produttivo sia locale che nazionale, in rapidissimo mutamento.

FONTANA: STRAORDINARIA OCCASIONE PER I GIOVANI - La conferenza stampa è stata aperta dal Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. "La formazione all'interno del settore moda, altro ambito in cui la nostra regione eccelle - ha detto il presidente - ha giustamente goduto sia in passato che ora, della massima attenzione e sostegno da parte di questa amministrazione". "'Fashion graduate Italia 2018' metterà in contatto tutti i soggetti attivi e gli stakeholder del settore, sarà una straordinaria occasione per i ragazzi per favorire l'incontro con le case di moda sia italiane che internazionali". "Attraverso la formazione di nuovi stilisti - ha rimarcato il governatore - diamo nuova linfa a questo strategico asset affinché la nostra leadership possa proseguire".

MAGONI: AGEVOLARE INCONTRO TRA DOMANDA E OFFERTA - "Regione Lombardia crede fermamente in settori trainanti come la Moda e design - ha detto Lara Magoni, assessore regionale con delega alla Moda - infatti per la prima volta nelle deleghe assessorili vi è un esplicito riferimento a comparti centrali per l'economia lombarda e nazionale. Eventi come 'Fashion Graduate' dimostrano proprio l'impegno delle istituzioni nei confronti del settore e rispondono in pieno alla mission che ci siamo preposti: sostenere il sistema formativo per valorizzarne le eccellenze".

PROPENSIONE ALL'INNOVAZIONE - "Il nostro obiettivo deve essere quello di agevolare l'incontro tra domanda e offerta, favorire l'approccio diretto tra studenti e mondo imprenditoriale per far sì che il 'sistema moda' possa attingere a piene mani tra le risorse umane migliori del territorio e rimanere competitivo nel tempo", ha spiegato Magoni. "Sono orgogliosa nel poter constatare che ancora una volta la Lombardia è leader nazionale nel saper mettere in campo i progetti che sanno valorizzare il mix tra 'saper fare' tradizionale, tipico del Made in Italy, e propensione all'innovazione, un rapporto virtuoso che aumenta la capacità competitiva delle imprese".

RIZZOLI: NOI IN PRIMA LINEA IN SETTORE IMPORTANTE - Alla conferenza stampa ha partecipato anche Melania Rizzoli assessore di Regione Lombardia con le deleghe all' Istruzione, Formazione e Lavoro. "Regione Lombardia - ha sottolineato Rizzoli - è in prima linea nell' incoraggiare l'entrata nel mondo del lavoro dei nostri giovani soprattutto in occasione di un settore così importante com'è la moda che è il nostro orgoglio e il nostro Made in Italy".

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